«Il problema del male riguarda tutti i popoli e tutte le epoche e dipende dal demonio - spiega padre Achille Taborelli -. E' il demonio che genera il male e la sua azione può essere ordinaria o straordinaria».
L'azione ordinaria si esplica con le tentazioni: «Quella di tentare l'uomo è l'attività alla quale il demonio si dedica maggiormente ed è quella a cui tiene di più». L'azione straordinaria «si esplica, più raramente, attraverso i malefici: possessione (quando si capisce di non essere più padroni di se stessi); vessazione (mali fortissimi come dolori, malattie, malvagità che sono di impedimento alla propria libertà di azione), ossessione (pensieri frequenti ossessivi che conducono alla disperazione, alla perdita del sonno), infestazione (case, oggetti, animali) ». Per allontanare il male morale e fisico ecco, per padre Taborelli, l'efficacia della preghiera di liberazione con la quale «ci si accosta a Cristo "il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perchè Dio era con lui" (At. 10,38) ».
14/02/2013 Libertà
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giovedì 21 febbraio 2013
mercoledì 20 febbraio 2013
Super lavoro per l'esorcista
Per chi dice che il demonio non esiste, che è tutta suggestione e che più che un esorcista serve uno psicologo o uno psichiatra.
Quindici visite a settimana. Persone inviate da sacerdoti, dal passaparola della gente, ma anche da psicologi e specialisti. Esorcista ufficiale della diocesi di Piacenza-Bobbio da poco di più otto mesi, padre Achille Taborelli, scalabriniano, è stato catapultato tra i "fumi di zolfo" alla veneranda età di 82 anni, quasi per caso, per obbedienza al vescovo. Ne parla volentieri facendo un primo bilancio del suo nuovo ministero.
«Ho gente che viene quasi tutti i giorni, una quindicina di richieste a settimana - racconta nel suo studio al pian terreno del santuario del Castello, a Rivergaro -. Non è che ci sia sempre la coda del diavolo. Vengono per problemi loro particolari o per quel senso di negatività che dicono di sentirsi attorno. Molti sono vittime della crisi ecomica. Si sfogano. Li ascolto e impartisco loro la benedizione di liberazione».
Come si arriva dall'esorcista?
«Vengono inviati dal passaparola, dai frati di Santa Maria di Campagna, dai Capuccini di Santa Rita, dal vicario generale, alcuni da Parma. Le strade sono tante. Anche uno psicologo mi ha mandato una sua paziente, una dottoressa con ossessioni che non la facevano dormire».
Quante volte si è imbattuto nel diavolo?
«Due in otto mesi. Uno era il caso di un avvocato che veniva da Milano. Fino a Natale è venuto da me. Poi il cardinale Angelo Scola ha nominato 7 esorcisti portando il numero totale a 12 e istituendo un numero verde. Così ha preferito continuare le sedute nella sua diocesi. L'altra una donna piacentina della provincia. Una persona laureata, distinta, di buona famiglia. Durante le sedute c'era il marito o un aiutante. Quando facevo il segno della croce o imponevo le mie mani sul suo capo si agitava e cominciava ad urlare come un ossesso; sputava da tutte le parti, anche chiodi».
Chiodi?
«Sì, ha capito bene; ma non voglio aggiungere altro. Una volta terminata la seduta, tornava tranquillissima come se niente fosse stato. Il male con la emme maiuscola entra nell'uomo perchè c'è l'invidia, il malocchio, la stregoneria, la ricerca del futuro nelle carte o nei fondi di caffè. Poi ci sono i dissidi in famiglia, o tra fratelli o tra genitori e figli. Tante situazioni che, se non sono causate in prima persona dal demonio, tuttavia possono farlo entrare».
Si parla di case infestate. E' vero?
«In questi mesi sono andato a benedire due appartamenti. Marito e moglie uscivano al mattino per andare a lavorare e tornavano la sera trovando mobili spostati, segni sulle pareti come la esse di satana; altri due fidanzati stavano ristrutturando la casa quando hanno trovato sotto le pietre del pavimento la cifra della Bestia. Sono andato in casa, ho dato la benedizione. E' tutto finito».
Di fronte a certe manifestazioni non le vengono i brividi alla schiena?
«Beh, naturalmente siamo tutti umani e quindi c'è un poco di impressione. Ma paura no. Penso di essere in grazia di Dio... (ride) ».
Ma esiste davvero il diavolo? Ce lo assicura?
«Oh, ma certo! Certo che esiste. Eccome. Basta prendere le Sacre Scritture: la prima domenica dopo le Ceneri abbiamo le tentazioni di Gesù da parte di satana. Poi è Gesù stesso che dà il potere agli apostoli, oltre che di predicare il Vangelo in tutto il mondo, di scacciare i demoni».
La Chiesa stessa però, a volte, è scettica.
«Bisogna avere tanta prudenza e non abboccare subito. Alcune volte può essere che si veda veramente la possessione, altre sono guai che possono capitare a chiunque. Io nel mio ministero ho l'appoggio del vescovo e questo mi basta. Sì, è vero che qualcuno è scettico. Nelle riunioni di preti non intervengo mai ma ascolto e sento magari qualche frecciatina... (ride) ma non rispondo. Peraltro è venuto da me anche un sacerdote, di un'altra regione. Era disperato, sentiva dentro di sè una forza malvagia».
Quanto dura una visita dall'esorcista?
«Ogni persona che arriva sta qui una mezz'ora, un'ora. Non faccio nulla di particolare. Parliamo un po', do i consigli che sono capace di dare e poi faccio questa preghiera di liberazione.
C'è gente che si meraviglia perchè pensa di vedere uno stregone che opera miracoli. Quando mi vedono, forse rimangono un poco delusi poi si tranquillizzano. Tanti tentano sempre di farsi fare un esorcismo, ma devono prima mettersi a posto loro stessi. Ad esempio con la preghiera o il digiuno. Adesso viene la Quaresima e il digiuno serve moltissimo a liberarci da questi influssi negativi che possiamo sentire in mezzo a noi».
Senta, con rispetto, è vero che non le hanno dato neppure il rituale?
«Eh sì, sto imparando a fare l'esorcista. Non ho neanche il rituale perchè è in ristampa. Ne ho qui una fotocopia che mi hanno procurato da Roma, ma è il rito in italiano. Quello più efficace è il rituale in latino di cui sono sprovvisto. Contro il demonio funziona meglio il latino».
Lei al santuario del Castello ha portato le messe di guarigione.
«Sono ogni terzo sabato del mese, alle 15 e 30 (la prossima è questo sabato, ndr.). E' pieno di gente che viene per pregare. Durante la prima una donna si è messa ad urlare frasi incomprensibili. Io ero all'altare. L'hanno portata in sacrestia e si è calmata. Poi non è più accaduto».
Crede agli Ufo? Dicono che in Valtrebbia se ne vedano parecchi.
«No. Sono frutto di fantasie e suggestioni. Tante volte si scrutano le nubi e si intravedono figure particolari, illusioni ottiche».
Mentre il demonio non è un'illusione?
