venerdì 23 novembre 2007
Il nuovo vescovo, la nomina entro la fine dell'anno
Piacenza- ... È vero che non abbiamo notizie sicure e aspettiamo proprio da una settimana all’altra. Le previsioni erano di una attesa breve, in realtà ci stiamo accorgendo che i tempi si allungano. Però non bisogna neanche drammatizzare. Io ho sottolineato in più occasioni che la vita normale della comunità continua. Questo tempo di Avvento lo viviamo – inizieremo il 2 Dicembre – come comunità cristiana con una intenzione di preghiera in più: abbiamo anche l’attesa del nuovo Vescovo. A volte questi tempi di attesa aiutano anche a fare venire a galla maggiormente delle disponibilità, ci si sente forse più responsabili.
Comunque il Vescovo lo sentiamo come dono prezioso di cui la Chiesa chiaramente non può fare a meno.
Arriverà prima della fine dell’anno?
Prima della fine dell’anno, quasi sicuramente la nomina; l’ingresso penso di no.
Ma si fanno molte previsioni, si indicano dei nomi?
Se ne sono indicati troppi, allora non ci azzardiamo più a fare previsioni.
Si ringrazia Vittorio Ciani per la collaborazione.
giovedì 22 novembre 2007
Una clausura vicina alla città
Con le monache carmelitane del monastero di San Lazzaro
Il testo integrale dell'articolo è su Libertà di oggi, 22 novembre 2007
Piacenza - Pregano insieme, da sole ed in silenzio tutti i giorni dell’anno per la città ed i suoi abitanti. Ieri era il giorno in cui la città avrebbe dovuto ringraziarle. Il giorno pro orantibus, come stabilito dalla Chiesa. Loro sono le monache di clausura e ieri era la loro festa. In città sono 31, suddivise su due monasteri: 17 le Benedettine, in corso Vittorio Emanuele, e 14 le Carmelitane scalze, in via Spinazzi. Siamo andati a trovare queste ultime, nel loro monastero di San Lazzaro. Suor Maria Paola è la madre priora e viene da Parma. È lei che si presenta assieme a suor Prisca Maria, di Trento, laureata in fisica a 29 anni e poi entrata in monastero. Dietro alla grata nel parlatorio grande. Un simbolo antico che le separa dal resto del mondo, dalla città, in questo caso. «Molte cose sono cambiate - osserva la madre priora -, oggi, per noi, i rischi della vita sono aumentati». Un simbolo che le monache custodiscono e dal quale sono custodite. «È necessario per salvaguardarci - continua -, oggi i contatti con l’esterno sono aumentati a dismisura». Gli esempi sono tanti: «I medici (a parte quello di base) non vengono più in monastero, così se una di noi ha bisogno del dentista deve uscire, accompagnata da una sorella». Anche il “traffico” in entrata può disturbare: «Muratori, operai, tecnici del computer, oggi le cose si rompono più spesso che nel passato e quindi c’è bisogno del loro intervento all’interno della zona di clausura». Poi c’è il telefono, che suona spessissimo: «A turno c’è una suora telefonista». La clausura, insomma, è minacciata ogni giorno di più. Per le monache è un prezioso tesoro da custodire; viene dalla clausura la loro forza spirituale e senza di essa non potrebbero aprirsi alla città, come stanno facendo in questi anni. Al mattino alle 7 e 30, ad esempio, la messa è pubblica (le monache sono nel “coro” al riparo dagli sguardi del mondo). Dal primo di ottobre, dalle 17 e 30 alle 18 e 30, tutti i giorni, la gente può partecipare alla preghiera silenziosa, sempre nella chiesa del monastero. Sono aumentate sensibilmente le persone che chiedono di confrontarsi con le monache nei due parlatori del monastero. «Molte giovani mamme vengono qui - rivela suor Maria Paola - e ci raccontano le loro storie». La grata aiuta: «Una volta una di loro mi disse che proprio grazie a questa inferriata che ci separava era riuscita a dirmi tutto». Il problema più grande dei piacentini? «La famiglia che si sfascia, la mancanza di comunione tra le mura domestiche, un cattolicesimo sempre più precario». Il segreto della rinascita? «Il recupero delle radici del battesimo, come ci propone la diocesi». La modalità principale: «La preghiera. La nostra è una visione ottimistica della vita - osserva suor Prisca - che trae origine dalla scoperta di una paternità (quella del Signore) in cui tutti siamo immersi al di là di ogni ideologia ed ogni schieramento». Assistenti spirituali di una Piacenza malata, presenza viva nella Chiesa piacentina, le monache (nella loro clausura) sono più vicine alla città di quanto non si possa immaginare. E vogliono continuare ad esserlo.
