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venerdì 14 maggio 2010

Il prete secondo Ambrosio: fedele alla Chiesa, onesto e discreto

Il vescovo Gianni Ambrosio ha preso spunto dalla figura del cardinale Luigi Poggi recentemente scomparso (il 4 maggio 2010), per tracciare, durante i funerali, le virtù del prete perfetto: competente, rigoroso, onesto, leale e discreto. Di seguito l'articolo:

C’era un’atmosfera familiare e raccolta nella basilica di Sant’Antonino. Come del resto la celebrazione del giorno prima nella basilica di San Pietro con i cardinali e papa Benedetto XVI. Come, quasi certamente, avrebbe voluto lo stesso cardinale Luigi Poggi per il giorno del suo commiato. Lontano dalle luci della ribalta, dai bagni di folla, nella semplicità e nella concretezza.
Il porporato piacentino - scomparso martedì scorso all’età di 92 anni - è stato salutato per l’ultima volta dalla sua amata Piacenza, nella sua amata Sant’Antonino. A presiedere
il rito funebre in quella che da ieri mattina - con la tumulazione nel sepolcro accanto a monsignor Antonino Arata - è la nuova casa del cardinale Poggi, il vescovo Gianni Ambrosio assieme al presule di Fidenza, Carlo Mazza. Poi il vicario generale monsignor Lino Ferrari, il parroco della
basilica don Giuseppe Basini, ed una trentina fra diaconi, canonici e sacerdoti. Ai seminaristi
del Collegio Alberoni la cura del servizio liturgico. Il vescovo Ambrosio, in apertura
di omelia, ha voluto ricordare le espressioni di grande stima di Benedetto XVI
che ha definito il cardinale Luigi Poggi «testimone di quella fede coraggiosa che sa
fidarsi di Dio»; ma anche la telefonata avuta proprio ieri mattina con il cardinale Ersilio
Tonini. «Ha saputo non solo conservare - ha detto il porporato - ma anche aumentare quella grande ricchezza umana e cristiana della sua famiglia, dei suoi genitori»; infine alcune frasi della lettera che monsignor Luciano Monari ha inviato per partecipare con la preghiera e l’affetto al
cordoglio della Chiesa piacentina: «L’immagine che custodisco del cardinale Poggi è quella di un vero prete, consacrato totalmente a Dio e alla Chiesa che, nonostante gli incarichi di prestigio esercitati negli anni di servizio alla Santa Sede, aveva mantenuto una semplicità e un’umiltà
ammirevole». In prima fila, da una parte i parenti più stretti (il fratello Carlo e la sorella Celestina) assieme alla cognata Angela ed a Luigi, uno dei nipoti. Dall’altra le autorità che hanno
voluto essere presenti alla cerimonia piacentina. Il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, il vice sindaco Francesco Cacciatore, l’avvocato Corrado Sforza Fogliani. Poi il vice prefetto vicario Elio Faillaci, l’ex sindaco Gianguido Guidotti, la presidente dell’Opera Pia Alberoni, Anna Braghieri. L’amministrazione comunale di Piacenza, con la vice presidente del Consiglio, Lucia Rocchi, aveva portato l’omaggio della città al suo cardinale anche il giorno prima, alla cerimonia funebre in San Pietro.
Il vescovo Ambrosio, dal pulpito, ha definito il cardinale Poggi «un ottimo prete, cresciuto
in un ambiente ricco di umanità e di fede, un prete che ha messo la sua intelligenza
e la sua umanità al servizio del Vangelo e della Chiesa, soprattutto nei delicati compiti diplomatici. Insieme alle riconosciute competenze, operò sempre con rigore e lealtà verso la Chiesa e i suoi
superiori. Ed anche con grande discrezione ». Qui ha voluto ricordare un episodio curioso, a futura memoria, un insegnamento per tutto il clero: «Ricordo che in un’intervista
pubblicata sul Corriere della Sera di undici anni fa (5 novembre 1999, pag. 8), il giornalista
gli chiese se avesse parlato con il Papa di un particolare argomento. La risposta del Cardinale fu subito pronta: “Preferisco non dire nulla di ciò che è stato oggetto di conversazione con il Santo Padre”». Prete fedele e non “chiacchierone”, insomma.
Nell’Anno Sacerdotale, la figura di Poggi diviene un modello da seguire.
Ma il vescovo Luigi era anche e soprattutto un pastore:
«Ugualmente significativo è il fatto che, insieme ad altri grandi ecclesiastici piacentini
che hanno ricoperto incarichi diplomatici, tra i quali spicca il cardinale Agostino Casaroli, Poggi non abbia mai disgiunto le questioni diplomatiche dalla preoccupazione pastorale».
Infine Piacenza e la sua chiesa. «Alcuni hanno evidenziato, giustamente, la sua piacentinità - ha osservato il vescovo Ambrosio - che egli ha saputo esprimere al meglio nelle sue grandi doti di cuore, nella capacità di entrare facilmente in dialogo con chiunque, nella vivace sensibilità
culturale, nella lucida e serena visione della storia. D’altronde il fatto stesso che abbia voluto essere sepolto qui a Piacenza, in questa basilica dedicata al patrono della città e della diocesi, è un segno evidente del suo amore per questa Chiesa e per questa città».
Federico Frighi

