A Brescia Ambrosio a tu per tu con Monari
venerdì 14 dicembre 2007
A Brescia Ambrosio a tu per tu con Monari
giovedì 6 dicembre 2007
Vescovo, il sorpasso di La Spezia
Di seguito pubblichiamo la parte del bollettino della Santa Sede (di oggi) in cui si annuncia la nomina di La Spezia.
"Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato (Italia), presentata da S.E. Mons. Bassano Staffieri, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.
Il Papa ha nominato Vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato (Italia) Mons. Francesco Moraglia, del clero dell’arcidiocesi di Genova (Italia), Docente di Teologia Dogmatica e Direttore dell’Istituto di Scienze Religiose e dell’Ufficio della Cultura.
Mons. Francesco Moraglia è nato a Genova il 25 maggio 1953. Ha frequentato il Seminario di Genova ed ha ricevuto l'Ordinazione Sacerdotale il 29 Giugno 1977.
Ha poi proseguito gli studi presso la Pontificia Università Urbaniana conseguendo il Dottorato in Teologia Dogmatica nel 1981.
Dal 1977al 1978, è stato chiamato a svolgere il compito di Educatore presso il Seminario Arcivescovile Maggiore.
Dal 1979 al 1988 è stato Vice-Parroco in una parrocchia del centro cittadino.
Dal 1979 è Insegnante di Teologia Dogmatica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale.
Dal 1986 è Docente e poi Preside presso l'Istituto di Scienze Religiose Ligure.
Dal 1996 ha ricevuto l’incarico di Direttore dell'Ufficio diocesano per la Cultura.
Dal 2001 è Membro del Consiglio Presbiterale Diocesano.
Dal 2003 è Consultore della Congregazione per il Clero.
Nel 2004 è stato nominato Canonico del Capitolo.
Oltre all'attività didattica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale e presso l'ISSR Ligure, è Assistente diocesano del MEIC, dirige il Centro Studi "Didascaleion" e collabora con una grande parrocchia del centro cittadino di Genova".
venerdì 30 novembre 2007
Vescovo, dopo Savona tocca a Piacenza
venerdì 23 novembre 2007
Il nuovo vescovo, la nomina entro la fine dell'anno
Piacenza- ... È vero che non abbiamo notizie sicure e aspettiamo proprio da una settimana all’altra. Le previsioni erano di una attesa breve, in realtà ci stiamo accorgendo che i tempi si allungano. Però non bisogna neanche drammatizzare. Io ho sottolineato in più occasioni che la vita normale della comunità continua. Questo tempo di Avvento lo viviamo – inizieremo il 2 Dicembre – come comunità cristiana con una intenzione di preghiera in più: abbiamo anche l’attesa del nuovo Vescovo. A volte questi tempi di attesa aiutano anche a fare venire a galla maggiormente delle disponibilità, ci si sente forse più responsabili.
Comunque il Vescovo lo sentiamo come dono prezioso di cui la Chiesa chiaramente non può fare a meno.
Arriverà prima della fine dell’anno?
Prima della fine dell’anno, quasi sicuramente la nomina; l’ingresso penso di no.
Ma si fanno molte previsioni, si indicano dei nomi?
Se ne sono indicati troppi, allora non ci azzardiamo più a fare previsioni.
Si ringrazia Vittorio Ciani per la collaborazione.
