mercoledì 7 novembre 2007

Offerte clero in Italia, in Emilia Romagna , a Piacenza

OFFERTE AL FONDO SOSTENTAMENTO CLERO DATI NAZIONALI

2 0 0 5

2 0 0 6

Variazioni 06/05

Regione

Offerte

Euro

Offerte

Euro

offerte

euro

PIEMONTE

14.686

1.717.865,87

13.982

1.603.159,11

-4,8%

6,7%

LIGURIA

6.694

820.582,77

6.161

825.466,65

-8,0%

0,6%

LOMBARDIA

35.337

4.380.794,93

32.193

4.070.129,37

-8,9%

-7,1%

TRIVENETO

23.785

2.583.057,13

21.000

2.396.363,83

-11,7%

-7,2%

EMILIA ROMAGNA

13.993

1.603.377,64

12.537

1.493.174,61

-10,4%

-6,9%

TOSCANA

12.271

1.013.535,45

11.052

919.899,67

-9,9%

-9,2%

MARCHE

7.439

494.154,95

6.551

467.453,91

-11,9%

-5,4%

ABRUZZO MOLISE

3.851

211.028,84

3.518

188.754,87

-8,6%

-10,6%

UMBRIA

1.917

176.713,44

1.713

151.714,23

-10,6%

-14,1%

LAZIO

15.403

1.637.007,35

13.709

1.501.118,51

-11,0%

-8,3%

CAMPANIA

8.337

361.031,61

8.504

361.032,60

2,0%

0,0%

CALABRIA

2.254

96.517,18

1.867

82.562,97

-17,2%

-14,5%

PUGLIA

7.568

412.052,51

7.309

382.578,47

-3,4%

-7,2%

BASILICATA

1.127

53.705,78

932

57.728,22

-17,3%

7,5%

SICILIA

6.820

441.223,89

6.259

400.498,48

-8,2%

-9,2%

SARDEGNA

4.536

350.827,65

3.271

270.693,38

-27,9%

-22,8%

NON CLASSIFICABILI

3.746

1.116.555,33

5.305

1.196.361,35

41,6%

7,1%

TOTALE NAZIONALE

169.764

17.470.032,32

155.863

16.368.690,23

-8,2%

-6,3%

Le Offerte effettuate per l'anno 2006 sono state 155.863,

per un importo di euro 16.368.690,23

si contano 126.000 offerenti una offerta ogni 480 abitanti.

Importo pari al 3,2% del fabbisogno nazionale.

OFFERTE AL FONDO SOSTENTAMENTO CLERO DATI REGIONALI

2 0 0 5

2 0 0 6

Variazioni 06/05

Diocesi

Offerte

euro

Offerte

euro

offerte

euro

Bologna

3.796

443.054,12

3.432

404.209,87

-9,6%

8,8%

Faenza - Modigliani

422

49.881,26

362

42.192,91

-14,2%

-15,4%

Ferrara - Comacchio

837

74.698,07

713

72.550,22

-14,8%

-2,9%

Imola

498

60.907,91

446

57.023,02

-10,4%

-6,4%

Modena - Nonantola

1.728

208.358,48

1.490

180.752,12

-13,8%

-13,2%

Carpi

351

40.865,94

307

36.925,71

-12,5%

-9,6%

Fidenza

198

25.206,33

192

27.768,00

-3,0%

10,2%

Parma

1.211

167.791,00

1.105

163.936,15

-8,8%

-2,3%

Piacenza - Bobbio

975

110.298,95

914

104.310,09

-6,3%

5,4%

Reggio Emilia - Guastalla

1.525

190.619,74

1.352

182.691,59

-11,3%

-4,2%

Ravenna - Cervia

479

42.412,91

393

45.811,24

-18,0%

8,0%

Cesena - Sarsina

419

43.053,41

361

37.474,62

-13,8%

-13,0%

Forlì - Bertinoro

652

49.630,14

652

49.725,39

0,0%

0,2%

Rimini

769

86.740,97

670

75.980,44

-12,9%

-12,4%

San Marino - Montefeltro

133

9.858,41

148

11.823,24

11,3%

19,9%

TOTALE REGIONE

13.993

1.603.377,64

12.537

1.493.174,61

-10,4%

-6,9%

Le Offerte effettuate per l'anno 2006 sono state 12.536,

per un importo di euro 1.493.164,61

si contano 10.543 offerenti una offerta ogni 405 abitanti.

Importo pari al 4,0% del fabbisogno regionale.

