martedì 17 febbraio 2009

Nomine, padre Durigon a Roma. Arriva padre Maffioletti

Piacenza - Padre Sergio Durigon lascia la missio cum cura animarum, la grande parrocchia di tutti i migranti della diocesi. Dal mese di marzo sarà a Roma, dove si occuperà della pastorale della comunità brasiliana della capitale in Santa Maria della Luce, in Trastevere. Padre Durigon sarà in pratica il parroco dei migranti “carioca” di Roma, all’interno della locale Cappellania latino-americana. Nato 44 anni fa in Brasile e ordinato nel 1991, padre Durigon è arrivato a Piacenza, da Ravenna, solo tre anni fa. Al suo posto, nominato con decreto vescovile, arriverà padre Gian Mario Maffioletti, di origini bergamasche. Padre Maffioletti, nato a Stezzano, in provincia di Bergamo, nel 1953, è stato ordinato sacerdote nel 1980. Direttore del Centro Studi Emigrazione di Roma, attualmente è amministratore parrocchiale di Bassano.
fri

Il testo integrale su Libertà del 15 febbraio 2009

Domus Justinae: il vescovo Ambrosio custode della cattedrale

Con l’abbraccio ad alcune persone rappresentative del popolo di Dio che è in Piacenza-Bobbio, si conclude la celebrazione della mia ordinazione episcopale in questa Cattedrale dalla bellezza nobile e austera.” Un anno fa con queste parole e con il saluto simbolico a tutte le componenti della nostra diocesi ha iniziato il suo ministero episcopale, il nostro vescovo, mons. Gianni Ambrosio. Un ministero che è stato caratterizzato dalla sua costante presenza in Cattedrale: qui ha voluto essere ordinato vescovo, ha celebrato la prima veglia pasquale, il Natale, i momenti più intensi di preghiera, mostrando sempre grande attenzione verso le diverse componenti della società civile incontrate nelle differenti occasioni. Da subito, chiamandoci “amici”, ci ha invitati, a seguire le orme di Cristo, come il pellegrino scolpito su una formella della Cattedrale, simbolo del suo motto episcopale. Il Duomo, è risultato davvero la casa di Dio e di tutta la comunità, e in tanti hanno potuto sperimentare la delicatezza e la sensibilità del vescovo Gianni. Sin dal giorno della prima visita, ha dimostrato di ammirare e voler valorizzare la basilica Cattedrale, la dove è posta la cattedra episcopale, come ha ribadito in occasione del suo genetliaco (23-12-2008) nell’incontro con i suoi collaboratori; sulla nostra chiesa madre ha espresso anche il desiderio di avere una pubblicazione monografica che possa presentare gli aspetti pastorali, storici e artistici della stessa. Per questo vorrei unirmi a tutti quanti, i nostri vicari per primi, hanno voluto esprimere un profondo ringraziamento a mons. Ambrosio per la sua presenza in mezzo a noi e per la sua capacità di mettersi in relazione con tutti.

Tiziano Fermi,

Presidente Associazione Domus Justinae

lunedì 16 febbraio 2009

L'economista Gotti Tedeschi al consiglio pastorale diocesano

Sabato 21 febbraio riunione del Consiglio Pastorale Diocesano

“Nell’anno pastorale dedicato all’educare, richiamati dall’attuale situazione di crisi economica e sollecitati da diversi interventi del Santo Padre, riteniamo doveroso riflettere sullo stile e sul compito dei singoli credenti e della comunità ecclesiale”: così inizia la lettera che il vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani ha inviato nei giorni scorsi ai vicari episcopali, ai direttori degli uffici e agli stessi consiglieri per invitarli alla prossima riunione del Consiglio Pastorale Diocesano in programma il 21 febbraio prossimo alla Bellotta di Pontenure. Presiederà il Vescovo.
I lavori inizieranno alle 9,15 con la recita dell’Ora Media; alle ore 9.30
analisi del tema: “Educare alla sobrietà e alla solidarietà globale”; introduce il prof. Ettore Gotti Tedeschi; seguiranno interventi in assemblea.
Dopo l’intervallo, alle ore 11.30, informazioni diocesane: “I miei giorni sono nelle tue mani”, il cammino quaresimale diocesano; per una collaborazione tra Oratori e Cooperative di educatori; comunicazione dell’Ufficio pastorale del matrimonio e della famiglia.
Alle ore 13.00 conclusioni del Vescovo su: “Per un discernimento ecclesiale sull’attuale situazione”.
Mons. Busani, nella stessa lettera, ricorda che nella prossima festa di Pentecoste verrà dato l’annuncio della Missione popolare diocesana, pertanto sarà necessario anticipare il prossimo Consiglio pastorale diocesano nel mese di maggio per dedicarlo alla riflessione sulla Missione. Sarà presente don Luigi Mosconi.

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

domenica 15 febbraio 2009

Primo anno di episcopato, il grazie di Ambrosio ma le istituzioni snobbano l'evento

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa



Omelia del vescovo mons. Gianni Ambrosio pronunciata oggi pomeriggio, 15 febbraio, in cattedrale, durante la Messa del primo anniversario di episcopato



6ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
(Levitico 13, 1-2.44-46; 1Corinzi 10,31 – 11,1; Marco 1, 40-45)

