I Canonici del Capitolo della Basilica di Sant’Antonino martire, sono lieti di annunciare che all’unanimità hanno deciso di assegnare il premio “Antonino d’oro 2010” allo scultore piacentino Paolo Perotti.
Paolo Perotti è nato a Piacenza nel 1928. Dopo aver frequentato l'Istituto Gazzola di Piacenza (1940-1946) e l'Istituto d'Arte Toschi di Parma (1943-1946), dove ha conseguito il diploma di decorazione, è stato allievo di Marino Marini (1947-1952) all'Accademia di Brera, a Milano. Ha partecipato per invito a importanti rassegne, come la Biennale d'Arte Sacra di Bologna, la Quadriennale di Roma, la Biennale Internazionale di Scultura Contemporanea di Anversa. Tra le affermazioni più significative il «Primo Premio di scultura» alla Mostra Nazionale d'Arte Giovanile di Roma nel 1958. Si è presentato con personali a Piacenza e Milano e in collettive anche a Torino, Roma, Parma e Cremona. Innumerevoli i lavori importanti collocati nelle chiese di Piacenza, in Provincia e in altre numerose città italiane e straniere. Ha eseguito molti monumenti di pubblico dominio, fra cui quello di Cristoforo Colombo a Los Angeles. Da vari anni è anche fattivo collaboratore degli organismi diocesani che operano nell’ambito dell’arte sacra.
Il conferimento del premio vuole essere un atto di stima nei confronti di un artista credente che, da oltre sessant’ anni, vive con mitezza, passione, genio e coerenza il suo percorso umano e artistico. Con la scultura ha saputo e continua tuttora con singolare creatività a evocare il mistero della fede, coniugando il linguaggio dell’arte contemporanea, spesso ostico e duro agli occhi dei non iniziati, e le esigenze di rinnovamento di una Chiesa impegnata nella lettura dei segni dei tempi. A ragione è stato scritto di lui che “anche nei soggetti destinati alla collocazione liturgica ha sempre avuto l’atteggiamento più corretto possibile: rappresentare con nobiltà di forme il repertorio dei personaggi delle Sacre Scritture, con l’umiltà dell’illustratore chiamato non a esibire le sue capacità, ma a dispiegare con chiarezza e sentimento le storie evangeliche e bibliche, semplificando al massimo le forme ed evitando virtuosismi nel trattamento dei materiali e nei dettagli scenici, per renderle immediatamente comprensibili alla gente, al popolo orante” (Stefano Pronti). E questa è una dote preziosa non sempre presente in vari esempi di arte sacra contemporanea, spesso imprigionata in un sorta di autismo estetico. A nostro parere, Paolo Perotti ha saputo corrispondere appieno a quanto auspicato dal Papa Paolo VI in occasione dell’incontro che ebbe con gli artisti nel 1964: "Noi abbiamo bisogno di voi - egli disse -. Il Nostro ministero ha bisogno della vostra collaborazione. Perché, come sapete, il Nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi commovente, il mondo dello spirito, dell’invisibile, dell’ineffabile, di Dio. E in questa operazione… voi siete maestri. E’ il vostro mestiere, la vostra missione; e la vostra arte è quella di carpire dal cielo dello spirito i suoi tesori e rivestirli di parola, di colori, di forme, di accessibilità" Inoltre, le sue sculture sono una viva conferma di quanto, recentemente, Papa Benedetto XVI ha dichiarato nell’incontro avuto, sempre con gli artisti, nella Cappella Sistina: “La fede non toglie nulla al vostro genio, alla vostra arte, anzi li esalta e li nutre, li incoraggia a varcare la soglia e a contemplare con occhi affascinati e commossi la méta ultima e definitiva, il sole senza tramonto che illumina e fa bello il presente”. Pur conoscendo la ritrosia dello scultore Paolo Perotti a mettersi “in vetrina”, perché in mostra preferisce mettere le sue opere e non se stesso, il Capitolo dei Canonici ha valutato opportuno chiedergli di accettare tale onorificenza, come doveroso tributo alla sua persona e alla sua opera artistica.