giovedì 22 novembre 2007
Nuovo vescovo, l'annuncio verrà dato in duomo
Il testo integrale dell'articolo è su Libertà di oggi 22 novembre 2007
Piacenza - L’annuncio del nuovo vescovo non sarà più un momento per pochi intimi ma verrà fatto davanti all’intera comunità piacentina. È questa una delle decisioni del collegio dei consultori che si è riunito martedì mattina in curia. Il parlamentino provvisorio che regge la diocesi di Piacenza-Bobbio nel periodo di “vacanza” è guidato dall’amministratore monsignor Lino Ferrari ed è formato da nove sacerdoti (oltre a Ferrari). Martedì mattina ne erano presenti otto (assente giustificato don Gianrico Fornasari), per la seconda sessione dopo quella dello scorso ottobre. La terza sarà convocata subito dopo l’annuncio del nuovo vescovo. È stato deciso di modificare quella che ormai è la prassi dell’annuncio della nomina: quando la Santa Sede comunicherà di aver scelto il successore di monsignor Monari, verranno invitati in cattedrale sacerdoti, organi di stampa e l’intera comunità per un momento di preghiera e, al termine, si procederà alla comunicazione. Questa convocazione verrà fatta probabilmente già il giorno precedente. La stessa prassi era già stata seguita dalla diocesi di Fidenza lo scorso primo di ottobre per l’annuncio del nuovo pastore, monsignor Carlo Mazza (verrà consacrato il primo dicembre nella cattedrale di Fidenza). In passato l’annuncio del nuovo vescovo veniva dato a pochi invitati, tra cui la stampa, nella sala degli affreschi della Curia. Subito dopo alla città. Imminente il ritorno in diocesi, sia pure per una celebrazione, del vescovo Luciano Monari. Il presule sarà a Piacenza il 7 dicembre (alle 18 e 30 in duomo) per l’ordinazione diaconale del seminarista Paolo Inzani (di Lugagnano).
Sembra ormai certo che per quella data il nuovo vescovo di Piacenza non sarà stato ancora annunciato. Anche se, a quella data, dovrebbe essere una questione di giorni. Così almeno sostiene una delle correnti di pensiero che circola in curia. L’altra - capeggiata da monsignor Ferrari - si è invece messa il cuore in pace ed attende senza avanzare più nemmeno un abbozzo di previsione. ...
domenica 18 novembre 2007
Nuovo vescovo, l'entrata slitta all'anno nuovo
L'annuncio sarebbe però imminente: Ambrosio sempre favorito
Martedì si riunisce il collegio dei consultori
da Libertà, 18 novembre 2007
Piacenza - Scatta il conto alla rovescia per l’arrivo del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio. Ancora non si conoscono nome, giorno dell’annuncio e ovviamente il giorno della presa di possesso; tuttavia, poiché si hanno fondate ragioni per ritenere la nomina imminente, la Chiesa piacentino-bobbiese comincia a prepararsi all’accoglienza del suo nuovo pastore. Sarà il collegio dei consultori (il parlamentino della diocesi che regge la “sede vacante”), presieduto dall’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari, a tracciare la strada di avvicinamento. I dieci sacerdoti (nominati gli anni passati dal vescovo Luciano Monari) si troveranno martedì mattina nella sala degli affreschi del palazzo vescovile. L’intento è di organizzare, all’interno delle unità pastorali (sono 39 in tutta la diocesi), una serie di incontri per illustrare ai fedeli quel’è la funzione del vescovo nella Chiesa, chi e che cosa rappresenta, quali sono i suoi strumenti di “governo”. È la seconda volta che il parlamentino provvisorio si riunisce dopo aver eletto - a maggioranza - monsignor Ferrari amministratore diocesano. Era il 23 ottobre e la sede di Piacenza-Bobbio diventava ufficialmente “vacante”. Oggi, a quasi 4 mesi (122 giorni) dall’annuncio del vescovo Monari a Brescia, ancora nulla, in Vaticano, è stato deciso. Andando a vedere i precedenti, si nota che, in realtà, si è nella norma. Dalla partenza del vescovo Enrico Manfredini (18 marzo 1983) all’annuncio del vescovo Antonio Mazza (20 agosto 1983) passarono cinque mesi; dal ritiro di Mazza (primo dicembre 1994) all’annuncio del vescovo Monari (23 giugno 1995) sette. È il tempo che ci impiega la Congregazione per i vescovi ad individuare la terna da sottoporre al Papa. Al momento, dal Vaticano, nulla trapela: verosimilmente perché tutto è fermo. Sulla sede di Piacenza -Bobbio c’è un’indicazione di massima che riguarda - com’è ormai noto - l’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, monsignor Gianni Ambrosio. Avrebbe vinto il ballottaggio con il vescovo Erminio De Scalzi ma la Congregazione per i vescovi non si sarebbe ancora pronunciata. Recentemente si è fatto anche il nome del vescovo di Pavia, Giovanni Giudici. Ad allungare i tempi ci si mette il concistoro di sabato prossimo nel quale il Papa creerà i nuovi cardinali. La decisione, per Piacenza-Bobbio, dovrebbe venire annunciata l’ultima settimana di novembre, al massimo entro la prima decade di dicembre. Di certo c’è che il prossimo sarà un Natale senza vescovo. Dall’annuncio all’entrata in diocesi passa almeno un mese, di più se l’eletto non è ancora presule.
