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martedì 5 febbraio 2013

Appello Caritas per la Siria

Un conflitto che rischia di allargarsi coinvolgendo altri Stati e in cui al momento non trova spazio quel “dialogo costruttivo” invocato più volte da Benedetto XVI per porre fine in Siria alle immani sofferenze della popolazione civile. ' Resta infatti gravissima la crisi umanitaria, sia sul fronte dei rifugiati nei paesi limitrofi, sia sugli sviluppi interni. I morti sono più di 60.000, centinaia di migliaia i rifugiati, 2.500.000 di persone hanno bisogno di aiuti. C’è carenza di cibo, acqua potabile, cure sanitarie.


In questa protratta crisi, la Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio sostiene Caritas Italiana che ha già provveduto ad inviare un contributo a Caritas Siria e alle altre Caritas impegnate nell’accoglienza dei profughi e rilancia l’appello per poter far fronte alle nuove, pressanti richieste.

Le Caritas di Siria, Libano, Giordania e Turchia si sono infatti attivate da subito e complessivamente forniscono aiuti a oltre 100.000 persone. Soprattutto all'interno della Siria si continua a lavorare fra grandi difficoltà e pericoli.

“Stiamo coordinando gli aiuti per decine di migliaia di persone a Damasco, Aleppo, Homs e Hassakeh – dice il Presidente di Caritas Siria, S.E. Mons. Antoine Audo – ma i bisogni aumentano di giorno in giorno”.

In Libano, tra i rifugiati distribuiti nel nord del paese, nella valle della Bekaa e a Beirut stessa , la Caritas aiuta 40.000 persone, di cui la metà sono bambini. Ha inoltre allestito due cliniche mobili per fornire assistenza sanitaria.

Caritas Turchia sta aiutando 2.000 famiglie con generi di prima necessità ed ha anche attivato servizi per cure sanitarie e assistenza psicologica.

In Giordania la Caritas si sta prendendo cura di 60.000 persone ad Amman, Irbid, Zarqa, Madaba e Mafraq. Fornisce loro aiuti alimentari, coperte, stufe. Prevede di estendere gli aiuti ad altre 25.000 persone, tra cui molte famiglie locali.



Per sostenere gli interventi a favore della popolazione siriana si possono utilizzare le seguenti modalità:

• versamento diretto presso i nostri uffici in Via Giordani, 21 a Piacenza dalle ore 9 alle 12 dal lunedì al venerdì

• C/C bancario tramite Banca di Piacenza intestato a Fondazione Caritas Diocesana (causale “EMERGENZA SIRIA”)

Iban: IT61 A 05156 12600 CC0000032157

• CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

venerdì 26 ottobre 2012

Il samaritano, dai militari alla Caritas

(fri) Dove c'era un'officina per automezzi militari ora c'è l'officina delle "quattro esse": sostenibilità, saperi, solidarietà e sobrietà. Con l'inaugurazione del terzo capannone pertinenza dell'ex caserma Cantore si completa il centro Il Samaritano della Caritas diocesana. «Vuole essere un luogo in cui ospitare anche i giovani delle parrocchie e delle scuole per far toccare con mano che cosa vuol dire lo spreco ed educare ad uno stile di vita sobrio, solidale e sostenibile» spiega il direttore Caritas, il diacono Giuseppe Chiodaroli. «Pur trovandoci in una situazione in cui aumentano i poveri - evidenzia - questa è un'occasione per guardare al domani con gli occhi della fede e della speranza».


Il nuovo edificio è suddiviso su due piani: al primo un ampio salone destinato a incontri, celebrazioni e conferenze decorato dal pittore Franco Corradini. Attiguo è il locale, dotato di servizi e cucina, destinato alla convivialità. Al piano terra il salone che ospiterà le Vetrine solidali, iniziativa di recupero e valorizzazione benefica di quanto donato alla Caritas. Nell'altra sala, con il soffitto a volta, laboratori di riparazione, piccolo mobilio, sartoria e altre iniziative improntate al recupero di capacità lavorative. L'intero centro ha una estensione complessiva di circa 1.700 metri quadrati: 800 al coperto (i tre edifici) e circa 900 di cortile e giardino.





14/10/2012 Libertà

giovedì 25 ottobre 2012

Il Samaritano, l'università della carità

Una scuola di carità per la comunità piacentina. E' il senso del centro "Il Samaritano" inaugurato ieri mattina in via Giordani nell'apertura delle celebrazioni per il 40° della Caritas, fatta coincidere con il convegno annuale delle trenta Caritas parrocchiali e dei cento gruppi Caritas della diocesi di Piacenza-Bobbio. Un piccolo esercito della solidarietà al quale nel ricco ed impegnativo 2012-2013 (quarantesimo della Caritas, cinquantesimo del Concilio Vaticano II, Anno della fede) è affidato un compito particolare.


Lo evidenzia il vescovo Gianni Ambrosio, dopo aver tagliato il nastro alla presenza della co-fondatrice (assieme al marito Umberto recentemente scomparso) della Caritas di Piacenza, Giulia Vaciago Chiappini. «La fede - dice citando San Paolo - diventa toccabile e vivibile proprio con il gesto della carità. La fede non è un'idea bella su Dio e sul mondo, è un atteggiamento fondamentale che coglie il cuore dell'uomo. Se accogliamo la carità di Dio in noi, allora diventiamo operatori di carità verso i nostri fratelli». Così «il centro Il Samaritano rappresenta un aiuto concreto alla carità. Questi locali sono stati rinnovati in modo bello per aiutare le persone a trovare il vestito e il pane di cui hanno bisogno». Ci sono il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi, il presidente della provincia Massimo Trespidi, i volontari, i rappresentanti delle Caritas parrocchiali.

«E' stato Paolo VI a volere questa forma più organizzata di carità all'interno della Chiesa - osserva Ambrosio -. Penso che abbia aiutato tutta la Chiesa a svolgere la sua missione di luce e di speranza. Il gesto di carità, concreto e quotidiano, aiuta a riprendere il cammino e a ritrovare anche quella fiducia che magari rischia di essere abbandonata». «Questi quarant'anni di Caritas sono figli del Concilio - evidenzia poi monsignor Giancarlo Perego, direttore nazionale di Migrantes - che ha ripensato in maniera nuova il rapporto tra la Chiesa e il mondo. Vorrei sottolineare l'importanza di un legame stretto della Caritas con la realtà ecclesiale, siamo espressione di una Chiesa in cui tutti sono responsabili di tutto». Questa responsabilità diffusa, prosegue, ci deve riportare anche «ad un rapporto nuovo con la città, una città segnata dalla corruzione, dall'individualismo, dalla crisi economica ma anche sociale, dalla diversità. Le risorse da mettere in campo sono le relazioni, i centri d'ascolto, la non violenza in una città che oggi vede tre milioni di persone avere in tutta Italia un'arma in casa, una Caritas che rilegge il senso del globale non solo attraverso progetti di cooperazione internazionale, ma di cooperazione decentrata visto che abbiamo 5 milioni di immigrati nel nostro Paese, provenienti da 198 nazioni del mondo». Ancora: «Serve una Caritas che ripensi agli stili di vita con l'attenzione alla condivisione, alla solidarietà, alla costruzione di una serie gesti (dalla famiglia alla scuola al lavoro) che siano veramente alternativi a quella che è la proposta all'interno della nostra città».

