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domenica 2 marzo 2008

Il Forum delle famiglie si rivolge a Napolitano

Piacenza- «La vita umana e la vita della società passano attraverso la famiglia. Mi sembra un’assurdità non tenerne conto e contro questa assurdità occorre reagire come sta facendo il Forum con un appello ai politici e agli uomini di cultura». Così il vescovo Gianni Ambrosio ha aperto ieri pomeriggio al cinema-teatro President il convegno organizzato dal Forum delle famiglie per lanciare anche a Piacenza la petizione nazionale per un fisco più attento ai bisogni delle coppie. Tanta la gente che ha accolto l’appello degli organizzatori e si è data appuntamento nel cinema-teatro della Santissima Trinità. Ad accompagnare il vescovo, il parroco, monsignor Riccardo Alessandrini. «La famiglia è un’istituzione che ha una funzione e una missione precisa straordinaria - ha evidenziato monsignor Ambrosio -: la trasmissione della vita umana dalla quale deriva la crescita civile della nostra realtà sociale. Senza quel nucleo fondamentale costituito da un uomo ed una donna che possono diventare papà e mamma non si dà vita umana, l’esistenza di una societas, di uno stare insieme confidando su valori comuni». Il convegno si è aperto con un video di Giovanni Paolo II sul sostegno alla famiglia. «Oggi paghiamo una grossa ingiustizia - ha detto Pietro Boffi, responsabile del Centro internazionale di studi sulla famiglia, uno dei relatori - e cioè che i carichi familiari non sono riconosciuti o sono riconosciuti troppo poco a livello di detrazioni o deduzioni. Il che vuol dire che due nuclei di pari reddito con composizione diversa pagano quasi le stesse tasse. Questo è un messaggio penalizzante per le famiglie». «Si vuole che la famiglia venga considerata un soggetto sociale - ha evidenziato Ermes Rigon, presidente regionale del Forum - non una somma di individui. La soggettività della famiglia è oggi la chance principale per un futuro di speranza». Nell’atrio del President i banchetti per firmare la petizione che verrà portata al Presidente della Repubblica. Viene chiesto, in estrema sintesi, che dal reddito delle famiglie si calcolino settemila euro per figlio (il minimo necessario per il suo sostentamento) e tale somma non venga tassata. Servono firme. Oggi in 134 comuni italiani il Forum schiera i suoi banchetti. A Piacenza saranno tre: in piazza Duomo, in piazza Sant’Antonino, sul Pubblico Passeggio (lato liceo scientifico). I Family day si rinnoveranno l’8, il 15, il 29 marzo e il 5 aprile.

Il testo integrale su Libertà di oggi, 2 marzo 2008

mercoledì 31 ottobre 2007

Basta zucche, Halloween mette l'aureola


Borgotrebbia fa scuola e negli oratori

si moltiplicano le feste con i bambini vestiti da santi

Basta zucche, Halloween mette l'aureola

I parroci: nessuna crociata, solo il rispetto delle nostre tradizioni


da Libertà, 31 ottobre 2007


PIACENZA - Finte zucche e cappelli da strega, teschi di plastica e forconi da diavolo. La Chiesa piacentina dice basta con la festa di Halloween (in scena questa sera) e risponde con le ali degli angeli e le aureole dei santi. L’esempio di Borgotrebbia - dove il parroco ha inventato, tre anni fa, la festa con i bambini vestiti da santi - ha fatto dunque scuola. «Siamo stati i primi ad inizare a Piacenza - ricorda don Pietro Cesena, parroco di Borgotrebbia - e altre parrocchie ci stanno seguendo su questa strada: San Nicolò, Sacra Famiglia, Santissima Trinità, Caorso». «Se la bellezza salverà il mondo, la bruttezza e l’orrore lo manderanno sempre più giù - è convinto -. Occorre ribadire che noi abbiamo un’altra cultura e tradizione. La nostra festa? Credo che sia una giusta rivendicazione culturale di cose che per noi sono più importanti. È un discorso educativo, non una pianificazione americane delle multinazionali che vendono zucche di plastica». I bambini della parrocchia, nei giorni scorsi, assieme ai genitori ed agli educatori, hanno cercato su internet e sui libri le caratteristiche del santo che corrisponde al loro nome. Questo pomeriggio si maschereranno di conseguenza. «Si fa festa assieme ai bambini sul tema dei santi - spiega il parroco - poi si mangia una grande torta e domani tutti a messa». Qualche problema c’è con i nomi delle nuovissime generazioni: Kevin o Jessica, ad esempio. «Per Kevin siamo riusciti a trovare un santo irlandese - dice - per il resto useremo degli escamotage, comunque anche questo costituisca motivo di riflessione su come i genitori scelgono i nomi dei loro figli». A pochi isolati di distanza c’è la parrocchia della Sacra Famiglia. «Halloween non mi interessa, è una carnevalata - non le manda a dire don Angelo Cavanna, il parroco -, una delle classiche feste importate dagli Stati Uniti». Quest’anno non è riuscito ad organizzarla ma il prossimo la festa dei santi con i bambini sbarcherà anche nella sua parrocchia: «La ritengo una buona idea, un’ottima occasione per riflettere sulla santità, la farò».Chi, questo pomeriggio, va in scena è don Massimo Cassola che, assieme alla coordinatrice dei catechisti, Vittoria Dagradi, ha messo a punto l’evento alla Santissima Trinità. «È la prima volta - spiega il sacerdote -, lo facciamo volentieri perché quella di don Cesena è una buona idea ed è giusto che venga propagandata». Ma attenzione! Nessuna crociata: «Non è un’anti-festa, solo una sottolineatura della festa cristiana dei santi. Ed è una festa perchè gli uomini sono felici, le ricorrenze dei santi e dei morti non devono essere associate alla tristezza, noi cristiani, con la resurrezione, vinciamo la morte. Nella festa di Halloween i vivi che si mascherano da morti lo fanno per esorcizzare la paura».Anche i sacerdoti con i capelli bianchi, come monsignor Giancarlo Conte, parroco di San Giuseppe Operaio, avvertono il pericolo. «Di per sé su questa festa pagana, di origini celtiche, non nutro particolari opposizioni - dice monsignor Conte - sempre che non prenda il posto di due celebrazioni importantissime: lo sguardo ai nostri santi e il ricordo dei cari che ci hanno lasciato».

Federico Frighi