giovedì 24 settembre 2009
Diocesi, il clero costa 4,7 milioni di euro all'anno
Nell’anno 2008 per i 297 sacerdoti diocesani, (uno per ogni 1.010 abitanti) il sostentamento è costato 4.757.290,88 euro a cui si è potuto provvedere con le risorse sotto elencate:
remunerazione da parrocchie 171.190,00 pari al 3,6%
remunerazione da stipendi e/o pensioni 823.492.00 pari al 17,3%
redditi da patrimoni diocesani 2.618.075,70 pari al 55,0%
offerte per il sostentamento 2007 101.393,14 pari al 2,1%
fondi dell’8xmille 1.043.140,04 pari al 22,0%
Offerte per il sostentamento del clero
Nell’anno 2008 le offerte per il sostentamento del Clero, effettuate da persone residenti in diocesi sono state 813 per un importo di 91.249,55 euro. Si contano 690 offerenti, uno ogni 435 abitanti. Sia come percentuale e sia come cifre offerte siamo sotto la media sia regionale che nazionale.
Diocesi, dall'8xmille 419mila euro per le opere di carità
Nell’anno 2008 la diocesi di Piacenza-Bobbio ha ricevuto dalla C.E.I. 2.205.945,14 euro dei fondi 8xmille
per opere di culto e pastorale 743.752,09 pari al 33,7%
per opere di carità 419.053,01 pari al 19,0%
per il sostentamento clero 1.043.140,04 pari al 47,3%
PER OPERE DI CARITA’:
per le Caritas parrocchiali euro 13.000,00
per la lotta alla tossicodipendenza euro 20.000,00
per la Carità e la famiglia euro 65.000,00
per il fondo antiusura euro 5.100,00
per la fondazione Caritas (nuova struttura) euro 140.000,00
per le organizzazioni degli extracomunitari euro 6.000,00
per le organizzazioni che operano a favore degli anziani euro 61.000,00
per le organizzazioni che operano per portatori handicap euro 35.000,00
per le organizzazioni a favore dei poveri euro 48.000,00
per interventi particolari e urgenti euro 15.000,00
per il fondo emergenze diocesane euro 80.018,76
per il culto e il restauro degli edifici religiosi :
per la conservazione degli edifici delle varie parrocchie euro 142.000,00
per la musica sacra euro 5.000,00
per la manutenzione di case canoniche e locali per la pastorale euro 64.500,00
per il consultorio diocesano euro 10.000,00
per le parrocchie in condizioni di straordinaria necessità euro 86.600,00
per la scuola di musica sacra euro 10.000,00
per la curia diocesana e gli uffici pastorali euro 132.000,00
per il tribunale ecclesiastico diocesano euro 5.500,00
per i mezzi di comunicazione sociale a finalità pastorale euro 116.300,00
per gli archivi e le biblioteche euro 7.746,00
per il rimborso delle spese per i servizi pastorali euro 25.000,00
per i seminaristi euro 17.835,00
per la formazione permanente clero euro 10.000,00
per la formazione dei diaconi euro 10.000,00
per la cura pastorale degli immigrati euro 25.000,00
per i sacerdoti “Fidei Donum” euro 15.000,00
per i giovani e gli oratori euro 11.500,00
per le associazioni ecclesiali (formazione dei membri) euro 23.600,00
per le iniziative di cultura religiosa euro 20.000,00
per la promozione del sostegno economico euro 2.900,00
per il fondo diocesano emergenze euro 18.448,30
mercoledì 23 settembre 2009
Ottopermille, per la Chiesa firmano i 70enni
Riguardanti coloro che hanno firmato per la Chiesa Cattolica
Cercando di analizzare questi primi dati possono notare che:
Le donne nate prima del 1929 sono state: 222
nate dal 1930 al 1939 sono state: 225
nate dal 1940 al 1949 sono state: 144
nate dal 1950 al 1959 sono state: 28
nate dal 1960 al 1969 sono state: 17
nate dal 1970 al 1979 sono state: 14
nate dopo il 1980 sono state: 5
per un totale di 655 donne
Come si può notare la stragrande maggioranza di chi ha firmato i CUD è costituita da donne che hanno superato i 70 anni, la maggioranza sono vedove.
Gli uomini nati prima del 1929 sono stati: 70
nati dal 1930 al 1939 sono stati: 157
nati dal 1940 al 1949 sono stati: 89
nati dal 1950 al 1959 sono stati: 28
nati dal 1960 al 1969 sono stati: 19
nati dal 1970 al 1979 sono stati: 14
nati dopo 1980 sono stati: 20
per un totale di 397 uomini
Come si può notare anche fra gli uomini la maggioranza supera i 70 anni.
giovedì 29 gennaio 2009
Otto per mille alla Chiesa, l'intuizione del cardinale Casaroli
fri
Il testo integrale su Libertà del 29 gennaio 2009
Chiesa, dall'8xmille 4,5 milioni di euro
Ciò nonostante i soldi non bastano e si rende necessaria una razionalizzazione. Come ha confermato l’economo don Bosini, è in corso una mappatura con strumentazioni satellitari di tutte le chiese della diocesi (sono oltre 800). Diverse dovranno chiudere, soprattutto nel territorio collinare e di pianura. Una lista non è ancora stata redatta ma quel che è certo è che vi sono luoghi di culto che necessiterebbero di interventi di migliaia di euro a fronte di una frequentazione di meno di una decina di fedeli. È chiaro che saranno queste le prime chiese a chiudere i battenti.