Il premio “Antonino d’oro”, giunto alla 24^ edizione, viene annualmente sponsorizzato e patrocinato dalla Famiglia Piasinteina. Verrà consegnato personalmente dal vescovo Gianni Ambrosio domenica 4 luglio p.v. nella Basilica Sant’Antonino a conclusione della solenne celebrazione eucaristica delle ore 11.00.
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giovedì 3 giugno 2010
sabato 20 giugno 2009
Per Sant'Antonino il gemellaggio tra Piacenza e Noto
Sacricorridoi è in ferie (ad Andalo). Tornerà lunedì 22 luglio con importanti spunti di riflessione, oltre alla preparazione della festa del santo patrono che, sabato 4 luglio, suggellerà il gemellaggio tra la diocesi di Piacenza-Bobbio e quella di Noto.
sabato 5 luglio 2008
S.Antonino 2008, Ambrosio: rilanciamo il culto del patrono
Piacenza - L’attualità della figura di Sant’Antonino e l’auspicio di una nuova “primavera” del culto antoniniano. Sono i pilastri dell’omelia pronunciata ieri mattina dal vescovo Gianni Ambrosio, nella sua prima cerimonia del santo patrono di Piacenza e della diocesi. Una cerimonia semplice, secondo un collaudato canovaccio, creato da monsignor Gabriele Zancani (ieri presente in basilica, vedasi l’articolo a fianco) e portato avanti da don Giuseppe Basini. Monsignor Ambrosio all’altare è proprio tra don Basini e il vicario generale monsignor Lino Ferrari. Ha scelto come motto una frase attribuita a Sant’Antonino e si chiede «come riuscire oggi a comprendere il gesto di un giovane pronto a far valere il primato del Dio vivo fino a pagare il prezzo della vita per essere fedele a questa verità e per essere fedele alla propria libertà?»«Se il gesto che sta all’origine della nostra comunità piacentina diventasse incomprensibile, allora inaccessibile diventerebbe il nostro passato, inconsistente il nostro presente, insignificante il nostro futuro. E’ forse questa la grave ”malattia dell’anima” che ci affligge fino a renderci ripiegati su noi stessi, senza tensione creativa, senza slancio per il domani, persino indifferenti a fini e obiettivi di futuro, come è stata recentemente descritta la nostra società italiana?» si domanda citando il Censis, Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2007. «Sono convinto che la realtà non sia così cupa e triste - osserva Ambrosio -. Mi pare di poter affermare questo ascoltando e osservando la nostra realtà piacentina. E soprattutto cercando di interpretare ciò che osservo e ciò che ascolto alla luce di quell’orizzonte grande e ultimo che ci è dischiuso dallo sguardo verso l’alto, dallo sguardo rivolto a Dio. Guardare la realtà con lo sguardo di Dio, cambia le cose». «Proprio partendo da questo orizzonte - continua il presule - ritengo che, nonostante parecchi segni in apparenza contrari, non ci lasci indifferenti il giovane martire Antonino, perché non ci lascia indifferenti Colui che è “il martire”, Colui che ha conficcato la sua croce su questa terra per estendere a tutti la potenza della sua vittoria pasquale. Sant’Antonino ha camminato sulla stessa strada dell’amore percorsa da Colui che ha dato la vita per noi». «Sant’Antonino aiuti la nostra comunità - auspica Ambrosio - a sentirsi figlia di questa lunga tradizione di attenzione, di solidarietà, di carità, e nello stesso tempo stimoli tutti noi ad essere a nostra volta continuatori di questo patrimonio di umanità, di rispetto e di dialogo che la storia ha consegnato nella nostre mani e nel nostro cuore».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 5 luglio 2008
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 5 luglio 2008
Argomenti
Antonino d'oro,
Gianni Ambrosio
S.Antonino 2008, Dina Bergamini: l'entusiamo di essere insegnanti
