Visualizzazione post con etichetta padre Romano Segalini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta padre Romano Segalini. Mostra tutti i post

venerdì 19 novembre 2010

Una scuola in Congo con i quadri di Polastri

Si è conclusa con successo la mostra benefica del pittore Vittorio Polastri organizzata agli Amici dell’Arte in collaborazione con il Centro missionario diocesano. Come era stato annunciato la finalità di questa iniziativa era di raccogliere i fondi per costruire una scuola materna di Dondi nel Congo, guidata dal missionario piacentino padre Romano Segalini. La somma necessaria era di oltre ventimila euro, la vendita dei quadri ha fatto registrare un bilancio finale di 20.300 euro, quindi l’obiettivo può dirsi raggiunto. Polastri era alla sua terza mostra benefica: con la prima ha provveduto a pagare la realizzazione di alcuni pozzi per Africa Mission, poi un pozzo ed una sala con generatore per la missione di mons. Pozzi ad Ongata Rongai in Kenia ed ora questa scuola in Congo, che ospita più di cento ragazzi. Una scuola in paglia e legno, che aveva bisogno però di muri solidi la cui costruzione comporta una spesa di ventimila euro. Come reperire questi fondi? Provvidenziale è stata l’iniziativa di Vittorio Polastri con il Centro missionario che, proponendo la mostra, hanno messo in programma un obiettivo ambizioso: reperire, con la vendita dei quadri, la somma necessaria. Da sottolineare che queste proposte rientrano in una strategia ormai collaudata: si parte da un progetto ben definito il cui finanziamento viene seguito anche nella sua realizzazione con ovvie garanzie per coloro che hanno contribuito. Beneficenza, ma non solo. Da un lato vi è l’esplicito riconoscimento all’arte di Vittorio Polastri che alla mostra ha presentato la sua produzione degli ultimi due anni; dall’altro va ricordata l’opera di sensibilizzazione che è stata svolta dagli operatori del Centro missionario: è stato presentato il progetto e ci sono stati incontri sull’impegno missionario della Chiesa piacentina, dai principi alle modalità di intervento. Da parte sua Polastri, chiuso questo capitolo, sta già pensando ad un prossimo impegno: “Ormai il mio lavoro – ha dichiarato l’artista al Nuovo Giornale - è finalizzato alla solidarietà. Questo il programma dei prossimi due o tre anni. A quale progetto mi dedicherò? Non ne ho idea. D’altra parte chi ha fame non ha precedenze particolari in base alle idee o al colore della pelle. Ha fame, e basta!. Quello che ritengo importante è di poter lavorare per un progetto, anche modesto, che possa essere affrontato e, possibilmente, risolto”.

Comunicato diocesi Piacenza-Bobbio

venerdì 8 ottobre 2010

Quadri per padre Romano Segalini

“Vittorio Polastri per padre Romano Segalini”: il pittore piacentino, già noto per aver messo la propria arte al servizio di iniziative benefiche, tornerà a dare il proprio contributo alle missioni. Oggi, 9 ottobre, alle ore 16,30, presso l’Associazione Amici dell’Arte di via San Siro 13, verrà inaugurata la mostra di Vittorio Polastri il cui ricavato sarà interamente devoluto alla realizzazione di una scuola materna presso il centro comboniano nel villaggio Dondi in Congo dove opera il missionario piacentino padre Romano Segalini. All’inaugurazione interverranno, per la parte artistica, il prof. Ferdinando Arisi mentre le finalità dell’iniziativa saranno illustrate da mons. Giampiero Franceschini, direttore del Centro Missionario Diocesano.

L’iniziativa è, infatti, dello stesso artista che in passato, in due occasioni, ha sostenuto progetti di Africa Mission e di mons. Pozzi ad Ongata Rongai in Kenia (sono stati realizzati pozzi), e del Centro Missionario. Quest’ultima struttura coordina le diverse iniziative diocesane finalizzate all’aiuto alle missioni all’estero. In genere l’attenzione è rivolta a missionari piacentini (un centinaio di religiosi e laici), appartenenti a diverse congregazioni. In genere, per gli aiuti, viene scelto un progetto che poi viene seguito nella sua evoluzione attraverso gli stessi missionari. Lo stesso avverrà in questo caso: tutto quanto verrà ricavato dalla vendita dei quadri di Vittorio Polastri sarà devoluto alla realizzazione della scuola in Congo; a chi acquisterà un’opera sarà rilasciata ricevuta dall’associazione onlus “Aggiungi un posto a tavola” e la somma potrà essere dedotta fiscalmente dalla denuncia dei redditi.

