«Se fosse qualche cosa di negativo non mi sarei iscritto, certo va usato in modo intelligente e così può essere un'opportunità». Anche la Chiesa piacentina sdogana Facebook che, da trappola virtuale, diventa uno strumento per mantenere le relazioni sociali e anche per evangelizzare. A pensarla così è il vicario generale della diocesi di Piacenza-Bobbio, monsignor Giuseppe Illica, uno dei 26 sacerdoti diocesani con un profilo su Facebook. Una percentuale bassa se confrontata con il 20 per cento della ricerca di Cattolica e Università di Perugia (di cui parliamo nell'articolo sotto). Il dato piacentino, tuttavia, tiene solo parzialmente conto dei religiosi e delle religiose che in diocesi hanno invece numeri di rilievo, soprattutto tra Scalabriniani, Vincenziani e Scalabriniane. «Mi dà la possibilità di mantenermi in contatto con gli amici brasiliani conosciuti durante i miei anni di missione - continua il vicario generale -. Poi penso che sia bello fare gli auguri di compleanno ad una persona oppure leggere tutte le settimane un pensiero sulle letture domenicali postato da un amico prete». L'evangelizzazione, insomma, passa anche per il web. Ne sanno qualche cosa don Stefano Segalini, vice parroco di San Giuseppe Operaio, e don Celso Dosi, segretario del vescovo, che spesso e volentieri postano su Facebook pillole delle Sacre Scritture o preghiere particolari. C'è chi su Facebook è punto di riferimento di talmente tanti amici da risultare parroco, oltre che di una chiesa di mattoni e gente in carne ed ossa, anche di una parrocchia virtuale. Si veda, ad esempio, il caso di don Federico Tagliaferri, parroco del Preziosissimo Sangue: sono oltre 1.500 le sue "pecorelle virtuali". O chi mantiene i rapporti con la gente della sua vecchia parrocchia, come don Piero Lezoli, oggi a Vigolzone dopo tanti anni trascorsi in Val Taro. Quasi tutti postano le foto dei campi estivi o dei grest. E c'è chi non nasconde i propri interessi, come don Franco Sagliani (69 anni) che dice di essere appassionato di rock'n'roll. Una dimostrazione che la rete non è solo cosa da giovani. Forse il più anziano utilizzatore del web, tra le tonache piacentine, è monsignor Giovanni Vincini (74 anni) parroco di Fiorenzuola, seguito a ruota da monsignor Gian Piero Franceschini (73), parroco di San Savino, che con il social network mantiene i rapporti con i missionari piacentini. Se si eccettua, naturalmente, il cardinale Ersilio Tonini che, a quasi 98 anni, nei giorni scorsi ha aperto un profilo personale (almeno pare sia lui). Su Facebook anche la pagina pubblica del vescovo Gianni Ambrosio così come quella del vescovo Luciano Monari. Tra i seminaristi del Collegio Alberoni, don Alessandro Mazzoni che a giugno diventerà prete diocesano. Capitolo religiosi e religiose. Hanno un profilo Facebook, tra gli altri, padre Secondo Ballati, rettore e guardiano di Santa Maria di Campagna, suor Lina Guzzo, provinciale delle Scalabriniane, suor Rosa Cassinari, missionaria in Albania con le Figlie del Sacro Cuore di Gesù.
