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lunedì 20 aprile 2009

L'otto per mille alla Chiesa cattolica

DOMENICA 10 MAGGIO 2009
GIORNATA NAZIONALE PER LA PROMOZIONE AL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA

Ancora una volta chiediamo a tutti la firma dell’8xmille a favore della Chiesa Cattolica.
Dobbiamo ricordare che la firma non costa nulla al firmatario; tutti possono scegliere a chi destinare la quota dell’8xmille dell’IRPEF, che lo Stato mette a disposizione per opere sociali e di culto delle varie confessioni religiose.
Rammentiamo che chi presenta la dichiarazione dei redditi tramite 730 o UNICO potrà esprimere la scelta direttamente sul modulo, comunicando al CAF o al commercialista la destinazione per la Chiesa Cattolica.
Da queste dichiarazioni provengono la maggior parte delle scelte che sono circa 16 milioni.
Il 70% di chi compila la dichiarazione 730, esprime la scelta per l’8xmille;
il 60% di chi fa la dichiarazione”UNICO”esprime la scelta per l’8xmille.
Le persone che non sono obbligate a presentare la dichiarazione dei redditi ricevono il CUD, lavoratori dipendenti e pensionati e sono circa 12 milioni di questi solo il 7 o 8% fanno la firma dell’8xmille.
Possiamo capire la difficoltà di queste persone, molti sono anziani e non sanno come consegnarlo.
Ecco alcuni suggerimenti:
Il CUD è composto da due pagine la prima pagina è quella in cui il datore di lavoro o l’ente pensionistico dichiara quanto si è percepito nell’anno 2008, il secondo foglio è quello su cui si può esprimere la propria scelta dell’8xmille, la firma va apposta nello spazio della Chiesa Cattolica e se credete potete anche il 5xmille, delle tasse da voi già pagate, a favore delle organizzazioni da Voi scelte, ricordandosi di mettere il codice fiscale dell’ente e controfirmare il tutto in fondo al modulo per convalidare le scelte fatte.
All’ingresso della vostra Chiesa parrocchiale troverete le buste precompilate servono, appunto, per la consegna del CUD.
Potete anche chiedere l’aiuto al referente parrocchiale o al parroco che vi aiuteranno sia nella compilazione sia nella consegna del modulo, oppure potete consegnarlo gratuitamente tramite l’ufficio postale. Ad ogni modo se siete in difficoltà potete chiamare il servizio del “Sovvenire” presso la Curia vescovile telefono 0523/308302, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, dove è presente una persona che vi consiglierà e vi aiuterà nella compilazione e consegna.
La Vostra firma è un segno di comunione ecclesiale e di condivisione della missione d’annuncio del Vangelo anche attraverso la testimonianza della carità, Vi ricordiamo che nel passato le vostre firme hanno prodotto oltre 6000 interventi a favore dei bisognosi in Italia e nel mondo, e di tutto questo Vi ringraziamo e speriamo sempre nel Vostro aiuto.

Ringrazio tutti anche coloro che con la loro opera di collaborazione aiutano a sensibilizzare l’attiva partecipazione con la raccolta dei CUD presso i loro amici e conoscenti.


Romolo Artemi
Incaricato diocesano per la promozione al sostegno economico alla Chiesa cattolica
Piacenza, 3 aprile 2009