Il progetto, a cui fa riferimento la mostra di Vittorio Polastri, è una scuola materna già esistente, ma realizzata con materiale di fortuna. La scuola ha iniziato la propria attività nel 2007, ospita tre classi con altrettante aule ed uno spazio per attività comuni. E’ rivolta ai bambini del villaggio dai tre ai sei anni ed ha lo scopo principale di affiancarsi alle famiglie per aiutare le donne nelle loro faticose giornate. L’intera opera comporta una spesa di circa 28 mila dollari.

Come detto, il missionario di riferimento è padre Romano Segalini: questo religioso della congregazione dei comboniani - originario di Rivergaro, ma podenzanese di adozione – è giunto in Congo, allora Zaire, il 3 marzo 1976 e da allora, spostandosi in diverse località, ha dato vita a diverse iniziative per aiutare, anche sul piano sociale, le popolazioni di questo Paese. Nel suo impegno di solidarietà, prima ancora di evangelizzazione, ha sempre avuto al fianco anche i piacentini che hanno nel Centro Missionario Diocesano un importante punto di riferimento per coordinare i diversi aiuti. Con il Centro collaborano anche privati come è il caso del pittore Vittorio Polastri.

La mostra resterà aperta fino al 4 novembre e potrà essere visitata nel giorni feriali dalle 16,30 alle 19 e il sabato e festivi dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19.

domenica 18 gennaio 2009

Congo, 700 sfollati nella missione di padre Segalini

Piacenza - Da aggredito a soccorritore. Basta poco in Africa perchè il vento cambi. Padre Romano Segalini, sotto assedio fino a qualche giorno fa da parte dei ribelli di Joseph Kony nella sua missione di Watsa (Repubblica democratica del Congo), da ieri sta accogliendo sotto la sua ala protettrice gli sfollati di tre missioni vicine distrutte dei fanatici dell’Esercito di Liberazione del Signore. A riferirlo è una fonte dell’Ufficio missionario di Piacenza-Bobbio. Si è appreso che padre Segalini sta, in queste ore, dando ospitalità a circa 700 sfollati dalle missioni distrutte dai ribelli.
fri

Il testo integrale su Libertà del 17 gennaio 2009

venerdì 16 gennaio 2009

Cessato pericolo per padre Romano Segalini

Piacenza - «Padre Romano sta bene e il pericolo sembra passato. La gente del posto si è armata di lance e sta difendendo la missione dai ribelli». Lo ha annunciato il diacono Roberto Porcari (Ufficio Missionario) l'altra mattina in Provincia. La missione di Watsa, nel Congo democratico del Nord, era stata seriamente minacciata dai ribelli del sanguinario Joseph Kony che aveva ucciso almeno 400 persone nelle vicinanze subito dopo le festività natalizie.

mercoledì 14 gennaio 2009

Padre Segalini, da 32 anni in Africa

Piacenza - Padre Romano Segalini, 65 anni, missionario piacentino, si trova nella Repubblica democratica del Congo dal marzo del 1976. La sua attuale missione è a Dondi, un villaggio a 8 chilometri dalla città di Watsa, 50mila abitanti nel nord est del Congo. Bidonville i cui abitanti lavorano nelle miniere d’oro pagati, i più fortunati, 2 dollari al giorno. A Dondi-Watsa padre Romano ha aperto il centro di formazione pastorale e sociale Paolo VI. In vista delle elezioni del 2006 ha creato i gruppi giustizia e pace per aiutare la gente del posto a creare da sola il proprio futuro. Accanto al centro ha creato un istituto di veterinaria che ha già il terzo anno. Poi il piccolo ospedale Madre Teresa di Calcutta con 30 posti letto ma senza medici. Va avanti con una decina di infermieri, uno dei quali fa degli interventi chirurgici, cesari, laparatomie, ernie, cisti e via dicendo. Oltre all’Aids, a mietere vittime, a Dondi, è la malaria. Padre Romano ne è malato cronico da trent’anni. Il futuro, per la missione di padre Romano, è una scuola materna per i figli delle donne che vanno a lavorare nei campi e il progetto agricolo per formare i giovani che escono dall’istituto di veterinaria.
fri

