mercoledì 7 novembre 2007

Offerte clero in Italia, in Emilia Romagna , a Piacenza

OFFERTE AL FONDO SOSTENTAMENTO CLERO DATI NAZIONALI

2 0 0 5

2 0 0 6

Variazioni 06/05

Regione

Offerte

Euro

Offerte

Euro

offerte

euro

PIEMONTE

14.686

1.717.865,87

13.982

1.603.159,11

-4,8%

6,7%

LIGURIA

6.694

820.582,77

6.161

825.466,65

-8,0%

0,6%

LOMBARDIA

35.337

4.380.794,93

32.193

4.070.129,37

-8,9%

-7,1%

TRIVENETO

23.785

2.583.057,13

21.000

2.396.363,83

-11,7%

-7,2%

EMILIA ROMAGNA

13.993

1.603.377,64

12.537

1.493.174,61

-10,4%

-6,9%

TOSCANA

12.271

1.013.535,45

11.052

919.899,67

-9,9%

-9,2%

MARCHE

7.439

494.154,95

6.551

467.453,91

-11,9%

-5,4%

ABRUZZO MOLISE

3.851

211.028,84

3.518

188.754,87

-8,6%

-10,6%

UMBRIA

1.917

176.713,44

1.713

151.714,23

-10,6%

-14,1%

LAZIO

15.403

1.637.007,35

13.709

1.501.118,51

-11,0%

-8,3%

CAMPANIA

8.337

361.031,61

8.504

361.032,60

2,0%

0,0%

CALABRIA

2.254

96.517,18

1.867

82.562,97

-17,2%

-14,5%

PUGLIA

7.568

412.052,51

7.309

382.578,47

-3,4%

-7,2%

BASILICATA

1.127

53.705,78

932

57.728,22

-17,3%

7,5%

SICILIA

6.820

441.223,89

6.259

400.498,48

-8,2%

-9,2%

SARDEGNA

4.536

350.827,65

3.271

270.693,38

-27,9%

-22,8%

NON CLASSIFICABILI

3.746

1.116.555,33

5.305

1.196.361,35

41,6%

7,1%

TOTALE NAZIONALE

169.764

17.470.032,32

155.863

16.368.690,23

-8,2%

-6,3%

Le Offerte effettuate per l'anno 2006 sono state 155.863,

per un importo di euro 16.368.690,23

si contano 126.000 offerenti una offerta ogni 480 abitanti.

Importo pari al 3,2% del fabbisogno nazionale.

OFFERTE AL FONDO SOSTENTAMENTO CLERO DATI REGIONALI

2 0 0 5

2 0 0 6

Variazioni 06/05

Diocesi

Offerte

euro

Offerte

euro

offerte

euro

Bologna

3.796

443.054,12

3.432

404.209,87

-9,6%

8,8%

Faenza - Modigliani

422

49.881,26

362

42.192,91

-14,2%

-15,4%

Ferrara - Comacchio

837

74.698,07

713

72.550,22

-14,8%

-2,9%

Imola

498

60.907,91

446

57.023,02

-10,4%

-6,4%

Modena - Nonantola

1.728

208.358,48

1.490

180.752,12

-13,8%

-13,2%

Carpi

351

40.865,94

307

36.925,71

-12,5%

-9,6%

Fidenza

198

25.206,33

192

27.768,00

-3,0%

10,2%

Parma

1.211

167.791,00

1.105

163.936,15

-8,8%

-2,3%

Piacenza - Bobbio

975

110.298,95

914

104.310,09

-6,3%

5,4%

Reggio Emilia - Guastalla

1.525

190.619,74

1.352

182.691,59

-11,3%

-4,2%

Ravenna - Cervia

479

42.412,91

393

45.811,24

-18,0%

8,0%

Cesena - Sarsina

419

43.053,41

361

37.474,62

-13,8%

-13,0%

Forlì - Bertinoro

652

49.630,14

652

49.725,39

0,0%

0,2%

Rimini

769

86.740,97

670

75.980,44

-12,9%

-12,4%

San Marino - Montefeltro

133

9.858,41

148

11.823,24

11,3%

19,9%

TOTALE REGIONE

13.993

1.603.377,64

12.537

1.493.174,61

-10,4%

-6,9%

Le Offerte effettuate per l'anno 2006 sono state 12.536,

per un importo di euro 1.493.164,61

si contano 10.543 offerenti una offerta ogni 405 abitanti.

