sabato 24 novembre 2007

Un cd per l'acqua in Karamoja


“VOICE OF A DROP”: LA VOCE DI UNA GOCCIA
AFRICA MISSION-COOPERAZIONE E SVILUPPO E NEW SISTERS
PER IL PROGETTO TRIENNALE
“PROGRAMMA ACQUA IN KARAMOJA”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Questa sera al cinema teatro “President” di Piacenza (Via Manfredi) la presentazione del CD musicale Gospel realizzato per portare acqua in Karamoja.

Questa sera al cinema “President” di Piacenza alle ore 21 il Gruppo Gospel New Sisters di Podenzano (PC), con il patrocinio della Diocesi di Piacenza-Bobbio ed in collaborazione con il settimanale diocesano “Il Nuovo Giornale”, presenterà il suo secondo album musicale Gospel/DVD, intitolato “Voice of a drop”, registrato per sostenere l’attività della Ong Onlus Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo che realizza pozzi d’acqua potabile nella regione ugandese del Karamoja. Il CD è legato al “Programma Acqua in Karamoja” e tutto il ricavato della vendita sarà devoluto completamente a questo progetto che si propone di portare, in tre anni, acqua pulita a 150mila persone e ad altrettanti animali. Il Gruppo New Sisters si è voluto impegnare nella sensibilizzazione della comunità piacentina, ma anche dell’intera comunità nazionale, riguardo all’attività di Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo unendo la sua musica, che ha origine nel Continente Nero, alla solidarietà. Da parte sua, Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo utilizzerà i fondi raccolti per la realizzazione del progetto che quindi avrà inizio dal 24 novembre e avrà durata triennale. “Voice of a drop” è il lavoro che le nove ragazze di Podenzano hanno inciso in questi mesi e che si compone di un CD musicale e un DVD di filmati, la cui grafica è stata ideata e realizzata dall’affermato giovane podenzanese Marco Botti. Il CD contiene 13 brani della tradizione spiritual e del più recente Gospel contemporaneo eseguiti con la collaborazione di artisti conosciuti a livello locale e nazionale, artisti del calibro degli “Animali Rari”, famosa band piacentina capitanata da Marco Rancati, e della “Merqury Band”, cover band ufficiale dei “Queen”. Il DVD contiene filmati, realizzati dal videomaker Franz Soprani, che illustrano le attività del Movimento Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo e il lavoro svolto dalle New Sisters negli ultimi due anni per questo progetto.
Nella serata, presentata da Enrico Selleri, volto della tv SAT2000, si alterneranno musica e animazione. Un corpo di ballo regalerà coreografie sui brani del Gruppo, mentre il pittore piacentino Alfonso Maffini dipingerà dal vivo sulle note del Gospel. Nell’attesa della presentazione dell’album, già 1000 CD/DVD sono stati prenotati in anteprima.
È possibile prenotare il CD presso la sede di Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo in via Talamoni 1/f a Piacenza (0523 499424) oppure al Gruppo New Sisters (335 5742323 – 338 9254848)
www.africamission.org - www.newsisters.it

venerdì 23 novembre 2007

Il nuovo vescovo, la nomina entro la fine dell'anno

Pubblico uno stralcio dell'intervista a Telelibertà (il 21 novembre 2007) rilasciata dall'amministratore diocesano di Piacenza-Bobbio, monsignor Lino Ferrari, a proposito dei tempi di arrivo del nuovo vescovo. Mi sembrano dichiarazioni interessanti.

Piacenza- ... È vero che non abbiamo notizie sicure e aspettiamo proprio da una settimana all’altra. Le previsioni erano di una attesa breve, in realtà ci stiamo accorgendo che i tempi si allungano. Però non bisogna neanche drammatizzare. Io ho sottolineato in più occasioni che la vita normale della comunità continua. Questo tempo di Avvento lo viviamo – inizieremo il 2 Dicembre – come comunità cristiana con una intenzione di preghiera in più: abbiamo anche l’attesa del nuovo Vescovo. A volte questi tempi di attesa aiutano anche a fare venire a galla maggiormente delle disponibilità, ci si sente forse più responsabili.
Comunque il Vescovo lo sentiamo come dono prezioso di cui la Chiesa chiaramente non può fare a meno.
Arriverà prima della fine dell’anno?
Prima della fine dell’anno, quasi sicuramente la nomina; l’ingresso penso di no.
Ma si fanno molte previsioni, si indicano dei nomi?
Se ne sono indicati troppi, allora non ci azzardiamo più a fare previsioni.

Si ringrazia Vittorio Ciani per la collaborazione.

giovedì 22 novembre 2007

Una clausura vicina alla città

Una clausura vicina alla città
Con le monache carmelitane del monastero di San Lazzaro

Il testo integrale dell'articolo è su Libertà di oggi, 22 novembre 2007

Piacenza -
Pregano insieme, da sole ed in silenzio tutti i giorni dell’anno per la città ed i suoi abitanti. Ieri era il giorno in cui la città avrebbe dovuto ringraziarle. Il giorno pro orantibus, come stabilito dalla Chiesa. Loro sono le monache di clausura e ieri era la loro festa. In città sono 31, suddivise su due monasteri: 17 le Benedettine, in corso Vittorio Emanuele, e 14 le Carmelitane scalze, in via Spinazzi. Siamo andati a trovare queste ultime, nel loro monastero di San Lazzaro. Suor Maria Paola è la madre priora e viene da Parma. È lei che si presenta assieme a suor Prisca Maria, di Trento, laureata in fisica a 29 anni e poi entrata in monastero. Dietro alla grata nel parlatorio grande. Un simbolo antico che le separa dal resto del mondo, dalla città, in questo caso. «Molte cose sono cambiate - osserva la madre priora -, oggi, per noi, i rischi della vita sono aumentati». Un simbolo che le monache custodiscono e dal quale sono custodite. «È necessario per salvaguardarci - continua -, oggi i contatti con l’esterno sono aumentati a dismisura». Gli esempi sono tanti: «I medici (a parte quello di base) non vengono più in monastero, così se una di noi ha bisogno del dentista deve uscire, accompagnata da una sorella». Anche il “traffico” in entrata può disturbare: «Muratori, operai, tecnici del computer, oggi le cose si rompono più spesso che nel passato e quindi c’è bisogno del loro intervento all’interno della zona di clausura». Poi c’è il telefono, che suona spessissimo: «A turno c’è una suora telefonista». La clausura, insomma, è minacciata ogni giorno di più. Per le monache è un prezioso tesoro da custodire; viene dalla clausura la loro forza spirituale e senza di essa non potrebbero aprirsi alla città, come stanno facendo in questi anni. Al mattino alle 7 e 30, ad esempio, la messa è pubblica (le monache sono nel “coro” al riparo dagli sguardi del mondo). Dal primo di ottobre, dalle 17 e 30 alle 18 e 30, tutti i giorni, la gente può partecipare alla preghiera silenziosa, sempre nella chiesa del monastero. Sono aumentate sensibilmente le persone che chiedono di confrontarsi con le monache nei due parlatori del monastero. «Molte giovani mamme vengono qui - rivela suor Maria Paola - e ci raccontano le loro storie». La grata aiuta: «Una volta una di loro mi disse che proprio grazie a questa inferriata che ci separava era riuscita a dirmi tutto». Il problema più grande dei piacentini? «La famiglia che si sfascia, la mancanza di comunione tra le mura domestiche, un cattolicesimo sempre più precario». Il segreto della rinascita? «Il recupero delle radici del battesimo, come ci propone la diocesi». La modalità principale: «La preghiera. La nostra è una visione ottimistica della vita - osserva suor Prisca - che trae origine dalla scoperta di una paternità (quella del Signore) in cui tutti siamo immersi al di là di ogni ideologia ed ogni schieramento». Assistenti spirituali di una Piacenza malata, presenza viva nella Chiesa piacentina, le monache (nella loro clausura) sono più vicine alla città di quanto non si possa immaginare. E vogliono continuare ad esserlo.
Federico Frighi