OFFERTE AL FONDO SOSTENTAMENTO CLERO DATI DIOCESANI

2 0 0 5

2 0 0 6

Variazioni 06/05

Comuni

Offerte

Euro

Offerte

Euro

offerte

euro

Agazzano

4

430,00

6

450,00

50,0%

4,7%

Albareto

7

245,00

3

142,00

-57,1%

-42,0%

Alseno

7

513,30

9

683,30

28,6%

33,1%

Bardi

21

1.609,00

19

929,00

-9,5%

42,3%

Bedonia

9

715,00

9

582,50

0,0%

-18,5%

Besenzone

2

70,00

1

20,00

-50,0%

-71,4%

Bettola

7

415,00

4

125,00

-42,9%

-69,9%

Bobbio

5

580,00

5

630,00

0,0%

8,6%

Bore

1

1.000,00

1

1.000,00

0,0%

0,0%

Borgo Val di Taro

22

1.118,00

32

1.221,00

45,5%

9,2%

Borgonovo Val Tidone

9

1.320,00

15

1.555,00

66,7%

17,8%

Cadeo

14

2.151,00

12

671,00

-14,3%

68,8%

Calendasco

1

50,00

2

100,00

100,0%

100,0%

Caminata

1

50,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Caorso

19

1.565,00

23

2.576,02

21,1%

64,6%

Carpaneto Piacentino

13

605,00

19

1.650,00

46,2%

172,7%

Castel San Giovanni

57

6.775,00

60

8.059,00

5,3%

19,0%

Castelarquato

16

720,00

8

440,00

-50,0%

-38,9%

Cerignale

0

0,00

0

0,00

0,0%

0,0%

Coli

2

100,00

2

60,00

0,0%

-40,0%

Compiano

1

50,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Corte Brugnatella

0

0,00

0

0,00

0,0%

0,0%

Cortemaggiore

11

1.165,00

4

700,00

-63,6%

-39,9%

Farini

3

290,00

5

134,00

66,7%

-53,8%

Ferriere

1

50,00

9

386,00

800,0%

672,0%

Fiorenzuola D'Arda

90

6.669,00

74

6.008,00

-17,8%

-9,9%

Fontanigorda

1

100,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Gazzola

5

310,00

1

30,00

-80,0%

-90,3%

Gorreto

1

50,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Gossolengo

9

360,00

6

185,00

-33,3%

-48,6%

Gragnano Trebbiense

3

255,00

3

255,00

0,0%

0,0%

Gropparello

4

145,00

4

150,00

0,0%

3,4%

Lugagnano Val d'Arda

9

699,00

10

885,00

11,1%

26,6%

Menconico

0

0,00

1

35,00

100,0%

100,0%

Monticelli d'Ongina

1

200,00

1

200,00

0,0%

0,0%

Morfasso

5

1.070,00

6

1.062,00

20,0%

-0,7%

Nibbiano

3

260,00

2

250,00

-33,3%

-380,0%

Ottone

0

0,00

0

0,00

0,0%

0,0%

Pecorara

1

25,00

3

85,00

200,0%

240,0%

Piacenza

424

62.129,64

418

61.804,89

-1,4%

-0,5%

Pianello Val Tidone

2

53,00

3

115,00

50,0%

117,0%

Piozzano

1

60,00

1

50,00

0,0%

-16,7%

Podenzano

13

2.592,00

15

3.005,00

15,4%

15,9%

Ponte dell'Olio

20

1.169,48

20

950,34

0,0%

-18,7%

Pontenure

13

1.325,00

10

920,00

-23,1%

-30,6%

Rezzoaglio

3

45,00

2

35,00

-33,3%

-22,2%

Rivergaro

10

1.310,00

9

1.178,00

-10,0%

-10,1%

Romagnese

1

50,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Rottofreno

19

1.215,00

11

995,00

-42,1%

-18,1%

Revegno

0

0,00

1

25,00

100,0%

100,0%

Ruino

1

550,00

1

550,00

0,0%

0,0%

Salsomaggiore Terme

30

3.663,00

6

360,00

-80,0%

-90,2%

San Giorgio Piacentino

21

2.345,00

17

790,00

-19,0%

-66,3%

San Pietro in Cerro

2

150,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Santo Stefano d'Aveto

6

118,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Sarmato

2

110,00

2

200,00

0,0%

81,8%

Tornolo

2

60,00

9

300,00

350,0%

400,0%

Travo

2

120,00

1

20,00

-50,0%

-83,3%

Val Mozzola

1

50,00

2

100,00

100,0%

100,0%

Val Verde

1

5,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Varsi

11

170,00

4

95,00

-63,6%

-44,1%

Vernasca

6

59,00

6

137,00

0,0%

132,2%

Vigolzone

12

950,53

10

881,04

-16,7%

-7,3%

Zerba

0

0,00

0

0,00

0,0%

0,0%

Ziano Piacentino

7

270,00

7

540,00

0,0%

100,0%

Totale Diocesi

975

110.298,95

914

104.310,09

-6,3%

-5,4%

In calo le offerte per il clero

Centoquattromila euro per il sostentamento
del clero. Monsignor Ferrari: "Le comunità aiutino i parroci"
Sempre meno le offerte per i sacerdoti
Nel 2006 a Piacenza calo del 6 per cento