Federico Frighi
Dalla clausura una preghiera per Meredith
Il testo integrale dell'articolo è su Libertà di oggi 22 novembre 2007
Piacenza - Durante il pranzo in refettorio ieri in via Spinazzi, le monache hanno potuto parlare tra di loro. È stato questo l’unico segno concreto nella loro festa - il giorno pro orantibus -, l’unica concessione allo schema della giornata, rigidamente regolato da un collaudato protocollo. Le Carmelitane piacentine, peraltro, sono avvezze a pranzare con le notizie. In refettorio, a mezzogiorno, ascoltano in religioso silenzio il radiogiornale di Radio Vaticana con il quale si tengono in contatto con il mondo e grazie al quale possono ampliare gli orizzonti delle loro preghiere. Fino, ad esempio, a Meredith, la giovane ragazza britannica uccisa a Perugia. La televisione è bandita. Non così internet. Se ne occupa chi ha le competenze, vedasi suor Prisca Maria che lavora al sito delle monache. È in via di completamento e si trova all’indirizzo www.ilcarmelo.it. Si definiscono «fraternità orante al servizio dei fratelli, attirata nel mistero del Dio vivo per stare alla sua presenza in ogni tempo, esonerata da ogni servizio attivo nella Chiesa per tenere viva la frontiera interiore, separata dalla storia per contemplarla meglio, per amarla di più, per capirla di più, confrontandola con la Parola».
fed.fri.
Nuovo vescovo, l'annuncio verrà dato in duomo
Il testo integrale dell'articolo è su Libertà di oggi 22 novembre 2007
Piacenza - L’annuncio del nuovo vescovo non sarà più un momento per pochi intimi ma verrà fatto davanti all’intera comunità piacentina. È questa una delle decisioni del collegio dei consultori che si è riunito martedì mattina in curia. Il parlamentino provvisorio che regge la diocesi di Piacenza-Bobbio nel periodo di “vacanza” è guidato dall’amministratore monsignor Lino Ferrari ed è formato da nove sacerdoti (oltre a Ferrari). Martedì mattina ne erano presenti otto (assente giustificato don Gianrico Fornasari), per la seconda sessione dopo quella dello scorso ottobre. La terza sarà convocata subito dopo l’annuncio del nuovo vescovo. È stato deciso di modificare quella che ormai è la prassi dell’annuncio della nomina: quando la Santa Sede comunicherà di aver scelto il successore di monsignor Monari, verranno invitati in cattedrale sacerdoti, organi di stampa e l’intera comunità per un momento di preghiera e, al termine, si procederà alla comunicazione. Questa convocazione verrà fatta probabilmente già il giorno precedente. La stessa prassi era già stata seguita dalla diocesi di Fidenza lo scorso primo di ottobre per l’annuncio del nuovo pastore, monsignor Carlo Mazza (verrà consacrato il primo dicembre nella cattedrale di Fidenza). In passato l’annuncio del nuovo vescovo veniva dato a pochi invitati, tra cui la stampa, nella sala degli affreschi della Curia. Subito dopo alla città. Imminente il ritorno in diocesi, sia pure per una celebrazione, del vescovo Luciano Monari. Il presule sarà a Piacenza il 7 dicembre (alle 18 e 30 in duomo) per l’ordinazione diaconale del seminarista Paolo Inzani (di Lugagnano).
Sembra ormai certo che per quella data il nuovo vescovo di Piacenza non sarà stato ancora annunciato. Anche se, a quella data, dovrebbe essere una questione di giorni. Così almeno sostiene una delle correnti di pensiero che circola in curia. L’altra - capeggiata da monsignor Ferrari - si è invece messa il cuore in pace ed attende senza avanzare più nemmeno un abbozzo di previsione. ...
mercoledì 21 novembre 2007
Monari a Piacenza il 7 dicembre per l'ordinazione diaconale di Paolo Inzani
Ufficio stampa
Riunione del Collegio del Consultori:
alcune decisioni per il tempo d’Avvento
Si è riunito ieri mattina, 20 novembre, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile, il Collegio dei Consultori per esaminare la situazione della Diocesi e per dare indicazioni nell’attuale momento di attesa del nuovo Vescovo; ha presieduto i lavori l’amministratore diocesano mons. Lino Ferrari.
AVVENTO E ATTESA DEL NUOVO VESCOVO. Per quanto riguarda l’attesa del nuovo Vescovo, mons. Ferrari ha sottolineato come spesso si abbia l’impressione che prendano corpo nell’opinione pubblica due diverse posizioni, ugualmente errate: tutto sommato anche senza Vescovo tutto procede come prima; senza il Vescovo tutto è fermo. In realtà la vita della Chiesa locale continua, ma il particolare momento che stiamo vivendo deve essere occasione per crescere come comunità.
In questo ci soccorre l’ormai imminente tempo dell’Avvento che deve essere vissuto come attesa del Signore che è venuto nel primo Natale e si avvicina continuamente a noi. Quest’anno per la nostra Chiesa diocesana c’è anche l’attesa del nuovo Vescovo. A questo proposito sono stati predisposti appositi sussidi che sono stati illustrati ai Consultori da mons. Giuseppe Busani.
In particolare nel tempo di Avvento sono stati previsti alcuni momenti forti di preghiera.
ORDINAZIONE DIACONALE DEL SEMINARISTA PAOLO INZANI. Il primo si collega all’ordinazione diaconale del seminarista Paolo Inzani della parrocchia di Lugagnano. Un incontro di preghiera per le vocazioni sacerdotali è previsto per giovedì 6 dicembre, alle ore 21, nella chiesa cittadina del Preziosissimo Sangue, parrocchia dove il seminarista sta svolgendo il proprio servizio pastorale. Il giorno dopo, 7 dicembre, alle ore 18,30, in cattedrale, lo stesso Inzani verrà ordinato diacono da mons. Luciano Monari. Lo stesso mons. Ferrari ha spiegato i motivi di questa scelta: l’Amministratore Diocesano ha tra le proprie facoltà anche quella di decidere ordinazioni diaconali e presbiterali; deve poi intervenire un Vescovo per la celebrazione e in questo caso è stato chiesto l’intervento di mons. Monari, disponibile appunto il giorno 7 dicembre.
