lunedì 12 settembre 2011
Padre, madre, due figli, cane: ecco la famiglia in crisi
La famiglia è in crisi perché non c'è più la comunità da cui trae forza ma anche perché è diventata una famiglia borghese, una famiglia d'appartamento che, appunto, si apparta.
La tesi è del poeta Davide Rondoni e la sottoscrizione in pieno del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla, mostra come la Festa della Famiglia non sia affatto così scontata. L'apertura ufficiale fa riflettere, dunque, dopo una serie di interessanti anteprime che hanno animato in questi giorni il centro della città. Nella sede di Palazzo Galli, ieri pomeriggio, il poeta Rondoni e il vescovo Brambilla hanno aperto la quarta edizione della Festa davanti al sindaco Roberto Reggi, al presidente della Provincia Massimo Trespidi e al vescovo Gianni Ambrosio che hanno portato i loro saluti. Presenti anche il padrone di casa, l'avvocato Corrado Sforza Fogliani, e naturalmente la presidente del Forum delle Famiglie, Sannita, Luppi che ha introdotto gli ospiti.
La famiglia è qualche cosa di grande e si parte dal concetto di dismisura. «Il cuore desidera cose grandi, ma quanto grandi? La parola grande sembra dire una quantità ma non la definisce - osserva il poeta -. Le cose grandi che il cuore desidera non hanno misura». Tre esperienze di questa dismisura: «La prima è, appunto, l'amore. Poi il perdono, quella cosa per la quale Francesco d'Assisi qualifica l'uomo nell'universo. Il perdono è ciò che qualifica l'uomo è l'atto supremo della libertà, tutto il resto della natura è soggiogato dalla legge causa-effetto. Il lupo non perdona, la pianta non perdona, l'uomo sì». Ancora: «La terza esperienza è il miracolo, anche come prodigio normale, come percezione della vita e delle cose come miracoli. Mi piace stare al mondo percependo la vita in odore di miracolo, nel senso che le cose non mi sono dovute; quando percepiamo la vita così noi percepiamo una grandezza. Se percepisci la vita come miracolo, ecco allora che è smisurato anche il volto dei tuoi figli».
«Ora, perché ragazzi si ubriacano - si chiede il poeta -? Perché cercano la dismisura e non la trovano nella nostra noia. Abbiamo tolto l'arte, Dio, la gioia, è chiaro che i ragazzi cercano la dismisura in qualche modo. Quando nei rapporti degli adulti c'è solo il calcolo, ci stupiamo che i ragazzi cerchino la dismisura? Troppo comodo». Come fare esperienza di questa dismisura ogni giorno? «Cogliendo la grandezza nell'amicizia e negli incontri» dice il poeta; e affonda: «L'uomo non è fatto per la famiglia ma per la tribù. Oggi quella che è in crisi è la famiglia borghese, padre, madre, figlio e cane. Oggi passa questa come idea di famiglia, ma è un organismo assurdo». «Nessuna famiglia resiste e cresce se non dentro la comunità - è convinto Rondoni -, è l'organismo più vasto che la tiene in piedi. Se la famiglia è in crisi è perché non c'è più la comunità; insistere troppo sulla tenuta della famiglia quando non c'è più la tribù può essere controproducente».
L'orizzonte deve essere più grande: «Ad esempio Dio. Sennò un ragazzo non trova la grandezza nella famiglia e non vive per questa. Ricordiamoci di questa dismisura: quando nasce un figlio ti chiedi chi è».
Tocca al vescovo: «Tutto sottoscrivo, anche la questione della famiglia borghese e della tribù. Sono d'accordo sul fatto che noi non ci accorgiamo del vero bambino che nasce. Credo che dobbiamo lasciarci sorprendere dalla vita dal modo in cui il bambino nasce». «L' essere sorpresi - sottolinea monsignor Brambilla - è ciò che noi dobbiamo custodire della famiglia, non nel suo involucro borghese nella quale è stata confinata, la famiglia d'appartamento che vive appartata». «Ai ragazzi della cresima dico sempre - evidenzia - che il dono della vita, lo spazio protetto della casa, l'affetto, la lingua come senso delle cose, il filo rosso della fede sono le componenti che fanno diventare grandi, sono i cinque doni che si hanno nello zaino da ragazzini e che occorre fare propri per diventare grandi e dunque partire. Uscire dalla prima casa per costruire la nuova».