«Assolutamente no! Basta prendere anche solo il Vecchio Testamento. Se crediamo al Vangelo non si può non ammetterlo. Gesù ne parla ed è stata una delle sue attività liberare gli indemoniati. La cosa però importante è questa: che tutte queste manifestazioni, dalla possessione alla vessazione, all'infestazione, non distaccano da Dio. L'unica cosa che distacca da Dio è il peccato. Si può essere posseduti dal demonio ma non essere distaccati da Dio. Dio c'è perchè Dio è più potente del demonio».
Federico Frighi
14/02/2013 Libertà
Quindici visite a settimana. Persone inviate da sacerdoti, dal passaparola della gente, ma anche da psicologi e specialisti. Esorcista ufficiale della diocesi di Piacenza-Bobbio da poco di più otto mesi, padre Achille Taborelli, scalabriniano, è stato catapultato tra i "fumi di zolfo" alla veneranda età di 82 anni, quasi per caso, per obbedienza al vescovo. Ne parla volentieri facendo un primo bilancio del suo nuovo ministero.
«Ho gente che viene quasi tutti i giorni, una quindicina di richieste a settimana - racconta nel suo studio al pian terreno del santuario del Castello, a Rivergaro -. Non è che ci sia sempre la coda del diavolo. Vengono per problemi loro particolari o per quel senso di negatività che dicono di sentirsi attorno. Molti sono vittime della crisi ecomica. Si sfogano. Li ascolto e impartisco loro la benedizione di liberazione».
Come si arriva dall'esorcista?
«Vengono inviati dal passaparola, dai frati di Santa Maria di Campagna, dai Capuccini di Santa Rita, dal vicario generale, alcuni da Parma. Le strade sono tante. Anche uno psicologo mi ha mandato una sua paziente, una dottoressa con ossessioni che non la facevano dormire».
Quante volte si è imbattuto nel diavolo?
«Due in otto mesi. Uno era il caso di un avvocato che veniva da Milano. Fino a Natale è venuto da me. Poi il cardinale Angelo Scola ha nominato 7 esorcisti portando il numero totale a 12 e istituendo un numero verde. Così ha preferito continuare le sedute nella sua diocesi. L'altra una donna piacentina della provincia. Una persona laureata, distinta, di buona famiglia. Durante le sedute c'era il marito o un aiutante. Quando facevo il segno della croce o imponevo le mie mani sul suo capo si agitava e cominciava ad urlare come un ossesso; sputava da tutte le parti, anche chiodi».
Chiodi?
«Sì, ha capito bene; ma non voglio aggiungere altro. Una volta terminata la seduta, tornava tranquillissima come se niente fosse stato. Il male con la emme maiuscola entra nell'uomo perchè c'è l'invidia, il malocchio, la stregoneria, la ricerca del futuro nelle carte o nei fondi di caffè. Poi ci sono i dissidi in famiglia, o tra fratelli o tra genitori e figli. Tante situazioni che, se non sono causate in prima persona dal demonio, tuttavia possono farlo entrare».
Si parla di case infestate. E' vero?
«In questi mesi sono andato a benedire due appartamenti. Marito e moglie uscivano al mattino per andare a lavorare e tornavano la sera trovando mobili spostati, segni sulle pareti come la esse di satana; altri due fidanzati stavano ristrutturando la casa quando hanno trovato sotto le pietre del pavimento la cifra della Bestia. Sono andato in casa, ho dato la benedizione. E' tutto finito».
Di fronte a certe manifestazioni non le vengono i brividi alla schiena?
«Beh, naturalmente siamo tutti umani e quindi c'è un poco di impressione. Ma paura no. Penso di essere in grazia di Dio... (ride) ».
Ma esiste davvero il diavolo? Ce lo assicura?
«Oh, ma certo! Certo che esiste. Eccome. Basta prendere le Sacre Scritture: la prima domenica dopo le Ceneri abbiamo le tentazioni di Gesù da parte di satana. Poi è Gesù stesso che dà il potere agli apostoli, oltre che di predicare il Vangelo in tutto il mondo, di scacciare i demoni».
La Chiesa stessa però, a volte, è scettica.
«Bisogna avere tanta prudenza e non abboccare subito. Alcune volte può essere che si veda veramente la possessione, altre sono guai che possono capitare a chiunque. Io nel mio ministero ho l'appoggio del vescovo e questo mi basta. Sì, è vero che qualcuno è scettico. Nelle riunioni di preti non intervengo mai ma ascolto e sento magari qualche frecciatina... (ride) ma non rispondo. Peraltro è venuto da me anche un sacerdote, di un'altra regione. Era disperato, sentiva dentro di sè una forza malvagia».
Quanto dura una visita dall'esorcista?
«Ogni persona che arriva sta qui una mezz'ora, un'ora. Non faccio nulla di particolare. Parliamo un po', do i consigli che sono capace di dare e poi faccio questa preghiera di liberazione.
C'è gente che si meraviglia perchè pensa di vedere uno stregone che opera miracoli. Quando mi vedono, forse rimangono un poco delusi poi si tranquillizzano. Tanti tentano sempre di farsi fare un esorcismo, ma devono prima mettersi a posto loro stessi. Ad esempio con la preghiera o il digiuno. Adesso viene la Quaresima e il digiuno serve moltissimo a liberarci da questi influssi negativi che possiamo sentire in mezzo a noi».
Senta, con rispetto, è vero che non le hanno dato neppure il rituale?
«Eh sì, sto imparando a fare l'esorcista. Non ho neanche il rituale perchè è in ristampa. Ne ho qui una fotocopia che mi hanno procurato da Roma, ma è il rito in italiano. Quello più efficace è il rituale in latino di cui sono sprovvisto. Contro il demonio funziona meglio il latino».
Lei al santuario del Castello ha portato le messe di guarigione.
«Sono ogni terzo sabato del mese, alle 15 e 30 (la prossima è questo sabato, ndr.). E' pieno di gente che viene per pregare. Durante la prima una donna si è messa ad urlare frasi incomprensibili. Io ero all'altare. L'hanno portata in sacrestia e si è calmata. Poi non è più accaduto».
Crede agli Ufo? Dicono che in Valtrebbia se ne vedano parecchi.
«No. Sono frutto di fantasie e suggestioni. Tante volte si scrutano le nubi e si intravedono figure particolari, illusioni ottiche».
Mentre il demonio non è un'illusione?
«Assolutamente no! Basta prendere anche solo il Vecchio Testamento. Se crediamo al Vangelo non si può non ammetterlo. Gesù ne parla ed è stata una delle sue attività liberare gli indemoniati. La cosa però importante è questa: che tutte queste manifestazioni, dalla possessione alla vessazione, all'infestazione, non distaccano da Dio. L'unica cosa che distacca da Dio è il peccato. Si può essere posseduti dal demonio ma non essere distaccati da Dio. Dio c'è perchè Dio è più potente del demonio».