Carissimi confratelli nel sacerdozio, carissimi fedeli,

fissiamo bene il nostro sguardo sul gesto che è al centro del brano del Vangelo di questa domenica. Gesù si avvicina a un lebbroso, lo tocca, stabilisce con lui una relazione. Sappiamo che il gesto di Gesù è inaccettabile da tutto il contesto sociale e religioso. Nell’antico Oriente – e non solo – la condanna sociale dei malati di lebbra era molto drastica: i lebbrosi erano costretti a vivere fuori dai villaggi e dalle città. Quando si avvicinavano a un luogo abitato, la legge prescriveva loro di gridare: così le persone sane si allontanavano senza dover incrociare un lebbroso, considerato impuro e peccatore.
Dall’alto della nostra modernità viene spontaneo criticare queste tradizioni del passato e condannare. Meno facile è rivolgere lo sguardo alle nostre abitudini e renderci conto che in ogni tempo sono sempre incombenti i pregiudizi di vario genere. Pur se in forme meno drastiche, anche oggi esiste una censura sociale nei confronti di certe forme di malattia del corpo o della mente, quasi condannando all’isolamento e al silenzio le persone affette da certe malattie. Ma vige anche – non dimentichiamolo - una sorta di pesante congiura del silenzio sul senso della sofferenza, del male, del peccato, della morte.
Ma ritorniamo al gesto di Gesù che tocca il lebbroso. Violando la legge, Gesù si appella a un’altra legge, quella dell’amore, della misericordia, della compassione, della tenerezza. E’ la ‘legge nuova’, che viene dal cuore di Dio, nostro Padre, e che Gesù, il Figlio del Padre, svela a tutti con la sua parola e con i suoi gesti.
E’ molto eloquente anche il gesto del lebbroso che cade in ginocchio di fronte a Gesù e gli grida la sua sofferenza ma anche la sua speranza: “Se vuoi, puoi purificarmi”. In questa preghiera accorata, c’è tutta la fede del lebbroso, una fede forse non ancora precisa su Gesù Cristo ma sincera. E la fede, quando è pura e sincera, incontra sempre la mano amica del Signore che instaura con noi una relazione vitale: così è spianata la strada per il misterioso intervento di purificazione, di guarigione, di perdono, di salvezza.
Gesù tese la mano, lo toccò e gli disse: “Lo voglio, sii purificato”. Non a caso l’evangelista Marco colloca la guarigione del lebbroso tra i gesti che inaugurano il Vangelo. La guarigione di chi vive una condizione di estrema difficoltà e di lontananza, come quella del lebbroso, è molto significativa. Ed avviene grazie alla mano tesa che arriva a toccare il lebbroso, al punto che Gesù stesso, agli occhi della gente, contrae la stessa impurità. Forse per questo, come ricorda l’evangelista Marco, Gesù “non poteva più entrare pubblicamente in una città”. Gesù vince il male non da lontano, ma da vicino, facendosene carico, instaurando un rapporto con chi soffre: ci rivela così l’amore del Padre che si china su di noi.
Se questa relazione vitale con Dio, che ci è offerta in Gesù, è al primo posto della nostra vita, allora possiamo accogliere e vivere, fratelli e sorelle, l’invito dell’apostolo Paolo che, nella seconda lettura, ci prospetta un orizzonte aperto e luminoso: “sia che mangiate sia che beviate …fate tutto per la gloria di Dio”. Tutto è benedetto da Dio, tutto nella nostra vita acquista senso e valore se orientato al Signore. E il Signore con la sua mano ci accompagna nel cammino della vita.

Carissimi fratelli e sorelle,
invochiamo sulla nostra Chiesa di Chiesa di Piacenza-Bobbio questa mano amica che si china su di noi per guarirci dal male e per accompagnarci fino alla pienezza della vita. Al centro dell’arco del portale centrale di questa nostra maestosa cattedrale è rappresentata la mano di Dio che benedice. Vi è anche un’iscrizione: “Ipsius sunt tempora”, a Lui appartiene il tempo, è Lui a guidare il cammino della storia.
In questa fede antica, scolpita dai nostri padri nella pietra della nostra Cattedrale, colloco il mio cammino di pastore di questa Chiesa, a distanza di un anno dalla mia ordinazione episcopale in questa Cattedrale e del mio servizio tra voi. Un cammino breve ma molto intenso, nel desiderio di conoscere il popolo di Dio che il Signore mi ha affidato e di partecipare alle iniziative dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, dei fedeli laici che con amore portano avanti la missione della Chiesa nel vasto territorio della nostra diocesi. Un cammino reso facile, sereno e gioioso grazie alla benevola e generosa accoglienza che mi è stata riservata fin dal giorno della mia ordinazione episcopale e confermata in ogni incontro, dai fedeli delle nostre comunità fino alle autorità civili, che avrei voluto ringraziare, per la loro amicizia e per la loro collaborazione.
Così come ringrazio tutti voi, carissimi fedeli, assicurandovi che ogni volta che passo davanti alla Cattedrale e ne ammiro la facciata, invoco su tutti quella mano benedicente di Dio, raffigurata al centro del portale. La invoco per interrecessione di Maria e dei nostri santi patroni, rendendo grazie al Signore perché molti si prodigano, come l’esperienza mi ha consentito di constatare, ad annunziare e a testimoniare con le parole e la vita che Cristo è davvero colui che ci purifica, ci guarisce e ci salva: egli è “il Salvatore di tutti gli uomini” (1Tim 4, 11).
Insieme ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose contemplative e di vita attiva, ho incontrato uomini e donne che amano il Signore e per amore del Signore si fanno prossimi a coloro che soffrono per le malattie e per le prove della vita. Ho incontrato molti giovani che non hanno paura di prendere in mano il Vangelo, di aprire il loro cuore al Signore e di seguirlo sulla via della santità.
Ho incontrato anche uomini e donne che si dicono lontani. Vorrei dire loro che nessuno è lontano da quella mano benedicente di Dio. Essa è rivolta verso la piazza, verso tutti. E voglio subito aggiungere che anche per me nessuno è lontano, e, per quanto posso, anch’io desidero, anzi tutti noi, come comunità ecclesiale, desideriamo e vogliamo essere segno e strumento di questa vicinanza di Dio a tutti.
Questa sera l’invocazione della mano benedicente del Padre è più solenne, più comunitaria, più liturgica. Dal popolo di Dio qui radunato attorno alla mensa del Signore, sale la preghiera di lode e di ringraziamento: è la nostra preghiera di discepoli di Gesù che “fanno questo in sua memoria”. Con noi, per mezzo dello Spirito, prega Colui è il nostro Pastore, Gesù Cristo nostro Signore. Allora, nonostante la nostra poca fede, nonostante la stanchezza dovuta alle buone intenzioni non sempre realizzate, la nostra santa Chiesa di Piacenza-Bobbio si sente unita al suo Signore, la cui presenza e compagnia non dipendono dai risultati umani, ma dal suo amore. Cristo è con noi e opera in noi per farci partecipi della sua vittoria sulla schiavitù del peccato e su tutti i mali che provengono dal peccato. Sorretti da questa certezza, preghiamo il Signore perché ci aiuti a diffondere attorno a noi la speranza cristiana, di cui tutti abbiamo oggi particolarmente bisogno, anche per superare le molte difficoltà dell’ora presente. Amen.