da Libertà, 7 novembre 2007

Piacenza - La difficoltà della famiglia media ad arrivare alla fine del mese grava anche sul capitolo generosità. Nel giro di un anno, dal 2005 al 2006, il cestino delle offerte destinate ai sacerdoti della Chiesa cattolica, in tutta la diocesi, si è “ristretto” di oltre il 6 per cento, con un calo di monetine del 5,4 per cento. È il bilancio della solidarietà nei confronti del clero che sarà reso noto il prossimo 25 novembre, in occasione della giornata nazionale per la sensibilizzazione al sostegno economico alla Chiesa. Per aiutare i sacerdoti nella loro attività quotidiana, in tutto il 2006, i piacentini hanno messo mano al portafogli per oltre 104mila euro (nel 2005 erano oltre 110mila). In una sorta di classifica regionale della generosità Piacenza-Bobbio si colloca dietro a Bologna (404mila euro), Reggio Emilia (182mila), Modena (180mila), Parma (163mila).
«Di per sè il sacerdote dovrebbe essere mantenuto dalla comunità nella quale e per la quale opera - spiega la ragione delle offerte l’amministratore diocesano, monsignor Lino Ferrari -, di fatto la maggior parte delle parrocchie fatica a sostenere le spese ordinarie. Per questo motivo interviene l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (a Piacenza retto da monsignor Antonio Bozzuffi, ndr.)». Le offerte coprono il 2,4 per cento degli stipendi, l’istituto il 30 per cento, il resto arriva dall’8 per mille. La cifra richiesta per sostenere gli oltre trecento sacerdoti piacentini è di 5 milioni e 200mila euro annui. «La Conferenza episcopale italiana avrebbe potuto pagare interamente gli stipendi con l’8 per mille - continua monsignor Ferrari -, diminuendo i fondi per la pastorale e per il sociale, invece ha deciso rilanciare la campagna delle offerte con la giornata del 25 novembre. Il motivo? Coinvolgere i fedeli nel sostegno al proprio sacerdote; un sostegno che diviene un segno di apprezzamento dell’operato del proprio pastore e, per il sacerdote, segno della carità dei propri fedeli». A che servono i soldi ad un prete? «Io ci pago il mantenimento della macchina - porta il suo esempio monsignor Ferrari -, la bolletta del telefonino cellulare, qualche libro per la formazione personale, la spesa per i pasti quotidiani assieme ai confratelli di Nostra Signora di Lourdes. Il resto va per la carità». Monsignor Ferrari ricorda l’ultima omelia piacentina del vescovo Luciano Monari: “Io non parto da Piacenza più ricco di quando sono arrivato” disse ad un certo punto il presule. «Tutto quello che aveva oltre lo stretto necessario lo metteva nella carità - ricorda -, penso che per tutti i preti sia un esempio da seguire». Le offerte per il sostentamento del clero sono distribuite equamente e arrivano a tutti. In questo modo tutti i sacerdoti, anche quelli delle comunità più piccole e povere, possono contare su una equa distribuzione del denaro e sulla generosità di tutti.
«Le offerte sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi - fa presente l’incaricato diocesano <+nero>Romolo Artemi<+tondo> - tramite il 730 oppure la dichiarazione Unico; se effettuate entro il 31 dicembre, sono deducibili dal proprio reddito e dalle relative addizionali regionali e comunali, a maggio sulla dichiarazione». Le offerte effettuate per l’anno 2006 sono state 913 per un importo di euro 104.300,09.
La solidarietà ai sacerdoti è arrivata da 767 persone, una ogni 307 abitanti della diocesi di Piacenza-Bobbio. A livello nazionale, in tutto il 2006, sono stati raccolti oltre 16milioni di euro destinati al clero cattolico, pari al 3,2 per cento del fabbisogno dei sacerdoti. Un milione di euro in meno rispetto al 2005. In tutta la regione Emilia Romagna è stato raccolto un milione e 493mila euro nel 2006 contro il milione e 600mila del 2005.
Federico Frighi

martedì 6 novembre 2007

Niente nuove, buone nuove




Cari lettori,
oggi sul nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio, mi spiace deludervi, ma non ci sono novità (almeno su Sacri corridoi). Se tanto mi dà tanto, dai segnali, sembra che questa settimana le cose stiano ferme. Dovrebbe venire annunciato solo il nuovo vescovo di Vittorio Veneto. Per le diocesi emiliane (Parma compresa) tutto è rimandato almeno alla metà della settimana prossima. Su Libertà prima e Sacri corridoi poi non mancherò di tenervi aggiornati.
A presto,
Federico Frighi

lunedì 5 novembre 2007

L'omelia di Monari per Ognissanti

Pubblichiamo oggi l'omelia del vescovo Luciano Monari
tenuta nella cattedrale di Brescia in occasione
della ricorrenza di Ognissanti.
Si ringrazia per la collaborazione Vittorio Ciani.