Da Libertà dell'11 gennaio 2009

Padre Segalini e i ribelli, si muove la diplomazia

Piacenza - Si percorre la strada diplomatica per bloccare l’incursione dei ribelli antigovernativi alle porte della missione di padre Romano Segalini nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Il vescovo Gianni Ambrosio ha contattato i vertici della Comunità di Sant’Egidio ed in particolare un sacerdote, don Matteo Zuppi, esperto conoscitore delle varie realtà africane e in quasi tutte le delegazioni della Chiesa cattolica ricevute dai vari capi di Stato e di Governo del continente nero. Il sacerdote tenterà di mettersi in contatto con i vertici dell’Lra (l’esercito di Liberazione del Signore), il gruppo di ribelli guidato dal sanguinario Joseph Kony che da quasi 20 anni imperversano nel nord Uganda, arruolando bambini e bambine a forza tra le file della milizia, saccheggiando e distruggendo villaggi e causando quasi 2 milioni di sfollati. L’Lra è giunto alle porte della missione del piacentino padre Romano Segalini a Watsa, nel nord della Repubblica democratica del Congo. I ribelli hanno ucciso almeno 400 persone con stupri e violenze di ogni genere. Padre Segalini ha chiesto aiuto al vescovo e ai parlamentari per scongiurare un attacco alla missione. Il capo della diocesi di Piacenza-Bobbio non ha perso tempo.
Il contatto con la Comunità di Sant’Egidio è stato facilitato anche grazie alla conoscenza diretta tra la Comunità e monsignor Ambrosio. Il vescovo, durante la sua permanenza romana come assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, ha partecipato a diversi incontri di preghiera della Sant’Egidio.
A ieri la situazione era in fase si stallo. Dall’Uganda, intanto, altri missionari si starebbero muovendo per un’azione diplomatica parallela. Tra questi il piacentino Roberto Gandolfi.
fri

Il testo integrale su Libertà del 13 gennaio 2009

domenica 11 gennaio 2009

La missione di Padre Segalini assediata dai ribelli

Piacenza - «I ribelli sono qui vicino. Il giorno di Natale hanno ucciso più di 60 persone nella mia ex parrocchia. Temo per la vita di questa gente; se potete, aiutateci». È la drammatica richiesta di aiuto del missionario piacentino padre Romano Segalini, 65 anni, inviato dai Comboniani nella missione di Watsa, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo. I ribelli hanno praticamente stretto sotto assedio la missione di padre Segalini dopo aver sterminato oltre 400 persone da Natale a Capodanno. Uccisioni in strada, stupri di massa, violenze di ogni genere e, soprattutto, il rapimento di tante bambine e di tanti bambini dai 10 ai 15 anni. Le prime per prenderle in moglie, i secondi per arruolarli come soldato.
«La gente scappa nelle foreste perché ha paura» racconta il diacono Roberto Porcari, dell’Ufficio missionario diocesano. È uno degli ultimi che è riuscito a parlare con padre Segalini: «L’ho trovato agitato e molto preoccupato, ha chiesto l’aiuto del vescovo. Teme non tanto per la sua vita quanto per quella della sua gente».
Informato dell’accaduto, il vescovo Gianni Ambrosio ieri mattina ha subito telefonato al vescovo di Terni, Vincenzo Paglia, il presule di riferimento della Comunità di Sant’Egidio. L’associazione è una sorta di ministero degli esteri della Chiesa Cattolica presente in oltre 60 paesi del mondo, soprattutto in Africa. L’obiettivo è riuscire a contattare un sacerdote della Comunità - conosciuto personalmente dallo stesso vescovo Ambrosio - a sua volta in contatto con i ribelli ugandesi che minacciano la missione di padre Segalini. Serve una via diplomatica di mediazione per evitare che le violenze continuino e si estendano alla missione.
Secondo una prima riscostruzione l’attacco sarebbe stato sferrato dai ribelli dell’Esercito di Resistenza del Signore (o Lord’s Resistance Army - LRA), guidato da fondamentalista cristiano Joseph Kony, un soldato che si proclama il ”portavoce” di Dio e medium dello Spirito Santo e che è stato accusato dal Tribunale penale internazionale di crimini contro l’umanità.
Padre Segalini ha chiesto anche l’aiuto dei parlamentari piacentini di ogni parte politica affinché si attivino per bloccare un nuovo massacro.
Fri

