Ambrosio Amarcord - In questa foto d'epoca è ritratto l'attuale vescovo di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, nella squadra di calcio del seminario. Squadra che ogni giovedì aveva il permesso di giocare. E' capitato più volte che facesse da allenatrice alla più forte Alessandria di Gianni Rivera nella partitella infrasettimanale. Nella foto, Gianni Ambrosio, è il secondo da destra accosciato. Il secondo da sinistra è l'attuale vescovo di Alessandria, monsignor Giuseppe Versaldi. "Eravamo due mezz'ali - ha ricordato qualche settimana fa a Piacenza in occasione dell'ordinazione del vescovo Ambrosio - Gianni era velocissimo".
venerdì 29 febbraio 2008
Ambrosio mezz'ala
Ambrosio Amarcord - In questa foto d'epoca è ritratto l'attuale vescovo di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, nella squadra di calcio del seminario. Squadra che ogni giovedì aveva il permesso di giocare. E' capitato più volte che facesse da allenatrice alla più forte Alessandria di Gianni Rivera nella partitella infrasettimanale. Nella foto, Gianni Ambrosio, è il secondo da destra accosciato. Il secondo da sinistra è l'attuale vescovo di Alessandria, monsignor Giuseppe Versaldi. "Eravamo due mezz'ali - ha ricordato qualche settimana fa a Piacenza in occasione dell'ordinazione del vescovo Ambrosio - Gianni era velocissimo".
sabato 16 febbraio 2008
Buon episcopato sulle orme di Cristo
Sacri corridoi
giovedì 31 gennaio 2008
Oro, incenso e mitria
giovedì 20 dicembre 2007
Nominato il nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio
La conferma ufficiale è arrivata dal monsignor Lino Ferrari, amministratore diocesano, alla messa dello sportivo. La Nunziatura apostolica in Italia ha comunicato alla diocesi di Piacenza-Bobbio la nomina del nuovo vescovo, il successore di monsignor Luciano Monari. Su Libertà di domani tutti i particolari ed il giorno dell'annuncio ufficiale.
venerdì 14 dicembre 2007
Sacri Corridoi, il concerto di Natale
“SACRI CORRIDOI”
sacricorridoi.blogspot.com
presenta
“POP RELIGIOUS SONGS”
Concerto della Solidarietà
A favore della Confraternita della Misericordia di Piacenza
Voce, Giorgia Gazzola
Chitarra, Augusto Martini
Grazzano Visconti (Piacenza)
- Alleluya (di Cohen, rifatto anche dalla cantante Elisa, reso famoso dal film d’animazione Shrek)
- Swing Low (spiritual tradizionale)
- Water is Wide (rifacimento di “E’ giunta l’ora”)
- I was born to love you (di F. Mercury, eseguita seguendo la rielaborazione per voce e chitarra di Tuck&Patty)
- Loving you for ever (di C. King)
- White Christmas (tradizionale natalizio)
- Silent Night (tradizionale natalizio)
- I don't know how to love him (celebre brano del personaggio di Maria Maddalena nel musical Jesus Christ Superstar)
- Happy day (popolare tradizionale)
- Mater Iubilei (canzone composta per Tosca, su parole della preghiera scritta da Giovanni Paolo II)
Giorgia Gazzola
Ha studiato canto lirico con i soprani Raffaella Arzani e Rossella Redoglia conseguendo il compimento inferiore di canto lirico presso il conservatorio “Nicolini” di Piacenza, dove ha studiato anche pianoforte e ha ottenuto la licenza di Teoria e Solfeggio.
Ha all’attivo concerti come vocalist solista, sia in ambito classico che leggero, in diverse formazioni e collabora con il Coro del Teatro Municipale di Piacenza (si segnalano in particolare le partecipazioni alle opere di musica contemporanea: Messa di Cataldo; Messa di Casella; L’Arlesiana di Cilea per la regia di Sgarbi).
Ha collaborato con il gruppo rock Progressive “Big Muff Progect” incidendo un brano di improvvisazione vocale.
Ha inoltre approfondito le tecniche di improvvisazione vocale con Ratchel Gould nell'ambito del "Master di jazz" di Sondrio; armonia con la compositrice Barbara Rettagliati; pianoforte jazz con il maestro Piero Bassini e musica d’insieme jazz sotto la direzione del chitarrista Ettore Quaglia.
Ha insegnato canto moderno presso la Scuola di Musica Comunale “M. Mangia”di Fiorenzuola d’Arda e propedeutica musicale presso le scuole materne.
Attualmente si sta preparando per il conseguimento del diploma di ultimo grado presso L’Accademy Board School of Music di Londra.