1. Celebriamo oggi la festa di Tutti i Santi perché hanno manifestato questa identità di «figli di Dio».
L’identità cristiana è definita in una stupenda frase di san Giovanni nella sua Lettera, quando scrive:
«Carissimi,vedete [1]quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!» (1 Gv 3, 1).
Celebriamo oggi la festa di Tutti i Santi perché hanno manifestato questa identità di «figli di Dio». L’amore di Dio ha messo nella loro vita la Sua santità, ha messo qualche cosa della sua bellezza, della sua giustizia, e i santi risplendono ai nostri occhi per questo: risplendono della luce di Dio, risplendono dell’amore di Dio, che non è un dio geloso, che non tiene affatto per sé quello che lui è e possiede; è al contrario un Dio che gioisce solo nel donare agli uomini la ricchezza e la bellezza della sua vita.
2. L’”uomo” è il Santo, ed è il santo perché questo santo introduce nel vissuto quotidiano la bellezza di Dio, l’amore di Dio, la santità di Dio; questo è l’uomo! Questo è il Santo! E questa è la nostra vocazione!
E contemplando l’esistenza dei Santi in fondo riusciamo anche noi a comprendere meglio quale sia il significato della nostra vita e della nostra vocazione. Vocazione di ogni uomo è chiaramente la stessa: diventare uomo. Perché l’uomo non nasce fatto, ma nasce da fare, nasce con delle potenzialità e con delle capacità che poco alla volta si debbono sviluppare verso una pienezza di maturità, una pienezza di umanità.
Ma che cosa è la “pienezza di umanità”? Quali sono le immagini nelle quali possiamo riconoscere la nostra vocazione? È forse un eroe come colui che è intrepido e forte, capace di combattere e di vincere, cioè Alessandro Magno capace di diventare padrone del mondo? È questo l’uomo, l’uomo che siamo chiamati a diventare? O è colui che aveva tante ricchezze che non riusciva nemmeno a contarle? O sono i più famosi politici e astuti? Chi è l’uomo? Cosa significa diventare uomo?
Dal nostro punto di vista la risposta è: l’”uomo” è il Santo, ed è il santo perché questo santo introduce nel vissuto quotidiano ‑ cioè nella vita di tutti i giorni, nei rapporti personali, nel suo lavoro, nella sua famiglia, nelle sue responsabilità sociali… in tutto questo ‑ la bellezza di Dio, l’amore di Dio, la santità di Dio; questo è l’uomo! Questo è il Santo! E questa è la nostra vocazione!
Il modello di ogni cristiano rimane Gesù Cristo
1. Il modello di ogni cristiano rimane Gesù Cristo. Se noi siamo figli di Dio, Gesù è il Figlio, quello in cui la filiazione divina si esprime in perfezione.
Dobbiamo imparare a diventare persone libere e capaci di amare e gioiose nel donare, riconoscente per quello che abbiamo ricevuto e contenti di trasmettere agli altri la grazia che ci viene da Dio. In questo evidentemente il modello di ogni cristiano rimane Gesù Cristo. Se noi siamo figli di Dio, Lui è il Figlio, quello in cui la filiazione divina si esprime in perfezione. Noi siamo dei figli di Dio che tentano di farsi, che non riescono mai a realizzare in pienezza questa identità, c’è sempre uno scalino tra quello che siamo e quello che riusciamo a esprimere.
Ma Gesù è il Figlio di Dio pienamente! La sua umanità ‑ quindi i suoi pensieri, le sue parole, i suoi gesti ‑ è pienamente plasmata dal rapporto filiale con il Padre, è piena della fiducia senza riserve che lui come Figlio ha nei confronti del Padre.
Ricordate le ultime parole di Gesù sulla croce nel Vangelo di Luca:
«Padre, nelle tue mani consegno la mia vita» (Lc 23, 46).
E questo è stato l’atteggiamento costante, atteggiamento di fiducia e atteggiamento di obbedienza, perché il
«Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e portare a compimento la sua opera» (Gv 4, 34).
2. Gesù è capace ‑ ed è il miracolo più grande ‑ di non rispondere al male con il male, ma è capace di assorbire il male e la cattiveria e di trasformarla in bontà in amore.
Per questo Gesù non si lascia sedurre da tutte le promesse mondane, dalla promessa della ricchezza o del potere o del pane o del successo.
E per questo Gesù è capace ‑ ed è il miracolo più grande ‑ di non rispondere al male con il male, ma è capace di assorbire il male e la cattiveria e di trasformarla in bontà in amore (cfr. 1 Pt 2, 23).
Gesù è capace di fare questo perché ha consegnato la difesa della sua vita nelle mani del Padre, non ha bisogno di difendersi perché c’è qualcun altro che si è assunto il ruolo e il compito della sua difesa.
3. I Santi quando si scontrano con il male non diventano cattivi, al contrario sono capaci di trasformare il male che ricevono in perdono, in misericordia, in fraternità; e sono capaci di custodire la speranza sempre.
Così è Gesù! E i Santi vanno esattamente in quella direzione: sono quelli che hanno saputo, ad imitazione di Gesù, dire di sì alla vita, sempre! Accogliendola dalle mani del Padre, come dono aperto; e proprio per questo passano in mezzo al mondo facendo del bene, creando un pochino di gioia e di consolazione degli altri, per questo distruggono il male che incontrano: quando si scontrano con il male non diventano cattivi, al contrario sono capaci di trasformare il male che ricevono in perdono, in misericordia, in fraternità; e sono capaci di custodire la speranza sempre, nei momenti tranquilli della vita ma anche nei momenti tempestosi; e questi evidentemente sono quelli che tengono in piedi il mondo.
Chiaramente per tenere in piedi il mondo ci vorranno i manager, ci vorranno i politici… ci vogliono tutte queste persone, ma per tenere in piedi il mondo ci vuole della gente che sappia amare, che sappia portare il peso della vita e donare con gratuità agli altri un pochino di speranza.
Ricordare le persone a cui siamo creditrici
1. Ripercorrere nella nostra vita tutte quelle persone alle quali noi siamo creditrici della nostra gioia di vivere.
E forse potrebbe essere l’occasione questa per ripercorrere nella nostra vita tutte quelle persone alle quali noi siamo creditrici della nostra gioia di vivere: i genitori che ci hanno accolto e ci hanno sostenuto, le persone che ci sono state amiche e fedeli, quelli che ci hanno insegnato a conoscere il mondo e a essere saggi in questo mondo… Sono una miriade di persone, che hanno avuto anche i loro difetti, non erano persone perfette, però hanno avuto un cuore buono e ci hanno trasmesso una fiducia grande nella vita. Sono queste le persone che oggi ricordiamo con riconoscenza e con il senso del nostro debito.
2. È vero che la nostra bontà è sempre una bontà limitata, ma è altrettanto vero che riflette davvero la bellezza di Dio, e quindi nei confronti di queste persone che ci hanno amato abbiamo un autentico debito di riconoscenza.
E abbiamo bisogno di tenere queste persone qui davanti ai nostri occhi. Perché nel contesto in cui noi viviamo c’è stranamente… ‑ almeno sembra a me, dopo voi valutate se è vero o se non è vero; ma a me sembra che in questo mondo ci sia una tendenza strana a sporcare ogni cosa. Quando c’è qualche cosa o qualcuno che appare bello, facciamo i salti mortali per andare a trovare i difetti e i limiti e le macchie o tutti questi elementi qui… Forse facciamo fatica a sopportare una bontà troppo vera, troppo autentica. E ci portiamo dentro – sbagliato – un desiderio quasi di degradare la persona, di fare vedere che la persona umana non è così eroica come si potrebbe pensare o così bella o così pura o così Santa. E invece no!
È vero che la nostra bontà è sempre una bontà limitata, ma è altrettanto vero che riflette davvero la bellezza di Dio, e quindi nei confronti di queste persone che ci hanno amato abbiamo un autentico debito di riconoscenza.
3. E se le guardiamo con questi occhi, ritroviamo la speranza nell’uomo, la speranza nel fatto che l’uomo, capace di disastri immensi, è però capace di giustizia e di amore, di bontà e di perdono.
E se le guardiamo con questi occhi, ritroviamo la speranza nell’uomo, la speranza nel fatto che l’uomo, capace di disastri immensi, è però capace di giustizia e di amore, di bontà e di perdono.