Federico Frighi
14/02/2013 Libertà
Argomenti
Esorcista,
padre Achille Taborelli
domenica 10 giugno 2012
Padre Amorth: Il diavolo tornò a Piacenza per uccidere
(fri) L'esorcismo piacentino del 1920 in Santa Maria di Campagna rappresenta ancora oggi il padre di tutti gli esorcismi per gli specialisti italiani. Ad affermarlo è padre Gabriele Amorth, celebre esorcista titolare della diocesi di Roma, nel suo libro scritto assieme al vaticanista Paolo Rodari "L'ultimo esorcista" (Piemme editore). Padre amorth, 86 anni, originario di Modena, con oltre 160mila esorcismi praticati è il più autorevole esorcista della Chiesa cattolica. Nel suo libro racconta l'esorcismo del maggio del 1920 in Santa Maria di Campagna. «Il convento è un luogo di Dio - dice - che attira anime e conversioni. Un luogo benedetto dal cielo e per questo odiato da Satana».
L'esorcista era padre Pier Paolo Veronesi, cappellano del manicomio di Piacenza, uno che ne aveva viste di cotte e di crude. Eppure... Ad ordinargli di procedere fu il vescovo di allora, Giovanni Maria Pellizzari. L'esorcismo venne documentato da uno stenografo, padre Giustino, che assistette alle sedute assieme al dottor Lupi, direttore del manicomio di Piacenza. Il luogo era la sala al primo piano del convento. La posseduta, una donna, accompagnata dal marito, dalla madre, da un amico di famiglia e da due ragazze. Dopo due mesi di estenuanti esorcismi la donna (contro la quale era stata realizzata una "fattura") venne liberata.
«Ma il demonio che era dentro di lei continuerà ad agire - osserva padre amorth - a seminare morte e distruzione». E' per questo che il caso di Piacenza, rappresenta «un unicum da studiare e ristudiare». Tre mesi dopo la liberazione, uno degli assistenti di padre Veronesi, tale signor Cassani, muore per un tumore improvviso. Lo stesso accade ad un amico della famiglia della posseduta e al vescovo Pellizzari cui, durante l'esorcismo, il diavolo preannunziò la morte imminente. Lo stesso padre Veronesi rimase menomato al collo da un colpo ricevuto al capo senza che in giro ci fosse nessuno.
«Certo, a Piacenza il diavolo è tornato - dice padre amorth - e ha fatto cose che non ho mai visto fare altre volte. E' tornato per uccidere». «Dare spiegazioni di questa cosa è arduo - continua -. Una cosa si può dire: spesso, non sempre, si viene posseduti consapevolmente. C'è la nostra volontà che dice a Satana: "Entra in me". Quando si stipula un patto con Satana scioglierlo può essere quasi impossibile. Se si concede l'anima per l'eternità a Satana, poi uno può ravvedersi e liberarsi, ma quel patto c'è stato e le conseguenze vanno comunque pagate».
16/05/2012 Libertà
L'esorcista era padre Pier Paolo Veronesi, cappellano del manicomio di Piacenza, uno che ne aveva viste di cotte e di crude. Eppure... Ad ordinargli di procedere fu il vescovo di allora, Giovanni Maria Pellizzari. L'esorcismo venne documentato da uno stenografo, padre Giustino, che assistette alle sedute assieme al dottor Lupi, direttore del manicomio di Piacenza. Il luogo era la sala al primo piano del convento. La posseduta, una donna, accompagnata dal marito, dalla madre, da un amico di famiglia e da due ragazze. Dopo due mesi di estenuanti esorcismi la donna (contro la quale era stata realizzata una "fattura") venne liberata.
«Ma il demonio che era dentro di lei continuerà ad agire - osserva padre amorth - a seminare morte e distruzione». E' per questo che il caso di Piacenza, rappresenta «un unicum da studiare e ristudiare». Tre mesi dopo la liberazione, uno degli assistenti di padre Veronesi, tale signor Cassani, muore per un tumore improvviso. Lo stesso accade ad un amico della famiglia della posseduta e al vescovo Pellizzari cui, durante l'esorcismo, il diavolo preannunziò la morte imminente. Lo stesso padre Veronesi rimase menomato al collo da un colpo ricevuto al capo senza che in giro ci fosse nessuno.
«Certo, a Piacenza il diavolo è tornato - dice padre amorth - e ha fatto cose che non ho mai visto fare altre volte. E' tornato per uccidere». «Dare spiegazioni di questa cosa è arduo - continua -. Una cosa si può dire: spesso, non sempre, si viene posseduti consapevolmente. C'è la nostra volontà che dice a Satana: "Entra in me". Quando si stipula un patto con Satana scioglierlo può essere quasi impossibile. Se si concede l'anima per l'eternità a Satana, poi uno può ravvedersi e liberarsi, ma quel patto c'è stato e le conseguenze vanno comunque pagate».
16/05/2012 Libertà
Argomenti
Esorcista,
padre Gabriele Amorth
venerdì 1 giugno 2012
Gli esorcismi nel Piacentino
(fri) Il primo consiglio è comunque sempre quello di rivolgersi al parroco o al segretario del vescovo prima di intraprendere altre strade: «Fanno da filtro e riescono a capire ed a discernere se si tratta di un caso di infestazione demoniaca oppure di un caso di suggestione. Utile è anche andare dal proprio medico». Così diceva l'esorcista diocesano monsignor Gianbattista Lanfranchi in una intervista a Libertà nel 2007. Non solo, dava anche una statistica sui casi di possessione demoniaca nel Piacentino. Dodici casi all'anno, una cifra più o meno costante dall'89 ad oggi. Casi gravi, in arrivo anche dalla zona di Pavia, di Brescia, di Lodi. I piacentini sono 6-7, in media una segnalazione ogni due mesi. Hanno dai 40 ai 50 anni. Le vittime del demonio, secondo la casistica, appartengono ad ogni categoria sociale: dalla casalinga al medico, passando per il capo treno. Tutte liberate dal maligno in una o più sedute. Per il caso più difficile si è arrivati anche a cinque.
16/05/2012 Libertà
16/05/2012 Libertà
martedì 29 maggio 2012
Nuovo esorcista per Piacenza-Bobbio
«Il giorno dopo la nomina del vescovo sono caduto e mi sono rotto una vertebra - sorride di fronte ad un benvenuto che sa tanto di zolfo -, così non sono riuscito ad andare al convegno nazionale degli esorcisti. Ma non mi scoraggio, sono qui per fare la volontà del Signore». Padre Achille Taborelli, 81 anni il prossimo ottobre, missionario scalabriniano, è il nuovo esorcista della diocesi di Piacenza-Bobbio. Dopo la morte del predecessore, il parroco di Seminò, monsignor Gianbattista Lanfranchi, e due anni di ricerche approfondite tra i sacerdoti e i religiosi diocesani, il vescovo Gianni Ambrosio ha infatti scelto un religioso. L'ufficialità della nomina verrà data nei prossimi giorni, probabilmente assieme ad altri spostamenti nel clero piacentino.
Una scelta, quella di nominare un esorcista ufficiale, che va controcorrente rispetto ad una linea di pensiero della Chiesa di oggi che non vede di buon occhio pratiche di tal genere, preferendo catalogare fenomeni non chiari al rango di questioni psichiche o psichiatriche. Tutto ciò nonostante sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI più volte abbiano affermato con forza l'esistenza del maligno.
