Don Giuseppe Formaleoni lascia San Sisto dopo 33 anni di onorato servizio. Lo siamo andati a trovare per scrivere l'articolo qui sotto. E' una persona mite, cordiale, un vero gentlemen in clergymen. Ci ha offerto pompelmo in una canonica incantevolmente affrescata. Quando esci ti senti più sereno.
Don Giuseppe Formaleoni, parroco di San Sisto, va in pensione dopo 33 anni di servizio nella storica basilica. Dalla seconda metà di novembre gli succederà monsignor Giuseppe Busani. La notizia era già nell'aria e ieri la diocesi l'ha confermata in via ufficiale. Per i saluti ci sarà tempo nei prossimi giorni. Domenica 7 novembre la messa e la festa di congedo. «Sono stati 33 anni (più i due da curato) molto belli e soprattutto al fianco della gente che non ha mai smesso di aiutare la parrocchia. E' a loro che va il mio grazie più importante».
Don Giuseppe esce di scena perchè le primavere pesano (sono 80) e per tutti, dopo un po', dovrebbe esserci la pensione. Lo aveva già chiesto al vescovo Luciano Monari. «Perché voi vescovi ai 75 anni potete andare in pensione e noi parroci no? » aveva osato replicare con una battuta dopo l'incoraggiamento ad andare avanti. Sulla stessa linea la risposta di Monari: «Perchè di vescovi ce ne sono tanti, di parroci molti meno». Cinque anni dopo il vescovo Gianni Ambrosio gli ha concesso la meritata pensione.
Non è uno attaccato alla poltrona, don Formaleoni. Nonostante la poltrona in San Sisto sia comoda. Volte affrescate, tele preziose, putti, madonne, simulacri vari, librerie imponenti, tavoli e scrivanie che gli antiquari pagherebbero una fortuna, la parrocchia di San Sisto è imbevuta d'arte in ogni angolo, dalla basilica fino ad arrivare alla canonica. Per non parlare della cripta, che don Formaleoni ha riaperto dopo 37 di abbandono e fatiscenza. C'è un libro che parla di tutto questo: "San Sisto e dintorni". Così come della cupola sventrata da un fulmine nel 1995. Scontato chiedere al sacerdote della Madonna Sistina. «Ci abbiamo provato a riportarla a Piacenza - confessa - ma inutilmente. A Dresda ci hanno ospitato con tutti gli onori ma di restituirla non se ne parla». Nel suo clergymen impeccabile, don Formaleoni è noto per lo stile pacato, la compostezza british, i tratti e i modi da gentiluomo di rango. Tuttavia, un sassolino dalla scarpa, prima dei saluti ufficiali, coglie l'occasione per toglierselo: «Mi spiace molto concludere il mio mandato qui senza aver visto il museo diocesano prendere forma nel complesso di San Sisto. Piange il cuore vedere le opere d'arte così accatastate». Tanto è stato fatto e don Giuseppe ringrazia Soprintendenza, Banca di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano e i suoi parrocchiani. «Tuttavia - dice - penso che San Sisto meriti lo stesso trattamento riservato ai Teatini. Abbiamo affreschi ed opere d'arte altrettanto importanti. Anzi... ». Ma don Giuseppe è stato prima di tutto parroco. Ha accompagnato le tante trasformazioni accorse ad un quartiere che oggi mette insieme la Piacenza ricca, la Piacenza medio borghese, la Piacenza dei nuovi mondi. Oggi sono circa tremila le anime da curare, il 30 per cento provenienti da Paesi extracomunitari: «Una volta avevamo classi di catechismo da 40 ragazzi, oggi sono 10. Una volta riuscivo a visitare tutte le famiglie, oggi solo su richiesta. Ma andiamo avanti lo stesso e io ci tengo a fare catechismo in prima persona. Mi sono tenuto al seconda media». Auguri al successore: «Sono contento sia monsignor Giuseppe Busani: è una persona intelligente e anche un amico. Qui troverà accoglienza, collaborazione e amore».
Federico Frighi
16/10/2010 Libertà
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martedì 19 ottobre 2010
mercoledì 16 giugno 2010
Don Formaleoni verso la pensione
Movimenti in vista nel clero piacentino. Dopo un lungo periodo di calma apparente, si muove qualche cosa sul fronte dei trasferimenti dei parroci soprattutto in città. Poche ma sostanziose le novità.