+ Gianni Ambrosio
Vescovo di Piacenza-Bobbio

La diocesi garante per i prestiti alle famiglie in difficoltà

Piacenza - Un aiuto alle famiglie in difficoltà a causa della crisi economica come gesto segno della Chiesa piacentina in occasione dell’imminente Quaresima. Lo ha preannunciato il vescovo Gianni Ambrosio durante il colloquio con i giornalisti in occasione del primo anniversario del suo ingresso nella diocesi di Piacenza-Bobbio. Parte dalla “Gaudium et spes”, il vescovo, per evidenziare come la Chiesa, soprattutto in questo momento, debba impegnarsi con un segno concreto e tangibile: «Ne parleremo nel prossimo consiglio pastorale per venire incontro soprattutto alle famiglie che sono in difficoltà rispetto alle banche, ragioneremo in particolare su questo».

LA CRISI
Sarà l’economista Ettore Gotti Tedeschi (impegnato nel progetto culturale Cei) a tenere una relazione ai vari rappresentanti delle realtà cattoliche diocesane e a proporre spunti per ribattere alla crisi. Si parla di aiuti alle famiglie con la diocesi garante presso gli istituti di credito, per il pagamento, ad esempio, dei mutui. Ambrosio ci tiene tuttavia a sottolineare come la crisi economica e finanziaria nasca in realtà da un’altra crisi «culturale, etica e spirituale».«Penso sia importante - osserva il vescovo - anche a livello culturale, far valere i valori fondamentali. La grande ricchezza della modernità è stata la specializzazione che ci ha consentito l’approfondimento in vari settori della società. Ad un certo punto, però, abbiamo perso di vista l’insieme, è mancato il dialogo tra i vari aspetti della vita e nella società gli affari sono diventati affari; anche la stessa Chiesa, a volte, sembra essere troppo autonoma disinteressandosi della vita di tutti i giorni. È importante invece riprendere l’orizzonte complessivo e ricordare che l’uomo è sempre l’uomo nella sua interezza».

PIACENZA
«Una realtà ecclesiale e civica con notevoli potenzialità - è convinto Ambrosio -. Ci sono anche aspetti problematici, non solo dovuti alla crisi di tipo economico, ma anche ad una cultura un po’ troppo individualistica. Credo che ci sia anche un eccesso di polemica, i toni potrebbero forse essere più concilianti. La realtà odierna è estremamente complessa ed è importante avere uno sguardo a 360 gradi perchè altrimenti davvero si fa una politica dello struzzo e ci sofferma su un aspetto, dimenticando il resto». «D’altro canto - osserva - fa un po’ parte del nostro essere italiani voler in qualche modo dividerci per tribù di appartenenza». Dal punto di vista ecclesiale Ambrosio rivela di aver notato una vivacità della chiesa piacentino-bobbiense che si esprime in vari modi «con un’attenzione al concreto, all’uomo e alla famiglia». Ancora: «Penso però che occorrerebbe lavorare più insieme affinché tutte queste potenzialità possano dare frutti».

LA MISSIONE POPOLARE
A fine maggio parte la missione popolare. Il vescovo la spiega così: «Sarà un prendere coscienza che abbiamo bisogno di essere rievangelizzati: dobbiamo tradurre in modo concreto e quotidiano quella parola che per noi è luce e speranza. Una missione non solo per i cosiddetti altri, prima di tutto per noi stessi che portiamo un tesoro grande in un contenitore molto fragile. La gente ci ascolterà nella misura in cui il riferimento al Vangelo per noi sarà decisivo».
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà del 14 febbraio 2009

Diocesi, al via la settimana di studi sociali

Diocesi di Piacenza-Bobbio - Ufficio stampa

Dal 26 febbraio al 5 marzo la Settimana di Studi Sociali


Inizia giovedì, 26 febbraio, la Settimana di Studi Sociali organizzata dall’Azione Cattolica e dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale. Si tratta di un importante appuntamento annuale che quest’anno ha il seguente tema: “Liberati dalla paure, testimoni e costruttori di speranza”.
Il primo incontro è fissato per giovedì 26 febbraio alle ore 21, all’auditorium di Sant’Ilario di via Garibaldi, 17. Su “Una società senza speranza?” interviene il prof. Aldo Bonomi, direttore dell’Istituto di ricerca Aaster e consulente del Cnel. Fa, inoltre, parte dell’organismo internazionale di studiosi e imprenditori noto come “gruppo di Lisbona”.
Il secondo appuntamento è per sabato 28 febbraio alle ore 17.45 con un incontro di meditazione e preghiera nella chiesa del Monastero di clausura di via Spinazzi. L’incontro è rivolto a persone impegnate nel sociale e nella politica.
Il terzo incontro, nell’auditorium S. Ilario martedì 3 marzo alle ore 21, vedrà il contributo della prof.ssa Lorenza Violini, professore ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, su “Costruire opere per fondare speranza nel tempo”.
Sempre in S. Ilario giovedì 5 marzo, alle ore 21, è previsto l’ultimo incontro. Sarà ospite mons. Giampaolo Crepaldi, vescovo titolare di Bisarcio, e segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Interverrà sul tema “Donare speranza agli uomini nel nostro tempo”. Prevista in tale occasione la consegna del premio intitolato a Stefania Rossi. I cattolici piacentini con la Settimana Sociale intendono offrire occasioni di ascolto, confronto e discernimento intorno a questioni attuali portando, con incontri e dibattiti, a riflessioni d’attualità.