«Ho accettato questa nomina con tanta trepidazione anche perchè ben conosco una certa ritrosia della Chiesa di oggi nei confronti degli esorcismi - conferma padre Achille -. Tuttavia il vescovo ha insistito e così ho deciso di accettare. Non so perchè abbia pensato a me, l'unica cosa in comune con il mio predecessore, monsignor Lanfranchi, è che gli sono succeduto come cappellano delle monache di San Raimondo». Già, perchè padre Achille, alla soglia degli 81 anni, non ha mai praticato un esorcismo in vita sua e poco conosce di questo mondo particolare.
Nato 80 anni fa ad Abbiategrasso (provincia di Milano), ha insegnato missionarietà nel seminario Scalabriniano di Bassano del Grappa, poi ha svolto il proprio ministero sacerdotale in Svizzera e come parroco in un paesino del Bresciano e in Santa Maria del Carmine nel centro di Milano. Era già stato a Piacenza nel 1984, prima di venire inviato nel sud Italia, a Manfredonia, e di ritornare stabilmente a Rivergaro, nel 2004, come rettore del Santuario del Castello.
«Il male esiste - ci tiene ad evidenziare - altrimenti rinnegheremmo il Vangelo. E' Gesù che parla del male, del demonio, libera gli indemoniati. Il male c'è ed è dappertutto. Quindi anche a Piacenza. E' per questo che il vescovo ha voluto un esorcista diocesano». Superata la trepidazione iniziale, padre Achille si sente pronto ad iniziare. Sa che opera in un luogo protetto contro le forze maligne: «Il santuario del Castello, a Rivergaro, dal 2 febbraio scorso è un santuario Scalabriniano a tutti gli effetti, per cui gode dalla protezione, oltre che della Madonna delle Grazie e di San Giacomo maggiore (a cui lo aveva consacrato il vescovo Giovanni Battista Scalabrini), anche dello stesso Beato Scalabrini». Da poco custodisce anche una reliquia del vescovo degli emigranti (un osso del piede), posta sotto l'altare maggiore. «Nel suo ultimo discorso prima della morte - ricorda padre Achille - Scalabrini espresse il desiderio di venire sepolto a Rivergaro nel santuario del Castello. Poi, però, non essendoci nulla di scritto, venne portato in Duomo».
Federico Frighi
16/05/2012 Libertà
Una scelta, quella di nominare un esorcista ufficiale, che va controcorrente rispetto ad una linea di pensiero della Chiesa di oggi che non vede di buon occhio pratiche di tal genere, preferendo catalogare fenomeni non chiari al rango di questioni psichiche o psichiatriche. Tutto ciò nonostante sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI più volte abbiano affermato con forza l'esistenza del maligno.
«Ho accettato questa nomina con tanta trepidazione anche perchè ben conosco una certa ritrosia della Chiesa di oggi nei confronti degli esorcismi - conferma padre Achille -. Tuttavia il vescovo ha insistito e così ho deciso di accettare. Non so perchè abbia pensato a me, l'unica cosa in comune con il mio predecessore, monsignor Lanfranchi, è che gli sono succeduto come cappellano delle monache di San Raimondo». Già, perchè padre Achille, alla soglia degli 81 anni, non ha mai praticato un esorcismo in vita sua e poco conosce di questo mondo particolare.
Nato 80 anni fa ad Abbiategrasso (provincia di Milano), ha insegnato missionarietà nel seminario Scalabriniano di Bassano del Grappa, poi ha svolto il proprio ministero sacerdotale in Svizzera e come parroco in un paesino del Bresciano e in Santa Maria del Carmine nel centro di Milano. Era già stato a Piacenza nel 1984, prima di venire inviato nel sud Italia, a Manfredonia, e di ritornare stabilmente a Rivergaro, nel 2004, come rettore del Santuario del Castello.
«Il male esiste - ci tiene ad evidenziare - altrimenti rinnegheremmo il Vangelo. E' Gesù che parla del male, del demonio, libera gli indemoniati. Il male c'è ed è dappertutto. Quindi anche a Piacenza. E' per questo che il vescovo ha voluto un esorcista diocesano». Superata la trepidazione iniziale, padre Achille si sente pronto ad iniziare. Sa che opera in un luogo protetto contro le forze maligne: «Il santuario del Castello, a Rivergaro, dal 2 febbraio scorso è un santuario Scalabriniano a tutti gli effetti, per cui gode dalla protezione, oltre che della Madonna delle Grazie e di San Giacomo maggiore (a cui lo aveva consacrato il vescovo Giovanni Battista Scalabrini), anche dello stesso Beato Scalabrini». Da poco custodisce anche una reliquia del vescovo degli emigranti (un osso del piede), posta sotto l'altare maggiore. «Nel suo ultimo discorso prima della morte - ricorda padre Achille - Scalabrini espresse il desiderio di venire sepolto a Rivergaro nel santuario del Castello. Poi, però, non essendoci nulla di scritto, venne portato in Duomo».
Federico Frighi
16/05/2012 Libertà
venerdì 29 ottobre 2010
Morto l'esorcista diocesano
E' morto questa mattina, all'ospedale civile di Castel San Giovanni, dov'era
ricoverato da tempo, mons. Giovanni Battista Lanfranchi, parroco di Seminò
(Ziano).
Nato a Travo il 7 settembre 1922, è stato ordinato sacerdote il 15 giugno
1946. Ha iniziato il servizio pastorale come curato a Cortemaggiore per
passare nel 1949, con la stessa qualifica, a Pianello. Nel 1953 è stato
nominato parroco di Montereggio; nel 1954, come rettore, gli è stata
affidata la parrocchia di San Lazzaro Alberoni e nel 1960 è stato nominato
parroco di Seminò, incarico che manteneva tuttora. Era anche Moderatore
dell'Unità pastorale 4 del Vicariato Val Tidone. Assistente spirituale della
"Comunità Rosa Mystica" dal 1989, il 25 gennaio 2007 il Vescovo gli ha
affidato l'incarico di esorcista della diocesi.
La salma sarà trasferita oggi pomeriggio nella chiesa di Seminò dove questa
sera verrà recitato un Santo Rosario; domani sera, sabato, veglia funebre. I
funerali si terranno domenica prossima, 31 ottobre, alle ore 15, nella
chiesa parrocchiale di Seminò. Saranno presieduti dal vescovo mons. Gianni
Ambrosio.
ricoverato da tempo, mons. Giovanni Battista Lanfranchi, parroco di Seminò
(Ziano).
Nato a Travo il 7 settembre 1922, è stato ordinato sacerdote il 15 giugno
1946. Ha iniziato il servizio pastorale come curato a Cortemaggiore per
passare nel 1949, con la stessa qualifica, a Pianello. Nel 1953 è stato
nominato parroco di Montereggio; nel 1954, come rettore, gli è stata
affidata la parrocchia di San Lazzaro Alberoni e nel 1960 è stato nominato
parroco di Seminò, incarico che manteneva tuttora. Era anche Moderatore
dell'Unità pastorale 4 del Vicariato Val Tidone. Assistente spirituale della
"Comunità Rosa Mystica" dal 1989, il 25 gennaio 2007 il Vescovo gli ha
affidato l'incarico di esorcista della diocesi.