Federico Frighi
lunedì 12 novembre 2007
Il cardinale Re dal Papa, nomine in vista
domenica 11 novembre 2007
Ambrosio vescovo a Piacenza, è il candidato di Bertone
In vantaggio al ballottaggio con De Scalzi,
gode della simpatia e della stima di Benedetto XVI
per l'articolo completo si legga Libertà di oggi 11 novembre 2007
Piacenza - Gianni Ambrosio, Erminio De Scalzi e poi ancora Gianni Ambrosio. Dovrebbe essere il monsignore assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica il successore del vescovo Luciano Monari alla guida della diocesi di Piacenza-Bobbio. Non c’è ancora nero su bianco ma l’alto prelato vercellese si sarebbe aggiudicato il ballottaggio con l’abate di Sant’Ambrogio, il vescovo Erminio De Scalzi, uno degli ausiliari di Milano. È questo almeno l’intendimento di una parte dei componenti della Congregazione per i vescovi che si riunirà nei prossimi giorni per definire i nuovi pastori delle diocesi emiliane da tempo in lista d’attesa (Piacenza-Bobbio e Parma). Ed è questo il nome che porterà nella sacra congregazione uno dei suoi membri, il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, il quale, a quanto pare, ha dalla sua il diretto superiore: Benedetto XVI. Se il Motu Proprio papale per la liberalizzazione della messa in latino secondo il sito tridentino è sbarcato a Milano il merito è stato proprio di monsignor Ambrosio che ha celebrato nella cappella della Cattolica.Motu Proprio a parte, voci insistenti su Ambrosio a Piacenza arrivano anche dal clero ambrosiano. L'investitura arriverà dalla prossima assemblea plenaria (prevista intorno al 22 novembre). Con tutta calma, perché chi in conclave entra Papa - si dice - esce cardinale.
Federico Frighi
martedì 30 ottobre 2007
Nuovo vescovo, settimana di pausa
martedì 23 ottobre 2007
Da oggi la diocesi è sede vacante
De Scalzi favorito
Da oggi la diocesi "sede vacante"
Amministratore, si vota per la nomina di don Ferrari
da Libertà, 23 ottobre 2007
Questa mattina nel salone al primo piano della Curia il collegio dei consultori, sotto la presidenza del membro più anziano - don Gianrico Fornasar - nomina l’amministratore pro tempore della diocesi di Piacenza-Bobbio. Salvo colpi di scena, sarà l’ex vicario generale, monsignor Lino Ferrari. Guiderà la diocesi fino all’entrata del nuovo vescovo. Da ieri, con la scadenza del mandato di amministratore apostolico ricoperto da monsignor Luciano Monari, la Chiesa piacentina è ufficialmente sede vacante. Intanto sembra superato l’“ingorgo istituzionale” destinato a far slittare di qualche giorno l’annuncio del nuovo vescovo inizialmente previsto per giovedì prossimo.