venerdì 13 febbraio 2009

Consiglio presbiterale, più rigore nell'utilizzo dell'8Xmille

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa

Mass media e amministrazione al
Consiglio Presbiterale Diocesano

Le date principali della prossima Missione diocesana

Mass media, problemi amministrativi e missione diocesana sono stati gli argomenti che hanno segnato una nuova riunione del Consiglio presbiterale diocesano riunitosi giovedì 12 febbraio, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile sotto la presidenza del vescovo mons. Gianni Ambrosio. Ha coordinato i lavoro don Federico Tagliaferri.
In apertura il vicario generale mons. Lino Ferrari ha ricordato che nel periodo intercorso con l’ultima seduta è morto un sacerdote, don Ferruccio Franchi; ha pure citato i sacerdoti ammalati ed ha comunicato altre notizie di vita diocesana: dalla CEI è venuto un nuovo riconoscimento al nostro vescovo, nominato nella Commissione episcopale europea in rappresentanza dei Vescovi italiani. Ha poi ricordato le date dei principali prossimi avvenimenti: il 16 ricorre il primo anniversario dell’ingresso in diocesi del vescovo mons. Ambrosio (una messa verrà celebrata domenica 15 in cattedrale alle ore 18,39), il 21 febbraio è convocato alla Bellotta il Consiglio pastorale diocesano; il 26 febbraio, sempre alla Bellotta, si terrà una giornata di formazione per il clero. Tornerà don Parolari che, questa volta, affronterà il problema delle relazioni.
E’ stato poi discusso il problema delle relazioni tra la Chiesa piacentina e i mezzi di comunicazione locali. Nel complesso il consiglio presbiterale ha avuto parole di ringraziamento verso i mezzi laici di comunicazione, sempre attenti alla vita della Chiesa. Questo non toglie che siano state individuate anche alcune difficoltà che saranno oggetto di un ulteriore approfondimento nella prossima seduta, prevista per il 5 marzo.
E’ stata poi la volta dell’Economo diocesano, don Giorgio Bosini, che ha chiesto al Consiglio di pronunciarsi, con il voto, su alcuni temi specifici, relativi all’amministrazione diocesana. In particolare è stata approvata la proposta di un coinvolgimento delle unità pastorali e vicari episcopali territoriali nella valutazione delle priorità in ordine ai contributi 8xmille (fondo culto) da destinare a ristrutturazione o conservazione del patrimonio immobiliare (chiese-oratori-canoniche). La richiesta è motivata dalla necessità di aiutare le comunità a scelte “condivise” per uscire dall’individualismo, favorire l’ “unità”, garantire trasparenza e legalità.
Così pure è stata accolta la proposta di promuovere, ove necessario, consigli economici interparrocchiali tra le comunità rette ed amministrate da un unico parroco o amministratore parrocchiale.
Recupero “crediti pendenti” per prestiti interni autorizzati o imposti da insolvenze e non restituiti tempo debito: per affrontare questo problema è stato deciso di incaricare il Collegio dei Consultori per trovare soluzioni caso per caso; tale Collegio, se lo riterrà opportuno, potrà ricorrere anche alla sospensione o revoca del legale rappresentante. Sì anche alla proposta per salvaguardare la “dote permanente” della Parrocchia: in proposito è stata accettata la proposta di conformare i contratti di affitto o comodato d’uso dei beni parrocchiali a parametri equi ed adeguati al canone.
Infine sono state comunicate le date principali della prossima missione popolare diocesana. Incontri con il clero: dal 16 aprile al 31 maggio 2009 incontro con don Luigi Mosconi (tra queste due scadenze i vicari episcopali territoriali devono individuare date per incontri nei loro vicariati). Incontri con gli organismi di partecipazione: dal 16 aprile al 31 maggio 2009 con don Luigi Mosconi (Consiglio pastorale diocesano 16 maggio; per i consigli delle Unità pastorali, per gli operatori pastorali e per la consulta delle aggregazioni laicali le date sono da decidere).
L’annuncio della missione sarà dato durante la veglia di Pentecoste prevista il 30 maggio prossimo.
E’poi la volta dei tempi della preparazione: 4 e 5 settembre 2009 convegno pastorale diocesano; ottobre 2009: chiamata dei missionari e preparazione dell’équipe formatori; gennaio –giugno 2010 anno formativo dei missionari nei ritiri spirituali. Infine dal settembre 2010 alla Pentecoste del 2011 celebrazione della missione vera e propria.

giovedì 12 febbraio 2009

Duomo, cordata popolare per restaurare due cappelle

Piacenza - Dopo cento anni stanno tornando a nuova vita le due cappelle principali del Duomo di Piacenza: quella del Santissmo Sacramento e quella della Madonna del Popolo. L’aspetto più confortante, per la Chiesa piacentina, è che tutto questo è stato reso possibile grazie a contributi di singoli benefattori. Niente banche, fondazioni, Cei, ma cordate popolari come era avvenuto mille anni fa quando si decise di iniziare il cantiere della cattedrale. Poco più di 20mila euro il denaro raccolto sotto il coordinamento di Domus Justianae, l’associazione - presieduta da Tiziano Fermi - che raggruppa i volontari del Duomo e si occupa del mantenimento e della promozione della cattedrale.I lavori - eseguiti dalla ditta Spelta (con i restauratori Elisa Sfolcini, Raffaele Guasconi, Giuseppe Borlotti) - sono già terminati per la cappella del Santissimo Sacramento, nel transetto di destra. È stato un benefattore a donare, in memoria di un parente defunto, i 10mila euro necessari. Sono stati restaurati gli affreschi di Eugenio Cisterna, datati inizio Novecento e commissionati dal beato Giovanni Battista Scalabrini. Leggermente più impegnativo dal punto di vista finanziario, qui i fondi sono stati trovati grazie ad una cordata popolare a cui hanno partecipato anche il Capitolo della Cattedrale, il Movimento della Speranza, i commercianti e gli ambulanti di Piazza Duomo e delle vie limitrofe, la Corale Santa Giustina, l’Anspi Domus, l’Associazione Eranos. Utilizzati per il restauro anche i fondi raccolti dalle offerte del calendario 2009 della cattedrale, presentato lo scorso Natale, e la munifica offerta di una famiglia della parrocchia.
fri

