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venerdì 29 febbraio 2008

Ambrosio mezz'ala

Ambrosio Amarcord - In questa foto d'epoca è ritratto l'attuale vescovo di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, nella squadra di calcio del seminario. Squadra che ogni giovedì aveva il permesso di giocare. E' capitato più volte che facesse da allenatrice alla più forte Alessandria di Gianni Rivera nella partitella infrasettimanale. Nella foto, Gianni Ambrosio, è il secondo da destra accosciato. Il secondo da sinistra è l'attuale vescovo di Alessandria, monsignor Giuseppe Versaldi. "Eravamo due mezz'ali - ha ricordato qualche settimana fa a Piacenza in occasione dell'ordinazione del vescovo Ambrosio - Gianni era velocissimo".

sabato 16 febbraio 2008

Buon episcopato sulle orme di Cristo

Buona giornata a tutti. Oggi monsignor Gianni Ambrosio viene ordinato vescovo nel duomo di Piacenza (ore 16) e, subito dopo, prende possesso della diocesi. A lui e a tutti i suoi collaboratori gli auguri di un grande episcopato "sulle orme di Cristo".

Sacri corridoi

giovedì 31 gennaio 2008

Oro, incenso e mitria

Sta suscitando scalpore il fatto che l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano regali al vescovo eletto di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, attuale assistente ecclesiastico generale di quell'università, una mitria ornata da gemme preziose. Tanto che qualcuno, dalla curia di Piacenza, questa mattina si è affrettato a smentire (anche se non pubblicamente). Confermo quanto ho scritto e, soprattutto, se a Gesù donarono oro, incenso e mirra - da bambino - non mi sembra che ci sia nulla da scandalizzarsi se al vescovo Ambrosio - da adulto - donano una mitria ornata da pietre preziose confezionata in una sartoria ecclesiastica del Veneto. Ci sono poi presuli che, al loro ingresso in diocesi, ricevono in dono un'auto nuova, altri che vengono scortati come se fossero il Papa. Tutto questo ci sta e non mi sembra per nulla strano a patto che poi i vescovi, come molto spesso avviene, compiano egregiamente e appassionatamente il loro ministero.

giovedì 20 dicembre 2007

Nominato il nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio

C'è il nuovo vescovo

La conferma ufficiale è arrivata dal monsignor Lino Ferrari, amministratore diocesano, alla messa dello sportivo. La Nunziatura apostolica in Italia ha comunicato alla diocesi di Piacenza-Bobbio la nomina del nuovo vescovo, il successore di monsignor Luciano Monari. Su Libertà di domani tutti i particolari ed il giorno dell'annuncio ufficiale.

venerdì 14 dicembre 2007

Sacri Corridoi, il concerto di Natale

VENERDI’, 21 Dicembre
“SACRI CORRIDOI”
sacricorridoi.blogspot.com

presenta


“POP RELIGIOUS SONGS”
Concerto della Solidarietà
A favore della Confraternita della Misericordia di Piacenza

Voce, Giorgia Gazzola
Chitarra, Augusto Martini

ore 21 chiesa dei Santi Cosma e Damiano
Grazzano Visconti (Piacenza)


  • Alleluya (di Cohen, rifatto anche dalla cantante Elisa, reso famoso dal film d’animazione Shrek)
  • Swing Low (spiritual tradizionale)
  • Water is Wide (rifacimento di “E’ giunta l’ora”)
  • I was born to love you (di F. Mercury, eseguita seguendo la rielaborazione per voce e chitarra di Tuck&Patty)
  • Loving you for ever (di C. King)
  • White Christmas (tradizionale natalizio)
  • Silent Night (tradizionale natalizio)
  • I don't know how to love him (celebre brano del personaggio di Maria Maddalena nel musical Jesus Christ Superstar)
  • Happy day (popolare tradizionale)
  • Mater Iubilei (canzone composta per Tosca, su parole della preghiera scritta da Giovanni Paolo II)


Giorgia Gazzola

Ha studiato canto lirico con i soprani Raffaella Arzani e Rossella Redoglia conseguendo il compimento inferiore di canto lirico presso il conservatorio “Nicolini” di Piacenza, dove ha studiato anche pianoforte e ha ottenuto la licenza di Teoria e Solfeggio.
Ha all’attivo concerti come vocalist solista, sia in ambito classico che leggero, in diverse formazioni e collabora con il Coro del Teatro Municipale di Piacenza (si segnalano in particolare le partecipazioni alle opere di musica contemporanea: Messa di Cataldo; Messa di Casella; L’Arlesiana di Cilea per la regia di Sgarbi).
Ha collaborato con il gruppo rock Progressive “Big Muff Progect” incidendo un brano di improvvisazione vocale.
Ha inoltre approfondito le tecniche di improvvisazione vocale con Ratchel Gould nell'ambito del "Master di jazz" di Sondrio; armonia con la compositrice Barbara Rettagliati; pianoforte jazz con il maestro Piero Bassini e musica d’insieme jazz sotto la direzione del chitarrista Ettore Quaglia.
Ha insegnato canto moderno presso la Scuola di Musica Comunale “M. Mangia”di Fiorenzuola d’Arda e propedeutica musicale presso le scuole materne.
Attualmente si sta preparando per il conseguimento del diploma di ultimo grado presso L’Accademy Board School of Music di Londra.

Augusto Martini

Dal 1984 al 1989 diventa il direttore del coro di San Giacomo Maggiore a Ponte dell’Olio - Dal 1990 al 2003 collabora con vari cori della diocesi di Piacenza, mentre cresce sempre più la sua passione per la chitarra acustica. - Nel 1997 decide di approfondire gli studi della chitarra frequentando un corso di chitarra jazz presso la Tampa lirica di Piacenza. - dal 2003 riprende la direzione del Coro di San Giacomo Maggiore partecipando a numerose rassegne corali. Nello stesso anno inizia la collaborazione con il maestro Beppe Cantarelli, compositore contemporaneo e autore di numerosi successi di musica Soul&Pop, nonché fondatore del Millennium Choir del quale diventa coordinatore artistico e supervisore tecnico nei numerosi concerti tenuti in tutta Italia fino al 2006. - Nel 2006 collabora con il quartetto d’archi “Helios Quartet” dirigendo l’opera contemporanea di Silvia Colasanti “Movimento di quartetto”. - A settembre 2006 fonda un nuovo coro: “Tre Note Sopra il Cielo” formato da bambini dai 6 ai 14 che ha fatto il suo esordio a Natale 2006 e oggi, ad un anno dalla fondazione ha superato i 30 elementi.

venerdì 7 dicembre 2007

Monari oggi in duomo per l'ordinazione di Paolo Inzani

"Ho trovato tanta gente che testimonia Cristo,
così ho deciso di farlo anch'io"

Oggi in cattedrale viene ordinato diacono il seminarista Paolo Inzani dal vescovo di Brescia Luciano Monari. Ieri sera si è tenuta una veglia in preparazione di questo momento. Di seguito pubblichiamo l'intervento di Paolo Inzani.