Federico Frighi
10/04/2012 Libertà
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domenica 29 aprile 2012
sabato 24 marzo 2012
giovedì 25 novembre 2010
Clero, offerte in caduta libera
Offerte per il clero in picchiata nella diocesi di Piacenza-Bobbio che si pone allo stesso livello dei territori rossi dell'Emilia dell'est e della Romagna. Nel 2009 i piacentini hanno offerto per i loro sacerdoti il 5,85 per cento in meno rispetto al 2008. Ovvero 86.378 euro rispetto 91.739. Una cifra in termini assoluti che si colloca, ad esempio, dietro alla diocesi di Bologna (355.434 euro), Reggio Emilia-Guastalla (160.913), Modena-Nonantola (160.616) e Parma (151.232). Peggio di Piacenza-Bobbio ci sono Rimini (67.671 euro), Ferrara-Comacchio (61.863), Imola (47.905), Faenza-Modigliana (44.721), Forlì-Bertinoro (42.963) Ravenna-Cervia (35.275), Carpi (33.258), Cesena-Sarsina (30.180), Fidenza (25.612), San Marino-Montefeltro (7.731). In percentuale il calo piacentino è più alto di Bologna, Ferrara, Fidenza, Forlì, Imola e Parma. Disastrosa la diocesi di Reggio Emilia che, in un anno, ha perso il 30 per cento delle offerte.
20/11/2010
20/11/2010
sabato 13 novembre 2010
Clero, la fine del mondo nel 2059
La fine del mondo per il clero diocesano sarà dunque nel 2059. Così l'indagine pubblicata su Libertà e realizzata dagli studenti dell'Isii Marconi di Piacenza. Nessuna pretesa di scientificità e neppure di voler prevedere il futuro, solo un'occasione per riflette sulla probabile necessità di riorganizzare i pastori sul territorio della diocesi di Piacenza-Bobbio, al di là dei campanili o degli interesse di parte. Magari con un po' di coraggio e qualche gesto che dia un esempio forte ad una società civile che ne ha bisogno.
Sempre che la profezia Maya del 2012 sia sbagliata, la fine del mondo per il clero piacentino arriverà pressapoco nell'anno 2059. Di certo, nel più vicino 2030, il numero delle tonache diocesane sarà dimezzato rispetto ad oggi: 151 unità contro le 281 al primo gennaio di quest'anno. E' la proiezione statistica del clero della diocesi di Piacenza-Bobbio commissionata da Libertà ed elaborata dai ragazzi della quinta I 1 dell'Isii Marconi. Si parla sempre, di questi tempi, di calo delle vocazioni, di preti anziani, di parrocchie senza parroco. Ora i dati ci sono, sia pure con una "forchetta" a dire il vero piuttosto ampia. I quattro gruppi di lavoro in cui si è divisa la classe guidata dal professor Domenico Palermo sono sostanzialmente d'accordo nella forte riduzione che porterà il clero diocesano a 151 unità nel 2030. Questo tenendo conto delle ordinazioni e dei decessi degli ultimini dieci anni, nonchè delle speranze di vita e delle tavole di morte per la provincia di Piacenza. Secondo un'altra stima considerata verosimile, si ritiene che la "fine del mondo" per il clero diocesano possa attestarsi attorno all'anno 2059. Naturalmente la sfera di cristallo degli statistici non può non tener conto della variabile delle ordinazioni. E' qui che si gioca il futuro della Chiesa piacentina. La media degli ultimi dieci anni parla di 1,6 preti ordinati ogni dodici mesi e, se si analizzano i dati fino al 2009, si scopre addirittura che sono in una leggerissima ripresa. Si vedrà se le politiche di sostegno alle famiglie, nonché quelle più strettamente vocazionali, oltre al rilancio degli oratori, daranno i loro frutti.
la situazione attuale Il clero diocesano attuale (al primo gennaio 2010) è formato da 281 sacerdoti di cui la maggioranza (84 persone) con un età compresa tra i 70 e i 79 anni. Il secondo gruppo in termini numerici è formato da 68 persone, con un'età compresa tra gli 80 e gli 89 anni. Il terzo gruppo è quello dei sacerdoti con un'età compresa tra i 60 e i 69 anni: in tutto 47 persone. Il quarto gruppo più numeroso è formato da 29 preti, tra i 50 e i 59 anni; il quinto da 27 preti tra i 40 e i 49 anni; il sesto dai veterani: sono 15 ed hanno tra i 90 e i 100 anni. Il settimo gruppo conta solo dieci sacerdoti ed è quello nella fascia di età 30-39 anni. Solo un sacerdote nella fascia tra i 20 e i 29 anni. In tutta la diocesi di Piacenza-Bobbio le parrocchie sono 424. Fanno parte del clero diocesano anche 40 diaconi permanenti.