Piacenza - Prima bacia l’anello del vescovo Ambrosio in segno di deferenza e ossequio, poi si lascia andare e gli dà due baci sulle guance, come ad un vecchio amico. La professoressa Dina Bergamini, Antonino d’oro 2008, è un fiume in piena e strappa applausi a scena aperta. Il primo quando dice che i due titoli per i quali vorrebbe essere ricordata non sono tanto quelli di “donna, madre ed educatrice” bensì quelli «di maestra e di montanara». Il secondo quando ricorda di essere la prima premiata dal vescovo Gianni Ambrosio. Inizia con la commozione. Monsignor Gabriele Zancani, dalla carrozzella passa la medaglia d’oro al vescovo; il vescovo la consegna alla professoressa. Al suo fianco c’è don Franco Capelli, morfassino e parroco dell’Antonino d’oro (alla Besurica). I flash dei fotografi impazzano ed illuminano la direttrice scolastica in pensione. Dina Bergamini prende la parola con un groppo alla gola. Passa subito. Cita padre Ravasi quando definisce l’uomo “un mosaico in cui rientrano tanti tasselli” e ricorda i suoi, di tasselli: Grondone, «il mio piccolo paese dove ho imparato a condividere, ad apprezzare il poco», la sua scuola, i suoi ragazzi, i tanti alunni, da quelli di Grondone (anche il vescovo Antonio Lanfranchi fu un suo allievo in prima elementare) a quelli della colonia pontificia di Chiavari, fino a quelli della Valnure e della Valtrebbia. «Li ho amati molto tutti quanti - dice - e sono rimasta per tutti una maestra». Spiega che cosa vuol dire fare l’insegnante: «Significa l’entusiasmo della vita, la gioia di entrare ogni mattina in un’aula, di specchiarsi negli occhi dei propri alunni per misurare la nostra responsabilità di coerenza verso di loro». La professoressa Bergamini, laureata in pedagogia a Parma, ha insegnato per oltre 40 anni in Valnure, prima come maestra con una pluriclasse di 28 bambini (a Grondone), poi come direttrice didattica, sempre a Ferriere, fino alla pensione nel 1994. Ricorda la parrocchia della Besurica; ringrazia il figlio Gianni, Rita e la zia ultranovantenne presenti ieri in basilica. Ringrazia le sue maestre: «Siete voi che mi avete sostenuta ed insieme a me avete compiuto la sfida dell’educazione»; tutti i sacerdoti che, accettando di rimanere in montagna, «di suonare una campana e distribuire l’eucarestia dimostrano che la fede è un valore anche in quelle piccole comunità in cui ci si ci può dimenticare». «Quando mi è stata comunicata la notizia di questo riconoscimento - confessa - ho pensato se potevo essere la degna rappresentante di un mondo più grande delle mie montagne. Ho riflettuto e sono giunta alla conclusione che quasi tutte le maestre nominate in ruolo hanno compiuto il periodo di prova a Ferriere; sono arrivate piangendo e sono partite piangendo, per la nostalgia di lasciare quel posto. Così sono arrivata, indirettamente, anche in molte scuole piacentine. In più il coltivare una propria identità forte di paese, di religione, di cultura, di scuola, significa prima di tutto arricchire un’identità che avrà qualche cosa da scambiare ricevendo e donando continuamente».
Il testo integrale su Libertà di oggi, 5 luglio 2008
Il testo integrale su Libertà di oggi, 5 luglio 2008
Argomenti
Antonino d'oro,
Dina Bergamini
S.Antonino 2008, c'era anche monsignor Zancani
Piacenza - Per ventidue anni è stato il regista delle celebrazioni antoniniane. Ieri ha toccato il 23esimo. Monsignor Gabriele Zancani, canonico prevosto del Capitolo e parroco di Sant’Antonino, anche ieri ha voluto esserci. Ha ottenuto un permesso speciale dai medici che lo seguono nella casa di cura San Giuseppe e, amorevolmente assistito su una carrozzella, era in prima fila ad assistere alla lunga cerimonia. Al momento della premiazione è stato lui a consegnare al vescovo la medaglia dell’Antonino d’oro - realizzata con l’aiuto della Famiglia Piasinteina -; i parrocchiani di Sant’Antonino lo hanno poi calorosamente salutato sia dal pulpito, sia ai piedi dall’altare al termine della messa.Una presenza che, quella di monsignor Zancani, che ha fortemente voluto lo stesso don Giuseppe Basini, segretario del vescovo nonché reggente della basilica (in gergo si chiama amministratore parrocchiale sede plena). Così come quella dei malati e di alcuni ospiti della Casa della carità - anche questa una delle novità rispetto allo scorso anno - nelle primissime file della navata centrale, davanti alle panche con le autorità.
lunedì 23 giugno 2008
Sant'Antonino 2008, il programma
Nove giorni di iniziative per fare festa in onore del patrono di Piacenza: Sant’Antonino. Il calendario è stato messo a punto dai volontari della basilica, coordinati dall’amministratore don Giuseppe Basini, e fa da contorno alla celebrazione solenne del 4 luglio durante la quale verrà conferito l’Antonino d’oro 2008 alla professoressa Dina Bergamini nonché alla kermesse della grande fiera.