Molto più severa si è fatta poi la procedura per l’ottenimento dei fondi per finanziare i vari progetti. I criteri sono sempre più selettivi. Don Bosini ricorda l’iter: entro giugno gli uffici amministrativi della diocesi raccolgono le varie domande provenienti da parrocchie e da singole realtà diocesane. «Non si tratta, però, di domande provenienti da singoli sacerdoti o enti - precisa l’economo -. Seguendo i principi di comunione, corresponsabilità, trasparenza, rigore le singole domande devono aver superato già una prima verifica alla partenza. Ogni parrocchia deve avere un Consiglio parrocchiale economico composto da laici; ogni parrocchia si muove nell’ambito di una circoscrizione che è l’Unità Pastorale e pertanto ogni intervento dev’essere visto in un contesto più ampio e articolato con il parere dell’Unità Pastorale». La diocesi è divisa in sette Vicariati: «In prospettiva saranno chiamati ad un ruolo sempre più importante anche sul piano del coordinamento delle risorse economiche». Questo rigore permette agli organi diocesani (Consiglio economico, Collegio dei consultori, vescovo...) di prendere decisioni in accordo con il quadro generale delle esigenze da rapportare alle disponibilità.
fri
Il testo integrale su Libertà del 29 gennaio 2008
venerdì 21 novembre 2008
Diocesi di Piacenza-Bobbio, un milione e centomila euro dall'8 per mille
Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa
Domenica 23 novembre giornata di sensibilizzazione
sul sostegno economico della Chiesa
Domenica prossima anche nella diocesi di Piacenza-Bobbio si tiene la giornata di sensibilizzazione sul sostegno economico della Chiesa. Com’è noto si tratta di un problema che non dovrebbe comportare particolari difficoltà interpretative, ma in realtà sull’argomento l’informazione appare ancora insufficiente. Da qui queste iniziative che hanno, tra gli scopi, anche l’informazione. Ad esempio tra le considerazioni torna periodicamente il luogo comune secondo cui la Chiesa è ricca e pertanto per vivere venda i suoi tesori artistici; più serio invece il problema della partecipazione delle comunità parrocchiali alla gestione dei beni ecclesiali nel nome della partecipazione e della trasparenza. In merito vi sono indicazioni precise della Cei e dei nostri Vescovi. Prima mons. Monari ed ora mons. Ambrosio hanno dato precise indicazioni perché nella parrocchie vengano istituiti i consigli economici e i fedeli si sentano corresponsabili della gestione dei beni ecclesiali.
E’ noto che in gran parte i finanziamenti vengono dal cosiddetto otto per mille. A questo proposito, proprio nel nome della trasparenza, forse è utile richiamare l’origine di questo sistema.
DA DOVE VIENE L’OTTO PER MILLE. Con la firma dei nuovi accordi tra Stato e Chiesa (firmati nel febbraio del 1984 da Craxi e Casaroli) fu stabilito che appunto l’otto per mille del gettito Irpef fosse devoluto alla Chiesa cattolica e ad altre confessioni per scopi religiosi o caritativi oppure allo Stato stesso per scopi sociali o assistenziali. La divisione sarebbe stata fatta sulla base delle indicazioni degli stessi contribuenti chiamati a pronunciarsi con una firma, e senza alcuna spesa, sulla dichiarazione dei redditi o semplicemente sul Cud.
Quindi non è un privilegio della sola Chiesa cattolica, ma di diverse confessioni e dello stesso Stato. Da parte sua la Chiesa cattolica rivendica anche motivazioni storiche: nel sito internet della diocesi (www.diocesipiacenzabobbio.org) viene documentato il lungo percorso, a partire dai primi dell’Ottocento, quando i beni ecclesiastici sono stati, a più riprese, incorporati dallo Stato, a partire da Napoleone che chiuse i monasteri (anche a Piacenza diversi i conventi e le chiese sede di caserme) per giungere agli espropri del nuovo Stato italiano.
I FONDI DEL 2008. Passiamo ora ad uno sguardo di sintesi ai finanziamenti. In breve qual è l’entità dei fondi che giungono alla diocesi di Piacenza-Bobbio dall’otto per mille? E qual è la loro destinazione? Per il prossimo anno la diocesi ha a disposizione, dai fondi dell’8 per mille, la somma di euro 1.162.344 che verrà così ripartita: euro 743.291 al culto e 419.053 euro alla carità.