«Oggi - evidenzia - c'è una delega alla Caritas, una delega che nasce dagli stili di vita borghesi. Ecco perchè la Caritas deve ritornare ad una funzione pedagogica ma all'interno ad un contesto mutato rispetto ai tempi del Concilio, un contesto che chiede anche, ad esempio, la denuncia, uno degli elementi importanti su cui lavorare».

Il Samaritano serve proprio a questo. «La Caritas ha una prevalente funzione educativa - evidenzia il suo direttore, Giuseppe Chiodaroli -. Quella di animare la comunità cristiana e il territorio sul tema dell'amore, della carità, della fraternità, delle relazioni con l'attenzione ai poveri».

Federico Frighi

14/10/2012 Libertà

sabato 23 giugno 2012

Sisma, parmigiano in ogni parrocchia

La diocesi di Piacenza-Bobbio, attraverso la Caritas diocesana, ha predisposto un'iniziativa a medio termine per sostenere la produzione casearia di parmigiano-reggiano delle imprese colpite dal terremoto in Emilia Romagna. L'iniziativa verrà proposta nelle parrocchie a partire da domenica 24 giugno per chiuderla l'8 luglio. Ogni ordine di parmigiano (pezzi da un kg sotto vuoto con due possibili stagionature: 10-12 mesi e 24 mesi circa) verrà effettuato compilando l'apposito coupon. I tagliandi possono essere raccolti in un contenitore in chiesa o nelle segreterie parrocchiali.



Dal 9 al 13 luglio le parrocchie compileranno una lista dei richiedenti e comunicheranno alla Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio il totale richiesto, attraverso la mail mondialita@caritaspiacenzabobbio. org o il tel. 0523/332750.


La Caritas farà il computo totale e lo girerà ai caseifici, individuati grazie all'aiuto di Andrea Summer (Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Parma). Quindi provvederà al ritiro del formaggio. Potrà fare lo stoccaggio in cella frigorifera (se la consegna avvenisse in anticipo sui tempi prestabiliti) all'interno del Centro Il Samaritano in via Giordani, 12: questo per lasciare una maggiore libertà ai caseifici, alle prese con disagi vari. Si provvederà quindi alla distribuzione intorno a metà settembre alle parrocchie, cui spetta la distribuzione ai singoli richiedenti e la raccolta di quanto dovuto che verrà poi convogliato alla Caritas diocesana. Quest'ultima provvederà al pagamento.


Nel giro di poco la diocesi fornirà le notizie relative ai caseifici individuati. Vista la natura solidale dell'iniziativa si sta provvedendo ad individuare i caseifici più danneggiati e quindi più bisognosi di un sostegno. «Questa scelta - spiegano alla Caritas - porta con sé una serie di conseguenze in termini di tempistica della consegna (non è possibile conoscere con largo anticipo il giorno in cui essa avverrà), di costi (ipotizzabili in 10-11 euro/kg per la stagionatura intorno ai 12 mesi, in 13-14 euro per quella a 24 mesi) e di assoluta certezza della consegna (pur garantendo il nostro meglio dobbiamo tenere conto dell'agibilità o meno degli edifici, di eventuali ulteriori scosse e del grado di danneggiamento di quelle forme di parmigiano Reggiano non ancora recuperate). Ecco perché in primis si chiede a tutti disponibilità, pazienza e uno spirito di solidarietà e al contempo di adattamento».


Per informazioni: Francesco Millione (Caritas diocesana.) millione@caritaspiacenzabobbio. org - cell. 3484493993





21/06/2012 Libertà



domenica 25 marzo 2012

Caritas di Piacenza-Bobbio modello in Italia

La Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio fa scuola in Italia e in Europa. La struttura piacentina è stata scelta, tra le diocesi del Nord Italia, come sede del percorso di formazione base per i direttori delle Caritas.
Da domenica 25 a mercoledì 28 marzo cinquantacinque direttori provenienti da diocesi italiane e straniere visiteranno le strutture piacentine e ascolteranno progetti e esperienze locali.
«Sono molto orgoglioso della scelta di Piacenza-Bobbio - fa sapere il direttore piacentino Giuseppe Chiodaroli -. Vuol dire che il nostro lavoro al fianco degli ultimi è stato premiato. Una delle motivazioni della scelta di Piacenza-Bobbio è, tra l'altro, l'ottimo rapporto che la Caritas ha con il territorio locale». «Per noi sarà anche un utile momento di confronto - evidenzia - con le esperienze delle altre Caritas».
Direttori e operatori soggiorneranno nel centro pastorale della Bellotta, a Pontenure. Domenica pomeriggio 25 marzo sono previsti gli arrivi e, in serata, la visione del cortometraggio sui senza fissa dimora "Alla fine dei sogni" realizzato dalla Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio. Nella mattinata di lunedì 26 marzo, sempre alla Bellotta, il saluto del vescovo Gianni Ambrosio e la presentazione dello stato della diocesi a cura del vicario generale monsignor Giuseppe Illica. Nel pomeriggio la presentazione della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio da parte del direttore Giuseppe Chiodaroli, della presidente dell'Associazione Carmen Cammi, Anita Natali, e del presidente della Fondazione Caritas, Franco Milani. A seguire la presentazione dell'area Promozione Caritas con il suo responsabile Massimo Magnaschi ed Edina Rigolli. I direttori si trasferiranno poi nel Centro pastorale Scalabrini di Fiorenzuola e visiteranno la Caritas parrocchiale della cittadina valdardese. Martedì 27 marzo, in mattinata, la presentazione dell'area Promozione mondialità, con il responsabile Francesco Millione e Rita Casalini, e dell'area Promozione umana, con il responsabile Francesco Argirò e Cristina Marchi. Nel pomeriggio trasferimento a Piacenza per la visita alla Caritas di via Giordani, al dormitorio, al centro di ascolto, al punto di ascolto anziani e al centro il Samaritano. Poi la visita alla città con il saluto del sindaco Roberto Reggi e la messa in Sant'Antonino. Alle 18 e 45 un momento musicale in basilica con il gruppo folk Enerbia e, a seguire, la cena alla mensa della fraternità. Mercoledì 28 marzo, ultimo giorno di permanenza delle delegazioni a Piacenza, un momento di confronto con l'équipe della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio.
Federico Frighi


15/03/2012 Libertà

martedì 15 novembre 2011

Mensa Caritas, servono generi alimentari

Per il continuo aumento delle presenze che ha portato all’incremento dei pasti erogati presso la mensa diurna e serale e delle borse viveri consegnate alle famiglie, si segnala la necessità dei seguenti prodotti alimentari indispensabili al funzionamento della Mensa Caritas, ed in questo momento non sufficienti:

 Pasta
 Riso
 Scatolame (passata, pelati, tonno, etc.)
 Latte UHT a lunga conservazione
 Olio di oliva
 Caffè
 Zucchero
 Biscotti
 Formaggio grana sottovuoto

Si fa un appello alle aziende ed ai supermercati per il fabbisogno di carni.

Si segnala inoltre, per le borse viveri fornite alle famiglie in situazione di bisogno, la carenza di pannolini destinati a bambini da 0 a tre anni di età, detersivi per lavatrice( fustino) e confezioni di zucchero ( da un 1 Kg. ).