Per l’elezione dell’amministratore diocesano, i componenti del collegio dei consultori si ritroveranno in Curia questa mattina alle 10 in punto. Il consiglio è formato da dieci sacerdoti ed è presieduto da don Gianrico Fornasari, parroco di Groppallo, con i suoi 72 anni il più anziano dei consultori. Voteranno, a scrutinio segreto, monsignor Lino Ferrari (ex vicario generale), monsignor Giuseppe Busani (ex vicario episcopale per la pastorale), monsignor Giovanni Vincini (parroco di Fiorenzuola), monsignor Aldo Maggi (ex vicario episcopale e parroco di Santa Maria Assunta, a Bobbio), don Piero Lezoli (ex vicario episcopale e rettore del santuario della Madonna di San Marco, a Bedonia), don Luigi Bavagnoli (rettore del seminario urbano), monsignor Giuseppe Illica (parroco di Castelsangiovanni), don Silvio Pasquali (vicario parrocchiale di San Lazzaro), don Giuseppe Rigolli (parroco di Castellarquato). Intanto appaiono più chiari i retroscena del probabile rinvio dell’annuncio del nuovo vescovo. Monsignor Gianni Ambrosio, assistente ecclesiastico dell’Università Cattolica, fino a due settimane fa era effettivamente il più papabile per la diocesi di Piacenza-Bobbio. La virata verso altri lidi sarebbe opera del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, conterraneo di Ambrosio (entrambi provenienti dalla diocesi di Vercelli) e suo grande estimatore. I nuovi lidi sarebbero lontani da Piacenza: in particolare Roma, in via Conciliazione, dove Ambrosio è il candidato di Bertone per il posto di assistente nazionale dell’Azione Cattolica. Nuovamente “scoperta” la sede di Piacenza-Bobbio, occorreva un altro candidato che rispettasse le indicazioni emerse dalle consultazioni diocesane chiusesi lo scorso 22 settembre. Il successore di Monari doveva essere un vescovo non di prima nomina o comunque una persona esperta anche da un punto di vista del governo pastorale di una diocesi. Ecco riprendere dunque quota il nome di monsignor Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare di Milano, abate di Sant’Ambrogio, “martiniano” della prima ora, sulla medesima linea del vescovo Monari. Un nome che circolava sin dalla fine di agosto. De Scalzi, 67 anni, viene ritenuto un vescovo concreto e di polso, l’ultimo dei fedelissimi al cardinale Carlo Maria Martini, oggi sotto la guida del cardinale Dionigi Tettamanzi. A monsignor De Scalzi, come scrivevamo ieri, sarebbero state prospettate le diocesi di Parma e quella di Piacenza-Bobbio. La sua preferenza sarebbe andata per quest’ultima.Naturalmente il condizionale è sempre d’obbligo. Soprattutto perché, se la nomina - come pare - è già stata decisa, a ieri mattina nessuna comunicazione, neppure informale, è arrivata alla Curia di Piacenza. I colpi di scena, quando c’è di mezzo il segreto pontificio, sono sempre dietro l’angolo.
Federico Frighi
domenica 14 ottobre 2007
Nuovo vescovo, l'annuncio a fine ottobre
forse giovedì 25 in contemporanea con Parma.
Ancora segreto il nome
Nuovo vescovo, l'annuncio a fine ottobre
E Monari oggi entra a Brescia accompagnato da 300 piacentini
Il nome del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio, successore di monsignor Luciano Monari, potrebbe essere annunciato ufficialmente il prossimo 25 ottobre. La notizia trapela sia da ambienti della curia piacentina sia da quelli della Santa Sede. La certezza, in questi casi, non c’è mai fino all’ultimo, però è innegabile come qualche cosa, in Vaticano, si stia muovendo. Il nome in cima alla lista e quello di Gianni Ambrosio, 65 anni, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Intanto, questo pomeriggio, il vescovo Monari prenderà ufficialmente possesso della diocesi di Brescia con una solenne cerimonia nella cattedrale lombarda. Da Piacenza lo accompagneranno in trecento, tra sacerdoti, religiosi, diaconi e laici. Non è l’addio ufficiale alla diocesi di Piacenza-Bobbio, quello si farà domenica 21 ottobre in duomo.