Con la voce “culto” si intende: costruzione di nuovi complessi parrocchiali, restauri e ristrutturazioni; attività pastorali; sostegno ai media diocesani; rimborso spese a sacerdoti inviati in parrocchie senza parroco per celebrazioni domenicali; aggiornamento dei sacerdoti; pastorale dei migranti e missioni; associazioni; sotto la voce “carità” rientrano gli aiuti a persone bisognose, enti ed associazioni che svolgono attività assistenziale; alla gestione dell’ufficio Caritas.
Aiuti sempre dall’8 per mille, ma direttamente dalla Cei, sono destinati ai beni culturali: per il prossimo anno si prevede uno stanziamento di circa 350 mila euro; ogni due anni, sempre la Cei, interviene nella realizzazione di progetti specifici (chiese o oratori) con una somma massima di un milione di euro. Nel 2007 ci sono stati poi circa 100 mila euro provenienti dalle offerte deducibili fatte da privati a cui si aggiungono i contributi su singoli progetti (non possono essere quantificati in precedenza) provenienti da enti e privati tra cui le due Fondazioni (di Piacenza e di Parma) e le Banche locali.
A proposito di beni culturali è bene ricordare – per chi avanza la tesi che farebbero la ricchezza della Chiesa – che in realtà costituiscono una voce in forte passivo. Molte delle 800 chiese della diocesi che si trovano nelle 428 parrocchie, sono a rischio rovina e in genere gli organi della diocesi preposti a questo settore a malapena riescono a far fronte all’emergenza.
Tra i problemi che comportano i beni ecclesiastici, non vi è solo la manutenzione (voce ampiamente in deficit), ma anche la catalogazione e lo studio. Attualmente sono al lavoro esperti che hanno catalogato quasi il sessanta per cento dei beni culturali mobili. L’operazione è possibile grazie ai contributi della Cei e della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
La catalogazione rientra nella salvaguardia di un patrimonio (si pensi ai numerosi furti e alla necessità di avere la documentazione per le indagini delle Forse dell’Ordine) che non appartiene solo alla Chiesa, il cui scopo non è quello di organizzare musei, ma di comunicare il Vangelo. La Chiesa sente ugualmente la necessità di tutelare le proprie memorie, ma non a scapito del suo fine principale. E le sue memorie non sono solo sue, ma di tutta la comunità. Il sentimento religioso fa parte del passato di tutti, anche dei non credenti, e lo dimostra l'attenzione che anche studiosi atei dedicano al patrimonio religioso.
Questi alcuni temi: nella giornata di domenica alle parrocchie è stato consegnato materiale perché le comunità possano approfondire i vari aspetti relativi ad un argomento che rientra a pieno titolo nella vita della Chiesa che, pur attenta alle “cose dello spirito”, vive a tutti gli effetti nella storia.
mercoledì 19 marzo 2008
Diocesi, a Piacenza-Bobbio un milione e mezzo di euro dall'8 per mille
Altri 419.661,47 euro sono andati per interventi caritativi: sono stati aiutati enti come Caritas diocesana, Assofa, Ceis-La Ricerca, La piccola casa della carità di Fiorenzuola, i gruppi Vicenziani, la casa famiglia di Metti, alcune parrocchie dove operano realtà collegate alla Caritas, e molte altre organizzazioni. Con i rimanenti 327.214,25 euro, sempre provenienti dall’8 per mille, è stato assicurato il sostentamento ai sacerdoti diocesani.
La somma assegnata a Piacenza-Bobbio, si riferisce alle dichiarazioni dei redditi presentate nell’anno 2004-2005. La diocesi subito riceve un acconto pari alla cifra dell’anno precedente - l’8 per mille è stato introdotto nel 1989-1990 -, poi, una volta contate le firme, riceve la differenza. «La linea adottata dalla Cei e dalla diocesi di Piacenza-Bobbio in questi anni - osserva il vicario generale monsignor Lino Ferrari - è quella della massima trasparenza. È giusto che la gente sappia dove vanno a finire i fondi e per quali attività vengono utilizzati».
«La firma dell’8 per mille - continua Artemi - è segno di corresponsabilità e di comunione nella condivisione di una Parola, quella del Vangelo, che edifica e completa la personalità di ogni persona». Artemi, 64 anni, bancario in pensione, presta la sua opera di volontario come incaricato diocesano per la promozione al sostegno economico della Chiesa. «Sarebbe bello - auspica - che ogni parroco che utilizza i fondi per la realizzazione di opere parrocchiali, in un angolo della chiesa, mettesse un manifesto, un cartello in cui spiegare ai fedeli che quello che si è realizzato è stato grazie alla loro firma». Ogni parrocchia, in queste settimane, si trasforma in una sorta di Centro di assistenza fiscale: «Noi invitiamo i sacerdoti a delegare una persona con il compito di ritirare il modello Cud con la firma per l’8 per mille. Tutti i modelli verranno poi consegnati alla diocesi che provvederà ad inoltrarli all’autorità competente tramite la posta in una sola spedizione».
Federico Frighi
il testo integrale su Libertà di oggi 19 marzo 2008