martedì 3 marzo 2009
Addio a don Enzo, il successore di don Zeno a Nomadelfia
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Ruini: deludenti le pastorali di famiglia e matrimonio
La mancata volontà di avere figli è la motivazione più frequente per le avvenute dichiarazioni di nullità. La provincia più coinvolta nelle cause di nullità è stata Modena con 67, seguita da Reggio Emilia con 43, da Piacenza con 38 e da Parma con 35.
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Il testo integrale su Libertà del primo marzo 2009
lunedì 2 marzo 2009
Clausura, no party
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Il testo integrale su Libertà del 2 marzo 2009
sabato 28 febbraio 2009
Nozze religiose, 38 richieste di annullamento
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Il testo integrale su Libertà del 28 febbraio 2009
venerdì 27 febbraio 2009
Morto l'ex rettore del seminario di Bobbio
Genova (era stato ricoverato per un malore improvviso), mons. Colombano
Mazzoni. Nato a Pietranera (parrocchia nel Comune di Rovegno, Genova) il 14 ottobre
1923, era stato ordinato sacerdote a Bobbio l’11 giugno 1949. Ha iniziato il
servizio pastorale come curato a Borzonasca, è stato poi parroco di
Alpicella, quindi Rettore del seminario di Bobbio.
Inoltre è stato direttore dell’Ufficio amministrativo della Curia di Bobbio
e, quando la diocesi è stata unita a quella di Piacenza, ha continuato la
sua collaborazione con il nuovo Vicariato della Val Trebbia.
Nel 1958 ha ricevuto la nomina a Cappellano di SS. con il titolo di
monsignore. Era anche canonico della concattedrale di Bobbio. Da alcuni mesi
si era ritirato nella casa di riposo di Lumarzo - Gattorna nel Genovese.
I funerali si terranno nella mattinata di oggi, venerdì, alle ore 10,30,
nella concattedrale di Bobbio.
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
martedì 24 febbraio 2009
Cattolici e musulmani, un dialogo possibile
Partendo dai documenti ufficiali, i quali si ricordano, ad esempio, che non parla di più conversione ma di dialogo e rispetto per le altre religioni e per coloro che le praticano. Illuminante, a questo proposito, l’osservazione del cardinale Tauran: «Il dialogo interreligioso in un certo senso è una grazia, perché mi mette in continuo stato di vigilanza spirituale; mi spinge ad essere coerente e testimone». Il prossimo appuntamento di Punto Incontro è fissato per lunedì 2 marzo dalle ore 18 e 15 alle 20 nella saletta dei Chiustri del Duomo 12. Si parlerà di “Pluralismo e laicità dello Stato: il caso di Francia, Italia e Quebec”. Introdurrà Donata Horak.
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Il testo integrale su Libertà del 24 febbraio 2009
Al via il corso di restauro degli immobili ecclesiastici
I vantaggi, per il sacerdote, saranno diversi: «Riuscire a perdere meno tempo possibile nella realizzazione dei progetti, avere tecnici preparati anche sugli aspetti più nuovi, creare una rete di scambi e di informazioni». «Far vedere che si è all’altezza dei beni che si vogliono recuperare - evidenzia - ha poi una ricaduta in termini di interesse e fiducia anche per chi un giorno potrà decidere di sostenere i progetti». Poi l’aspetto pastorale insito «nel proporre qualche cosa di importante nella formazione dell’uomo in un determinato territorio».
La peculiarità del corso rende l’iniziativa una delle poche a livello nazionale: «Si tratta di beni storici legati al patrimonio ecclesiastico i cui progetti devono fare in modo di preservare i valori che il bene stesso trasmette. Una chiesa ben restaurata valorizza l’intera comunità parrocchiale».
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Il testo integrale su Libertà
lunedì 23 febbraio 2009
Ambrosio e la crisi: sobrietà, discrezione ed efficacia
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Il testo integrale su Libertà del 22 febbraio 2009
sabato 21 febbraio 2009
Un fondo di carità contro la crisi
Mons. Ambrosio ha riconosciuto che stiamo vivendo momenti di difficoltà e la Chiesa piacentina ha già diverse iniziative in atto, tuttavia intende intervenire anche con proposte specifiche.