Federico Frighi
04/09/2011 Libertà
Sta nell'informazione, ma anche nel coinvolgimento dei ragazzi e nell'autorevolezza degli insegnanti, il segreto per recuperare l'alleanza tra scuola e genitori. Così almeno la pensano alla Festa della Famiglia che ieri sera ha puntato l'attenzione sulla figura del ragazzo-studente.
In piazzetta Mercanti, hanno provato a dare consigli utili al mondo della scuola Roberto Carnero, docente al liceo scientifico di Novara, Alex Corlazzoli, maestro elementare, padre Stefano Gorla, direttore del Giornalino. A moderare, Elisa Chiari, giornalista di Famiglia Cristiana. «Sono gli anni migliori quelli della scuola? Penso di sì anche se forse non ce ne si rende conto - inizia Carnero -, perché la struttura scolastica sembra un poco un carcere. Gli ultimi governi di tutti i colori, poi, hanno massacrato la scuola pubblica con tentativi di risparmio mascherati da riforma. Oggi la difficoltà dei docenti è una certa demotivazione che non consente di esprimere al meglio questo lavoro». Corlazzoli ha scritto anche un libro: "Diario di un maestro di campagna". «È vero che ci hanno un poco derubati - evidenzia - della passione di fare l'insegnante, ma non del tutto perchè il maestro è prima di tutto un cittadino». E così anche i ragazzi: «Quando entro in classe la prima cosa che faccio è leggere i nomi delle 800 vittime della mafia in Italia, poi, tutti i giorni, leggo con loro i giornali. E' necessario che l'insegnante rischi un poco di suo».
«Una delle cose più interessanti che ho trovato parlando con i ragazzi - osserva padre Gorla - è che la scuola è lo spazio in cui si possono formare grandi alleanze. Qui i ragazzi imparano a confrontarsi con gli adulti che non sono i loro parenti. Penso che sia anche il periodo delle grandi passioni, ad esempio la lettura». Il rapporto tra scuola e famiglia non è sempre facile, anzi. «A parte che oggi il genitore tende a farsi avvocato difensore del figlio - evidenzia Carnero -, oggi la figura dell'insegnante è vittima di un certo discredito sociale. Se l'insegnante recupererà autorevolezza allora tornerà l'alleanza con i genitori».
«Uno dei problemi è la reciproca mancanza di comunicazione - lo segue a ruota il maestro scrittore -. La scuola, ad esempio, fa fatica a comunicare gli obiettivi dei piani di offerta formativa. Diversamente, i genitori vanno costantemente informati (come faceva il maestro Lodi) ». Non solo: «I ragazzi rappresentano un ponte tra scuola e famiglia - è convinto padre Gorla -. Se il ponte non sarà costruito sulle loro teste, se ci sarà un confronto non solo sui voti ma sulle relazioni, allora riuscirà ad unire le due parti». Consigli utili ma per pochi intimi, ieri ai piedi del Gotico. Decisamente più frequentati i calzini mostriciattoli di Manuela Monari (autrice de "Il mostro nella lavatrice") che, poco prima, ha incantato i più piccoli con il suo spettacolo-laboratorio.
Federico Frighi
03/09/2011 Libertà
martedì 21 settembre 2010
Risé: figli bamboccioni se i padri sono assenti
(fri) Giovani bamboccioni attaccati alla gonna domestica, privi non solo del coraggio ma anche della voglia stessa di uscire di casa, farsi una vita e sentimenti propri. La colpa è dei padri. Così la pensa Claudio Risè, altro ospite della prima giornata della Festa della Famiglia. Dal palco di Palazzo Gotico lo psicoterapeuta e scrittore traccia la storia di vita del padre, da troppo tempo assente dall’agenzia educativa familiare. «Nell’Ottocento si dimette definitivamente dalla figura dell’educatore - evidenzia - lasciando il compito alla madre e diventando amministratore delegato della famiglia».
Lontananza accentuata poi dalle vicende delle due Guerre Mondiali, il cui effetto sull’agenzia educativa famiglia arriva sino ad oggi. Un momento storico in cui il padre comincia finalmente a comprendere l’importanza e la bellezza dei figli dopo anni di assenza. La conseguenza più grave di questa lontananza, secondo Risé, sta nel fatto che, «rimanendo i bambini legati alle madri, da adulti faranno una grande fatica ad avere una propria vita, una propria professione e quindi anche legami sentimentali o familiari».
