domenica 23 dicembre 2007
Ambrosio: occorre un progetto per i giovani
Ambrosio: urgente un progetto educativo
La lezione di mamma Caterina: "Bravo, ti sei meritato
la nomina a vescovo perché hai lavorato, ma il grosso l'ha fatto il Signore"
Milano - È un vescovo fantasista il centosettesimo titolare della cattedra che fu di San Vittore. Un presule che, con la maglia numero 10 della Pro Vercelli, in gioventù serviva assist ai suoi, nelle partitelle d’allenamento contro l’Alessandria di Gianni Rivera (stessa età, 64 anni, che monsignor Gianni Ambrosio compie proprio oggi). Tempi passati. Oggi tifa Juventus e prega per il Piacenza. «So che ne ha bisogno» dice nella sua prima intervista da vescovo eletto. Disponibile con tutti, sua eccellenza è un gentiluomo piemontese, fino a ieri trapiantato fra Milano e Roma, che papa Benedetto XVI° ha scelto come nuova guida della diocesi di Piacenza-Bobbio.Una nomina tanto attesa, da molti auspicata, di cui si era cominciato a parlare addirittura lo scorso mese di agosto.
«Una lunga attesa - precisa - ma una nomina accolta con spirito molto sereno, tranquillo, fa parte della nostra vita; alla fine non sta a noi scegliere ma occorre sentirsi interpellati e poi scegliere ciò che in qualche modo ci è imposto (imposto in senso buono, naturalmente). Perchè c’è un progetto che ci precede, quello di Dio su di noi, che vale per tutto; l’illusione dell’uomo moderno di decidere da solo è molto infantile. C’è la parte della decisione, della scelta, ma anche quella, assai più importante, realizzata da qualcuno che sta in alto e che tesse la trama della storia».
A Piacenza verrà una persona molto importante: mamma Caterina, 90 anni esatti. Madre e consigliere personale.
«La sono andata a trovare l’altra sera. Quando le ho comunicato la nomina mi ha detto qualcosa che non dimenticherò mai. Primo: “Ma è proprio vero?” Secondo: “Ma sei contento?” Terzo, una battuta che è un saggio di teologia. Mi ha guardato e, in piemontese, ha esclamato: "Chi l’arìa mai dilu” (chi l’avrebbe mai detto). Poi vede il mio volto un poco attonito e fa: “No, un po’ te lo sei meritato perché hai lavorato molto, ma il resto l’ha messo Dio”. Vi assicuro che questa è una lezione (gli occhi di monsignor Ambrosio si fanno lucidi, ndr.), meno male che non l’ho detta in pubblico perché sennò mi sarei commosso».«La porterò con me a Piacenza - continua -, spero di trovare qualche persona che mi aiuti a prendermi cura di lei. Lei che ha assistito i genitori, il fratello prete, mio padre Guglielmo, morto due anni fa a 97 anni». Don Gianni (come suggerisce di farsi chiamare al posto di sua eccellenza) ha anche due fratelli, uno di due anni più vecchio ed uno di sette più giovane. Il duomo di Piacenza gli è già caro. «Sulle colonne ci sono le formelle delle arti e dei mestieri - spiega perché - che hanno partecipato alla realizzazione: tra queste quelle dei conciatori, il lavoro di mio padre e di mio fratello più giovane».
Dal 1500 circa ad oggi la diocesi di Piacenza-Bobbio non ha mai avuto vescovi piemontesi. Ambrosio è il primo. Ha girato l’Italia e il mondo ma nel sangue resta sempre legato alla terra di Cavour. «Della piemontesità mi piacerebbe portare a Piacenza la concretezza - dice - il senso rigoroso della vita, l’idea di un progetto da realizzare. Anche questo penso faccia parte della storia piemontese e dunque italiana, che va al di là dei confini, degli steccati. Penso che il Piemonte abbia dato molto in questo senso e se potessimo recuperarne un po’ non guasterebbe, non solo per Piacenza ma anche per l’Italia».
La dimensione dell’ascolto e quella di un progetto educativo concreto. Così il nuovo vescovo si pone rispetto all’ingresso nella sua nuova diocesi: «I Italia abbiamo la cultura dell’orto. È importante, ma occorre andare oltre. L’ascolto del luogo, del territorio, delle sue caratteristiche è fondamentale. L’Italia è lunga, è l’Italia dei canpanili, un difetto ma anche un pregio. La seconda dimensione, quella davvero impegnativa, per un vescovo, per la chiesa, per la diocesi, per le famiglie, per voi giornalisti, è chiedersi che cosa vogliamo costruire, che cosa vogliamo realizzare. O c’è l’impegno educativo per i ragazzi o l’Italia è fallita, non si va molto lontano se non si ha uno sguardo che va oltre, uno sguardo che davvero cerca di realizzare un progetto». «La grande crisi della realtà italiana - ribadisce - è questa: di non pensare al domani. Io vorrei che l’impegno educativo fosse la preoccupazione della nostra chiesa, della nostra famiglia, io lo farò come vescovo ma è l’impegno di tutti, pena la nostra fine. Nella storia noi abbiamo dato tantissimo, oggi non stiamo più dicendo granché».
Monsignor Ambrosio sa che andrà ad “abitare” nel centro storico di Piacenza, vicino ad una zona, quella di via Roma e della stazione, che da tempo si trova ad affrontare, in modo pressante, la questione immigrazione. «Non credo che vi sia una teoria generale applicabile al problema - si dice convinto -. Penso si debbano far convergere due istanze: la prima è quella del cuore aperto e della mano amica verso chi, per tanti motivi, forse anche con molta ingenuità, con molta illusione, cerca di trovare la salvezza qui in Italia; la seconda è che, essendoci qui una società che ha la sua storia, occorre che tale storia venga rispettata da tutti». «Se io vado in india - si spiega meglio - non posso e non debbo non rispettare quei valori fondamentali che hanno fatto la storia dell’India. Saper coniugare le istanze di sicurezza, di integrazione, di accoglienza (ma anche di un certo rigore), non è così impensabile con un po’ più di buona volontà e meno ideologia, la realtà è più grande delle nostre teorie».
Federico Frighi
da Libertà, 23 dicembre 2007
sabato 22 dicembre 2007
Il saluto del sindaco Reggi al vescovo Ambrosio
“Eccellenza, Le porgo il mio più sentito benvenuto, anche a nome della Giunta, del Consiglio comunale e della comunità piacentina, che si prepara ad accorglieLa con sincera partecipazione e profonda devozione.
Piacenza, sono certo, saprà esprimere nei Suoi confronti tutta l’attenzione e tutta la sensibilità che questa città racchiude. Non a caso, questa terra, per tradizione e per vocazione, ha visto affermarsi grandi personalità ecclesiastiche, che hanno prestato il loro servizio a Sua Santità: da monsignor Giambattista Scalabrini, che ha dedicato la sua opera ai migranti del secolo scorso, al cardinale Agostino Casaroli, uomo del dialogo tra la Chiesa e l’Est europeo prima della caduta del Muro di Berlino, fino al cardinale Ersilio Tonini, che con la sua spiccata capacità comunicativa porta le parole del Vangelo ai giovani, anche attraverso i media.