Importo pari al 4,0% del fabbisogno regionale.

OFFERTE AL FONDO SOSTENTAMENTO CLERO DATI DIOCESANI

2 0 0 5

2 0 0 6

Variazioni 06/05

Comuni

Offerte

Euro

Offerte

Euro

offerte

euro

Agazzano

4

430,00

6

450,00

50,0%

4,7%

Albareto

7

245,00

3

142,00

-57,1%

-42,0%

Alseno

7

513,30

9

683,30

28,6%

33,1%

Bardi

21

1.609,00

19

929,00

-9,5%

42,3%

Bedonia

9

715,00

9

582,50

0,0%

-18,5%

Besenzone

2

70,00

1

20,00

-50,0%

-71,4%

Bettola

7

415,00

4

125,00

-42,9%

-69,9%

Bobbio

5

580,00

5

630,00

0,0%

8,6%

Bore

1

1.000,00

1

1.000,00

0,0%

0,0%

Borgo Val di Taro

22

1.118,00

32

1.221,00

45,5%

9,2%

Borgonovo Val Tidone

9

1.320,00

15

1.555,00

66,7%

17,8%

Cadeo

14

2.151,00

12

671,00

-14,3%

68,8%

Calendasco

1

50,00

2

100,00

100,0%

100,0%

Caminata

1

50,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Caorso

19

1.565,00

23

2.576,02

21,1%

64,6%

Carpaneto Piacentino

13

605,00

19

1.650,00

46,2%

172,7%

Castel San Giovanni

57

6.775,00

60

8.059,00

5,3%

19,0%

Castelarquato

16

720,00

8

440,00

-50,0%

-38,9%

Cerignale

0

0,00

0

0,00

0,0%

0,0%

Coli

2

100,00

2

60,00

0,0%

-40,0%

Compiano

1

50,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Corte Brugnatella

0

0,00

0

0,00

0,0%

0,0%

Cortemaggiore

11

1.165,00

4

700,00

-63,6%

-39,9%

Farini

3

290,00

5

134,00

66,7%

-53,8%

Ferriere

1

50,00

9

386,00

800,0%

672,0%

Fiorenzuola D'Arda

90

6.669,00

74

6.008,00

-17,8%

-9,9%

Fontanigorda

1

100,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Gazzola

5

310,00

1

30,00

-80,0%

-90,3%

Gorreto

1

50,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Gossolengo

9

360,00

6

185,00

-33,3%

-48,6%

Gragnano Trebbiense

3

255,00

3

255,00

0,0%

0,0%

Gropparello

4

145,00

4

150,00

0,0%

3,4%

Lugagnano Val d'Arda

9

699,00

10

885,00

11,1%

26,6%

Menconico