Il testo integrale su Libertà del 12 febbraio 2009

mercoledì 11 febbraio 2009

Nella chiesa dei condannati a morte l'ultima messa per Eluana

Piacenza - Una messa nel luogo in cui 600 anni fa si assistevano i condannati a morte. Si è tenuta ieri sera nella chiesa di Santa Maria in Torricella per ricordare la figura di Eluana e pregare per lei. In tanti, poco dopo le 21, si sono radunati nel piccolo tempio di via la Primogenita per la messa officiata, tra gli altri, dal cappellano dell'oratorio, don Lorenzo Buttafava, e dal parroco di Sant'Antonino, don Giuseppe Basini. Tutto è partito da Comunione e Liberazione che ha anche avvisato il vescovo Gianni Ambrosio. Di fronte ad avvenimenti come questi - osserva Luciano Ferrari, responsabile piacentino di Cielle - l'unica cosa che rimane è un'impotenza grande che bisogna riconoscere. Occorre chiedere che qualcun'altro, Dio, ci venga in aiuto». «Perché quanto accaduto - continua - non finisca con la morte di una persona ma, come è stato con Gesù, questa porti ad un frutto grandissimo».
Anche Carlo Dionedi, vice presidente del Forum delle associazioni familiari e coordinatore provinciale dell'associazione Famiglie numerose è proiettato verso il futuro: «Rispettiamo il dolore dei genitori, ma guardiamo avanti affinché questa storia ci serva per fare una legge con il principio di non negare mai a nessuno alimentazione idratazione».
fri

Il testo integrale su Libertà dell'11 febbraio 2009

Conversazioni notturne a Gerusalemme, si presenta il libro del cardinale Martini

Piacenza Oggi, mercoledì, 11 febbraio, alle ore 17.15 presso la sala teatro della Cattedrale, Chiostri del Duomo, 8, il Servizio Diocesano per il Progetto Culturale organizza un incontro-dibattito sul libro “Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede” di Carlo Maria Martini e Georg Sporschill, edito da Mondadori. L’ iniziativa è proposta tutti: a quanti hanno letto questo libro, a quanti lo contestano, a quanti lo amano, a quanti non lo hanno letto ma ne sono incuriositi. Padre Giuseppe Testa, docente di Sacra Scrittura al Collegio Alberoni, e Piergiorgio Poisetti, lettore attento e critico, introdurranno il dibattito sui temi oggetto delle conversazioni notturne dei due confratelli gesuiti. Il “rischio della fede” non risparmia nessuno; ognuno lo affronta come sa e può. Affrontarlo insieme interagendo con uno stimolo tanto alto e coinvolgente non può che far crescere tutti nel coraggio e nella speranza.

martedì 10 febbraio 2009

Il primo anno di Ambrosio a Piacenza

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa

Il vescovo mons. Gianni Ambrosio da un anno
alla guida della diocesi di Piacenza-Bobbio


Il vescovo mons. Gianni Ambrosio sta completando il suo primo anno di episcopato alla guida della diocesi di Piacenza-Bobbio. Nominato vescovo della diocesi emiliana il 22 dicembre 2007, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 16 febbraio 2008 nella cattedrale di Piacenza. In questi mesi, oltre a prendere contatto con la nuova realtà ecclesiale affidata alla sua guida, mons. Ambrosio ha provveduto anche ad emettere importanti documenti pastorali quali le linee presentate in settembre alla Bellotta sull’educazione e la lettera alle famiglie in occasione del Natale.
Il primo anno di episcopato sarà ricordato domenica prossima,15 febbraio, alle ore 18,30, in cattedrale, con una celebrazione eucaristica presieduta dallo stesso Vescovo; il giorno seguente, lunedì, alle ore 11,30, il personale di Curia festeggerà mons. Ambrosio con un incontro alle ore 11,30, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile.

Una lettera alla diocesi di mons. Ferrari e di mons. Busani

In occasione della ricorrenza il vicario generale mons. Lino Ferrari ed il vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani hanno inviato, nei giorni scorsi, una lettera alla comunità diocesana con la quale, dopo aver ricordato il giorno dell’ordinazione, il 16 febbraio dello scorso anno, sottolineano: “Non possiamo dimenticare la gioia di quel giorno: il grande numero di fedeli e di sacerdoti provenienti anche dalle parrocchie più lontane, la presenza di numerosi cardinali e vescovi e del cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato del Santo Padre, il calore dell’accoglienza, il clima di intensa preghiera. Una bella e corale testimonianza di fede e di senso ecclesiale.
“Il Vescovo nella Chiesa è un dono prezioso e una presenza necessaria: garantisce il legame con la fede degli Apostoli, rende possibile la comunione con le altre Chiese, custodisce l’unità tra le varie forme di vita cristiana, promuove l’apertura al mondo e il servizio della carità nella verità.
“Noi siamo grati al Signore per il dono del Vescovo Gianni. Con lui ci siamo posti con entusiasmo rinnovato sulle ‘orme di Cristo’ per lasciarci educare da lui e per seguirlo nel suo stile di vivere le relazione con i discepoli e con la folla. Sotto la guida del Vescovo abbiamo vissuto momenti significativi del nostro pellegrinaggio di discepoli di Gesù: in Cattedrale, ma anche in tante parrocchie; nei luoghi formativi ecclesiali, ma anche in momenti culturali e civili. A tutti il nostro vescovo ha stretto la mano, volentieri si è intrattenuto con le persone, in ogni situazione ha offerto il suo contributo di riflessione utile per un discernimento attento della realtà ecclesiale e sociale. In questo modo abbiamo iniziato a conoscerci e a camminare insieme come pellegrini che non pretendono di raggiungere la meta troppo in fretta, ma che nella gioia e nella fatica dei giorni hanno imparato a mettere i loro piedi sulle tracce lasciate dall’unico maestro, il Signore Gesù”.
I due Vicari concludono facendo riferimento alla celebrazione di domenica prossima: “Per esprimere al Padre un corale inno di grazie e al Vescovo Gianni la vicinanza grata per questo primo anno vissuto insieme, una rappresentanza della comunità diocesana si dà appuntamento in Cattedrale per la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo alle ore 18,30 del 15 febbraio. Invitiamo i sacerdoti e i religiosi a concelebrare, le religiose, le parrocchie, le Associazioni e i movimenti, tutti i fedeli laici a vivere insieme questo significativo momento ecclesiale. L’unità nella preghiera faccia crescere la comunione della nostra Chiesa intorno al suo Pastore”.

