martedì 20 novembre 2012
La nuova diocesi, Roveleto progetto pilota
Questo il calendario: la settimana prossima, lunedì 19 novembre, "Dei Verbum", lectio del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze; martedì 11 dicembre: "Gaudium et spes", lectio del cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano; lunedì 18 febbraio 2013: "Sacrosanctum Concilium", lectio di monsignor Alceste Catella, Vescovo di Casale Monferrato; venerdì 8 marzo sarà la volta del priore della Comunità monastica di Bose, Enzo Bianchi, che terrà la lectio magistralis sulla "Lumen gentium". Ogni appuntamento si terrà alle ore 21 in cattedrale a Piacenza.
Don Esopi rimane Il consiglio avrebbe dovuto prendere in esame anche le dimissioni di don Giampiero Esopi da presidente del Consiglio di amministrazione del "Pio Ritiro Cerati". Come ha precisato lo stesso interessato sono dimissioni dettate da motivazioni personali. L'istituzione piacentina di via Torta è alla vigilia dell'inaugurazione di una nuova ala e di importanti lavori di ristrutturazione. Anche per questi motivi, e considerato che il suo mandato scade al maggio del prossimo anno, su preghiera dello stesso Cda e del vescovo don Esopi ha deciso di ritirare le proprie dimissioni ma ha detto di non essere più disponile per un nuovo mandato.
L'esperienza Roveleto E' stata poi la volta di un tema di particolare importanza: la presentazione di una nuova proposta di riorganizzazione dell'Unità Pastorale 9 del Vicariato della Valdarda. Tale proposta, a parte il significato che riveste per le zone interessate, viene ad assumere anche significato particolare in quanto costituisce un'iniziativa pilota per l'intera diocesi che dovrà affrontare in un prossimo futuro la ristrutturazione delle circoscrizioni parrocchiali. Il progetto è stato presentato da due sacerdoti della zona: don Umberto Ciullo e don Stefano Antonelli. L'unità pastorale di Cadeo è composta da quattro parrocchie: Beata Vergine del Carmelo (Roveleto), Santissimo Salvatore (Fontanafredda), San Pietro Apostolo (Saliceto) e San Pietro Apostolo (Cadeo). Da quasi tre anni i due sacerdoti ed i fedeli più coinvolti nella vita delle comunità parrocchiali sono impegnati nell'esame dei problemi delle rispettive comunità ed ora, in sintesi, sono giunti a queste richieste: "L'unificazione delle quattro parrocchie in un'unica parrocchia. Inizialmente sarà la parrocchia di Roveleto ma poi la nuova comunità parrocchiale assumerà un altro nome; le proprietà passeranno tutte a questa unica parrocchia; l'attuale vita pastorale e sacramentale sarà ugualmente garantita; le chiese parrocchiali diverranno chiese sussidiarie; la corresponsabilità laicale sarà garantita da un unico Consiglio di Unità Pastorale e da un unico Consiglio degli affari economici".
Il dibattito è stato chiuso dallo stesso vescovo Ambrosio che si è soffermato su alcuni punti: questo è un caso significativo che potrà dare indicazioni anche per altri interventi del genere pur tenendo conto delle condizioni specifiche; il cammino di unificazione deve giungere a conclusioni giuridiche ma è importante che tutto parta dal concreto e dal vissuto delle persone; il cammino di unificazione deve essere fatto all'insegna della comunione, avendo come punto di riferimento la visione di Chiesa e di fede. Il vescovo ha ribadito che si deve fare attenzione alle comunità più piccole, nessuno si senta mortificato e particolare attenzione dev'essere riservata, accanto a quelli pastorali, anche agli aspetti patrimoniali.
16/11/2012 Libertà
lunedì 8 ottobre 2012
Visita pastorale, meno cerimonie più relazioni
Si è riunito ieri nella Sala degli Affreschi di palazzo vescovile il Consiglio presbiterale diocesano che ha avuto, all'ordine del giorno, come argomento principale, la visita pastorale del vescovo alla diocesi (proposte e suggerimenti), evento ecclesiale attualmente nella fase di preparazione. In tempi recenti ha tenuto una visita pastorale il vescovo Antonio Mazza e due il vescovo Luciano Monari. E' stato anche sottolineato che la visita pastorale del vescovo alla propria diocesi nel passato aveva un aspetto soprattutto di controllo, mentre nei nostri tempi questo momento di vita diocesana ha assunto sempre più un ruolo pastorale. Da parte sua il cancelliere vescovile don Mario Poggi ha ricordato che la visita pastorale è l'anima di tutto il governo episcopale e in questo atto l'aspetto del controllo non deve essere sottovalutato. I presbiteri delle singole zone hanno riportato i consigli espressi dalla base del presbiterio diocesano. In estrema sintesi: la visita dovrà avere uno sguardo particolare all'incontro del vescovo con i sacerdoti, dovrà essere un momento di speranza e di incoraggiamento, il vescovo dovrà ascoltare e incontrare la gente, auspicabile sarebbe che il capo della diocesi si fermasse nelle singole parrocchie. Il vescovo dovrebbe privilegiare le Unità pastorali, valorizzare i laici e stimolarli ad assumere specifiche responsabilità, incontrare anche gli amministratori civici, far precedere il tutto da momenti formativi, invitare le singole comunità ad avere una particolare cura del proprio sacerdote interessandosi anche del suo stato di salute e tenendo conto che è persona che vive sola. E' stata raccomandata la visita agli ammalati, è stato consigliato di incontrare le realtà del lavoro e sociali in genere. Non esaurire la visita in cerimonie; coinvolgere la società su temi concreti. Le indicazioni al vescovo sono state tante, precise e circostanziate, vicariato per vicariato.
Il presule, nelle comunicazioni iniziali, ha sottolineato come i tempi attuali chiedano sempre di più momenti di vita spirituale. A questo proposito il capo della diocesi ha richiamato, per la città, il ruolo di centri di spiritualità come quello di San Raimondo. Il vescovo ha poi toccato la questione della fraternità sacerdotale di don Pietro Cantoni. «Quando si sono proposti alla nostra diocesi - ha detto in estrema sintesi - abbiamo intrapreso con loro un dialogo. Una volta sentito il parere del consiglio episcopale abbiamo ritenuto di interromperlo».
Un lungo e affettuoso applauso quando il vescovo ha infine annunciato la nomina di monsignor Luigi Chiesa a parroco della Santissima Trinità.
fed. fri.
05/10/2012 Libertà
venerdì 10 febbraio 2012
Il cardinale Scola nel duomo di Piacenza
In apertura il vicario generale mons. Giuseppe Illica, nel quadro delle comunicazioni sulla vita diocesana, ha ricordato le prossime scadenze tra cui: il 23 febbraio ritiro del clero nella parrocchia cittadina di Santa Franca; sabato 25 febbraio riunione del Consiglio Pastorale Diocesano; 1° marzo riunione del Consiglio Presbiterale Diocesano; in cattedrale lectio divina con il teologo p. Sequeri; dal 2 al 4 marzo esercizi spirituali dei giovani a Bose; 11 marzo giornata diocesana dei Catechisti; 16 marzo veglia di Quaresima dei giovani nei vicariati; sabato 31 marzo consegna delle palme ai giovani; 15 – 22 aprile settimana eucaristica nelle zone con conclusione domenica 22 aprile con una festa dei ragazzi a Piacenza al Campo Daturi; 28 – 30 aprile Tour de vie dei giovani ad Assisi; 3 maggio in cattedrale lectio divina con il cardinale di Milano Angelo Scola.