La data del 25 ottobre come giorno dell’annuncio del nuovo vescovo viene ritenuta credibile alla luce di alcuni fatti. Primo: dal Vaticano sono arrivate rassicurazioni ai vertici della curia di Piacenza-Bobbio sul fatto che l’entrata del nuovo “pastore” avverrà entro Natale. Secondo: ci sono dei tempi tecnici. L’annuncio, a Piacenza, viene dato il giovedì alle ore 12, anche per permettere al settimanale diocesano, il Nuovo Giornale, di uscire il giorno dopo con la notizia. Così è avvenuto con l’annuncio del trasferimento di Monari a Brescia (lo scorso 19 luglio era un giovedì). Il giovedì successivo al 25 ottobre coincide con il giorno dei Morti, ragion per cui non possibile l’annuncio in quella data. Dopo ci sarebbe l’8 novembre ma potrebbe risultare troppo avanti per un’entrata in diocesi prima di Natale. Soprattutto se il nuovo vescovo non sarà già vescovo. È il caso di monsignor Gianni Ambrosio, 65 anni, di origini vercellesi (come il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone); l’altra sera, a Milano, nella cappella dell’Università Cattolica il monsignore ha celebrato la messa in latino secondo il rito pre-conciliare al quale Benedetto XVI ha dato il via libera. La Cattolica gode di “extraterritorialità” rispetto alla diocesi Milano dove il cardinale Dionigi Tettamanzi ha stoppato il “Motu proprio” papale. Altro milanese in corsa per Piacenza dovrebbe essere il vescovo monsignor Erminio De Scalzi, abate di Sant’Ambrogio, mentre il terzo nome è quello del vescovo bresciano Domenico Sigalini - oggi guida la diocesi di Palestrina - papabile anche per la diocesi di Parma. La nomina del successore di Monari dovrebbe essere data in contemporanea con quella del successore di monsignor Cesare Bonicelli a Parma. Per entrambe le diocesi i giochi sono già stati fatti; il segreto pontificio al momento rimane inviolato. Se ne saprà di più nelle prossime ore. A Brescia, questo pomeriggio, per l’entrata del vescovo Luciano Monari, oltre ad almeno cinquemila fedeli, in cattedrale ci sarà una sorta di piccolo “concilio” con alti prelati provenienti da tutta la Lombardia, dall’Emilia Romagna e dal Vaticano. Due cardinali, Camillo Ruini e Giovanni Battista Re, l’arcivescovo “piacentino” presidente dei Congressi Eucaristici Piero Marini, l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo, i vescovi ausiliari di Milano Carlo Maria Redaelli e Franco Giulio Brambilla, l’emerito di Brescia Bruno Foresti, il segretario della Cei Giovanni Betori.
Federico Frighi
domenica 7 ottobre 2007
Un salto indietro: il vescovo Malchiodi
(Piacenza 1889 - Piacenza 1974)
Nato a Piacenza il 9 novembre del 1889, venne ordinato sacerdote il primo giugno del 1912. Il 14 novembre del 1938, a 49 anni, venne eletto vescovo di Camerino. Il 21 dicembre dello stesso anno venne ordinato vescovo dall'arcivescovo Ersilio Menzani e successivamente entrò nella sua nuova diocesi. Il 18 febbraio del 1946 venne eletto vescovo coadiutore di Piacenza mentre il 30 giugno del 1961 diventa vescovo di Piacenza. Il 3 ottobre del 1969 si ritira e diventa, prima vescovo di Astigi. poi, alla morte - l'11 novembre del 1974 - vescovo emerito di Piacenza.
PROFILO
Arrivo a Piacenza: 57 anni
Motivo: avvicinamento a casa e promozione
Provenienza: clero piacentino
Carriera precendente: vescovo diocesano
Tempo a Piacenza: 15 anni come vescovo coadiutore, 8 come vescovo
OSSERVAZIONI
Siamo in epoca pre concilio Vaticano II. E' un piacentino che ritorna a casa dopo 8 anni come vescovo di Camerino. Potrebbe essere simile all'esperienza di monsignor Antonio Lanfranchi, se non fosse che è passato troppo tempo.
sabato 6 ottobre 2007
Un salto indietro: il vescovo Manfredini
(1922 Suzzara - 1983 Bologna)
Ordinato prete nella diocesi di Milano il 26 maggio del 1945 fu eletto vescovo di Piacenza il 4 ottobre del 1969, a soli 47 anni. Il 4 novembre del 1969 venne creato vescovo dal cardinale Giovanni Colombo e dai vescovi Umberto Malchiodi e Giuseppe Schiavini. Il 18 marzo del 1983 - a 61 anni - fu trasferito a Bologna, dopo 14 anni passati a Piacenza. Morì qualche mese dopo, il 16 dicembre del 1983.