La prima cosa che mi viene, guardandovi e vedendo tanti volti amici, è quella di ringraziare: ringrazio voi e lodo e ringrazio il Signore. Perché, di fronte al dono grande che riceverò domani, in contrasto vedo un po’ tutta la mia piccolezza e fragilità di fronte a questa grandezza.
E in questo momento è prezioso non essere soli, ma ad essere accompagnati da una comunità che prega, da una comunità che dimostra il suo affetto e sostiene il mio “sì”.
Guardando la mia storia di vocazione, a quello che ha mosso il mio desiderio di entrare in Seminario, cercando di leggere quello che è il mistero della presenza di Dio negli avvenimenti della mia storia, vedo questo: se sono qui stasera è perché c’è stata una Parola che mi ha raggiunto con la sua forza, e ha colpito nel profondo del mio cuore, nel suo fascino, il messaggio di Cristo.
Penso in particolare a questo:
«[13]Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13).
E nello stesso vangelo di Giovanni, Gesù dice ai suoi Apostoli: «[11]Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15, 11).
Quando ho sentito il Vangelo stasera questa pienezza io la vedo un po’ come la “roccia sulla quale costruire la strada della nostra vita”.
Questa Parola che sempre mi ha affascinato, però il Vangelo dice: non basta essere ascoltatori della Parola, non basta nemmeno essere ammiratori della Parola, ma bisogna metterla in pratica (cfr. Gc 1, 22).
Se ho trovato il coraggio forse di impegnarmi per provare a metterla in pratica, è perché il Signore ha messo sulla mia strada, penso, diversi testimoni, diverse persone che mi hanno testimoniato la verità e la forza di questa Parola nella loro vita.
E penso in particolare, vi faccio alcuni esempi, dei sacerdoti che si spendevano totalmente per la loro comunità, e in questo donarsi ricevevano in cambio molta gioia, nella loro vita testimoniavano questa gioia, questa esperienza di pienezza che facevano.
Così penso anche alla comunità delle suore di Lugagnano, perché dovete sapere che nel mio Paese c’è una comunità di suore anziane. Ed è bello, a me ha sempre colpito conoscere queste persone che hanno già alle spalle una buona fetta di vita ‑ ed è una vita donata, donata negli oratori, donata per gli altri ‑, e vedere alla fine della vita come queste persone ti testimoniano che sono contente, non hanno rimpianti, ma hanno una vita piena alle spalle che ancora vivano pienamente.
Ma penso anche a papà e mamme che ho conosciuto e che hanno cercato di incarnare il Vangelo nella loro vita donando se stessi, facendosi da parte per promuovere i loro figli, mettendo al centro i loro figli, spendendosi per loro.
Allora a questo punto qualcuno potrebbe dirmi: “Ebbene, ci sono tanti modi per fare del bene; perché proprio il prete?”. Me lo sono sentito dire tante volte: “perché proprio il prete?”.
La risposta è questa: la risposta è nel mio rapporto con il Signore, è il mio rapporto di Fede, è lì che ho fatto una esperienza profonda di pienezza e di gioia. E quando uno fa questa esperienza desidera che anche altri facciano questa esperienza.
E pian piano è nato in me il desiderio di mettermi al servizio della fede dei fratelli, perché altri possano incontrare il Signore Gesù Cristo, perché altri che lo hanno già incontrato possono essere accompagnati, come sono accompagnato io stasera da voi, e perché anche altri possono cercare e trovare il proprio ruolo all’interno del disegno di amore del Padre.È l’augurio che vi lascio, è quello di trovarlo anche voi, magari l’avete già trovato, e allora di non abbandonarlo, di seguire il Signore, di “costruire la vostra vita sulla roccia”, e di aiutare me a “costruire la mia vita sulla roccia sempre” giorno per giorno.
Paolo Inzani

Si ringrazia per la collaborazione Vittorio Ciani

Monari oggi di nuovo a Piacenza


Oggi pomeriggio, nella cattedrale di Piacenza, verrà ordinato diacono il seminarista Paolo Inzani della parrocchia di Lugagnano. L'appuntamento è per le ore 18,30, in cattedrale. Inzani verrà ordinato diacono da monsignor Luciano Monari, vescovo di Brescia, che torna a Piacenza per la prima volta in forma ufficiale dal congedo dello scorso 21 ottobre. Scontata la domanda a monsignor Monari se non sul nome, almeno sui tempi della nomina del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio.

Paolo Inzani è nato a Lugagnano nel 1979, ha prestato servizio nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes e, attualmente, sta collaborando con quella del Preziosissimo Sangue.

giovedì 6 dicembre 2007

Vescovo, il sorpasso di La Spezia

Raffica di nomine oggi annunciate dalla Santa Sede. Di Piacenza-Bobbio non c'è traccia. C'è però La Spezia il cui presule aveva ormai abbondantemente compiuto i 76 anni. Nel post di lunedì 12 novembre, Sacri Corridoi aveva parlato di monsignor Moraglia come favorito a La Spezia. Almeno per una volta, siamo stati profetici. A questo punto non ci sono veramente più santi. In ordine cronologico la prima delle diocesi vacanti è Piacenza-Bobbio, mentre la prima delle diocesi con i vescovi pensionabili è Parma. O adesso o all'anno nuovo. Come più volte ho scritto su Libertà si deciderà tutto a Milano: Ambrosio o De Scalzi, con l'incognita del salesiano Lorenzelli, rimasto fuori, a sorpresa, dalle nomine liguri.
Di seguito pubblichiamo la parte del bollettino della Santa Sede (di oggi) in cui si annuncia la nomina di La Spezia.

"Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato (Italia), presentata da S.E. Mons. Bassano Staffieri, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.
Il Papa ha nominato Vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato (Italia) Mons. Francesco Moraglia, del clero dell’arcidiocesi di Genova (Italia), Docente di Teologia Dogmatica e Direttore dell’Istituto di Scienze Religiose e dell’Ufficio della Cultura.

Mons. Francesco Moraglia è nato a Genova il 25 maggio 1953. Ha frequentato il Seminario di Genova ed ha ricevuto l'Ordinazione Sacerdotale il 29 Giugno 1977.

Ha poi proseguito gli studi presso la Pontificia Università Urbaniana conseguendo il Dottorato in Teologia Dogmatica nel 1981.