Come sindaco, farò il possibile affinché la collaborazione tra mondo laico e cattolico prosegua proficuamente, come è avvenuto in passato. Sarò lieto e onorato di incontrarLa e di portarLe il saluto di tutti i piacentini”.
L'amministratore diocesano sul nuovo vescovo
Ufficio stampa
Messaggio dell’Amministratore Diocesano
per l’elezione del nuovo Vescovo
Carissimi fratelli e sorelle della Diocesi di Piacenza-Bobbio, gioisco con voi nel comunicarvi il dono del nuovo Vescovo nella persona di Mons. Gianni Ambrosio.
In questo tempo natalizio, caratterizzato dall’amore del Signore che si rende visibile nella tenerezza del mistero dell’Incarnazione, sentiamo di dire un grazie speciale a Dio Padre che ci dona un segno particolare della sua vicinanza, che desideriamo vivere nella fede e nella gioia.
Diciamo grazie al Santo Padre per il dono a noi graditissimo di Mons. Gianni Ambrosio; ma diciamo grazie anche a lui che ha accettato di mettere la sua fede, le sue forze e la sua cultura a servizio della nostra Chiesa e, in collaborazione con i responsabili delle istituzioni civili, al servizio anche della promozione del bene comune di tutto il nostro territorio.
Non ho bisogno di richiamare il ruolo del Vescovo in mezzo a noi, perché gli anni vissuti con il predecessore, il carissimo Mons. Luciano Monari – a cui esprimiamo ancora tutta la nostra gratitudine e il nostro affetto -, ci hanno abituati ad apprezzare e a cercare la parola del Vescovo, a vivere una collaborazione cordiale mai subita e a sperimentare una vita di comunione molto ricca col Presbiterio, con la Comunità diocesana e con tutta la Cittadinanza. Riconosciamo che è stata un’esperienza felice e feconda, che siamo certi continuerà con il nuovo Vescovo.
Nell’attesa di incontrarlo, credo di potergli assicurare, a nome di tutti, la nostra docilità e il l’impegno a costruire una Chiesa sinceramente attenta ai segni dei tempi, ma più che mai decisa a seguire Gesù Cristo. Sono certo di interpretare il desiderio di tutti i fedeli della nostra vasta Diocesi nel dire al nuovo Vescovo: Venga volentieri in mezzo a noi, L’aspettiamo, La ascolteremo volentieri!
Nel messaggio che Mons. Ambrosio ha indirizzato alla nostra Diocesi – messaggio ampio e ricco, che rivela una particolare sensibilità di fede e di cultura - voglio richiamare tre sottolineature che affido alla vostra attenzione, per vivere fin d’ora la nostra comunione con lui e per sostenerlo con la nostra preghiera.
Il nuovo Vescovo, che prima della sua ordinazione episcopale andrà pellegrino in Terra Santa, ci dice che vorrà essere in mezzo a noi “seminatore di speranza” specialmente per i giovani e per i poveri; che eserciterà il suo servizio episcopale come “officium amoris”, come servizio d’amore. Infine mi piace richiamare la Sua attenzione ai nostri numerosi santuari mariani: il nuovo Vescovo esprime il suo intento a volerli visitare al più presto e la richiesta a tutti i pellegrini di accompagnarlo nella preghiera.
Sono atteggiamenti e scelte pastorali che ci convincono, anzi, che ci fanno felici perché vediamo in essi le tracce di un cammino che continua e che potrà crescere ancora di più per la gioia di tutti.
Ringrazio quanti hanno pregato per il nuovo Vescovo, quanti si sono interessati alla sua venuta e sarò lieto di manifestargli di persona la gioia di averlo come nostro Pastore.
Nell’attesa di accoglierlo in mezzo a noi lo affidiamo al Signore e alla Madre di Dio con una preghiera perseverante e concorde.
Mi è stato detto che finché il nuovo Vescovo non prenderà possesso della Diocesi, io debbo continuare nel mio servizio di Amministratore Diocesano. Lo farò come ne sono capace e con la vostra collaborazione.
Colgo ancora l’occasione per augurare a tutti Buon Natale.
Mons. Lino Ferrari
Amministratore Diocesano
Cattedrale di Piacenza, 22 dicembre 2007
Il saluto di Ambrosio ai piacentini
Ufficio stampa
Lettera alla Chiesa di Piacenza-Bobbio
del vescovo eletto monsignor Gianni Ambrosio
1. “Il Signore sia con voi”: mi rivolgo alla Chiesa di Dio che è in Piacenza-Bobbio con il saluto liturgico, invocando su tutti “grazia e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo” (1 Cor 1, 3).
Ho accolto nella fede la decisione del Santo Padre Benedetto XVI - cui esprimo i sentimenti di filiale devozione – di confidarmi il governo pastorale della diocesi di Piacenza-Bobbio. Riconosco nella chiamata del successore dell’apostolo Pietro la voce del Signore che mi manda a servire la Chiesa di Sant’Antonino e di san Colombano. Vengo dunque a voi, fratelli e sorelle, nel nome del Signore, desideroso di amare e di servire questa Chiesa dalle antiche e gloriose tradizioni cristiane.
Sono certo che mi accoglierete nella stessa fede. E così, nel nome del Signore, continueremo insieme, nella docilità allo Spirito, la storia di fede, di speranza e di carità che ha fatto ricca di vita cristiana la Chiesa di Piacenza-Bobbio.
2. In questa vigilia della mia ordinazione episcopale mi recherò ancora una volta in Terra Santa. Da tempo programmato, questo pellegrinaggio con i cari amici dell’Università Cattolica assume per me un significato del tutto particolare. “Sulle orme di Cristo” - vestigia Christi sequentes, come è scritto nel famoso Itinerarium dell’anonimo pellegrino di Piacenza, attribuito per molti secoli a sant’Antonino -, risuonerà in me l’urgenza dell’appello con cui Gesù inaugura la sua predicazione: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1, 15).
Invoco la grazia della conversione, della sequela di Cristo, della fedeltà al Vangelo: la mia vita sia interamente al servizio di Gesù Cristo, il Kýrios, che tutti conduce verso il Regno veniente.
Il dono dello Spirito – attraverso i segni dell’imposizione delle mani dei vescovi celebranti e dell’unzione crismale – mi configuri in pienezza a Cristo Pastore e faccia di me, del mio insegnamento e del mio agire un’immagine viva di Cristo, buon Pastore. E così io possa amare, custodire, santificare e governare la Chiesa di Piacenza-Bobbio che mi è stata affidata (cf Lumen Gentium, 20).
Fiducioso nello Spirito che chiama, santifica e manda, affido il mio servizio pastorale all’intercessione di sant’Antonino, di santa Giustina, di san Colombano, amati patroni della nostra Chiesa. Invoco in particolare l’intercessione di un grande vescovo, il beato Giovanni Battista Scalabrini, pastore buono e lungimirante della nostra Chiesa.
Possa anch’io camminare speditamente sulla via della santità ed essere seminatore di speranza viva per i nostri giovani e per tutti quelli che, nella loro povertà e sofferenza, sono i prediletti del Signore. Possa esercitare con entusiasmo l’officium amoris: così sant’Agostino qualificava il ministero del vescovo, chiamato ad essere, sempre secondo sant’Agostino, servus Christi e vox Christi.