0

0,00

1

35,00

100,0%

100,0%

Monticelli d'Ongina

1

200,00

1

200,00

0,0%

0,0%

Morfasso

5

1.070,00

6

1.062,00

20,0%

-0,7%

Nibbiano

3

260,00

2

250,00

-33,3%

-380,0%

Ottone

0

0,00

0

0,00

0,0%

0,0%

Pecorara

1

25,00

3

85,00

200,0%

240,0%

Piacenza

424

62.129,64

418

61.804,89

-1,4%

-0,5%

Pianello Val Tidone

2

53,00

3

115,00

50,0%

117,0%

Piozzano

1

60,00

1

50,00

0,0%

-16,7%

Podenzano

13

2.592,00

15

3.005,00

15,4%

15,9%

Ponte dell'Olio

20

1.169,48

20

950,34

0,0%

-18,7%

Pontenure

13

1.325,00

10

920,00

-23,1%

-30,6%

Rezzoaglio

3

45,00

2

35,00

-33,3%

-22,2%

Rivergaro

10

1.310,00

9

1.178,00

-10,0%

-10,1%

Romagnese

1

50,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Rottofreno

19

1.215,00

11

995,00

-42,1%

-18,1%

Revegno

0

0,00

1

25,00

100,0%

100,0%

Ruino

1

550,00

1

550,00

0,0%

0,0%

Salsomaggiore Terme

30

3.663,00

6

360,00

-80,0%

-90,2%

San Giorgio Piacentino

21

2.345,00

17

790,00

-19,0%

-66,3%

San Pietro in Cerro

2

150,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Santo Stefano d'Aveto

6

118,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Sarmato

2

110,00

2

200,00

0,0%

81,8%

Tornolo

2

60,00

9

300,00

350,0%

400,0%

Travo

2

120,00

1

20,00

-50,0%

-83,3%

Val Mozzola

1

50,00

2

100,00

100,0%

100,0%

Val Verde

1

5,00

0

0,00

-100,0%

-100,0%

Varsi

11

170,00

4

95,00

-63,6%

-44,1%

Vernasca

6

59,00

6

137,00

0,0%

132,2%

Vigolzone

12

950,53

10

881,04

-16,7%

-7,3%

Zerba

0

0,00

0

0,00

0,0%

0,0%

Ziano Piacentino

7

270,00

7

540,00

0,0%

100,0%

Totale Diocesi

975

110.298,95

914

104.310,09

-6,3%

-5,4%

In calo le offerte per il clero

Centoquattromila euro per il sostentamento
del clero. Monsignor Ferrari: "Le comunità aiutino i parroci"
Sempre meno le offerte per i sacerdoti
Nel 2006 a Piacenza calo del 6 per cento