Dalla clausura una preghiera per Meredith

Una preghiera per Meredith

Il testo integrale dell'articolo è su Libertà di oggi 22 novembre 2007

Piacenza -
Durante il pranzo in refettorio ieri in via Spinazzi, le monache hanno potuto parlare tra di loro. È stato questo l’unico segno concreto nella loro festa - il giorno pro orantibus -, l’unica concessione allo schema della giornata, rigidamente regolato da un collaudato protocollo. Le Carmelitane piacentine, peraltro, sono avvezze a pranzare con le notizie. In refettorio, a mezzogiorno, ascoltano in religioso silenzio il radiogiornale di Radio Vaticana con il quale si tengono in contatto con il mondo e grazie al quale possono ampliare gli orizzonti delle loro preghiere. Fino, ad esempio, a Meredith, la giovane ragazza britannica uccisa a Perugia. La televisione è bandita. Non così internet. Se ne occupa chi ha le competenze, vedasi suor Prisca Maria che lavora al sito delle monache. È in via di completamento e si trova all’indirizzo www.ilcarmelo.it. Si definiscono «fraternità orante al servizio dei fratelli, attirata nel mistero del Dio vivo per stare alla sua presenza in ogni tempo, esonerata da ogni servizio attivo nella Chiesa per tenere viva la frontiera interiore, separata dalla storia per contemplarla meglio, per amarla di più, per capirla di più, confrontandola con la Parola».
fed.fri.

Nuovo vescovo, l'annuncio verrà dato in duomo

Nuovo vescovo, l'annuncio verrà dato in duomo

Il testo integrale dell'articolo è su Libertà di oggi 22 novembre 2007

Piacenza - L’annuncio del nuovo vescovo non sarà più un momento per pochi intimi ma verrà fatto davanti all’intera comunità piacentina. È questa una delle decisioni del collegio dei consultori che si è riunito martedì mattina in curia. Il parlamentino provvisorio che regge la diocesi di Piacenza-Bobbio nel periodo di “vacanza” è guidato dall’amministratore monsignor Lino Ferrari ed è formato da nove sacerdoti (oltre a Ferrari). Martedì mattina ne erano presenti otto (assente giustificato don Gianrico Fornasari), per la seconda sessione dopo quella dello scorso ottobre. La terza sarà convocata subito dopo l’annuncio del nuovo vescovo. È stato deciso di modificare quella che ormai è la prassi dell’annuncio della nomina: quando la Santa Sede comunicherà di aver scelto il successore di monsignor Monari, verranno invitati in cattedrale sacerdoti, organi di stampa e l’intera comunità per un momento di preghiera e, al termine, si procederà alla comunicazione. Questa convocazione verrà fatta probabilmente già il giorno precedente. La stessa prassi era già stata seguita dalla diocesi di Fidenza lo scorso primo di ottobre per l’annuncio del nuovo pastore, monsignor Carlo Mazza (verrà consacrato il primo dicembre nella cattedrale di Fidenza). In passato l’annuncio del nuovo vescovo veniva dato a pochi invitati, tra cui la stampa, nella sala degli affreschi della Curia. Subito dopo alla città. Imminente il ritorno in diocesi, sia pure per una celebrazione, del vescovo Luciano Monari. Il presule sarà a Piacenza il 7 dicembre (alle 18 e 30 in duomo) per l’ordinazione diaconale del seminarista Paolo Inzani (di Lugagnano).
Sembra ormai certo che per quella data il nuovo vescovo di Piacenza non sarà stato ancora annunciato. Anche se, a quella data, dovrebbe essere una questione di giorni. Così almeno sostiene una delle correnti di pensiero che circola in curia. L’altra - capeggiata da monsignor Ferrari - si è invece messa il cuore in pace ed attende senza avanzare più nemmeno un abbozzo di previsione. ...

mercoledì 21 novembre 2007

Monari a Piacenza il 7 dicembre per l'ordinazione diaconale di Paolo Inzani

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa


Riunione del Collegio del Consultori:
alcune decisioni per il tempo d’Avvento


Si è riunito ieri mattina, 20 novembre, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile, il Collegio dei Consultori per esaminare la situazione della Diocesi e per dare indicazioni nell’attuale momento di attesa del nuovo Vescovo; ha presieduto i lavori l’amministratore diocesano mons. Lino Ferrari.

AVVENTO E ATTESA DEL NUOVO VESCOVO. Per quanto riguarda l’attesa del nuovo Vescovo, mons. Ferrari ha sottolineato come spesso si abbia l’impressione che prendano corpo nell’opinione pubblica due diverse posizioni, ugualmente errate: tutto sommato anche senza Vescovo tutto procede come prima; senza il Vescovo tutto è fermo. In realtà la vita della Chiesa locale continua, ma il particolare momento che stiamo vivendo deve essere occasione per crescere come comunità.
In questo ci soccorre l’ormai imminente tempo dell’Avvento che deve essere vissuto come attesa del Signore che è venuto nel primo Natale e si avvicina continuamente a noi. Quest’anno per la nostra Chiesa diocesana c’è anche l’attesa del nuovo Vescovo. A questo proposito sono stati predisposti appositi sussidi che sono stati illustrati ai Consultori da mons. Giuseppe Busani.