3. Alla Chiesa che è in Piacenza-Bobbio chiedo di accogliere con me l’appello di Cristo alla conversione, alla fedeltà al Vangelo e agli impegni del battesimo. Così, come testimoni gioiosi del Signore Gesù, rinnoveremo la grande tradizione spirituale e pastorale della nostra Chiesa aprendola ai nuovi spazi dell’evangelizzazione.
Rivolgo ai carissimi sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose, ai seminaristi, alle comunità parrocchiali, alle aggregazioni laicali, ai movimenti ecclesiali, alle famiglie, ai malati un pressante invito a unirsi alla mia preghiera. Chiedo ai responsabili dei molti santuari mariani sparsi nella vasta diocesi di invitare i pellegrini ad innalzare la loro preghiera alla gloriosa Vergine Maria. Mi recherò presto come pellegrino in questi santuari perché la Madre del Salvatore nostro Gesù Cristo guidi i nostri passi verso Cristo, “vita e luce” degli uomini.
4. Invio un fraterno saluto al caro vescovo monsignor Luciano Monari ringraziandolo per il suo servizio generoso alla Chiesa piacentina-bobbiese: il seme della Parola, da lui profuso con sapienza e con entusiasmo, possa fruttificare in abbondanza. Saluto i vescovi dell’Emilia Romagna con i quali avrò la grazia di fare esperienza di collegialità episcopale. Saluto i cardinali e i vescovi che provengono dal presbiterio di questa Chiesa piacentina-bobbiese. Saluto con affetto l’amministratore diocesano mons. Lino Ferrari e con lui tutto il presbiterio.
Rivolgo infine un saluto rispettoso e cordiale a tutte le autorità civiche e amministrative, ai responsabili delle istituzioni scolastiche e culturali, ai rappresentanti del lavoro e del commercio. Assicuro fin d’ora la volontà di collaborare con tutti per la ricerca del bene comune, per il sostegno delle famiglie e per l’educazione dei giovani, per l’aiuto dei più deboli, per la crescita etica, civile e culturale della nostra terra generosa e operosa.
Nell’ardente attesa di incontrarvi presto, auguro a tutti un Santo Natale e su tutti invoco la benedizione di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.
Cattedrale di Piacenza, 22 dicembre 2007
Ambrosio, un piemontese a Piacenza
Ufficio stampa
Breve scheda biografica
di mons. Gianni Ambrosio
Originario di Santhià, in provincia di Vercelli, dove è nato il 23 dicembre del 1943, monsignor Gianni Ambrosio è stato ordinato sacerdote dell'arcidiocesi di Vercelli il 7 luglio del 1968. In seguito ha compiuto studi di specializzazione a Parigi: licenziato in scienze sociali nel 1970 all’Institut d'Etudes Sociales dell'Institut Catholique (con tesi su «La città e la parrocchia») e diplomato in sociologia della religione nel 1972 all’Ecole Pratique des Hautes Etudes, Sorbona (con una tesi su «Une communauté rurale en voie de transformation: Moncrivello (Italie)»), ha conseguito la laurea in Sacra Teologia nel 1996 a Roma, presso la Pontificia Università del Laterano (con tesi su «La sfida pastorale dei nuovi movimenti religiosi nel contesto socio-religioso italiano»).
Dal 2001 è Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha una delle sue sedi anche nella nostra città di Piacenza. Nel gennaio 2006 è stato riconfermato dal Consiglio Permanente della CEI a questo incarico per un secondo quinquennio.
E’ pure docente di sociologia della religione. Come emerge già dagli studi compiuti, monsignor Ambrosio è un esperto nell’ambito della sociologia della religione. Ed è proprio di questa materia che è docente ordinario presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale.
Monsignor Ambrosio si distingue anche per una prolifica produzione pubblicistica, con studi scientifici pubblicati su riviste specializzate e in numerosi volumi. La modernità e lo stato del Cristianesimo, le sette religiose, l’anima religiosa dell’Europa, il ruolo dell’Università, il tema dell’integrazione, il Concilio Vaticano II: questi sono alcuni dei temi di attualità sui quali più volte, negli anni, lo studioso è intervenuto con i suoi studi.
Il nuovo Vescovo di Piacenza-Bobbio ha sempre mantenuto forti legami con la terra di origine, Vercelli. Per ben tredici anni, dal 1988 al 2001, è stato parroco della parrocchia di san Paolo in Vercelli e come giornalista pubblicista è stato direttore del Corriere Eusebiano, settimanale diocesano di Vercelli, dal 1995 al 2001. Sempre nella sua città è stato assistente spirituale delle Acli e della.
Tra i vari suoi vari incarichi, ricordiamo anche che monsignor Ambrosio è consulente dell'Ufficio Nazionale del Progetto culturale orientato in senso cristiano.
Ambrosio vescovo di Piacenza-Bobbio
Oggi, 22 dicembre 2007, alle ore 12, nella Cattedrale di Piacenza, l'amministratore diocesano mons. Lino Ferrari ha comunicato alla comunità diocesana il nome del nuovo Vescovo - mons. Gianni Ambrosio - che il Santo Padre ha scelto per guidare la diocesi di Piacenza-Bobbio, in sostituzione di mons. Luciano Monari.
Il Collegio dei consultori, il Capitolo della cattedrale, sacerdoti, diaconi e fedeli si erano riuniti alle ore 11,30 per pregare in attesa dell'annuncio. Mons. Ferrari, alle ore 12, nell'ordine ha letto la lettera della Nunziatura, il saluto del Vescovo eletto alla diocesi di Piacenza-Bobbio (allegato), un suo messaggio alla diocesi (allegato).
Allegata pure una breve nota biografia del vescovo eletto mons. Ambrosio.
Oggi pomeriggio mons. Ferrari guiderà una delegazione della diocesi che si recherà a Milano, nella sede dell'Università cattolica, per incontrare il nuovo Vescovo di Piacenza-Bobbio. L'incontro è previsto per le ore 15,30; al termine mons. Ambrosio si è detto disponibile ad incontare la stampa.
venerdì 21 dicembre 2007
Campane a festa per il nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa
Convocazione della comunità diocesana
per l’annuncio del nome del nuovo Vescovo
Domani, sabato, 22 dicembre 2007, alle ore 11,30, in cattedrale, l’Amministratore diocesano mons. Lino Ferrari convoca la comunità diocesana, - Collegio del Consultori, Capitolo della Cattedrale, Collaboratori di Curia, Sacerdoti, Religiosi e Religiose, Seminaristi e tutti i fedeli laici - per comunicare, all’interno di un momento di preghiera, il nome del Vescovo eletto che il Santo Padre ha scelto per guidare la diocesi di Piacenza Bobbio.
Mons. Ferrari ha pure disposto che domani, alle ore 12, tutte le campane della diocesi suonino per sottolineare l’importante avvenimento.