PROFILO
Arrivo a Piacenza: 47 anni
Motivo: promozione (avvicinamento a casa)
Provenienza: clero milanese
Carriera precedente: prima nomina, sacerdote del clero milanese
Tempo a Piacenza: 14 anni
OSSERVAZIONI
Prima nomina, giovane, senza esperienza: il contrario di quello che ha chiesto il clero piacentino per il successore di Luciano Monari. Tra i nomi che ci sono fatti per Piacenza-Bobbio, monsignor Douglas Regattieri (vicario generale di Carpi) e monsignor Ermenegildo Manicardi (direttore dell'Almo Collegio Capranica) sono quelli che corrispondono di più a questo profilo.
Un salto indietro: il vescovo Mazza
(Santo Stefano d'Aveto 1919- Piacenza 1998)
Viene ordinato sacerdote il 30 maggio del 1942. Nel 1973 diviene segretario della Curia Romana, un posto vescovile tant'è che lo stesso giorno, l'8 giugno del 1973, viene eletto vescovo di Velia. Il 29 giugno di quell'anno viene ordinato vescovo da papa Paolo VI e dai cardinali Agostino Casaroli e Bernardin Gantin. Rimane a Roma fino all'11 settembre del 1976 quando viene nominato vescovo di Civitavecchia-Tarquinia. Il 20 agosto del 1983 - dopo 7 anni - viene nominato vescovo di Piacenza, poi Piacenza-Bobbio. Essendo Santo Stefano d'Aveto in provincia di Genova, per Mazza, che ormai ha 64 anni, è quasi un ritorno a casa. Rimane vescovo di Piacenza-Bobbio fino al primo dicembre del 1994 - per 11 anni - poi si ritira e diviene vescovo emerito. Morirà quattro anni dopo: il 16 marzo del 1998.
PROFILO
Arrivo a Piacenza: 64 anni
Motivo: avvicinamento a casa
Provenienza: diocesi del Lazio
Carriera precedente: in Vaticano e poi vescovo diocesano
Tempo a Piacenza: 11 anni
OSSERVAZIONI
Il profilo è quesi identico a quello di monsignor Domenico Sigalini (vedi Totovescovo)
giovedì 20 settembre 2007
La scelta
saggio, dotto
e di provata fede
da Libertà, 29 agosto 2007
LE CONSULTAZIONI - «Almeno ogni triennio i vescovi di una provincia ecclesiastica, oppure, dove le circostanze lo suggeriscono, le conferenze dei vescovi, mediante una consultazione comune e segreta, compilino un elenco di presbiteri... che risultino particolarmente idonei all’episcopato, e lo trasmettano alla Sede Apostolica». «Ogni volta che deve essere nominato un vescovo diocesano o un vescovo coadiutore, per proporre la cosiddetta terna alla Sede Apostolica, spetta al Legato pontificio ricercare singolarmente e comunicare alla stessa Sede Apostolica, insieme con il suo voto, ciò che suggeriscono il Metropolita e i Suffraganei della provincia, alla quale appartiene la diocesi in questione ... e altresì il presidente della conferenza dei vescovi; ...»
I REQUISITI - «Per l’idoneità di un candidato si richiede che: sia eminente per fede salda, buoni costumi, pietà, zelo per le anime, saggezza, prudenza e virtù umane, e inoltre dotato di tutte le altre qualità che lo rendono adatto a compiere l’ufficio in questione; goda di buona reputazione;
abbia almeno trentacinque anni di età; sia presbitero almeno da cinque anni; abbia conseguito la laurea dottorale o almeno la licenza in sacra Scrittura, teologia o diritto canonico in un istituto
di studi superiori approvato dalla Sede Apostolica, oppure sia almeno veramente esperto in tali discipline».