E io chiedo al Signore questo per tutti noi: che il Signore ci indica la consapevolezza della sua presenza in mezzo agli uomini e gli impegni che questa presenza produce: la purezza del cuore, la bontà e la pazienza; e che scuotendoci, mettendo nel nostro cuore lo stupore per queste cose, metta anche i desideri di diventare anche noi un pochino più buoni e un pochino più puliti, un pochino più capaci di trasmettere attorno a noi gioia e desideri di Dio.

domenica 4 novembre 2007

Nuovo vescovo, per Piacenza ballottaggio De Scalzi-Ambrosio

Nuovo vescovo, per il dopo Monari ballottaggio De Scalzi-Ambrosio
Dopo la scelta del bresciano Sigalini per l’Azione Cattolica
attese a cascata le nomine di Piacenza e Parma

da Libertà, 4 novembre 2007

(fed.fri.) - Dopo le ricorrenze di Ognissanti e dei Morti qualche cosa si muove per il futuro vescovo di Piacenza-Bobbio. Ieri mattina alle 12 in punto (come vuole la tradizione) il bollettino della Santa Sede riportava, tra le notizie del giorno, la nomina di monsignor Domenico Sigalini, bresciano, vescovo di Palestrina, ad assistente generale dell’Azione Cattolica. Il mandato è triennale e, almeno per il momento, il presule rimane anche vescovo della diocesi laziale. Era una nomina, quella del nuovo responsabile dell’Azione Cattolica, che i curiali piacentini attendevano con una certa curiosità. Un po’ perché è dallo scorso giugno che si vociferava di monsignor Antonio Lanfranchi ai vertici di via Conciliazione, un po’ perché, scemata in seguito quest’ultima ipotesi, si era capito che da quella nomina, a cascata, sarebbero arrivate anche quella di Parma e, soprattutto, di Piacenza-Bobbio. Ad oggi sembra di comprendere come, per la scelta del successore di monsignor Luciano Monari, sia in corso un “sacro ballottaggio” tra il vescovo ausiliare di Milano e abate di Sant’Ambrogio, Erminio De Scalzi (67 anni, già presule), e l’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, monsignor Gianni Ambrosio (65 anni). Il primo, già segretario personale del cardinale Carlo Maria Martini, è vescovo da 12 anni e, fino ai primi di ottobre, era il candidato numero uno per Piacenza-Bobbio, diocesi che avrebbe preferito a Parma, quando gli è stato chiesto di scegliere. Poi l’intoppo: il piemontese Ambrosio (diocesi di Vercelli, conterraneo del cardinale Tarcisio Bertone) dice no all’Azione Cattolica nazionale preferendo un’esperienza in diocesi. Si blocca tutto. A Roma mandano Sigalini, Ambrosio torna in corsa per una diocesi di prestigio del nord Italia: Parma o Piacenza-Bobbio (in attesa c’è anche Savona). A Piacenza Ambrosio ritroverebbe l'Università Cattolica, della quale, come detto, è assistente generale, e potrebbe dunque portare avanti in maniera più agile il mandato che, nel 2006, gli era stato prolungato per cinque anni. Altra notizia importante del bollettino della Santa Sede di ieri è la ripresa – dopo una settimana di sospensione - delle udienze di tabella del cardine Giovanni Battista Re (prefetto della Congregazione per i vescovi) con papa Benedetto XVI. Da domani ogni giorno è buono per un annuncio che riguardi Piacenza. Non è neppure escluso che, tra Ambrosio e De Scalzi, in caso di disaccordo, spunti un terzo nome: quello del salesiano don Alberto Lorenzelli, superiore provinciale dell’ispettoria salesiana ligure-toscana, 54 anni, nato in Argentina da genitori italiani, grande amico del cardinale Tarcisio Bertone.