- Celebrazioni religiose Giovedì 3 luglio alle 18 primi vespri e messa con il vescovo Antonio Lanfranchi. Venerdì 4 luglio lodi alle 6 e 30, messe alle 7, alle 8, alle 9. Alle 10 concerto della Banda Ponchielli da piazzale Genova a piazza Sant’Antonino; alle 10 e 55 benedizione della città con la reliquia del santo. Alle 11 messa solenne con il vescovo Gianni Ambrosio e consegna dell’Antonino d’oro. Alle 18 secondi vespri e messa vespertina con il vicario monsignor Lino Ferrari.
- Musiche popolari Venerdì 27 giugno nei chiostri della basilica di Sant’Antonino, alle ore 21, Sandro Ballerini intratterrà il pubblico con musica e canti popolari piacentini.
- L’organo Giani Sabato 28 giugno alle ore 21 nella basilica concerto di giovani organisti coordinati dal maestro Enrico Viccardi. Si esibiranno Simone Quaroni di Pavia e Luca Pollastri di Fidenza sul prestigioso organo Giani. Musiche di Bach e Mendelsshon.
- Concerto di flauti Domenica 29 giugno Ensamble di flauti dolci alle ore 21 e 15.
- Brass band Lunedì 30 giugno alle 21 e 15 in piazza Sant’Antonino è in programma la serata “Piacenza Brass Band”, “Sogno di un viaggio musicale tra le sfumature e i colori degli strumenti in ottone”.
- Il vescovo e i giovani Martedì 1° luglio alle ore 20 e 30, nella basilica, il vescovo Gianni Ambrosio incontrerà i giovani. Alle 21 e 15 in piazza Sant’Antonino il gruppo Gospel delle New Sisters si esibirà con il “Concerto per la vita” a favore di Africa Mission.
- Guida e visite Mercoledì 2 luglio alle ore 20 e 30 nella chiesa di Sant’Antonino verrà presentata la guida artistica della basilica. Inoltre venerdì 4 luglio sono previste visite guidate alla basilica e al museo capitolare alle ore 16, 17 e 20 e 30.
- Coro Farnesiano Mercoledì 2 luglio, alle 21 e 15, sarà il Coro Polifonico Farnesiano, diretto dal maestro Mario Pigazzini, l’interprete di Polifonie nel Chiostro.
- Chiesa e Islam Giovedì 3 luglio alle ore 21 in basilica si terrà un incontro sul tema “Cristianesimo e Islam: un dialogo possibile?” Interviene padre Francesco Rapacioli, missionario Pime in Bangladesh. Conduce Enrico Garlaschelli. Interverrà anche l’Antonino d’Oro Dina Bergamini.
- Foto nei chiostri Ritorna anche quest’anno la mostra fotografica a cura di Carlo Mistraletti. La mostra “Antonino d’oro e dintorni. L’esposizione, nei chiostri della Basilica, sarà visitabile da venerdì 4 a venerdì 18 luglio (orari: 8.30-11.30 e 16 e 30-18 e 30).
- Gli arazzi Sabato 5 luglio alle ore 21 nella Basilica di S. Antonino è in programma “Ierofanie: da Piacenza a Roma” dell’artista rumeno Camilian Demetrescu: illustrazione dei grandi arazzi del ciclo esposto ora in Vaticano nello studio di Papa Benedetto XVI.
