Si interrompe per un anno il premio dell'Angil dal Dom. Gli organizzatori - la Fondazione di Piacenza e Vigevano - non hanno trovato la figura giusta e ci vogliono pensare ancora un po'. Si riprenderà nel 2012, hanno assicurato. Da una parte una scelta che può lasciare perplessi, dall'altra una scelta che conferma come l'Angil sia un riconoscimento rigoroso che non viene assegnato al primo che capita. Una strada da seguire per altre manifestazioni.
L'Angil dal Dom si ferma per un anno. Il prestigioso premio della Fondazione di Piacenza e Vigevano, legato alla cattedrale della diocesi di Piacenza-Bobbio, quest'anno non si terrà. Il motivo? Manca il candidato giusto, quello che risponde appieno ai requisiti del riconoscimento.
«Abbiamo avuto diverse segnalazioni - conferma Giacomo Marazzi, presidente della Fondazione - ma non eravamo convinti. Quest'anno toccava ad un laico ricevere la statuetta, ma, nonostante la dignità dei candidati segnalatici, non c'era quel qualcosa che potesse soddisfare i nostri criteri. Così abbiamo preferito aspettare. Ci prendiamo un anno sabbatico per trovare la persona veramente giusta». Marazzi ci tiene a precisare che si tratta solo di una pausa di riflessione e che la manifestazione non viene messa in discussione, neppure nella sua periodicità, che rimarrà annuale. Le candidature vengono raccolte dalla stessa Fondazione, sentito il mondo dell'associazionismo piacentino. Il premio viene assegnato ogni anno ai piacentini che hanno tenuto alto il nome di Piacenza nel mondo: persone che risiedono all'estero in modo stabile, che con il loro operato hanno contribuito a migliorare la qualità della vita di una comunità, lasciando una loro personale impronta nel sociale, nella cultura, nella scienza. Un'impronta che con Piacenza deve avere una effettiva "corrispondenza d'amorosi sensi". La decisione ultima è del Consiglio della Fondazione, ma se per la figura del religioso - che si alterna con chi non appartiene al mondo ecclesiale - si sente anche il parere della diocesi, per il laico, generalmente, ci si affida alla "civitas". «Ci erano arrivate segnalazioni di persone che sono rientrate dall'estero o che vivono un rapporto di pendolarismo - prosegue Marazzi -, segnalazioni di imprenditori, figure nobilissime ma non del tutto rispondenti ai requisiti. Da qui la decisione di aspettare». Una decisione sofferta, accolta con dispiacere dalle parti della Curia di Piacenza-Bobbio. Monsignor Anselmo Galvani, parroco della cattedrale, ha già espresso il proprio pensiero in un incontro privato con il presidente Marazzi. «A noi dispiace - confessa il sacerdote - eravamo abituati all'Angil dal Dom ogni anno ma, visto che il premio è della Fondazione, la Fondazione se lo gestisce come crede». La cerimonia di consegna della statuetta si teneva ogni anno nella domenica in cui si festeggiava Santa Giustina, patrona della cattedrale e co-patrona della città e della diocesi. «Noi comunque Santa Giustina la onoreremo lo stesso con una serie di iniziative domenica 25 settembre» annuncia monsignor Galvani. L'Angil, visti i tempi, si dovrà accontentare dell'impianto di illuminazione nuovo e del tricolore che ancora sventola lassù per il 150° dell'unità nazionale.
Federico Frighi
17/09/2011 Libertà
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martedì 20 settembre 2011
lunedì 21 settembre 2009
Angil dal Dom/ Corbellini: mettiamoci sotto l'ombrello di suor Chiarina

Come preti e vescovi non possiamo sottrarci al dovere di insegnare con chiarezza quello che ci ha insegnato Gesù nel Vangelo, come d’altra parte nessun padre, nessuna madre cristiani possono sottrarsi al dovere di formare la coscienza dei loro figli secondo il Vangelo. Come diceva Paolo VI, il nostro mondo non cerca maestri ma testimoni e se accoglie i maestri li accoglie perché sono testimoni. Noi benediciamo il Signore per la testimonianza di amore e di fedeltà al Vangelo resa da tante persone, come suor Chiarina.
