Ad ogni inaugurazione che si rispetti il taglio del nastro non manca mai. Diversamente dalla benedizione del sacerdote che, se una volta era considerata imprenscindibile, oggi il laicismo galoppante tende a relegarla a poco più di un rito propiziatorio. Il vescovo Gianni Ambrosio, nell'articolo sotto riguardante il nuovo ponte sul Po tra Piacenza e la Lombardia, spiega che non è così.
Federico Frighi - Una benedizione al nuovo ponte non era poi così scontata, visto che per quello provvisorio, ai tempi, non ci si era pensato. Stavolta Anas fa le cose in grande e raddoppia: due vescovi in un colpo solo. Quello della diocesi di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, e della diocesi di Lodi, Giuseppe Merisi. Il nuovo ponte sul Po ricongiunge ora non solo le provincie ma anche i territori diocesani.
«Benedici quanti transiteranno su questo ponte - inizia la preghiera il vescovo Ambrosio -, il tuo angelo li preceda e li accompagni perchè, superata ogni insidia, giungano sani e salvi alla meta desiderata». Una preghiera in punta di piedi e rispettosa del credo di ciascuno dei presenti. Lo precisa pubblicamente «nel rispetto delle convinzioni e della libertà di coscienza di ciascuno» il vescovo Merisi prima di intonare il Padre Nostro. Poi, al termine della cerimonia, dopo gli auguri di Natale, spiega: «La benedizione del Signore significa riconoscere che siamo dentro ad un cammino in cui sappiamo che c'è qualcuno che ci guarda, ci ascolta, ci vuole bene». Lo stesso fa monsignor Ambrosio: «L'opera dell'uomo, pur bella ed importante, presenta sempre aspetti di fragilità perchè così è la nostra vita umana. Allora vogliamo invocare la benedizione del Signore perchè quest'opera sia davvero al servizio dell'uomo e superi anche quei momenti di difficoltà che si verificano non solo nell'uomo ma anche nelle sue opere. La benedizione è un pilastro importante, insomma, per questo ponte». Ambrosio dà anche un giudizio estetico sulla nuova struttura: «Mi sono complimentato con il presidente dell'Anas. E' imponente soprattutto vista da sotto, con quella grande armatura di ferro che richiama altri ponti più famosi nel mondo».
19/12/2010 Libertà
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martedì 21 dicembre 2010
sabato 21 marzo 2009
Il vescovo Merisi a Piacenza: meno consumi voluttuari
Piacenza - Monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente della Caritas Italiana, a Piacenza ha ribadito ciò che in questo momento sta a cuore a tutta la Chiesa, papa Benedetto XVI compreso. «Il tema della crisi economica è all’ordine del giorno in tutte le diocesi - dice monsignor Merisi - Da me a Lodi c’è il problema dell’Unilever di Casalpusterlengo. La Caritas Italiana incoraggia le diocesi a fare in modo che in ogni realtà ci sia una risposta alla perdita del lavoro da parte delle famiglie». Il vescovo Morisi evidenzia poi come la risposta di Piacenza-Bobbio con il fondo di solidarietà sia la strada giusta da seguire: «Il fondo corrisponde alle esigenze e alle attese del nostro territorio in cui c’è l’esigenza di tener conto di tanta gente che perde il posto di lavoro e che vede a rischio il suo futuro». Perchè tanta mobilitazione da parte della Chiesa? «Ci sono iniziative della società civile e delle diocesi - evidenzia il presidente della Caritas Italiana -. È importante che tutti si impegnino e che ci siano sinergie per evitare doppioni; è però necessario che quelle che sono proprie della comunità cristiana mantengano la loro caratteristica propria. Questa crisi è anche un’occasione per fare una riflessione: il Papa e la Cei insistono su due vocaboli: solidarietà e sobrietà. Non si tratta di diminuire i consumi, ma solo di pensarli in modo coerente con le necessità: meno consumi voluttuari ma più investimenti per uno sviluppo sostenibile con l’ambiente e la presenza sociale».
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Il testo integrale su Libertà del 20 marzo 2009
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Il testo integrale su Libertà del 20 marzo 2009
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Caritas,
Giuseppe Merisi
martedì 29 gennaio 2008
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