Da Libertà, domenica 9 maggio 2010

domenica 9 maggio 2010

Ambrosio: il cardinale Poggi esempio per i preti

Gv 8,31-35.37-39; Salmo 22; Gv 6,37-40

Carissimo vescovo Carlo, carissimi sacerdoti, carissimi fedeli,

desidero innanzi tutto ricordare le espressioni di grande stima di Benedetto XVI nei confronti del cardinale Luigi Poggi. Egli è stato – ha detto il Papa – “testimone di quella fede coraggiosa che sa fidarsi di Dio, solerte collaboratore della Santa Sede, in particolare come Nunzio Apostolico in vari Paesi e come Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, rendendo ovunque una apprezzata testimonianza di fervoroso zelo sacerdotale e di fedeltà al Vangelo”.

Desidero poi ricordare alcune frasi che il cardinale Ersilio Tonini mi ha comunicato al telefono questa mattina. “Il cardinale Poggi ha saputo non solo conservare ma anche aumentare quella grande ricchezza umana e cristiana della sua famiglia, dei suoi genitori. Il suo papà era sarto, sarto per i preti. Egli mi regalò – mi ha pregato di dirlo pubblicamente – il mio primo vestito da prete, vista la difficoltà di pagarlo. Con questo cuore grande e discreto ha vissuto il figlio, il cardinale Luigi Poggi”.

Desidero infine citar alcune frasi della lettera che mons. Luciano Monari mi ha inviato per partecipare con la preghiera e l’affetto al cordoglio della Chiesa piacentina: “l’immagine che custodisco di lui è quella di un vero prete, consacrato totalmente a Dio e alla Chiesa che, nonostante gli incarichi di prestigio esercitati negli anni di servizio alla Santa Sede, aveva mantenuto una semplicità e un’umiltà ammirevole”.

Mi unisco a queste espressioni di cordoglio e di sincera stima da parte del Santo Padre e di mons. Monari, rivolgendo le mie condoglianze innanzi tutto ai famigliari del caro cardinale Poggi e poi ai sacerdoti e laici che l’hanno conosciuto ed hanno goduto della sua fedele amicizia.

Siamo qui, raccolti in commossa preghiera in questa basilica di san’Antonino, per consegnare il cardinale Luigi Poggi all’infinita misericordia del Padre. Egli si è spento a questa vita terrena nel tempo pasquale. La nostra preghiera di commiato sia ripiena della luce e della speranza della Pasqua: nella fede che noi professiamo in Cristo morto e risorto, sappiamo che la morte è apertura verso la vita, è passaggio alla vera nostra vita, quella eterna nella comunione di Dio.

Ricordiamo il cardinale Poggi come un ottimo prete, cresciuto in un ambiente ricco di umanità e di fede, un prete che ha messo la sua intelligenza e la sua umanità al servizio del Vangelo e della Chiesa, soprattutto nei delicati compiti diplomatici. Insieme alle riconosciute competenze, operò sempre con rigore e lealtà verso la Chiesa e i suoi superiori.

Ed anche con grande discrezione. Ricordo che in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera di undici anni fa (5 novembre 1999, pag. 8), il giornalista gli chiese se avesse parlato con il Papa di un particolare argomento. La risposta del Cardinale fu subito pronta: “Preferisco non dire nulla di ciò che è stato oggetto di conversazione con il Santo Padre”. Ugualmente significativo è il fatto che, insieme ad altri grandi ecclesiastici piacentini che hanno ricoperto incarichi diplomatici, tra i quali spicca il cardinale Agostino Casaroli, Poggi non abbia mai disgiunto le questioni diplomatiche dalla preoccupazione pastorale.

Alcuni hanno evidenziato – giustamente – la sua piacentinità, che egli ha saputo esprimere al meglio nelle sue grandi doti di cuore, nella capacità di entrare facilmente in dialogo con chiunque, nella vivace sensibilità culturale, nella lucida e serena visione della storia. D’altronde il fatto stesso che abbia voluto essere sepolto qui a Piacenza, in questa basilica dedicata al patrono della città e della diocesi, è un segno evidente del suo amore per questa Chiesa e per questa città.

L’Eucaristia che celebriamo, prima di essere di suffragio per il nostro fratello Luigi, è lode e ringraziamento a Dio per il dono del suo Figlio, il Signore Gesù, che ha dato la sua vita per noi. E nel Signore Gesù è ringraziamento a Dio per il dono di questo nostro confratello e concittadino, per il suo servizio sacerdotale ed episcopale, per il suo esempio di dedizione al Vangelo, di servitore della Chiesa e di mitezza cristiana.