Non è stato atteso l’arrivo in Diocesi del nuovo Vescovo in quanto, ritardando di alcuni mesi l’ordinazione diaconale, secondo quanto richiesto dalla normativa, l’ordinazione presbiterale sarebbe slittata dopo l’estate del 2008.
VEGLIA DI PREGHIERA PER I GIOVANI. Un altro momento di preghiera vedrà impegnati i giovani ed è previsto per il 14 dicembre, venerdì, alle ore 21, nella basilica di Sant’Antonino.
L’ANNUNCIO DEL NUOVO VESVOVO IN CATTEDRALE. E’ stato, inoltre, deciso di inviare una lettera ai Moderatori delle 39 unità pastorali della Diocesi affinché invitino le loro comunità a pregare per il nuovo Vescovo riflettendo, nello stesso tempo, sul suo ministero.
Nello stesso tempo è stato deciso di modificare quella che ormai era la prassi dell’annuncio della nomina del nuovo Pastore: quando la Santa Sede comunicherà all’Amministratore Diocesano di aver scelto il successore di mons. Monari, verranno invitati in cattedrale sacerdoti, organi di stampa e l’intera comunità per un momento di preghiera e al termine si procederà alla comunicazione del nome del nuovo Vescovo.
Questa convocazione verrà fatta probabilmente già il giorno precedente di quello in cui, alle ore 12, dopo il citato momento di preghiera, verrà reso noto il nome del nuovo Vescovo. Ultimamente l’annuncio veniva dato a pochi invitati, tra cui la stampa, in una sala dell’Episcopio.
martedì 20 novembre 2007
"Il cardinale non concede interviste"
Recentemente pubblicavo su Libertà i tempi di attesa degli ultimi due vescovi: Antonio Mazza e Luciano Monari. Passano sette mesi dal trasferimento di un presule all'annuncio del nuovo. Per il successore di Monari non siamo neppure a cinque. Perchè dico questo? Perchè l'altra sera mi è giunta una telefonata dalla mia più importante fonte in Vaticano. Un arcivescovo di curia ha chiesto al cardinale Giovanni Battista Re (prefetto della Congregazione per i vescovi) notizie su Piacenza-Bobbio. "Non c'è ancora la terna" la risposta.
A questo punto non so che dire. Un'altra fonte, sempre ecclesiastica, ma più "periferica", mi conferma invece quello che ho scritto su Libertà: l'annuncio del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio arriverà entro la metà di dicembre. Glielo hanno detto molto in alto. Il fatto della terna viene spiegato - ma è solo un'interpretazione - così: uno dei candidati sarebbe stato spostato su un'altra diocesi, ragion per cui la terna di Piacenza-Bobbio è da rifare con l'aggiunta di un altro nome. Al Papa non possono esserne presentati due. Devono essere necessariamente tre.
Chiamo il Vaticano, la Congregazione per i vescovi, per un'intervista al cardinale Re, con la promessa che non avrei parlato di Piacenza-Bobbio. Supero a stento il sacro centralino, dove una voce femminile con un forte accento francese mi rimpalla ad una voce maschile dall'accento slavo: "Il cardinale, per principio, non concede interviste. Può chiamare in Nunziatura". Faccio un altro numero del Vaticano e chiedo di parlare con un arcivescovo. E' lui in persona che risponde al telefono. Quando gli chiedo almeno i tempi della nomina, mi parla di giorni biblici che hanno una durata molto diversa dai giorni dell'uomo. Mi scuso per il disturbo e lo ringrazio.
Appello Caritas per il Bangladesh
Sono 15 i distretti più colpiti dal ciclone Sidr che ha già causato migliaia di morti e di senza tetto, distruggendo anche case e raccolti in Bangladesh.
La Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio si è attivata per sostenere la rete internazionale, che ha già messo a disposizione un milione di euro per i primi interventi.
Da venerdì è iniziata la distribuzione di aiuti alimentari a 400 famiglie a Kalapara, nella regione del Barisal. Ad ogni famiglia vengono dati 10 kg di riso, 2 di lenticchie e 1 di sale. Grazie all’azione dello staff e dei volontari sul terreno si sta anche facendo un monitoraggio dei bisogni più urgenti e delle situazioni più gravi.
“Gli operatori Caritas locali – ci spiega Akhila D’ Rozario, responsabile di Caritas Bangladesh per la gestione delle emergenze e per i progetti di sviluppo –hanno passato la notte con le persone che hanno trovato riparo nei rifugi anticiclone per dare loro anche un sostegno psicologico”. In effetti circa 2000 rifugi sono stati costruiti dal 1991, grazie anche al sostegno di Caritas Italiana, e senza queste strutture il bilancio delle vittime avrebbe potuto assumere proporzioni ancor più catastrofiche. “Purtroppo – prosegue D’Rozario – in alcune zone sono stati distrutti quasi il 90% degli alberi, compresi quelli di mango e altri alberi da frutto che davano sostentamento alla popolazione. Bisogna con l’aiuto di tutti rimboccarsi le maniche e proseguire, senza scoraggiarsi, negli interventi di aiuto ”.