Dal 1977al 1978, è stato chiamato a svolgere il compito di Educatore presso il Seminario Arcivescovile Maggiore.

Dal 1979 al 1988 è stato Vice-Parroco in una parrocchia del centro cittadino.

Dal 1979 è Insegnante di Teologia Dogmatica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale.

Dal 1986 è Docente e poi Preside presso l'Istituto di Scienze Religiose Ligure.

Dal 1996 ha ricevuto l’incarico di Direttore dell'Ufficio diocesano per la Cultura.

Dal 2001 è Membro del Consiglio Presbiterale Diocesano.

Dal 2003 è Consultore della Congregazione per il Clero.

Nel 2004 è stato nominato Canonico del Capitolo.

Oltre all'attività didattica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale e presso l'ISSR Ligure, è Assistente diocesano del MEIC, dirige il Centro Studi "Didascaleion" e collabora con una grande parrocchia del centro cittadino di Genova".


mercoledì 5 dicembre 2007

Monari, questioni di cittadinanza


E' stato giusto concedere al vescovo Luciano Monari la cittadinanza onoraria di Piacenza?
La domanda l'abbiamo posta ai navigatori di internet che frequentano il blog sacricorridoi.blogspot.com. Non hanno risposto in tanti. Solo 28 persone. Segno che la cosa forse non interessava granché. Il sondaggio era nato dalla considerazione del fatto che all'annuncio della cittadinanza a Monari dato dal sindaco in duomo per il congedo del vescovo, i presenti avevano risposto con un lungo applauso. Ben più difficile la gestazione in consiglio comunale dove, i rappresentanti dei cittadini sono apparsi divisi. Anche nel mondo cattolico. Non spetta a me esprimere giudizi su questo blog, solo i fatti:

Il 60 per cento dei votanti e' per concedere la cittadinanza al vescovo Monari. Il 39 per cento ha dichiarato di non essere d'accordo.

La cittadinanza al vescovo Monari, decisa dal consiglio comunale, verrà attribuita nel corso di una solenne cerimonia in municipio. Ancora incerta la data: c'è chi vorrebbe che avvennisse prima della nomina e dell'entrata del nuovo vescovo - per ragioni di opportunità e per non coinvolgere il nuovo pastore in una decisione non condivisa universalmente - e chi invece alla presenza del nuovo capo della diocesi di Piacenza-Bobbio per sottolineare lo spirito di festa.

martedì 4 dicembre 2007

Vescovo, ecco la terna di Sacri Corridoi

Ambrosio, Sigalini (De Scalzi), un vescovo nero

Duecento voti per il sondaggio sul nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio. Grazie a tutti quelli che vi hanno partecipato, a chi vi parteciperà e anche a chi non ha votato ma comunque lo ha letto lo stesso.
La terna che Sacri Corridoi consegnerebbe al Papa per la scelta, a questo punto, è la seguente:
1) Monsignor Gianni Ambrosio (assistente generale dell'Università Cattolica): 34 per cento,
2) Monsignor Domenico Sigalini (vescovo di Palestrina): 19 per cento ,
3) Un vescovo nero (?): 15 per cento.

NB. Poichè monsignor Sigalini è già stato nominato dal Papa Assistente ecclesiastico generale dell'Azione Cattolica, in terna entra il quarto nome: monsignor Erminio De Scalzi (12 per cento)

giovedì 29 novembre 2007

Nominato il vescovo di Papua-Nuova Guinea

Papua-Nuova Guinea,
la terra degli ultimi cannibali

Nessuna notizia, anche oggi, sul nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio. La Santa Sede, questa mattina alle ore 12, ha invece reso noto che il Santo Padre ha nominato vescovo di Bereina (Papua Nuova Guinea), monsignor Rochus Josef Tatamai, M.S.C., finora vescovo titolare di Accia e ausiliare della Diocesi di Kerema (Papua Nuova Guinea). La diocesi di Bereina era vacante dal 16 aprile di quest'anno.
Papua Nuova Guinea era, fino al al 1960, la terra degli ultimi cannibali.
Lo scorso 16 agosto, nella capitale, Port Moresby, si è svolto un rito ufficiale in cui dopo 132 anni i discendenti dei cannibali di Papua Nuova Guinea chiesero perdono per il massacro avvenuto nell'aprile del 1878 durante il quale alcuni guerrieri della tribù Tolai, penisola di Gazelle, uccisero e mangiarono un pastore e tre predicatori fijiani arrivati nell'isola per diffondere il cristianesimo.
Scuse accettate da parte dell'ambasciatore di Fiji giunto in Papua Nuova Guinea proprio per presenziare la cerimonia.

martedì 27 novembre 2007

Nuovo vescovo, tra profezie e certezze

Le dichiarazioni del cardinale Tonini relative al nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio hanno nuovamente spostato l'attenzione pubblica sulla nomina del presule. Il cardinale piacentino, domenica scorsa, durante una cerimonia a Centovera, ha annunciato che il successore di monsignor Luciano Monari non solo è già stato nominato, ma ha anche accettato. Al momento, tuttavia, non esistono conferme sulle indiscrezioni del cardinale. Né dalla Santa Sede, né dalla Conferenza episcopale dell'Emilia Romagna. Da segnalare anche (con colpevole ritardo) che venerdì scorso, durante il corso di formazione Cives (alla Cattolica di Piacenza) il biblista don Bruno Maggioni ha detto più o meno così: "So che siete senza vescovo. Arriverà presto". Essendo Maggioni docente a Milano e vicino al clero ambrosiano in molti hanno pensato all'arcinoto ballottaggio Ambrosio-De Scalzi.

lunedì 26 novembre 2007

Tonini, il nuovo vescovo di Piacenza già nominato




Il cardinale Tonini:
"Il nuovo vescovo c'è già"




"Il nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio è stato nominato ed ha già accettato l'incarico". Lo ha detto ieri pomeriggio il cardinale Ersilio Tonini durante la messa di congedo di don Giuseppe Porcari, parroco di Centovera, andato in pensione dopo 27 anni alla guida della chiesa della frazione di San Giorgio Piacentino. Il porporato 93enne, durante l'omelia, ha assicurato che all'arrivo del nuovo vescovo Centovera riavrà un nuovo parroco. Vescovo, ha detto, "che è stato nominato ed ha accettato l'incarico".