«Se i figli oggi fanno fatica ad uscire di casa - è convinto Risé - è perchè è mancata la spinta vitale dei padri. Non solo: anche lo spirito identitario essenziale per comprendere vocazioni e chiamate, nonché lo spirito del sacrificio e del dolore».
Libertà, 19 settembre 2010
lunedì 20 settembre 2010
Famiglia, l'alternativa ai social network
La famiglia come alterativa vera e concreta al mondo virtuale di Facebook e dei vari social network. E’ uno dei messaggi che arriva dalla Festa della Famiglia al via ieri pomeriggio a Palazzo Gotico. Un appuntamento organizzato dal Forum delle associazioni familiari di Piacenza assieme a il Nuovo Giornale e a Diesse Emilia Romagna (didattica e innovazione scolastica). Un appuntamento che sta diventando una tradizione (sia pure giovane, visto che siamo solo al secondo anno); ma soprattutto un’esigenza di testimoniare un modello di vita oggi passato in secondo piano. Un declassamento generalizzato nonostante l’impegno delle istituzioni, almeno a Piacenza.
Il sindaco Roberto Reggi dal palco afferma che la famiglia è «la cellula fondamentale della comunità» e ricorda che, in epoca di tagli, il Comune emette il secondo bando per le famiglie in difficoltà per la perdita di lavoro. ll presidente della Provincia, Massimo Trespidi, lo segue a ruota parlando di una famiglia che deve essere «al centro della società» ed evidenzia l’impegno per la costituzione dell’Agenzia per la famiglia. Si continua con la relazione di Eugenia Scabini, direttore del Centro Ateneo Studi e Ricerche sulla famiglia e preside di psicologia in Cattolica. «Il primo lavoro da fare è proprio quello di comunicare a riflettere sull’importanza pubblica della famiglia - dice, dopo l’introduzione di Sannita Luppi -. Laddove questi legami non si difendono, si produce una povertà materiale e morale del tessuto sociale che deve far risvegliare la coscienza non solo dei singoli ma della società tutta». «La famiglia - continua - deve essere considerata importante: lo si dice sempre, poi quando si ha a che fare con i problemi economici tutto scompare. Occorre che chi ha responsabilità traduca in azioni concrete questa idea che lascia sempre tutti consenzienti quando se ne parla».
Altra questione: «Occorre che gli adulti si mettano insieme per riscoprire la loro funzione educativa senza farsi guerra; come spesso capita con il genitore che si mette contro l’insegnante per salvare il proprio bambino o l’insegnante che vede la famiglia come una minaccia; insieme occorre trovare delle soluzioni condivise nei vari ambiti in cui i giovani crescono».
Il salone di Palazzo Gotico è abbastanza è pieno, per una giornata incerta come quella di ieri, e al suo ingresso funziona un vivace servizio di babysitteraggio. La professoressa Scabini parte proprio da qui. «Questa manifestazione è importante perché si parla di cose concrete - è convinta -. La gente effettivamente si incontra, riflette, gioca. Insieme.
Trovo che questa cosa sia fondamentale in una società come quella di oggi, molto rarefatta, che passa attraverso sistemi anonimi come quelli che vanno tra i giovani. Da questa festa si fa esperienza di che cosa sono i legami vitali veri, di che cosa portano confrontati con quelli virtuali, tipo il mondo di Facebook o degli altri social network. Sono utili pure loro, ma non se diventano la comunità prevalente dei nostri giovani».