Il ricordo di don Benzi

Questa sera a Piacenza si ricorda don Benzi


Le comunità Papa Giovanni XXIII presenti a Piacenza si ritroveranno per un momento di preghiera questa sera in ricordo di don Oreste Benzi - morto il 2 novembre per un infarto - alle ore 21, nella chiesa del Preziosissimo Sangue, a Piacenza, in via Zanella 15. Tutta la cittadinanza è invitata. In provincia di Piacenza ci sono diverse testimonianze dell'opera di don Oreste Benzi. Vi sono tre case famiglia (Caorso, Fiorenzuola e Piacenza), una casa di preghiera ed accoglienza (Rottofreno), una famiglia accogliente (Fiorenzuola).Nel Piacentino il sacerdote era quasi di casa. Tante le volte in cui aveva portato la propria parola. L'ultima, lo scorso 30 settembre, per il "Congrosso 2007" - la festa di tutti i giovani che hanno partecipato alle attività estive organizzate dalla Comunità - assieme al vescovo Luciano Monari. Il 5 giugno scorso era intervenuto nel convegno "Tutti i figli di Dio hanno le ali" organizzato dalla Caritas diocesana nell'auditorium del centro studi della Cassa. Nell'ottobre del 2005 fu ospite della Giornata delle missioni. Lo ricordano durante la manifestazione in Sant'Ilario "El ventaglio del tiempo" (1999), a Rottofreno, nel 2001, all'inaugurazione della cappellina di una delle sue case famiglia. Nel novembre del 2000, in questura, incontrò l'allora capo della polizia Adamo Gulì per un progetto di recupero delle straniere costrette a prostituirsi; il mese prima fu ospite alle Settimane migratorie a Piacenza. Ancora: Caorso (per San Rocco), San Nicolò fino alla grande iniziativa di Montale, quando, nel 2002, partecipò alla serata di preghiera nei luoghi della prostituzione piacentina.

sabato 3 novembre 2007

48583, scade a mezzanotte l'sms per l'acqua

Mancano poche ore e, alla mezzanotte, verrà disattivato il numero di Africa Mission al quale mandare gli sms per l'acqua. Inviando un sms con il telefonino al numero 48583 da telefoni cellulari Tim, Vodavone, Wind e Tre, nonché da telefoni fissi Telecom Italia abilitati all’invio di messaggi si dona un euro per la costruzione di un pozzo per l'acqua in Uganda, nell'assetata terra del Karamoja, dove don Vittorione e il vescovo Enrico Manfredini, nel 1972, iniziarono la loro missione al fianco dei più poveri.

Monsignor Sigalini all'Azione Cattolica

Il Santo Padre ha nominato, per il prossimo triennio, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana S.E. Mons. Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina.

Fonte: bollettino Santa Sede del 3 novembre 2007.

Con questa nomina è fuori gioco uno dei più votati candidati alla successione del vescovo Luciano Monari. Monsignor Domenico Sigalini - mi dispiace per i tanti che lo avrebbero voluto vescovo di Piacenza-Bobbio - per i prossimi tre anni sarà l'assistente ecclesiastico generale dell'Azione Cattolica Italiana mantenendo l'incarico di vescovo di Palestrina. Considerando che dal sondaggio sono ormai fuori Dante Lafranconi, vescovo di Cremona, e Antonio Lanfranchi, vescovo di Cesena-Sarsina, i calcoli non sono così difficili.

venerdì 2 novembre 2007

La morte di don Oreste Benzi

Il vescovo Luciano Monari (a destra) con don Oreste Benzi lo scorso 30 settembre a Piacenza

"Ciò che fummo siete, ciò che siam sarete"

Piacenza - Nella prima uscita pubblica piacentina come amministratore diocesano di Piacenza-Bobbio, monsignor Lino Ferrari ha ricordato il vescovo Luciano Monari e pregato per il futuro pastore che il Papa invierà alla chiesa emiliana. Pubblichiamo l'omelia che monsignor Ferrari ha tenuto nel cimitero urbano di Piacenza per la solennità di Ognissanti. Un grazie a Vittorio Ciani per la collaborazione.