Nuovo vescovo, il Papa ha scelto Ambrosio
Piacenza - Benedetto XVI ha scelto il nuovo vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio. L’annuncio verrà dato domani mattina alle ore 12 in punto nel duomo di Piacenza e, in contemporanea, nell’arcivescovado di Vercelli e nella sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il nome, salvo colpi di scena, è quello di monsignor Gianni Ambrosio, 64 anni, assistente generale della Cattolica. La comunicazione alla diocesi piacentina verrà data nel corso di una solenne cerimonia che si terrà - salvo variazioni dell’ultim’ora - domani mattina nel duomo di Piacenza ed alla quale sono invitati tutti i fedeli e i sacerdoti della diocesi. La decisione ufficiale è maturata solo nelle ultime ore. A confermarlo è stato lo stesso monsignor Lino Ferrari ieri sera a margine della messa dello sportivo, dopo che in giornata si erano già avuti segnali che qualche cosa si stava sbloccando. L’accelerazione risale a non più di una decina di giorni fa.
Se Piacenza-Bobbio avrà un vescovo “sotto l’albero” è molto probabile lo si debba a Santa Lucia. È stata proprio la mattina del 13 dicembre quella illuminante per la diocesi piacentino-bobbiese. In Vaticano si è tenuta la riunione della Congregazione per i vescovi, la tanto attesa assemblea plenaria - più volte sfiorata ma mai decisiva - nella quale i rappresentanti italiani del collegio, presieduti dal loro prefetto, il cardinale Giovanni Battista Re, hanno deciso la terna di candidati da presentare a Benedetto XVI per la scelta. Sarebbe toccato poi, come vuole la prassi, allo stesso cardinale Re di sottoporre i tre nomi al Santo Padre. Cosa che è accaduta, verosimilmente nelle udienze di tabella o di sabato 15 dicembre o di lunedì 17 dicembre, le due occasioni il cui il prefetto della congregazione per i vescovi è stato ricevuto dal Papa (come riportato dal Bollettino quotidiano della Santa Sede).
Una volta scelto il futuro vescovo di Piacenza-Bobbio, la pratica è passata nelle mani della nunziatura apostolica in Italia (l’ambasciata della Santa Sede) che ha, dapprima contatto il prescelto chiedendo se accettasse o meno la nomina. Una chiamata arrivata, anche qui verosimilmente, martedì scorso, quando monsignor Ambrosio ha disertato per improrogabili ed improvvisi impegni concomitanti, la tradizionale messa di Natale dell’Università Cattolica di Piacenza. Poi, l’avviso, sempre del nunzio apostolico Giuseppe Bertello, alle diocesi. All’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari, chiamato al telefono nella giornata di mercoledì, all’arcivescovo di Vercelli Enrico Masseroni e al magnifico rettore dell’Università Cattolica, Lorenzo Ornaghi.
Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi 21 dicembre 2007
Sacri Corridoi, stasera il concerto di Natale
“SACRI CORRIDOI”
sacricorridoi.blogspot.com
presenta
“POP RELIGIOUS SONGS”
Concerto della Solidarietà
A favore della Confraternita della Misericordia di Piacenza
Voce, Giorgia Gazzola
Chitarra, Augusto Martini
Grazzano Visconti (Piacenza)
- Alleluya (di Cohen, rifatto anche dalla cantante Elisa, reso famoso dal film d’animazione Shrek)
- Swing Low (spiritual tradizionale)
- Water is Wide (rifacimento di “E’ giunta l’ora”)
- I was born to love you (di F. Mercury, eseguita seguendo la rielaborazione per voce e chitarra di Tuck&Patty)
- Loving you for ever (di C. King)
- White Christmas (tradizionale natalizio)
- Silent Night (tradizionale natalizio)
- I don't know how to love him (celebre brano del personaggio di Maria Maddalena nel musical Jesus Christ Superstar)
- Happy day (popolare tradizionale)
- Mater Iubilei (canzone composta per Tosca, su parole della preghiera scritta da Giovanni Paolo II)
giovedì 20 dicembre 2007
Natale dello sportivo, il dado di monsignor Ferrari
L'omelia dell'amministratore diocesano di Piacenza-Bobbio, monsignor Lino Ferrari, alla messa dello sportivo lo scorso 20 dicembre al Palabanca
Piacenza - Ero qui anche gli anni scorsi, ma alla destra del vescovo Luciano. A stare al centro mi sento un po’ emozionato questa sera. Sono però contento di salutarvi con i sacerdoti che concelebrano ‑ don Mimmo Pascariello, don Franco Sagliani, don Gianluca Barocelli, don Paolo Camminati, don Gian Piero Franceschini.
Il saluto lo rivolgo, a nome della nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio, alle autorità presenti, agli allenatori e dirigenti, ai genitori, soprattutto a voi ragazzi. Ci scambiamo gli auguri di Natale stasera, ma il motivo più importante del nostro incontro è essere qui con Gesù in mezzo a noi, incontrare Lui nell’Eucaristia.
Ed è stato bello all’inizio quel saggio di sport, per dire: sì, anche lo sport entra nella Messa, perché è la vita che portiamo all’incontro con Gesù.
Ma il primo dono che chiediamo anche stasera è quello della purificazione del cuore, perché quando guardiamo alla nostra vita ci accorgiamo che c’è qualche cosa che non è proprio in sintonia con quello che Gesù si aspetta da noi. Riconosciamo dunque i nostri peccati e domandiamone perdono.
Dio ci vuole bene, e di un amore grande, e da sempre, prima ancora che i nostri genitori esistessero già ci voleva bene.
Il Vescovo Luciano lo scorso anno ha raccontato un aneddoto veramente accaduto a Milano in un istituto Salesiano. Una sera i ragazzi sono già saliti nelle camere per andare a letto, suona il campanello, al direttore don Chiari si presenta un ragazzo sui quindi anni, gli abiti logori, la faccia sporca: ‑ “Non so dove andare a dormire – Come ti chiami? – Carlo – Vuoi mangiare qualche cosa? – No, ho soltanto sonno”. Don Chiari gli indica una stanza augurandogli la buona notte. La mattina dopo si trova nella sala al piano terra, quando vede spuntare Carlo, la faccia ancora sporca come la sera prima: ‑ “Perché non ti sei lavato? – E per chi dovrei lavarmi?”.
“Per chi dovrei lavarmi?”; se nessuno ha a cuore la tua vita, perché impegnarti a faticare per cambiare in meglio?; e non solo per essere pulito e ordinato, ma per studiare, per non essere litigioso, per dedicare tempo agli altri?
Voi, credo ciascuno di voi, ha tante persone che gli vogliono bene ‑ i genitori, i nonni, gli insegnanti, i catechisti, gli allenatori ‑, ma sappiamo anche che c’è un Altro che ci vuole bene, e di un amore grande, e da sempre, prima ancora che i nostri genitori esistessero già ci voleva bene: Dio.
Nella Messa di Natale noi sentiremo il vero motivo che deve portare gioia in noi: Gesù è nato per noi.
È vicino il Natale, una festa bella per tanti motivi, ci sono le vacanze, ci sono momenti gioiosi in famiglia e con gli amici, ma nella Messa di Natale noi sentiremo il vero motivo che deve portare gioia in noi: Gesù è nato per noi.
E quel “per noi” vuole dire: per me, per te, gli sta a cuore la nostra vita, e ha voluto condividerla, non è rimasto in alto mandandoci magari qualche dono, ma è venuto tra noi, si è fatto piccolo per noi.