La Caritas diocesana fa appello alla generosità dei donatori per riuscire ad accompagnare gli sforzi in atto in questa fase di emergenza e poi nel lungo percorso di ricostruzione.
Piacenza, 19 novembre 2007
Per sostenere gli interventi in corso si possono utilizzare le seguenti modalità:
- portare le offerte direttamente agli Uffici della Caritas Diocesana a Piacenza in Via San Giovanni, 12
- inviarle a Caritas Italiana (causale “BANGLADESH”) tramite c/c POSTALE N. 347013 o tramite c/c n. 10080707 - Banca Intesa, piazzale Gregorio VII, Roma - ABI 03069 - CAB 05032 - CIN D
- versare con CartaSi (anche online) e Diners, telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)
lunedì 19 novembre 2007
Bettola, morto l'ex parroco di San Bernardino
Morto don Vincenzo Calda
E' morto questa mattina don Vincenzo Calda, già parroco di San Bernardino di
Bettola.
Nato il 1° gennaio 1916 a Piacenza, è stato ordinato sacerdote il 25 marzo
1939. Ha iniziato il servizio pastorale come curato in San Savino in città;
nel 1941 è passato con la stessa qualifica alla parrocchia di Caorso
ricevendo anche l'incarico per Zerbio. Il 18 giugno 1943 è stato nominato
parroco di Pessola; del 1953 è il passaggio alla guida della parrocchia di
San Bernardino di Bettola dove è rimasto fino al 1° gennaio 2002, giorno
della sua rinuncia per motivi di età.
I funerali si svolgeranno nelle prime ore di mercoledì prossimo (manca
ancora l'indicazione dell'ora) nella chiesa di San Bernardino di Bettola e
saranno presieduti dall'amministratore diocesano mons. Lino Ferrari. Domani
sera, alle ore 20,30, in San Bernardino, sarà recitato un S.Rosario.
domenica 18 novembre 2007
Nuovo vescovo, l'entrata slitta all'anno nuovo
L'annuncio sarebbe però imminente: Ambrosio sempre favorito
Martedì si riunisce il collegio dei consultori
da Libertà, 18 novembre 2007
Piacenza - Scatta il conto alla rovescia per l’arrivo del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio. Ancora non si conoscono nome, giorno dell’annuncio e ovviamente il giorno della presa di possesso; tuttavia, poiché si hanno fondate ragioni per ritenere la nomina imminente, la Chiesa piacentino-bobbiese comincia a prepararsi all’accoglienza del suo nuovo pastore. Sarà il collegio dei consultori (il parlamentino della diocesi che regge la “sede vacante”), presieduto dall’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari, a tracciare la strada di avvicinamento. I dieci sacerdoti (nominati gli anni passati dal vescovo Luciano Monari) si troveranno martedì mattina nella sala degli affreschi del palazzo vescovile. L’intento è di organizzare, all’interno delle unità pastorali (sono 39 in tutta la diocesi), una serie di incontri per illustrare ai fedeli quel’è la funzione del vescovo nella Chiesa, chi e che cosa rappresenta, quali sono i suoi strumenti di “governo”. È la seconda volta che il parlamentino provvisorio si riunisce dopo aver eletto - a maggioranza - monsignor Ferrari amministratore diocesano. Era il 23 ottobre e la sede di Piacenza-Bobbio diventava ufficialmente “vacante”. Oggi, a quasi 4 mesi (122 giorni) dall’annuncio del vescovo Monari a Brescia, ancora nulla, in Vaticano, è stato deciso. Andando a vedere i precedenti, si nota che, in realtà, si è nella norma. Dalla partenza del vescovo Enrico Manfredini (18 marzo 1983) all’annuncio del vescovo Antonio Mazza (20 agosto 1983) passarono cinque mesi; dal ritiro di Mazza (primo dicembre 1994) all’annuncio del vescovo Monari (23 giugno 1995) sette. È il tempo che ci impiega la Congregazione per i vescovi ad individuare la terna da sottoporre al Papa. Al momento, dal Vaticano, nulla trapela: verosimilmente perché tutto è fermo. Sulla sede di Piacenza -Bobbio c’è un’indicazione di massima che riguarda - com’è ormai noto - l’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, monsignor Gianni Ambrosio. Avrebbe vinto il ballottaggio con il vescovo Erminio De Scalzi ma la Congregazione per i vescovi non si sarebbe ancora pronunciata. Recentemente si è fatto anche il nome del vescovo di Pavia, Giovanni Giudici. Ad allungare i tempi ci si mette il concistoro di sabato prossimo nel quale il Papa creerà i nuovi cardinali. La decisione, per Piacenza-Bobbio, dovrebbe venire annunciata l’ultima settimana di novembre, al massimo entro la prima decade di dicembre. Di certo c’è che il prossimo sarà un Natale senza vescovo. Dall’annuncio all’entrata in diocesi passa almeno un mese, di più se l’eletto non è ancora presule.