In particolare nel tempo di Avvento sono stati previsti alcuni momenti forti di preghiera.

ORDINAZIONE DIACONALE DEL SEMINARISTA PAOLO INZANI. Il primo si collega all’ordinazione diaconale del seminarista Paolo Inzani della parrocchia di Lugagnano. Un incontro di preghiera per le vocazioni sacerdotali è previsto per giovedì 6 dicembre, alle ore 21, nella chiesa cittadina del Preziosissimo Sangue, parrocchia dove il seminarista sta svolgendo il proprio servizio pastorale. Il giorno dopo, 7 dicembre, alle ore 18,30, in cattedrale, lo stesso Inzani verrà ordinato diacono da mons. Luciano Monari. Lo stesso mons. Ferrari ha spiegato i motivi di questa scelta: l’Amministratore Diocesano ha tra le proprie facoltà anche quella di decidere ordinazioni diaconali e presbiterali; deve poi intervenire un Vescovo per la celebrazione e in questo caso è stato chiesto l’intervento di mons. Monari, disponibile appunto il giorno 7 dicembre.
Non è stato atteso l’arrivo in Diocesi del nuovo Vescovo in quanto, ritardando di alcuni mesi l’ordinazione diaconale, secondo quanto richiesto dalla normativa, l’ordinazione presbiterale sarebbe slittata dopo l’estate del 2008.

VEGLIA DI PREGHIERA PER I GIOVANI. Un altro momento di preghiera vedrà impegnati i giovani ed è previsto per il 14 dicembre, venerdì, alle ore 21, nella basilica di Sant’Antonino.

L’ANNUNCIO DEL NUOVO VESVOVO IN CATTEDRALE. E’ stato, inoltre, deciso di inviare una lettera ai Moderatori delle 39 unità pastorali della Diocesi affinché invitino le loro comunità a pregare per il nuovo Vescovo riflettendo, nello stesso tempo, sul suo ministero.
Nello stesso tempo è stato deciso di modificare quella che ormai era la prassi dell’annuncio della nomina del nuovo Pastore: quando la Santa Sede comunicherà all’Amministratore Diocesano di aver scelto il successore di mons. Monari, verranno invitati in cattedrale sacerdoti, organi di stampa e l’intera comunità per un momento di preghiera e al termine si procederà alla comunicazione del nome del nuovo Vescovo.
Questa convocazione verrà fatta probabilmente già il giorno precedente di quello in cui, alle ore 12, dopo il citato momento di preghiera, verrà reso noto il nome del nuovo Vescovo. Ultimamente l’annuncio veniva dato a pochi invitati, tra cui la stampa, in una sala dell’Episcopio.

martedì 20 novembre 2007

"Il cardinale non concede interviste"

Penso sia opportuno fare il punto sul nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio.
Recentemente pubblicavo su Libertà i tempi di attesa degli ultimi due vescovi: Antonio Mazza e Luciano Monari. Passano sette mesi dal trasferimento di un presule all'annuncio del nuovo. Per il successore di Monari non siamo neppure a cinque. Perchè dico questo? Perchè l'altra sera mi è giunta una telefonata dalla mia più importante fonte in Vaticano. Un arcivescovo di curia ha chiesto al cardinale Giovanni Battista Re (prefetto della Congregazione per i vescovi) notizie su Piacenza-Bobbio. "Non c'è ancora la terna" la risposta.
A questo punto non so che dire. Un'altra fonte, sempre ecclesiastica, ma più "periferica", mi conferma invece quello che ho scritto su Libertà: l'annuncio del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio arriverà entro la metà di dicembre. Glielo hanno detto molto in alto. Il fatto della terna viene spiegato - ma è solo un'interpretazione - così: uno dei candidati sarebbe stato spostato su un'altra diocesi, ragion per cui la terna di Piacenza-Bobbio è da rifare con l'aggiunta di un altro nome. Al Papa non possono esserne presentati due. Devono essere necessariamente tre.
Chiamo il Vaticano, la Congregazione per i vescovi, per un'intervista al cardinale Re, con la promessa che non avrei parlato di Piacenza-Bobbio. Supero a stento il sacro centralino, dove una voce femminile con un forte accento francese mi rimpalla ad una voce maschile dall'accento slavo: "Il cardinale, per principio, non concede interviste. Può chiamare in Nunziatura". Faccio un altro numero del Vaticano e chiedo di parlare con un arcivescovo. E' lui in persona che risponde al telefono. Quando gli chiedo almeno i tempi della nomina, mi parla di giorni biblici che hanno una durata molto diversa dai giorni dell'uomo. Mi scuso per il disturbo e lo ringrazio.

Appello Caritas per il Bangladesh

BANGLADESH: LA CARITAS MOLTIPLICA GLI SFORZI

Sono 15 i distretti più colpiti dal ciclone Sidr che ha già causato migliaia di morti e di senza tetto, distruggendo anche case e raccolti in Bangladesh.
La Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio si è attivata per sostenere la rete internazionale, che ha già messo a disposizione un milione di euro per i primi interventi.
Da venerdì è iniziata la distribuzione di aiuti alimentari a 400 famiglie a Kalapara, nella regione del Barisal. Ad ogni famiglia vengono dati 10 kg di riso, 2 di lenticchie e 1 di sale. Grazie all’azione dello staff e dei volontari sul terreno si sta anche facendo un monitoraggio dei bisogni più urgenti e delle situazioni più gravi.
“Gli operatori Caritas locali – ci spiega Akhila D’ Rozario, responsabile di Caritas Bangladesh per la gestione delle emergenze e per i progetti di sviluppo –hanno passato la notte con le persone che hanno trovato riparo nei rifugi anticiclone per dare loro anche un sostegno psicologico”. In effetti circa 2000 rifugi sono stati costruiti dal 1991, grazie anche al sostegno di Caritas Italiana, e senza queste strutture il bilancio delle vittime avrebbe potuto assumere proporzioni ancor più catastrofiche. “Purtroppo – prosegue D’Rozario – in alcune zone sono stati distrutti quasi il 90% degli alberi, compresi quelli di mango e altri alberi da frutto che davano sostentamento alla popolazione. Bisogna con l’aiuto di tutti rimboccarsi le maniche e proseguire, senza scoraggiarsi, negli interventi di aiuto ”.
La Caritas diocesana fa appello alla generosità dei donatori per riuscire ad accompagnare gli sforzi in atto in questa fase di emergenza e poi nel lungo percorso di ricostruzione.
Piacenza, 19 novembre 2007