Questo “eccomi” è quasi un nome che Maria si dà, è come se dicesse: “Io sono Eccomi, ho questo atteggiamento di disponibilità piena”.
Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci ha parlato di Maria, una giovane ragazza ebrea, non ricca e non famosa, che viveva in un piccolo villaggio, Nazaret. Sapeva che il Signore le voleva bene, aveva capito che la vita non bisogna viverla ripiegati su se stessi, ma domandandosi: che cosa piace al Signore? Certo non si aspettava un messaggio da un angelo, e quando l’angelo Gabriele le è apparso per dire: “Dio ti ha scelta per diventare la Madre del suo Figlio”; dopo un momento di turbamento Maria è pronta a rispondere: «Eccomi!» (Lc 1, 38).
Mi ha sempre colpito profondamente quella parola “eccomi”, che vuole dire: “Sono pronta, desidero fare quello che il Signore vuole da me. L’unico desiderio è questo, non ho un progetto mio per la mia vita”. E questo “eccomi” è quasi un nome che Maria si dà, è come se dicesse: “Io sono Eccomi, ho questo atteggiamento di disponibilità piena”.
Certo non è stato facile neanche per Lei mantenersi fedele a quell’”eccomi” in tutti i momenti della vita, anche sul Calvario ai piedi della croce.
Vorrei che davanti al presepe, o andando ancora a Messa al giorno di Natale, noi dicessimo a Gesù il nostro “eccomi”.
Vorrei che davanti al presepe, o andando ancora a Messa al giorno di Natale, noi dicessimo a Gesù il nostro “eccomi”. Quell’eccomi che deve tradursi poi in fatti, in scelte, in comportamenti. Noi lo sappiamo qual è il distintivo del cristiano, ce lo ha detto Gesù:
«Amatevi gli uni gli altri (…). Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli» (Gv 13, 34.35).
Noi siamo testimoni di Gesù, è lo slogan della prossima Giornata Mondiale della Gioventù.
All’inizio ho visto la frase che avevate scritta sulle magliette – “la nostra testimonianza”. Noi siamo testimoni di Gesù è lo slogan della prossima Giornata Mondiale della Gioventù.
E noi siamo testimoni, dunque, di Gesù amando, volendo bene alle persone che abbiamo accanto. E amare vuole dire: mi sta a cuore la vita dell’altro, faccio qualche cosa perché l’altro viva in pienezza, sia contento.
La “regola d’oro”: “Fate agli altri quello che volete che gli altri facciano a voi” (Mt 7, 12).
Potremmo fare mille esempi, però ho trovato leggendo una rivista, una iniziativa che mi sembra bella perché legata al mondo dello Sport, e ve la voglio comunicare. Un gruppo, che si chiama “Sport-fortis”, ha concepito un progetto ‑ avviato tre anni fa in Austria da un gruppo di ragazzi del Movimento dei Focolari che vivono per un mondo unito – che è sintetizzato in un dado, un dado con sei regole che si ispirano alla “regola d’oro”: “Fate agli altri quello che volete che gli altri facciano a voi” (Mt 7, 12).
Speravo di riuscire ad avere tanti dadi da distribuire stasera con sopra le scritte che adesso vi leggerò. Cercate di ricordare queste frasi, chissà che non possa poi fare arrivare alle varie squadre anche il dado che richiami quanto stasera ci diciamo. Le sei proposte del “dado”:
1) Dare il meglio di sé, partecipare con gioia.
2) Essere onesti con se stessi e con gli altri.
3) Non mollare mai, anche quando è difficile.
4) Trattare tutti con rispetto, ciascuno è importante.
5) Gioire del successo altrui come del proprio.
6) Grandi mete si possono raggiungere solo insieme.
Credo che vissute queste regole cambiano la faccia dello Sport. Il suggerimento che viene dato è di “lanciare il dado all’inizio di una gara”, cercando di vivere quella frase che si legge sopra.
Un punto fermo vorrei che rimanesse da questa Celebrazione, mentre ci scambiamo gli auguri di Natale, ed è questo il punto fermo: la mia vita è preziosa, è preziosa. È preziosa per tanti che mi vogliono bene, ed è preziosa per il Signore. Il Natale me lo conferma, perché Gesù è nato anche per me.
Si ringrazia Vittorio Ciani per la collaborazione.
Nominato il nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio
La conferma ufficiale è arrivata dal monsignor Lino Ferrari, amministratore diocesano, alla messa dello sportivo. La Nunziatura apostolica in Italia ha comunicato alla diocesi di Piacenza-Bobbio la nomina del nuovo vescovo, il successore di monsignor Luciano Monari. Su Libertà di domani tutti i particolari ed il giorno dell'annuncio ufficiale.
mercoledì 19 dicembre 2007
Gli auguri dell'amministratore diocesano
Gli auguri di Natale
dell'amministratore diocesano
SABATO PROSSIMO, 22 DICEMBRE, ALLE ORE 11,30,
nella Sala degli affreschi di Palazzo Vescovile (Piazza Duomo, Piacenza) l'amministratore diocesano mons. Lino Ferrari sarà disponibile per registrare, con radio e TV, il messaggio di Natale.
In tale occasione mons. Lino Ferrari sarà a disposizione anche di altri giornalisti che lo volessero incontrare.
Riti natalizi nel Duomo di Piacenza
Ufficio stampa
Riti natalizi nella cattedrale di Piacenza
Di seguito riportiamo le celebrazioni previste nella cattedrale di Piacenza nel periodo natalizio:
Vigilia di Natale
Ore 18.00 Primi Vespri
Ore 18.30 Messa della vigilia
Ore 23.30 Ufficio di Letture
Ore 24.00 MESSA SOLENNE presieduta dall’Amministratore Diocesano mons. Lino Ferrari con la partecipazione della Cappella M° Giovanni e orchestra diretta dal M° Massimo Berzolla
SOLENNITA’ DEL S.NATALE
SS.Messe alle ore 8.30 - 9.30 (in S.Rocco) – 11.00 -12.15 – 18.30
Ore 11.00 Messa solenne parrocchiale presieduta dall’Arciprete della Cattedrale mons. Anselmo Galvani con la partecipazione del Coro di S.Giustina diretto da Simone Fermi
Ore 18.00 VESPRI SOLENNI CAPITOLARI E S.MESSA presieduta dal Presidente del Capitolo Mons. Eliseo Segalini con la partecipazione della Cappella M° Giovanni diretta dal M° Massimo Berzolla
Martedì 26 Dicembre
SS.Messe alle ore 8.30 - 9.30 (in S.Rocco) – 11.00 -12.15 – 18.30
Domenica 30 Dicembre 2007
Ore 11.00 Messa solenne parrocchiale presieduta da mons. Giuseppe Busani per gli anniversari di Matrimonio con la partecipazione del Coro di S.Giustina diretto da Simone Fermi
Lunedì 31 Dicembre 2007
Ore 18.30 Messa solenne con Te Deum presieduta dall’Amministratore Diocesano mons. Lino Ferrari
Ore 23.00 Adorazione in Cattedrale fino a mezzanotte
Martedì 1° Gennaio SOLENNITA’ DI MARIA SS.MA MADRE DI DIO
Giornata della Pace
SS.Messe alle ore 8.30 -9.30 in S.Rocco – 11.00 -12.15 – 18.30
Ore 11.00 MESSA SOLENNE Parrocchiale presieduta dall’Arciprete della Cattedrale mons. Anselmo Galvani
Ore 18.00 VESPRI SOLENNI CAPITOLARI
Ore 18.30 MESSA SOLENNE presieduta dall’Amministratore Diocesano mons. Lino Ferrari
DOMENICA 6 Gennaio SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA
SS.Messe alle ore 8.30 - 9.30 (in S.Rocco) – 11.00 -12.15 – 18.30
Ore 11.00 MESSA SOLENNE Parrocchiale presieduta dall’Arciprete della Cattedrale mons. Anselmo Galvani
Ore 18.00 VESPRI SOLENNI CAPITOLARI
Ore 18.30 MESSA SOLENNE presieduta dall’Amministratore Diocesano Mons. Lino Ferrari
PRESEPI IN CATTEDRALE:
Nel transetto di sinistra alla Cappella della Madonna del Popolo il presepio allestito dal Liceo Artistico.