Federico Frighi
sabato 17 novembre 2007
Arte sacra, convegno diocesano
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Un convegno sulla catalogazione
dei beni artistici ecclesiastici diocesani
reso noto venerdì 16 novembre 2007
La diocesi di Piacenza-Bobbio da un decennio è impegnata nella campagna di inventariazione degli oggetti di valore storico artistico di proprietà ecclesiastica. Il grande impegno, sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana e nato da un accordo tra quest’ultima e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana, vede la stretta collaborazione della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Province di Parma e Piacenza. A questi soggetti si unisce la Fondazione di Piacenza e Vigevano nell’erogazione di un contributo di 345.000 Euro per l’inventariazione dei beni nel territorio della Provincia di Piacenza. In un convegno che si terrà giovedì 22 novembre prossimo alle ore 17,30 presso il palazzo vescovile di Piacenza (Sala degli Affreschi), promosso dall’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, sarà illustrato il lavoro fin qui compiuto e quanto ancora rimane, unitamente all’importante contributo della Fondazione stessa. Dopo i saluti ai presenti, gli operatori dell’Ufficio, Orlando Cavezzali, Daniela Costa, Susanna Pighi e Franco Rovelli, illustreranno il lavoro svolto nell’ultimo decennio; don Giuseppe Lusignani, direttore dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici della diocesi, si soffermerà sul progetto e sulle possibilità della catalogazione; gli operatori esterni della catalogazione, Alessandra Civai, Sara Della Bianchina ed Emanuela Garibaldi, presenteranno alcune loro esperienze. L’incontro sarà moderato da mons. Domenico Ponzini, direttore emerito dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici. L’invito è esteso a tutti coloro che hanno a cuore l’importante patrimonio storico-artistico della nostra realtà territoriale.
venerdì 16 novembre 2007
I primi passi del vescovo Monari a Brescia
Pubblico questo interessante articolo apparso sul settimanale diocesano di Brescia nel quale vengono evidenziati i primi passi del vescovo Luciano Monari nella sua nuova diocesi.
“L’unità potrà manifestarsi nella Chiesa quando concretamente in essa al centro verranno posti i piccoli – e cioè gli ammalati, gli anziani, i poveri, i bambini…insomma tutti coloro che per un motivo o per l’altro sono deboli”. Così si esprimeva mons. Monari nelle ultime battute del suo messaggio programmatico consegnato ai fedeli il giorno dell’ingresso. E queste parole hanno subito trovato riscontro nei primissimi gesti del suo stesso ministero episcopale. Il 15 Ottobre infatti si è recato in via Lame a Mompiano Domuns Caritatis Paolo VI per far visita ai 21 preti ricoverati. Mons. Monari li ha incontrati e abbracciati uno ad uno, ha ascoltato il racconto delle loro tribolazioni, li ha esortati ad avere fiducia e a perseverare nella preghiera assicurando il proprio ricordo e la propria vicinanza. Nei giorni successivi mons. Monari ha visitato i degenti del Sant’Orsola, il 24 ottobre i detenuti di Canton Montello, poi varie comunità religiose presenti in città. Nella prossima settimana visiterà il Seminario diocesano, il Centro per le comunicazioni, il Consultorio diocesano per la famiglia e altri istituti religiosi.
A sorpresa il nuovo vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari a pochi giorni dal suo ingresso in diocesi ha voluto incontrare una delle categorie più disagiate e spesso più dimenticate presenti sul territorio. Dopo un previo accordo con i responsabili e le autorità competenti, nel pomeriggio di mercoledì 24 ottobre ha varcato la soglia della casa circondariale di Canton Mombello.
Partendo da questi brani il Vescovo è intervenuto dicendo di essere venuto in mezzo a loro, poveri, per portare un annuncio di gioia, per proclamare il Vangelo che è sorgente di speranza e promessa di liberazione. “Vi invito ‑ ha esortato mons. Monari ‑ a vivere l’oggi, a non sprecare il tempo, anche se nel contesto del carcere risulta particolarmente difficile”.
Dopo aver ascoltato alcune domande espresse da un detenuto a nome anche degli altri ha manifestato il desiderio sincero di essere presente con una certa assiduità nel carcere, non solo nei momenti ufficiali, come in occasione del Natale e della Pasqua, ma pure per portare la parola di Dio, per tradurre anche in quel contesto particolare il motto del suo episcopato “Non mi vergogno del Vangelo”. Probabilmente mons. Monari ripeterà quindi anche a Brescia l’esperienza già fatta nel carcere di Piacenza, proponendo ai detenuti la scuola della Parola, magari in occasione dei tempi forti, in Avvento e Quaresima.
Canton Mombello è purtroppo caso emblematico delle difficoltà e dei problemi che affliggono la realtà carceraria italiana. L’endemica sovrappopolazione, in parte mitigata dall’indulto, rende assai complicato un percorso efficace di recupero. Come ha spiegato don Santus in un’intervista concessa a Radio Voce, il problema non è la quantità della pena, ma la qualità. La galera oggi in Italia non è educativa, non riesce infatti a recuperare il condannato, che abbandonato a se stesso all’interno del carcere non trova occasioni e stimoli per impostare un cammino di rinnovamento. In questo ricettacolo di mille povertà il Vangelo può dunque diventare spunto per guardare ancora al futuro, per trovare speranza, per credere nella possibilità del riscatto.
Fonte settimanale “La Voce del Popolo” del 02-11-07 Articolo di Giuseppe Mensi. Si ringrazia Vittorio Ciani per la collaborazione
giovedì 15 novembre 2007
Don Garilli amministratore a Centovera
Con atto proprio dell’Amministratore Diocesano in data 12 novembre 2007 il M.R. Garilli don Stefano, parroco di San Giorgio Piacentino, mantenendo i precedenti incarichi, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia di san Giovanni Battista in Centovera, Comune di San Giorgio Piacentino, Provincia di Piacenza, resasi vacante in seguito alla rinuncia dell’ultimo titolare il M.R. Porcari don Giuseppe.