La prima è il pensionamento del parroco della basilica di San Sisto. Don Giuseppe Formaleoni, che lo scorso marzo ha compiuto gli 80 anni, dal 1977 è prevosto dello storico tempio, scrigno d’arte e di spiritualità, un tempo casa della celeberrima Madonna Sistina. In questi giorni presenterà la lettera di dimissioni per raggiunti limiti di età al vescovo Gianni Ambrosio il quale, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, dovrebbe accoglierle. E’ un pio desiderio, quello di don Formaleoni, già espresso cinque anni fa al vescovo Luciano Monari, al compimento dei 75 anni e dunque all’età esatta in cui, per la Chiesa, si può andare in “pensione”. L’allora presule di Piacenza-Bobbio lo pregò di rimanere al suo posto ancora per qualche tempo. Don Giuseppe oggi ci riprova e dovrebbe essere accontentato. Essendo ancora in salute e attivo, non si ritererà a vita privata ma continuerà il proprio ministero, molto probabilmente aiutando le parrocchie del centro storico, in particolare il Duomo dove c’è bisogno di un aiuto al Penitenziere (confessioni). Di conseguenza si aprirà la pratica per il successore di don Formaleoni. In questi giorni il vescovo sta concludendo i colloqui con i parroci del centro città. L’ultimo è previsto per la prossima settimana, dopo il rientro da Roma dove, assieme ad una trentina di sacerdoti, sta partecipando alle celebrazioni per la conclusione dell’anno sacerdotale. Per San Sisto è verosimile una soluzione pro tempore con la reggenza da parte del parroco della vicina Santa Brigida, don Riccardo Lisoni, quale moderatore dell’Unità Pastorale 2 in cui è appunto inclusa la storica basilica. Questo in attesa di veri e propri accorpamenti sull’esempio di San Francesco, San Pietro e Santa Maria in Gariverto. Altra novità in vista è la possibile assegnazione dell’unico nuovo prete che esce dall’Alberoni quest’anno, don Valerio Picchioni, alla parrocchia della Santissima Trinità. Ventisei anni, don Valerio verrà ordinato sacerdote sabato alle ore 18 nel Duomo di Piacenza dal vescovo Ambrosio. Il giovane sacerdote - lo abbiamo visto spesso in Duomo dirigere con precisione e rigore il servizio liturgico dei seminaristi - gode di grande fiducia e considerazione tanto che appare il rinforzo ideale per risolvere la difficile situazione della parrocchia di viale Dante che, nonostante sia la più popolata della città nonchè sede storica delle comunità neocatecumenali, è rimasta con soli due sacerdoti in servizio. Ribadito che la linea del vescovo Ambrosio è di lasciare i parroci al proprio posto fino a quando se la sentono, un altro nodo da sciogliere sarà quello del successore dello scomparso don Andrea Mutti al santuario di Strà. Anche qui la via maestra sembra la soluzione pro tempore con la nomina di un amministratore parrocchiale, verosimilmente della vallata.
Federico Frighi
Da Libertà, 10 giugno 2010
La prima è il pensionamento del parroco della basilica di San Sisto. Don Giuseppe Formaleoni, che lo scorso marzo ha compiuto gli 80 anni, dal 1977 è prevosto dello storico tempio, scrigno d’arte e di spiritualità, un tempo casa della celeberrima Madonna Sistina. In questi giorni presenterà la lettera di dimissioni per raggiunti limiti di età al vescovo Gianni Ambrosio il quale, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, dovrebbe accoglierle. E’ un pio desiderio, quello di don Formaleoni, già espresso cinque anni fa al vescovo Luciano Monari, al compimento dei 75 anni e dunque all’età esatta in cui, per la Chiesa, si può andare in “pensione”. L’allora presule di Piacenza-Bobbio lo pregò di rimanere al suo posto ancora per qualche tempo. Don Giuseppe oggi ci riprova e dovrebbe essere accontentato. Essendo ancora in salute e attivo, non si ritererà a vita privata ma continuerà il proprio ministero, molto probabilmente aiutando le parrocchie del centro storico, in particolare il Duomo dove c’è bisogno di un aiuto al Penitenziere (confessioni). Di conseguenza si aprirà la pratica per il successore di don Formaleoni. In questi giorni il vescovo sta concludendo i colloqui con i parroci del centro città. L’ultimo è previsto per la prossima settimana, dopo il rientro da Roma dove, assieme ad una trentina di sacerdoti, sta partecipando alle celebrazioni per la conclusione dell’anno sacerdotale. Per San Sisto è verosimile una soluzione pro tempore con la reggenza da parte del parroco della vicina Santa Brigida, don Riccardo Lisoni, quale moderatore dell’Unità Pastorale 2 in cui è appunto inclusa la storica basilica. Questo in attesa di veri e propri accorpamenti sull’esempio di San Francesco, San Pietro e Santa Maria in Gariverto. Altra novità in vista è la possibile assegnazione dell’unico nuovo prete che esce dall’Alberoni quest’anno, don Valerio Picchioni, alla parrocchia della Santissima Trinità. Ventisei anni, don Valerio verrà ordinato sacerdote sabato alle ore 18 nel Duomo di Piacenza dal vescovo Ambrosio. Il giovane sacerdote - lo abbiamo visto spesso in Duomo dirigere con precisione e rigore il servizio liturgico dei seminaristi - gode di grande fiducia e considerazione tanto che appare il rinforzo ideale per risolvere la difficile situazione della parrocchia di viale Dante che, nonostante sia la più popolata della città nonchè sede storica delle comunità neocatecumenali, è rimasta con soli due sacerdoti in servizio. Ribadito che la linea del vescovo Ambrosio è di lasciare i parroci al proprio posto fino a quando se la sentono, un altro nodo da sciogliere sarà quello del successore dello scomparso don Andrea Mutti al santuario di Strà. Anche qui la via maestra sembra la soluzione pro tempore con la nomina di un amministratore parrocchiale, verosimilmente della vallata.
Federico Frighi
Da Libertà, 10 giugno 2010
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