Presso la seconda colonna di sinistra entrando da piazza Duomo il presepio allestito dai giovani della Cattedrale con le statue in legno scolpite dall’artista Ada Tassi.
La visita ai presepi è possibile negli orari di apertura della Cattedrale dalla vigilia di Natale all’Epifania, esclusi gli orari delle celebrazioni liturgiche.
CONFESSIONI
Tutti i giorni feriali dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00.
- Domenica e giorni festivi durante le Messe delle 11.00 – 12.15 e 18.30
- Vigilia di Natale come nei giorni feriali e dalle 22.00 alle 24.00
Carols inglesi in Sant'Antonino
Carols inglesi in Sant'Antonino
Piacenza - Nella basilica di Sant’Antonino è in programma un concerto di Natale. Grazie all’interessamento di alcune persone appassionate al canto e alla musica di "qualità”, giovedì 20 dicembre alle ore 21.00, il Coro Giovanile del Civico Istituto Musicale “L.Folcioni” di Crema, diretto dal maestro Giuseppe Costi e accompagnati da Francesca Perotti all’Arpa, proporrà un’ora di canto e musica con repertorio relativo ai carols inglesi del Novecento. Sono canti ormai entrati nella tradizione, sia per essere stati scritti da autori importanti, sia per aver ispirato fantasie e rielaborazioni popolari.
Il concerto - segnala don Giuseppe Basini che regge la parrocchia di Sant'Antonino - sarà anche l’occasione per lo scambio degli auguri natalizi e per "una simpatica sorpresa ai più piccoli".
L'ingresso è libero.
lunedì 17 dicembre 2007
Giovedì il Natale dello sportivo
Piacenza - Il Servizio per lo sport e per il tempo libero della diocesi di Piacenza-Bobbio invita tutti i sacerdoti a concelebrare alla tradizionale S. Messa del “Natale dello sportivo” celebrata da Mons. Lino Ferrari e che vedrà la presenza di atleti, allenatori e dirigenti delle Associazioni e Società sportive di Piacenza e provincia.
L'appuntamento è per GIOVEDI’ 20 DICEMBRE ALLE ORE 18 presso il PALABANCA (ss 10 per Cremona) di PIACENZA.
domenica 16 dicembre 2007
Monari: "Luna Stellata abbia come fondamenta quelle del Signore"
Il vescovo Luciano Monari, sabato 15 dicembre, era a Piacenza l'inaugurazione della nuova se di Luna Stellata, la casa per mamme che vogliono uscire dal mondo della droga e per i loro bambini. Di seguito pubblico l'intervento integrale del vescovo di Brescia.
L’inaugurazione della nuova sede della Comunità "Luna Stellata" suscita in noi sentimenti di gratitudine e di speranza. Anche noi in qualche modo diventiamo cooperatori di Dio ogni volta che in spirito di servizio veniamo incontro alle necessità del prossimo e della comunità. L’aiuto del Signore accompagni sempre il cammino di questa comunità.
Lettura Vangelo di Luca 6, 47-49:
«[47]Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: [48]è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. [49]Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande».
Bisogna trovare quindi delle fondamenta che siano sufficientemente stabili per riuscire a dare una comunità grande, in modo che quando uno si ritrova con gli ostacoli il fondamento mantenga l’unità della costruzione. Così dice il Vangelo, e dice anche che questo fondamento radicato è quello che arriva fino alla parola di Dio, che trova lì le motivazioni ultime della sua realizzazione.
E voglio dire: una casa come questa si può costruire per molti motivi, il motivo è quello del bisogno immediato, il motivo è quello di una comunità come Piacenza che vive la solidarietà e l’amore e l’attenzione e la premura nei confronti degli altri... Se però vogliamo che sia costruita sul fondamento più solido, dobbiamo costruirlo sulla parola di Dio.
E uno dice: "Ma perché? Non basta il senso di solidarietà e di fraternità", ecc.? Va benissimo! Ma la parola di Dio è quella che dice l’amore di Dio per noi; è quella che dice che prima di quello che facciamo noi, prima del nostro impegno e della nostra buona volontà c’è un amore che ci ha raggiunto e che ci ha raggiunto gratis, e ci dice che la nostra vita è fondata sull’amore di Dio.
Allora se questo fondamento rimane solido, se siamo convinti che della nostra vita siamo debitori e in qualche modo ne dobbiamo essere riconoscenti, allora l’attenzione alla vita degli altri viene fuori necessaria. Non è semplicemente una scelta che faccio io quella dell’interessarmi degli altri, è il rendermi conto che io sono così, che io sono fatto, impastato, dell’amore di Dio, e non posso rifiutare l’amore agli altri, non posso perché andrei contro me stesso, negherei il significato della mia vita, toglierei valore alla mia stessa esistenza se non mi prendo cura della esistenza degli altri. Se uno arriva a quel fondamento lì, dopo tutti gli ostacoli che ci possono essere non riescono a distruggere la decisione di fare del bene e di volere bene agli altri, nemmeno le esperienze di delusione o nemmeno le esperienze di non accoglienza o di rifiuto.
Perché istintivamente il discorso è: se io faccio del bene e mi viene restituita la riconoscenza e l’affetto, sono contentissimo e continuo a farlo. Ma se io faccio del bene e quello che io faccio non viene riconosciuto, e non c’è un ritorno, e non c’è un affetto che mi viene donato, mi viene da dire: "Ma chi me lo fa fare?". E invece il discorso è: "chi te lo fa fare" è la tua stessa vita, perché tu sei fatto così, è l’amore di Dio per te; questo non viene meno in nessuna situazione, in nessun momento; e questo ti aiuta soprattutto nei momenti difficili.
Perché nel momento in cui siamo contenti di fare le cose non c’è problema, lo facciamo volentieri e grazie a Dio che è questo. Però possono capitare i momenti della delusione o i momenti della solitudine, i momenti del dire: "non ce la faccio, chi me lo fa fare". Allora lì bisogna che il portamento sia abbastanza profondo per avere delle motivazioni che rimangono, che rimangono di fronte a qualunque risultato.
Bene, posto questo, c’è solo da dire quello che è stato detto all’inizio, cioè la gioia per una Casa come questa, perché è segno di maternità ed è un immenso segno di speranza.