Ed inoltre, nella medesima data, gli è stato conferito l’incarico di amministratore parrocchiale della parrocchia di Sant’Antonino martire in Ronco, Comune di San Giorgio Piacentino, Provincia di Piacenza.
Piacenza, dalla curia vescovile, 12 novembre 2007,
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi
Prima boa superata, grazie ai naviganti
mercoledì 14 novembre 2007
Don Tammi: "Piacenza fa parte della mia vita"
Papà di Pianello, vocazione in Valnure, ordinazione a Roma,
la storia del parroco piacentino che oggi celebra i funerali più difficili:
quelli di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso domenica in un autogrill
il testo integrale si può leggere su Libertà di oggi, 14 novembre 2007
Piacenza (fed.fri.) «Piacenza mi è cara perché é la città di mio papà ormai defunto. Lui era di Pianello Val Tidone, ma io ho passato tanto tempo a Pontedellolio, dove erano le mie zie. Avevamo lì una casa, vicino Riva, ormai venduta. E a Riva sono sepolti i miei parenti, a parte papà che è qui a Roma. L’ultima zia è morta l’anno scorso ma una cugina c’è ancora e vive a Villò con marito e figli». Don Paolo Tammi, 51 anni, è l’unico parroco piacentino a Roma: «Piacenza fa parte della mia vita». È internet che mantiene i legami e che lo ha informato del trasferimento del vescovo Luciano Monari: «Ogni giorno seguo la vita della chiesa piacentina collegandomi ad internet. Capisco la tristezza per la partenza di monsignor Monari. L’ho conosciuto anch’io e forse lui si ricorda di me. Credo sia giusto che i laici discutano del loro nuovo vescovo ed esprimano ansie, timori, speranze e qualche preferenza. La Chiesa è soprattutto questo! Non sarà facile sostituire Monari. Posso dire che nel rosario prego anch’io spesso per questa intenzione perché Piacenza mi è davvero cara ed è per me una seconda città». Indicazioni sul successore? «Sul totovescovo non saprei che dire, diciamo che il mio voto è per lo Spirito Santo che ...qualche volta, fa i vescovi anche Lui».
Un prete piacentino per l'addio al tifoso ucciso

Don Paolo Tammi, parroco a Roma,
celebra oggi i funerali di Gabriele Sandri
Il testo integrale dell'articolo si può leggere sull'edizione di Libertà di oggi, 14 novembre 2007
Piacenza- La tragedia della morte di Gabriele Sandri, il tifoso ucciso domenica in un autogrill, è molto più vicina a Piacenza di quanto si possa immaginare. Oggi, dal pulpito della parrocchia romana di San Pio X, con la casula di colore viola, in segno di lutto, a celebrare i funerali ci sarà un sacerdote di origini piacentine: don Paolo Tammi (nella foto con il cardinale Camillo Ruini). Incardinato nella diocesi di Roma, don Paolo deve le sue origini a Piacenza, alla sua provincia, alla Valnure. «Piacenza, per me, è una seconda patria - dice - prego sempre per voi». Nato 51 anni fa a Roma, don Paolo Tammi, oltre a tradire un cognome noto a Piacenza, ha vissuto gran parte della sua giovinezza in Valnure, a Pontedellolio, paese natale del padre. La sua vocazione è nata anche qui, all’ombra del Gotico, o meglio all’ombra delle stesse vallate che qualche anno prima avevano donato un vescovo alla chiesa cattolica romana: monsignor Antonio Lanfranchi. Don Paolo (ordinato nel 1982 in Santa Maria Maggiore) è un “semplice” parroco della chiesa dedicata a San Pio X, a Roma, quartiere Balduina. La stesso nel quale abitava il tifoso ucciso domenica. «Lo conoscevo di vista - dice al telefono - ha fatto la cresima da noi nel ’96. La famiglia è sempre stata nella nostra parrocchia». «È una cosa allucinante - riflette -. Io non credo che nessuna morte sia giusta, ma questa è veramente assurda, le dinamiche oggi sono colpose ma non lo sappiamo. Vedersi morire una persona così... non un ragazzo violento, una persona assolutamente normale». «Un po’ particolare, come tutti i tifosi - si scorge un poco di simpatia per la categoria -. Peraltro sono tifoso anch’io. Del Piacenza? Mi spiace, del Cagliari, per una lunga storia iniziata negli anni Settanta». Oggi lo aspetta il giorno più pesante della vita di parroco: «Non so che cosa dirò al funerale, mi affido a Dio. Certamente dovremo placare gli animi, ma dovremo anche parlare di giustizia, perché questa è stata un’ingiustizia solenne. Cercherò di dire cose semplici». «Parlerò di resurrezione - continua - della tensione interna tra il perdono e la giustizia che c’è nell’animo di ogni persona. Il credente è chiamato al perdono: Gesù dice di perdonare fino a 70 volte sette. Al perdono però ci si arriva un po’ per volta. Io mi auguro che la famiglia e gli amici ci arrivino presto. Anche la rabbia è però comprensibile, non possiamo coprirla di moralismo». «E poi comunque - non le manda a dire - chi sbaglia deve pagare, questo non è contro il Vangelo. L’ha detto anche Gesù, non possiamo mistificare la realtà».