Augusto Martini
Dal 1984 al 1989 diventa il direttore del coro di San Giacomo Maggiore a Ponte dell’Olio - Dal 1990 al 2003 collabora con vari cori della diocesi di Piacenza, mentre cresce sempre più la sua passione per la chitarra acustica. - Nel 1997 decide di approfondire gli studi della chitarra frequentando un corso di chitarra jazz presso la Tampa lirica di Piacenza. - dal 2003 riprende la direzione del Coro di San Giacomo Maggiore partecipando a numerose rassegne corali. Nello stesso anno inizia la collaborazione con il maestro Beppe Cantarelli, compositore contemporaneo e autore di numerosi successi di musica Soul&Pop, nonché fondatore del Millennium Choir del quale diventa coordinatore artistico e supervisore tecnico nei numerosi concerti tenuti in tutta Italia fino al 2006. - Nel 2006 collabora con il quartetto d’archi “Helios Quartet” dirigendo l’opera contemporanea di Silvia Colasanti “Movimento di quartetto”. - A settembre 2006 fonda un nuovo coro: “Tre Note Sopra il Cielo” formato da bambini dai 6 ai 14 che ha fatto il suo esordio a Natale 2006 e oggi, ad un anno dalla fondazione ha superato i 30 elementi.
venerdì 7 dicembre 2007
Monari oggi in duomo per l'ordinazione di Paolo Inzani
così ho deciso di farlo anch'io"
Oggi in cattedrale viene ordinato diacono il seminarista Paolo Inzani dal vescovo di Brescia Luciano Monari. Ieri sera si è tenuta una veglia in preparazione di questo momento. Di seguito pubblichiamo l'intervento di Paolo Inzani.
La prima cosa che mi viene, guardandovi e vedendo tanti volti amici, è quella di ringraziare: ringrazio voi e lodo e ringrazio il Signore. Perché, di fronte al dono grande che riceverò domani, in contrasto vedo un po’ tutta la mia piccolezza e fragilità di fronte a questa grandezza.
E in questo momento è prezioso non essere soli, ma ad essere accompagnati da una comunità che prega, da una comunità che dimostra il suo affetto e sostiene il mio “sì”.
Guardando la mia storia di vocazione, a quello che ha mosso il mio desiderio di entrare in Seminario, cercando di leggere quello che è il mistero della presenza di Dio negli avvenimenti della mia storia, vedo questo: se sono qui stasera è perché c’è stata una Parola che mi ha raggiunto con la sua forza, e ha colpito nel profondo del mio cuore, nel suo fascino, il messaggio di Cristo.
Penso in particolare a questo:
«[13]Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 13).
E nello stesso vangelo di Giovanni, Gesù dice ai suoi Apostoli: «[11]Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15, 11).
Quando ho sentito il Vangelo stasera questa pienezza io la vedo un po’ come la “roccia sulla quale costruire la strada della nostra vita”.
Questa Parola che sempre mi ha affascinato, però il Vangelo dice: non basta essere ascoltatori della Parola, non basta nemmeno essere ammiratori della Parola, ma bisogna metterla in pratica (cfr. Gc 1, 22).
Se ho trovato il coraggio forse di impegnarmi per provare a metterla in pratica, è perché il Signore ha messo sulla mia strada, penso, diversi testimoni, diverse persone che mi hanno testimoniato la verità e la forza di questa Parola nella loro vita.
E penso in particolare, vi faccio alcuni esempi, dei sacerdoti che si spendevano totalmente per la loro comunità, e in questo donarsi ricevevano in cambio molta gioia, nella loro vita testimoniavano questa gioia, questa esperienza di pienezza che facevano.
Così penso anche alla comunità delle suore di Lugagnano, perché dovete sapere che nel mio Paese c’è una comunità di suore anziane. Ed è bello, a me ha sempre colpito conoscere queste persone che hanno già alle spalle una buona fetta di vita ‑ ed è una vita donata, donata negli oratori, donata per gli altri ‑, e vedere alla fine della vita come queste persone ti testimoniano che sono contente, non hanno rimpianti, ma hanno una vita piena alle spalle che ancora vivano pienamente.
Ma penso anche a papà e mamme che ho conosciuto e che hanno cercato di incarnare il Vangelo nella loro vita donando se stessi, facendosi da parte per promuovere i loro figli, mettendo al centro i loro figli, spendendosi per loro.
Allora a questo punto qualcuno potrebbe dirmi: “Ebbene, ci sono tanti modi per fare del bene; perché proprio il prete?”. Me lo sono sentito dire tante volte: “perché proprio il prete?”.
La risposta è questa: la risposta è nel mio rapporto con il Signore, è il mio rapporto di Fede, è lì che ho fatto una esperienza profonda di pienezza e di gioia. E quando uno fa questa esperienza desidera che anche altri facciano questa esperienza.
E pian piano è nato in me il desiderio di mettermi al servizio della fede dei fratelli, perché altri possano incontrare il Signore Gesù Cristo, perché altri che lo hanno già incontrato possono essere accompagnati, come sono accompagnato io stasera da voi, e perché anche altri possono cercare e trovare il proprio ruolo all’interno del disegno di amore del Padre.È l’augurio che vi lascio, è quello di trovarlo anche voi, magari l’avete già trovato, e allora di non abbandonarlo, di seguire il Signore, di “costruire la vostra vita sulla roccia”, e di aiutare me a “costruire la mia vita sulla roccia sempre” giorno per giorno.