Alcuni appuntamenti sono stati illustrati dal vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani che, in particolare, ha poi presentato la scheda predisposta in vista del rinnovo degli organi di partecipazione.
Com’è noto in tutta la diocesi i vari organismi di partecipazione (Consigli pastorali parrocchiali, di unità pastorale e diocesano) stanno vivendo una pausa, durante la quale sono stati esaminati i motivi delle difficoltà che il settore sta attraversando; questo in vista della ripresa dei lavori con il rinnovo dei vari organismi.
Il documento illustrato da mons. Busani ai presbiteri riassume quanto è emerso nel lavoro di verifica a livello centrale e periferico. “Abbiamo dedicato gli ultimi incontri del Consiglio Presbiterale e del Consiglio Pastorale ad una verifica della situazione degli organismi di partecipazione. Dal confronto - si legge nel documento - sono emersi principalmente tre aspetti: i momenti formalmente costituiti hanno il grande valore di educare alla corresponsabilità e di far vivere l’esperienza della Chiesa comunione. Nella realtà si constata una certa disaffezione. Collaborare, ascoltare l’altro, lavorare insieme richiedono fatica e pazienza; non è sufficiente convocare un organismo, è necessario che si presti la dovuta attenzione al modo di operare (stile e metodo); le persone che partecipano hanno bisogno di essere formate e di essere sostenute nelle motivazioni.
“Questi tre aspetti - il valore formativo per la comunità ecclesiale degli organismi di partecipazione, la cura del loro funzionamento, il sostegno formativo dei partecipanti - valgono a prescindere dalle forme concrete e dal numero dei partecipanti che vanno declinati a seconda del contesto.
“Le riflessioni svolte hanno inoltre messo chiaramente in evidenza due esigenze operative: la semplificazione delle modalità elettive e della composizione; il maggior raccordo tra i diversi livelli: parrocchia, unità pastorale, diocesi”.
Vengono poi ricordati i dati tecnici tra cui la composizione e il funzionamento degli organismi; ci si sofferma ad analizzare un organismo che ha mostrato maggiori difficoltà, il Consiglio di Unità pastorale; si ricorda che tutte le parrocchie sono tenute ad avere un Consiglio per gli affari economici e poi si indicano i tempi per il rinnovo.
Quest’ultimo è un settore su cui il Consiglio Presbiterale ha dato proprie indicazioni: con l’inizio del prossimo anno pastorale vi sarà un periodo per la preparazione e la costituzione dei Comitati parrocchiali per le elezioni che poi si terranno all’inizio del 2013 per non interferire con la normale attività pastorale delle parrocchie. Ci si è soffermati anche sui temi: il prossimo anno sarà ancora dedicato alla Fede e vedrà la ricorrenza del cinquantesimo del Concilio Ecumenico Vaticano II; inoltre – hanno indicato alcuni membri del Presbiterale – sarà opportuno valutare i contributi, quali il ruolo dei laici, emersi durante gli anni della Missione popolare.
Un’attenzione particolare è stata rivolta anche ai Consigli di Unità Pastorale che costituiscono l’anello debole nel settore della partecipazione: ciò dipende, hanno osservato alcuni, che l’Unità Pastorale non è ancora entrata nella cultura della comunità diocesana. La scheda, rivista dopo i contributi emersi dalla discussione, verrà resa nota in tempi brevi. L’analisi di questo tema ha dato modo al Consiglio di analizzare l’attuale crisi della partecipazione: vi sono state voci che hanno richiamato le difficoltà che sta vivendo la stessa comunità ecclesiale, ma non sono mancate note di speranza che hanno richiamato l’importanza che sta rivestendo, in un momento di individualismo come il nostro, l’apporto positivo dei giovani. “Cerchiamo di cogliere – è stato detto – la speranza che è nei giovani”.
Lo stesso vescovo mons. Gianni Ambrosio ha sottolineato la necessità di fare leva sui giovani; ha invitato a cogliere l’occasione del cinquantesimo del Concilio per ritrovare la freschezza del Magistero della Chiesa insito nei lavori conciliari; ha pure invitato tutti a stimolare la vita di partecipazione nelle Unità pastorali, organismo giovane che manca di una tradizione.
Il Vescovo in precedenza aveva parlato del suo recente viaggio missionario in Uganda in occasione del quarantesimo di fondazione di Africa Mission. La storia e la situazione attuale di Africa Mission stanno ad indicare – ha commentato il Vescovo - la grande sensibilità missionaria della Chiesa piacentina. Altamente positivo il giudizio espresso sull’attività del movimento.
Mons. Ambrosio è poi intervenuto sul tema delle prossime elezioni amministrative. Era infatti all’ordine del giorno un contributo dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro sui rapporti Chiesa locale e istituzioni e realtà della comunità civile; tale argomento non è stato affrontato per mancanza di tempo; il Consiglio ne parlerà in una prossima riunione.
Sempre in questo contesto il Vescovo ha dato lettura di un suo documento in vista delle prossime elezioni amministrative. Data l’importanza di tale testo, e per non cadere in eccessive semplificazioni che rischierebbero di falsare il contenuto, si pensa di fare cosa opportuna trasmettere in allegato l’intero documento.
Durante la seduta il Consiglio ha preso atto (vi sono stati anche alcuni contributi, ma l’argomento non era all’ordine del giorno) delle indicazioni secondo cui, in via si un prossimo regolamento, le Unità pastorali entro giugno dovranno segnalare i progetti da privilegiare nell’assegnazione dei fondi per l’edilizia di culto (della CEI e della Fondazione). A questo proposito è stata consegnata ai Presbiteri anche una recente nota della CEI.
giovedì 1 dicembre 2011
Consigli pastorali da rivitalizzare
Questa mattina, giovedì 1° dicembre, si è riunito nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile il Consiglio presbiterale diocesano sotto la presidenza del vescovo mons. Gianni Ambrosio; ha coordinato i lavoro mons. Luigi Chiesa. Il Senato del Vescovo – il Presbiterale ha anche questa denominazione – era alla terza riunione dell’undicesima sessione quinquennale.
In apertura il vicario mons. Giuseppe Illica ha, tra l’altro, ricordato che è in distribuzione a tutti i sacerdoti il volume sui Polittici della diocesi realizzato recentemente dal Rotary Farnese (gli interessati devono rivolgersi in Curia a Mario Perinetti). Mons. Illica ha pure ricordato recenti incontri, tra cui quello dei Moderatori, durante il quale sono emersi spunti e riflessioni che meritano di essere ripresi.