Per il testo integrale dell'articolo su don Porcari si veda Libertà di oggi 26 novembre 2007

domenica 25 novembre 2007

Bersani, da chierichetto a ministro

Pubblichiamo una foto d'epoca che ritrae il ministro Pierluigi Bersani, con le vesti di chierichetto, davanti al vescovo di Piacenza Umberto Malchiodi (1961-1969). Il ministro Bersani fece il chierichetto nella parrocchia di San Bernardino, a Bettola (Piacenza) con il parroco don Vincenzo Calda, scomparso questa settimana. Al funerale, celebrato dall'amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari, ha partecipato lo stesso ministro.

martedì 20 novembre 2007

"Il cardinale non concede interviste"

Penso sia opportuno fare il punto sul nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio.
Recentemente pubblicavo su Libertà i tempi di attesa degli ultimi due vescovi: Antonio Mazza e Luciano Monari. Passano sette mesi dal trasferimento di un presule all'annuncio del nuovo. Per il successore di Monari non siamo neppure a cinque. Perchè dico questo? Perchè l'altra sera mi è giunta una telefonata dalla mia più importante fonte in Vaticano. Un arcivescovo di curia ha chiesto al cardinale Giovanni Battista Re (prefetto della Congregazione per i vescovi) notizie su Piacenza-Bobbio. "Non c'è ancora la terna" la risposta.
A questo punto non so che dire. Un'altra fonte, sempre ecclesiastica, ma più "periferica", mi conferma invece quello che ho scritto su Libertà: l'annuncio del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio arriverà entro la metà di dicembre. Glielo hanno detto molto in alto. Il fatto della terna viene spiegato - ma è solo un'interpretazione - così: uno dei candidati sarebbe stato spostato su un'altra diocesi, ragion per cui la terna di Piacenza-Bobbio è da rifare con l'aggiunta di un altro nome. Al Papa non possono esserne presentati due. Devono essere necessariamente tre.
Chiamo il Vaticano, la Congregazione per i vescovi, per un'intervista al cardinale Re, con la promessa che non avrei parlato di Piacenza-Bobbio. Supero a stento il sacro centralino, dove una voce femminile con un forte accento francese mi rimpalla ad una voce maschile dall'accento slavo: "Il cardinale, per principio, non concede interviste. Può chiamare in Nunziatura". Faccio un altro numero del Vaticano e chiedo di parlare con un arcivescovo. E' lui in persona che risponde al telefono. Quando gli chiedo almeno i tempi della nomina, mi parla di giorni biblici che hanno una durata molto diversa dai giorni dell'uomo. Mi scuso per il disturbo e lo ringrazio.

giovedì 15 novembre 2007

Prima boa superata, grazie ai naviganti

Nessuna autocelebrazione (anche perché non sarebbe il caso) solo dati. Ho aperto Sacri corridoi 34 giorni fa. Da allora, facendo una media dei programmi di rilevazione statistica, sacricorridoi.blogspot.com ha ricevuto 2.200 visite con un'affluenza media giornaliera di 64 contatti. Le pagine clikkate sono state 3.369 con una media di 99 al giorno. Il sito gemello sacricorridoi.wordpress.com (stessi contenuti ma piattaforma diversa) ha totalizzato 4.031 visite con una media di 118 al giorno. Il 92 per cento dei lettori si collega dall'Italia, il 2 dagli Stati Uniti, l'un per cento dal Brasile, lo 0,6 da Polonia e Gran Bretagna. Seguono una dozzina di altri stati con percentuali più basse. Un segno che il nostro servizio quotidiano, oltre al totovescovo, può interessare anche oltrefrontiera. Grazie di cuore a tutti i naviganti: la prima boa è stata superata.

martedì 13 novembre 2007

Ancora sul caso del vescovo Bregantini

Torno sul caso del trasferimento del vescovo Giancarlo Maria Bregantini da Locri a Campobasso. Ritengo molto significativa, al proposito, l'intervista concessa dal presule al quotidiano l'Adige del 10 novembre 2007. Bregantini, come molti sanno, è un trentino.