La salma sarà trasferita oggi pomeriggio nella chiesa di Seminò dove questa
sera verrà recitato un Santo Rosario; domani sera, sabato, veglia funebre. I
funerali si terranno domenica prossima, 31 ottobre, alle ore 15, nella
chiesa parrocchiale di Seminò. Saranno presieduti dal vescovo mons. Gianni
Ambrosio.
Argomenti
Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio,
Esorcista
mercoledì 21 gennaio 2009
Da Parma una volta al mese arriva l'esorcista
Piacenza - Ha iniziato in sordina, senza farsi troppo notare, ma è stato sufficiente che sulle locandine ci fosse scritto “esorcista” perché nella piccola chiesa di San Giuseppe, all’Ospedale, non si entrasse più dalla gente che c’era. Sarà così, verosimilmente, anche tra due giovedì, il 29 gennaio, quando don Pietro Viola, esorcista della diocesi di Parma, tornerà a Piacenza per la consueta messa di guarigione organizzata dalla cappellania dell’ospedale civile in accordo con la Curia. Visti i problemi di salute e l’età avanzata dell’esorcista titolare della diocesi di Piacenza-Bobbio (monsignor Gianbattista Lanfranchi, 87 anni, parroco di Seminò) contro “l’odore di zolfo” si corre dunque ai ripari con una sorta di consulente esterno. Il desiderio dei vertici della diocesi piacentina è di individuare al più presto una nuova figura di esorcista titolare da affiancare all’attuale. Un’operazione non facile visto che le candidature per una mansione come questa scarseggiano. Nell’attesa si ricorre anche all’“esorcista a domicilio”.
«Nella mia parrocchia in diocesi di Parma - osserva don Viola - arriva gente da Cremona, Reggio Emilia e anche da Piacenza. Non è per sfiducia negli esorcisti diocesani. Il problema è che coloro che realmente hanno bisogno le provano tutte pur di stare bene». Non è tutto zolfo quello che si odora: «Noto molti casi di depressione, esaurimento nervoso, tristezza cronica; per più della metà delle persone che arrivano il problema è di questa natura» precisa don Viola. Il diavolo comincia ad essere visibile solo nei casi più gravi: «Per esempio la gente che ha partecipato alle sedute spiritiche. Queste persone è come se avessero stretto un patto col diavolo e poi ci sono rimaste incastrate. Alcuni non riescono più a tirarsi fuori. Il diavolo trova terreno fertile, in generale, quando le famiglie non sono cristiane o sono poco praticanti. Quando vado nelle case oggi sono sempre meno i simboli religiosi, è come se non ci fosse alcuna difesa». Emicrania e mal di stomaco persistenti ed inspiegabili per gastroenterologi e neurologi a volte, per l’esorcista, possono essere un sintomo di presenza demoniaca. Tuttavia, anche tra il clero molti sono scettici nei confronti di questa lettura delle cose: «Guardi, anch’io quando arriva una persona non ci credo per principio. So solo, però, che pregando e avendo fiducia, Dio può salvarti». Certi segnali, per don Viola, sono inequivocabili: «Qualcuno dà proprio segni di presenza demoniaca. Durante il rito dell’esorcismo cade a terra senza forze, ha conati di vomito. Questo è un segnale».A Piacenza non ha effettuato alcun esorcismo e ci tiene a precisarlo. Non viene nella chiesetta dell’ospedale con questo scopo e comunque occorrerebbe il permesso del vescovo caso per caso. Tuttavia alla fine di ogni celebrazione chiama coloro che dicono di avere necessità di un’assistenza particolare. Tutti insieme, per una preghiera comune.«La sacrestia è sempre strapiena e ci sono 20-25 persone a volta - dice don Pietro -. Segno che anche a Piacenza si vive una situazione di ricerca e di disagio». Un consiglio. «Di non aver paura: alla fine è Dio che permette il diavolo. Satana cerca il nostro male ma non ci riesce. Quello che Dio lascia fare è sempre per la tua santificazione spirituale». Alla fine insomma, questo diavolo non è poi così diavolo come lo si dipinge.
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà del 21 gennaio 2009
«Nella mia parrocchia in diocesi di Parma - osserva don Viola - arriva gente da Cremona, Reggio Emilia e anche da Piacenza. Non è per sfiducia negli esorcisti diocesani. Il problema è che coloro che realmente hanno bisogno le provano tutte pur di stare bene». Non è tutto zolfo quello che si odora: «Noto molti casi di depressione, esaurimento nervoso, tristezza cronica; per più della metà delle persone che arrivano il problema è di questa natura» precisa don Viola. Il diavolo comincia ad essere visibile solo nei casi più gravi: «Per esempio la gente che ha partecipato alle sedute spiritiche. Queste persone è come se avessero stretto un patto col diavolo e poi ci sono rimaste incastrate. Alcuni non riescono più a tirarsi fuori. Il diavolo trova terreno fertile, in generale, quando le famiglie non sono cristiane o sono poco praticanti. Quando vado nelle case oggi sono sempre meno i simboli religiosi, è come se non ci fosse alcuna difesa». Emicrania e mal di stomaco persistenti ed inspiegabili per gastroenterologi e neurologi a volte, per l’esorcista, possono essere un sintomo di presenza demoniaca. Tuttavia, anche tra il clero molti sono scettici nei confronti di questa lettura delle cose: «Guardi, anch’io quando arriva una persona non ci credo per principio. So solo, però, che pregando e avendo fiducia, Dio può salvarti». Certi segnali, per don Viola, sono inequivocabili: «Qualcuno dà proprio segni di presenza demoniaca. Durante il rito dell’esorcismo cade a terra senza forze, ha conati di vomito. Questo è un segnale».A Piacenza non ha effettuato alcun esorcismo e ci tiene a precisarlo. Non viene nella chiesetta dell’ospedale con questo scopo e comunque occorrerebbe il permesso del vescovo caso per caso. Tuttavia alla fine di ogni celebrazione chiama coloro che dicono di avere necessità di un’assistenza particolare. Tutti insieme, per una preghiera comune.«La sacrestia è sempre strapiena e ci sono 20-25 persone a volta - dice don Pietro -. Segno che anche a Piacenza si vive una situazione di ricerca e di disagio». Un consiglio. «Di non aver paura: alla fine è Dio che permette il diavolo. Satana cerca il nostro male ma non ci riesce. Quello che Dio lascia fare è sempre per la tua santificazione spirituale». Alla fine insomma, questo diavolo non è poi così diavolo come lo si dipinge.
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà del 21 gennaio 2009
lunedì 24 novembre 2008
Messa di guarigione per i malati
PARROCCHIA di SAN GIUSEPPE OSPEDALE GUGLIELMO DA SALICETO
La C a p p e l l a n i a e il C o n s i g l i o P a s t o r a l e
(Via Campagna, 68 Piacenza) organizzano una celebrazione eucaristica per i malati.
P R O G R A M M A
- S. Rosario e Confessioni
- Catechesi - mons. Giuseppe Busani
- Santa Messa con l'esorcista di Parma, don Pietro Viola,
e monsignor Giuseppe Busani
- Preghiera di Guarigione
- Preghiera di Liberazione
- Al termine della S. Messa ascolto
delle persone che lo richiedono
Giovedì 27 novembre 2008 - ore 15
Chiesa di San Giusepe all’Ospedale
Via Campagna, 68 - Piacenza
La C a p p e l l a n i a e il C o n s i g l i o P a s t o r a l e
(Via Campagna, 68 Piacenza) organizzano una celebrazione eucaristica per i malati.