Paolo Inzani
Si ringrazia per la collaborazione Vittorio Ciani
Monari oggi di nuovo a Piacenza
Oggi pomeriggio, nella cattedrale di Piacenza, verrà ordinato diacono il seminarista Paolo Inzani della parrocchia di Lugagnano. L'appuntamento è per le ore 18,30, in cattedrale. Inzani verrà ordinato diacono da monsignor Luciano Monari, vescovo di Brescia, che torna a Piacenza per la prima volta in forma ufficiale dal congedo dello scorso 21 ottobre. Scontata la domanda a monsignor Monari se non sul nome, almeno sui tempi della nomina del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio.
Paolo Inzani è nato a Lugagnano nel 1979, ha prestato servizio nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes e, attualmente, sta collaborando con quella del Preziosissimo Sangue.
giovedì 6 dicembre 2007
Vescovo, il sorpasso di La Spezia
Di seguito pubblichiamo la parte del bollettino della Santa Sede (di oggi) in cui si annuncia la nomina di La Spezia.
"Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato (Italia), presentata da S.E. Mons. Bassano Staffieri, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.
Il Papa ha nominato Vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato (Italia) Mons. Francesco Moraglia, del clero dell’arcidiocesi di Genova (Italia), Docente di Teologia Dogmatica e Direttore dell’Istituto di Scienze Religiose e dell’Ufficio della Cultura.
Mons. Francesco Moraglia è nato a Genova il 25 maggio 1953. Ha frequentato il Seminario di Genova ed ha ricevuto l'Ordinazione Sacerdotale il 29 Giugno 1977.
Ha poi proseguito gli studi presso la Pontificia Università Urbaniana conseguendo il Dottorato in Teologia Dogmatica nel 1981.
Dal 1977al 1978, è stato chiamato a svolgere il compito di Educatore presso il Seminario Arcivescovile Maggiore.
Dal 1979 al 1988 è stato Vice-Parroco in una parrocchia del centro cittadino.
Dal 1979 è Insegnante di Teologia Dogmatica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale.
Dal 1986 è Docente e poi Preside presso l'Istituto di Scienze Religiose Ligure.
Dal 1996 ha ricevuto l’incarico di Direttore dell'Ufficio diocesano per la Cultura.
Dal 2001 è Membro del Consiglio Presbiterale Diocesano.
Dal 2003 è Consultore della Congregazione per il Clero.
Nel 2004 è stato nominato Canonico del Capitolo.
Oltre all'attività didattica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale e presso l'ISSR Ligure, è Assistente diocesano del MEIC, dirige il Centro Studi "Didascaleion" e collabora con una grande parrocchia del centro cittadino di Genova".
mercoledì 5 dicembre 2007
Monari, questioni di cittadinanza

E' stato giusto concedere al vescovo Luciano Monari la cittadinanza onoraria di Piacenza?
La domanda l'abbiamo posta ai navigatori di internet che frequentano il blog sacricorridoi.blogspot.com. Non hanno risposto in tanti. Solo 28 persone. Segno che la cosa forse non interessava granché. Il sondaggio era nato dalla considerazione del fatto che all'annuncio della cittadinanza a Monari dato dal sindaco in duomo per il congedo del vescovo, i presenti avevano risposto con un lungo applauso. Ben più difficile la gestazione in consiglio comunale dove, i rappresentanti dei cittadini sono apparsi divisi. Anche nel mondo cattolico. Non spetta a me esprimere giudizi su questo blog, solo i fatti:
Il 60 per cento dei votanti e' per concedere la cittadinanza al vescovo Monari. Il 39 per cento ha dichiarato di non essere d'accordo.
La cittadinanza al vescovo Monari, decisa dal consiglio comunale, verrà attribuita nel corso di una solenne cerimonia in municipio. Ancora incerta la data: c'è chi vorrebbe che avvennisse prima della nomina e dell'entrata del nuovo vescovo - per ragioni di opportunità e per non coinvolgere il nuovo pastore in una decisione non condivisa universalmente - e chi invece alla presenza del nuovo capo della diocesi di Piacenza-Bobbio per sottolineare lo spirito di festa.
martedì 4 dicembre 2007
Vescovo, ecco la terna di Sacri Corridoi
Duecento voti per il sondaggio sul nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio. Grazie a tutti quelli che vi hanno partecipato, a chi vi parteciperà e anche a chi non ha votato ma comunque lo ha letto lo stesso.
La terna che Sacri Corridoi consegnerebbe al Papa per la scelta, a questo punto, è la seguente:
1) Monsignor Gianni Ambrosio (assistente generale dell'Università Cattolica): 34 per cento,
2) Monsignor Domenico Sigalini (vescovo di Palestrina): 19 per cento ,
3) Un vescovo nero (?): 15 per cento.