Federico Frighi
Libertà, 19 settembre 2010
venerdì 24 ottobre 2008
Vivere con cinque figli, di cui uno disabile, con duemila euro al mese? Basta crederci
«Anche loro si sentono responsabili - continua - si rendono conto delle difficoltà; a volte mi stupiscono: si accontentano delle cose semplici e sono capaci di donare a chi sta peggio di loro». Alcuni esempi di sopravvivenza quotidiana: «Ci si sposta a piedi, in bici o con i mezzi pubblici; siamo in sette ma abbiamo una sola macchina: un monovolume Lancia vecchio di dieci anni. Quando andiamo in vacanza tutti assieme facciamo i salti mortali per starci e montiamo un portapacchi». Sì, perché riescono ad andare anche in ferie, come la maggioranza dei piacentini: «Una piccola vacanza la facciamo anche noi: quest’estate siamo andati in Puglia, vicino a San Giovanni Rotondo, in un residence dove fanno sconti per le famiglie numerose». Si vive per gli sconti e le agevolazioni: «Ci sono per i libri di scuola dei ragazzi, poi quelle della Family Card. Ci permettono di risparmiare circa il 10 per cento. È poco, ma mattone su mattone si mette su una casa». Si vive anche grazie alla solidarietà della parrocchia: «Ma anche fuori dalla Santissima Trinità, dalle comunità neocatecumenali. Sono in tanti che ci aiutano». Vestiti, generi alimentari ... «Molte volte sembra impensabile arrivare a fine mese. Ma alla fine ti rendi conto che non sei solo».
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Il testo integrale su Libertà del 23 ottobre 2008
giovedì 23 ottobre 2008
FAMIGLIE/Da cinque a 12 figli, le scelte difficili dei genitori coraggio
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Il testo integrale su Libertà di oggi 23 ottobre 2008
giovedì 10 aprile 2008
Forum Famiglie, sbagliato non rimborsare l'Irpef
COMUNICATO STAMPA
ANCORA SU FISCO E FAMIGLIA
a seguito dell'approvazione del Bilancio comunale
Apprendiamo dalla stampa locale che un ordine del giorno presentato in Consiglio comunale da Trespidi e Paparo, consiglieri di minoranza, teso a introdurre dei rimborsi dell'addizionale IRPEF comunale in funzione dei carichi familiari, è stato respinto dalla maggioranza.
La proposta mirava a stabilire un minimo di equità nel prelievo fiscale, sulla falsariga della petizione per un “Fisco a misura di famiglia” per cui ancora in questi giorni si stanno raccogliendo firme in tutta Italia. La proposta era inoltre del tutto praticabile anche perchè analogo provvedimento è stato preso dal Comune di Parma solo alcune settimane or sono.
E' stato invece approvato un altro ordine del giorno che prevede borse di studio per le scuole medie, visto che quest'anno per la prima volta
La nostra delusione va ben al di là del mero aspetto economico. Cerchiamo di spiegarci. L’art. 53 della Costituzione recita:“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” L'art. 31 della stessa Costituzione afferma:“
Ora noi ci chiediamo: perchè mai il Consiglio Comunale di Piacenza ritiene giusto e opportuno farsi beffe del dettato costituzionale a danno delle famiglie e in particolare di quelle che si prendono la responsabilità di aprirsi alla vita, crescendo ed educando i cittadini di domani? Onestamente, ci sembra anche paradossale che questa chiusura provenga dal Centro-sinistra, per tradizione attento solitamente alle problematiche sociali. Al contrario, si conferma la netta impressione che i nostri governanti ritengono che fare figli o non farli per la società sia la stessa cosa. Anzi, i figli sono solo una difficoltà, per cui si continua a fare una politica familiare di tipo assistenziale della serie: prima ti tasso, poi se proprio sei in difficoltà perchè sei un irresponsabile che mette al mondo dei figli, papà Comune ti dà l'elemosina (borse di studio, contributi per l'affitto o per le bollette, ecc).
Ciò che noi non ci stanchiamo di ripetere è che occorre capovolgere completamente il modo di vedere le cose: oggi più che mai, col grave deficit di natalità che afflige in particolare l'Italia, con una serie di ripercussioni sul futuro sistema socio-economico, la famiglia con figli diventa un soggetto di sviluppo e di tenuta dell'intero sistema. Pertanto, è urgente passare da un sistema di tipo assistenzialistico – quello che le scelte del Comune tendono a perpetuare -- ad una nuova politica familiare che riconosca all'origine il valore dei figli e la diversità dei nuclei familiari, nell'ottica della sussidiarietà.