domenica 15 giugno 2008
Dina Bergamini: dedico il mio Antonino alla gente di montagna
Piacenza - Ha il sapore della gente di montagna l’Antonino d’oro 2008, «della dignità di una povertà felice». Così la professoressa in pensione, Dina Bergamini - madre, insegnante e catechista - “colora” il riconoscimento che ieri, in via ufficiale (durante il Consiglio pastorale diocesano alla Bellotta), il capitolo della basilica di Sant’Antonino le ha tributato. «Più che un omaggio a me - ci tiene a sottolineare - è un riconoscimento al mio ruolo di maestra e direttrice didattica prima, di catechista poi, alla gente della mia montagna. Nessun merito mio, solo quello della mia gente». L’Antonino d’oro del 2008 è un fiume in piena già al telefono e ricorda alla perfezione la passione con con cui il suo predecessore, il missionario don Luigi Mosconi, parlò dal pulpito lo scorso 4 luglio. Ringrazia gli amici - «quel poco che sono, lo devo a ciascuno di loro» -, ma, soprattutto, s’inchina alla montagna: «La montagna e il mio paese Grondone mi hanno insegnato la dignità della povertà felice. Io sono stata felice nella povertà della mia infanzia; eravamo tutti uguali. Quello che aveva uno avevamo tutti, non c’era il problema del grembiulino griffato o del telefonino. Se una madre faceva la ciambella per il figlio, faceva la ciambella per tutti». Valori che la professoressa non ha dimenticato e che ha cercato di incrementare: «Ho provato a incidere sulla cultura del mio paese per non subirla. Mi sono laureata che già facevo la direttrice didattica per fa capire ai ragazzi che non si smette mai di imparare». La scelta della professoressa Bergamini come Antonino d’oro 2008, si deve leggere, come ha spiegato il capitolo della basilica nella motivazione del premio, come «un atto di profonda stima e gratitudine a una donna che ha saputo esprimere un felice intreccio educativo nell’ambito familiare, scolastico (pubblico e privato) e parrocchiale». La sfida educativa, dunque, la strada indicata alla Chiesa da papa Benedetto XVI per i prossimi anni e fatta propria dalla Cei e dal vescovo Gianni Ambrosio nel programma pastorale del prossimo anno. Una sfida che, secondo la professoressa, si può vincere. Come? «I ragazzi di oggi, come quelli di allora, hanno bisogno di essere valorizzati nelle potenzialità che hanno. Prima di tutto ascoltiamoli con umiltà senza giudicarli, facciamoli sentire protagonisti e responsabili nel percorso di vita. Attraverso l’assunzione di responsabilità imparano l’educazione all’impegno e alla fatica. Sentendosi parte di un progetto che, per una come cristiana come me, è riconducibile alla provvidenza divina».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 15 giugno 2008
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 15 giugno 2008
Argomenti
Antonino d'oro,
Dina Bergamini
sabato 14 giugno 2008
L'Antonino d'oro a Dina Bergamini
COMUNICATO STAMPA DIOCESI DI PIACENZA-BOBBIO
Lo ha annunciato don Giuseppe Basini al Consiglio Pastorale Diocesano
L’Antonino d’oro 2008
alla prof. Dina Bergamini
Questa mattina don Giuseppe Basini, in rappresentanza dei Canonici della basilica di Sant’Antonino, ha comunicato ufficialmente al Consiglio pastorale diocesano, riunito alla Bellotta di Pontenure, la scelta dell’Antonino d’oro 2008. Perché questa sede per tale annuncio? Occorre tener presente – sintetizziamo – che il Consiglio pastorale rappresenta l’intera diocesi; che ha al proprio interno una larga componente di laici (e l’onorificenza quest’anno viene assegnata ad una laica) ed infine lo scorso anno il vescovo mons. Monari ha introdotto la consuetudine dell’annuncio ufficiale direttamente alla diocesoi. Nel 2007, trattandosi di un sacerdote (don Luigi Mosconi), l’annuncio è stato dato, nella festa del Sacro Cuore, ai sacerdoti; quest’anno ad un organismo rappresentativo con i laici.
Don Basini, nel corso del suo intervento, ha pure osservato che “l’Antonino d’Oro, onorificienza legata alla figura del nostro patrono diocesano... dal 1986 viene assegnata a un piacentino ecclesiastico o laico che si è distinto nel campo sociale o della cultura o dell’imprenditoria, dell’arte... . Nel corso di questi 22 anni, solo una volta è stata premiata una donna, esattamente 10 anni fa (1998) Adelia Firetti, fondatrice dell’ Istituto Secolare delle missionarie Scalabriniane.
