Piacenza - L’alto numero dei matrimoni civili, così come l’alto numero delle separazioni e dei divorzi è spunto di riflessione per la Sacra Rota che, a livello locale, è rappresentata dai Tribunali ecclesiastici diocesani e regionali. A Piacenza-Bobbio il vicario giudiziale è monsignor Renzo Rizzi che ogni anno ha a che fare con una cinquantina di richieste di annullamento di matrimonio religioso (concordatario). «È bene ricordare che i matrimoni concordatari possono essere verificati se vi sono dubbi sulla loro validità come invita a fare papa Benedetto XVI (nella Sacramentum caritatis)» Papa Ratzinger invita poi ad assicurare, nel pieno rispetto del diritto canonico «la presenza sul territorio dei tribunali ecclesiastici e il loro carattere pastorale». Il giudice diviene insomma anche consulente matrimoniale in senso lato: «Fondamentale punto di incontro tra diritto e pastorale - continua il Papa - è l’amore per la verità». Monsignor Rizzi evidenzia come la verifica del matrimonio concordatario sia alla portata di tutti. Si può fare anche senza avvocato e si pagano solo le spese di segreteria: 500 euro. Le sentenze sono due: di primo grado a Modena e di secondo in appello a Bologna. A questo punto il matrimonio, per la chiesa, è definitivamente nullo. Presentando la sentenza in corte d’appello civile a Bologna si può ottenere anche l’annullamento della parte civile del matrimonio concordatario. Una scorciatoia che aiuta ad abbreviare l’intero procedimento non essendo più necessario attendere gli anni per la separazione ed il divorzio. Alla base ci deve essere la verifica cristiana della validità del sacramento - ribadisce monsignor Rizzi -. Nel 95 per cento dei casi le cause sono rappresentate dall’esclusione della prole e della indissolubilità del matrimonio». In buona sostanza: «Sto con te finchè dura l’amore».Ci sarebbe anche l’infedeltà ma nessuno ammette di essere infedele. «A sentire le dichiarazioni rilasciate dalle parti, l’infedeltà non esiste».
fed.fri.
Il testo integrale su Libertà del 13 agosto 2008
Visualizzazione post con etichetta matrimonio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta matrimonio. Mostra tutti i post
mercoledì 13 agosto 2008
Il matrimonio concordatario non piace più, le nozze civili prendono il largo
Piacenza - I dati diffusi dal Comune di Piacenza sui primi sette mesi dell’anno parlano chiaro: il sorpasso dei matrimoni civili rispetto a quelli concordatari è sempre più netto. Fino ad oggi, quest’anno sono stati registrati 127 matrimoni civili contro 78 concordatari, almeno nell’area urbana di Piacenza. Cifre che mettono in evidenza una tendenza ormai radicata anche nel territorio locale: il 62 per cento delle nuove coppie sceglie il Comune, il 38 per cento la Chiesa. Solo venticinque anni fa la situazione era pressoché ribaltata: il 76,2 per cento dei piacentini sceglieva la Chiesa e solo il 23,8 si sposava in Comune. «Che vi sia un aumento dei matrimoni civili - spiega don Franco Capelli, parroco della Besurica ma anche responsabile dell’Ufficio diocesano per il matrimonio e la famiglia - è un dato di fatto e la Chiesa lo sa bene. Bisogna tuttavia tener presente alcuni elementi. Prima di tutto che sono in aumento le separazioni ed i divorzi che vengono affrontati solo da un punto di vista civile e non viene chiesto l’annullamento al Tribunale ecclesiastico». Don Capelli è consapevole che per il matrimonio concordatario ci si trovi di fronte ad un momento storico critico «a livello nazionale». «Il vero problema è quello delle separazioni e della crisi delle relazioni - ribadisce -. Tuttavia mi piace osservare - sottolinea - che noi, nella diocesi di Piacenza-Bobbio, abbiamo tante coppie giovani che si stanno preparando al matrimonio in maniera seria ed attenta. Quest’anno abbiamo messo insieme 39 corsi per fidanzati per un totale di circa 400 coppie di futuri sposi». Secondo i dati diffusi dall’ufficio Statistiche del Comune di Piacenza venticinque anni fa l’andamento era diverso. Lo stesso nel 1990, quando in Chiesa si sposava il 74,3 per cento delle coppie mentre in Comune solo il 25,7. Cinque anni dopo, nel 1995, si è cominciato a perdere terreno anche se il vantaggio era sempre alto: 70,9 per cento in Chiesa contro il 29,1 in Comune. Nei sei anni successivi il vero tracollo. Nel 2001 sceglievano le nozze concordatarie 52,5 piacentini su cento, mentre quelle civili erano arrivate a quota 47,6. L’anno successivo il sorpasso: 53,4 per cento di matrimoni civili contro i 46,6 concordatari. Un leggero recupero con un sostanziale pareggio nel 2003: 49,5 per cento concordatario, 50,5 civile. Poi caduta libera fino al 2008: nel 2004, 40 per cento concordatario e 60 civile, nel 2005 40,8 per cento concordatario e 59,2 per cento civile, nel 2006 38,3 religioso e 61,7 civile.