Ma nello stesso tempo noi non possiamo non sentirci in qualche modo rappresentati dalla generosità con cui questa donna ha servito il Signore nei fratelli. Molte volte abbiamo bisogno di metterci sotto l’ombrello di chi è migliore di noi, appoggiandoci allo loro testimonianza e preghiera. Benediciamo il Signore della ricchezza di amore che tante anime talvolta estremamente semplici che parlano poco ma agiscono sempre hanno saputo rendere al Vangelo e al Signore anche a nome nostro che siamo forse meno generosi e meno impegnati.
Argomenti
Angil,
monsignor Giorgio Corbellini
venerdì 31 luglio 2009
Domani i funerali di suor Chiarina
E' morta all'età di 74 anni suor Chiarina Grazio, missionaria delle suore della Provvidenza per l’Infanzia, congregazione fondata da monsignor Francesco Torta. La Fondazione di Piacenza e Vigevano le aveva assegnato il premio Angil dal Dom 2009 per le sue attività meritorie in Etiopia. Le sarebbe stato consegnato il prossimo 20 settembre sul sagrato della cattedrale in occasione della festa di Santa Giustina. I funerali si tengono domani mattina alle ore 10 e 30 nel duomo di Piacenza.
giovedì 23 luglio 2009
Angil dal Dom a suor Chiarina Grazio, gli auguri del sindaco Reggi
Appresa dalla stampa la notizia dell’assegnazione del premio “Angil dal Dom” 2009 a suor Chiarina Grazio, il sindaco Roberto Reggi ha inviato presso la Congregazione delle Suore della Provvidenza per l’Infanzia il seguente telegramma di felicitazioni:
“Certo di interpretare i sentimenti di affetto e stima di tanti piacentini, sono particolarmente felice per l’assegnazione dell’Angil dal Dom 2009 a suor Chiarina Grazio: questo riconoscimento è il tributo della comunità a un percorso di vita costruito sul dono di sé e l’amore per il prossimo. Il suo prezioso impegno missionario in Etiopia, dove per tanti anni è stata accanto ai bambini, affrontando con coraggio anche i momenti più difficili, è una testimonianza autentica di dedizione e altruismo, nonché un esempio su cui riflettere per ciascuno di noi”.
“Certo di interpretare i sentimenti di affetto e stima di tanti piacentini, sono particolarmente felice per l’assegnazione dell’Angil dal Dom 2009 a suor Chiarina Grazio: questo riconoscimento è il tributo della comunità a un percorso di vita costruito sul dono di sé e l’amore per il prossimo. Il suo prezioso impegno missionario in Etiopia, dove per tanti anni è stata accanto ai bambini, affrontando con coraggio anche i momenti più difficili, è una testimonianza autentica di dedizione e altruismo, nonché un esempio su cui riflettere per ciascuno di noi”.