Federico Frighi
martedì 13 novembre 2007
A Piacenza il primo festival della teologia
Prologo, Festival della Teologia
Piacenza, Palazzo Fogliani
Via San Giovanni, 7
Venerdì 16 novembre 2007
Ore 18
Il 16/17/18 maggio 2008 la città di Piacenza ospiterà il ‘Festival della Teologia’ nella sua Prima Edizione intitolata ‘…ma liberaci dal male’, organizzata dall’Associazione Teologica di Piacenza, presieduta dal professor Enrico Garlaschelli, in collaborazione con la società Cenacolo Srl.
Si tratta di un’iniziativa di richiamo nazionale, un momento di approfondimento e di riflessione dedicato alla teologia ed agli studi teologici e liturgici al quale saranno presenti personalità di spicco come il teologo e sacerdote cattolico svizzero Hans Kung.
La scelta di Piacenza non è casuale: la città emiliana è infatti nota per essere stata, ed essere tuttora, la sede di prestigiose istituzioni religiose a carattere sia formativo che puramente speculativo. Il Festival prevede una serie di eventi di forma eterogenea: da conferenze, tavole rotonde, seminari di studio e lectio magistralis, a concerti, mostre documentali e d’arte visiva, che accompagneranno il visitatore a compiere un percorso di scoperta di Dio in tutta la sua complessità.
Il primo appuntamento coincide con la presentazione ufficiale dell’evento che si terrà a Piacenza il 16 Novembre all’interno di una prestigiosa location, Palazzo Fogliani a Piacenza, per anni luogo piacentino per eccellenza dedicato alle riflessioni teologiche, sede delle Associazioni Cattoliche piacentine e insigne esempio dell’architettura cittadina, contenente, tra le altre, opere di Giovanni Evangelista Draghi risalenti al XVII secolo.
All’evento parteciperanno le autorità politiche ed economiche locali, studiosi, esperti del settore e semplici interessati ai temi trattati nonché le aziende potenziali sponsor dell’iniziativa; per l’occasione avremo nella veste di moderatore il giornalista e saggista de Il Corriere della Sera Armando Torno.
Il programma della serata prevede i seguenti interventi:
Armando Torno Giornalista e Saggista, Corriere della Sera
Don Giuseppe Lusignani Direttore Ufficio Beni Culturali, Diocesi di Piacenza – Bobbio
Enrico Garlaschelli Presidente Associazione Teologica di Piacenza
Nella stessa serata gli invitati potranno assistere all’esibizione del Coro della Chiesa Presbiteriana Coreana Chan-Yang che conferisce all’evento anche connotazione ecumenica.
Seguirà un Cocktail.
Per informazioni:
Stefania Perfetti
Cenacolo srl
Tel. 0523 590372
Fax 0523 570391
s.perfetti@cenacolosrl.it
Ufficio stampa:
Letizia Testa
Cenacolo srl
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l.testa@cenacolosrl.it
Ancora sul caso del vescovo Bregantini
10/11/2007 08:05
lunedì 12 novembre 2007
Il cardinale Re dal Papa, nomine in vista
domenica 11 novembre 2007
Ambrosio vescovo a Piacenza, è il candidato di Bertone
In vantaggio al ballottaggio con De Scalzi,
gode della simpatia e della stima di Benedetto XVI
per l'articolo completo si legga Libertà di oggi 11 novembre 2007
Piacenza - Gianni Ambrosio, Erminio De Scalzi e poi ancora Gianni Ambrosio. Dovrebbe essere il monsignore assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica il successore del vescovo Luciano Monari alla guida della diocesi di Piacenza-Bobbio. Non c’è ancora nero su bianco ma l’alto prelato vercellese si sarebbe aggiudicato il ballottaggio con l’abate di Sant’Ambrogio, il vescovo Erminio De Scalzi, uno degli ausiliari di Milano. È questo almeno l’intendimento di una parte dei componenti della Congregazione per i vescovi che si riunirà nei prossimi giorni per definire i nuovi pastori delle diocesi emiliane da tempo in lista d’attesa (Piacenza-Bobbio e Parma). Ed è questo il nome che porterà nella sacra congregazione uno dei suoi membri, il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, il quale, a quanto pare, ha dalla sua il diretto superiore: Benedetto XVI. Se il Motu Proprio papale per la liberalizzazione della messa in latino secondo il sito tridentino è sbarcato a Milano il merito è stato proprio di monsignor Ambrosio che ha celebrato nella cappella della Cattolica.Motu Proprio a parte, voci insistenti su Ambrosio a Piacenza arrivano anche dal clero ambrosiano. L'investitura arriverà dalla prossima assemblea plenaria (prevista intorno al 22 novembre). Con tutta calma, perché chi in conclave entra Papa - si dice - esce cardinale.
Federico Frighi
sabato 10 novembre 2007
"Scalabrini, costruttore di una famiglia senza confini"
"Fede e speranza gli orizzonti di Scalabrini"
L'omelia dell'amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari
Piacenza- Sono passati dieci anni, ce lo ricordava nella presentazione padre Sisto Caccia, da quando Giovanni Battista Scalabrini vescovo di Piacenza e padre dei migranti è stato proclamato Beato. Tanti di noi erano presenti in piazza San Pietro consapevoli di vivere una esperienza forte di Chiesa, e fieri di vedere che un nostro vescovo e padre era proposto alla Chiesa universale come esempio di carità e di servizio senza confini.