Noi non ci abbattiamo, anche perchè ogni giorno
I Il Consiglio Direttivo del Forum delle Associazioni familiari di Piacenza
domenica 2 marzo 2008
Il Forum delle famiglie si rivolge a Napolitano
Il testo integrale su Libertà di oggi, 2 marzo 2008
sabato 1 marzo 2008
Ambrosio: la nostra società dipende dalla famiglia
La famiglia è un'istituzione che ha una funzione precisa, una missione specifica e straordinaria: la missione della trasmissione della vita in quanto vita propriamente umana. Da questa trasmissione della vita deriva la vita stessa della nostra società, la sua esistenza, la sua vitalità, la crescita civile della nostra realtà sociale; senza quel nucleo fondamentale costituito da un uomo e da una donna, che possono diventare papà e mamma, non si ha vita umana, non si ha l'esistenza di una societas, di uno stare insieme concordemente, confidando su valori comuni. Anche al di là dei modi diversi di intendere la famiglia, credo che questo punto sia davvero essenziale, decisivo: la vita umana creata attraverso la famiglia e la vita della società creata, anch'essa, attraverso la famiglia. Sappiamo che la famiglia ha perso alcune delle sue funzioni tradizionali; in verità questa perdita è avvenuta solo in un piccolo contesto: il nostro occidente, e l'occidente è poca cosa rispetto all'insieme del mondo. La famiglia di un tempo era una realtà assai più complessa e svolgeva parecchie funzioni come quella economica o quella della trasmissione delle conoscenze. Tutto questo non è scomparso del tutto ma oggi è molto attenuato nel nostro contesto occidentale. Sarà bene ricoprdare, ad esempio, che non è del tutto scomparsa la funzione economica della famiglia.
Al di là di queste funzioni, la missione della famiglia emerge chiaramente: è quella di essere al servizio della vita in quanto vita umana. Il cucciolo d'uomo ha sempre bisogno di essere introdotto nella esperienze umane attraverso persone che lo accolgano, che si vogliamo bene, che lo aiutino a riconoscere le cose più importanti, a saper distinguire queste da quelle meno importanti. Questa missione umanizzatrice è diventata oggi più evidente, decisiva, impellente e necessaria. Non ricononscere questa specifica funzione significa essere ciechi rispetto alla realtà. Da questa missione svolta oggi dalla famiglia dipende l'educazione di tanti, la felicità dei nostri ragazzi e dei nostri giovani, dipende la pace della nostra società. Abbiamo sentito le affermazioni molto vigorose di Giovanni Paolo II. Mi permetto qui di richiamare quanto affermato da Benedetto XVI nel messaggio per la giornata mondiale della pace: "La famiglia è un bene indispensabile per la Chiesa e per la società, è un fattore fondamentale per costruire e realizzare la pace". Una società che non favorisce la famiglia è un qualche cosa di non concepibile, una società che aiuta poco la famiglia (senza misure anche fiscali) è un assurdo. Contro questa assurdità occorre reagire e il vostro impegno per un fisco a misura di famiglia va, credo, in questa direzione.
Grazie e buon lavoro per il bene della famiglia, per il bene dei figli, per il bene della nostra società.
giovedì 28 febbraio 2008
Per un fisco a misura di famiglia
Si inizierà con il saluto del vescovo Gianni Ambrosio. Parteciperanno il professor Pietro Boffi, responsabile del Centro documentazione Cisf (Centro internazionale studi famiglia) e il professor Ermes Rigon, presidente del Forum delle famiglie dell’Emilia Romagna. È previsto l’intervento dei rappresentanti del Comune e della Provincia di Piacenza. La raccolta delle firme “Per un fisco a misura di famiglia” avverrà in banchetti che i rappresentanti del Forum allestiranno fino al prossimo aprile. Le firme si raccoglieranno sul sagrato della cattedrale, della basilica di Sant’Antonino e sul Pubblico Passeggio (lato liceo scientifico) nei sabati del 2, dell’8, del 15, del 29 e del 5 aprile. Tutti i sabati, in sostanza, tranne il giorno prima di Pasqua. I volontari del Forum saranno presenti dalle 9 e 30 del mattino fino verso le 7 di sera.
F.Fr.
Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi, giovedì 28 febbraio 2008
Figli troppo cari, firme per un fisco più equo
A Piacenza il Forum si è costituito ufficialmente lo scorso 8 febbraio su iniziativa del Sidef (il sindacato delle famiglie). Attualmente ne fanno parte Acli, associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Cif, Il Circolino, Coldiretti, Associazione famiglie numerose, Famiglie nuove, Mcl/Ordine francescano secolare, Rinnovamento dello Spirito/Sidef.
F.Fr.
Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi giovedì 28 febbraio 2008