Perché le mamme e i bambini per noi danno questa dimensione di apertura al futuro di cui abbiamo un bisogno enorme. Abbiamo bisogno di speranza che lo possiamo quasi toccare con mano tanto è solido, e realtà come queste un briciolino di speranza sono convincenti.
Allora voglio solo ringraziare chi ha lavorato per la "Casa", voglio ringraziare chi ci lavora dentro. E voglio ringraziare naturalmente le mamme per le quali questa Casa è fatta, perché la responsabilità più grande l’hanno fatta loro con la loro scelta della maternità, che il Signore le benedica e dia a loro la gioia di quello che sono, la gioia di quel bambino che è affidato alle loro mamme per lui. Che sappiano di avere vicino la comunità di Piacenza, che sappiano vedere vicino il nostro affetto e la nostra riconoscenza.
Si ringrazia Vittorio Ciani per la collaborazione.
sabato 15 dicembre 2007
Il Bambino, e il Natale si illumina

Oltre 500 i giovani che ieri sera, provenienti da tutta la diocesi di Piacenza-Bobbio, si sono ritrovati nella basilica di Sant'Antonino per la veglia dell'Avvento. Un appuntamento suggestivo, con un prologo nella piazza davanti alla basilica ed una processione silenziosa nel tempio del patrono illuminato solo da lumini e candele. Poi, all'alleluja, la luce ha illuminato tutti. Riporto l'intervento dell'amministratore diocesano, monsignor Lino Ferrari
Dio ci perdoni il nostro modo di vivere il Natale. C’è la festa, ci sono le luci, i doni, le vacanze, cibi tipici; ci sono gli auguri, pacchi e pacchi che intasano gli uffici postali, e gli auguri scambiati con amici e conoscenti: “buon Natale”. Ma manca Lui, colui che è nato e che da senso alle luci e ai doni e agli auguri. O meglio, Lui c’è, ma rimane troppo spesso fuori dal nostro orizzonte dei pensieri e del cuore, anche mentre diciamo: “buon Natale”. Eppure, un «bambino è nato per noi», ci ha detto il profeta Isaia. Bisogna che quel “noi” non resta indeterminato ma diventi personale – è nato per me, è nato per te. C’era bisogno di quel Bambino perché «il popolo camminava nelle tenebre» , il popolo di allora ma anche la gente di oggi. Mi piace ascoltare con voi una breve riflessione del vescovo Luciano; è anche un modo per sentirlo un po’ presente tra noi. “Quando Dio ha pensato all’uomo lo ha chiamato ad essere suo figlio, ma molte volte l’uomo di oggi appare come figlio di nessuno, sembra che non abbia niente cui potersi appoggiare con fiducia e con serenità. Dio quando ha creato l’uomo lo ha pensato in Gesù Cristo, ma molte volte l’uomo ha i lineamenti della violenza o della cattiveria o dell’egoismo. Quando Dio ha pensato l’uomo lo ha voluto animato dallo Spirito dell’amore, invece molte volte siamo spinti dall’interesse e dalla volontà di prevalere. Insomma, c’è da rifare l’uomo, e certamente non siamo noi che lo possiamo rifare”. Anche qui è importante personalizzare, chiedendomi che manifestazioni ha la “tenebra che mi abita”. Devo esaminare con onestà, per non essere vittima di illusionisti che mi convincono di essere una persona per bene, o di surrogati che sembrano colmare un vuoto che invece rimane.
Il “Bambino” preannunciato dai profeti è nato a Betlemme ‑ per me, per noi ‑ è il Figlio di Dio. Il Figlio di Dio si è fatto uomo perché in Lui gli uomini possano diventare figli di Dio. Siamo nel cuore della fede cristiana. L’eterno è entrato nel tempo perché il tempo possa sfociare nell’eternità. Colui che è ricco si è fatto povero perché noi nella nostra povertà possiamo essere riempiti della sua ricchezza. E Dio non è soltanto il Creatore ma è Padre. E l’uomo che si sente fatto per amare per entrare in relazione con gli altri si scopre capace di relazionarsi con Dio, anzi comprende che è Dio che lo ha pensato e fatto così, perché viva come figlio suo e come fratello degli altri uomini. E la vita acquista allora un volto nuovo, nasce lo stupore e la gratitudine. Proprio per questo è venuto ad assumere una carne umana. Nella nostra vita c’è stato un evento che ha realizzato l’incontro con il Figlio rivelatore del Padre ‑ il nostro Battesimo. Uniti a Cristo siamo diventati figli nel Figlio. E questo dona senso ad ogni mio giorno, ad ogni mia parola, ad ogni mio gesto ‑ mi responsabilizza. Il mio vivere diventa risposta all’amore che mi ha plasmato. La mia vita, la nostra vita, non è più una condanna a faticare per poi morire, ma diviene pienamente dono, senso, possibilità, e nasce il desiderio di condividere il grazie, e l’impegno, con chi ha fatto la stessa scoperta: è la Comunità cristiana. Siamo stati illuminati da Cristo nel Battesimo. Ricordate il cero che viene consegnato, simbolo di Cristo risorto, di Cristo luce. Siamo stati rivestiti di una veste bianca, unti con l’olio profumato, immersi nell’acqua, purificati e rinati, risorti. È iniziato una vita nuova. Perché l’unione con Gesù non venga meno è indispensabile un impegno che ci aiuti a mantenere forte il legame con Dio.
Il Papa incontrando i giovani a Loreto ha detto loro: “Lasciate che questa sera io vi ripeta a ciascuno di voi: se resta unito a Cristo, può compiere grandi cose”. Ecco perché cari amici non dovete avere paura di sognare ad occhi aperti grandi progetti di bene, e non dovete lasciarvi scoraggiare dalle difficoltà. Cristo ha fiducia in voi e desidera che possiate realizzare ogni vostro più nobile e alto sogno di autentica felicità. Niente è impossibile per chi si fida di Dio e si affida a Lui. Guardate alla giovane Maria, l’angelo le prospettò qualcosa di veramente inconcepibile, partecipare nel modo più coinvolgente possibile al più grandioso dei piani di Dio ‑ la salvezza dell’umanità. Dinanzi a tale proposta Maria rimase turbata, avvertendo tutta la piccolezza del suo essere, di fronte all’onnipotenza di Dio, e si domandò: “Come è possibile! Perché proprio io?”. Disposta però a compiere la volontà divina, pronunciò prontamente il suo “sì” e cambiò la sua vita e la storia dell’umanità intera. Abbiamo ripetuto nel Salmo responsoriale: “Luce di gioia, Signore, è la tua parola”. E vogliamo dire: Signore desideriamo che questa Parola illumini davvero la nostra vita, le nostre scelte di ogni giorno. Tu sei l’Emmanuele – il Dio venuto tra noi per rimanere con noi, stabili; ti fai cibo nell’Eucaristia, ti avvicini a noi in ogni fratello, specialmente nei piccoli, nei poveri, nei sofferenti.