P R O G R A M M A
- S. Rosario e Confessioni
- Catechesi - mons. Giuseppe Busani
- Santa Messa con l'esorcista di Parma, don Pietro Viola,
e monsignor Giuseppe Busani
- Preghiera di Guarigione
- Preghiera di Liberazione
- Al termine della S. Messa ascolto
delle persone che lo richiedono
Giovedì 27 novembre 2008 - ore 15
Chiesa di San Giusepe all’Ospedale
Via Campagna, 68 - Piacenza
venerdì 31 ottobre 2008
L'esorcista di Parma:il demonio si scaccia con il Vangelo
Piacenza - «Oggi, attraverso i mass media e la tv, vengono presentate interpretazioni cattive della società odierna, la nostra fantasia diventa dunque invasa da quello che fa il demonio nel mondo. Occorre esorcizzarlo. Come? Ascoltando cose buone, guardando cose belle. In molte case non c’è neppure un’immagine religiosa, un quadro sacro; come si fa ad essere aiutati ad esorcizzare la propria fantasia?!» È il senso delle presenza di don Pietro Viola, esorcista di Parma, ieri nella chiesetta di San Giuseppe all’Ospedale, tra l’aria satura di incenso, la lunga fila al centro della navata per l’unzione degli infermi, la preghiera finale di guarigione. Erano circa 150 le persone che ieri hanno risposto all’invito di don Virgilio Zuffada, parroco della chiesa dell’ospedale piacentino. Con il permesso del vescovo e dei parroci, ha organizzato una serie di messe di guarigione ogni ultimo giovedì del mese. Il lato “maligno” della sofferenza è stato affrontato ieri da don Viola. «Lavoro con i malati psichici e con i posseduti - ha esordito -, ma tutti noi siamo in grado di fare opera di esorcismo. Quando il prete spiega il Vangelo caccia il demonio dalla mente dei fedeli. Il demonio è contrario alla verità del Vangelo e se si legge il Vangelo e la nostra mente si lascia illuminare, viene esorcizzato».
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Il testo su Libertà di oggi, 31 ottobre 2008
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Il testo su Libertà di oggi, 31 ottobre 2008
venerdì 26 settembre 2008
Morto monsignor Balducci, una vita contro il demonio

Monsignor Corrado Balducci, una vita spesa a lottare contro il diavolo, demonologo e teologo, esorcista della diocesi di Roma, e' morto a 85 anni, il 20 settembre, ma la notizia e' stata diffusa solo ad esequie avvenute per volere dei familiari. In questa foto lo si ritrae assieme al piacentino monsignor Antonio Lanfranchi in una conferenza tenutasi lo scorso anno a Sarsina, la diocesi (Cesena-Sarsina) di cui Lanfranchi è vescovo.
Argomenti
Antonio Lanfranchi,
Esorcista
giovedì 20 settembre 2007
L'esorcista (i consigli)
Il consiglio: rivolgersi al parroco o al medico, molte sono suggestioni
‘‘È la preghiera che vince il maligno’‘
(f.fr.) ‘‘È la parola di Dio che fa capire se c'è il demonio o se si tratta di altre cose tipo suggestioni’‘. Monsignor Giambattista Lanfranchi ne è convinto e bacchetta alcuni suoi colleghi quando al congresso degli esorcisti gli dicono diversamente. Il primo consiglio è comunque sempre quello di rivolgersi al parroco o al segretario del vescovo prima di intraprendere altre strade: ‘‘Fanno da filtro e riescono a capire ed a discernere se si tratta di un caso di infestazione demoniaca oppure di un caso di suggestione. Utile è anche andare dal proprio medico’‘. ‘‘Tutti i fatti malvagi che avvengono al mondo sono ispirati dal male - è convinto - e noi oggi abbiamo assolutamente bisogno della parola di Dio per sconfiggere il male. Il vescovo Monari lo ha capito subito portandola nella società. Io non ho mai conosciuto così Dio come dalle parole del nostro vescovo’‘.
Ecco alcuni passi della strada della preghiera, quella che monsignor Lanfranchi inizia quando si avvicina all'esorcismo.
Lettera agli Efesini, capitolo 6, versetti 12-18: La nostra battaglia non è contro creature fatte di sangue o di carne ma contro i principati e le potestà contro gli spiriti del male ....
‘‘Molte volte la gente attribuisce certe situazioni alle fatture - spiega il sacerdote -. Non è così, è il demonio’‘. Prendete l'armatura di Dio perchè possiate resistere nel giorno malvagio, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia ... tenete sempre in mano lo scudo della fede. Prendete l'elmo della salvezza e la spada dello spirito, cioè la Parola di Dio. ‘‘Tanti esorcismi non producono nulla - dice don Giambattista - perchè non c'è prima la parola di Dio’‘.
Prima lettera di San Pietro, capitolo 5, versetti 8-9 Siate temperanti vigilate, il vostro nemico, il diavolo va in giro come leone ruggente cercando chi divorare, tenetevi saldi nella fede.
‘‘Il diavolo colpisce tutti - dice - in particolare le persone più deboli, sia dal punto di vista psichico sia fisico’‘.
Lettera agli Efesini, capitolo 4, versetti 26-27. Nell'ira non peccate ... e non date occasione (luogo) al diavolo. ‘‘Quando trova una persona debole e predisposta all'ira ci va a braccetto’‘ avverte don Giambattista.
Lettera agli Efesini, capitolo 6, versetto 10. Per il resto attingete forza nel Signore nel vigore della sua potenza. ‘‘Il Signore è il dominatore. Quella potenza che ha usato per rompere la morte di Gesù, dobbiamo usarla contro i demoni’‘.
‘‘È la preghiera che vince il maligno’‘
(f.fr.) ‘‘È la parola di Dio che fa capire se c'è il demonio o se si tratta di altre cose tipo suggestioni’‘. Monsignor Giambattista Lanfranchi ne è convinto e bacchetta alcuni suoi colleghi quando al congresso degli esorcisti gli dicono diversamente. Il primo consiglio è comunque sempre quello di rivolgersi al parroco o al segretario del vescovo prima di intraprendere altre strade: ‘‘Fanno da filtro e riescono a capire ed a discernere se si tratta di un caso di infestazione demoniaca oppure di un caso di suggestione. Utile è anche andare dal proprio medico’‘. ‘‘Tutti i fatti malvagi che avvengono al mondo sono ispirati dal male - è convinto - e noi oggi abbiamo assolutamente bisogno della parola di Dio per sconfiggere il male. Il vescovo Monari lo ha capito subito portandola nella società. Io non ho mai conosciuto così Dio come dalle parole del nostro vescovo’‘.
Ecco alcuni passi della strada della preghiera, quella che monsignor Lanfranchi inizia quando si avvicina all'esorcismo.