10/11/2007 08:05
RIVA DEL GARDA - «Mi sento come le foglie su un albero in autunno, ma tira un forte vento». Sono le 14.30 e, mentre il sole scende dietro la Rocchetta, il Garda viene spazzato dal «balinòt», il vento che scende da Tenno. È quello il momento in cui al Palameeting arriva monsignor Giancarlo Bregantini, il vescovo trentino di Locri-Gerace trasferito a Campobasso. Torna in mente una delle ultime frasi di Enzo Biagi e ci si immagina un presule smarrito e rassegnato. Ma Bregantini è venuto a Riva, invitato alla convention della Cgm, non per celebrare i funerali suoi e della lotta anti 'ndrangheta in Calabria ma per lanciare un nuovo messaggio di speranza. Monsignor Bregantini, molti pensavano di non vederla qui oggi. «Dico la verità. Inizialmente la mia idea era disdire tutti gli impegni presi. Cambiamo storia e vita, mi sono detto. Sarebbe però stato un po' morire dentro se avessi detto basta e avrei dato ragione a chi sostiene che la Locride senza Bregantini resta orfana. Invece non è così. Ho voluto esserci proprio per dire che nulla cambia. L'albero potato rinasce». I trentini cosa possono fare per Locri? «Continuare a essere vicini alla sua gente. Lo spostamento di sede non significa spostamento di ideali. Io chiedo ai trentini di dimostrare la loro fedeltà alla Calabria come hanno fatto con me. Le cose fatte con i trentini sono efficaci e hanno messo radici buone. Continuate a sostenerle». Ci sono o non ci sono state pressioni per il suo trasferimento? «L'iter è stato talmente rapido da non consentire pressioni. Monsignor Dini, che ha cessato il suo incarico per raggiunti limiti di età, ha chiesto di avere me come successore, tutti i vescovi hanno espresso il loro consenso così come i cardinali in assemblea plenaria. Poi c'è stata la firma del papa, ma è accaduto tutto in poche settimane». Come gliel'hanno comunicato? «Stavolta mi hanno chiamato a Roma, non come quando mi nominarono vescovo di Locri che trovai la lettera fra gli auguri di Natale. In Vaticano sono poi abilissimi (sorride) . Non ti dicono "lei vorrebbe, le piacerebbe", ma "guardi, questa è la lettera del Santo Padre, lei non ci dica se è d'accordo, ma ci dimostri il suo assenso"». Mai pensato di dire no? «Sì, molte volte. Specialmente nei primissimi giorni il combattimento interiore è stato molto molto sofferto. Mi sono sentito come Gesù nell'orto: "Sia fatta non la mia ma la tua volontà". Ho parlato con molte persone, ma alla fine ho pensato che quando si obbedisce si affida la propria storia a chi è più grande di noi». E se avesse detto no? «Difficilmente mi avrebbero mandato. Però nei nostri ambienti, dove tutto si sa un po' alla volta anche sotterraneamente, i preti della mia diocesi ai quali ho chiesto di spostarsi, spesso in modo eroico, mi avrebbero potuto rinfacciare il diniego. Ciò sarebbe stato fonte di un'interiore debolezza e incoerenza che diventa incapacità di proporre cose alte. Se sei capace di dire sì di fronte a cose alte, poi il volo resta alto, altrimenti diventa basso e anche meschino». In questi giorni le sono arrivati messaggi dal Trentino? «Tanti, inizialmente di preoccupazione. Io non potevo rispondere perché dall'alto ti dicono "non smentisca né confermi" che non so nemmeno cosa voglia dire». Chi l'ha sostenuta di più? «Mio fratello Piero. Da buon contadino, quando gli ho chiesto il suo parere, è rimasto in silenzio dieci secondi e poi mi ha detto tre cose: "Hai sempre obbedito e continua a obbedire. Anche noi viviamo diversi stadi, prima eravamo genitori e ora siamo nonni, ma la vita continua. Infine cambiare ti farà bene, ti ringiovanirà». E sua mamma che dice? «Lei ha accompagnato le intuizioni di mio fratello e sta vivendo questo passaggio con grande serenità. Più di una volta mi ha detto "dai che ti passa, non esser così tragico". E poi, in dialetto, "boni e tristi i se trova dapertut". Lei, che ha 87 anni, ha consolato me». Esclude l'ingerenza di poteri forti nel suo trasferimento? «Sì. Piuttosto è adesso che potrebbero innescarsi logiche di innesto di poteri forti nel vuoto che io potrei lasciare. Questo pericolo c'è e per questo ora chiedo a tutti, autorità e semplici cittadini, di riempire questi vuoti con presenze fortificate. Bisogna dimostrare che esiste continuità e dare conseguenti segnali positivi, ad esempio nella scelta del vescovo che mi succederà. Tutto il dibattito di questi giorni servire a far riflettere il Vaticano». È stato rassicurato in questo? «Certo, il cardinale Re mi ha fatto una lunga telefonata per ribadirmi piena fiducia e dire che la mia è stata una promozione». A Campobasso? «Nel senso che il Molise è una regione strategica, perché vicina a Puglia, Campania e Roma. E Campobasso, come metropolia, ogni cinque anni guida la conferenza episcopale». In Molise però non c'è la mafia. «No, ma c'è una politica assistenzialista dominata dalla logica devastante delle raccomandazioni. A noi non tocca vincerle, ma creare una coscienza di pulizia interiore che è attesa dalla gente. Avremo altre fatiche e altre responsabilità». Il governatore trentino Dellai ha però parlato di "segnale inquietante". «Non la scelta ma la consequenzialità potrebbe diventare inquietante se non accompagnata da fatti veri e risposte efficaci. Di certo c'è gente che non dico abbia brindato come ha scritto Gianantonio Stella sul Corriere, ma ha comunque detto che ora è il momento di procedere in maniera forte. Tocca a noi reagire». Qualcuno ha sostenuto che il trasferimento è stato dettato da esigenze di protezione della sua integrità fisica. «Allora è stata un'eccessiva dimostrazione di affetto (ride) . No, guardi, non c'è motivo. Non ho mai attaccato personalisticamente la 'ndrangheta. La nostra tattica non è mai stata quella del muro contro muro perché la mafia se la contrasti in modo diretto, la rafforzi. Fai sapere loro che sono troppo importanti. Bisogna invece ridicolizzarla e svuotarla dall'interno come ha fatto Saviano con il suo libro "Gomorra". È un intellettuale ma fa più rumore di mille poliziotti o di tanti giudici perché ha fatto apparire la mafia cretina, stupida e vuota. La mafia è veramente fragile, si riveste della corazza che le diamo noi attribuendole forza. Lo insegna il libro dei Promessi Sposi: don Rodrigo e l'innominato erano paurosi. Il primo lo affronta fra' Cristoforo con quel dito alzato e il monito "verrà un giorno" che poi sarà vincente, l'innominato viene sconfitto dalla fragilità di Lucia che in realtà è più forte di lui». I ricordi più belli di questi 13 anni? «Sono i momenti in cui ho condiviso le lacrime e le paure della gente più fragile. L'ultimo è stato quando, io vescovo, ho partecipato ai funerali di un ragazzo suicida, Bruno Piccolo, il teste chiave nelle indagini per il delitto Fortugno. La mafia gli aveva bruciato il terreno attorno, togliendoli la speranza di una onorabilità. Lui era un "infame". Ai funerali non c'era né sindaco, né polizia, né magistratura, né la famiglia Fortugno, nonostante sia stato merito suo la scoperta degli assassini. Ho denunciato tutto questo in prima pagina nella mia rubrica sul Quotidiano di Calabria e il mio attacco diretto ha provocato un sacco di fastidio. Ma la Chiesa deve schierarsi laddove ci sono più lacrime. Se non sono consolate, le lacrime diventano macigni che ti impediscono di sperare, ma se sono consolate da una mano che ci sta vicino, le lacrime ti aiutano a sperare. Compito della Chiesa è consolare il popolo e schierarsi con chi ha sofferto di più. Io, consolando, ho dato una lezione di chiarezza a chi non lo fa, come spesso accade con le forze politiche o quelle del male».
Guido Pasqualini

lunedì 12 novembre 2007

Il cardinale Re dal Papa, nomine in vista

Piacenza - Questa mattina, tra gli altri, il Papa ha ricevuto in udienza il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i vescovi (fonte bollettino Santa Sede). E' probabile che questa settimana ci siano alcune nomine vescovili riguardanti anche diocesi italiane. Si veda, ad esempio, la diocesi di Vittorio Veneto con monsignor Corrado Pizziolo (attualmente vicario generale di Treviso) e, forse, quelle di La Spezia e Savona-Noli. Per queste ultime si parla del salesiano don Alberto Lorenzelli e di monsignor Francesco Moraglia. Si tratta di diocesi la cui vacanza è cronologicamente anteriore a quella di Piacenza-Bobbio. Seppur di poco: Vittorio Veneto dal maggio 2007, Savona dai primi giorni del luglio 2007. La Spezia ha invece il vescovo Bassano Staffieri che ha compiuto i 76 anni. Ecco perché si prevede che la definizione di Piacenza-Bobbio (e di Parma) slitti alla settimana prossima.

venerdì 9 novembre 2007

Il caso Bregantini, ecco come si fa un vescovo


Pubblichiamo il messaggio di addio del vescovo Carlo Maria Bregantini alla diocesi di Locri-Gerace. Oltre ad essere, a nostro avviso, estremanente significativo, riporta alcuni passaggi importanti per capire i tempi e le modalità della nomina di un vescovo.