La linea degli interventi dovrà essere “sobria”, “discreta” ed “efficace”. Con questo stile dovrà essere portata in primo piano la carità cristiana senza la quale non vi è Chiesa; non c’è nemmeno vita sociale.
Ma come esprimere questa carità sul piano operativo? In tempi brevi verrà costituito un gruppo di persone chiamate a formulare un piano per il reperimento dei fondi necessari e per la relativa distribuzione. Tutto dovrà essere fatto in collaborazione con le istituzioni operanti sul territorio.
Si dovrebbe giungere alla costituzione di un fondo straordinario e per questo verranno mobilitati i canali ordinari della carità diocesana. Nel settore sono operanti la Caritas diocesana, diciassette Caritas parrocchiali, le Conferenze di San Vincenzo, le parrocchie ed altre istituzioni (Azione cattolica, Acli, ecc.). Non si esclude il lancio di una sottoscrizione.
Quali gli obiettivi? Certamente maggiori risorse per quelle istituzioni che già operano nell’aiuto alle persone in difficoltà (sono i canali abituali che recentemente sono già stati potenziati come la mensa della fraternità che apre anche alla sera); un secondo filone è rappresentato dalla costituzione di un fondo di garanzia che possa permettere alle banche di concedere aiuti anche a persone che non sono in grado di fornire le richieste assicurazioni da parte degli istituti di credito.
Infine il piano operativo: qui verrà mobilitata soprattutto la Caritas diocesana che verrà invitata a mettere a disposizione le proprie competenze. Allo stato attuale delle cose non è possibile precisare i tempi di attuazione, ma mons. Ambrosio non ha avuto dubbi: ci si dovrà muovere in tempi brevi.
Mons. Ambrosio è intervenuto, come detto, alla seduta del Consiglio Pastorale Diocesano, dopo aver ascoltato una lunga relazione dell’economista piacentino Ettore Gotti Tedeschi, noto per i suoi interventi sulla stampa specializzata (è anche editorialista dell’Osservatore Romano). Il relatore ha analizzato l’attuale crisi economica, ne ha evidenziato le cause ed ha sostenuto che non si giungerà ad una soluzione se si prescinde da un’autorità morale. L’economia – sintetizziamo il senso della relazione dell’economista – è uno strumento a disposizione dell’uomo; ultimamente è diventata una scienza autonoma come conseguenza di una società che ha smarrito il senso della vita. Questa crisi deriva dalla perdita totale di moralità, è una crisi di valori, non ha motivazioni finanziarie, ma culturali. Gotti Tedeschi ha analizzato il percorso che negli ultimi decenni ha portato a questa situazione soffermandosi sui vari momenti.
Infine le sue proposte: attraverso un modello di vita che faccia riferimento alla sobrietà, i popoli occidentali (Europa e America del Nord) devono aiutare quelli in difficoltà mettendoli in condizioni di partecipare in modo attivo al processo economico (sul modello di quanto è già avvenuto per Cina ed India). Alla base di questa scelta vi sono ragioni etiche, ma non solo: il processo ha anche precise motivazioni economiche.
Altri contributi sono venuti da esponenti della comunità diocesana. Ad esempio don Francesco Cattadori, responsabile dell’ufficio per la pastorale del matrimonio e della famiglia ha richiamato il ruolo della famiglia in questa crisi; il diacono Giuseppe Chiodaroli, direttore della Caritas diocesana, si è soffermato su quanto la Caritas sta già facendo per aiutare persone in difficoltà
Ai membri del Consiglio sono state date informazioni su alcune attività diocesane tra cui le iniziative per la prossima quaresima, la collaborazione tra oratori e cooperative di educatori e i prossimi appuntamenti per la pastorale della famiglia.