È festa grande oggi per la Chiesa che guarda con stupore e gratitudine alla santità dei suoi figli.
Se è vero che la storia del popolo di Dio è anche storia di infedeltà e di peccato, ci sono più ragioni per dire che è una storia di santità, una santità nascosta, feriale, che costituisce la vera ricchezza della Chiesa; una santità di cui anche noi per grazia siamo partecipi.
Insieme alla gratitudine presentiamo al Signore le nostre fragilità e i nostri peccati, per essere rinnovati dal suo perdono.
Celebriamo l’Eucaristia nella solennità di Tutti i Santi accanto alle tombe dei nostri morti. C’è il rischio che prenda il sopravvento il rimpianto e la tristezza. Il legame c’è tra i nostri morti e la festa odierna, perché siamo certi che tante persone a noi care, che hanno percorso con noi un tratto più o meno lungo della vita, fanno parte della schiera dei Santi.
Ma è importante capire la radice della loro gioia e della loro comunione con Dio.
La prima Lettera di Giovanni, ne abbiamo sentito proclamare una parte, afferma che la vocazione cristiana è una “vocazione filiale”: carissimi, «[1]Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!» (1 Gv 1, 1).
Non è un modo di dire, una illusione, siamo davvero «figli di Dio»; e la santità è la realizzazione di tale vocazione.
È un codice genetico, un dna, che modella la vita fisica, e c’è ne è uno anche all’origine dell’esistenza cristiana. Vuole dire che nel nucleo centrale della nostra esistenza c’è qualcosa che viene davvero da Dio, quella che potremo chiamare la “santità ontologica radicata nel nostro essere” ; l’abbiamo ricevuto in dono con il Battesimo.
Ci ricorda Paolo nella Lettera ai Romani che:
«[4]Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 8, 4).
Quella santità ricevuta in dono deve diventare sorgente di una santità conquistata anche con l’impegno personale di una “santità morale”.
E abbiamo come aiuto, per vivere da «figli di Dio», la Parola che è Luce e ci indica il cammino, e lo Spirito: lo Spirito che è forza che agisce nell’intimo.
Che il cristiano porti in sé l’immagine di Cristo e ne assuma i lineamenti, nel modo di pensare e di agire, dipende proprio dal dono dello Spirito che abita in lui. Dono che se è riconosciuto e accolto rende attivi.
Era ancora san Giovanni a dire:
«[3]Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro» (1 Gv 1, 3).
Sente il desiderio di valorizzare quel dono ricevuto, e di fare si che la vita sia in sintonia con la volontà di Dio, abbia davvero i lineamenti di una vita da figlio.
Allora comprendiamo il valore della testimonianza del cristiano. Il cristiano dovrebbe lasciare intravedere attraverso i comportamenti chi è Dio, e che lui è presente, è all’opera nel mondo.
La pagina di Vangelo proclamata ci ha presentato le “Beatitudini”. Beatitudini che sono anzitutto l’identikit di Gesù, il suo essere Figlio di Dio, Gesù lo ha manifestato così: vivendo povero, libero dai beni materiali, misericordioso verso i peccatori, verso coloro che erano nella sofferenza e nel bisogno.
Un programma di vita alto, ma credibile anche per noi, ci viene proposto. Perché le Beatitudini ce le siamo viste venire incontro in volti concreti: di persone povere ma radiose, sofferenti ma serene, miti ma forti.
All’ingresso di un cimitero era stato scritto: “Ciò che fummo siete, ciò che siam sarete”. Una espressione che può incutere timore. Siamo stati anche noi giovani, forti, capaci di fare tante cose, ora siamo polvere. Ma può essere anche una espressione che trasmette speranza: “Come voi abbiamo camminato a fatica sorretti dalla fede e provati da tante difficoltà, ora siamo nella luce e nella gioia: Quel che fummo siete, quel che siamo sarete”.
Il Signore ci aiuti a riconoscere il dono ricevuto, quella santità che è stata posta in noi con il Battesimo; e ci aiuti a sentirci parte di quella famiglia, la Chiesa, che ci fa sperare fin d’ora in una possibilità di vita nuova e piena, che già sperimentiamo nella “Comunione dei Santi”.

giovedì 1 novembre 2007

Drillmec e Africa Mission insieme per l'acqua

Oltre diecimila gli sms per l'acqua,
c'è tempo fino a sabato al 48583
La Drillmec aiuterà Africa Mission per la perforazione dei pozzi