domenica 8 febbraio 2009

Ambrosio su Eluana, se manca la tensione verso la vita viene meno l'umanesimo

Piacenza - «Il nostro umanesimo è tale perché è sempre un favor vitae in qualsiasi situazione e circostanza. Ora, se il favore verso la vita viene meno, viene meno la fiducia tra di noi». Il vescovo di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, interviene sul caso Eluana. Lo aveva fatto ieri l’altro dalle colonne del settimanale diocesano il Nuovo Giornale invitando alla preghiera e rifacendosi alle parole del segretario generale della Cei, Mariano Crociata. Stavolta va oltre. Lo stupore e lo sconcerto del vescovo di fronte a quello che sta accadendo è tanto. «Il rapporto tra figlio e padre e padre e figlio, oggi è messo in dubbio, proprio perché viene meno la vita. Questo al di là poi delle forme e delle modalità, di cui si può parlare. Sono stupito di come si possa fare una battaglia su questo caso: è veramente il venir meno dell’umanesimo che ha invece sempre caratterizzato la tradizione non solo cristiana ma umana. È un problema di civiltà». «Mi stupisco - continua Ambrosio - di come persone che vogliono difendere i diritti umani si schierino contro la vita. Perché Eluana, al di là della drammaticità della situazione, è vivente, ha un sondino per nutrirsi ma non ha bisogno di nessuna macchina per respirare e per vivere». «L’ideologia, se davvero impedisce di riconoscere questo dato elementare - evidenzia il vescovo - allora davvero è l’oscurità che annebbia le nostre relazioni. Come possiamo ancora fidarci l’uno dell’altro? L’Europa sta tornando a fare le stesse cose che ha fatto nel secolo passato».«Un certo favor vitae - ribadisce - è indispensabile per avere fiducia tra di noi, sennò l’umanità va verso il buio. Questa è la sostanza. Qui non c’è l’accanimento terapeutico. È il dominio dell’uomo sull’uomo». Lo sconcerto è grande, soprattutto per l’uomo, non solo per la guida della chiesa cattolica di Piacenza-Bobbio: «Dobbiamo riconoscere che la vita non è nostra. E questo non per una motivazione religiosa ma per lo stesso umanesimo, per la pietas umana che anche i pagani avevano e che qui scompare. Poi io trovo ulteriori motivi dentro di me per il fatto di essere un cattolico. Ma qui la religione non c’entra». Il vescovo ha letto e cita l’intervista al medico e cantautore Enzo Jannacci pubblicata venerdì sul Corriere della Sera: «Si dichiara non credente eppure, da medico, non accetterebbe mai l’idea di togliere la vita ad una persona».Che fare ora?«Il cattolico - sostiene Ambrosio - ha l’arma della preghiera, del digiuno, del discutere con gli altri. Ci sono periodi della storia, fasi in cui nessuno vuole più ragionare. È capitato nel secolo scorso e sta capitando anche ora».
fri

Il testo integrale su Libertà dell'8 febbraio 2009

Ambrosio al Sir, l'Europa ha bisogno di un'anima

“In Europa culture differenti si confrontano e si sostengono reciprocamente; è pertanto necessario non stancarsi di promuovere il dialogo tra questi diversi orizzonti di pensiero. Il nostro continente ha tuttavia bisogno anche di un’anima, ossia di una dimensione spirituale e di quell’umanesimo che valorizza la persona nella sua interezza”. E’ quanto afferma al Sir il vescovo di Piacenza–Bobbio, mons. Gianni Ambrosio, da poco nominato dal Consiglio permanente Cei, delegato presso la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). “Sull’Europa – spiega il vescovo - incombe il grave rischio di una visione univoca e piatta, che mortifica l’uomo ed è priva di orizzonti alti, e per questo la sua unità rischia di rivelarsi puramente burocratica. La Chiesa può offrirle l’anima di cui ha bisogno affinché l’uomo europeo possa esprimere il meglio di sé”. “In Europa stiamo conoscendo una sorta di ‘autunno morale e culturale’”, aggiunge Ambrosio riferendosi al crescente secolarismo e individualismo del Vecchio Continente, “e di fronte alle sfide della secolarizzazione credo sia importante riuscire a far comprendere che se andiamo avanti di questo passo sarà presto inverno! Stiamo perdendo di vista ciò che ha fatto grande la nostra cultura e civiltà; è pertanto necessario far riaffiorare i grandi valori e ricollocarli al centro della società europea”.
“Dobbiamo renderci conto che la laicità – o meglio il laicismo – assurta a pseudoreligione che esclude ogni riferimento a principi etici e morali è mortifera. Di qui l’urgenza dell’impegno culturale della Chiesa per far comprendere che se l’Europa si riduce ad insieme di popoli appiattiti sul secolarismo, non avrà più nulla da dire al mondo, che per certi aspetti sembra oltretutto andare in una diversa direzione”. Impegno che, per mons. Ambrosio, deve tradursi in “un’opera capillare di sensibilizzazione e informazione/formazione che consenta ai cittadini di comprendere che nell’Ue una élite agnostica pretende di dettare legge e fare pressione sugli orientamenti morali e culturali dell’opinione pubblica. Lobby pseudoculturali che pur non rispecchiando il sentire comune dei cittadini, di coloro cioè che costituiscono concretamente il tessuto europeo, sono abbastanza potenti dal punto di vista economico/mediatico per influenzarlo, quasi imponendo dall’alto la propria visione del mondo. Per questo – ed è un altro importante compito per la Chiesa - occorre potenziare l’impegno e il dialogo al fine di attrezzare culturalmente e criticamente i cittadini Ue”.

Dal Sir (Servizio informazione religiosa) del 6 febbraio 2009

venerdì 6 febbraio 2009

Ambrosio: per Eluana silenzio e preghiera

Piacenza - Per Eluana silenzio e preghiera. È questo, in estrema sintesi, il senso dell’intervento del vescovo Gianni Ambrosio sul caso di Eluana Englaro dalle colonne del settimanale diocesano il Nuovo Giornale in uscita oggi. Il vescovo Ambrosio si rivolge ai fedeli piacentini utilizzando l’organo ufficiale della diocesi con un messaggio che assume ancor più valore essendo scritto in prossimità della Giornata del malato che si celebrerà domenica. Ambrosio invita i piacentini a fermarsi a riflettere in silenzio e a pregare. Fa riferimento alla Madonna, al santo rosario e, citando il lungo discorso del segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, sul caso Englaro, osserva come «la vera pietà è quella testimoniata dalle suore che hanno accudito Eluana». In gioco, quindi, è «la capacità della nostra società di rendere possibile l’accompagnamento di chi è nella sofferenza e in difficoltà fino ad arrivare al termine naturale della propria esistenza. Senza accanimento né abbandono terapeutico, in un’alleanza non solo tra medico e paziente, ma di tutta la società».
fri