Da parte sua il vicario per la pastorale mons. Giuseppe Busani ha aggiornato il Consiglio sui prossimi appuntamenti della Missione Popolare Diocesana. In particolare si è soffermato sulla settimana missionaria prevista dal 6 al 12 febbraio del prossimo anno dedicata al mondo giovanile e suo rapporto con il futuro. In ogni vicariato, nel mese di gennaio, si terranno incontri di formazione con alcuni incontri pubblici tra cui quello con gli amministratori civici. Altro appuntamento importante è la settimana liturgica in programma dal 15 al 22 aprile.
In questo periodo si doveva tenere un incontro con la lettura continua del Vangelo di Marco; per motivi organizzativi è stato rinviato alle ore 21 del prossimo 8 gennaio nella chiesa cittadina di San Savino. Interverranno un attore ed una cantante.
E’ stata poi la volta dell’esame degli organismi di partecipazione: i consiglieri erano stati invitati dalla giunta del Consiglio a coinvolgere su questo argomento i presbiteri dei rispettivi vicariati utilizzando una traccia così impostata: “Pensando ai Consigli Pastorali di Unità Pastorale e Parrocchiali, che avvertiamo in una fase di stanca e di difficoltà, noi preti – questa la domanda rivolta alla base del clero - ci interroghiamo, in vista del loro rinnovo, con la preoccupazione che non sia solo un rinnovo formale, ma un vero rinnovamento (se sarà possibile e se ne saremo capaci): quali sono i problemi e le difficoltà individuate nei vari livelli di Consigli Pastorali, (Consigli parrocchiali e di Unità Pastorale, di piccola o di grande/media parrocchia)? quali aspetti positivi avete riscontrato? quali sono stati gli accorgimenti che avete adottato per migliorarne il funzionamento e che hanno dato buoni risultati?”
I presbiteri rappresentanti dei vari vicariati hanno riferito sui risultati delle riunioni con i loro confratelli; a questi resoconti si è poi aggiunto il dibattito che ha fatto seguito alle relazioni. Tutto questo materiale verrà ora raccolto e messo a disposizione, nei prossimi mesi , dei vari organismi di partecipazione, tra cui, oltre allo stesso Presbiterale, il Consiglio pastorale diocesano (per quest’ultimo già dalla riunione di sabato prossimo), per impostare la nuova attività (il settore in questo periodo è impegnato nella costituzione delle nuove rappresentanze).
Dalle relazioni della base e dai contributi dei singoli presbiteri è emerso un quadro caratterizzato da una sostanziale difficoltà rappresentativa, da una crisi di identità sia degli stessi consigli sia dei componenti. Si nota ai vari livelli un diffuso senso di stanchezza, una scarsa partecipazione dei laici che tendono a delegare i sacerdoti (a volte sono gli stessi sacerdoti che faticano a coinvolgere i parrocchiani). Nonostante questo vento di crisi, che è stato condiviso da tutti, non sono mancati coloro che hanno sottolineato come queste difficoltà potrebbero agevolare un processo di cambiamento e di crescita; in molti vi è la convinzione che ormai la scelta dei Consigli rappresentativi è irreversibile; tra gli aspetti positivi vi è il buon funzionamento dei consigli economici, soprattutto nelle piccole parrocchie. In questi parrocchiani vi è ancora il senso di essere parte della comunità e questo induce a riflettere anche sulle scelte della pastorale diocesana che deve mettere in conto maggiormente la concretezza della vita delle persone interessate. Numerose le indicazioni operative.
Ha concluso il dibattito il Vescovo che non ha negato le difficoltà del presente, ma ha invitato ad un impegno secondo le proprie possibilità, evitando di lasciarsi vincere dal pessimismo. Mons. Ambrosio non ha mancato di dare indicazioni operative. In primo luogo la formazione . A questo proposito ha sottolineato che ci si forma attraverso la partecipazione e non secondaria è la comunicazione. “Comunità e comunicazione hanno la stessa radice”. E comunicare vuol dire flusso di informazioni tra i diversi livelli, in due direzioni; in questo meccanismo oggi qualche cosa si è inceppato: da qui la necessità di capire quali scelte operare. Occorre - ha sottolineato il Vescovo - rimotivarci partendo da quanto di positivo sta avvenendo, tra cui la partecipazione nelle piccole comunità su problemi concreti, anche se non dobbiamo dimenticare i principi fondamentali del nostro essere Chiesa. Utile, a questo proposito, può essere la valorizzazione dei momenti forti del cammino liturgico. Per mons. Ambrosio non ci si deve, comunque, lasciarsi demoralizzare dalle difficoltà, ma aprirsi all’oggi in modo propositivo.
Il Consiglio presbiterale ha poi parlato di formazione del clero, tema che è già stato affrontato ampiamente negli anni passati (nel 2007 è stato approvato un documento che - come è stato sottolineato - resta ancora valido ed è a disposizione degli interessati). Nella discussione fatta questa mattina sono stati valutati diversi aspetti del settore: negli incontri dare la precedenza alla lettura esistenziale e umana del sacerdote; privilegiare i momenti residenziale (lo ha ribadito anche il Vescovo); esaminare i motivi che portano all’assenteismo; fissare per tempo le date degli incontri formativi per facilitare la partecipazione.
Il Consiglio Presbiterale Diocesano tornerà a riunirsi il 2 febbraio 2012.
domenica 6 novembre 2011
La Chiesa piacentina non dimentichi qulla universale
Il relatore, per analizzare la partecipazione all’interno della Chiesa e soprattutto il ruolo degli organismi di partecipazione nati con il Concilio, si è rifatto essenzialmente al testo evangelico di Giovanni (il pastore conosce le sue pecore) e al Vaticano II i cui insegnamenti attendono ancora di essere realizzati in profondità.
Don Grampa si è soffermato sullo stile del pastore (conosce le sue pecore), su quello del gregge (ascolta ed è disposto a seguire secondo l’insegnamento del Vangelo) e sulla qualità del rapporto (un legame di appartenenza). Importante il riferimento al ruolo della Chiesa locale che non è una filiale della Chiesa universale, ma una comunità in cui è presente Cristo. La Chiesa di Dio che è a Piacenza non vive nell’isolamento, ma in comunione con tutte le altre. Oggi il prevalere di organismi nazionali, come le Conferenze Episcopali, rischiano di mettere in pericolo il progetto di fede delle comunità locali.
Occorre tornare al Concilio per capire il ruolo delle Chiese particolari e questo richiama il ruolo del Vescovo che ha al proprio fianco il presbiterio. In questa impostazione l’evento della salvezza prevede un progetto pastorale diocesano e in questo il Vescovo non è il notaio, ma è colui che indica con autorevolezza il cammino di santità per il popolo.
D’altra parte il piano pastorale non è un’invenzione del Vescovo, ma una determinazione che nasce con l’apporto del Consiglio Presbiterale e degli altri organismi di partecipazione. La parola comunione è tornata più volte durante la mattinata.