“Quest’anno, per la prima volta, viene premiata una donna madre di famiglia, insegnante e catechista. Quindi - ha detto don Basini - ci sembrava significativo comunicarlo nel contesto del Consiglio Pastorale Diocesano, l’organismo di partecipazione ecclesiale più rappresentativo a livello diocesano, e alla presenza del vescovo Gianni, visto che l’anno scorso il vescovo Luciano comunicò l’Antonino d’Oro 2007 nella persona di don Luigi Mosconi durante la festa del Sacro Cuore, tradizionalmente dedicata all’incontro dei sacerdoti diocesani”.
Di seguito il testo ufficiale del comunicato dei Canonici di Sant’Antonino:
***
I canonici del capitolo della Basilica di Sant’Antonino martire in Piacenza, sotto la presidenza del prevosto monsignor Gabriele Zancani, hanno unanimamente deciso di assegnare il premio Antonino d’oro 2008 alla prof.ssa DINA BERGAMINI, nata a Grondone di Ferriere (PC) il 12 gennaio 1932. Cresciuta in una famiglia profondamente cristiana, ottiene il diploma di maturità magistrale nel luglio 1950 presso il Collegio delle Suore Gianelline di Bobbio (PC). Nel 1953, pur potendo scegliere altri sedi scolastiche in città o in collina, inizia la sua esperienza di insegnante a Grondone con una pluriclasse di 28 bambini. Vi rimane per 21 anni, profondamente legata alla sua terra e alla sua gente. Nel 1974, presso la Facoltà di Magistero di Parma, consegue la laurea in pedagogia. Sempre in quell’anno, vince il concorso direttivo e sceglie la Direzione didattica di Ferriere, dove rimane per 20 anni. Nel settembre 1994 è l’hanno del collocamento a riposo. Inizia un periodo decennale di volontariato presso la Scuola Elementare di Padre Gherardo “Casa del Fanciullo”, per otto anni di coordinatrice pedagogica della FISM, e di catechista nella parrocchia cittadina di San Vittore (Besurica).
Significativa è anche la sua produzione di testi didattici per la scuola dell’infanzia e di ricerca sulla tradizione culturale e religiosa della val Nure. La singolarità della sua testimonianza non va ricercata primariamente nei traguardi da lei raggiunti, seppur molto significativi, ma nella sintesi armonica di tre dimensioni educative - quella di madre, d’insegnante e di catechista - che in lei si è compiuta. L’onorificienza conferita, vuole essere quindi un atto di profonda stima e gratitudine a una donna che ha saputo esprimere un felice intreccio educativo nell’ambito familiare, scolastico (pubblico e privato) e parrocchiale. Un riconoscimento ispirato anche a quello che Giovanni Paolo II ha mirabilmente definito il “genio femminile”: Quanto ancora deve essere detto e scritto circa il debito enorme dell’uomo verso la donna in ogni settore del progresso sociale e culturale! Nell’intento di contribuire a colmare questa lacuna, vorrei farmi voce della Chiesa e rendere omaggio al molteplice, immenso, anche se spesso silenzioso, contributo delle donne in ogni ambito dell’umana esistenza” (1995)
Siamo convinti che la testimonianza della prof.ssa Dina Bergamini può aiutare tutti a ritrovare con urgenza la forza, il desiderio e la competenza del compito di educare. Più volte il Santo Padre Benedetto XVI è tornato sul tema dell’ “emergenza educativa”; anche la nostra comunità diocesana sarà impegnata nell’anno pastorale 2008-2009 sul tema: “La comunità cristiana difronte alle sfide educative”. Come ha affermato il nostro vescovo Gianni in un suo recente intervento: “Anche se le condizioni sociali sono sfavorevoli per l’opera educativa, a livello culturale ci si rende conto, sia pur con fatica, che è del tutto illusoria l’idea di uno sviluppo della persona e della società, per semplice evoluzione. Cresce la presa di coscienza dell’insufficienza dello spontaneismo, della flessibilità adattiva, della semplice autorealizzazione.
È certamente vero che la paideia è difficile da attuare in una società complessa e differenziata, ma è altrettanto vero che senza un rinnovato e forte impegno educativo diventerà difficile per tutti, in particolare per i giovani, trovare un senso e un significato alla vita. Non dimenticando che, senza educazione, non é possibile un progetto di vita e non è possibile neppure una società libera e democratica”.