NB. Poichè monsignor Sigalini è già stato nominato dal Papa Assistente ecclesiastico generale dell'Azione Cattolica, in terna entra il quarto nome: monsignor Erminio De Scalzi (12 per cento)
giovedì 29 novembre 2007
Nominato il vescovo di Papua-Nuova Guinea
la terra degli ultimi cannibali
Nessuna notizia, anche oggi, sul nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio. La Santa Sede, questa mattina alle ore 12, ha invece reso noto che il Santo Padre ha nominato vescovo di Bereina (Papua Nuova Guinea), monsignor Rochus Josef Tatamai, M.S.C., finora vescovo titolare di Accia e ausiliare della Diocesi di Kerema (Papua Nuova Guinea). La diocesi di Bereina era vacante dal 16 aprile di quest'anno.
Papua Nuova Guinea era, fino al al 1960, la terra degli ultimi cannibali.
Lo scorso 16 agosto, nella capitale, Port Moresby, si è svolto un rito ufficiale in cui dopo 132 anni i discendenti dei cannibali di Papua Nuova Guinea chiesero perdono per il massacro avvenuto nell'aprile del 1878 durante il quale alcuni guerrieri della tribù Tolai, penisola di Gazelle, uccisero e mangiarono un pastore e tre predicatori fijiani arrivati nell'isola per diffondere il cristianesimo.
Scuse accettate da parte dell'ambasciatore di Fiji giunto in Papua Nuova Guinea proprio per presenziare la cerimonia.
martedì 27 novembre 2007
Nuovo vescovo, tra profezie e certezze
lunedì 26 novembre 2007
Tonini, il nuovo vescovo di Piacenza già nominato

domenica 25 novembre 2007
Bersani, da chierichetto a ministro
martedì 20 novembre 2007
"Il cardinale non concede interviste"
Recentemente pubblicavo su Libertà i tempi di attesa degli ultimi due vescovi: Antonio Mazza e Luciano Monari. Passano sette mesi dal trasferimento di un presule all'annuncio del nuovo. Per il successore di Monari non siamo neppure a cinque. Perchè dico questo? Perchè l'altra sera mi è giunta una telefonata dalla mia più importante fonte in Vaticano. Un arcivescovo di curia ha chiesto al cardinale Giovanni Battista Re (prefetto della Congregazione per i vescovi) notizie su Piacenza-Bobbio. "Non c'è ancora la terna" la risposta.
A questo punto non so che dire. Un'altra fonte, sempre ecclesiastica, ma più "periferica", mi conferma invece quello che ho scritto su Libertà: l'annuncio del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio arriverà entro la metà di dicembre. Glielo hanno detto molto in alto. Il fatto della terna viene spiegato - ma è solo un'interpretazione - così: uno dei candidati sarebbe stato spostato su un'altra diocesi, ragion per cui la terna di Piacenza-Bobbio è da rifare con l'aggiunta di un altro nome. Al Papa non possono esserne presentati due. Devono essere necessariamente tre.
Chiamo il Vaticano, la Congregazione per i vescovi, per un'intervista al cardinale Re, con la promessa che non avrei parlato di Piacenza-Bobbio. Supero a stento il sacro centralino, dove una voce femminile con un forte accento francese mi rimpalla ad una voce maschile dall'accento slavo: "Il cardinale, per principio, non concede interviste. Può chiamare in Nunziatura". Faccio un altro numero del Vaticano e chiedo di parlare con un arcivescovo. E' lui in persona che risponde al telefono. Quando gli chiedo almeno i tempi della nomina, mi parla di giorni biblici che hanno una durata molto diversa dai giorni dell'uomo. Mi scuso per il disturbo e lo ringrazio.
giovedì 15 novembre 2007
Prima boa superata, grazie ai naviganti
martedì 13 novembre 2007
Ancora sul caso del vescovo Bregantini
10/11/2007 08:05
lunedì 12 novembre 2007
Il cardinale Re dal Papa, nomine in vista
venerdì 9 novembre 2007
Il caso Bregantini, ecco come si fa un vescovo

Pubblichiamo il messaggio di addio del vescovo Carlo Maria Bregantini alla diocesi di Locri-Gerace. Oltre ad essere, a nostro avviso, estremanente significativo, riporta alcuni passaggi importanti per capire i tempi e le modalità della nomina di un vescovo.
padre CARLO MARIA BREGANTINI C.S.S.
VESCOVO
CATTEDRALCATTEDRALE
LOCRI, 8 NOVEMBRE 2007
MESSAGGIO ALLA CHIESA DI LOCRI-GERACE
IN OCCASIONE DELLA NOMINA
AD ARCIVESCOVO METROPOLITA
DI CAMPOBASSO-BOJANO
1. Carissimi fratelli e sorelle,
carissimo Mons. Vincenzo Nadile, mio fedelissimo Vicario
generale;
carissimi Presbiteri, Religiosi e Diaconi, con i dolcissimi
seminaristi, gioia e corona del mio episcopato;
carissime e affettuose consacrate che siete il profumo di
Cristo nei tanti paesi della Locride, con tutti i giovani, il
coraggio e la speranza di questa terra.