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

mercoledì 8 ottobre 2008

Offerte al clero, la cassetta piange

Piacenza - Anche la cassetta dell’elemosina risente della crisi economica. Ne sono un esempio le offerte destinate ai sacerdoti che calano anno dopo anno. Secondo gli ultimi dati del Servizio diocesano per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica nell’ultimo anno le offerte per il clero sono state 918 per un totale di 100.743,14 euro, ovvero 35 centesimi annui pro capite. I dati si riferiscono al 2007 e sono quelli attualmente disponibili. C’è da aspettarsi, visto l’aumento del costo del vita nel 2008, che al prossimo bilancio si scenda sotto il già risicato tetto dei 100mila euro. «Il “Fondo per il sostentamento del clero” - fa sapere l’incaricato diocesano, Romolo Artemi - purtroppo, è quasi ignorato e sconosciuto ai membri del popolo di Dio. Nel 2007 si è arrivati, in diocesi, ad offrire solo il 2,2 per cento del fabbisogno, contro il 2,4 per cento dell’anno precedente; mentre a livello nazionale si è raccolto solo il 2,9 per cento del fabbisogno». Per mantenere i sacerdoti occorre dunque fare ricorso alle altre entrate della diocesi. La cifra richiesta per dare uno stipendio agli oltre 300 preti diocesani è di circa 5 milioni e 200mila euro annui. A meno che il prete in questione non insegni o abbia insegnato e dunque percepisca uno stipendio o una pensione dallo Stato, interviene l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (retto da monsignor Antonio Bozzuffi) nella misura di circa il 30 per cento del fabbisogno. Tale fondo amministra le rendite degli immobili e dei fondi di proprietà delle parrocchie. Poi la cosiddetta “tassa dell’anima”: ogni parrocchia deve versare lo 0,0723 per cento delle offerte delle messe domenicali moltiplicato per il numero degli abitanti (le anime, appunto) nei confini amministrativi della parrocchia. Sarebbero le vecchie 140 lire di una volta e si versano una volta all’anno. Infine il salvagente dell’8 per mille che porta alla diocesi di Piacenza-Bobbio circa un milione e mezzo di euro.
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi, 8 ottobre 2008

mercoledì 19 marzo 2008

Diocesi, a Piacenza-Bobbio un milione e mezzo di euro dall'8 per mille

Piacenza - Un milione e mezzo di euro. È quanto la diocesi di Piacenza-Bobbio ha ricevuto dall’8 per mille alla Chiesa Cattolica nell’anno 2007. A renderlo noto è un documento che sta girando tra i parroci alla vigilia della Pasqua ma anche di importanti appuntamenti fiscali. La cifra assegnata a Piacenza-Bobbio è stata ripartita in tre grandi aree di intervento: 774.357,58 euro sono stati destinati ad opere di culto e pastorale. «Abbiamo potuto aiutare - spiega Romolo Artemi, incaricato diocesano - grazie alla firma dell’8 per mille, molte parrocchie in tutti i vicariati per le opere di manutenzione degli immobili. Abbiamo potuto sostenere le iniziative pastorali, aiutare la diffusione del Vangelo tramite i giornali, radio e televisione».
Altri 419.661,47 euro sono andati per interventi caritativi: sono stati aiutati enti come Caritas diocesana, Assofa, Ceis-La Ricerca, La piccola casa della carità di Fiorenzuola, i gruppi Vicenziani, la casa famiglia di Metti, alcune parrocchie dove operano realtà collegate alla Caritas, e molte altre organizzazioni. Con i rimanenti 327.214,25 euro, sempre provenienti dall’8 per mille, è stato assicurato il sostentamento ai sacerdoti diocesani.
La somma assegnata a Piacenza-Bobbio, si riferisce alle dichiarazioni dei redditi presentate nell’anno 2004-2005. La diocesi subito riceve un acconto pari alla cifra dell’anno precedente - l’8 per mille è stato introdotto nel 1989-1990 -, poi, una volta contate le firme, riceve la differenza. «La linea adottata dalla Cei e dalla diocesi di Piacenza-Bobbio in questi anni - osserva il vicario generale monsignor Lino Ferrari - è quella della massima trasparenza. È giusto che la gente sappia dove vanno a finire i fondi e per quali attività vengono utilizzati».
«La firma dell’8 per mille - continua Artemi - è segno di corresponsabilità e di comunione nella condivisione di una Parola, quella del Vangelo, che edifica e completa la personalità di ogni persona». Artemi, 64 anni, bancario in pensione, presta la sua opera di volontario come incaricato diocesano per la promozione al sostegno economico della Chiesa. «Sarebbe bello - auspica - che ogni parroco che utilizza i fondi per la realizzazione di opere parrocchiali, in un angolo della chiesa, mettesse un manifesto, un cartello in cui spiegare ai fedeli che quello che si è realizzato è stato grazie alla loro firma». Ogni parrocchia, in queste settimane, si trasforma in una sorta di Centro di assistenza fiscale: «Noi invitiamo i sacerdoti a delegare una persona con il compito di ritirare il modello Cud con la firma per l’8 per mille. Tutti i modelli verranno poi consegnati alla diocesi che provvederà ad inoltrarli all’autorità competente tramite la posta in una sola spedizione».
Federico Frighi

il testo integrale su Libertà di oggi 19 marzo 2008