Tali generi possono essere consegnati direttamente presso la Mensa della Fraternità (tel. 0523/314087) in via S. Vincenzo 13 dalle ore 09.00 alle ore 13.00 oppure presso la sede della Caritas diocesana in Via P. Giordani 21 dalle ore 09.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

mercoledì 26 ottobre 2011

Fondi, aiutate quasi 500 famiglie

Ancora sul rapporto Caritas povertà in tempo di crisi. Grazie ai fondi di solidarietà, dall'inizio della crisi, sono state aiutate quasi 500 famiglie.

I dati del Dossier 2011 prendono in considerazione le povertà conosciute a Piacenza attraverso la rete Caritas. Rappresentano un tentativo di allargare la fotografia e l'analisi delle povertà nella direzione di una lettura maggiormente diocesana che, tuttavia, potrà aversi quando sarà operativa la Consulta della Carità con le 69 strutture ecclesiali inserite in un'unica rete.
Centro Ascolto Caritas: 1.273 persone nel 2010 contro le 1.157 nel 2009. Delle 1.273 persone aiutate, 770 sono uomini, 503 donne con una netta prevalenza delle classi di età centrali (35-44 al 31%, 45-54 al 27%). In 460 si sono rivolti al servizio per la prima volta.
Centro Scalabriniane: 359 persone nel 2010 contro le 402 del 2009. Delle 359 persone aiutate 263 sono donne, 96 uomini.
Centro Ascolto Agape: nella struttura di Fiorenzuola (Piccola casa della Carità) nel 2010 sono state accolte 124 persone contro le 173 del 2009. Il 55% sono donne.
Fondo di Fiorenzuola: al 30 aprile del 2011 il fondo straordinario di aiuto alle famiglie di Fiorenzuola ha raggiunto oltre 66mila euro. Una cifra che ha permesso di aiutare 136 famiglie in difficoltà.
fondo diocesano: il Fondo straordinario diocesano di solidarietà attualmente ha una dotazione di oltre 456mila euro. Ha garantito, a fine giugno 2011, 289 prestiti alle famiglie in difficoltà per un totale di 745mila euro. Sono stati inoltre erogati 70 contributi di 500 euro ciascuno a fondo perduto per un totale di 35mila euro.


23/10/2011 Libertà

Le opere ecclesiali non si sostituiscono al pubblico

Torniamo sul rapporto Caritas la povertà in tempo di crisi. Da tutti gli addetti ai lavori rappresentanti il mondo cattolico arriva forte e chiaro il messaggio: le opere della Chiesa non si sostituiscono a quelle pubbliche.

(fri) Dal convegno delle Caritas parrocchiali arriva forte e chiara una puntualizzazione che per la Chiesa è essenziale: le opere socio-assistenziali nascono dalla carità cristiana e non si devono sostituire al servizio pubblico. Lo dicono e lo ribadiscono tutti: dal direttore della Caritas diocesana Giuseppe Chiodaroli - «Si curi la collaborazione con il pubblico privilegiando funzioni integrative e anticipatrici e non sostitutive» - all'economo diocesano don Giorgio Bosini, padre dell'Associazione La Ricerca, durante le testimonianze delle opere di carità. Ma anche, prima che il vicario generale monsignor Giuseppe Illica chiuda il convegno, di Massimo Magnaschi, molto esplicito nella sua relazione. «La presenza della Chiesa in campo sociale e sanitario - osserva - porta con sé un forte rischio in una fase storica di grave e perdurante crisi economica: il rischio di revisione in senso restrittivo dei sistemi di welfare, con un ricorso alla sussidiarietà che rischia di divenire deresponsabilizzazione pubblica, delega ed uso strumentale dei corpi intermedi in termini di supplenza a costi ridotti, più che complementarietà».


23/10/2011 Libertà

lunedì 24 ottobre 2011

Caritas, la povertà in tempo di crisi

La povertà in tempo di crisi cambia volto e si ramifica nel territorio. Se ne è parlato nel convegno delle Caritas parrocchiali.

Oltre 61mila contatti ai centri di ascolto, 77mila alle strutture di assistenza sociale residenziale, 50mila ai centri diurni per anziani. I numeri, relativi al solo 2010 e alla provincia di Piacenza, danno l'idea di come la povertà, in tempo di crisi, sia diffusa e ramificata sul territorio. La Chiesa, con le sue strutture, parrocchie incluse, mette insieme un piccolo esercito di 69 realtà - dalla Mensa della Fraternità di via San Vincenzo all'ambulatorio San Camillo di via Genocchi - sostenute dalla carità cristiana, dall'amore preferenziale per i poveri e per gli ultimi, «imparando a riconoscere la presenza di Dio nell'affamato e nell'assetato, nello straniero e nel carcerato, nell'ammalato e in ogni bisognoso». Lo dice il numero 39 degli Orientamenti pastorali della Cei, Educare alla vita buona del Vangelo.
Lo ribadisce il vescovo Gianni Ambrosio al convegno annuale della Caritas parrocchiali ieri mattina nell'Oratorio Ragazzi del Brentei (Nostra Signora di Lourdes). I saluti dell'assessore comunale Giovanna Palladini, del presidente della Provincia, Massimo Trespidi, del direttore della Caritas diocesana, Giuseppe Chiodaroli. Poi il vescovo Ambrosio ringrazia l'impegno e la dedizione delle Caritas. Osserva come si debba partire dalle «relazioni buone», senza le quali non c'è la vita. «Non vi è vita sociale, ma solo la lotta tra individui, tra interessi in conflitto e comportamenti opportunistici». «In tempi di crisi generalizzata - evidenzia Ambrosio - la nostra vita ha bisogno che si coltivi l'amicizia, la fiducia, la cooperazione, la reciprocità tra persone. Credo che questo sia il servizio più prezioso che possiamo e dobbiamo offrire come comunità cristiana». In queste relazioni buone, prosegue il presule, vanno inserite anche le opere di carità scrollando «la polvere che può essersi depositata, impedendo di arrivare a riconoscerne l'origine, il significato, la finalità». Ma l'amore per il prossimo ha anche bisogno di «organizzazione quale presupposto per un servizio comunitario ordinato» dice Ambrosio citando Benedetto XVI. Ecco che serve una Consulta diocesana delle opere socio-assistenziali: «Segno di comunione ecclesiale ed operativa per un coordinamento ed una pastorale d'insieme».
Il convegno è l'occasione per presentare il Dossier 2011 "La povertà in tempo di crisi", realizzato dall'Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio in collaborazione con l'Osservatorio delle Politiche Sociali della Provincia di Piacenza. Un documento che ingloba e aggiorna i dati diocesani del censimento 2009 delle Opere sanitarie e sociali ecclesiali in Italia, quest'ultimo presentato da Walter Nanni, della Caritas Italiana. Delle 69 strutture ecclesiali piacentine - come spiega Massimo Magnaschi della Caritas di Piacenza-Bobbio - il 73% è operante in campo sociale, mentre il restante 27% è suddiviso tra assistenza socio-sanitaria o sociale, socio sanitaria e sanitaria. Tra le 14 diocesi dell'Emilia-Romagna Piacenza si colloca all'ottavo posto in fatto di strutture, davanti alle 67 di Ferrara-Comacchio e subito dietro alle 75 di Ravenna-Cervia. Il primo è occupato da Reggio Emilia-Guastalla con 352, l'ultimo da San Marino-Montefeltro che ha solo una struttura sociale ecclesiale. Nelle 69 strutture piacentine operano 942 volontari e 858 lavoratori retribuiti. I religiosi sono 67 e rappresentano il 4% del totale. Inferiore all'uno per cento la percentuale dei volontari del Servizio Civile.
Federico Frighi


23/10/2011 Libertà

lunedì 19 settembre 2011

Caritas, i premi della lotteria solidale

Dona e Vinci è la lotteria della Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio a sostegno delle opere di solidarietà. Ecco l’elenco dei numeri di serie vincenti della lotteria realizzata dalla Fondazione Autonoma Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio.