lunedì 15 settembre 2008
ANGIL DAL DOM 2/Lucio Rossi, il fisico al servizio di Dio
Piacenza - (fri) L’Angil dal Dom, molto probabilmente, mai ha visto così da vicino scorrere sotto le sue ali dorate la storia contemporanea. Dalla ricerca del “bosone” di Dio (gli istanti iniziali dell’universo) in corso con l’esperimento del Cern a Ginevra, all’appello del Papa perché nella società civile scendano in campo i cattolici impegnati, rivolto domenica scorsa durante la visita apostolica a Cagliari. Il riconoscimento consegnato ieri mattina al fisico piacentino Lucio Rossi assomma in sè entrambi gli avvenimenti di una storia che l’Angil vive in diretta mediatica. Nella cattedrale il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Giacomo Marazzi, consegna l’oscar alato a colui che dal 2001 è il responsabile del gruppo magneti e super conduttori del super acceleratore di particelle del Cern di Ginevra, lo stesso che, «sta tentando - osserva Marazzi - il grande esperimento sull’origine della materia». Lo fa dopo la messa celebrata da monsignor Eliseo Segalini, presidente del capitolo della cattedrale. L’alto prelato (ieri sostituiva il vescovo impegnato in un’altra celebrazione) ha fatto direttamente parte del corpo docenti del liceo scientifico Respighi, la scuola che ha formato il futuro fisico Lucio Rossi. «Oggi presentiamo alla città e un poco anche al Signore - dice in un passaggio dell’appassionata omelia - uno di quei laici cristiani impegnati, come ha chiesto il Papa domenica scorsa, capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile». L’identikit di Lucio Rossi, nato a Podenzano 56 anni fa, fisico di fama internazionale. Lui ringrazia in cinque minuti di un’altrettanto appassionata omelia, stavolta laica. Parla senza falsa modestia: «Penso di essere andato lontano; ma se si va lontano è grazie alle radici, esattamente come un albero che cresce solo se può mettere delle radici profonde». Si rivolge ai giovani: «Questo è un messaggio che va sempre la pena seguire: ho avuto la fortuna di trovare delle persone degne di essere seguite e le ho seguite. Ho avuto la percezione, fin da piccolo, che non si cresce se non si guardano i maestri. I miei genitori, la mia famiglia tutta, l’esperienza decisiva del liceo scientifico». «Ho avuto la fortuna di incontrare una squadra di professori che lavorava anche per educare, non solo per insegnare» osserva Rossi. Poi Comunione e Liberazione: «un’amicizia che è durata tutta la vita». Il suo segreto: «Rispetto a tanti miei colleghi più bravi e più intelligenti ho sempre avuto questa valenza in più: la motivazione per cui val la pena fare le cose. Questa cattedrale ne è un segno. Coloro che l’hanno costruita erano tutti dei piccoli uomini, però insieme, in una compagnia guidata al destino, hanno fatto qualche cosa di eccezionale. Io nel mio piccolo, con il nostro acceleratore, ho messo un piccolo tassello, anche se importante, nella coscienza che l’avventura della conoscenza trova le radici nell’amore per l’uomo e per il singolo, condiviso e abbracciato.
Il testo integrale su Libertà di oggi, 15 settembre 2008
Il testo integrale su Libertà di oggi, 15 settembre 2008
ANGIL DAL DOM/ Il fisico Rossi: non si cresce se non si seguono i maestri
Piacenza - Il fisico piacentino Lucio Rossi, ieri mattina in Duomo, ha ricevuto l'Angil dal Dom. Ecco il testo del suo ringraziamento raccolto tra le navate della cattedrale.
Ringrazio la Fondazione di Piacenza e Vigevano nella persona del suo presidente, Giacomo Marazzi, per questa scelta. Sono io ad essere onorato. Io da Piacenza sono andato via ma ho sempre conservato legami profondi con questa comunità, quella di Podenzano, i miei amici e la mia famiglia. In un certo senso non sono mai andato via. Non c'è niente di più bello che ricevere un premio nella propria città, dove uno ha avuto le sue radici. Lo dico apertamente, senza falsa modestia. Penso di essere andato lontano, ma se si va lontano si hanno comunque delle radici, esattamente come un albero che cresce solo se può mettere delle radici profonde. Questo è un messaggio per i giovani che val sempre la pena seguire. Io posso dirlo: ho avuto la fortuna di trovare delle persone degne di essere seguite e le ho seguite. Ho avuto la percezione, fin da piccolo, che non si cresce se non si guardano i maestri. I miei genitori, la mia famiglia tutta, compresa mia sorella e i parenti, la grande famiglia dei Rossi che è estesa anche in altri Comuni, l’esperienza decisiva del liceo scientifico. Ho ha avuto la consapevolezza di aver avuto un team di professori eccezionale, sia nella tecnica sia nel coinvolgimento umano. Ho imparato a studiare ma ho anche appreso i motivi per cui valeva la pena studiare. Ho reincontrato tanti di essi, chi mi ha suscitato l’interesse per la fisica, come la professoressa Mimma Liber, o l’amore appassionato dei grandi classici della letteratura, come il professor Romano Gromi. Non posso non citare anche il professor Ghezzi, da cui ho appreso l’amore per la filosofia e per il sapere. Anche professori che non ho avuto direttamente in classe ma che erano lì allo scientifico, come l’inossidabile professoressa Teresa Sichel, che fa anche oggi compie un'opera benemerita. Ho avuto la fortuna di incontrare una squadra di professori che lavorava anche per educare, non solo per insegnare. Ho avuto la fortuna di trovare in Comunione e Liberazione un’amicizia che è durata tutta la vita. Io non auguro a tutti di trovare le stesse amicizie, bensì lo stesso tipo di amicizie. In questa amicizia condivisa io ho avuto un humus eccezionale. Rispetto a tanti miei colleghi priù bravi e più intelligenti ho sempre avuto questa valenza in più: la motivazione per cui val la pena fare le cose. Questa cattedrale di Piacenza ne è un segno. Coloro che l’hanno costruita erano tutti dei piccoli uomini, però insieme, in una compagnia guidata dal destino, hanno fatto qualche cosa di eccezionale. Io nel mio piccolo, con il nostro acceleratore, ho messo un piccolo tassello, anche se importante, nella coscienza che l’avventura della conoscenza trova le radici nell’amore per l’uomo e per il singolo condiviso e abbracciato.