Per sostenere gli interventi in corso si possono utilizzare le seguenti modalità:
- portare le offerte direttamente agli Uffici della Caritas Diocesana a Piacenza in Via San Giovanni, 12
- inviarle a Caritas Italiana (causale “BANGLADESH”) tramite c/c POSTALE N. 347013 o tramite c/c n. 10080707 - Banca Intesa, piazzale Gregorio VII, Roma - ABI 03069 - CAB 05032 - CIN D
- versare con CartaSi (anche online) e Diners, telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

lunedì 19 novembre 2007

Bettola, morto l'ex parroco di San Bernardino

Comunicato diocesi di Piacenza-Bobbio

Morto don Vincenzo Calda

E' morto questa mattina don Vincenzo Calda, già parroco di San Bernardino di
Bettola.
Nato il 1° gennaio 1916 a Piacenza, è stato ordinato sacerdote il 25 marzo
1939. Ha iniziato il servizio pastorale come curato in San Savino in città;
nel 1941 è passato con la stessa qualifica alla parrocchia di Caorso
ricevendo anche l'incarico per Zerbio. Il 18 giugno 1943 è stato nominato
parroco di Pessola; del 1953 è il passaggio alla guida della parrocchia di
San Bernardino di Bettola dove è rimasto fino al 1° gennaio 2002, giorno
della sua rinuncia per motivi di età.
I funerali si svolgeranno nelle prime ore di mercoledì prossimo (manca
ancora l'indicazione dell'ora) nella chiesa di San Bernardino di Bettola e
saranno presieduti dall'amministratore diocesano mons. Lino Ferrari. Domani
sera, alle ore 20,30, in San Bernardino, sarà recitato un S.Rosario.

domenica 18 novembre 2007

Nuovo vescovo, l'entrata slitta all'anno nuovo

Nuovo vescovo, l'entrata slitta all'anno nuovo
L'annuncio sarebbe però imminente: Ambrosio sempre favorito
Martedì si riunisce il collegio dei consultori

da Libertà, 18 novembre 2007

Piacenza - Scatta il conto alla rovescia per l’arrivo del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio. Ancora non si conoscono nome, giorno dell’annuncio e ovviamente il giorno della presa di possesso; tuttavia, poiché si hanno fondate ragioni per ritenere la nomina imminente, la Chiesa piacentino-bobbiese comincia a prepararsi all’accoglienza del suo nuovo pastore. Sarà il collegio dei consultori (il parlamentino della diocesi che regge la “sede vacante”), presieduto dall’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari, a tracciare la strada di avvicinamento. I dieci sacerdoti (nominati gli anni passati dal vescovo Luciano Monari) si troveranno martedì mattina nella sala degli affreschi del palazzo vescovile. L’intento è di organizzare, all’interno delle unità pastorali (sono 39 in tutta la diocesi), una serie di incontri per illustrare ai fedeli quel’è la funzione del vescovo nella Chiesa, chi e che cosa rappresenta, quali sono i suoi strumenti di “governo”. È la seconda volta che il parlamentino provvisorio si riunisce dopo aver eletto - a maggioranza - monsignor Ferrari amministratore diocesano. Era il 23 ottobre e la sede di Piacenza-Bobbio diventava ufficialmente “vacante”. Oggi, a quasi 4 mesi (122 giorni) dall’annuncio del vescovo Monari a Brescia, ancora nulla, in Vaticano, è stato deciso. Andando a vedere i precedenti, si nota che, in realtà, si è nella norma. Dalla partenza del vescovo Enrico Manfredini (18 marzo 1983) all’annuncio del vescovo Antonio Mazza (20 agosto 1983) passarono cinque mesi; dal ritiro di Mazza (primo dicembre 1994) all’annuncio del vescovo Monari (23 giugno 1995) sette. È il tempo che ci impiega la Congregazione per i vescovi ad individuare la terna da sottoporre al Papa. Al momento, dal Vaticano, nulla trapela: verosimilmente perché tutto è fermo. Sulla sede di Piacenza -Bobbio c’è un’indicazione di massima che riguarda - com’è ormai noto - l’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, monsignor Gianni Ambrosio. Avrebbe vinto il ballottaggio con il vescovo Erminio De Scalzi ma la Congregazione per i vescovi non si sarebbe ancora pronunciata. Recentemente si è fatto anche il nome del vescovo di Pavia, Giovanni Giudici. Ad allungare i tempi ci si mette il concistoro di sabato prossimo nel quale il Papa creerà i nuovi cardinali. La decisione, per Piacenza-Bobbio, dovrebbe venire annunciata l’ultima settimana di novembre, al massimo entro la prima decade di dicembre. Di certo c’è che il prossimo sarà un Natale senza vescovo. Dall’annuncio all’entrata in diocesi passa almeno un mese, di più se l’eletto non è ancora presule.
Federico Frighi

sabato 17 novembre 2007

Arte sacra, convegno diocesano

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

Un convegno sulla catalogazione
dei beni artistici ecclesiastici diocesani


reso noto venerdì 16 novembre 2007


La diocesi di Piacenza-Bobbio da un decennio è impegnata nella campagna di inventariazione degli oggetti di valore storico artistico di proprietà ecclesiastica. Il grande impegno, sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana e nato da un accordo tra quest’ultima e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana, vede la stretta collaborazione della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Province di Parma e Piacenza. A questi soggetti si unisce la Fondazione di Piacenza e Vigevano nell’erogazione di un contributo di 345.000 Euro per l’inventariazione dei beni nel territorio della Provincia di Piacenza. In un convegno che si terrà giovedì 22 novembre prossimo alle ore 17,30 presso il palazzo vescovile di Piacenza (Sala degli Affreschi), promosso dall’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, sarà illustrato il lavoro fin qui compiuto e quanto ancora rimane, unitamente all’importante contributo della Fondazione stessa. Dopo i saluti ai presenti, gli operatori dell’Ufficio, Orlando Cavezzali, Daniela Costa, Susanna Pighi e Franco Rovelli, illustreranno il lavoro svolto nell’ultimo decennio; don Giuseppe Lusignani, direttore dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici della diocesi, si soffermerà sul progetto e sulle possibilità della catalogazione; gli operatori esterni della catalogazione, Alessandra Civai, Sara Della Bianchina ed Emanuela Garibaldi, presenteranno alcune loro esperienze. L’incontro sarà moderato da mons. Domenico Ponzini, direttore emerito dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici. L’invito è esteso a tutti coloro che hanno a cuore l’importante patrimonio storico-artistico della nostra realtà territoriale.

venerdì 16 novembre 2007

I primi passi del vescovo Monari a Brescia

Malati e carcerati, le prime visite di Monari

Pubblico questo interessante articolo apparso sul settimanale diocesano di Brescia nel quale vengono evidenziati i primi passi del vescovo Luciano Monari nella sua nuova diocesi.

