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sabato 19 febbraio 2011

La ricetta per un sì finché morte non vi separi

La ricetta per un matrimonio duraturo? Secondo l'arcivescovo piacentino Antonio Lanfranchi deve contenere i seguenti ingredienti: altruismo, sacrificio gratuito, realismo, coscienza di coppia. Lo ha detto in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario ecclestiastico regionale. Qui sotto riportiamo l'articolo uscito su Libertà.

«La Chiesa ha il compito di educare persone che sappiamo pronunciare un sì libero e responsabile». Così l'arcivescovo piacentino Antonio Lanfranchi, oggi alla guida della diocesi di Modena-Nonantola, ha aperto ieri mattina l'anno giudiziario ecclesiastico regionale per l'Emilia dell'Ovest. Il tribunale ecclesiastico, ha spiegato l'arcivescovo Lanfranchi, «è il luogo in cui la comunità ecclesiale si prende a cuore la fragilità di chi ha vissuto il fallimento, dicendo che la Chiesa ama queste persone». «C'è la necessità di sinergia tra le attività formative della Chiesa - ha proseguito - per educare persone che sappiano pronunciare un sì libero e responsabile». «Ci sono alcuni atteggiamenti - ha concluso - che permettono all'amore di andare lontano: uscire da sè per andare verso l'altro, decidersi per l'altro, sacrificarsi per l'altro nella gratuità, la coscienza di coppia, una visione realistica della vita. Sono questi che consentono un lungo cammino».
Il bilancio del 2010 è stato illustrato all'apertura dell'anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale dal vicario giudiziale monsignor Vittorino Tazzioli. Il Tribunale tratta le cause di nullità del matrimonio nel primo grado per le diocesi di Modena-Nonantola, Carpi, Reggio Emilia-Guastalla, Parma, Fidenza e Piacenza-Bobbio. L'appello, quando necessario, si tiene a Bologna, al Tribunale Ecclesiastico Regionale Felsineo. Le cause entrate nel 2011 sono state 155 (-13,98% sul 2009, quando erano state 180); 321 le cause trattate nell'anno (350). Le cause definite, sono in totale 173; 163 quelle con sentenza affermativa sulla nullità, 10 quelle con sentenza negativa. Dalla diocesi di Piacenza-Bobbio, come anticipato su Libertà di ieri, nel 2010 sono arrivate 25 richieste di nullità, in calo del 50 per cento rispetto a soli quattro anni fa.
Quanto ai capi di nullità (ogni causa può essere avanzata secondo due o più capi), in tutta la giurisdizione emiliana ci sono 48 cause affermative per difetto della discrezione del giudizio (cioè «non capire qual è la natura del matrimonio»), e 49 per l'incapacità psicologica di assumersi gli oneri del vincolo, 16 negative sulle stesse ragioni per ciascun capo. L'esclusione della fedeltà è stata accolta come causa di nullità in 8 casi, ma rifiutata in 3; in 76 cause è stata accolta l'esclusione dell'indissolubilità, in 96 l'esclusione della prole.
All'apertura dell'anno giudiziario ecclesiastico hanno partecipato anche il vescovo Gianni Ambrosio con i giudici piacentini, guidati da monsigner Renzo Rizzi.
fed. fri.


17/02/2011 Libertà

venerdì 18 febbraio 2011

L'inossidabile Sacra Rota

Resiste contro tutti i cambiamenti dei tempi. E' la Sacra Rota, il tribunale ecclesiastico con sedi anche regionali. Si tutela il vincolo del matrimonio che per la Chiesa e' un sacramento, per molti italiani un optional o una tradizione.

La cause di annullamento del matrimonio cattolico sono in continua e progressiva diminuzione, nella diocesi di Piacenza-Bobbio e, in maniera minore, nella intera giurisdizione della Sacra Rota emiliana. E' quanto emerge dai dati diffusi questa mattina a Modena nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico regionale emiliano. Nel territorio piacentino-bobbiense, a tutto il 2010, sono state presentate 25 nuove cause di annullamento (meno 52% in quattro anni) mentre in tutta la giurisdizione, a fine anno, le pendenti erano 137. Numeri inferiori rispetto ai passati bilanci: dalla diocesi di Piacenza-Bobbio le nuove cause erano 32 del 2009, 38 nel 2008, 48 nel 2007, 38 nel 2006, 41 nel 2005. In tutta la giurisdizione le pendenti nel 2009 erano 166, nel 2008 erano 170, nel 2007 154. La cerimonia d'inaugurazione del nuovo anno giudiziario si tiene questa mattina a Modena alla presenza dei vescovi di Carpi, Fidenza, Modena-Nonantola, Piacenza, Parma, Reggio Emilia e del vicario giudiziale monsignor Vittorino Tazzioli.
Il calo dei procedimenti è compensato da una maggiore difficoltà di conclusione degli stessi. I dati - viene spiegato - evidenziano come i percorsi delle cause si facciano sempre più complessi a causa della litigiosità delle parti, della difficoltà di presenza dei testimoni o delle parti convenute. Tutto questo nonostante il lavoro del Tribunale proceda a ritmi sostenuti. Qualche anno fa era possibile chiudere una causa in 6-8 mesi, ora i tempi sono decisamente più lunghi e spesso si supera l'anno.
La diocesi di Modena-Nonantola - guidata dal vescovo piacentino Antonio Lanfranchi - è quella che dà più lavoro al Tribunale ecclesiastico con 52 nuove cause nel 2010; seguono Reggio Emilia-Guastalla con 33, Parma con 29, Piacenza-Bobbio con 25, Carpi con 10, Fidenza con 6. In tutto ne sono entrate 155. I motivi dell'annullamento? Prima di tutto l'esclusione della prole, poi l'esclusione della indissolubilità del vincolo e l'incapacità psichica di assunzione di oneri.
È bene ricordare che la «verifica del matrimonio concordatario» è alla portata di tutti. Si può fare anche senza avvocato e si pagano solo le spese di segreteria. Le sentenze sono due: di primo grado, a Modena, e di secondo in appello a Bologna. A questo punto il matrimonio, per la chiesa, è definitivamente nullo. Presentando la sentenza in Corte d'appello civile a Bologna si può ottenere anche l'annullamento della parte civile del matrimonio concordatario. Una scorciatoia che aiuta ad abbreviare l'intero procedimento non essendo più necessario attendere gli anni per la separazione e il divorzio.
Federico Frighi