E sentiamo come provvidenziale che tale avvenimento sia coinciso con la festa della Dedicazione della Basilica Lateranense. Le letture proclamate in questa Eucaristia ci stimolano a leggere la vita di Scalabrini come di un pastore animato dallo zelo per rendere decorosa ogni chiesa di pietra, ma soprattutto per edificare il tempio spirituale dei fedeli in ogni angolo della Terra.
Il luogo dove incontrare Dio è questione fondamentale per ogni uomo, non è dunque banale o campanilistica la domanda che
Adorare Dio è ancora indispensabile per l’uomo credente, ma adorare – un verbo che in pochi versetti ricorre ben nove volte – non è una posizione del corpo o un rito, bensì un modo di porsi davanti a Dio nella preghiera come nella vita. L’adorazione è l’atteggiamento di chi vive riconoscendo in tutto il primato di Dio, qui significativamente indicato con il nome di Padre: «i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità». “In Spirito e Verità”, vuole dire: guidati dallo Spirito Santo a riconoscere Gesù come verità; è Lui infatti che svela un disegno salvifico di Dio. Gesù è
Penso siano pochi i vescovi che hanno stimolato come ha fatto lui, clero e fedeli, ad avere cura delle loro chiese, per renderle non solo decorose ma belle.
Durante il primo Sinodo del 1879 affermò: “Alla chiesa che è la casa di Dio e la porta del Cielo, conviene assolutamente la santità. Questa santità, che deve avere sede principalmente nel cuore e nell’animo di coloro che entrano in chiesa, deve apparire anche esteriormente in modo che si possa conoscere l’augusta maestà di Dio dalla forma, dalla solennità, dall’eleganza, dall’ornato e specialmente dal nitore dell’edificio.
Nel territorio della Diocesi nel corso dei trent’anni del suo episcopato Scalabrini ha consacrato o riconsacrato duecentoventi chiese. Particolare impegno egli profuse nel restauro di questa Cattedrale, annunciato con una lettera nel 1894, restauro che venne terminato nel 1902.
Ma più importante è pensare a Scalabrini nel suo rapporto con il tempio spirituale,
Diceva: “Attraverso la catechesi, che non è solo istruzione, occorre formare ed educare le persone e le coscienze, coltivare e sviluppare non solo la mente ma il cuore. E poi la parola di Dio, l’Eucaristia,
Scalabrini si è speso senza riserve per la sua Chiesa, per il gregge a lui affidato. Anche il vostro carisma di missionari e missionarie tra i migranti è nato da qui. Erano suoi diocesani coloro che erano partiti per terre lontane, diocesani di cui non poteva disinteressarsi, soprattutto perché non venisse meno la loro fede e i valori morali che possedevano e anche il loro bene materiale.
Il mese scorso abbiamo celebrato il “Quarantesimo della presenza dei nostri sacerdoti fidei donum in Brasile”. È doveroso credo, ricordare che hanno avuto in Scalabrini un illustre precursore. Ricordiamo il viaggio del 1904 di Scalabrini in Brasile, quel viaggio che lo provò duramente anche nel fisico e probabilmente influì per la sua morte avvenuta l’anno seguente.
Voglio terminare con una citazione che di Scalabrini ha fatto il nostro vescovo mons. Luciano Monari, in uno dei suoi interventi. È un modo anche per sentirlo presente il vescovo Luciano, lui che tante volte ha detto di “avere trovato in Scalabrini una ispirazione importante anche per la sua missione di pastore”.
Scriveva Scalabrini: “Mentre il mondo si agita abbagliato dal suo progresso, mentre le razze si mescolano e si confondano ‑ attraverso il rumore delle nostre macchine al di sopra di questo lavoro febbrile di tutte queste opere gigantesche, e non senza di loro ‑ si va maturando quaggiù un’opera ben più vasta, ben più nobile, ben più sublime: l’unione in Dio per Gesù Cristo di tutti gli uomini di buon volere”.
E commentava il vescovo Luciano: “Mi affascina questa visione del grande vescovo, questo suo modo di interpretare la storia alla luce di un progetto grande che ha il suo centro e la sua sintesi in Cristo. Quanto vorremmo che la nostra Chiesa avesse lo stesso sguardo di fede e lo stesso orizzonte di speranza, nell’affrontare i problemi che sbiadiscono l’unità interna e quelli legati al nuovo contesto multietnico che troppe volte incute solo paura”.
L’Eucaristia che celebriamo ravvivi il nostro grazie al Signore per avere donato un vescovo Santo non solo a Piacenza ma alla Chiesa universale.
E al Beato Scalabrini chiediamo di intercedere ‑ per il pastore che attendiamo, per i suoi missionari e le sue missionarie ‑ perché siano fedeli al carisma che li ha affascinati, e per tutti noi perché tendiamo alla santità guardando a lui che ha saputo operare una straordinaria sintesi di azione e contemplazione, ed è stato appassionato servitore dell’umanità ferita e costruttore della Chiesa di Cristo, famiglia che non conosce confini.
Si ringrazia Vittorio Ciani per la preziosa collaborazione