1 13099 Fiat Cinquecento

2 16211 Week end per due persone

3 5477 Bicicletta uomo/donna

4 18025 Bicicletta uomo/donna

5 356 Gita giornaliera per due persone Trenino del Bernina

6 26039 Bicicletta bimbo/bimba

7 36451 Bicicletta bimbo/bimba

8 3626 Confezione da 24 bottiglie di vino

9 22089 Confezione da 24 bottiglie di vino

10 17426 Confezione da 24 bottiglie di vino

11 9564 Cesto assortito di prodotti gastronomici

12 36596 Cesto assortito di prodotti gastronomici

I premi potranno essere ritirati, muniti dei biglietti vincenti e di documento d’identità in corso di validità, in orari di ufficio entro 21 giorni dall’estrazione presso la Fondazione Autonoma Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio, sita in Via Pietro Giordani 21, nel Comune di Piacenza.
Per motivi organizzativi e’ necessario indicare al momento della richiesta del 1° premio (sempre entro i 21 giorni successivi la data di estrazione fissata per il 17 settembre 2011) il nominativo della persona cui verrà intestata la vettura vinta.
· Per ogni necessità, chiarimento, ulteriore informazione chiamare la Segreteria Caritas allo 0523/332750 .

La Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio ringrazia:
- per i premi messi a disposizione:

* la concessionaria Giacomo Parietti per aver donato la Fiat 500
* Agenzia Viaggi dello Zodiaco
* Cantine Valtidone, Bonelli, Perini e Ferrari

- per le sponsorizzazioni:

* Confindustria, Cassa Edile, Forpin, Cattolica Assicurazioni, FBF, Zincatura Metalli, Tectubi raccordi SPA, Farmacie comunali piacentine, Enaip Piacenza, Drillmec

- per la distribuzione e vendita dei biglietti:

* Associazioni di categoria: Coldiretti, Associazione Industriali, Unione agricoltori, Unione provinciale artigiani, Libera associazioni artigiani, CGIL, Cisl, Uil, CNA, Unione Commercianti, Confesercenti, Libera Associazione Commercianti, Confcooperative
* Banca Farnese nella persona del presidente Avv. Augusto Ridella e BBC di Creta
* I parroci, i sacerdoti ed i volontari che hanno collaborato
* Associazione Carmen Cammi Volontari per la Caritas e tutte le associazioni di matrice ecclesiale * Gli organizzatori della Caritas: Pietro Ferrari, Massimo Magnaschi, Davide Marchettini, Franco Milani

giovedì 15 settembre 2011

Emergenza Corno d'Africa

Un pressante invito “a dividere il pane con i bisognosi”. Così Benedetto XVI, commentando il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ha richiamato di nuovo l’attenzione sui “tanti fratelli e sorelle che in questi giorni, nel Corno d’Africa, patiscono le drammatiche conseguenze della carestia, aggravate dalla guerra e dalla mancanza di solide istituzioni”.
Le stime delle persone colpite dalla terribile siccità che coinvolge la Somalia, l’Etiopia, il Kenya, Gibuti e mette a rischio l’Eritrea, il Sud Sudan, l’Uganda e la Tanzania hanno superato i 12 milioni e le notizie sono sempre più allarmanti.
S.E. Mons. Bertin, vescovo di Gibuti e presidente di Caritas Somalia, parla di situazione disperata e ha sottolineato come la doverosa e urgente solidarietà deve essere accompagnata dall’impegno per risolvere a monte le cause strutturali della crisi in Somalia, abbandonata da due decenni in una situazione di anarchia e conflitto.
Unendosi alle parole del Santo Padre, la presidenza della CEI, a nome dei Vescovi italiani, ha disposto l’immediato stanziamento di un milione di euro dai fondi dell’8 per mille, a cui Caritas Italiana ha aggiunto un ulteriore contributo di 300.000 euro, e ha lanciato una colletta nazionale con una raccolta straordinaria per domenica 18 settembre 2011, al fine di sollecitare le comunità cristiane e tutti gli uomini di buona volontà ad esprimere fattivamente solidarietà alle popolazioni colpite dalla siccità attraverso gli interventi di Caritas Italiana in collaborazione con le Caritas locali che da mesi sono mobilitate per rispondere ai bisogni.
Le offerte raccolte dovranno essere integralmente inviate con sollecitudine a Caritas Italiana, Via Aurelia 796 - 00165 Roma, utilizzando il conto corrente postale n. 347013 o mediante bonifico bancario su UniCredit Banca di Roma SpA, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 50 H 03002 05206 000011063119 specificando nella causale "Carestia Corno d’Africa 2011".

Per altre offerte, è anche possibile utilizzare i seguenti canali:

Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban IT 19 W 03069 05092 100000000012
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban IT 29 U 05018 03200 000000011113
Carte di credito, telefonando a Caritas Italiana tel. 06.66177001, in orario d'ufficio.

lunedì 12 settembre 2011

Caritas, il volontariato allunga la vita

Sabato scorso al centro Caritas il Samaritano c'è stata la festa dei volontari in occasione dell'apertura del nuovo servizio di guardaroba. Pubblichiamo l'intervista a Stella Ontani, la decana dei volontari.

(fri) Il volontariato in Caritas fa ringiovanire. Ne sa qualcosa Stella Ontani, piacentina, che, il prossimo 28 gennaio, compirà 90 anni. Contabile in pensione, è la decana dei volontari Caritas, in servizio dal 1976. Oggi si occupa delle adozioni a distanza in Burundi ma, soprattutto, di gestire l'approvvigionamento del magazzino viveri. Gli ordinativi all'Agea di Roma, la società che si occupa di smistare i generi alimentari (non deperibili) non più vendibili della grande distribuzione, i quantitativi da inviare alle 21 realtà della provincia di Piacenza convenzionate con la Caritas. «A settembre l'Agea (che a Piacenza serve anche la Croce Rossa) vuole conoscere la richiesta degli enti (mensa dei poveri, caritas parrocchiali, scalabriniane...) - spiega la signora Stella -. Io mando le richieste di merce e la quantità in base al numero delle persone delle associazioni. Assisto anche ai controlli da Roma per vedere se facciamo le cose per bene. Sono scrupolosissimi e ci controllano il pacchetto». Proprio ieri è arrivato il primo Tir della Gea nel centro "Il Samaritano" di via Giordani. La signora Stella, al telefonino, tiene i contatti con l'autista per sapere l'orario di scarico e riferisce scrupolosamente al direttore Giuseppe Chiodaroli. E' appena tornata da due settimane di vacanze in montagna (a Breguzzo, in Trentino) ed è in forma come una settantenne. Invece di anni ne ha quasi 90. «Grazie a Dio non me li sento proprio - dice - sono qui perchè mi piace aiutare gli altri e mettere al servizio degli altri le mie conoscenze. Ho fatto la contabile, mi piace organizzare, faccio questo dal 1976». L'anno della scomparsa del marito, della madre, ma anche l'anno del terremoto in Friuli. Stella prese parte alle squadre piacentine di soccorso. Un'esperienza che le cambiò la vita. Un consiglio ai giovani ma anche ai pensionati? «Se non sapete che cosa fare, venite in Caritas, qui non c'è proprio da annoiarsi, ce n'è per tutti».