Pur conoscendo la ritrosia che contraddistingue le persone vissute in montagna a ricevere riconoscimenti pubblici e a lasciarsi raggiungere dalla luce dei riflettori, in questo caso il capitolo dei canonici ha valutato opportuno insistere perchè una figlia della nostra chiesa e della nostra terra piacentina, che senza clamori e nella quotidianetà ha speso le sue energie migliori nell’ambito dell’educazione e continua a farlo senza risparmiarsi, accettasse di essere premiata con l’assegnazione dell’Antonino d’oro 2008 figurando così, d’ora in poi, nell’elenco dei concittadini degni di tale onorificienza.
Il premio Antonino d’oro, giunto alla 22^ edizione, viene annualmente sponsorizzato e patrocinato dalla Famiglia Piasinteina. Verrà consegnato personalmente dal vescovo Gianni Ambrosio alla prof.ssa DINA BERGAMINI, venerdì 4 luglio p.v. nella Basilica Sant’Antonino in Piacenza a conclusione della solenne celebrazione eucaristica delle ore 11.00.
Per il Capitolo dei Canonici di Sant’Antonino
Il canonico segretario
don Giuseppe Basini
Piacenza, 14 giungo 2008
Lo ha annunciato don Giuseppe Basini al Consiglio Pastorale Diocesano
L’Antonino d’oro 2008
alla prof. Dina Bergamini
Questa mattina don Giuseppe Basini, in rappresentanza dei Canonici della basilica di Sant’Antonino, ha comunicato ufficialmente al Consiglio pastorale diocesano, riunito alla Bellotta di Pontenure, la scelta dell’Antonino d’oro 2008. Perché questa sede per tale annuncio? Occorre tener presente – sintetizziamo – che il Consiglio pastorale rappresenta l’intera diocesi; che ha al proprio interno una larga componente di laici (e l’onorificenza quest’anno viene assegnata ad una laica) ed infine lo scorso anno il vescovo mons. Monari ha introdotto la consuetudine dell’annuncio ufficiale direttamente alla diocesoi. Nel 2007, trattandosi di un sacerdote (don Luigi Mosconi), l’annuncio è stato dato, nella festa del Sacro Cuore, ai sacerdoti; quest’anno ad un organismo rappresentativo con i laici.
Don Basini, nel corso del suo intervento, ha pure osservato che “l’Antonino d’Oro, onorificienza legata alla figura del nostro patrono diocesano... dal 1986 viene assegnata a un piacentino ecclesiastico o laico che si è distinto nel campo sociale o della cultura o dell’imprenditoria, dell’arte... . Nel corso di questi 22 anni, solo una volta è stata premiata una donna, esattamente 10 anni fa (1998) Adelia Firetti, fondatrice dell’ Istituto Secolare delle missionarie Scalabriniane.
“Quest’anno, per la prima volta, viene premiata una donna madre di famiglia, insegnante e catechista. Quindi - ha detto don Basini - ci sembrava significativo comunicarlo nel contesto del Consiglio Pastorale Diocesano, l’organismo di partecipazione ecclesiale più rappresentativo a livello diocesano, e alla presenza del vescovo Gianni, visto che l’anno scorso il vescovo Luciano comunicò l’Antonino d’Oro 2007 nella persona di don Luigi Mosconi durante la festa del Sacro Cuore, tradizionalmente dedicata all’incontro dei sacerdoti diocesani”.
Di seguito il testo ufficiale del comunicato dei Canonici di Sant’Antonino:
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I canonici del capitolo della Basilica di Sant’Antonino martire in Piacenza, sotto la presidenza del prevosto monsignor Gabriele Zancani, hanno unanimamente deciso di assegnare il premio Antonino d’oro 2008 alla prof.ssa DINA BERGAMINI, nata a Grondone di Ferriere (PC) il 12 gennaio 1932. Cresciuta in una famiglia profondamente cristiana, ottiene il diploma di maturità magistrale nel luglio 1950 presso il Collegio delle Suore Gianelline di Bobbio (PC). Nel 1953, pur potendo scegliere altri sedi scolastiche in città o in collina, inizia la sua esperienza di insegnante a Grondone con una pluriclasse di 28 bambini. Vi rimane per 21 anni, profondamente legata alla sua terra e alla sua gente. Nel 1974, presso la Facoltà di Magistero di Parma, consegue la laurea in pedagogia. Sempre in quell’anno, vince il concorso direttivo e sceglie la Direzione didattica di Ferriere, dove rimane per 20 anni. Nel settembre 1994 è l’hanno del collocamento a riposo. Inizia un periodo decennale di volontariato presso la Scuola Elementare di Padre Gherardo “Casa del Fanciullo”, per otto anni di coordinatrice pedagogica della FISM, e di catechista nella parrocchia cittadina di San Vittore (Besurica).