Il testo su Libertà del 6 febbraio 2009

giovedì 5 febbraio 2009

Giornata del malato, una messa e un convegno con Bonadonna

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa

Giornata mondiale del malato:
gli appuntamenti piacentini


L’11 febbraio prossimo la Chiesa celebra la XVII giornata mondiale del malato che ha per tema: “Educare alla salute, educare alla vita”. L’Ufficio nazionale per la pastorale della Sanità della Cei ha, in proposito, diffuso un documento nel quale vengono esaminati i vari aspetti del problema (il testo può essere reperito nel sito internet della Cei)
A Piacenza la ricorrenza sarà ricordata domenica 8 febbraio, alle ore 16, in cattedrale, con una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio. Sono invitati, in modo particolare, medici, operatori sanitari, tutto il personale sanitario, associazioni e istituzioni pubbliche e religiose che operano nell’ambito della sanità.
Mercoledì, 11 febbraio, in collaborazione con l’Ordine provinciale dei medici, l’associazione La Ricerca, l’Ausl di Piacenza e il Nuovo Giornale, la diocesi organizza un incontro, alle ore 17,30, all’auditorium della Fondazione in via Sant’Eufemia 12, sul tema: “Educare alla salute. Educare alla vita. Ritrovarsi nella malattia”.
Con l’introduzione del vicario generale della diocesi mons. Lino Ferrari, Giangiacomo Schiavi, piacentino, caporedattore del Corriere della Sera, e Gianni Bonadonna, oncologo divenuto paziente, presenteranno il loro libro: “Medici umani, pazienti guerrieri. La cura è questa”. Al termine sarà proiettato il video: “Ritrovarsi nella malattia”.

Ambrosio rappresentante della Cei a Bruxelles

Piacenza - Il Consiglio episcopale permanente della Cei, presieduto dal cardinale Angelo Bagnasco, nell’ultima seduta di fine gennaio, ha nominato il vescovo di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, nuovo delegato presso la Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (Comece). Monsignor Ambrosio prende il posto del vescovo di Lodi, monsignor Giuseppe Merisi. La Comece è composta da 21 vescovi delegati delle Conferenze Episcopali dei Paesi dell’Unione Europea: Germania, Austria, Belgio, Scandinavia, Scozia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Francia, Grecia, Ungheria, Inghilterra e Galles, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Repubblica Ceca. La Conferenza Episcopale della Svizzera è membro associato. Il suo Segretariato permanente si trova a Bruxelles, dove il prossimo marzo verrà inaugurata la nuova sede. Obiettivi della Comece sono quelli di analizzare il processo politico dell’Unione europea, di informare la Chiesa sullo sviluppo della politica e della legislazione dell’UE, di promuovere la riflessione, basata sulla dottrina sociale della Chiesa, sulle sfide che interpellano una Europa unita.
fri

Il testo integrale su Libertà del 5 febbraio 2009

lunedì 2 febbraio 2009

Dopo 7 anni torna in Congo il primo prete nero di Piacenza

Piacenza - Dopo sette anni trascorsi nella parrocchia piacentina di San Giuseppe Operaio, è tornato nel suo paese natale don Alfred Bwidi Kitambala (53 anni) - più conosciuto come don Alfred -, il primo sacerdote di colore a svolgere le mansioni di “curato” nella diocesi di Piacenza-Bobbio. Don Alfred è tornato nella Repubblica Democratica del Congo, nella diocesi di Idiofa, 700 chilometri a ovest della capitale Kinsasha. Si occuperà di insegnare nel seminario diocesano. Ordinato in Congo nel 1983, successivamente venne inviato a Roma per studiare. Al termine dei corsi biblici si rese necessaria una parentesi in una parrocchia per fare un po’ di pratica pastorale. L’allora vescovo di Piacenza-Bobbio, Luciano Monari, diede il suo benestare e don Alfred arrivò in San Giuseppe Operaio. A Piacenza prese servizio nel novembre del 2001 come collaboratore del parroco don Giancarlo Conte che gli affidò la cura d’anime soprattutto della chiesa di San Bonico. «Per me don Giancarlo rimane un maestro - dice in occasione del saluto alla parrocchia -. La lettura che abbiamo letto l’altra domenica parlava della chiamata di Samuele da parte del profeta Elia. Samuele non conosceva il linguaggio di Dio ed Elia glielo insegnò. Per me don Giancarlo è stato come il profeta Elia. L’ho invitato in Congo, come tutti i parrocchiani che vorranno venire». «Piacenza mi rimarrà sempre nel cuore - continua -: ho sentito l’accoglienza e la fraternità del clero locale nei miei confronti, prima di tutto del vescovo Luciano e del vescovo Gianni». La situazione che si vive nel resto dell’Italia non è certo rosea e don Alfred è il primo ad ammetterlo. Tuttavia ci tiene ad evidenzioare come in Congo, all’est, si stia verificando una situazione tutto sommato simile all’Italia «con gli altri africani che premono per entrare in Congo». «Come uomo - è convinto don Alfred - penso che l’accoglienza vada bene però occorre stabilire delle regole che devono essere rispettate. L’immigrato non può imporre la sua mentalità ma deve rispettare i costumi di vita italiani con umiltà».
fri