Affidiamo alla misericordia di Dio questo fratello, lasciando risuonare nel nostro cuore il grido possente della fede dell’apostolo Paolo che avvolge della luce pasquale chiunque viva in Cristo e muoia nella braccia di Cristo: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?…Chi ci separerà dall’amore di Cristo? …Io sono persuaso che né morte, né vita…né alcuna altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”.

Risuoni nel nostro cuore la parola di Gesù che è stata proclamata: “Questa è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Il cardinale Poggi ha camminando fra le difficoltà della vita e della storia credendo in Dio, professando la fede nel Figlio del Padre, vivendo nell’amore verso Dio e verso i fratelli.

Le parole di Gesù e il grido dell’apostolo siano il viatico che ci accompagna nel nostro cammino di pellegrini verso la patria che ci attende. Lì, ove è arrivato, il cardinale Poggi possa sperimentare la gioiosa verità della fede pasquale che su questa terra egli ha professato, ha celebrato e ha testimoniato.

La nostra Chiesa, che il cardinale ha sempre stimato ed amato, lo affida ora alla misericordia di Dio e intercede per lui. Lo accolga la comunione dei Santi in cui egli ha creduto, lo accolga la Madre del Signore che egli ha venerato con affetto filiale. Siamo certi che, dall’alto, il cardinale Poggi pregherà per noi, per la nostra Chiesa, per quanti lo hanno conosciuto e a cui ha voluto bene.

Amen.

+ Gianni Ambrosio

Vescovo di Piacenza-Bobbio

giovedì 6 maggio 2010

Cardinale Poggi, venerdì i funerali in Vaticano e sabato in Sant'Antonino

Ai funerali del card. Luigi Poggi, previsti per venerdì prossimo, alle ore 17,30, nella
basilica di San Pietro a Roma, prenderà parte una delegazione piacentina
guidata dal vescovo mons. Giorgio Corbellini; la salma del Porporato sarà
in seguito traslata a Piacenza e sabato prossimo, alle ore 11, nella
basilica cittadina di Sant'Antonino, il vescovo mons. Gianni Ambrosio
presiederà un rito funebre; al termine ci sarà la tumulazione nella basilica
stessa.

martedì 4 maggio 2010

Morto a 92 anni il cardinale Luigi Poggi

La Chiesa di Piacenza-Bobbio in lutto: è morto questa mattina a Roma, dove aveva la residenza, il cardinale piacentino Luigi Poggi. Comunicando la notizia alla comunità diocesana, il vescovo mons. Gianni Ambrosio ha sottolineato le benemerenze che il Porporato aveva acquisito al servizio diretto della Santa Sede ed ha richiamato l’affettuoso ricordo che sempre ha avuto della Chiesa e della città di Piacenza. Il vescovo mons. Ambrosio, sempre ricordando il Cardinale scomparso, assicura la preghiera al Signore perché lo accolga nella sua Casa.

Nota biografica.
Il cardinale Luigi Poggi era nato a Piacenza il 25 novembre 1917. Completati gli studi al Collegio Alberoni, è stato ordinato sacerdote il 28 luglio 1940. Ha quindi perfezionato i suoi studi a Roma presso l’Accademia pontificia dei nobili e nel luglio 1944 si è laureato in utroque jure “summa cum laude”.
Dal 1944 al 1946 frequenta corsi diplomatici alla Pontificia Accademia Ecclesiastica; entra nella Segreteria di Stato della Santa Sede; del 1949 è il titolo di Cameriere Segreto di Sua Santità, quindi uditore e consigliere di Nunziatura; Prelato domestico di SS. nel 1960, il 3 aprile 1965 è ordinato arcivescovo titolare di Forontoniana e nominato delegato apostolico per l’Africa Centrale; del maggio del 1969 è la nomina a nunzio apostolico in Perù.
Nell’agosto del 1973 viene richiamato a Roma con la qualifica di Nunzio apostolico con incarichi speciali per collaborare con il cardinale Agostino Casaroli.
Il 19 aprile 1986 viene nominato nunzio apostolico in Italia. Nel 1993 gli viene assegnato l’incarico di pro archivista e pro bibliotecario di Sacra Romana Chiesa e il Papa Giovanni Paolo II nel Concistoro del 26 novembre 1994 lo crea cardinale. Dal 1997 era archivista emerito.

Con un seguente comunicato forniremo altre notizie sui funerali e sulla partecipazione della comunità piacentina.

Il nostro vescovo mons. Ambrosio ha inviato un telegramma al cardinale Angelo Sodano, Decano del Sacro Collegio, per esprimere le condoglianze sue e della comunità piacentina.

4 maggio 2010