Significativa è anche la sua produzione di testi didattici per la scuola dell’infanzia e di ricerca sulla tradizione culturale e religiosa della val Nure. La singolarità della sua testimonianza non va ricercata primariamente nei traguardi da lei raggiunti, seppur molto significativi, ma nella sintesi armonica di tre dimensioni educative - quella di madre, d’insegnante e di catechista - che in lei si è compiuta. L’onorificienza conferita, vuole essere quindi un atto di profonda stima e gratitudine a una donna che ha saputo esprimere un felice intreccio educativo nell’ambito familiare, scolastico (pubblico e privato) e parrocchiale. Un riconoscimento ispirato anche a quello che Giovanni Paolo II ha mirabilmente definito il “genio femminile”: Quanto ancora deve essere detto e scritto circa il debito enorme dell’uomo verso la donna in ogni settore del progresso sociale e culturale! Nell’intento di contribuire a colmare questa lacuna, vorrei farmi voce della Chiesa e rendere omaggio al molteplice, immenso, anche se spesso silenzioso, contributo delle donne in ogni ambito dell’umana esistenza” (1995)
Siamo convinti che la testimonianza della prof.ssa Dina Bergamini può aiutare tutti a ritrovare con urgenza la forza, il desiderio e la competenza del compito di educare. Più volte il Santo Padre Benedetto XVI è tornato sul tema dell’ “emergenza educativa”; anche la nostra comunità diocesana sarà impegnata nell’anno pastorale 2008-2009 sul tema: “La comunità cristiana difronte alle sfide educative”. Come ha affermato il nostro vescovo Gianni in un suo recente intervento: “Anche se le condizioni sociali sono sfavorevoli per l’opera educativa, a livello culturale ci si rende conto, sia pur con fatica, che è del tutto illusoria l’idea di uno sviluppo della persona e della società, per semplice evoluzione. Cresce la presa di coscienza dell’insufficienza dello spontaneismo, della flessibilità adattiva, della semplice autorealizzazione.
È certamente vero che la paideia è difficile da attuare in una società complessa e differenziata, ma è altrettanto vero che senza un rinnovato e forte impegno educativo diventerà difficile per tutti, in particolare per i giovani, trovare un senso e un significato alla vita. Non dimenticando che, senza educazione, non é possibile un progetto di vita e non è possibile neppure una società libera e democratica”.
Pur conoscendo la ritrosia che contraddistingue le persone vissute in montagna a ricevere riconoscimenti pubblici e a lasciarsi raggiungere dalla luce dei riflettori, in questo caso il capitolo dei canonici ha valutato opportuno insistere perchè una figlia della nostra chiesa e della nostra terra piacentina, che senza clamori e nella quotidianetà ha speso le sue energie migliori nell’ambito dell’educazione e continua a farlo senza risparmiarsi, accettasse di essere premiata con l’assegnazione dell’Antonino d’oro 2008 figurando così, d’ora in poi, nell’elenco dei concittadini degni di tale onorificienza.
Il premio Antonino d’oro, giunto alla 22^ edizione, viene annualmente sponsorizzato e patrocinato dalla Famiglia Piasinteina. Verrà consegnato personalmente dal vescovo Gianni Ambrosio alla prof.ssa DINA BERGAMINI, venerdì 4 luglio p.v. nella Basilica Sant’Antonino in Piacenza a conclusione della solenne celebrazione eucaristica delle ore 11.00.
Per il Capitolo dei Canonici di Sant’Antonino
Il canonico segretario
don Giuseppe Basini
Piacenza, 14 giungo 2008
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