29/07/2011 Libertà

lunedì 18 luglio 2011

Allarme siccità nel Corno d'Africa

"Non manchi a queste popolazioni sofferenti la nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le persone di buona volontà".
Con queste parole papa Benedetto XVI ha ricordato la "catastrofe umanitaria" che sta colpendo le regioni del Corno d'Africa, dalla Somalia all'Etiopia. "È necessario - ha aggiunto il Papa - inviare tempestivamente soccorsi a questi nostri fratelli e sorelle già duramente provati, tra cui vi sono tanti bambini".

Sono circa 10 milioni le persone colpite da siccità e carestia che stanno affliggendo la regione dell’Africa Orientale per la scarsità delle precipitazioni degli ultimi 2 anni e il conseguente innalzamento del prezzo di cibo e acqua. Secondo i dati Onu è la peggiore siccità degli ultimi 60 anni e coinvolge 3,2 milioni di persone in Kenya, 2,6 in Somalia, 3,2 in Etiopia, 117mila a Gibuti, ed anche parte della popolazione in Eritrea. A soffrirne sono soprattutto i bambini: in Somalia uno su tre è denutrito. Si teme che l’emergenza travolga anche Tanzania e Sud Sudan.
Si registra anche la perdita di molti capi di bestiame e grandi spostamenti di persone in tutto il Corno d’Africa, soprattutto in Kenya, dove i campi profughi sono ormai al limite della capienza.
“La situazione umanitaria in Somalia è disastrosa” ha dichiarato S.E. Monsignor Giorgio
Bertin, Presidente di Caritas Somalia, amministratore apostolico di Mogadiscio e vescovo di Gibuti. “Nel sud della Somalia – ha aggiunto il vescovo - gli effetti della siccità si sommano a 20 anni di vuoto politico e conflitti. Se vogliamo evitare la catastrofe umanitaria occorre agire velocemente e con grande attenzione alla complessità del contesto”.
La rete Caritas si è attivata per rispondere in modo adeguato e tempestivo a questa crisi.
In Somalia, Caritas Somalia attraverso l’operazione Lifeline, raggiunge con aiuti d’urgenza 7.000 persone, di cui circa 1.400 bambini e anziani. Inoltre la rete Caritas sta offrendo assistenza a 70.000 persone seminomadi nel Somaliland Orientale.
In Kenya, Caritas Kenya distribuisce generi di prima necessità a 40.000 persone nelle aree più gravemente colpite e nella Rift Valley. I primi ad essere soccorsi sono stati i bambini e le mamme, ed è in corso un programma veterinario per assistere circa 15.000 bovini. S.E. Monsignor Peter Kihara, Vescovo di Marsabit, una delle aree più gravemente colpite, ha lanciato un appello per aiuti immediati.
In Etiopia, nella zona meridionale dove i pastori Borana sono in gravi difficoltà per carenza di acqua e di pascoli, la rete Caritas sta aiutando circa 25.000 famiglie nel mantenimento dei propri capi di bestiame. Caritas Etiopia sta inoltre distribuendo cibo e acqua a 80.000 persone nelle regioni di Haraghe e Meki. In Eritrea, la Caritas sta monitorando la situazione per mettere a punto un piano di intervento.
A rafforzamento delle azioni già avviate la rete Caritas sta predisponendo un programma globale di aiuto d’urgenza riguardante i 4 paesi che verrà lanciato nelle prossime settimane.
La Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio sostiene Caritas Italiana da anni impegnata nel Corno d’Africa, in collaborazione con le chiese locali, in ambiti diversi: salute, lotta all’esclusione sociale, istruzione. In occasione di questa emergenza Caritas Italiana ha prontamente destinato già 300.000 euro ed è in costante contatto con le Caritas africane attive nei paesi colpiti dalla siccità e ha offerto sostegno alle azioni in atto e al piano in via di definizione. Nel contempo richiama l’attenzione sul problema dei cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale e sul loro impatto negativo, in particolare sui poveri. Per questo è necessario non solo offrire assistenza nelle emergenze umanitarie, ma soprattutto prevenirle attraverso il sostegno all’agricoltura locale, la riduzione del riscaldamento globale, una gestione appropriata delle risorse idriche in favore delle comunità. Un impegno che riguarda i governi e le istituzioni internazionali, ma anche gli stili di vita quotidiani di ogni persona.

Per sostenere gli interventi nel Corno d’Africa si possono utilizzare le seguenti modalità:
• versamento diretto presso i nostri uffici in Via Giordani, 21 a Piacenza dalle ore 9 alle 12 dal lunedì al venerdì
• C/C bancario tramite Banca di Piacenza intestato a Fondazione Caritas Diocesana (causale “EMERGENZA SICCITÀ”)
Iban: IT61 A 05156 12600 CC0000032157
• CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

sabato 21 maggio 2011

Oggi nei Conad di Piacenza si aiuta la Caritas

Chi ha tempo, oggi vada a fare la spesa al Conad a Piacenza. Aiuterà la Caritas diocesana e le tante famiglie che ad essa chiedono aiuto.

Si chiama "Aggiungi un pasto a tavola" e si tiene domani (sabato) nei supermercati Conad della città in collaborazione con la Caritas diocesana, l'associazione La Ricerca e Piacenza Solidale. E' una raccolta viveri straordinaria, nel senso che va al di là della quotidiana opera di Piacenza Solidale, impegnata nella distribuzione dei cibi freschi non più vendibili perchè in scadenza. L'attenzione oggi si sposta sul secco: pasta, scatolame e via dicendo. «Questa raccolta risponde ad una esigenza sempre più sentita dalla famiglie piacentine - spiega il direttore della Caritas, Giuseppe Chiodaroli - in questo particolare periodo di crisi. Notiamo ogni giorno una sempre maggiore richiesta di aiuto da parte di chi non ce la fa». Ecco allora la necessità di qualche cosa di più rispetto alla raccolta del fresco. «In questi tre anni Piacenza Solidale - spiega il suo direttore, Giovanni Struzzola, anche direttore di Confcommercio - ha risposto bene alle necessità di chi si trova in difficoltà. Ora pensiamo di fare un passo in avanti, aprendo la strada dei pacchi per le famiglie». L'iniziativa si tiene, come detto, all'interno dei supermercati Conad di via Appiani (dalle 7 alle 13 e dalle 16 alle 19 e 30), di via Cella (dalle 8 alle 13 e dalle 16 alle 19 e 30), di strada Agazzana (dalle 8 alle 20 e 30). I generi richiesti - come spiega Nicola Del Giudice, di Conad - che la gente potrà acquistare e poi donare all'uscita sono pasta, riso, scatolame (fagioli, piselli, passata, pelati, tonno e così via), latte a lunga conservazione, olio d'oliva, caffè, zucchero, biscotti, formaggio grana sottovuoto, pannolini per diverse fasce di età, omogeneizzati, detersivo per lavatrice. Ad aiutare i piacentini che decideranno di donare una parte della loro spesa ci saranno fuori dai supermercati una cinquantina di volontari messi in campo da Caritas, associazione La Ricerca, i gruppi giovani e il gruppo famiglie della parrocchia di San Giovanni in Canale e i gruppi giovani delle parrocchie di San Corrado e della Sacra Famiglia. Consegneranno le apposite borsine vuote, le ritireranno piene e inscatoleranno il materiale che verrà inviato ai magazzini Caritas. Da qui partirà poi per l'Associazione La Ricerca, i frati Cappuccini di Santa Rita, i frati minori Francescani di Santa Maria di Campagna, i gruppi di Volontariato Vincenziano. Una parte rimarrà a disposizione della Caritas diocesana. Presenti al lancio dell'iniziativa anche Francesco Argirò (Caritas), Daniela Scrollavezza (La Ricerca), Max Amato (Piacenza Solidale).
Federico Frighi