Il testo integrale su Libertà dell'11 gennaio 2009

martedì 3 giugno 2008

La sfida di padre Romano in Congo, dove la gente vive su una montagna d'oro ma muore di fame

Piacenza - Non si deve portare l’africano in Europa ma risolvere i problemi a casa sua». Lo diceva il vescovo San Daniele Comboni 140 anni fa. Il fondatore dei Comboniani non sembra essere stato ascoltato. Padre Romano Segalini, 65 anni, missionario piacentino, nella Repubblica democratica del Congo dal marzo del 1976, è oggi tornato in Italia per un breve periodo di vacanza. «Dietro ci sono tanti interessi - spiega - e non si vogliono risolvere i problemi. Il Congo da solo potrebbe sfamare due miliardi di persone. A parte la ricchezza del sottosuolo (oro) c’è la terra con un terreno fertilissimo». «Le ricchezze - continua - (lo abbiamo visto l’altra sera a Report, il 25 maggio scorso) partono verso l’Occidente o la Cina e la gente del posto rimane nella più nera miseria. Per i missionari è una ferita grandissima». La missione si trova a Dondi, un villaggio a 8 chilometri dalla città di Watsa, 50mila abitanti nel nord est del Congo. Bidonville i cui abitanti lavorano nelle miniere d’oro pagati, i più fortunati, 2 dollari al giorno. Per raggiungerla deve fare 200 chilometri in motocicletta (almeno 10 ore di viaggio), perché le strade sono solo un ricordo.A Dondi-Watsa padre Romano ha aperto il centro di formazione pastorale e sociale Paolo VI. «In vista delle elezioni del 2006 abbiamo lavorato con i gruppi giustizia e pace - racconta -. La gente qui ha voglia di un cambiamento». La formazione è anche scolastica con la creazione di un istituto di veterinaria già al terzo anno. Poi il piccolo ospedale Madre Teresa di Calcutta (30 posti letto). Senza medici: «Abbiamo una decina di infermieri, uno dei quali fa degli interventi chirurgici, cesari, laparatomie, ernie, cisti e via dicendo. Sarebbe bello che qualche medico piacentino venisse a fare il volontario da noi». Oltre all’Aids, a mietere vittime, a Dondi, è la malaria. Padre Romano ne è malato cronico da trent’anni. «Quando arriva la crisi - spiega - ci si mette a letto e aspetta che passi. È la malattia che fa più vittime tra bambini, adulti e missionari». Il futuro, per la missione di padre Romano, è una scuola materna per i figli delle donne che vanno a lavorare nei campi. Poi il progetto agricolo per formare i giovani che escono dall’istituto di veterinaria. Proprio in questi giorni, dalla sua base italiana nella parrocchia di Podenzano, sta facendo partire un container con trattore, aratro e coltivatore. L’Africa, insomma, è ancora in piena emergenza. «Siamo la zavorra del mondo. Sarebbe bello che la Chiesa piacentina pensasse un po’ di più all’Africa. Le missioni in Brasile oggi sono in grado di camminare da sole. Qui siamo molto indietro». Un’indiscrezione: lo stesso vescovo Gianni Ambrosio, incontrando nei giorni scorsi padre Romano, gli avrebbe confessato il suo interesse per il continente nero. Quest’anno il presule visiterà le missioni piacentine in Brasile. Per l’Africa l’anno giusto potrebbe essere il 2009
Federico Frighi

Da Libertà, 3 giugno 2008