Rivolgo un doveroso ossequio a tutte le autorità
presenti, di ogni ordine e grado, con un particolare
saluto ai sindaci, grato della vostra partecipazione.
A tutti voi, carissimi, la luce del Signore Gesù, il Risorto,
il Vivente vi doni quella pace che sempre è concessa a
chi obbedisce e compie, pur tra tante lacrime, il Suo divino
volere, nel quale risiede la vera gioia.
“Chi semina nella lacrime, raccoglie nella gioia” (Salmo 126,
5), dice quel salmo da me pregato tante volte con voi, in
giorni di dolore cocente.
2. Conoscete la ragione di questo ritrovarci qui, di questo
sofferto ma fiducioso momento, che diviene motivo di
forte preghiera a Dio e alla Vergine Maria Immacolata,
fedele Patrona di questa amata terra della Locride.
Per un disegno misterioso del Signore, il Santo Padre Benedetto
XVI, mi ha chiamato a reggere la cattedra arcivescovile
metropolitana di Campobasso-Boiano, nel Molise.
“Al Papa non si può dire di no!”, mi diceva chiaramente
mons. Mariano Magrassi, di venerata memoria, quando
nella sua veste di Arcivescovo di Bari, mi ha esortato, nel
gennaio 1994, a venire presso di voi, quaggiù nella Locride,
come vostro Pastore.
E voi mi avete accolto con tenerezza infinita, come un figlio
di questa sofferta ma dignitosa terra di Calabria ed
insieme come padre di consolazione nel vostro cammino.
Insieme siamo cresciuti, guidati sempre dalla mano provvidenziale
di Dio Amore.
Insieme abbiamo patito, sperato e gioito dei piccoli e tenaci
semi di speranza, piantati con fiducia lungo i sentieri
sassosi e a tratti insanguinati di questa terra, fatta ora giardino,
che io ho amato, ed amo come mia sposa, nel nome
di Gesù, vero sposo della Sua Chiesa.
Proprio per questo intensissimo amore reciprocamente
dato, è ora doloroso e piangente questo mio saluto di congedo.
3. Da quando infatti, giovedì 18/10/07 il Nunzio Apostolico,
mons. Giuseppe Bertello mi ha invitato a Roma e mi ha
comunicato il pressante invito del Papa ad assumere questo
nuovo servizio nella Chiesa di Campobasso, non ho
smesso di sentirmi come Gesù nell’orto del Getsemani, nel
ripetere:
“Passi da me questo calice, o Padre, tuttavia sia fatta la Tua volontà
non la mia” (Mt 26, 39).
Ho sentito vicina Maria, serva del Signore, nel suo si all’-
Angelo Gabriele: “si faccia di me, secondo la Tua Parola” (Lc
1, 38) come ripetiamo ogni giorno, nel dolce canto dell’-
Angelus, poco fa ripetuto con fede.
4
Ho tanto guardato a san Giuseppe, nella piccola icona
che conservo sull’altare in Episcopio, ripreso mentre l’-
angelo lo rassicurava: “non temere Giusepppe di prendere
con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei è opera
dello Spirito Santo” (Mt 1,20).
Gesù, Maria e Giuseppe. In loro compagnia ho vegliato e
pianto in questa settimana; e con la forza della fede, sostenuto
dalla preghiera e della loro intercessione, ho rinnovato
con cuore libero la mia obbedienza a Dio.
4. Mi chiederete certamente com’ è nata questa nomina.
Per quanto mi è dato capire le cose sono andate così:
nel mese di Luglio di quest’anno, dal 9 al 13, ho accolto
l’invito dell’Arcivescovo di Campobasso, mons. Armando
Dini, di predicare un corso di esercizi spirituali al clero
di quella diocesi e delle diocesi vicine.
Pochi giorni dopo, lo stesso Arcivescovo Dini presenta al
Papa le sue dimissioni, in quanto raggiunti i 75 anni di
età. Nella successiva richiesta di informazioni, come presumo,
alla Nunziatura è stato indicato subito il mio nome
dai Vescovi della regione ecclesiastica Abruzzo-
Molise, accolto poi cordialmente dai Cardinali e Vescovi
della Commissione Plenaria della Congregazione dei Vescovi;
inserito successivamente nella terna di nomi è stato
infine scelto dal Papa Benedetto XVI.
Tutto qui. Tutto alla luce di Dio. Tutto nella tradizione di
uno stile ormai consolidato e lucido.
Niente, dunque, trame oscure, niente giochi di potere, né
di invidia o gelosia.
E questo lo dico con forza contro chi ha scritto o sostenuto
tesi infondate e negative.