padre CARLO MARIA BREGANTINI C.S.S.
VESCOVO
CATTEDRALCATTEDRALE
LOCRI, 8 NOVEMBRE 2007
MESSAGGIO ALLA CHIESA DI LOCRI-GERACE
IN OCCASIONE DELLA NOMINA
AD ARCIVESCOVO METROPOLITA
DI CAMPOBASSO-BOJANO

1. Carissimi fratelli e sorelle,
carissimo Mons. Vincenzo Nadile, mio fedelissimo Vicario
generale;
carissimi Presbiteri, Religiosi e Diaconi, con i dolcissimi
seminaristi, gioia e corona del mio episcopato;
carissime e affettuose consacrate che siete il profumo di
Cristo nei tanti paesi della Locride, con tutti i giovani, il
coraggio e la speranza di questa terra.
 Rivolgo un doveroso ossequio a tutte le autorità
presenti, di ogni ordine e grado, con un particolare
saluto ai sindaci, grato della vostra partecipazione.
A tutti voi, carissimi, la luce del Signore Gesù, il Risorto,
il Vivente vi doni quella pace che sempre è concessa a
chi obbedisce e compie, pur tra tante lacrime, il Suo divino
volere, nel quale risiede la vera gioia.
“Chi semina nella lacrime, raccoglie nella gioia” (Salmo 126,
5), dice quel salmo da me pregato tante volte con voi, in
giorni di dolore cocente.
2. Conoscete la ragione di questo ritrovarci qui, di questo
sofferto ma fiducioso momento, che diviene motivo di
forte preghiera a Dio e alla Vergine Maria Immacolata,
fedele Patrona di questa amata terra della Locride.
Per un disegno misterioso del Signore, il Santo Padre Benedetto
XVI, mi ha chiamato a reggere la cattedra arcivescovile
metropolitana di Campobasso-Boiano, nel Molise.
“Al Papa non si può dire di no!”, mi diceva chiaramente
mons. Mariano Magrassi, di venerata memoria, quando
nella sua veste di Arcivescovo di Bari, mi ha esortato, nel
gennaio 1994, a venire presso di voi, quaggiù nella Locride,
come vostro Pastore.
E voi mi avete accolto con tenerezza infinita, come un figlio
di questa sofferta ma dignitosa terra di Calabria ed
insieme come padre di consolazione nel vostro cammino.
Insieme siamo cresciuti, guidati sempre dalla mano provvidenziale
di Dio Amore.
Insieme abbiamo patito, sperato e gioito dei piccoli e tenaci
semi di speranza, piantati con fiducia lungo i sentieri
sassosi e a tratti insanguinati di questa terra, fatta ora giardino,
che io ho amato, ed amo come mia sposa, nel nome
di Gesù, vero sposo della Sua Chiesa.
Proprio per questo intensissimo amore reciprocamente
dato, è ora doloroso e piangente questo mio saluto di congedo.
3. Da quando infatti, giovedì 18/10/07 il Nunzio Apostolico,
mons. Giuseppe Bertello mi ha invitato a Roma e mi ha
comunicato il pressante invito del Papa ad assumere questo
nuovo servizio nella Chiesa di Campobasso, non ho
smesso di sentirmi come Gesù nell’orto del Getsemani, nel
ripetere:
“Passi da me questo calice, o Padre, tuttavia sia fatta la Tua volontà
non la mia” (Mt 26, 39).
Ho sentito vicina Maria, serva del Signore, nel suo si all’-
Angelo Gabriele: “si faccia di me, secondo la Tua Parola” (Lc
1, 38) come ripetiamo ogni giorno, nel dolce canto dell’-
Angelus, poco fa ripetuto con fede.
4
Ho tanto guardato a san Giuseppe, nella piccola icona
che conservo sull’altare in Episcopio, ripreso mentre l’-
angelo lo rassicurava: “non temere Giusepppe di prendere
con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei è opera
dello Spirito Santo” (Mt 1,20).
Gesù, Maria e Giuseppe. In loro compagnia ho vegliato e
pianto in questa settimana; e con la forza della fede, sostenuto
dalla preghiera e della loro intercessione, ho rinnovato
con cuore libero la mia obbedienza a Dio.
4. Mi chiederete certamente com’ è nata questa nomina.
Per quanto mi è dato capire le cose sono andate così:
nel mese di Luglio di quest’anno, dal 9 al 13, ho accolto
l’invito dell’Arcivescovo di Campobasso, mons. Armando
Dini, di predicare un corso di esercizi spirituali al clero
di quella diocesi e delle diocesi vicine.
Pochi giorni dopo, lo stesso Arcivescovo Dini presenta al
Papa le sue dimissioni, in quanto raggiunti i 75 anni di
età. Nella successiva richiesta di informazioni, come presumo,
alla Nunziatura è stato indicato subito il mio nome
dai Vescovi della regione ecclesiastica Abruzzo-
Molise, accolto poi cordialmente dai Cardinali e Vescovi
della Commissione Plenaria della Congregazione dei Vescovi;
inserito successivamente nella terna di nomi è stato
infine scelto dal Papa Benedetto XVI.
Tutto qui. Tutto alla luce di Dio. Tutto nella tradizione di
uno stile ormai consolidato e lucido.
Niente, dunque, trame oscure, niente giochi di potere, né
di invidia o gelosia.
E questo lo dico con forza contro chi ha scritto o sostenuto
tesi infondate e negative.
Comprendo il vostro affetto per me e capisco certi toni
appassionati della stampa, ma vi chiedo paternamente di
riportare tutto dentro i normali sentieri dell’obbedienza,
in un trasferimento di certo molto doloroso ma che – lo
sento alla luce di Dio- mi gioverà profondamente a vari
livelli: spiritualmente, psicologicamente e umanamente.
5. Del resto se non avessi accolto in spirito di obbedienza
questo trasferimento - o promozione come si usa dire in
termini ecclesiastici - cosa mi avrebbero potuto dire i parroci
quasi tutti da me trasferiti durante questi 13 anni,
spesso anche essi tra lacrime e fatiche notevoli?
Come avrei potuto guardarli negli occhi e mantenere intatta
la mia coerenza?
“Chi obbedisce si santifica!”, esortava un’anziana di Placanica
quando il parroco lasciava quella parrocchia.
L’obbedienza, carissimi, è sigillo di tutte le virtù perché è
generata dall’umiltà per essere fondamento di pace. L’obbedienza
è libertà, profezia, servizio che si fa gratuità e
benedizione. Scrive Papa Benedetto nel suo libro su Gesù
di nazaret: “dove si fa la volontà di Dio è cielo. L’essenza del
cielo è l’essere una cosa sola con la volontà di Dio, unione tra
volontà e verità. La terra diventa “cielo” e in quanto in essa si
fa la volontà di Dio, mentre è solo ”terra”, polo opposto al cielo
se e in quanto essa si sottrae alla volontà di Dio. Perciò noi
chiediamo che le cose in terra vadano come in cielo, che la terra
diventi “cielo”.
6. Certo, mi direte, e noi? Gregge privo del suo pastore? Non
