(fri) Dietrofront. La fraternità di sacerdoti fondata dal piacentino don Pietro Cantoni, almeno per il momento, non verrà a Piacenza. A rendere nota ufficialmente una notizia nell'aria da settimane è stato il vescovo Gianni Ambrosio rispondendo ad una domanda di un sacerdote durante la "Due giorni di formazione del clero" tenutasi la scorsa settimana. Questa mattina il vescovo renderà ufficiali le motivazioni del mancato arrivo di don Cantoni e i suoi all'interno del consiglio presbiterale diocesano. La venuta nella diocesi di Piacenza-Bobbio non è negata ma solo sospesa.
Si dovrà attendere che la fraternità sacerdotale Opus Mariae Matris Ecclesiae compia il suo cammino diventando una comunità di vita apostolica. Solo in quel momento potrà essere considerata alla stregua di una congregazione religiosa con legami più stretti fra i membri della stessa comunità. E' stato poi anche accennato ad una serie di perplessità da parte di alcuni rappresentanti del clero diocesano sull'arrivo della fraternità di don Cantoni, nonostante le rassicurazioni del sacerdote piacentino circa l'abbandono delle posizioni lefebvriane. Per il momento dunque la fraternità Opus Mariae Matris Ecclesiae, con i suoi nove preti più i seminaristi, continuerà a vivere in un centro di spiritualità a Selva di Filetto, in diocesi di Massa Carrara- Pontremoli.
04/10/2012 Libertà
Visualizzazione post con etichetta don Piero Cantoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta don Piero Cantoni. Mostra tutti i post
lunedì 8 ottobre 2012
sabato 31 gennaio 2009
L'ex lefevriano don Cantoni, negare l'Olocausto è una stupidaggine
Piacenza - «L’uscita di Williamson è stata una sparata. Negare l’Olocausto una stupidaggine. Con quelle modalità allora ci sono anche quelli che dicono che le Torri Gemelle se le sono buttate giù gli americani». A pensarla così è teologo piacentino don Piero Cantoni, ex lefevriano, oggi incardinato nella diocesi di Pontremoli-Massa. Cinquantotto anni, è uscito dai Lefevriani nel 1981, è stato professore di due dei quattro vescovi ai quali il Papa ha revocato la scomunica: l’attuale superiore della Fraternità San Pio X, Bernard Fellay, e monsignor Alfonso de Gallareta. Confessa di avere avuto già allora qualche contrasto con monsignor Richard Williamson e di essere uscito dalla Fraternità anche a causa sua. «È una persona intelligente - ricorda - ma è sempre stato molto drastico. Era anglicano ed è passato dall’anglicanesimo alla fraternità lefevriana. Gli manca quell’equilibrio che secondo me dovrebbe caratterizzare i cattolici: la capacità di fare delle sintesi e non insistere con una contrapposizione continua». «Personalmente il mio atteggiamento sull’Olocausto è di ferma condanna, senza se e senza ma. Mi sembra che non sia simpatico mettere in discussione una cosa del genere. Così come per gli altri genocidi (vedasi gli armeni) che è giusto condannare con ugual forza». Don Cantoni è stato ordinato il 24 dicembre del 1978 a Econe dall’arcivescovo Marcel Lefebvre. «Ero entrato nella Fraternità - racconta - perché una certa idea di interpretare il Vaticano II° non mi andava. Io il Vaticano II° l’ho sempre accettato ma come un concilio che ha aggiornato la fede. Aggiornare la fede non vuol dire cambiarla». «La mia permanenza a Econe mi ha insegnato ad essere più seriamente vicino al Signore. Però ci sono degli errori che mi hanno indotto a uscire: una mentalità che avrebbe portato ad una rottoura che infatti è avvenuta».
fri
Il testo integrale su Libertà del 31 gennaio 2009
fri
Il testo integrale su Libertà del 31 gennaio 2009
Argomenti
don Piero Cantoni,
Olocausto
Iscriviti a:
Post (Atom)