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 13 agosto 2008
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 13 agosto 2008
Argomenti
don Franco Capelli,
matrimonio
lunedì 14 aprile 2008
Matrimonio, che succede se manca il vino?
“Non hanno più vino”: si presenta alla Fondazioneil libro di mons. Bruno Ognibeni
Giovedì 17 aprile alle ore 21 presso l’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in via Sant’Eufemia, 12 a Piacenza sarà presentato il libro “Il matrimonio alla luce del Nuovo Testamento” di mons. Bruno Ognibeni edito dalla Lateran University Press, l’editrice della Pontificia Università Lateranense. Interverranno Luciano Moia, giornalista di Avvenire, caporedattore di “Noi genitori & figli”, il mensile del quotidiano cattolico dedicato alla famiglia; don Paolo Mascilongo, docente di Sacra Scrittura al Collegio Alberoni e vicario parrocchiale a San Nicolò, e lo stesso autore che spiegherà il testo delle nozze di Cana.La serata, dal tema “Non hanno più vino. Diamo forza alla famiglia”, è promossa dal settimanale della diocesi “Il Nuovo Giornale” in collaborazione con il Forum delle Associazioni Familiari di Piacenza e l’Ufficio Famiglia della diocesi. Al termine è prevista una degustazione di vini offerta dalla Cantina Val Tidone di Borgonovo; “un modo simbolico – dicono gli organizzatori - per richiamare il valore del vino, che nel Vangelo delle nozze di Cana rappresenta la gioia del vivere insieme grazie alla forza dell’amore di Dio”.Mons. Bruno Ognibeni è docente di teologia biblica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia all’Università Lateranense di Roma.Il libro non è una pubblicazione specialistica per addetti ai lavori, ma offre l’occasione per cogliere la bellezza della Parola di Dio nei suoi passaggi che riguardano il matrimonio. Il testo può essere uno strumento utile in particolare per le stesse famiglie e per chi lavora nelle parrocchie nella preparazione dei fidanzati al matrimonio a pochi anni, tra l’altro, dall’introduzione in Italia del nuovo rito del matrimonio.Luciano Moia ha lavorato al Giornale con Montanelli, alla Voce, all’Eco di Bergamo e da una decina d’anni ad “Avvenire”, dove oltre al seguire il mensile di vita familiare “Noi genitori & figli”, è caporedattore della redazione Interni. Ha scritto una decina di saggi dedicati alla famiglia, tra cui “Figli televisivi” (San Paolo), “Beati genitori. Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi nel racconto dei figli” (Ancora) e, insieme alla moglie, “Matrimoni in diretta” (Effatà) e “La famiglia, la pastorale, la parrocchia” (San Paolo).
Comunicato stampa diocesi di Piacenza e Bobbio
Giovedì 17 aprile alle ore 21 presso l’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in via Sant’Eufemia, 12 a Piacenza sarà presentato il libro “Il matrimonio alla luce del Nuovo Testamento” di mons. Bruno Ognibeni edito dalla Lateran University Press, l’editrice della Pontificia Università Lateranense. Interverranno Luciano Moia, giornalista di Avvenire, caporedattore di “Noi genitori & figli”, il mensile del quotidiano cattolico dedicato alla famiglia; don Paolo Mascilongo, docente di Sacra Scrittura al Collegio Alberoni e vicario parrocchiale a San Nicolò, e lo stesso autore che spiegherà il testo delle nozze di Cana.La serata, dal tema “Non hanno più vino. Diamo forza alla famiglia”, è promossa dal settimanale della diocesi “Il Nuovo Giornale” in collaborazione con il Forum delle Associazioni Familiari di Piacenza e l’Ufficio Famiglia della diocesi. Al termine è prevista una degustazione di vini offerta dalla Cantina Val Tidone di Borgonovo; “un modo simbolico – dicono gli organizzatori - per richiamare il valore del vino, che nel Vangelo delle nozze di Cana rappresenta la gioia del vivere insieme grazie alla forza dell’amore di Dio”.Mons. Bruno Ognibeni è docente di teologia biblica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia all’Università Lateranense di Roma.Il libro non è una pubblicazione specialistica per addetti ai lavori, ma offre l’occasione per cogliere la bellezza della Parola di Dio nei suoi passaggi che riguardano il matrimonio. Il testo può essere uno strumento utile in particolare per le stesse famiglie e per chi lavora nelle parrocchie nella preparazione dei fidanzati al matrimonio a pochi anni, tra l’altro, dall’introduzione in Italia del nuovo rito del matrimonio.Luciano Moia ha lavorato al Giornale con Montanelli, alla Voce, all’Eco di Bergamo e da una decina d’anni ad “Avvenire”, dove oltre al seguire il mensile di vita familiare “Noi genitori & figli”, è caporedattore della redazione Interni. Ha scritto una decina di saggi dedicati alla famiglia, tra cui “Figli televisivi” (San Paolo), “Beati genitori. Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi nel racconto dei figli” (Ancora) e, insieme alla moglie, “Matrimoni in diretta” (Effatà) e “La famiglia, la pastorale, la parrocchia” (San Paolo).
Comunicato stampa diocesi di Piacenza e Bobbio
Argomenti
Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio,
matrimonio
Iscriviti a:
Post (Atom)