“L’unità potrà manifestarsi nella Chiesa quando concretamente in essa al centro verranno posti i piccoli – e cioè gli ammalati, gli anziani, i poveri, i bambini…insomma tutti coloro che per un motivo o per l’altro sono deboli”. Così si esprimeva mons. Monari nelle ultime battute del suo messaggio programmatico consegnato ai fedeli il giorno dell’ingresso. E queste parole hanno subito trovato riscontro nei primissimi gesti del suo stesso ministero episcopale. Il 15 Ottobre infatti si è recato in via Lame a Mompiano Domuns Caritatis Paolo VI per far visita ai 21 preti ricoverati. Mons. Monari li ha incontrati e abbracciati uno ad uno, ha ascoltato il racconto delle loro tribolazioni, li ha esortati ad avere fiducia e a perseverare nella preghiera assicurando il proprio ricordo e la propria vicinanza. Nei giorni successivi mons. Monari ha visitato i degenti del Sant’Orsola, il 24 ottobre i detenuti di Canton Montello, poi varie comunità religiose presenti in città. Nella prossima settimana visiterà il Seminario diocesano, il Centro per le comunicazioni, il Consultorio diocesano per la famiglia e altri istituti religiosi.

A sorpresa il nuovo vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari a pochi giorni dal suo ingresso in diocesi ha voluto incontrare una delle categorie più disagiate e spesso più dimenticate presenti sul territorio. Dopo un previo accordo con i responsabili e le autorità competenti, nel pomeriggio di mercoledì 24 ottobre ha varcato la soglia della casa circondariale di Canton Mombello.L’incontro con i detenuti si è svolto nel teatro interno, solitamente usato anche per la celebrazione della messa.Attualmente la vecchia struttura di detenzione della città ospita 370 detenuti in attesa di giudizio definitivo, di questi solo un centinaio sono italiani, gli altri appartengono a 25 Paesi diversi. In tanti non hanno comunque mancato all’incontro che, come ha spiegato il cappellano don Adriano Santus, si è rilevato positivo non solo dal punto di vista quantitativo, ma pure qualitativo. Era presente, oltre al personale di sorveglianza, anche il gruppo di volontari che all’interno della struttura, coordinati dal don Santus, si dedicano ad attività di assistenza e di catechesi. L’incontro si è aperto con la preghiera e la lettura della parola di Dio: sono state scelte tre letture particolarmente significative e legate al contesto: la prima dal libro del profeta Isaia, il cap. 61°, che proclama l’avvento dell’anno di grazia e la libertà degli schiavi e la scarcerazione dei prigionieri; la seconda degli Atti degli Apostoli con il racconto della liberazione dell’apostolo Pietro, in carcere per il Vangelo, liberato dall’intervento di un angelo; in fine il Vangelo, il brano dell’evangelista Luca che racconta l’episodio di Gesù nella sinagoga di Nazareth dove, dopo aver letto il brano del profeta Isaia, dichiara realizzata la profezia.

Partendo da questi brani il Vescovo è intervenuto dicendo di essere venuto in mezzo a loro, poveri, per portare un annuncio di gioia, per proclamare il Vangelo che è sorgente di speranza e promessa di liberazione. “Vi invito ‑ ha esortato mons. Monari ‑ a vivere l’oggi, a non sprecare il tempo, anche se nel contesto del carcere risulta particolarmente difficile”.
Dopo aver ascoltato alcune domande espresse da un detenuto a nome anche degli altri ha manifestato il desiderio sincero di essere presente con una certa assiduità nel carcere, non solo nei momenti ufficiali, come in occasione del Natale e della Pasqua, ma pure per portare la parola di Dio, per tradurre anche in quel contesto particolare il motto del suo episcopato “Non mi vergogno del Vangelo”. Probabilmente mons. Monari ripeterà quindi anche a Brescia l’esperienza già fatta nel carcere di Piacenza, proponendo ai detenuti la scuola della Parola, magari in occasione dei tempi forti, in Avvento e Quaresima.

Canton Mombello è purtroppo caso emblematico delle difficoltà e dei problemi che affliggono la realtà carceraria italiana. L’endemica sovrappopolazione, in parte mitigata dall’indulto, rende assai complicato un percorso efficace di recupero. Come ha spiegato don Santus in un’intervista concessa a Radio Voce, il problema non è la quantità della pena, ma la qualità. La galera oggi in Italia non è educativa, non riesce infatti a recuperare il condannato, che abbandonato a se stesso all’interno del carcere non trova occasioni e stimoli per impostare un cammino di rinnovamento. In questo ricettacolo di mille povertà il Vangelo può dunque diventare spunto per guardare ancora al futuro, per trovare speranza, per credere nella possibilità del riscatto.

Fonte settimanale “La Voce del Popolo” del 02-11-07 Articolo di Giuseppe Mensi. Si ringrazia Vittorio Ciani per la collaborazione

giovedì 15 novembre 2007

Don Garilli amministratore a Centovera

Comunicato della Cancelleria vescovile

Con atto proprio dell’Amministratore Diocesano in data 12 novembre 2007 il M.R. Garilli don Stefano, parroco di San Giorgio Piacentino, mantenendo i precedenti incarichi, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia di san Giovanni Battista in Centovera, Comune di San Giorgio Piacentino, Provincia di Piacenza, resasi vacante in seguito alla rinuncia dell’ultimo titolare il M.R. Porcari don Giuseppe.
Ed inoltre, nella medesima data, gli è stato conferito l’incarico di amministratore parrocchiale della parrocchia di Sant’Antonino martire in Ronco, Comune di San Giorgio Piacentino, Provincia di Piacenza.