rischiamo di vedere disperse e frenate le pecore se cambia
il pastore?
No! Statene certi! Perché il pastore agisce, infatti, in due
modi, come ci spiega bene la Parola di Dio:
a - rendendo prima di tutto solide e forti le tante iniziative
di bene portate avanti durante questi anni, non
ancora completate ma che hanno messo radici profonde
e che di certo saranno rafforzate dalla mano
di Dio.
Mi riferisco alla Cittadella Vescovile di Gerace, seminario
e episcopio, che ho trovato in tristi rovine
piangenti, e che ora è una realtà qusi tutta completata,
maestosa e bella. Penso ai lavori al santuario di
Polsi, che ne hanno fatto un luogo di fede e di preghiera
atteso e sempre più frequentato. Guardo anche
alla ricostruzione del santuario di Bombile a
seguito della rovinosa frana del 28 aprile 2004 e al
Convento dei Cappuccini di Gerace, per accogliere
le Carmelitane Scalze di clausura: le affidiamo entrambe
alla Madonna, con grande fiducia.Ed infine
affido a Dio il tanto desiderato Centro Pastorale di
Locri, nostro sogno, luogo soprattutto per i giovani,
di formazione, condivisione e cultura non solo per
la Città, ma per la Diocesi tutta. Ed affido al Signore
anche la realtà dellaComunità dello Scoglio, in avanzata
fase di discernimento positivo, quasi un sicomoro
di luce per i tanti Zaccheo feriti dalla vita.
b - e poi, avendo presente che è il Signore il grande
Pastore che provvederà alla successione, siamo
certo che Dio ci darà un eccellente Vescovo successore,
che saprà continuare e portare a compimento
le nostre attese. Dio sa sempre quando e chi chiamare
al suo servizio.
Se toglie, lo fa per collocare con maggior forza i
suoi servi. Anzi, per dirla con il Manzoni, potremmo
scrivere che “Dio non turba mai la gioia dei suoi
figli, se non per prepararne loro una più certa ed una
più grande”.
Per chiudere, vorrei raccogliere il mio cammino con voi
in questa frase: Porto con me quello che ho da voi e con
voi imparato, e lascio a voi quello che ho seminato con
amore pieno e fervido.
7. Chiedo perdono a tutti coloro che involontariamente nel
lungo cammino di questi anni, ho offeso, ferito con espressioni
dure o sbrigative; a chi ho poco ascoltato, a
chi ho poco amato.
Sento però che nel disegno di Dio anche questi momenti
di fragilità e di limite si saranno un po’ alla volta trasformati
in occasioni di grazia rinnovata, aumentando così
la gioia, nella logica paolina che sempre “dove ha abbondato
il peccato, ha sovrabbondato la grazia” (Rm 5,20).
8. Ringrazio invece con affetto crescente tutti coloro con cui
ho lavorato, pregato, sperato e amato.
In questi anni che sono divenuti, anche tramite loro, rapidissimi;
come per Giacobbe (il messaggio che quest’anno
ho rivolto ai giovani delle scuole!) che nell’amare profondamente
Rachele, affermava, infatti, che “i suoi anni di servizio
gli sembravano pochi tanto era il suo amore per lei” (Gn
29,20) .
In particolare il mio ringraziamento affettuoso lo rivolgo:
• a mia madre Albina, che mi ha intensamente sostenuto
e seguito;
• a padre Tarcisio che mi ha fedelmente accompagnato
da quasi trent’anni con affetto di padre e di nonno;
• al Vicario generale, al Cancelliere e all’Economo, al
Vicario Giudiziale, ai Vicari Foranei, ai Canonici;
• alla Curia Vescovile, che in questi anni si è fortificata,
rinvigorendosi in un servizio di intensa promozione
pastorale;
• ai sacerdoti, ai diaconi, ai seminaristi, ai religiosi e
alle religiose, che hanno portato con me, spesso in
condizioni precarie ed eroiche il peso del regno di
Dio, annunciandolo con franchezza e giovanile ardore,
pur segnati dall’età e dalle fatiche apostoliche;
• Al Seminario Diocesano e Regionale, insieme alla pastorale
vocazionale, grato di tanto impegno delicato e
prezioso e grati a Dio degli undici nostri seminaristi
diocesani, che stanno camminando verso il sacerdozio,
sparsi in luoghi diversi.
• alla Commissione Sinodale diocesana, che tanto si è
impegnata, con zelo e intelligenza, per l’avvio di una
così importante iniziativa, che avrebbe voluto essere
la sintesi di tutto questo nostro cammino pastorale,
attuato in questi anni, insieme con voi tutti
• all’Istituto di Scienze Religiose e alla Scuola Teologico-
Pastorale, spina dorsale per la formazione dei laici;
• al Cammino Emmaus, che sta ringiovanendo tutta la
pastorale diocesana;
• alla Caritas con la quale abbiamo sognato e realizzato
cose belle, vive ed efficaci a servizio dei poveri e degli
umili, che restano la perla della Locride;
• alla Scuola Diocesana di Formazione Socio-Politica
che di anno in anno sta assumendo i contorni di una
vera fucina di impegno intelligente per la Città dell’uomo;
• a tutte le iniziative di Cooperazione sociale aggregate
nel Goel, segno di fiducia credibile e fedele per i giovani
disoccupati di questa terra;
• ai Fratelli e alle Sorelle degli eremi e alle monache
Carmelitane Scalze, costellazione di preghiera e di intercessione;
• alla Pastorale giovanile, cuore pulsante del futuro, di
condivisa sollecitudine per il futuro cammino dei giovani
in questa terra;
• all’Ufficio tecnico, che in questi anni ha realizzato opere
di forte interesse culturale e sociale, nel restauro e
costruzione di chiese e di case canoniche ed opere parrocchiali;
• all’Ufficio Stampa e Comunicazioni Sociali, sempre
vicino, leale, intelligente, capace di dare alle notizie
il giusto taglio, oltre a renderle messaggio e non
scoop;
• alle Confraternite, ora serene e più unite, così preziose
se bene accolte e seguite,dentro la realtà di una
religiosità popolare da riscoprire;
• A tutti i Movimenti ed Associazioni, che innervano
la pastorale delle nostre parrocchie, grati del loro
zelo, perché siano, uniti sempre di più tra di loro, il
lievito nella pasta;
• Al cammino ecumenico, che ha fatto passi preziosi
in questi anni, che anticipano e promettono lidi inediti
di unità e di pace;
• e……nel caso abbia dimenticato qualcuno, ogni volto
è custodito nelle pieghe della mano e del cuore di
Dio, che sempre ricompensa con abbondanza chi Lo
serve con fedeltà.