Comprendo il vostro affetto per me e capisco certi toni
appassionati della stampa, ma vi chiedo paternamente di
riportare tutto dentro i normali sentieri dell’obbedienza,
in un trasferimento di certo molto doloroso ma che – lo
sento alla luce di Dio- mi gioverà profondamente a vari
livelli: spiritualmente, psicologicamente e umanamente.
5. Del resto se non avessi accolto in spirito di obbedienza
questo trasferimento - o promozione come si usa dire in
termini ecclesiastici - cosa mi avrebbero potuto dire i parroci
quasi tutti da me trasferiti durante questi 13 anni,
spesso anche essi tra lacrime e fatiche notevoli?
Come avrei potuto guardarli negli occhi e mantenere intatta
la mia coerenza?
“Chi obbedisce si santifica!”, esortava un’anziana di Placanica
quando il parroco lasciava quella parrocchia.
L’obbedienza, carissimi, è sigillo di tutte le virtù perché è
generata dall’umiltà per essere fondamento di pace. L’obbedienza
è libertà, profezia, servizio che si fa gratuità e
benedizione. Scrive Papa Benedetto nel suo libro su Gesù
di nazaret: “dove si fa la volontà di Dio è cielo. L’essenza del
cielo è l’essere una cosa sola con la volontà di Dio, unione tra
volontà e verità. La terra diventa “cielo” e in quanto in essa si
fa la volontà di Dio, mentre è solo ”terra”, polo opposto al cielo
se e in quanto essa si sottrae alla volontà di Dio. Perciò noi
chiediamo che le cose in terra vadano come in cielo, che la terra
diventi “cielo”.
6. Certo, mi direte, e noi? Gregge privo del suo pastore? Non
rischiamo di vedere disperse e frenate le pecore se cambia
il pastore?
No! Statene certi! Perché il pastore agisce, infatti, in due
modi, come ci spiega bene la Parola di Dio:
a - rendendo prima di tutto solide e forti le tante iniziative
di bene portate avanti durante questi anni, non
ancora completate ma che hanno messo radici profonde
e che di certo saranno rafforzate dalla mano
di Dio.
Mi riferisco alla Cittadella Vescovile di Gerace, seminario
e episcopio, che ho trovato in tristi rovine
piangenti, e che ora è una realtà qusi tutta completata,
maestosa e bella. Penso ai lavori al santuario di
Polsi, che ne hanno fatto un luogo di fede e di preghiera
atteso e sempre più frequentato. Guardo anche
alla ricostruzione del santuario di Bombile a
seguito della rovinosa frana del 28 aprile 2004 e al
Convento dei Cappuccini di Gerace, per accogliere
le Carmelitane Scalze di clausura: le affidiamo entrambe
alla Madonna, con grande fiducia.Ed infine
affido a Dio il tanto desiderato Centro Pastorale di
Locri, nostro sogno, luogo soprattutto per i giovani,
di formazione, condivisione e cultura non solo per
la Città, ma per la Diocesi tutta. Ed affido al Signore
anche la realtà dellaComunità dello Scoglio, in avanzata
fase di discernimento positivo, quasi un sicomoro
di luce per i tanti Zaccheo feriti dalla vita.
b - e poi, avendo presente che è il Signore il grande
Pastore che provvederà alla successione, siamo
certo che Dio ci darà un eccellente Vescovo successore,
che saprà continuare e portare a compimento
le nostre attese. Dio sa sempre quando e chi chiamare
al suo servizio.
Se toglie, lo fa per collocare con maggior forza i
suoi servi. Anzi, per dirla con il Manzoni, potremmo
scrivere che “Dio non turba mai la gioia dei suoi
figli, se non per prepararne loro una più certa ed una
più grande”.
Per chiudere, vorrei raccogliere il mio cammino con voi
in questa frase: Porto con me quello che ho da voi e con
voi imparato, e lascio a voi quello che ho seminato con
amore pieno e fervido.
7. Chiedo perdono a tutti coloro che involontariamente nel
lungo cammino di questi anni, ho offeso, ferito con espressioni
dure o sbrigative; a chi ho poco ascoltato, a
chi ho poco amato.
Sento però che nel disegno di Dio anche questi momenti
di fragilità e di limite si saranno un po’ alla volta trasformati
in occasioni di grazia rinnovata, aumentando così
la gioia, nella logica paolina che sempre “dove ha abbondato
il peccato, ha sovrabbondato la grazia” (Rm 5,20).
8. Ringrazio invece con affetto crescente tutti coloro con cui
ho lavorato, pregato, sperato e amato.
In questi anni che sono divenuti, anche tramite loro, rapidissimi;
come per Giacobbe (il messaggio che quest’anno
ho rivolto ai giovani delle scuole!) che nell’amare profondamente
Rachele, affermava, infatti, che “i suoi anni di servizio
gli sembravano pochi tanto era il suo amore per lei” (Gn
29,20) .