Piacenza, dalla curia vescovile, 12 novembre 2007,

il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi

Prima boa superata, grazie ai naviganti

Nessuna autocelebrazione (anche perché non sarebbe il caso) solo dati. Ho aperto Sacri corridoi 34 giorni fa. Da allora, facendo una media dei programmi di rilevazione statistica, sacricorridoi.blogspot.com ha ricevuto 2.200 visite con un'affluenza media giornaliera di 64 contatti. Le pagine clikkate sono state 3.369 con una media di 99 al giorno. Il sito gemello sacricorridoi.wordpress.com (stessi contenuti ma piattaforma diversa) ha totalizzato 4.031 visite con una media di 118 al giorno. Il 92 per cento dei lettori si collega dall'Italia, il 2 dagli Stati Uniti, l'un per cento dal Brasile, lo 0,6 da Polonia e Gran Bretagna. Seguono una dozzina di altri stati con percentuali più basse. Un segno che il nostro servizio quotidiano, oltre al totovescovo, può interessare anche oltrefrontiera. Grazie di cuore a tutti i naviganti: la prima boa è stata superata.

mercoledì 14 novembre 2007

Don Tammi: "Piacenza fa parte della mia vita"

Don Paolo Tammi:"Piacenza è la mia seconda patria"
Papà di Pianello, vocazione in Valnure, ordinazione a Roma,
la storia del parroco piacentino che oggi celebra i funerali più difficili:
quelli di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso domenica in un autogrill


il testo integrale si può leggere su Libertà di oggi, 14 novembre 2007

Piacenza
(fed.fri.) «Piacenza mi è cara perché é la città di mio papà ormai defunto. Lui era di Pianello Val Tidone, ma io ho passato tanto tempo a Pontedellolio, dove erano le mie zie. Avevamo lì una casa, vicino Riva, ormai venduta. E a Riva sono sepolti i miei parenti, a parte papà che è qui a Roma. L’ultima zia è morta l’anno scorso ma una cugina c’è ancora e vive a Villò con marito e figli». Don Paolo Tammi, 51 anni, è l’unico parroco piacentino a Roma: «Piacenza fa parte della mia vita». È internet che mantiene i legami e che lo ha informato del trasferimento del vescovo Luciano Monari: «Ogni giorno seguo la vita della chiesa piacentina collegandomi ad internet. Capisco la tristezza per la partenza di monsignor Monari. L’ho conosciuto anch’io e forse lui si ricorda di me. Credo sia giusto che i laici discutano del loro nuovo vescovo ed esprimano ansie, timori, speranze e qualche preferenza. La Chiesa è soprattutto questo! Non sarà facile sostituire Monari. Posso dire che nel rosario prego anch’io spesso per questa intenzione perché Piacenza mi è davvero cara ed è per me una seconda città». Indicazioni sul successore? «Sul totovescovo non saprei che dire, diciamo che il mio voto è per lo Spirito Santo che ...qualche volta, fa i vescovi anche Lui».

Un prete piacentino per l'addio al tifoso ucciso


Un prete piacentino per l'addio al tifoso ucciso
Don Paolo Tammi, parroco a Roma,
celebra oggi i funerali di Gabriele Sandri



Il testo integrale dell'articolo si può leggere sull'edizione di Libertà di oggi, 14 novembre 2007

Piacenza-
La tragedia della morte di Gabriele Sandri, il tifoso ucciso domenica in un autogrill, è molto più vicina a Piacenza di quanto si possa immaginare. Oggi, dal pulpito della parrocchia romana di San Pio X, con la casula di colore viola, in segno di lutto, a celebrare i funerali ci sarà un sacerdote di origini piacentine: don Paolo Tammi (nella foto con il cardinale Camillo Ruini). Incardinato nella diocesi di Roma, don Paolo deve le sue origini a Piacenza, alla sua provincia, alla Valnure. «Piacenza, per me, è una seconda patria - dice - prego sempre per voi». Nato 51 anni fa a Roma, don Paolo Tammi, oltre a tradire un cognome noto a Piacenza, ha vissuto gran parte della sua giovinezza in Valnure, a Pontedellolio, paese natale del padre. La sua vocazione è nata anche qui, all’ombra del Gotico, o meglio all’ombra delle stesse vallate che qualche anno prima avevano donato un vescovo alla chiesa cattolica romana: monsignor Antonio Lanfranchi. Don Paolo (ordinato nel 1982 in Santa Maria Maggiore) è un “semplice” parroco della chiesa dedicata a San Pio X, a Roma, quartiere Balduina. La stesso nel quale abitava il tifoso ucciso domenica. «Lo conoscevo di vista - dice al telefono - ha fatto la cresima da noi nel ’96. La famiglia è sempre stata nella nostra parrocchia». «È una cosa allucinante - riflette -. Io non credo che nessuna morte sia giusta, ma questa è veramente assurda, le dinamiche oggi sono colpose ma non lo sappiamo. Vedersi morire una persona così... non un ragazzo violento, una persona assolutamente normale». «Un po’ particolare, come tutti i tifosi - si scorge un poco di simpatia per la categoria -. Peraltro sono tifoso anch’io. Del Piacenza? Mi spiace, del Cagliari, per una lunga storia iniziata negli anni Settanta». Oggi lo aspetta il giorno più pesante della vita di parroco: «Non so che cosa dirò al funerale, mi affido a Dio. Certamente dovremo placare gli animi, ma dovremo anche parlare di giustizia, perché questa è stata un’ingiustizia solenne. Cercherò di dire cose semplici». «Parlerò di resurrezione - continua - della tensione interna tra il perdono e la giustizia che c’è nell’animo di ogni persona. Il credente è chiamato al perdono: Gesù dice di perdonare fino a 70 volte sette. Al perdono però ci si arriva un po’ per volta. Io mi auguro che la famiglia e gli amici ci arrivino presto. Anche la rabbia è però comprensibile, non possiamo coprirla di moralismo». «E poi comunque - non le manda a dire - chi sbaglia deve pagare, questo non è contro il Vangelo. L’ha detto anche Gesù, non possiamo mistificare la realtà».
Federico Frighi

martedì 13 novembre 2007

A Piacenza il primo festival della teologia

“…ma liberaci dal male”
Prologo, Festival della Teologia

Piacenza, Palazzo Fogliani
Via San Giovanni, 7
Venerdì 16 novembre 2007
Ore 18

Il 16/17/18 maggio 2008 la città di Piacenza ospiterà il ‘Festival della Teologia’ nella sua Prima Edizione intitolata ‘…ma liberaci dal male’, organizzata dall’Associazione Teologica di Piacenza, presieduta dal professor Enrico Garlaschelli, in collaborazione con la società Cenacolo Srl.

Si tratta di un’iniziativa di richiamo nazionale, un momento di approfondimento e di riflessione dedicato alla teologia ed agli studi teologici e liturgici al quale saranno presenti personalità di spicco come il teologo e sacerdote cattolico svizzero Hans Kung.

La scelta di Piacenza non è casuale: la città emiliana è infatti nota per essere stata, ed essere tuttora, la sede di prestigiose istituzioni religiose a carattere sia formativo che puramente speculativo. Il Festival prevede una serie di eventi di forma eterogenea: da conferenze, tavole rotonde, seminari di studio e lectio magistralis, a concerti, mostre documentali e d’arte visiva, che accompagneranno il visitatore a compiere un percorso di scoperta di Dio in tutta la sua complessità.