Il testo integrale su Libertà del 2 febbraio 2009

domenica 1 febbraio 2009

Emergenza educativa; per Charmet necessario patto tra scuola e famiglia

Piacenza - Occorre ricostituire l’alleanza educativa tra tutti coloro che hanno responsabilità di questo tipo, primi fra tutti la scuola e la famiglia. Oggi sono ai minimi storici e il patto d’acciaio di una volta tra genitori e presidi non c’è più». È il pensiero del professor Gustavo Pietropolli Charmet, docente di psicologia dinamica all’università di Milano e direttore dell’Istituto Minotauro di Milano, intervenuto ieri pomeriggio al convegno organizzato dalla Casa del Fanciullo (all’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano) quale ultimo atto delle iniziative del sessantesimo anniversario della nascita. «Scuola e famiglia - sostiene Charmet - spesso si trovano su posizioni contrapposte con l’intervento di giudici e avvocati. Oggi più che mai è evidente la loro povertà rispetto alle agenzie che spacciano illusioni, droghe e via dicendo. Solo rivedendo le ragioni del patto si può uscire». Che sia emergenza non ci piove. Ma, secondo Charmet, «è sbagliato pensare ad un’emergenza educativa con riferimento solo e soltanto a bullismo, droga, reati di gruppo. Occorre invece pensare a tutta una serie di comportamenti che i ragazzi intendono normali».«Oggi il contesto socio culturale è diverso dal passato - continua - si vive nella società non solo del consumo ma anche del narcisismo, una società in cui l’aspirare al successo con qualsiasi sistema è ritenuto normale, in cui il potere dei media è di gran lunga superiore a quello della famiglia e della scuola». «Quando parliamo di emergenze - evidenzia Charmet - parliamo di bambini formati dai modelli socioculturali in cui vivono, dalla sottocultura dei media che arriva attraverso la rete, il gruppo, le mode, gli idoli, in un contesto in cui i bambini stessi sviluppano una competenza sociale precoce e sono sempre più autonomi, quindi meno influenzati dalla famiglia». Chi ha una responsabilità educativa si trova di fronte a novità in continuo cambiamento che - fa notare il professore - non sa come gestire. O gestisce male «tornando al maestro unico quando, con i giovani d’oggi, di maestri ne occorrono cinque». «L’emergenza - osserva Charmet - è che ci sono delle novità a cui noi non sappiamo dare il senso». La più significativa è lo «sdoganamento del narcisismo. I ragazzini hanno I’impressione di dover sviluppare il sé, il proprio talento, le proprie capacità, sentono dentro di loro che i genitori e la società li spingono verso il culto della persona. A scapito del mettersi al servizio dell’altro, dell’accettare il sacrificio in vista del bene condiviso». Una volta la crisi adolescenziale era da riscontrare nella ribellione alle regole, oggi, secondo Charmet, nella vergogna: «La vergogna di non essere all’altezza degli ideali narcisistici. Basta poco perché il ragazzino abbia la sensazione di non essere considerato; la sua permalosità è grande». Le vie di uscita sono due: «O sparire, o ritornare cambiati, da vendicatori».
fri

Il testo integrale su Libertà di oggi primo febbraio 2009

sabato 31 gennaio 2009

L'ex lefevriano don Cantoni, negare l'Olocausto è una stupidaggine

Piacenza - «L’uscita di Williamson è stata una sparata. Negare l’Olocausto una stupidaggine. Con quelle modalità allora ci sono anche quelli che dicono che le Torri Gemelle se le sono buttate giù gli americani». A pensarla così è teologo piacentino don Piero Cantoni, ex lefevriano, oggi incardinato nella diocesi di Pontremoli-Massa. Cinquantotto anni, è uscito dai Lefevriani nel 1981, è stato professore di due dei quattro vescovi ai quali il Papa ha revocato la scomunica: l’attuale superiore della Fraternità San Pio X, Bernard Fellay, e monsignor Alfonso de Gallareta. Confessa di avere avuto già allora qualche contrasto con monsignor Richard Williamson e di essere uscito dalla Fraternità anche a causa sua. «È una persona intelligente - ricorda - ma è sempre stato molto drastico. Era anglicano ed è passato dall’anglicanesimo alla fraternità lefevriana. Gli manca quell’equilibrio che secondo me dovrebbe caratterizzare i cattolici: la capacità di fare delle sintesi e non insistere con una contrapposizione continua». «Personalmente il mio atteggiamento sull’Olocausto è di ferma condanna, senza se e senza ma. Mi sembra che non sia simpatico mettere in discussione una cosa del genere. Così come per gli altri genocidi (vedasi gli armeni) che è giusto condannare con ugual forza». Don Cantoni è stato ordinato il 24 dicembre del 1978 a Econe dall’arcivescovo Marcel Lefebvre. «Ero entrato nella Fraternità - racconta - perché una certa idea di interpretare il Vaticano II° non mi andava. Io il Vaticano II° l’ho sempre accettato ma come un concilio che ha aggiornato la fede. Aggiornare la fede non vuol dire cambiarla». «La mia permanenza a Econe mi ha insegnato ad essere più seriamente vicino al Signore. Però ci sono degli errori che mi hanno indotto a uscire: una mentalità che avrebbe portato ad una rottoura che infatti è avvenuta».
fri

Il testo integrale su Libertà del 31 gennaio 2009

Beni culturali, la Chiesa diventa un laboratorio

Piacenza - La Chiesa piacentina diventa un laboratorio di ricerca nel settore della bioedilizia e della sostenibilità del restauro dei beni immobili culturali. Lo fa presentando tre progetti su altrettanti immobili, aventi come denominatore comune il fatto di essere tutti e tre appartenenti al patrimonio ecclesiastico: una residenza in città (Palazzo Fogliani), una casa colonica vicino ad Agazzano (San Pietro in Tranquiano), un complesso parrocchiale (Pieve Dugliara). Uno studio realizzato in fase interlocutoria anche con l’aiuto della Sovrintendenza che ha incoraggiato la ricerca indicando delle strade guida. Se ne parlerà in modo approfondito venerdì 6 febbraio (dalle ore 9) in un convegno alla Volta del Vescovo. L’evento è stato presentato ieri mattina nella sala degli affreschi della Curia di Piacenza da don Giuseppe Lusignani, direttore dell’Ufficio per i beni culturali ed ecclesiastici della diocesi di Piacenza-Bobbio e dai vari attori del progetto. «L’obiettivo è di conservare, mantenere e rendere vivibili gli immobili sacri - osserva don Lusignani -. Come diocesi di Piacenza-Bobbio ci proponiamo di essere attori anche nel campo dell’approfondimento e della ricerca». Uno sguardo al futuro ma anche uno al presente. «È doveroso per i parroci custodire al meglio i beni immobili ecclesiastici - osserva don Lusignani -, questo può voler dire liberare risorse messe poi a disposizione dell’impegno pastorale. In che modo? Con un intervento di restauro appropriato e in una logica di possibile risparmio».
fri

Il testo integrale su Libertà del 31 gennaio 2009