da Libertà, 31 ottobre 2007

Piacenza - Sabato prossimo sarà l’ultimo giorno utile per poter partecipare alla costruzione di un pozzo per l’acqua in Uganda con Africa Mission inviando un sms con il telefonino al numero 48583 da telefoni dai cellulari Tim, Vodavone, Wind e Tre, nonché da telefoni fissi Telecom Italia abilitati all’invio di messaggi. Con un messaggino si donerà un euro. Con una chiamata allo stesso numero, dal fisso Telecom Italia, si potranno donare 2 euro. «Al momento ci sono arrivati 7mila sms solo con la compagnia Tim - rivela il direttore di Africa Mission-Cooperazione & Sviluppo, Carlo Ruspantini -, confidiamo nella generosità della gente che ha compreso qual’è la nostra missione». Con le altre compagnie, si stima che la cifra totale, a domenica scorsa, fosse oltre le diecimila unità. Dal sito di Africa Mission si apprende che il costo per la realizzazione di un nuovo pozzo è di 10.000 euro, il costo medio per la riattivazione di 3.000, il costo di impianto e mantenimento di una rete di monitoraggio 50.000 euro annui. L’iniziativa dell’sms è inserita nell’ambito delle iniziative collaterali della maratona di Venezia, tenutasi il passato fine settimana, che vedeva Africa Mission come sponsor sociale. «È stata una bella manifestazione - traccia un primo bilancio Ruspantini - e la nostra presenza è stata importante: gli organizzatori hanno abbracciato in pieno gli obiettivi e le finalità del nostro movimento. La diretta Rai ha fatto tre passaggi su Africa Mission e il campione Di Cecco ha dato consistenza e supportato la raccolta della nostra associazione». Alla maratona erano scritti oltre 6.500 atleti, arrivati 5.293.Da Piacenza hanno corso per Africa Mission Roberto Calza, Stefano Cammi, Paolo Lentoni, Marco Mazzoni, Celso Marani, Claudio Ferri del gruppo “Staffetta dell’amicizia”, Fabio Gennaro (Castelsangiovanni). Intanto è stata sancita la collaborazione tra Africa Mission e la Drillmec di Gariga per la fornitura di pezzi di ricambio per le macchine per la perforazione dei pozzi. «In Uganda abbiamo una sola perforatrice funzionante - spiega Ruspantini - acquistata con il soldi del governo italiano nell’89, girata al governo ugandese, e tornata in comodato d’uso ad Africa Mission». Un accordo informale, come ha rimarcato il presidente Claudio Cicognani. «Avevo conosciuto don Vittorione 21 anni fa - ricorda -, l’abbiamo sempre sostenuto in vari modi. Oggi Carlo Ruspantini ci ha chiesto se potevamo dargli una mano per i pozzi d’acqua. Abbiamo detto di sì».

mercoledì 31 ottobre 2007

Basta zucche, Halloween mette l'aureola


Borgotrebbia fa scuola e negli oratori

si moltiplicano le feste con i bambini vestiti da santi

Basta zucche, Halloween mette l'aureola

I parroci: nessuna crociata, solo il rispetto delle nostre tradizioni


da Libertà, 31 ottobre 2007


PIACENZA - Finte zucche e cappelli da strega, teschi di plastica e forconi da diavolo. La Chiesa piacentina dice basta con la festa di Halloween (in scena questa sera) e risponde con le ali degli angeli e le aureole dei santi. L’esempio di Borgotrebbia - dove il parroco ha inventato, tre anni fa, la festa con i bambini vestiti da santi - ha fatto dunque scuola. «Siamo stati i primi ad inizare a Piacenza - ricorda don Pietro Cesena, parroco di Borgotrebbia - e altre parrocchie ci stanno seguendo su questa strada: San Nicolò, Sacra Famiglia, Santissima Trinità, Caorso». «Se la bellezza salverà il mondo, la bruttezza e l’orrore lo manderanno sempre più giù - è convinto -. Occorre ribadire che noi abbiamo un’altra cultura e tradizione. La nostra festa? Credo che sia una giusta rivendicazione culturale di cose che per noi sono più importanti. È un discorso educativo, non una pianificazione americane delle multinazionali che vendono zucche di plastica». I bambini della parrocchia, nei giorni scorsi, assieme ai genitori ed agli educatori, hanno cercato su internet e sui libri le caratteristiche del santo che corrisponde al loro nome. Questo pomeriggio si maschereranno di conseguenza. «Si fa festa assieme ai bambini sul tema dei santi - spiega il parroco - poi si mangia una grande torta e domani tutti a messa». Qualche problema c’è con i nomi delle nuovissime generazioni: Kevin o Jessica, ad esempio. «Per Kevin siamo riusciti a trovare un santo irlandese - dice - per il resto useremo degli escamotage, comunque anche questo costituisca motivo di riflessione su come i genitori scelgono i nomi dei loro figli». A pochi isolati di distanza c’è la parrocchia della Sacra Famiglia. «Halloween non mi interessa, è una carnevalata - non le manda a dire don Angelo Cavanna, il parroco -, una delle classiche feste importate dagli Stati Uniti». Quest’anno non è riuscito ad organizzarla ma il prossimo la festa dei santi con i bambini sbarcherà anche nella sua parrocchia: «La ritengo una buona idea, un’ottima occasione per riflettere sulla santità, la farò».Chi, questo pomeriggio, va in scena è don Massimo Cassola che, assieme alla coordinatrice dei catechisti, Vittoria Dagradi, ha messo a punto l’evento alla Santissima Trinità. «È la prima volta - spiega il sacerdote -, lo facciamo volentieri perché quella di don Cesena è una buona idea ed è giusto che venga propagandata». Ma attenzione! Nessuna crociata: «Non è un’anti-festa, solo una sottolineatura della festa cristiana dei santi. Ed è una festa perchè gli uomini sono felici, le ricorrenze dei santi e dei morti non devono essere associate alla tristezza, noi cristiani, con la resurrezione, vinciamo la morte. Nella festa di Halloween i vivi che si mascherano da morti lo fanno per esorcizzare la paura».Anche i sacerdoti con i capelli bianchi, come monsignor Giancarlo Conte, parroco di San Giuseppe Operaio, avvertono il pericolo. «Di per sé su questa festa pagana, di origini celtiche, non nutro particolari opposizioni - dice monsignor Conte - sempre che non prenda il posto di due celebrazioni importantissime: lo sguardo ai nostri santi e il ricordo dei cari che ci hanno lasciato».

Federico Frighi