In particolare il mio ringraziamento affettuoso lo rivolgo:
• a mia madre Albina, che mi ha intensamente sostenuto
e seguito;
• a padre Tarcisio che mi ha fedelmente accompagnato
da quasi trent’anni con affetto di padre e di nonno;
• al Vicario generale, al Cancelliere e all’Economo, al
Vicario Giudiziale, ai Vicari Foranei, ai Canonici;
• alla Curia Vescovile, che in questi anni si è fortificata,
rinvigorendosi in un servizio di intensa promozione
pastorale;
• ai sacerdoti, ai diaconi, ai seminaristi, ai religiosi e
alle religiose, che hanno portato con me, spesso in
condizioni precarie ed eroiche il peso del regno di
Dio, annunciandolo con franchezza e giovanile ardore,
pur segnati dall’età e dalle fatiche apostoliche;
• Al Seminario Diocesano e Regionale, insieme alla pastorale
vocazionale, grato di tanto impegno delicato e
prezioso e grati a Dio degli undici nostri seminaristi
diocesani, che stanno camminando verso il sacerdozio,
sparsi in luoghi diversi.
• alla Commissione Sinodale diocesana, che tanto si è
impegnata, con zelo e intelligenza, per l’avvio di una
così importante iniziativa, che avrebbe voluto essere
la sintesi di tutto questo nostro cammino pastorale,
attuato in questi anni, insieme con voi tutti
• all’Istituto di Scienze Religiose e alla Scuola Teologico-
Pastorale, spina dorsale per la formazione dei laici;
• al Cammino Emmaus, che sta ringiovanendo tutta la
pastorale diocesana;
• alla Caritas con la quale abbiamo sognato e realizzato
cose belle, vive ed efficaci a servizio dei poveri e degli
umili, che restano la perla della Locride;
• alla Scuola Diocesana di Formazione Socio-Politica
che di anno in anno sta assumendo i contorni di una
vera fucina di impegno intelligente per la Città dell’uomo;
• a tutte le iniziative di Cooperazione sociale aggregate
nel Goel, segno di fiducia credibile e fedele per i giovani
disoccupati di questa terra;
• ai Fratelli e alle Sorelle degli eremi e alle monache
Carmelitane Scalze, costellazione di preghiera e di intercessione;
• alla Pastorale giovanile, cuore pulsante del futuro, di
condivisa sollecitudine per il futuro cammino dei giovani
in questa terra;
• all’Ufficio tecnico, che in questi anni ha realizzato opere
di forte interesse culturale e sociale, nel restauro e
costruzione di chiese e di case canoniche ed opere parrocchiali;
• all’Ufficio Stampa e Comunicazioni Sociali, sempre
vicino, leale, intelligente, capace di dare alle notizie
il giusto taglio, oltre a renderle messaggio e non
scoop;
• alle Confraternite, ora serene e più unite, così preziose
se bene accolte e seguite,dentro la realtà di una
religiosità popolare da riscoprire;
• A tutti i Movimenti ed Associazioni, che innervano
la pastorale delle nostre parrocchie, grati del loro
zelo, perché siano, uniti sempre di più tra di loro, il
lievito nella pasta;
• Al cammino ecumenico, che ha fatto passi preziosi
in questi anni, che anticipano e promettono lidi inediti
di unità e di pace;
• e……nel caso abbia dimenticato qualcuno, ogni volto
è custodito nelle pieghe della mano e del cuore di
Dio, che sempre ricompensa con abbondanza chi Lo
serve con fedeltà.
Per tutti, vi affido questo pensiero di san Paolo: “Ringrazio
Dio per ogni cosa ogni volta che io mi ricordo di voi, pregando
sempre con gioia in ogni mia preghiera, a motivo della vostra
cooperazione, alla diffusione del Vangelo dal primo giorno fino
al presente” (Fil 1,3).
Faccio mie queste parole di San Paolo dalla Lettera ai Filippesi,
che quest’anno ci accompagna per vivere la spiritualità
di comunione, auguro a voi tutti, con uno sguardo
al futuro: “sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest’opera
buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo
Gesù” (Fil 1, 6).
Questo compimento è ora affidato direttamente a voi,
alla vostra capacità di collaborare tra voi con qualità e
gratuità, certo che sempre con le parole di Paolo: “ciò
che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello
che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi!” (Fil 4, 9).
Proprio per questo, utilizzando le parole di Paolo, anche
io posso dire come lui, nei vostri confronti che “vi
porto nel cuore, voi che siete tutti partecipi della grazia che
mi è stata concessa, sia nelle catene sia nel consolidamento
del vangelo. Infatti Dio mi è testimone del profondo affetto
che io porto per voi nell’amore di Cristo Gesù.” (Fil 1,7).
9. Perciò sento nel cuore di lasciarvi alcune consegne,
“perchè la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza
e in ogni genere di discernimento, per distinguere
sempre il meglio, ricolmi dei frutti di giustizia e di amore”
(Fil 1, 11) .