Lettera agli Efesini, capitolo 6, versetti 12-18: La nostra battaglia non è contro creature fatte di sangue o di carne ma contro i principati e le potestà contro gli spiriti del male ....
‘‘Molte volte la gente attribuisce certe situazioni alle fatture - spiega il sacerdote -. Non è così, è il demonio’‘. Prendete l'armatura di Dio perchè possiate resistere nel giorno malvagio, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia ... tenete sempre in mano lo scudo della fede. Prendete l'elmo della salvezza e la spada dello spirito, cioè la Parola di Dio. ‘‘Tanti esorcismi non producono nulla - dice don Giambattista - perchè non c'è prima la parola di Dio’‘.
Prima lettera di San Pietro, capitolo 5, versetti 8-9 Siate temperanti vigilate, il vostro nemico, il diavolo va in giro come leone ruggente cercando chi divorare, tenetevi saldi nella fede.
‘‘Il diavolo colpisce tutti - dice - in particolare le persone più deboli, sia dal punto di vista psichico sia fisico’‘.
Lettera agli Efesini, capitolo 4, versetti 26-27. Nell'ira non peccate ... e non date occasione (luogo) al diavolo. ‘‘Quando trova una persona debole e predisposta all'ira ci va a braccetto’‘ avverte don Giambattista.
Lettera agli Efesini, capitolo 6, versetto 10. Per il resto attingete forza nel Signore nel vigore della sua potenza. ‘‘Il Signore è il dominatore. Quella potenza che ha usato per rompere la morte di Gesù, dobbiamo usarla contro i demoni’‘.
L'esorcista
L'85enne monsignor Giambattista Lanfranchi esorcista diocesano. La nomina pubblica per la prima volta
"‘Il diavolo, l'ho sempre scacciato"
Ogni anno 12 casi di possessione. Un ‘‘lavoro’‘ iniziato per caso
Libertà, 10 agosto 2007
Un salottino nella canonica, quattro poltroncine, un piccolo divano, un caminetto, immagini sacre alle pareti. Un angolo domestico come tanti. È qui che don Giambattista Lanfranchi (di recente promosso monsignore), 85 anni da compiere, tiene le sue battaglie contro il demonio. E le vince. Tutte. ‘‘Sono sempre riuscito a scacciarlo, grazie a Dio’‘ sospira il sacerdote. Dodici casi di possessioni all'anno: ‘‘Una cifra più o meno costante dall'89 ad oggi’‘. Casi gravi. Arrivano anche dalla zona di Pavia, di Brescia, di Lodi. I piacentini sono 6-7, in media una segnalazione ogni due mesi. Hanno dai 40 ai 50 anni. ‘‘Solo una volta mi è capitato un giovane sotto i venti’‘ ricorda don Gianbattista. Le vittime del demonio, secondo la casistica, appartengono ad ogni categoria sociale: ‘‘Dalla casalinga al medico, passando per il capo treno. Lui cerca tutti, poi è Dio che permette’‘. Tutte liberate dal maligno in una o più sedute. Si arriva anche a cinque. Monsignor Lanfranchi (cugino del vescovo Antonio Lanfranchi) a fare l'esorcista ci è arrivato per caso dopo una carriera che lo ha visto prima curato a Cortemaggiore e Pianello, poi parroco a Montereggio, San Lazzaro e Seminò. Tutti i preti sono esorcisti ma l'esercizio dipende dalla licenza del vescovo. Questa licenza, per don Giambattista, è arrivata ufficialmente lo scorso 25 gennaio e pubblicata solo di recente nell'ultimo numero del bollettino ufficiale della curia vescovile di Piacenza-Bobbio. Don Giambattista, in realtà, a fare esorcismi aveva iniziato nel 1989.’‘Venne un medico piacentino che mi parlò di un suo paziente nel quale si verificavano fenomeni inspiegabili’‘ ricorda monsignor Gianbattista Lanfranchi. ‘‘Scrissi tutto e andai dal vescovo Antonio Mazza - prosegue - chiedendogli se questa persona non fosse da esorcizzare. Mazza lesse la mia relazione ed alla fine mi disse: ‘‘Va bene, lo faccia lei’‘‘‘. Una risposta assolutamente inaspettata: ‘‘In quel momento mi sono sentito mancare le forze tanta era la sorpresa; però ho ubbidito’‘. Tempo dopo tornò dal vescovo per comunicargli il risultato positivo, il demonio era scacciato. ‘‘Sua eccellenza mi disse: ‘‘Bene, adesso continui’‘‘‘. Quando Mazza andò in pensione venne nominato amministratore diocesano monsignor Eliseo Segalini e poi amministratore apostolico monsignor Benito Cocchi: ‘‘Entrambi mi dissero di proseguire fino all'arrivo del nuovo vescovo. Ed io così feci’‘. Arrivato monsignor Luciano Monari, ai primi di ottobre del '95 don Giambattista ritorna in vescovado. ‘‘Andai per chiedere che mi sollevasse dall'incarico. Mi ascoltò e alla fine mi disse: ‘‘Ci vuole anche questa carità’‘. Anche quella volta obbedii e continuai. Quando arriverà il nuovo vescovo andrò a dirgli altrettanto. Vedremo che cosa mi risponderà’‘.
L'ultimo caso risolto risale all'inizio di marzo, poi monsignor Lanfranchi è stato male ed ha dovuto subire un piccolo intervento chirurgico. ‘‘Da allora non ne ho più presi - dice -. Mi hanno chiamato anche ieri per una presunta possessione (mercoledì scorso, ndr.) ma ho rimandato a quando starò meglio’‘.
È un compito faticoso, o lo si fa per obbedienza o nessuno se lo sognerebbe mai. Quando don Giambattista vince, si china e bacia la terra sulla quale si trovava l'indemoniato. La prima volta il diavolo lo colpì al ventre con un pugno. ‘‘La persona era seduta sul divanetto, dove si trova lei adesso - racconta -. Improvvisamente mi arrivò un pugno al petto senza che quella persona si muovesse; sentii male per una settimana’‘.
Un'altro caso arrivò da Brescia, una donna accompagnata da un salesiano: ‘‘È dovuta venire cinque volte prima di essere liberata’‘. Si parla di diavolo in persona. Un'altra donna di Lodi venne una volta sola e fu sufficiente: ‘‘Ho cominciato, come faccio sempre, leggendo la lettera degli Efesini. Ho letto la Bibbia assieme a lei per due ore e cinque minuti. Alla fine il diavolo è venuto fuori’‘. In che modo? ‘‘In quel caso la donna, dopo due ore, ha iniziato a dimenarsi picchiando con la schiena sulla spalliera del divanetto, poi per terra. Urlava. Io ho continuato a leggere tranquillamente la formula dell'esorcismo. Dopo mezz'ora era stata liberata. Alla fine mi ha rivelato che, mentre il suo corpo si contorceva, dentro di sé continuava a recitare l'Ave Maria. Dopo tre o quattro giorni è tornata, si è confessata, mi ha ringraziato’‘.
Le manifestazioni del demonio sono tante: ‘‘Mi è capitato di sentirli parlare in ebraico. Sono tutti i trucchi del diavolo’‘. Per l'esorcista è faticosissimo: ‘‘Il fine di satana è dividere e per dividere se la prende con tutti, soprattutto con me. A volte mi coglie una stanchezza enorme, una spossatezza innaturale. Ma io vado avanti lo stesso. La Bibbia dice che l'uomo obbediente canterà vittoria’‘.