Il relatore non ha mancato di dare consigli pratici come quello di scegliere gli argomenti da discutere non sotto la pressione dell’emergenza, ma con prospettive più ampie; lavorare con un documento preliminare opportunamente preparato; valorizzare le competenze della comunità, anche al di fuori degli organismi; dare spazio alla corresponsabilità e incentivare il dialogo.
Anche durante gli interventi, che hanno fatto seguito alla relazione principale, sono emerse diverse preoccupazioni: che venga meno la comunione; che prevalga la burocrazia (si è parlato di dare spazio all’autocertificazione); non è mancato un richiamo ad una maggiore conoscenza del Concilio (prima di invocarne un terzo portare a compimento il secondo); incentivare il senso di appartenenza.
In apertura il vicario generale mons. Giuseppe Illica ha confermato che il 17 – 18 novembre si tiene la riunione dei moderatori e dei vicari con l’invito a partecipare; ha pure confermato le indicazioni che ha già inviato ai sacerdoti sulla nuova organizzazione della Curia (orari al pubblico e, dal 1° dicembre, invito ad utilizzare il parcheggio del seminario di via Scalabrini dopo aver comunicato il numero di targa dell’auto per i necessari permessi).
Anche mons. Busani, per la Missione popolare diocesana , ha confermato il programma già annunciato informando che sono pronti tre sussidi per i prossimi appuntamenti.
NUOVE NOMINE. Da parte sua il Vescovo, che ha presieduto e che ha introdotto i lavori richiamando i temi già trattati nella seduta precedente (comunione, missionarietà e stile di vita personale dei presbiteri), in chiusura, dopo aver commentato la relazione di don Grampa, ha comunicato di aver nominato, tre nuovi membri del Consiglio Presbiterale: don Giorgio Bosini, don Pietro Cesena e don Paolo Mascilongo.
Ha, pure, comunicato il nome dei membri del nuovo Collegio dei consultori: mons. Giuseppe Busani, mons. Luigi Chiesa, mons. Mario Da Crema, don Gianrico Fornasari, don Stefano Garilli, mons. Giuseppe Illica, mons. Aldo Maggi, don Giuseppe Rigolli, don Stefano Segalini e mons. Gianni Vincini.
La seduta odierna del Consiglio Presbiterale era aperta a tutti i presbiteri (per la verità le sedute di questo Consiglio sono sempre aperte ai sacerdoti esterni, che però non hanno diritto né di parola né di voto).
venerdì 7 ottobre 2011
Ambrosio: prete non più uomo del fare ma uomo di comunione
In apertura il cancelliere vescovile don Mario Poggi ha dato lettura del decreto di costituzione, atto dovuto che dà legittimità all’attività del nuovo organismo rappresentativo della Diocesi.
I COMPONENTI. Il Nuovo consiglio Presbiterale è così composto: lo presiede il vescovo mons. Gianni Ambrosio e ne fanno parte, in qualità di membri di diritto, il vicario generale mons. Giuseppe Illica, il vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani, i vicari episcopali mons. Eliseo Segalini, mons. Mario Dacrema, mons. Luigi Chiesa, mons. Gianni Vincini, don Enrico Fornasari, don Claudio Carbeni, don Paolo Buscarini, mons. Aldo Maggi (da nominare il vicario episcopale territoriale per la Val Taro e la Val Ceno), padre Sisto Caccia, vicario episcopale per la vita consacrata, don Giampiero Esopi (presidente per l’istituto per il sostentamento del clero), padre Mario Di Carlo Mario, superiore del Collegio Alberoni, mons. Carlo Tarli, delegato vescovile per il diaconato permanente, don Paolo don Paolo Camminati, assistente dell’Azione Cattolica.
Mancano alcuni membri designati dal Vescovo: a questo proposito mons. Ambrosio ha chiesto ai Presbiteri di segnalare in tempi brevi – se lo ritengono - nominativi di sacerdoti disponibili.
Membri eletti: Ballati p. Secondo per i religiosi, Santuario Santa Maria di Campagna; Basini don Giuseppe, nominato dall’assemblea del clero il giorno del Sacro Cuore, parrocchia S. Antonino in Piacenza; Calamari don Alfonso, Vicariato 7, parrocchia di Romezzano; Cignatta don Paolo, assemblea clero, parrocchia di Castelsangiovanni e Pastorale giovanile diocesana; Costantino don Giovanni, Vicariato 1, parrocchie di Pittolo e Settima; Garilli don Stefano, Vicariato 3, parrocchia San Giorgio Piacentino; Isola don Roberto, Vicariato 5, parrocchia di Castelsangiovanni; Lisoni don Riccardo, assemblea clero, parrocchia di Santa Brigida; Poggi don Mario, Vicariato 6, parrocchia di San Colombano, Bobbio; Rigolli don Giuseppe, Vicariato 2, parrocchia di Castell’Arquato; Riscassi don Gianni, Vicariato 4 parrocchia di Campremoldo Sopra e Gazzola; Segalini don Stefano, assemblea clero, parrocchia di San Giuseppe Operaio, Piacenza; Tagliaferri don Federico, assemblea clero, parrocchia Preziosissimo Sangue.
LE INDICAZIONI DEL VESCOVO. In apertura mons. Gianni Ambrosio ha rivolto al nuovo Consiglio un saluto con il quale ha puntualizzato il ruolo ed i compiti del “Senato del Vescovo” anche alla luce delle osservazioni che i Presbiteri uscenti hanno fatto nella loro ultima riunione.
In particolare il Vescovo si è soffermato su tre punti: la comunione, la missionarietà e la vita dei presbiteri. “La comunione nella Chiesa e la partecipazione alla vita della Chiesa – sono parole di mons. Ambrosio - scaturiscono innanzitutto dalla natura della Chiesa. Non da esigenze di efficacia pastorale, peraltro importante, non dal governo della diocesi, peraltro necessario. Scaturiscono dalla natura della Chiesa stessa così come è stata voluta da Cristo, come si è strutturata nel corso dei secoli, come è stata riproposta dal Concilio Vaticano II. (..) Credo sia importante sottolineare che il vescovo e i presbiteri sono un unico soggetto – un presbiterio unico, con diversi uffici – che è al servizio di una Chiesa locale: un unico soggetto che ha il suo fondamento nel sacramento dell’ordine”
“Il compito più urgente della nostra Chiesa diocesana e delle nostre comunità ecclesiali – ha in seguito osservato mons. Ambrosio - è la missionarietà, o, per evitare parole un po’ troppo astratte, l’impegno missionario dei nostri cristiani, delle nostre parrocchie, delle associazioni e dei movimenti. È chiaro che anche il Consiglio Presbiterale deve avere sullo sfondo questo compito della Chiesa: dobbiamo tenere sempre presente questa esigenza fondamentale”.