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Preti piacentini ai campionati Il Signore scia con voi
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giovedì 19 febbraio 2009
Terza età, l'università studia la crisi
Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa
Primo corso per il 2009 dell’Università per la terza età
Piacenza e la crisi economica
Gli incontri si trasferiscono nella sede universitaria di San Lazzaro
L’Università per la terza età, istituzione creata dall’Azione cattolica diocesana e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha reso noto il programma culturale per il 2209. Sono stati confermati i tradizionali quattro corsi ed il primo, che si articola in sei lezioni, ha come tema "La crisi economica internazionale e il sistema socioeconomico piacentino”. Si tratta di una proposta culturale che ha come referente scientifico il prof. Paolo Rizzi e, novità di quest’anno, non si terrà come è consuetudine, a Palazzo Fogliani, in via San Giovanni 7, ma nella stessa sede dell’Università Cattolica a San Lazzaro.
Il corso – precisa il prof. Rizzi - si prefigge di illustrare da un lato le cause e le conseguenze dell’attuale crisi internazionale e dall’altro i possibili effetti sul sistema sociale ed economico locale. Il corso introduce la crisi internazionale, i fenomeni della finanza, la crisi dei subprime americani e i conseguenti fallimenti bancari analizzando anche le risposte di politica economica negli Stati Uniti e nei paesi europei. Si affrontano poi i problemi conseguenti alla globalizzazione dell’economia, ed i diversi fattori a favore e contro il libero scambio. Seguirà una lezione anche sul ruolo di Internet e della rete in questi scenari per poi passare all’analisi del sistema piacentino studiato sia la lato dell’economia che da quello del welfare e dell’emersione di nuove povertà. Il corso si chiuderà con un intervento sulla visione della Chiesa italiana e sulle possibili risposte in ambito ecclesiale alla difficile situazione sociale ed economica.
Questi i singoli appuntamenti:
- lunedì 16 marzo, prof.
- mercoledì 25 marzo, prof.
- mercoledì 1° aprile, prof.ssa Elena Murelli, docente di Informatica generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Sede di Piacenza. La crisi e l’economia di Internet.
- mercoledì 8 aprile, dott.
- mercoledì 15 aprile, dott.
- mercoledì 22 aprile, dott.
Gli incontri si svolgeranno alle ore 15.30, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (via Emilia Parmense, 84 – Piacenza). L’incontro del 16 marzo si terrà in aula 23; quello dell’8 aprile è previsto in aula 24; tutti gli altri si terranno in aula 21.
Nel corso dell’anno sono previsti altri tre corsi che verranno svolti in sedi diverse: si tornerà anche a Palazzo Fogliani, ma un ciclo di lezioni si terrà anche nell’auditorium di via Sant’Eufemia 12, messo a disposizione dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Lo ha deciso recentemente il comitato direttivo dell’Università per la terza età che da quest’anno è affidato alla guida del prof. Piero Cravedi, ordinario di entomologia della Facoltà di Agraria.
Don Zancani, oggi alle 14 e 30 l'ultimo saluto
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Il testo integrale su Libertà del 19 febbraio 2009
Ufficiale, padre Maffioletti cappellano dei migranti. Durigon a Roma
Con Atto proprio dell’Ordinario Diocesano in data 30 gennaio 2009, in
seguito alle dimissioni legittimamente presentate e accettate del M. R.
Franceschini mons. Giampiero, il diacono permanente Giuseppe Chiodaroli è
stato nominato presidente della Fondazione Caritas diocesana di
Piacenza-Bobbio.
Con Atto proprio dell’Ordinario Diocesano in data 16 febbraio 2009 il M. R.
Maffioletti padre Gianmario della Congregazione dei Missionari di San Carlo
è stato nominato cappellano della “Missio cum cura animarum” con sede presso
la chiesa di San Carlo in Piacenza, in sostituzione del M. R. Durigon padre
Sergio, trasferito ad altra sede per scadenza del mandato triennale.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 16 febbraio 2009 il M. R.