20/05/2011 Libertà

sabato 26 marzo 2011

Consigli per le offerte/ Vetrina vintage per la Caritas

Abbigliamento usato in ottimo stato ma anche capi nuovi di zecca e persino due abiti da sposa. E' stata inaugurata ieri la vetrina solidale della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio. Fino al 31 dicembre, nel prefabbricato al centro di Barriera Torino, sarà possibile fare un'offerta e portarsi a casa un capo o un oggetto di qualità (usato o nuovo). Il ricavato verrà utilizzato dalla Caritas per l'acquisto della biancheria per i poveri. «Abbiamo riscoperto un posto molto bello rimasto inutilizzato - osserva il direttore Caritas, Giuseppe Chiodaroli - e ci abbiamo fatto la nostra vetrina solidale grazie alla disponibilità del Comune che ci ha concesso questa casetta in comodato gratuito fino al prossimo 31 dicembre». «Abbiamo accessori, biancheria - spiega Emilia Rossi, volontaria Caritas, presente assieme ad Anita Natali, presidente dell'associazione Carmen Cammi, l'associazione dei volontari della Caritas - ma anche vestiti estivi, oggetti di ceramica, quadri e due vestiti da sposa nuovi». «Poi dipende dai momenti. Bisogna venire spesso - consiglia - e vedere se ci sono dei nuovi arrivi». E' il secondo anno che la Caritas apre una vetrina solidale. Nel 2010 si raccolsero ben 8mila euro nello spazio concesso a Barriera Genova. «Qui possono venire tutti - continua Emilia -. Dalle famiglie che magari sono un poco in difficoltà a coloro che sono sempre stati appassionati di vintage, da chi è in cerca di un'occasione alle badanti, ad esempio, che vogliono spedire a casa loro merce di qualità». Perchè qui a Barriera Torino ci finiscono i vestiti e gli oggetti di maggiore qualità che la Caritas riceve in dono. «E' sempre meglio portare le borse con gli indumenti usati nella sede Caritas di via Giordani dove tutto viene smistato - ci tengono a precisare i volontari -. La precedenza viene data ai poveri, ai carcerati, all'Azienda Usl per i servizi di assistenza. Quello che non è possibile donare perchè appunto troppo nuovo o di genere non richiesto dalle persone in difficoltà, finisce alle vetrine solidali. Se qualcuno ha cose molto particolari può comunque rivolgersi direttamente a piazzale Torino». Il punto Caritas è aperto tutti i giorni, dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 e 30 alle 18 e 30. Il giovedì è chiuso tutto il giorno così come il sabato pomeriggio e tutta la domenica (salvo aperture straordinarie). A gestirlo ci pensano le volontarie Caritas del settore "guardaroba" insieme a quelli del Centro d'ascolto Caritas. In tutto una decina di persone.
Federico Frighi


20/03/2011 Libertà

martedì 8 febbraio 2011

Famiglie, emergenza affitti

Ancora sul fondo diocesano straordinario per le famiglie colpite dalla crisi. Ecco comne vengono utilizzati i soldi per i prestiti. Lo spiego nell'articolo sotto.


(fri) Sono quattro le esigenze primarie per cui vengono erogati i prestiti del Fondo straordinario diocesano di solidarietà. Prima di tutto i canoni di affitto, poi le bollette. Le due voci assorbono l'80 per cento dei prestiti alle famiglie in difficoltà. Le rimanenti voci sono le spese mediche e quelle per l'istruzione. Manca una statistica ufficiale sulla tipologia dei richiedenti. Si sa che si tratta al 50 per cento di famiglie italiane e al 50 per cento di famiglie straniere. «Normalmente - sottolinea Adriano Dotti, volontario Caritas - viene a mancare la fonte di reddito primaria. O la perdita del posto di lavoro, o la cassaintegrazione, o la riduzione oraria». Il problema è che, a causa della sospensione di quasi un anno, oggi vengono prese in esame richiesta avanzate fino a dieci mesi fa. «Bisognerà vedere se la situazione è persistente, se si è risolta o peggiorata» spiega Dotti.
Tutto perché il Fondo deve fare i conti con una cassa, come vediamo dall'articolo sopra, agli sgoccioli. Per Natale si era mosso lo stesso vescovo Gianni Ambrosio. Nel messaggio di auguri ai fedeli della diocesi aveva invitato a porre attenzione alle necessità del Fondo straordinario di solidarietà; in prossimità della terza domenica d'Avvento (giorno della colletta dicoesana) aveva invitato tutti i parroci alla sensibilizzazione delle varie comunità cattoliche locali.


02/02/2011 Libertà

lunedì 7 febbraio 2011

Consigli per gli acquisti, il fondo anti-crisi

Ci sono parrocchie che, anche in tempi di crisi dell'economia, di tagli governativi, di fronte a famiglie che perdono il lavoro, invece di dare il buon esempio, deliberano interventi per decine di migliaia di euro. Un conto è il tetto della chiesa che minaccia di crollare, un conto sono altri tipi di miglioramenti di cui fino ad ora si è fatto a meno e non si vede francamente perchè non possa continuare a farsene almeno per i prossimi due anni. In attesa che la situazione migliori. Se qualcuno avesse dei dubbi su come vanno le cose e non sapesse come spendere i soldi, puo leggere l'articolo sotto sul fondo diocesano a favore delle famiglie colpite dalla crisi.