Si ringrazia Vittorio Ciani per la collaborazione.
venerdì 14 dicembre 2007
A Brescia Ambrosio a tu per tu con Monari
A Brescia Ambrosio a tu per tu con Monari
Sacri Corridoi, il concerto di Natale
“SACRI CORRIDOI”
sacricorridoi.blogspot.com
presenta
“POP RELIGIOUS SONGS”
Concerto della Solidarietà
A favore della Confraternita della Misericordia di Piacenza
Voce, Giorgia Gazzola
Chitarra, Augusto Martini
Grazzano Visconti (Piacenza)
- Alleluya (di Cohen, rifatto anche dalla cantante Elisa, reso famoso dal film d’animazione Shrek)
- Swing Low (spiritual tradizionale)
- Water is Wide (rifacimento di “E’ giunta l’ora”)
- I was born to love you (di F. Mercury, eseguita seguendo la rielaborazione per voce e chitarra di Tuck&Patty)
- Loving you for ever (di C. King)
- White Christmas (tradizionale natalizio)
- Silent Night (tradizionale natalizio)
- I don't know how to love him (celebre brano del personaggio di Maria Maddalena nel musical Jesus Christ Superstar)
- Happy day (popolare tradizionale)
- Mater Iubilei (canzone composta per Tosca, su parole della preghiera scritta da Giovanni Paolo II)
Giorgia Gazzola
Ha studiato canto lirico con i soprani Raffaella Arzani e Rossella Redoglia conseguendo il compimento inferiore di canto lirico presso il conservatorio “Nicolini” di Piacenza, dove ha studiato anche pianoforte e ha ottenuto la licenza di Teoria e Solfeggio.
Ha all’attivo concerti come vocalist solista, sia in ambito classico che leggero, in diverse formazioni e collabora con il Coro del Teatro Municipale di Piacenza (si segnalano in particolare le partecipazioni alle opere di musica contemporanea: Messa di Cataldo; Messa di Casella; L’Arlesiana di Cilea per la regia di Sgarbi).
Ha collaborato con il gruppo rock Progressive “Big Muff Progect” incidendo un brano di improvvisazione vocale.
Ha inoltre approfondito le tecniche di improvvisazione vocale con Ratchel Gould nell'ambito del "Master di jazz" di Sondrio; armonia con la compositrice Barbara Rettagliati; pianoforte jazz con il maestro Piero Bassini e musica d’insieme jazz sotto la direzione del chitarrista Ettore Quaglia.
Ha insegnato canto moderno presso la Scuola di Musica Comunale “M. Mangia”di Fiorenzuola d’Arda e propedeutica musicale presso le scuole materne.
Attualmente si sta preparando per il conseguimento del diploma di ultimo grado presso L’Accademy Board School of Music di Londra.
Augusto Martini
Dal 1984 al 1989 diventa il direttore del coro di San Giacomo Maggiore a Ponte dell’Olio - Dal 1990 al 2003 collabora con vari cori della diocesi di Piacenza, mentre cresce sempre più la sua passione per la chitarra acustica. - Nel 1997 decide di approfondire gli studi della chitarra frequentando un corso di chitarra jazz presso la Tampa lirica di Piacenza. - dal 2003 riprende la direzione del Coro di San Giacomo Maggiore partecipando a numerose rassegne corali. Nello stesso anno inizia la collaborazione con il maestro Beppe Cantarelli, compositore contemporaneo e autore di numerosi successi di musica Soul&Pop, nonché fondatore del Millennium Choir del quale diventa coordinatore artistico e supervisore tecnico nei numerosi concerti tenuti in tutta Italia fino al 2006. - Nel 2006 collabora con il quartetto d’archi “Helios Quartet” dirigendo l’opera contemporanea di Silvia Colasanti “Movimento di quartetto”. - A settembre 2006 fonda un nuovo coro: “Tre Note Sopra il Cielo” formato da bambini dai 6 ai 14 che ha fatto il suo esordio a Natale 2006 e oggi, ad un anno dalla fondazione ha superato i 30 elementi.
giovedì 13 dicembre 2007
"Noi suore siamo fatte per voler bene"
per il primo compleanno della comunità di accoglienza per mamme con bambini
La casa di accoglienza per mamme con bambini e gestanti (anche minorenni) in situazione di difficoltà, festeggia il suo primo compleanno. Questa casa é nata in collaborazione con il Comune di Piacenza e le suore Gianelline. Alla festa del primo anniversario, martedì scorso, era presente anche la madre provinciale suor Maurizia Pradovera. Di seguito pubblico uno stralcio del suo intervento.
Così mi conoscete, sono la superiora provinciale delle suore Gianelline che dirigono queste case e questa casa. Vorrei dirvi grazie per essere venuti nell’avere accettato il nostro invito.
Si sono messe insieme un sacco di circostanze. Noi volevamo celebrare oggi il compleanno della comunità piacentina che abbiamo iniziato lo scorso anno su sollecitazione del Comune che accoglie le mamme con i bambini, e di una piccola comunità per le ragazze che vivono con noi ma che si stanno avviando alla comunità. Quindi volevamo aprirvi un po’ il territorio facendo questa festa.
Poi il colonnello dei carabinieri di Piacenza Paolo Rota Gelpi mi ha fatto telefonare dicendomi che loro avevano fatto una raccolta per i bisogni del territorio, e hanno pensato di darla alla nostra Comunità, e io ho detto che sono molto contenta, non tanto e non solo per i soldi ma perché bisogna che qualcuno si ricordi che ci siamo anche noi, perché quando ci sono le suore è molto difficile che qualcuno ci ricordi… e allora sono proprio contenta, quindi sono andata a ringraziarlo.
A Piacenza c’era bisogno di una piccola casa per le mamme con i bambini, e noi abbiamo cercato di dare una risposta. Vi dico che il mio intento e quello delle mie suore non è tanto di fare delle grandi cose, ma di creare dei segni che testimoniano l’accoglienza. Io sono
A me preme che chi viene qua dentro abbia quello che serve per vivere, non solo abbia delle cose, ma per esempio possa trovare un ambiente che lo accolga, lo aiuti a rielaborare il proprio vissuto, possa rimanerci un mese, due mesi, tre mesi… non ha importanza, l’importante è che dall’aiuto del percorso vada via con dei valori nuovi. Noi questa stasera ci siamo incontrati per dei valori comuni, c’è il valore della solidarietà, della accoglienza e della condivisione. Io sono suora e logicamente ragiono da suora, personalmente credo che questa sia la logica del Vangelo: il Signore ci ha detto che tutte le volte che noi avremo fatto un gesto di carità, avremo fatto questo gesto a Lui (cfr. Mt 25, 31-46). Questa è un po’ la filosofia dei valori che ci sostengono ed è un po’ la consegna che il nostro fondatore sant’Antonio Maria Gianelli ci ha lasciato, perché Gianelli diceva che la “prima consegna delle Gianelline è quella di saper volere bene”.
Quindi vi ringrazio e vi dico che la nostra struttura è grande ma all’interno di questa struttura ci sono piccoli servizi che hanno solo la pretesa di dare delle piccole risposte ai bisogni del nostro territorio; proprio piccole risposte, noi non abbiamo una grossa utenza, le mamme accolte non possono essere più di quattro, questa piccola “casa famiglia” ha quattro posti letto; la “comunità per le minori” ne ha otto più due per l’emergenza, quindi sono piccoli numeri; ogni comunità è indipendente, di conseguenza fa vita abbastanza autonoma.