Infine la vita dei presbiteri. “Il Consiglio Presbiterale non può mai ignorare i presbiteri, la loro formazione spirituale, le loro condizioni di vita, il loro lavoro pastorale. Anche qui è importante avere bene in mente il servizio al vangelo, tenendo presente che la situazione ci sollecita al ripensamento del ministero. Più diminuiamo di numero, più dobbiamo pensarci dentro il presbiterio, dentro l’unità pastorale, dentro la diocesi e non isolati, con un ministero che ignora tutto il resto. Più aumenta il carico di lavoro, più il parroco dovrà essere l’uomo della comunione, e sempre meno l’uomo del fare e del fare da solo. Insomma, più che l’uomo del fare, il prete dovrà suscitare interesse, vocazioni, collaborazione, corresponsabilità”.
NOMINE STATUTARIE. Dopo le comunicazioni del vicario generale mons. Illica che ha ricordato i sacerdoti morti negli ultimi mesi e coloro che attualmente sono infermi, il Consiglio, attraverso elezioni segrete, ha designato gli organi statutari: è stato confermato nella carica di segretario don Paolo Camminati; entrano a far parte della giunta mons. Aldo Maggi, don Federico Tagliaferri, mons. Luigi Chiesa, don Riccardo Lisoni e don Giuseppe Basini (sono di diritto il vicario generale mons. Illica, il vicario episcopale per la pastorale mons. Busani e il segretario don Camminati); compongono la commissione solidarietà del clero don Roberto Isola, don Alfonso Calamari, don Mario Poggi; componenti della commissione per la formazione permanente del clero: don Giovanni Costantino, mons. Luigi Chiesa e don Paolo Cignatta; rappresenterà il Presbiterale nella commissione diocesana di arte sacra don Gianni Riscassi.
APPUNTAMENTI DELLA MISSIONEOPOLARE. Il Vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani ha ricordato i prossimi impegni della Missione popolare diocesana: 15 ottobre ore 9.30 al centro pastorale Bellotta: formatori della missione, presentazione delle iniziative dell'anno; 3 novembre ore 21.00: Lectio divina in Cattedrale sul tema dell'Ospitalità (Enzo bianchi, priore di Bose); 1° dicembre ore 21.00: Lectio divina in Cattedrale sul tema della Benevolenza (vescovo mons. Franco Giulio Brambilla); 12 gennaio ore 21.00: Lectio divina in Cattedrale sul tema della fiducia (don Cesare Pagazzi); 6-12 febbraio: settimana missionaria, seminatori di speranza (settimana sociale); 1° marzo ore 21.00: Lectio divina in Cattedrale sul tema della Dedizione (mons. Pierangelo Sequeri); 15-22 aprile: settimana missionaria-eucaristica; 3 maggio: pellegrinaggio mariano nei vicariati e lectio sulla gratitudine.
Il Vicario generale mons. Giuseppe Illica ha ricordato, tra l’altro, i temi principali che dovrà affrontare il Consiglio: il rinnovo dei consigli pastorali; la situazione degli archivi parrocchiali e diocesani; la nuova organizzazione degli uffici di Curia (per il momento è stato stabilito che il martedì tutti gli uffici saranno aperti al pubblico con la presenza dei direttori); revisione della distribuzione dei punti a disposizione del Vescovo per gli stipendi dei sacerdoti ed altri.
Tra le comunicazioni importante quella di padre Sisto Caccia: ha ricordato che il prossimo 11 novembre verrà presentato a Piacenza un nuovo libro sul Beato Scalabrini (Roberto Italo Zanini, Della stessa forza di Dio. Scalabrini, un vescovo negli anni difficili dell’Ottocento; edizioni San Paolo);
giovedì 5 maggio 2011
Ambrosio: più collaborazione tra parrocchie e Curia
Ha tenuto questa mattina, giovedì 5 maggio, la sua ultima assemblea il decimo Consiglio Presbiterale Diocesano. Nei suoi cinque anni di attività il Senato del Vescovo ha tenuto ventisette assemblee e, questa mattina, ha fatto il bilancio del lavoro svolto durante il suo mandato. Ha presieduto la seduta il vescovo mons. Gianni Ambrosio, ha coordinato don Federico Tagliaferri mentre il segretario don Paolo Camminati ha riunito in apposite sintesi le “decisioni prese” e gli “argomenti trattati” dal Consiglio presbiterale diocesano dal 2006 al 2011.
Ci limitiamo a richiamare i gruppi dei vari argomenti trattati: economato, formazione del clero (ne parlato in modo specifico don Gigi Bagagnoli), Istituto diocesano per il sostentamento del clero, comunicazioni sociali, Missione popolare diocesana, la montagna, la pastorale giovanile, la Quaresima, i seminaristi, la solidarietà tra il clero e le unità pastorali.
Nelle analisi, a volte lunghe e dettagliate, compiute su questi argomenti, in diversi casi il Consiglio è giunto a prendere decisioni. E’ il caso della solidarietà del clero dove è stato rinnovato il regolamento dello specifico Fondo; per la formazione dei seminaristi ha costituito un’apposita commissione; ha messo a punto un progetto per la formazione del clero; nel settore amministrativo ha analizzato il coinvolgimento delle unità pastorali e dei vicariati per gli stanziamenti dei fondi; ha posto in primo piano la questione dei prestiti interni ed ha dato indicazioni per la salvaguardia della “dote permanente” delle parrocchie.
Sono stati indicati i rappresentanti in seno al consiglio di amministrazione del Consiglio del Pio Ritiro Cerati; sono state date indicazioni ai mezzi di comunicazione sociale; sono stati eletti i membri nel consiglio dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero; è stata analizzata la pastorale della montagna arrivando a formulare un documento conclusivo e sono stati approvati i suggerimenti per la costruzione di nuovi oratori mettendo in primo piano, non solo il progetto tecnico, ma anche quello educativo.
IL DIBATTITO
Su questa sintesi del lavoro svolto durante il quinquennio, il dibattito è stato ampio e articolato. Sono emersi temi specifici come la necessità di ridare slancio alla vocazione diaconale per l’importanza del lavoro che i Diaconi permanenti svolgono in diocesi; il richiamo al ruolo che deve svolgere l’Azione Cattolica; l’opportunità di dare nella parrocchia la priorità alla comunità; maggiore attenzione da parte dei presbiteri al loro ruolo rappresentativo; insostituibilità dei referenti laici nelle singole parrocchie... .
Tema, però, ricorrente, e che ha avuto la maggiore attenzione, è stato quello del rapporto tra le decisioni prese dal Consiglio e la loro reale realizzazione. E’ emerso il problema della verifica e del rapporto tra il Consiglio e la realtà diocesana.
Un tema che è poi stato ripreso dal Vescovo durante il suo intervento. Innanzitutto mons. Ambrosio ha avuto parole di ringraziamento per il Consiglio facendo riferimento al lavoro svolto con autentico stile di Chiesa. Un ringraziamento particolare ha rivolto alla segreteria ed in particolare a don Paolo Camminati per le sintesi predisposte, strumenti che ora permettono di poter valutare quanto fatto e così programmare meglio l’attività del prossimo Consiglio.