Il fondo straordinario di solidarietà della diocesi a favore delle famiglie colpite dalla crisi riapre a fine febbraio dopo quasi un anno di sospensione. Lo fa con il contagocce. I soldi a disposizione sono pochi. «Contiamo di esaurire la lista d'attesa» spiega Giuseppe Chiodaroli, direttore della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio, l'ente a cui il vescovo Gianni Ambrosio ha assegnato la gestione del fondo e, di concerto con le banche, la delicata fase dell'erogazione dei prestiti. Un centinaio di famiglie che potrebbero diventare qualche decina in meno dopo un'attenta scrematura. Proprio oggi il direttore Caritas incontra i responsabili degli istituti di credito. Se tutto andrà bene, i prestiti riprenderanno, come detto, verso la fine di questo mese.
Il problema naturalmente sono i soldi. Ad oggi sono disponibili 412mila euro. «A tale cifra dobbiamo sommare i 20mila euro che il Comune di Piacenza ha già deliberato - fa i conti Chiodaroli - e il risultato della raccolta di solidarietà nelle parrocchie piacentine tenutasi la terza domenica di Avvento. Attendiamo anche il contributo dell'amministrazione provinciale di Piacenza promesso dal presidente Trespidi». Considerando che certe parrocchie non sono riuscite ad organizzare la colletta lo scorso dicembre e che potrebbero ancora mettersi in moto e, considerando che al totale raccolto andranno tolti i soldi per le opere Caritas (nel 2009 furono 57mila euro), si spera insomma di portare il fondo a quota 450mila euro. Il minimo necessario sufficiente per ripartire.
Il fondo diocesano anti crisi, voluto nel 2009 dal vescovo Ambrosio, ha proseguito a corrente alternata fino all'aprile del 2010, quando si è arrestato per mancanza di fondi. Dallo scorso 31 dicembre non accetta più alcuna richiesta da parte delle famiglie in difficoltà. «Abbiamo dovuto chiudere la porta - afferma desolato Adriano Dotti, il cassiere della Caritas - e mandare indietro le nuove richieste».
Fino ad aprile 2010 il Fondo ha erogato prestiti a 222 famiglie in difficoltà. «Da aprile a fine dicembre - continua Dotti - si è creata una lista d'attesa di oltre cento nuove famiglie, tra le richieste raccolte a Piacenza e quelle in tutta la provincia, compreso Borgotaro che è sotto Parma ma fa parte della diocesi di Piacenza-Bobbio». In tutto, all'aprile scorso, il Fondo diocesano ha erogato prestiti per 580mila euro, avendo un fondo di garanzia iniziale di circa 400mila euro. I prestiti hanno quasi tutti durata biennale, nel senso che dopo due anni le famiglie devono restituire la somma ricevuta in aiuto. Ebbene, ad oggi le banche hanno revocato oltre 60 pratiche perchè i beneficiari non sono stati in grado di restituire le rate. Si tratta di 180mila euro che dovrà pagare il Fondo diocesano con il capitale di garanzia.
I 412mila euro di cui dicevamo all'inizio sono dunque virtuali. Dovranno venire tolti i 180mila euro dei prestiti non restituiti. Il saldo è di 232mila euro più i soldi di Comune, Provincia e parrocchie, tutti promessi ma non ancora in cassa. «In questa situazione - Dotti lo sa bene - il rischio c'è, tuttavia, viste le difficoltà delle famiglie, abbiamo deciso di andare avanti cercando di esaurire la lista d'attesa». Al resto ci dovrà pensare la Provvidenza.
Federico Frighi


02/02/2011 Libertà

sabato 8 gennaio 2011

Albania, emergenza alluvione per le Scalabriniane

Le suore Scalabriniane in Albania stanno facendo cose grandi. Nel 1999 le ho viste di persona e penso che se, tra le tantissime situazioni bisognose di aiuto nel mondo, si sceglie di sostenerle non si fa certo torto a nessuno. Ora la missione di Jubani è sotto lo scacco delle acque e assediata dagli sfollati. Se qualcuno vuol fare qualche cosa, questo è il momento giusto.

Nel nord dell’Albania, flagellato un mese fa da forti precipitazioni e conseguenti alluvioni, continua a permanere lo stato di emergenza. In particolare nel distretto di Scutari sono state invase dalle acqua oltre 3mila abitazioni e 14mila ettari: molte persone hanno visto sommergere da acqua e fango la propria casa, le stalle e i campi, perdendo gran parte di ciò che possedevano e che dava loro sostentamento.
La situazione resta precaria anche per la forte saturazione del terreno e per i livelli dei fiumi che restano elevati. Molti sono gli sfollati che non hanno potuto tornare alla propria abitazione a causa dei danni provocati dalle esondazioni dei fiumi e del lago di Scutari.
Le suore Scalabriniane hanno a Juban, a 15 km da Scutari, la loro missione, fortunatamente risparmiata perché in più elevata rispetto alla piana circostante. La casa e i vicini locali dell’ambulatorio e della foresteria (costruiti dalla Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio in occasione dell’emergenza profughi dal vicino Kosovo alcuni anni fa) sono serviti e servono tuttora ad ospitare nuclei famigliari che non hanno più un posto sicuro dove abitare.
La Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio intende sostenere l’operato delle suore Scalabriniane che in questa fase, ancora emergenziale, stanno tentando di rispondere alle principali esigenze dei più colpiti, per poterne consentire un graduale ritorno alla normalità, nella speranza che il tempo torni favorevole.
E’ stato pertanto stanziato un primo contributo pari a 5000 euro che verrà utilizzato per l’acquisto di viveri, vestiti, attrezzature, capi di bestiame.
Per sostenere gli interventi in Albania si possono utilizzare le seguenti modalità:
• versamento diretto presso i nostri uffici in Via Giordani, 21 a Piacenza dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 dal lunedì al venerdì
• C/C bancario tramite Banca di Piacenza intestato a Fondazione Caritas Diocesana (causale “EMERGENZA ALBANIA”) - Iban: IT61 A 05156 12600 CC0000032157

giovedì 28 ottobre 2010

Caritas-Migrantes, ecco lo straniero che paga le tasse

Gli stranieri come titolari di imprese, gli stranieri come cittadini che pagano le tasse e i contributi. Il rapporto Caritas-Migrantes 2010 parla chiaro: lo straniero è tutt'altro che una palla al piede, anzi ... Di seguito la sintesi del rapporto per Libertà.


Con quasi 16mila stranieri residenti il Comune di Piacenza si colloca al sesto posto assoluto in regione nella speciale classifica stilata dal rapporto Caritas-Migrantes presentato ieri a Bologna. In tutta l'Emilia Romagna, al 31 dicembre del 2009, gli stranieri residenti erano 516mila, in Italia 4.919.000.
A guidare la classifica è Bologna con 43.664 stranieri residenti, seguita da Reggio Emilia (26.508), Modena (24.918), Parma (23.868), Ravenna (17.190) e, appunto, Piacenza. Tra i primi 50 comuni, al 25esimo posto c'è Castelsangiovanni con 2.675, poi Fiorenzuola con 2.187.
Incidenza per comune Se a Piacenza l'incidenza degli stranieri residenti sul totale degli abitanti è del 15,49% (16° posto), Castelsangiovanni, con il 19,35%, si colloca al terzo posto assoluto in regione, mentre Borgonovo si prende il settimo in virtù del 16,64% di incidenza. Sempre per quanto riguarda la provincia di Piacenza, si trova Villanova al 20° posto con il 15,18%, Agazzano al 26° con il 14,64%, Fiorenzuola al 27° con il 14,61%, Cortemaggiore al 37° con 13,85%, poi Ziano al 42° con il 13,40%. Otto comuni nei primi cinquanta posti, tutti con più stranieri di Parma, al 50° esatto con il 12,94%.
Incidenza per provincia D'altro canto la provincia di Piacenza è quella che in assoluto ha la maggiore incidenza di stranieri (in tutto sono 36.153) residenti: il 12,6%. Seguono Reggio Emilia con 12,3%, Modena 11,9%, Parma 11,5%, Ravenna 10,4%, Forlì-Cesena 9,9%, Bologna 9,6%, Rimini 9,4%, Ferrara 6,8%. In regione l'incidenza è del 10,5%.
le nazionalità In tutta la regione il Marocco (67.502 residenti) fa la parte del leone con il 14,58% per cento sulla totalità degli stranieri; seguono Romania (60.673) con il 13,11%, Albania (58.735) con il 12,69%, Ucraina (23.710) con il 5,12%, Tunisia (22.853) con il 4,94, Cina (21.433) con il 4,63%, Moldova (21.333) con il 4,61%, India (14.758) con il 3,19%, Pakistan (14.689) con il 3,17%, Polonia (12.253) con il 2,65%. Ci sono poi 11.531 filippini, 10.184 ghanesi, 9.257 macedoni, 8.813 senegalesi, 8.357 nigeriani. Ancora: 6.767 persone provenienti dal Bangladesh, 5.329 dello Sri lanka, 4.805 dalla Bulgaria, 4.730 da Serbia e Montenegro, 4.166 dalla Turchia, 70.962 da altri paesi.
il mercato del lavoro Ecco come sono distribuiti i lavoratori dipendenti stranieri per provincia: a Bologna sono 67.754 (22%), a Modena 52.608 (17,1%), a Reggio Emilia 36.221 (11,8%), a Ravenna 31.716 (10,3%), a Rimini 28.888 (9,4%), a Forlì-Cesena 28.412 (9,2%), a Parma 27.153 (8,9%), a Piacenza 19.398 (6,3%), a Ferrara 15.259 (5%).
titolari d'impresa Nella provincia di Piacenza gli stranieri titolari d'impresa sono 2.227 su un totale di 28.819 imprese attive sul territorio (il 7,73%); a Parma 3.433 su 43.236 imprese (il 7,94%); a Reggio Emilia 5.437 su 52.838 (il 10,29%); a Modena 4.551 su 68.132 (il 6,68%); a Bologna 5.750 su 87.798 (il 6,55%); a Ferrara 1.521 su 34.731 (il 4,38%); a Ravenna 3.066 su 38.028 (8,06%); a Forlì-Cesena 2.486 su 40.650 (6,12%); a Rimini 2.630 su 33.658 (il 7,81%).
tasse e contributi In Emilia-Romagna dall'occupazione straniera nel 2008 sono arrivati 733 milioni di euro di contributi previdenziali e 358 milioni di gettito fiscale (tra Irpef, Iva sui consumi, imposte sui fabbricati), per un totale di oltre 1 miliardo di euro. Da Piacenza, in particolare sono arrivati 43milioni di euro in contributi previdenziali e quasi 21,5 di gettito fiscale.
Federico Frighi