da Libertà, 7 novembre 2007

Piacenza - La difficoltà della famiglia media ad arrivare alla fine del mese grava anche sul capitolo generosità. Nel giro di un anno, dal 2005 al 2006, il cestino delle offerte destinate ai sacerdoti della Chiesa cattolica, in tutta la diocesi, si è “ristretto” di oltre il 6 per cento, con un calo di monetine del 5,4 per cento. È il bilancio della solidarietà nei confronti del clero che sarà reso noto il prossimo 25 novembre, in occasione della giornata nazionale per la sensibilizzazione al sostegno economico alla Chiesa. Per aiutare i sacerdoti nella loro attività quotidiana, in tutto il 2006, i piacentini hanno messo mano al portafogli per oltre 104mila euro (nel 2005 erano oltre 110mila). In una sorta di classifica regionale della generosità Piacenza-Bobbio si colloca dietro a Bologna (404mila euro), Reggio Emilia (182mila), Modena (180mila), Parma (163mila).
«Di per sè il sacerdote dovrebbe essere mantenuto dalla comunità nella quale e per la quale opera - spiega la ragione delle offerte l’amministratore diocesano, monsignor Lino Ferrari -, di fatto la maggior parte delle parrocchie fatica a sostenere le spese ordinarie. Per questo motivo interviene l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (a Piacenza retto da monsignor Antonio Bozzuffi, ndr.)». Le offerte coprono il 2,4 per cento degli stipendi, l’istituto il 30 per cento, il resto arriva dall’8 per mille. La cifra richiesta per sostenere gli oltre trecento sacerdoti piacentini è di 5 milioni e 200mila euro annui. «La Conferenza episcopale italiana avrebbe potuto pagare interamente gli stipendi con l’8 per mille - continua monsignor Ferrari -, diminuendo i fondi per la pastorale e per il sociale, invece ha deciso rilanciare la campagna delle offerte con la giornata del 25 novembre. Il motivo? Coinvolgere i fedeli nel sostegno al proprio sacerdote; un sostegno che diviene un segno di apprezzamento dell’operato del proprio pastore e, per il sacerdote, segno della carità dei propri fedeli». A che servono i soldi ad un prete? «Io ci pago il mantenimento della macchina - porta il suo esempio monsignor Ferrari -, la bolletta del telefonino cellulare, qualche libro per la formazione personale, la spesa per i pasti quotidiani assieme ai confratelli di Nostra Signora di Lourdes. Il resto va per la carità». Monsignor Ferrari ricorda l’ultima omelia piacentina del vescovo Luciano Monari: “Io non parto da Piacenza più ricco di quando sono arrivato” disse ad un certo punto il presule. «Tutto quello che aveva oltre lo stretto necessario lo metteva nella carità - ricorda -, penso che per tutti i preti sia un esempio da seguire». Le offerte per il sostentamento del clero sono distribuite equamente e arrivano a tutti. In questo modo tutti i sacerdoti, anche quelli delle comunità più piccole e povere, possono contare su una equa distribuzione del denaro e sulla generosità di tutti.
«Le offerte sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi - fa presente l’incaricato diocesano <+nero>Romolo Artemi<+tondo> - tramite il 730 oppure la dichiarazione Unico; se effettuate entro il 31 dicembre, sono deducibili dal proprio reddito e dalle relative addizionali regionali e comunali, a maggio sulla dichiarazione». Le offerte effettuate per l’anno 2006 sono state 913 per un importo di euro 104.300,09.
La solidarietà ai sacerdoti è arrivata da 767 persone, una ogni 307 abitanti della diocesi di Piacenza-Bobbio. A livello nazionale, in tutto il 2006, sono stati raccolti oltre 16milioni di euro destinati al clero cattolico, pari al 3,2 per cento del fabbisogno dei sacerdoti. Un milione di euro in meno rispetto al 2005. In tutta la regione Emilia Romagna è stato raccolto un milione e 493mila euro nel 2006 contro il milione e 600mila del 2005.
Federico Frighi

martedì 6 novembre 2007

Niente nuove, buone nuove




Cari lettori,
oggi sul nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio, mi spiace deludervi, ma non ci sono novità (almeno su Sacri corridoi). Se tanto mi dà tanto, dai segnali, sembra che questa settimana le cose stiano ferme. Dovrebbe venire annunciato solo il nuovo vescovo di Vittorio Veneto. Per le diocesi emiliane (Parma compresa) tutto è rimandato almeno alla metà della settimana prossima. Su Libertà prima e Sacri corridoi poi non mancherò di tenervi aggiornati.
A presto,
Federico Frighi

lunedì 5 novembre 2007

L'omelia di Monari per Ognissanti

Pubblichiamo oggi l'omelia del vescovo Luciano Monari
tenuta nella cattedrale di Brescia in occasione
della ricorrenza di Ognissanti.
Si ringrazia per la collaborazione Vittorio Ciani.