Per quanto riguarda il problema della verifica delle decisioni prese, e dei tempi lunghi che spesso caratterizzano la riposta della base, il Vescovo ha sottolineato che la Chiesa non è un’azienda e non è sempre facile predisporre adeguati controlli. A questo proposito ha anche richiamato la necessità, per il clero, di camminare insieme avendo sempre presente il contesto ecclesiale più ampio in cui è chiamato ad operare.
Mons. Ambrosio non ha mancato di dare suggerimenti concreti: ad esempio ha sottolineato la necessità che, nei vari progetti, ogni settore faccia riferimento agli specifici uffici di curia; occorre pure incentivare la formazione dei referenti laici all’insegna della corresponsabilità ed infine, per agevolare la realizzazione concreta delle decisioni prese dal Presbiterale, sarà opportuno un maggiore coinvolgimento delle Unità pastorali e dei Vicariati con particolare riferimento ai sacerdoti preposti al loro coordinamento, Moderatori e Vicari. Il rilancio di queste circoscrizioni potrebbe richiedere anche la loro revisione.
LA CRONACA DEI LAVORI
In apertura dei lavori del Consiglio presbiterale, il vicario generale don Giuseppe Illica, ha ricordato la morte di don Giuseppe Segalini (i funerali si terranno domani pomeriggio a Sant’Antonio a Trebbia), ha sottolineato come recenti appuntamenti diocesani abbiano avuto un largo seguito di fedeli, mentre in calendario ci sono i seguenti appuntamenti:
12 maggio: in Santa Maria di Campagna pellegrinaggio diocesano mariano presieduto dal Vescovo; Su indicazioni della Cei, in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, verrà affidato il popolo italiano alla protezione della Vergine Maria;
15 maggio: Missione popolare diocesana per i ragazzi nei vicariati ;
16 maggio incontro al teatro President con il missionario padre Aldo Trento;
16 giugno: Festa del Sacro Cuore (in tale occasione il Vescovo renderà note le sue indicazioni per la pastorale della montagna e verranno eletti cinque rappresentanti del clero nel Consiglio Presbiterale; entro il 31 maggio i vicariati dovranno aver provveduto ad eleggere i propri rappresentanti in seno allo stesso Consiglio);
11 giugno: consiglio pastorale diocesano (la seduta era in programma il 21 maggio ma viene spostata per impegni del Vescovo);
18 giugno: ordinazione sacerdotale del diacono Giuseppe Piscina alle ore 16 in cattedrale;
23 giugno: processione del Corpus Domini;
2 – 3 settembre: convegno pastorale di Pianazze.
3 – 11 settembre: congresso eucaristico nazionale ad Ancona con la partecipazione di una delegazione piacentina.
Da registrare anche l’intervento del vicario per la pastorale mons. Giuseppe Busani che ha illustrato il programma della missione popolare ragazzi (si terrà nei vicariati), il pellegrinaggio del 12 maggio in Santa Maria di Campagna (appuntamenti di cui abbiamo già detto) ed ha sottolineato l’ampia diffusione che ha avuto in diocesi il libro del Pater.
Da parte sua padre Sisto Caccia ha comunicato che è in stampa una monografia sul beato G.B.Scalabrini per le edizioni Paoline (autore Roberto Zanini). Sarà presentata in autunno.
domenica 6 febbraio 2011
Consiglio presbiterale, per i laici formazione e mandato a tempo
In apertura il vicario generale mons. Lino Ferrari ha fatto alcune comunicazioni di vita diocesana; tra l’altro ha sottolineato che durante lo scorso anno sono morti ben dodici sacerdoti a cui si è aggiunto il cardinale Luigi Poggi; tra i prossimi appuntamenti ha sottolineato quelli del 17 febbraio per la formazione del clero e del 10 marzo con il ritiro spirituale e la celebrazione penitenziale per il clero presso la parrocchia cittadina di Santa Franca.
Nella prossima settimana andrà in stampa l’Annuario Diocesano: mons. Ferrari ha invitato chi avesse individuato cambiamenti da fare di segnalarli ai redattori della pubblicazione.
Il Vicario generale ha pure preannunciato che presto verrà inviato ai parroci il programma di un corso, proposto dall’associazione dei volontari Priscilla in collaborazione con gli Archivi Diocesani, sulla formazione di personale per la conservazione degli archivi parrocchiali.
E’ stata poi la volta delle comunicazioni sulla Missione Popolare Diocesana a cura del vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani.
Sul tema vedere al termine scheda consegnata ai Presbiteri.
Il Consiglio Presbiterale si è poi interessato della pastorale della montagna: il 2 dicembre dello scorso anno, su questo argomento, il Consiglio aveva approvato un documento ufficiale ed aveva deciso di rinviarlo ai Vicariati per un’ulteriore lettura dando la possibilità di formulare emendamenti ed integrazioni.
Questa mattina dai Vicariati sono giunti suggerimenti alcuni dei quali hanno chiesto nuove votazioni. E’ stato sottolineato che è ormai improprio parlare di “pastorale della montagna”: il problema deve coinvolgere l’intera diocesi; è stata ribadita la necessità di giungere a scelte operative in tempi brevi e da qui il consiglio al Vescovo di rendere vincolanti i documenti del Presbiterale; alcuni hanno parlato della necessità di una progettualità a lungo termine; per i laici chiamati a compiti pastorali nell’ambito delle parrocchie è stata ribadita la necessità di una solida formazione e l’opportunità che il loro impegno passi attraverso un mandato (che ufficializzi e responsabilizzi) seppure a tempo.
I presbiteri hanno pure affrontato il problema del numero delle Messe che nei giorni festivi i sacerdoti devono celebrare per far fronte alla differenza tra il numero delle parrocchie e quello dei sacerdoti; si è parlato della Messa e della celebrazione della Parola (ampio il dibattito sulla Sacramentalità della Parola anche in ordine ai diversi documenti conciliari, pontifici e della Cei); tolta dal documento, approvato in precedenza, la citazione di un Osservatorio per la distribuzione del clero: sono da utilizzare gli strumenti che già esistono.
Il Consiglio ha poi ascoltato una relazione di don Giampiero Esopi, presidente del Consiglio di Amministrazione del Pio Ritiro Cerati. L’istituzione di via Torta attualmente dispone di una Casa protetta con 12 posti, di una Casa famiglia per ospiti parzialmente autosufficienti con 8 posti e della Casa del clero vera e propria con 15 miniappartamenti. Attualmente i costi di gestione, che vengono coperti in parte con le rendite patrimoniali ed in parte con la beneficenza, sono molto alte anche per il limitato numero dei posti disponibili: la situazione dovrebbe migliorare quanto sarà terminato l’ampliamento in corso. Don Bosini ha richiamato la necessità che il Pio Ritiro Cerati ed altre istituzioni impegnate nell’assistenza giungano ad una forma di collaborazione per diminuire i costi di gestione.