27/10/2010 Libertà

mercoledì 20 ottobre 2010

Mensa dei poveri, il commosso addio a Simeoni

C'era molta gente lunedì pomeriggio ai funerali di Maurizio Simeoni, direttore della Mensa della Fraternità. Un segno di come questo romano burbero e generoso in questi cinque anni di volontariato piacentino fosse riuscito a farsi volere bene. C'erano i volontari della Caritas, gli operatori della Caritas, gli amici e i benefattori della Caritas, ma anche gli ospiti della Caritas. In fondo alla chiesa, assistevano commossi alla messa. All'offertorio, uno di loro, ha allungato il braccio lasciando una moneta nel cestino.

Una rosa deposta sulla bara assieme ad un grembiule da cucina. Sono i doni che i suoi "ragazzi" hanno voluto lasciare a Maurizio Simeoni, 69 anni, il direttore della Mensa della Fraternità improvvisamente scomparso nella notte tra venerdì e sabato scorsi, stroncato da un malore fatale. I "ragazzi" sono gli ospiti della mensa, quelli che ogni giorno Simeoni e gli altri volontari accolgono per un pasto caldo, a pranzo e cena. Hanno atteso il feretro fuori dalla basilica di Sant'Antonino, in silenzio. Poi, attraverso la Porta del Paradiso, hanno accompagnato quel romano burbero e generoso fino alla navata centrale, dietro al mesto corteo guidato dal parroco don Giuseppe Basini. In basilica operatori Caritas, volontari, amici che Simeoni era riuscito a farsi in questi cinque anni piacentini. Mischiati tra i fedeli anche tanti benefattori che non hanno mai lasciato vuota la tavola di via San Vincenzo. Sull'altare, oltre a don Basini, i due ultimi direttori Caritas: monsignor Giampiero Franceschini e l'attuale, Giuseppe Chiodaroli, che è anche diacono. Poi il parroco di Varsi e volontario in mensa, don Antonino Scaglia, e l'altro diacono Michele Porcari.
«Siamo grati a Maurizio - dice don Basini - perchè, con il suo carattere burbero, generoso e buono, ha speso cinque anni della sua via al servizio della Mensa della Fraternità, piccolo ma prezioso segno della carità che la diocesi vuole offrire a tutti coloro che vivono e passano nella nostra città. Un segno che è anche preludio del banchetto di cui ci ha parlato il profeta Isaia, preparato per tutti i popoli non più da mani d'uomo ma dal Signore stesso».
«Non ce l'aspettavamo questa perdita così improvvisa - si commuove Chiodaroli al termine della celebrazione -. Ma il dolore non ci toglie il grazie al Signore per il dono di Maurizio. La Caritas, gli ospiti, i volontari, gli operatori, i benefattori erano la sua famiglia. A cui lui aveva donato la passione, l'esuberanza, la tenacia, la bontà, la pazienza e la grande umanità».
«La sua scomparsa è per me come quella di un fratello - prosegue dal pulpito monsignor Franceschini, oggi parroco di San Savino -. Avevamo un rapporto di amicizia profondo. Mi diceva sempre che attraverso la Caritas aveva trovato di nuovo il senso della vita. Ha donato questi 5 anni anni a noi con entusiasmo e gioia». Simeoni è stato sepolto nel cimitero di Piacenza con nelle mani il rosario donatogli da monsignor Franceschini: «Saremo uniti nella preghiera, tu pregherai lassù con quella corona con cui tante volte io ho pregato in terra».
Tante le testimonianze di cordoglio arrivate in Caritas. Come quella del sindaco Roberto Reggi che ha sottolineato come «la generosità e il senso della solidarietà» fossero «parte fondante del suo operato. In questi anni Simeoni ha saputo dare conforto e attenzione a chi ne aveva bisogno».
Federico Frighi

19/10/2010 Libertà


(fri) Era arrivato a Piacenza da qualche anno dopo una vita avventurosa trascorsa sulle navi da crociera. Prima come chef, poi come capo delle cucine. Una vita alla "Love Boat", il celebre telefilm americano ambientato su una nave da crociera dove i personaggi cambiano ma i protagonisti sono sempre loro: l'equipaggio dalle divise candide e le mostrine dorate. Divisa che anche Maurizio Simeoni aveva più volte indossato, quando serviva un sottoufficiale che se ne andasse in giro sul ponte, dispensando sorrisi e prestandosi per foto ricordo. Simeoni voleva scrivere un libro su questo mondo dove la gente va «perchè si vuole divertire», raccontava a margine di un'intervista a Libertà sulla mensa dei poveri lo scorso agosto. Di episodi ne aveva tanti da mettere nero su bianco. Come quello che lo vide far da mangiare a Tommaso Buscetta sulla nave da crociera "Monterey", nell'agosto del 1995, durante la fuga d'amore del boss pentito di Cosa Nostra dal programma di protezione. Foto, articoli di giornale, lettere, bigliettini che avrebbe dovuto portare da Roma questo settembre per dare inizio al suo progetto. Che avrebbe preso in considerazione anche l'ultima parte della sua vita. Come ogni uomo di mare, al termine della propria navigazione, sceglie il proprio porto a cui approdare, Simeoni aveva scelto di venire a Piacenza, vicino ad alcuni amici. Qui la sua vita aveva preso una svolta forse inaspettata: il servizio gratuito verso gli altri. Aveva conosciuto la Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio ed era diventato volontario della Mensa della Fraternità nel 2005, quando ancora direttore era monsignor Giampiero Franceschini. Poi, sotto la direzione di Giuseppe Chiodaroli, due anni fa, di quella mensa era diventato responsabile.

19/10/2010 Libertà