Ai giovani:
vi chiedo di lottare sempre contro la logica del destino,
a vincere con fiducia la rassegnazione, certi che i piccoli
passi portano a grandi mete, sapendo sempre intrecciare
sogni e segni, con sereno equilibrio e fattiva concretezza.
In Gesù Risorto avete la risposta ad ogni domanda
che angoscia il vostro cuore.
Amatelo e seguitelo fino alla croce, nella logica del seme
che muore al fine di portare frutto. Poiché siete stati
seme, germoglio ed ora dovete essere frutto!
Alle scuole:
siate laboratori di speranza, capaci di educare sempre
al bene, conquistando il futuro con dignità e qualità.
Grazie del cammino fatto insieme tramite i messaggi
annuali, reciproco stimolo alla maturità di scelte di vita
controcorrenti e alternative.
Ai preti e ai diaconi:
Rivestitevi sempre di grande zelo e passione per il Vangelo,
capaci di incarnarlo in santa letizia, con cuore aperto
e col sorriso sulle labbra, per essere credibili in
Cristo Risorto. Vi chiedo di non aver paura di stare col
Signore Gesù, perché solo in sua compagnia darete
frutti di consolazione e di speranza alle famiglie, ai giovani,
ai poveri e agli ultimi. L’obbedienza generosa vivetela
col nuovo Vescovo, chiunque il Signore invierà: e
solo così sarete felici e liberi, sempre. Ed impegnatevi
sempre di più nella pastorale vocazionale, per dare un
futuro a questa diocesi.
Ai consacrati e alle consacrate:
siate sempre carichi di entusiasmo per lanciare in alto i
nostri cuori e nello stesso tempo sappiate piegarvi sulle
ferite della gente come balsamo di consolazione e di
misericordia.
Al mondo della politica:
amate questa terra con serio e leale impegno per dare
stabilità e motivazioni di crescita verso il bene comune,
perché diventi realmente un giardino, come insieme
tante volte abbiamo sognato.
Spendetevi per questa terra perché siete chiamati a costruire
con la gente il suo futuro, partendo sempre dal
passo fragile e stanco dei piccoli e degli ultimi.
Ai fratelli deviati dalla mafia:
è a voi che rivolgo con cuore evangelico una consegna
importante: la misericordia di Dio non si scandalizza
del peccato, anzi Gesù si ferma proprio nella casa di
Zaccheo, perché non è bloccato dai pregiudizi della
gente né dall’orrore del male compiuto da quest’uomo,
ma è spinto solo dall’amore del Pastore che, inquieto,
va in cerca della pecorella smarrita. Fate ritorno alla
pace di Dio, nelle vostre famiglie, con azioni di coraggio
e di perdono,vero profumo per i nostri paesi.
Alle altre chiese sorelle di Calabria:
nel dirvi grazie per la vicinanza che ci avete sempre
dato nei nostri amari momenti di dolore, vi abbraccio
tutte con fraterno affetto chiedendo a voi una collaborazione
crescente, reciproca e attenta per la comune
appartenenza a questa terra di Calabria, che serviamo
con passi differenti verso la stessa meta di liberazione
evangelica, quasi come nuvole di forma diversa ma di
egual natura.
In conclusione, a tutti chiedo
Annunciate, con animo deciso e con gesti concreti,
che il bene vince sempre contro ogni male e disperazione.
Denunciate tutto ciò che si viola e calpesta il progresso
di questa terra.
Rinunciate apertamente alla disonestà, in tutte le
sue forme, perché siete chiamati a più nobile bellezza.
Perciò al termine di questo mio lungo saluto desidero
rinnovare ed esprimere il mio amore per voi, assicurandovi
nel contempo il mio costante ricordo e la mia
viva preghiera perché non vi abbandono: sarete anzi
sempre nel mio cuore, dolcemente stretto al cuore di
Dio.
Miei carissimi, ora vi saluto con le parole di Paolo che
più di ogni altra cosa si fanno voce del mio cuore:
“Avete fatto bene a prendere parte alle mie tribolazioni…,
sono ricolmo dei vostri doni,
che sono un profumo di soave odore,
un sacrificio accetto e gradito a Dio.
Il mio Dio a sua volta,
colmerà ogni vostro bisogno secondo la vostra richezza
con magnificenza in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli.
Amen”.
(Fil 4, 14.18-19).
+ P. GIANCARLO MARIA BREGANTINI
VESCOVO
martedì 6 novembre 2007
Niente nuove, buone nuove
oggi sul nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio, mi spiace deludervi, ma non ci sono novità (almeno su Sacri corridoi). Se tanto mi dà tanto, dai segnali, sembra che questa settimana le cose stiano ferme. Dovrebbe venire annunciato solo il nuovo vescovo di Vittorio Veneto. Per le diocesi emiliane (Parma compresa) tutto è rimandato almeno alla metà della settimana prossima. Su Libertà prima e Sacri corridoi poi non mancherò di tenervi aggiornati.
A presto,
Federico Frighi