Da sottolineare anche due comunicazioni: don Paolo Camminati, segretario del Consiglio Presbiterale, ma in questo caso in veste di assistente diocesano dell’AC, ha ricordato che il 20 febbraio si terrà l’assemblea elettiva diocesana dell’Azione Cattolica con l’indicazione della terna di nomi tra i quali il Vescovo sceglierà il futuro presidente. Invitando i sacerdoti ad agevolare la partecipazione dei delegati, il sacerdote ha sottolineato che la collaborazione tra i laici ed i sacerdoti, oggi ai primi posti nel dibattito ecclesiale, da sempre fa parte delle peculiarità dell’Associazione.
Da parte sua mons. Carlo Tarli, delegato vescovile per il Congresso eucaristico nazionale in programma ad Ancora dal 3 al 7 settembre prossimo, ha ricordato che in Curia, presso l’ufficio per la pastorale, sono a disposizione dei parroci gli stendardi del citato congresso (sono gratuiti).
Infine l’intervento del Vescovo. Facendo cenno all’ultimo argomento all’ordine del giorno, “Invito alla lettura, da parte del Vescovo, del documento Educare alla vita buona del Vangelo, Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2010”, mons. Gianni Ambrosio, pur rinviando la trattazione alla prossima seduta, ha sottolineato l’importanza di conoscere i documenti pontifici e della Cei ed ha invitato alla loro applicazione pratica. La Missione popolare diocesana è un’occasione preziosa.
Ha poi comunicato di aver nominato mons. Giuseppe Illica nuovo vicario generale della diocesi, mentre a mons. Lino Ferrari (Vicario uscente, resterà in servizio fino al perfezionamento della pratica) verrà affidata la guida della parrocchia di Castel San Giovanni.
Mons. Ferrari, ha avuto parole di ringraziamento per i Vescovi con i quali ha collaborato (mons. Monari ed ora mons. Ambrosio) ed ha giudicato il suo impegno come Vicario generalke un’esperienza che lo ha arricchito e che ha aumentato il suo amore per la nostra Chiesa.
Sulla nomina del nuovo Vicario generale è stato inviato in precedenza un apposito comunicato.
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Sintesi dell’intervento al Consiglio Presbiterale Diocesano da parte del vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani sull’attività della Missione Popolare Diocesana.
PER CONTINUARE IL CAMMINO DELLA MPD
1. L’intento è quello di ricuperare i ‘tratti costitutivi’ della vita cristiana:
- Il Vangelo come risorsa di ‘vita buona’. Obiettivo del primo anno: familiarità orante con la Parola di Dio. Forma: esercizi spirituali popolari. Questa forma può diventare un tratto ordinario del cammino di fede delle nostre comunità
- La preghiera come benedizione della vita. Obiettivo del secondo anno: esperienza della vicinanza benedicente del Padre alle situazioni decisive della vita umana (relazioni, fragilità, cittadinanza). Forma: il linguaggio e il respiro della benedizione e la risorsa della preghiera di Gesù (Pater) per le situazioni decisive della vita.
2. Consiglio pastorale diocesano, 19 Febbraio (con gli animatori della MP)
Annuncio/Presentazione della Nota pastorale del Vescovo
Presentazione e approfondimento dei tre Sussidi sugli ambiti di vita: relazioni, fragilità, cittadinanza
Presentazione in formato popolare del testo del Pater con le preghiere di “Benedizione” per rendere possibile un’ampia diffusione
3. Nei Vicariati
Sui tre ambiti
Ogni vicariato, in base alla situazione, adatta le riflessioni e programma le iniziative/Eventi suggerite nei Sussidi. Si può scegliere anche solo uno dei tre ambiti
I coordinatori dei tre gruppi che hanno elaborati i sussidi si rendono disponibili per la presentazione nei Vicariati. Si suggerisce di costituire nelle UP e nei Vicariati un piccolo gruppo di coordinamento delle iniziative.
Sul Pater
Quaresimali in Cattedrale (17.24. 31 marzo e 7 aprile)
Momenti di lectio nelle parrocchie o nelle UP
Legame con il cammino diocesano Quaresima-Pasqua: Come ti ha aperto gli occhi?
4. Missione dei ragazzi:
- Ritiro quaresimale, in sintonia con il cammino diocesano sul testo del cieco nato (Gv, 9,1-34): sarà inviati al più presto il sussidio, già pronto.
- 15 maggio 2011, Festa della missione ragazzi nei Vicariati
Primo momento (circa 1 ora di tempo): incontro a livello parrocchiale o di Unità Pastorale. In questa parte i ragazzi saranno invitati, attraverso un’attività/gioco a riflettere sul tema della cittadinanza, declinata nel loro vivere quotidiano. Si propone di iniziare l’incontro nel tardo pomeriggio.
Secondo momento: incontro di tutti i ragazzi del vicariato in un luogo significativo.Cena insieme al sacco. Dopo la cena: messaggio di saluto del Vescovo e Veglia che farà ripercorrere ai ragazzi il cammino della loro missione dal lancio del 18 aprile 2010 “quando già era l’alba”, passando attraverso “sei tu?”- le relazioni, “io sono la luce del mondo” – fragilità e “coraggio sono io, non abbiate paura” – cittadinanza.
Ogni vicariato sceglierà il luogo dell’incontro. Più vicariati possono decidere anche di unirsi.
Nelle prossime settimane chiederemo ai singoli vicari di indicarci il luogo dell’incontro e il nome di una o due referenti con i quali la segreteria della missione popolare potrà mantenere i contatti per le future comunicazioni.
Il sussidio per la giornata dei ragazzi sarà pronto entro il 15 di aprile 2011.
Piacenza, 3 febbraio 2011
giovedì 22 aprile 2010
Missione Popolare due, verso il secondo anno
MISSIONE POPOLARE DIOCESANA:
VERSO IL SECONDO ANNO
‘HO CREDUTO, PERCIÒ HO PARLATO’
1. LE TAPPE DEL CAMMINO
Nel Consiglio Pastorale diocesano del 20 marzo si sono raccolti i primi suggerimenti in vista del secondo anno della MPD. Oggi, 22 aprile, il confronto avviene nel Consiglio presbiterale. Nei prossimi mesi si continuerà il confronto con i responsabili degli uffici pastorali e con altri organismi per elaborare insieme contenuti, forme e iniziative del cammino del secondo anno.
Nella Veglia di pentecoste di sabato 22 maggio, ci riuniremo in cattedrale per invocare insieme lo Spirito santo sul cammino della Missione popolare
Nei mesi di Settembre-ottobre sono in programma alcuni giorni dedicati specificamente alla formazione e all’approfondimento :
- Con gli operatori pastorali nel Convegno pastorale di Pianazze (venerdì 10-sabato11settembre)
- Con il clero nelle giornate di fine settembre all’Alberoni
- Con gli animatori della MPD nei tre sabati di ottobre (9,16,23)
2. PRIMI ORIENTAMENTI PER IL SECONDO ANNO
Abbiamo immaginato la MPD come un processo aperto, come ‘cantiere aperto’. Non abbiamo scelto la strada di una ‘progettazione lineare’, che prevede a monte la pianificazione di tutti i passaggi, ma di operare con una logica progettuale più dialogica. La progettazione lineare si basa un programma dettagliato che deve essere pronto fin dall’inizio, la ‘progettazione dialogica’ si basa su orientamenti di fondo e progressive costruzioni e adattamenti.