l'ultimo decennio Negli ultimi dieci anni ci sono state 16 ordinazioni di sacerdoti a fronte di 98 decessi. L'anno più prolifico dal punto di vista vocazionale è stato il 2009 con 4 nuovi sacerdoti, mentre nel 2003 non ve ne era stato neppure uno. L'annus horribilis in tema di decessi è stato il 2001: ben 16.
Federico Frighi
10/11/2010 Libertà
Sempre che la profezia Maya del 2012 sia sbagliata, la fine del mondo per il clero piacentino arriverà pressapoco nell'anno 2059. Di certo, nel più vicino 2030, il numero delle tonache diocesane sarà dimezzato rispetto ad oggi: 151 unità contro le 281 al primo gennaio di quest'anno. E' la proiezione statistica del clero della diocesi di Piacenza-Bobbio commissionata da Libertà ed elaborata dai ragazzi della quinta I 1 dell'Isii Marconi. Si parla sempre, di questi tempi, di calo delle vocazioni, di preti anziani, di parrocchie senza parroco. Ora i dati ci sono, sia pure con una "forchetta" a dire il vero piuttosto ampia. I quattro gruppi di lavoro in cui si è divisa la classe guidata dal professor Domenico Palermo sono sostanzialmente d'accordo nella forte riduzione che porterà il clero diocesano a 151 unità nel 2030. Questo tenendo conto delle ordinazioni e dei decessi degli ultimini dieci anni, nonchè delle speranze di vita e delle tavole di morte per la provincia di Piacenza. Secondo un'altra stima considerata verosimile, si ritiene che la "fine del mondo" per il clero diocesano possa attestarsi attorno all'anno 2059. Naturalmente la sfera di cristallo degli statistici non può non tener conto della variabile delle ordinazioni. E' qui che si gioca il futuro della Chiesa piacentina. La media degli ultimi dieci anni parla di 1,6 preti ordinati ogni dodici mesi e, se si analizzano i dati fino al 2009, si scopre addirittura che sono in una leggerissima ripresa. Si vedrà se le politiche di sostegno alle famiglie, nonché quelle più strettamente vocazionali, oltre al rilancio degli oratori, daranno i loro frutti.
la situazione attuale Il clero diocesano attuale (al primo gennaio 2010) è formato da 281 sacerdoti di cui la maggioranza (84 persone) con un età compresa tra i 70 e i 79 anni. Il secondo gruppo in termini numerici è formato da 68 persone, con un'età compresa tra gli 80 e gli 89 anni. Il terzo gruppo è quello dei sacerdoti con un'età compresa tra i 60 e i 69 anni: in tutto 47 persone. Il quarto gruppo più numeroso è formato da 29 preti, tra i 50 e i 59 anni; il quinto da 27 preti tra i 40 e i 49 anni; il sesto dai veterani: sono 15 ed hanno tra i 90 e i 100 anni. Il settimo gruppo conta solo dieci sacerdoti ed è quello nella fascia di età 30-39 anni. Solo un sacerdote nella fascia tra i 20 e i 29 anni. In tutta la diocesi di Piacenza-Bobbio le parrocchie sono 424. Fanno parte del clero diocesano anche 40 diaconi permanenti.
l'ultimo decennio Negli ultimi dieci anni ci sono state 16 ordinazioni di sacerdoti a fronte di 98 decessi. L'anno più prolifico dal punto di vista vocazionale è stato il 2009 con 4 nuovi sacerdoti, mentre nel 2003 non ve ne era stato neppure uno. L'annus horribilis in tema di decessi è stato il 2001: ben 16.
Federico Frighi
10/11/2010 Libertà
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