1. Celebriamo oggi la festa di Tutti i Santi perché hanno manifestato questa identità di «figli di Dio».
L’identità cristiana è definita in una stupenda frase di san Giovanni nella sua Lettera, quando scrive:
«Carissimi,vedete [1]quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!» (1 Gv 3, 1).
Celebriamo oggi la festa di Tutti i Santi perché hanno manifestato questa identità di «figli di Dio». L’amore di Dio ha messo nella loro vita la Sua santità, ha messo qualche cosa della sua bellezza, della sua giustizia, e i santi risplendono ai nostri occhi per questo: risplendono della luce di Dio, risplendono dell’amore di Dio, che non è un dio geloso, che non tiene affatto per sé quello che lui è e possiede; è al contrario un Dio che gioisce solo nel donare agli uomini la ricchezza e la bellezza della sua vita.
2. L’”uomo” è il Santo, ed è il santo perché questo santo introduce nel vissuto quotidiano la bellezza di Dio, l’amore di Dio, la santità di Dio; questo è l’uomo! Questo è il Santo! E questa è la nostra vocazione!
E contemplando l’esistenza dei Santi in fondo riusciamo anche noi a comprendere meglio quale sia il significato della nostra vita e della nostra vocazione. Vocazione di ogni uomo è chiaramente la stessa: diventare uomo. Perché l’uomo non nasce fatto, ma nasce da fare, nasce con delle potenzialità e con delle capacità che poco alla volta si debbono sviluppare verso una pienezza di maturità, una pienezza di umanità.
Ma che cosa è la “pienezza di umanità”? Quali sono le immagini nelle quali possiamo riconoscere la nostra vocazione? È forse un eroe come colui che è intrepido e forte, capace di combattere e di vincere, cioè Alessandro Magno capace di diventare padrone del mondo? È questo l’uomo, l’uomo che siamo chiamati a diventare? O è colui che aveva tante ricchezze che non riusciva nemmeno a contarle? O sono i più famosi politici e astuti? Chi è l’uomo? Cosa significa diventare uomo?
Dal nostro punto di vista la risposta è: l’”uomo” è il Santo, ed è il santo perché questo santo introduce nel vissuto quotidiano ‑ cioè nella vita di tutti i giorni, nei rapporti personali, nel suo lavoro, nella sua famiglia, nelle sue responsabilità sociali… in tutto questo ‑ la bellezza di Dio, l’amore di Dio, la santità di Dio; questo è l’uomo! Questo è il Santo! E questa è la nostra vocazione!
Il modello di ogni cristiano rimane Gesù Cristo
1. Il modello di ogni cristiano rimane Gesù Cristo. Se noi siamo figli di Dio, Gesù è il Figlio, quello in cui la filiazione divina si esprime in perfezione.
Dobbiamo imparare a diventare persone libere e capaci di amare e gioiose nel donare, riconoscente per quello che abbiamo ricevuto e contenti di trasmettere agli altri la grazia che ci viene da Dio. In questo evidentemente il modello di ogni cristiano rimane Gesù Cristo. Se noi siamo figli di Dio, Lui è il Figlio, quello in cui la filiazione divina si esprime in perfezione. Noi siamo dei figli di Dio che tentano di farsi, che non riescono mai a realizzare in pienezza questa identità, c’è sempre uno scalino tra quello che siamo e quello che riusciamo a esprimere.
Ma Gesù è il Figlio di Dio pienamente! La sua umanità ‑ quindi i suoi pensieri, le sue parole, i suoi gesti ‑ è pienamente plasmata dal rapporto filiale con il Padre, è piena della fiducia senza riserve che lui come Figlio ha nei confronti del Padre.
Ricordate le ultime parole di Gesù sulla croce nel Vangelo di Luca:
«Padre, nelle tue mani consegno la mia vita» (Lc 23, 46).
E questo è stato l’atteggiamento costante, atteggiamento di fiducia e atteggiamento di obbedienza, perché il
«Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e portare a compimento la sua opera» (Gv 4, 34).
2. Gesù è capace ‑ ed è il miracolo più grande ‑ di non rispondere al male con il male, ma è capace di assorbire il male e la cattiveria e di trasformarla in bontà in amore.
Per questo Gesù non si lascia sedurre da tutte le promesse mondane, dalla promessa della ricchezza o del potere o del pane o del successo.
E per questo Gesù è capace ‑ ed è il miracolo più grande ‑ di non rispondere al male con il male, ma è capace di assorbire il male e la cattiveria e di trasformarla in bontà in amore (cfr. 1 Pt 2, 23).