Iniziamo perciò a preparare il secondo anno: a immaginare contenuti, ipotizzare iniziative e percorsi nella speranza che siano generativi e fecondi. E lo facciamo alla luce di una ripresa critico-propositiva del percorso del primo anno. Il secondo anno deve essere in chiara continuità con il primo anno.
1.1 In continuità con il primo anno: ‘Una Chiesa che si radica’
La missione mira a dare nuova energia ed ‘entusiasmo evangelico’ alla vita ordinaria delle nostre comunità:
riscoprendo e rivitalizzando ‘le esperienze fondamentali-costitutive dell’esperienza cristiana’,
mantenendo accesa la sensibilità e l’apertura all’altro che in noi e attorno a noi cerca il Signore.
La missione è popolare, ossia esercitata da tutti; gli animatori svolgono la funzione di ‘punti di riferimento’ e di ‘facilitatori”. Tutti sono missionari e perciò invitati a mettersi in gioco sulla strada della collaborazione-corresponsabilità.
Nei prossimi due ritiri si continua l’esercizio di ‘familiarità orante’ con la parola di Dio: quali correzioni-miglioramenti in base all’esperienza vissuta? (ad esempio maggiore cura degli inviti e di alcuni momenti della ‘lectio’, silenzio, confronto, preghiera…)
- Per l’estate sarà stampato il ‘sussidio’ per continuare l’esercizio della lettura orante del Vangelo di Luca, perché sia a disposizione di tutti.
Per vivere il secondo anno in continuità, ma senza inutili ripetizioni: in quale forma si potrebbe mantenere l’esercizio di familiarità orante con la Parola di Dio?
(Es. sono proponibili ‘tre sere’di lectio-esercizi spirituali nei grandi centri della Diocesi?...)
1.2 Secondo anno: Il Vangelo come risorsa per la vita delle persone.
Se la dinamica di fondo del primo anno è in un certo senso ‘l’andare in profondità’, ‘il radicarsi’; la dinamica di fondo del secondo anno potrebbe essere quella ‘dell’apertura’, ‘dell’invito’. La chiesa è consapevole di avere nel vangelo un dono e una risorsa insostituibili per la vita buona del mondo e di ogni persona, una parola unica sul nascere, sull’amare, sul soffrire, sul morire… Il Vangelo infatti è la notizia di una bontà radicale, sempre nuova, di cui solo Dio può essere soggetto e garante. Per questo la Chiesa invita e invitando ascolta e accoglie, si fa ospitale”. Invita non perché si senta sola, ma perché ha un dono grande da condividere, che non appartiene solo a lei.
- Una chiesa che invita a condividere il Vangelo (accolto, annunciato e pregato) come Parola Buona
- sulla fragilità (felicità e sofferenza / sofferenza e fragilità)
- sulle relazioni (vita affettiva)
- sul modo di vivere il tempo (festa, lavoro)
- sulla cittadinanza
- Potrebbe risultare utile riprendere quattro delle dieci ‘corde’ richiamate nella Lettera pastorale del Vescovo che tentavano di delineare l’immagine di Chiesa missionaria: Chiesa ospitale, coinvolgente, affettiva, aperta.
- La Missione a lo scopo di far giungere il Vangelo a tutti: occorre insieme costruire le modalità e le forme e lo stile per allargare le relazioni.
3. LE POSSIBILI PISTE DI LAVORO
- Accrescere-allargare gli inviti alla condivisione del Vangelo.
- Proporre momenti di dialogo e incontro nel territorio
- Programmare appuntamenti ‘specifici’ con attenzione a particolari ambiti della vita umana. (il Vangelo come parola buona per chi vivere nella fragilità; il vangelo parola per chi lavora; ecc…)
- Favorire l’accesso - ospitalità nei luoghi di preghiera: chiese aperte in orari vicini alle esigenze delle persone
- Luoghi e opportunità di dialogo là dove si incontrano le persone: Agorà, cortile dei gentili
- Offrire momenti di dialogo e apertura con il territorio e la città attraverso forme e linguaggi differenziati.
- Vivere la Chiesa nelle vie, nelle piazze, nei luoghi di vita perché anche lì c’è Vangelo da ascoltare e portare alla luce.
Consiglio Presbiterale: unità pastorali scelta per testimoniare il Vangelo
CALENDARIO LITURGICO. Al termine anche una comunicazione di mons. Maggi che ha ricordato al Consiglio che è ormai in fase di conclusione l’iter di stesura del Calendario liturgico della Chiesa di Piacenza –Bobbio; presto verrà trasmesso a Roma per l’approvazione definitiva; restano ancora in discussione le date di alcune ricorrenze di Santi, tra cui quella di San Savino; gli interessati possono far pervenire alla commissione le loro osservazioni. Da parte sua il Vescovo ha sottolineato che S. Gerardo, inserito nel nostro Calendario, poiché patrono di una diocesi importante come quella di Potenza, merita una maggiore considerazione anche da parte dei piacentini.
UNITA’ PASTORALI. Introdotto dal Vescovo, è stata poi la volte dell’intervento di don Cristiano Alrossi, della parrocchia di San Rocco al Porto, diocesi di Lodi. Il sacerdote ha sintetizzato i risultati di una sua ricerca sulle Unità Pastorali della nostra diocesi, ricerca compiuta per la propria tesi discussa all’Università teologica di Milano.
CAMMINO DELLA MISISONE POPOLARE. E’ stata poi la volta di mons. Giuseppe Busani che, in qualità di vicario episcopale per la pastorale, ha fatto il punto sull’andamento della Missione popolare: le tappe del cammino percorso, i primi orientamenti per il secondo anno, le possibili piste di lavoro.
L’INTERVENTO DEL VESCOVO. Nel suo intervento il vescovo mons. Ambrosio ha espresso il suo compiacimento per la numerosa partecipazione alla celebrazione che lunedì scorso in cattedrale per ricordare i cinque anni del Pontificato di Benedetto XVI, occasione con la quale la Chiesa di Piacenza ha espresso anche la sua vicinanza al Pontefice. Mons. Ambrosio ha poi auspicato che la fase diocesana del processo di beatificazione di don Beotti possa concludersi tra breve nonostante siano sorte alcune difficoltà che si spera siano solo procedurali; facendo poi riferimento alla Missione popolare ha chiesto che la nostra comunità possa crescere insieme nella mente, nelle relazioni, nella vita, nella progettualità e nell’operatività. Importante il problema dei “modi” con i quali testimoniare il Vangelo: occorre essere attenti non tanto alle strutture, ma alla partecipazione e decisive sono le relazioni. E il tutto deve essere visto e vissuto nell’ambito della Missione tenendo presente che ogni iniziativa diocesana non deve mai mortificare la progettualità della base.