Grazie a tutti.
Ringrazio la Fondazione di Piacenza e Vigevano nella persona del suo presidente, Giacomo Marazzi, per questa scelta. Sono io ad essere onorato. Io da Piacenza sono andato via ma ho sempre conservato legami profondi con questa comunità, quella di Podenzano, i miei amici e la mia famiglia. In un certo senso non sono mai andato via. Non c'è niente di più bello che ricevere un premio nella propria città, dove uno ha avuto le sue radici. Lo dico apertamente, senza falsa modestia. Penso di essere andato lontano, ma se si va lontano si hanno comunque delle radici, esattamente come un albero che cresce solo se può mettere delle radici profonde. Questo è un messaggio per i giovani che val sempre la pena seguire. Io posso dirlo: ho avuto la fortuna di trovare delle persone degne di essere seguite e le ho seguite. Ho avuto la percezione, fin da piccolo, che non si cresce se non si guardano i maestri. I miei genitori, la mia famiglia tutta, compresa mia sorella e i parenti, la grande famiglia dei Rossi che è estesa anche in altri Comuni, l’esperienza decisiva del liceo scientifico. Ho ha avuto la consapevolezza di aver avuto un team di professori eccezionale, sia nella tecnica sia nel coinvolgimento umano. Ho imparato a studiare ma ho anche appreso i motivi per cui valeva la pena studiare. Ho reincontrato tanti di essi, chi mi ha suscitato l’interesse per la fisica, come la professoressa Mimma Liber, o l’amore appassionato dei grandi classici della letteratura, come il professor Romano Gromi. Non posso non citare anche il professor Ghezzi, da cui ho appreso l’amore per la filosofia e per il sapere. Anche professori che non ho avuto direttamente in classe ma che erano lì allo scientifico, come l’inossidabile professoressa Teresa Sichel, che fa anche oggi compie un'opera benemerita. Ho avuto la fortuna di incontrare una squadra di professori che lavorava anche per educare, non solo per insegnare. Ho avuto la fortuna di trovare in Comunione e Liberazione un’amicizia che è durata tutta la vita. Io non auguro a tutti di trovare le stesse amicizie, bensì lo stesso tipo di amicizie. In questa amicizia condivisa io ho avuto un humus eccezionale. Rispetto a tanti miei colleghi priù bravi e più intelligenti ho sempre avuto questa valenza in più: la motivazione per cui val la pena fare le cose. Questa cattedrale di Piacenza ne è un segno. Coloro che l’hanno costruita erano tutti dei piccoli uomini, però insieme, in una compagnia guidata dal destino, hanno fatto qualche cosa di eccezionale. Io nel mio piccolo, con il nostro acceleratore, ho messo un piccolo tassello, anche se importante, nella coscienza che l’avventura della conoscenza trova le radici nell’amore per l’uomo e per il singolo condiviso e abbracciato.
Grazie a tutti.
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