Gesù è capace di fare questo perché ha consegnato la difesa della sua vita nelle mani del Padre, non ha bisogno di difendersi perché c’è qualcun altro che si è assunto il ruolo e il compito della sua difesa.
3. I Santi quando si scontrano con il male non diventano cattivi, al contrario sono capaci di trasformare il male che ricevono in perdono, in misericordia, in fraternità; e sono capaci di custodire la speranza sempre.
Così è Gesù! E i Santi vanno esattamente in quella direzione: sono quelli che hanno saputo, ad imitazione di Gesù, dire di sì alla vita, sempre! Accogliendola dalle mani del Padre, come dono aperto; e proprio per questo passano in mezzo al mondo facendo del bene, creando un pochino di gioia e di consolazione degli altri, per questo distruggono il male che incontrano: quando si scontrano con il male non diventano cattivi, al contrario sono capaci di trasformare il male che ricevono in perdono, in misericordia, in fraternità; e sono capaci di custodire la speranza sempre, nei momenti tranquilli della vita ma anche nei momenti tempestosi; e questi evidentemente sono quelli che tengono in piedi il mondo.
Chiaramente per tenere in piedi il mondo ci vorranno i manager, ci vorranno i politici… ci vogliono tutte queste persone, ma per tenere in piedi il mondo ci vuole della gente che sappia amare, che sappia portare il peso della vita e donare con gratuità agli altri un pochino di speranza.
Ricordare le persone a cui siamo creditrici
1. Ripercorrere nella nostra vita tutte quelle persone alle quali noi siamo creditrici della nostra gioia di vivere.
E forse potrebbe essere l’occasione questa per ripercorrere nella nostra vita tutte quelle persone alle quali noi siamo creditrici della nostra gioia di vivere: i genitori che ci hanno accolto e ci hanno sostenuto, le persone che ci sono state amiche e fedeli, quelli che ci hanno insegnato a conoscere il mondo e a essere saggi in questo mondo… Sono una miriade di persone, che hanno avuto anche i loro difetti, non erano persone perfette, però hanno avuto un cuore buono e ci hanno trasmesso una fiducia grande nella vita. Sono queste le persone che oggi ricordiamo con riconoscenza e con il senso del nostro debito.
2. È vero che la nostra bontà è sempre una bontà limitata, ma è altrettanto vero che riflette davvero la bellezza di Dio, e quindi nei confronti di queste persone che ci hanno amato abbiamo un autentico debito di riconoscenza.
E abbiamo bisogno di tenere queste persone qui davanti ai nostri occhi. Perché nel contesto in cui noi viviamo c’è stranamente… ‑ almeno sembra a me, dopo voi valutate se è vero o se non è vero; ma a me sembra che in questo mondo ci sia una tendenza strana a sporcare ogni cosa. Quando c’è qualche cosa o qualcuno che appare bello, facciamo i salti mortali per andare a trovare i difetti e i limiti e le macchie o tutti questi elementi qui… Forse facciamo fatica a sopportare una bontà troppo vera, troppo autentica. E ci portiamo dentro – sbagliato – un desiderio quasi di degradare la persona, di fare vedere che la persona umana non è così eroica come si potrebbe pensare o così bella o così pura o così Santa. E invece no!
È vero che la nostra bontà è sempre una bontà limitata, ma è altrettanto vero che riflette davvero la bellezza di Dio, e quindi nei confronti di queste persone che ci hanno amato abbiamo un autentico debito di riconoscenza.
3. E se le guardiamo con questi occhi, ritroviamo la speranza nell’uomo, la speranza nel fatto che l’uomo, capace di disastri immensi, è però capace di giustizia e di amore, di bontà e di perdono.
E se le guardiamo con questi occhi, ritroviamo la speranza nell’uomo, la speranza nel fatto che l’uomo, capace di disastri immensi, è però capace di giustizia e di amore, di bontà e di perdono.

E io chiedo al Signore questo per tutti noi: che il Signore ci indica la consapevolezza della sua presenza in mezzo agli uomini e gli impegni che questa presenza produce: la purezza del cuore, la bontà e la pazienza; e che scuotendoci, mettendo nel nostro cuore lo stupore per queste cose, metta anche i desideri di diventare anche noi un pochino più buoni e un pochino più puliti, un pochino più capaci di trasmettere attorno a noi gioia e desideri di Dio.