16/02/2011 Liberta'

Inviato da iPhone

martedì 3 marzo 2009

Ruini: deludenti le pastorali di famiglia e matrimonio

Piacenza - «I risultati della pastorale della chiesa per la famiglia e il matrimonio sembrano deludenti: crescono infatti sia la difficoltà a percepire il significato e l'importanza del matrimonio sia la fragilità delle unioni coniugali». Lo ha sostenuto il cardinale Camillo Ruini che sabato scorso a Modena ha pronunciato la prolusione alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del tribunale ecclesiastico emiliano, di cui fa parte anche la diocesi di Piacenza-Bobbio. L'ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha riconosciuto, parlando della propria esperienza, «la grande difficoltà nel preparare e convincere coloro che intendono sposarsi a contrarre un vero matrimonio, a far comprendere il suo senso, la sua necessità umana e sociale». Intanto calano le cause di annullamento del vincolo matrimoniale pervenute al Tribunale Ecclesiastico Emiliano, ma aumenta la litigiosità dei coniugi coinvolti in questi procedimenti. Si trascinano così sempre più a lungo le udienze, aumentando il carico di lavoro dell'ufficio.
La mancata volontà di avere figli è la motivazione più frequente per le avvenute dichiarazioni di nullità. La provincia più coinvolta nelle cause di nullità è stata Modena con 67, seguita da Reggio Emilia con 43, da Piacenza con 38 e da Parma con 35.
fri

Il testo integrale su Libertà del primo marzo 2009

sabato 28 febbraio 2009

Nozze religiose, 38 richieste di annullamento

Piacenza - Sono 38 le cause di annullamento del matrimonio cattolico trattate dal Tribunale ecclesiastico nella diocesi di Piacenza-Bobbio nel corso del 2008. Il dato è stato reso ufficialmente noto a Modena durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario ecclesiastico alla presenza del cardinale Camillo Ruini, oltre che del vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale emiliano, monsignor Vittorino Tazzioli. Per la diocesi di Piacenza-Bobbio, alla cerimonia hanno preso parte monsignor Renzo Rizzi (dal 1996 giudice del Tribunale ecclesiastico), don Stefano Antonelli (Difensore del Vincolo) e il cancelliere di curia don Mario Poggi. La “sacra rota” emiliana comprende le diocesi di Carpi, Fidenza, Modena-Nonantola, Reggio Emilia, Parma e, appunto, Piacenza-Bobbio. Nell’intero territorio l’attività pendente dal 2007 contava 154 cause. Lo scorso anno ne sono entrate, in tutto, 202: 13 a Carpi, 6 a Fidenza, 67 a Modena-Nonantola, 38 a Piacenza-Bobbio, 35 a Parma, 43 a Reggio Emilia. Al 31 dicembre del 2008 le pendenti erano 170.Ma quali sono i motivi di annullamento del matrimonio religioso riscontrati dalla “sacra rota” regionale? Il più diffuso riguarda i coniugi che più o meno deliberatamente abbiano espresso la volontà dell’esclusione della prole (93 cause andate a buon fine, 34 negative). In altri 77 casi uno o entrambi i coniugi hanno messo in dubbio l’indissolubilità del matrimonio che dunque non sarebbe stato “per sempre” come sostiene la Chiesa (17 i casi negativi). Altre 55 unioni sono state annullate perché, secondo i giudici ecclesiastici, all’atto delle nozze uno o entrambi i coniugi non erano in grado di valutare il valore del sacramento che sia accingevano a contrarre (18 le cause negative). In altri 59 casi il vincolo è stato annullato perché uno o entrambi i coniugi hanno evidenziato incapacità psichica nell’assunzione degli oneri matrimoniali (19 i casi rigettati). Quattro sono stati coloro che invece hanno deliberatamente escluso la fedeltà fin dalle nozze (7 le cause rigettate). Vi sono poi altri motivi di nullità che, nonostante il comune sentire ritenga oggi anacronistici, in realtà esistono eccome. Per fortuna in poche unità. Quattro sono i casi in cui è stata accertata la simulazione totale del consenso da parte di uno o di entrambi gli sposi (6 cause rigettate); in due è stato accertato il timore reverenziale; infine, in un caso i giudici hanno riconosciuto l’errore di uno sposo sull’identità dell’altro e hanno annullato le nozze.
fri

Il testo integrale su Libertà del 28 febbraio 2009