Per tutti, vi affido questo pensiero di san Paolo: “Ringrazio
Dio per ogni cosa ogni volta che io mi ricordo di voi, pregando
sempre con gioia in ogni mia preghiera, a motivo della vostra
cooperazione, alla diffusione del Vangelo dal primo giorno fino
al presente” (Fil 1,3).
Faccio mie queste parole di San Paolo dalla Lettera ai Filippesi,
che quest’anno ci accompagna per vivere la spiritualità
di comunione, auguro a voi tutti, con uno sguardo
al futuro: “sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest’opera
buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo
Gesù” (Fil 1, 6).
Questo compimento è ora affidato direttamente a voi,
alla vostra capacità di collaborare tra voi con qualità e
gratuità, certo che sempre con le parole di Paolo: “ciò
che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello
che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi!” (Fil 4, 9).
Proprio per questo, utilizzando le parole di Paolo, anche
io posso dire come lui, nei vostri confronti che “vi
porto nel cuore, voi che siete tutti partecipi della grazia che
mi è stata concessa, sia nelle catene sia nel consolidamento
del vangelo. Infatti Dio mi è testimone del profondo affetto
che io porto per voi nell’amore di Cristo Gesù.” (Fil 1,7).
9. Perciò sento nel cuore di lasciarvi alcune consegne,
“perchè la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza
e in ogni genere di discernimento, per distinguere
sempre il meglio, ricolmi dei frutti di giustizia e di amore”
(Fil 1, 11) .
Ai giovani:
vi chiedo di lottare sempre contro la logica del destino,
a vincere con fiducia la rassegnazione, certi che i piccoli
passi portano a grandi mete, sapendo sempre intrecciare
sogni e segni, con sereno equilibrio e fattiva concretezza.
In Gesù Risorto avete la risposta ad ogni domanda
che angoscia il vostro cuore.
Amatelo e seguitelo fino alla croce, nella logica del seme
che muore al fine di portare frutto. Poiché siete stati
seme, germoglio ed ora dovete essere frutto!
Alle scuole:
siate laboratori di speranza, capaci di educare sempre
al bene, conquistando il futuro con dignità e qualità.
Grazie del cammino fatto insieme tramite i messaggi
annuali, reciproco stimolo alla maturità di scelte di vita
controcorrenti e alternative.
Ai preti e ai diaconi:
Rivestitevi sempre di grande zelo e passione per il Vangelo,
capaci di incarnarlo in santa letizia, con cuore aperto
e col sorriso sulle labbra, per essere credibili in
Cristo Risorto. Vi chiedo di non aver paura di stare col
Signore Gesù, perché solo in sua compagnia darete
frutti di consolazione e di speranza alle famiglie, ai giovani,
ai poveri e agli ultimi. L’obbedienza generosa vivetela
col nuovo Vescovo, chiunque il Signore invierà: e
solo così sarete felici e liberi, sempre. Ed impegnatevi
sempre di più nella pastorale vocazionale, per dare un
futuro a questa diocesi.
Ai consacrati e alle consacrate:
siate sempre carichi di entusiasmo per lanciare in alto i
nostri cuori e nello stesso tempo sappiate piegarvi sulle
ferite della gente come balsamo di consolazione e di
misericordia.
Al mondo della politica:
amate questa terra con serio e leale impegno per dare
stabilità e motivazioni di crescita verso il bene comune,
perché diventi realmente un giardino, come insieme
tante volte abbiamo sognato.
Spendetevi per questa terra perché siete chiamati a costruire
con la gente il suo futuro, partendo sempre dal
passo fragile e stanco dei piccoli e degli ultimi.
Ai fratelli deviati dalla mafia:
è a voi che rivolgo con cuore evangelico una consegna
importante: la misericordia di Dio non si scandalizza
del peccato, anzi Gesù si ferma proprio nella casa di
Zaccheo, perché non è bloccato dai pregiudizi della
gente né dall’orrore del male compiuto da quest’uomo,
ma è spinto solo dall’amore del Pastore che, inquieto,
va in cerca della pecorella smarrita. Fate ritorno alla
pace di Dio, nelle vostre famiglie, con azioni di coraggio
e di perdono,vero profumo per i nostri paesi.
Alle altre chiese sorelle di Calabria:
nel dirvi grazie per la vicinanza che ci avete sempre
dato nei nostri amari momenti di dolore, vi abbraccio
tutte con fraterno affetto chiedendo a voi una collaborazione
crescente, reciproca e attenta per la comune
appartenenza a questa terra di Calabria, che serviamo
con passi differenti verso la stessa meta di liberazione
evangelica, quasi come nuvole di forma diversa ma di
egual natura.
In conclusione, a tutti chiedo
 Annunciate, con animo deciso e con gesti concreti,
che il bene vince sempre contro ogni male e disperazione.
 Denunciate tutto ciò che si viola e calpesta il progresso
di questa terra.
Rinunciate apertamente alla disonestà, in tutte le
sue forme, perché siete chiamati a più nobile bellezza.
Perciò al termine di questo mio lungo saluto desidero
rinnovare ed esprimere il mio amore per voi, assicurandovi
nel contempo il mio costante ricordo e la mia
viva preghiera perché non vi abbandono: sarete anzi
sempre nel mio cuore, dolcemente stretto al cuore di
Dio.
Miei carissimi, ora vi saluto con le parole di Paolo che
più di ogni altra cosa si fanno voce del mio cuore:
“Avete fatto bene a prendere parte alle mie tribolazioni…,
sono ricolmo dei vostri doni,
che sono un profumo di soave odore,
un sacrificio accetto e gradito a Dio.
Il mio Dio a sua volta,
colmerà ogni vostro bisogno secondo la vostra richezza
con magnificenza in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli.
Amen”.
(Fil 4, 14.18-19).
+ P. GIANCARLO MARIA BREGANTINI
VESCOVO

martedì 6 novembre 2007

Niente nuove, buone nuove




Cari lettori,
oggi sul nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio, mi spiace deludervi, ma non ci sono novità (almeno su Sacri corridoi). Se tanto mi dà tanto, dai segnali, sembra che questa settimana le cose stiano ferme. Dovrebbe venire annunciato solo il nuovo vescovo di Vittorio Veneto. Per le diocesi emiliane (Parma compresa) tutto è rimandato almeno alla metà della settimana prossima. Su Libertà prima e Sacri corridoi poi non mancherò di tenervi aggiornati.
A presto,
Federico Frighi