Il primo appuntamento coincide con la presentazione ufficiale dell’evento che si terrà a Piacenza il 16 Novembre all’interno di una prestigiosa location, Palazzo Fogliani a Piacenza, per anni luogo piacentino per eccellenza dedicato alle riflessioni teologiche, sede delle Associazioni Cattoliche piacentine e insigne esempio dell’architettura cittadina, contenente, tra le altre, opere di Giovanni Evangelista Draghi risalenti al XVII secolo.
All’evento parteciperanno le autorità politiche ed economiche locali, studiosi, esperti del settore e semplici interessati ai temi trattati nonché le aziende potenziali sponsor dell’iniziativa; per l’occasione avremo nella veste di moderatore il giornalista e saggista de Il Corriere della Sera Armando Torno.

Il programma della serata prevede i seguenti interventi:

Armando Torno Giornalista e Saggista, Corriere della Sera
Don Giuseppe Lusignani Direttore Ufficio Beni Culturali, Diocesi di Piacenza – Bobbio
Enrico Garlaschelli Presidente Associazione Teologica di Piacenza

Nella stessa serata gli invitati potranno assistere all’esibizione del Coro della Chiesa Presbiteriana Coreana Chan-Yang che conferisce all’evento anche connotazione ecumenica.
Seguirà un Cocktail.



Per informazioni:
Stefania Perfetti
Cenacolo srl
Tel. 0523 590372
Fax 0523 570391
s.perfetti@cenacolosrl.it


Ufficio stampa:
Letizia Testa
Cenacolo srl
Tel. 0523 590372
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l.testa@cenacolosrl.it

Ancora sul caso del vescovo Bregantini

Torno sul caso del trasferimento del vescovo Giancarlo Maria Bregantini da Locri a Campobasso. Ritengo molto significativa, al proposito, l'intervista concessa dal presule al quotidiano l'Adige del 10 novembre 2007. Bregantini, come molti sanno, è un trentino.


10/11/2007 08:05
RIVA DEL GARDA - «Mi sento come le foglie su un albero in autunno, ma tira un forte vento». Sono le 14.30 e, mentre il sole scende dietro la Rocchetta, il Garda viene spazzato dal «balinòt», il vento che scende da Tenno. È quello il momento in cui al Palameeting arriva monsignor Giancarlo Bregantini, il vescovo trentino di Locri-Gerace trasferito a Campobasso. Torna in mente una delle ultime frasi di Enzo Biagi e ci si immagina un presule smarrito e rassegnato. Ma Bregantini è venuto a Riva, invitato alla convention della Cgm, non per celebrare i funerali suoi e della lotta anti 'ndrangheta in Calabria ma per lanciare un nuovo messaggio di speranza. Monsignor Bregantini, molti pensavano di non vederla qui oggi. «Dico la verità. Inizialmente la mia idea era disdire tutti gli impegni presi. Cambiamo storia e vita, mi sono detto. Sarebbe però stato un po' morire dentro se avessi detto basta e avrei dato ragione a chi sostiene che la Locride senza Bregantini resta orfana. Invece non è così. Ho voluto esserci proprio per dire che nulla cambia. L'albero potato rinasce». I trentini cosa possono fare per Locri? «Continuare a essere vicini alla sua gente. Lo spostamento di sede non significa spostamento di ideali. Io chiedo ai trentini di dimostrare la loro fedeltà alla Calabria come hanno fatto con me. Le cose fatte con i trentini sono efficaci e hanno messo radici buone. Continuate a sostenerle». Ci sono o non ci sono state pressioni per il suo trasferimento? «L'iter è stato talmente rapido da non consentire pressioni. Monsignor Dini, che ha cessato il suo incarico per raggiunti limiti di età, ha chiesto di avere me come successore, tutti i vescovi hanno espresso il loro consenso così come i cardinali in assemblea plenaria. Poi c'è stata la firma del papa, ma è accaduto tutto in poche settimane». Come gliel'hanno comunicato? «Stavolta mi hanno chiamato a Roma, non come quando mi nominarono vescovo di Locri che trovai la lettera fra gli auguri di Natale. In Vaticano sono poi abilissimi (sorride) . Non ti dicono "lei vorrebbe, le piacerebbe", ma "guardi, questa è la lettera del Santo Padre, lei non ci dica se è d'accordo, ma ci dimostri il suo assenso"». Mai pensato di dire no? «Sì, molte volte. Specialmente nei primissimi giorni il combattimento interiore è stato molto molto sofferto. Mi sono sentito come Gesù nell'orto: "Sia fatta non la mia ma la tua volontà". Ho parlato con molte persone, ma alla fine ho pensato che quando si obbedisce si affida la propria storia a chi è più grande di noi». E se avesse detto no? «Difficilmente mi avrebbero mandato. Però nei nostri ambienti, dove tutto si sa un po' alla volta anche sotterraneamente, i preti della mia diocesi ai quali ho chiesto di spostarsi, spesso in modo eroico, mi avrebbero potuto rinfacciare il diniego. Ciò sarebbe stato fonte di un'interiore debolezza e incoerenza che diventa incapacità di proporre cose alte. Se sei capace di dire sì di fronte a cose alte, poi il volo resta alto, altrimenti diventa basso e anche meschino». In questi giorni le sono arrivati messaggi dal Trentino? «Tanti, inizialmente di preoccupazione. Io non potevo rispondere perché dall'alto ti dicono "non smentisca né confermi" che non so nemmeno cosa voglia dire». Chi l'ha sostenuta di più? «Mio fratello Piero. Da buon contadino, quando gli ho chiesto il suo parere, è rimasto in silenzio dieci secondi e poi mi ha detto tre cose: "Hai sempre obbedito e continua a obbedire. Anche noi viviamo diversi stadi, prima eravamo genitori e ora siamo nonni, ma la vita continua. Infine cambiare ti farà bene, ti ringiovanirà». E sua mamma che dice? «Lei ha accompagnato le intuizioni di mio fratello e sta vivendo questo passaggio con grande serenità. Più di una volta mi ha detto "dai che ti passa, non esser così tragico". E poi, in dialetto, "boni e tristi i se trova dapertut". Lei, che ha 87 anni, ha consolato me». Esclude l'ingerenza di poteri forti nel suo trasferimento? «Sì. Piuttosto è adesso che potrebbero innescarsi logiche di innesto di poteri forti nel vuoto che io potrei lasciare. Questo pericolo c'è e per questo ora chiedo a tutti, autorità e semplici cittadini, di riempire questi vuoti con presenze fortificate. Bisogna dimostrare che esiste continuità e dare conseguenti segnali positivi, ad esempio nella scelta del vescovo che mi succederà. Tutto il dibattito di questi giorni servire a far riflettere il Vaticano». È stato rassicurato in questo? «Certo, il cardinale Re mi ha fatto una lunga telefonata per ribadirmi piena fiducia e dire che la mia è stata una promozione». A Campobasso? «Nel senso che il Molise è una regione strategica, perché vicina a Puglia, Campania e Roma. E Campobasso, come metropolia, ogni cinque anni guida la conferenza episcopale». In Molise però non c'è la mafia. «No, ma c'è una politica assistenzialista dominata dalla logica devastante delle raccomandazioni. A noi non tocca vincerle, ma creare una coscienza di pulizia interiore che è attesa dalla gente. Avremo altre fatiche e altre responsabilità». Il governatore trentino Dellai ha però parlato di "segnale inquietante". «Non la scelta ma la consequenzialità potrebbe diventare inquietante se non accompagnata da fatti veri e risposte efficaci. Di certo c'è gente che non dico abbia brindato come ha scritto Gianantonio Stella sul Corriere, ma ha comunque detto che ora è il momento di procedere in maniera forte. Tocca a noi reagire». Qualcuno ha sostenuto che il trasferimento è stato dettato da esigenze di protezione della sua integrità fisica. «Allora è stata un'eccessiva dimostrazione di affetto (ride) . No, guardi, non c'è motivo. Non ho mai attaccato personalisticamente la 'ndrangheta. La nostra tattica non è mai stata quella del muro contro muro perché la mafia se la contrasti in modo diretto, la rafforzi. Fai sapere loro che sono troppo importanti. Bisogna invece ridicolizzarla e svuotarla dall'interno come ha fatto Saviano con il suo libro "Gomorra". È un intellettuale ma fa più rumore di mille poliziotti o di tanti giudici perché ha fatto apparire la mafia cretina, stupida e vuota. La mafia è veramente fragile, si riveste della corazza che le diamo noi attribuendole forza. Lo insegna il libro dei Promessi Sposi: don Rodrigo e l'innominato erano paurosi. Il primo lo affronta fra' Cristoforo con quel dito alzato e il monito "verrà un giorno" che poi sarà vincente, l'innominato viene sconfitto dalla fragilità di Lucia che in realtà è più forte di lui». I ricordi più belli di questi 13 anni? «Sono i momenti in cui ho condiviso le lacrime e le paure della gente più fragile. L'ultimo è stato quando, io vescovo, ho partecipato ai funerali di un ragazzo suicida, Bruno Piccolo, il teste chiave nelle indagini per il delitto Fortugno. La mafia gli aveva bruciato il terreno attorno, togliendoli la speranza di una onorabilità. Lui era un "infame". Ai funerali non c'era né sindaco, né polizia, né magistratura, né la famiglia Fortugno, nonostante sia stato merito suo la scoperta degli assassini. Ho denunciato tutto questo in prima pagina nella mia rubrica sul Quotidiano di Calabria e il mio attacco diretto ha provocato un sacco di fastidio. Ma la Chiesa deve schierarsi laddove ci sono più lacrime. Se non sono consolate, le lacrime diventano macigni che ti impediscono di sperare, ma se sono consolate da una mano che ci sta vicino, le lacrime ti aiutano a sperare. Compito della Chiesa è consolare il popolo e schierarsi con chi ha sofferto di più. Io, consolando, ho dato una lezione di chiarezza a chi non lo fa, come spesso accade con le forze politiche o quelle del male».
Guido Pasqualini