Basini don Giuseppe, attualmente prevosto in Sant’Antonino in Piacenza, è
stato nominato Moderatore dell’Unità Pastorale 1 del Vicariato Comuni di
Piacenza e Gossolengo in seguito a rinuncia legittimamente accettata dell’ultimo
incaricato il M. R. Galvani mons. Anselmo.
Con Atto proprio dell’Ordinario Diocesano in data 16 febbraio 2009 il M. R.
Garilli don Stefano, attualmente parroco di San Giorgio Piacentino è stato
nominato amministratore parrocchiale della parrocchia di San Bartolomeo
Apostolo in Viustino, Comune di San Giorgio Piacentino, Provincia di
Piacenza, in seguito alla cessazione dall’incarico da parte dell’ultimo
titolare il M. R. Campana don Giovanni.
Piacenza, dalla Curia Vescovile, data 18 febbraio 2009,
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi
Don Zancani, il suo cuore per gli scout
«Gli brillavano gli occhi quando parlava della basilica - continua don Basini - e dell’organo che fece restaurare». Una persona umile che viveva per la sua chiesa. I suoi ultimi pensieri sono stati, non a caso, sempre dedicati a Sant’Antonino: «Ci ha invitato ad andare avanti, con fiducia».
«Era un sacerdote molto affabile con la gente e generoso nel suo ministero pastorale - ricorda il vicario generale, monsignor Lino Ferrari -, la sua vita era legata in modo particolare alla parrocchia di Sant’Antonino e alla formazione dei giovani e degli scout. Questi ultimi anni sono stati segnati dalla malattia e dalla sofferenza, ma anche in questo don Gabriele è stato un esempio di serenità e dedizione. Fino all’ultimo ha voluto rimanere in servizio e, quando ha dovuto lasciare, grande è stato il suo dispiacere».
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Il testo integrale su Libertà del 18 febbraio 2009
Il testamento di monsignor Zancani, avanti con fiducia
Nato a Piacenza il 16 febbraio 1938, don Gabriele era stato ordinato sacerdote il 14 agosto 1966. Aveva iniziato il servizio pastorale, come curato, nella parrocchia cittadina di San Pietro per passare nel 1967, con la stessa qualifica, nella parrocchia di Sant’Antonino. Nel 1975 era stato nominato assistente diocesano
dell’Agesci; del 4 luglio 1980 è la nomina a canonico di Sant’Antonino; del 20 settembre 1985 quella di parroco della stessa parrocchia (subentrato a monsignor Carlo Poggi diventato vicario generale e, tre anni dopo, vescovo di Fidenza). Diventato Cappellano di Sua Santità, acquisisce dunque il titolo di monsignore; per motivi di salute rinuncia alla parrocchia il 20 ottobre dello scorso anno. Il vescovo Gianni Ambrosio nomina suo successore don Giuseppe Basini, che negli ultimi tempi lo aveva aiutato nella gestione della parrocchia.
Lasciata la basilica, monsignor Zancani si è ritirato nella casa di riposo San Giuseppe dove è stato assistito fino all’ultimo nella sua malattia. Il direttore Paolo Favari, che lo ha avuto come ospite gli ultimi sei mesi, ne parla come di un uomo di una sensibilità estrema, «che non ha mai abbondonato il suo essere prete, che ogni domenica indossava il clergyman e i paramenti sacri, desideroso di celebrare la messa». Spesso, dalla sua carrozzina, concelebrava in Sant’Antonino la domenica mattina. Ci sarebbe dovuto andare anche domenica scorsa, vigilia del suo compleanno, ma non se l’è sentita. «È rimasto qui, nella cappella della casa di riposo, assieme a monsignor Antonio Bozzuffi» ricorda Favari. La festa si è fatta lo stesso. Bambini, giovani, adulti della parrocchia hanno portato nella casa di riposo di via Morigi cartelloni con disegni, letterine di auguri. Don Gabriele ha gioito e si è commosso.