Un segno che caratterizza l'indemoniato è l'ira. Si arrabbia con tutti. In particolare con l'esorcista: ‘‘Ma lei che cosa sta a fare qui, il mio medico mi dice che io non sono indemoniata, è lei che lo dice’‘. Chi è posseduto non sa di esserlo. Può capitare che avverta debolezza, uno stato di malessere persistente che i medici non riescono a spiegare. ‘‘Il diavolo si nasconde bene, è il suo segreto, ce l'hanno sempre detto in teologia, si nasconde perché non si creda che c'è’‘.
Federico Frighi
"‘Il diavolo, l'ho sempre scacciato"
Ogni anno 12 casi di possessione. Un ‘‘lavoro’‘ iniziato per caso
Libertà, 10 agosto 2007
Un salottino nella canonica, quattro poltroncine, un piccolo divano, un caminetto, immagini sacre alle pareti. Un angolo domestico come tanti. È qui che don Giambattista Lanfranchi (di recente promosso monsignore), 85 anni da compiere, tiene le sue battaglie contro il demonio. E le vince. Tutte. ‘‘Sono sempre riuscito a scacciarlo, grazie a Dio’‘ sospira il sacerdote. Dodici casi di possessioni all'anno: ‘‘Una cifra più o meno costante dall'89 ad oggi’‘. Casi gravi. Arrivano anche dalla zona di Pavia, di Brescia, di Lodi. I piacentini sono 6-7, in media una segnalazione ogni due mesi. Hanno dai 40 ai 50 anni. ‘‘Solo una volta mi è capitato un giovane sotto i venti’‘ ricorda don Gianbattista. Le vittime del demonio, secondo la casistica, appartengono ad ogni categoria sociale: ‘‘Dalla casalinga al medico, passando per il capo treno. Lui cerca tutti, poi è Dio che permette’‘. Tutte liberate dal maligno in una o più sedute. Si arriva anche a cinque. Monsignor Lanfranchi (cugino del vescovo Antonio Lanfranchi) a fare l'esorcista ci è arrivato per caso dopo una carriera che lo ha visto prima curato a Cortemaggiore e Pianello, poi parroco a Montereggio, San Lazzaro e Seminò. Tutti i preti sono esorcisti ma l'esercizio dipende dalla licenza del vescovo. Questa licenza, per don Giambattista, è arrivata ufficialmente lo scorso 25 gennaio e pubblicata solo di recente nell'ultimo numero del bollettino ufficiale della curia vescovile di Piacenza-Bobbio. Don Giambattista, in realtà, a fare esorcismi aveva iniziato nel 1989.’‘Venne un medico piacentino che mi parlò di un suo paziente nel quale si verificavano fenomeni inspiegabili’‘ ricorda monsignor Gianbattista Lanfranchi. ‘‘Scrissi tutto e andai dal vescovo Antonio Mazza - prosegue - chiedendogli se questa persona non fosse da esorcizzare. Mazza lesse la mia relazione ed alla fine mi disse: ‘‘Va bene, lo faccia lei’‘‘‘. Una risposta assolutamente inaspettata: ‘‘In quel momento mi sono sentito mancare le forze tanta era la sorpresa; però ho ubbidito’‘. Tempo dopo tornò dal vescovo per comunicargli il risultato positivo, il demonio era scacciato. ‘‘Sua eccellenza mi disse: ‘‘Bene, adesso continui’‘‘‘. Quando Mazza andò in pensione venne nominato amministratore diocesano monsignor Eliseo Segalini e poi amministratore apostolico monsignor Benito Cocchi: ‘‘Entrambi mi dissero di proseguire fino all'arrivo del nuovo vescovo. Ed io così feci’‘. Arrivato monsignor Luciano Monari, ai primi di ottobre del '95 don Giambattista ritorna in vescovado. ‘‘Andai per chiedere che mi sollevasse dall'incarico. Mi ascoltò e alla fine mi disse: ‘‘Ci vuole anche questa carità’‘. Anche quella volta obbedii e continuai. Quando arriverà il nuovo vescovo andrò a dirgli altrettanto. Vedremo che cosa mi risponderà’‘.
L'ultimo caso risolto risale all'inizio di marzo, poi monsignor Lanfranchi è stato male ed ha dovuto subire un piccolo intervento chirurgico. ‘‘Da allora non ne ho più presi - dice -. Mi hanno chiamato anche ieri per una presunta possessione (mercoledì scorso, ndr.) ma ho rimandato a quando starò meglio’‘.
È un compito faticoso, o lo si fa per obbedienza o nessuno se lo sognerebbe mai. Quando don Giambattista vince, si china e bacia la terra sulla quale si trovava l'indemoniato. La prima volta il diavolo lo colpì al ventre con un pugno. ‘‘La persona era seduta sul divanetto, dove si trova lei adesso - racconta -. Improvvisamente mi arrivò un pugno al petto senza che quella persona si muovesse; sentii male per una settimana’‘.
Un'altro caso arrivò da Brescia, una donna accompagnata da un salesiano: ‘‘È dovuta venire cinque volte prima di essere liberata’‘. Si parla di diavolo in persona. Un'altra donna di Lodi venne una volta sola e fu sufficiente: ‘‘Ho cominciato, come faccio sempre, leggendo la lettera degli Efesini. Ho letto la Bibbia assieme a lei per due ore e cinque minuti. Alla fine il diavolo è venuto fuori’‘. In che modo? ‘‘In quel caso la donna, dopo due ore, ha iniziato a dimenarsi picchiando con la schiena sulla spalliera del divanetto, poi per terra. Urlava. Io ho continuato a leggere tranquillamente la formula dell'esorcismo. Dopo mezz'ora era stata liberata. Alla fine mi ha rivelato che, mentre il suo corpo si contorceva, dentro di sé continuava a recitare l'Ave Maria. Dopo tre o quattro giorni è tornata, si è confessata, mi ha ringraziato’‘.
Le manifestazioni del demonio sono tante: ‘‘Mi è capitato di sentirli parlare in ebraico. Sono tutti i trucchi del diavolo’‘. Per l'esorcista è faticosissimo: ‘‘Il fine di satana è dividere e per dividere se la prende con tutti, soprattutto con me. A volte mi coglie una stanchezza enorme, una spossatezza innaturale. Ma io vado avanti lo stesso. La Bibbia dice che l'uomo obbediente canterà vittoria’‘.
Un segno che caratterizza l'indemoniato è l'ira. Si arrabbia con tutti. In particolare con l'esorcista: ‘‘Ma lei che cosa sta a fare qui, il mio medico mi dice che io non sono indemoniata, è lei che lo dice’‘. Chi è posseduto non sa di esserlo. Può capitare che avverta debolezza, uno stato di malessere persistente che i medici non riescono a spiegare. ‘‘Il diavolo si nasconde bene, è il suo segreto, ce l'hanno sempre detto in teologia, si nasconde perché non si creda che c'è’‘.
Federico Frighi
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