lunedì 12 novembre 2007

Il cardinale Re dal Papa, nomine in vista

Piacenza - Questa mattina, tra gli altri, il Papa ha ricevuto in udienza il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i vescovi (fonte bollettino Santa Sede). E' probabile che questa settimana ci siano alcune nomine vescovili riguardanti anche diocesi italiane. Si veda, ad esempio, la diocesi di Vittorio Veneto con monsignor Corrado Pizziolo (attualmente vicario generale di Treviso) e, forse, quelle di La Spezia e Savona-Noli. Per queste ultime si parla del salesiano don Alberto Lorenzelli e di monsignor Francesco Moraglia. Si tratta di diocesi la cui vacanza è cronologicamente anteriore a quella di Piacenza-Bobbio. Seppur di poco: Vittorio Veneto dal maggio 2007, Savona dai primi giorni del luglio 2007. La Spezia ha invece il vescovo Bassano Staffieri che ha compiuto i 76 anni. Ecco perché si prevede che la definizione di Piacenza-Bobbio (e di Parma) slitti alla settimana prossima.

domenica 11 novembre 2007

Ambrosio vescovo a Piacenza, è il candidato di Bertone

Ambrosio vescovo a Piacenza, è il candidato di Bertone
In vantaggio al ballottaggio con De Scalzi,
gode della simpatia e della stima di Benedetto XVI


per l'articolo completo si legga Libertà di oggi 11 novembre 2007


Piacenza - Gianni Ambrosio, Erminio De Scalzi e poi ancora Gianni Ambrosio. Dovrebbe essere il monsignore assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica il successore del vescovo Luciano Monari alla guida della diocesi di Piacenza-Bobbio. Non c’è ancora nero su bianco ma l’alto prelato vercellese si sarebbe aggiudicato il ballottaggio con l’abate di Sant’Ambrogio, il vescovo Erminio De Scalzi, uno degli ausiliari di Milano. È questo almeno l’intendimento di una parte dei componenti della Congregazione per i vescovi che si riunirà nei prossimi giorni per definire i nuovi pastori delle diocesi emiliane da tempo in lista d’attesa (Piacenza-Bobbio e Parma). Ed è questo il nome che porterà nella sacra congregazione uno dei suoi membri, il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, il quale, a quanto pare, ha dalla sua il diretto superiore: Benedetto XVI. Se il Motu Proprio papale per la liberalizzazione della messa in latino secondo il sito tridentino è sbarcato a Milano il merito è stato proprio di monsignor Ambrosio che ha celebrato nella cappella della Cattolica.Motu Proprio a parte, voci insistenti su Ambrosio a Piacenza arrivano anche dal clero ambrosiano. L'investitura arriverà dalla prossima assemblea plenaria (prevista intorno al 22 novembre). Con tutta calma, perché chi in conclave entra Papa - si dice - esce cardinale.
Federico Frighi