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Il testo integrale su Libertà del 18 febbraio 2009
mercoledì 18 febbraio 2009
Ambrosio e l'assenza delle autorità, incidente ricomposto
L'incidente diplomatico
Intanto è arrivata in consiglio comunale la polemica su quell’«avrei voluto ringraziare le autorità civili, per la loro amicizia e per la loro collaborazione». Parole pronunciate dal vescovo Ambrosio durante la messa del primo anniversario di episcopato e che sono state interpretate da alcuni come una “frecciata” nei confronti dell’assenza delle istituzioni alla cerimonia. In sede di comunicazioni iniziali il consigliere Carlo Mazza (gruppo misto) ha detto di aver appreso la cosa dai giornali e di essersi meravigliato: «Non vedo perché ad una celebrazione in famiglia avrebbero dovuto prendere parte le istituzioni laiche». Dello stesso avviso anche Carlo Pallavicini (Rifondazione Comunista) che nel suo intervento ha toccato la questione. Pronta la risposta del sindaco Roberto Reggi: «Mi era arrivato un invito informale della Curia e avevo risposto che sarei andato. Poi ho avuto un contrattempo e ho delegato l’assessore Paolo Dosi, il quale, a sua volta è stato trattenuto all’ultimo momento da un incontro con il maestro Riccardo Muti ed ha avvisato che non sarebbe riuscito ad andare. Mi spiace che la cosa sia stata strumentalizzata». Dalla Curia mette la parola fine al presunto incidente diplomatico il vicario generale monsignor Ferrari: «La cerimonia, pur nella sua solennità, era stata pensata come un momento informale di vicinanza al nostro vescovo. Per questo motivo non abbiamo ritenuto di inviare inviti ufficiali ad alcuna autorità».
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Il testo integrale su Libertà del 17 febbraio 2009
martedì 17 febbraio 2009
Padre Durigon, senza proposte i giovani immigrati a rischio malavita
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Il testo integrale su Libertà del 15 febbraio 2009
Morto monsignor Zancani
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Nomine, padre Durigon a Roma. Arriva padre Maffioletti
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Il testo integrale su Libertà del 15 febbraio 2009
Domus Justinae: il vescovo Ambrosio custode della cattedrale
“Con l’abbraccio ad alcune persone rappresentative del popolo di Dio che è in Piacenza-Bobbio, si conclude la celebrazione della mia ordinazione episcopale in questa Cattedrale dalla bellezza nobile e austera.” Un anno fa con queste parole e con il saluto simbolico a tutte le componenti della nostra diocesi ha iniziato il suo ministero episcopale, il nostro vescovo, mons. Gianni Ambrosio. Un ministero che è stato caratterizzato dalla sua costante presenza in Cattedrale: qui ha voluto essere ordinato vescovo, ha celebrato la prima veglia pasquale, il Natale, i momenti più intensi di preghiera, mostrando sempre grande attenzione verso le diverse componenti della società civile incontrate nelle differenti occasioni. Da subito, chiamandoci “amici”, ci ha invitati, a seguire le orme di Cristo, come il pellegrino scolpito su una formella della Cattedrale, simbolo del suo motto episcopale. Il Duomo, è risultato davvero la casa di Dio e di tutta la comunità, e in tanti hanno potuto sperimentare la delicatezza e la sensibilità del vescovo Gianni. Sin dal giorno della prima visita, ha dimostrato di ammirare e voler valorizzare la basilica Cattedrale, la dove è posta la cattedra episcopale, come ha ribadito in occasione del suo genetliaco (23-12-2008) nell’incontro con i suoi collaboratori; sulla nostra chiesa madre ha espresso anche il desiderio di avere una pubblicazione monografica che possa presentare gli aspetti pastorali, storici e artistici della stessa. Per questo vorrei unirmi a tutti quanti, i nostri vicari per primi, hanno voluto esprimere un profondo ringraziamento a mons. Ambrosio per la sua presenza in mezzo a noi e per la sua capacità di mettersi in relazione con tutti.
Tiziano Fermi,
Presidente Associazione Domus Justinae