domenica 7 giugno 2009

Caritas, raccolti 125mila euro per l'Abruzzo

Terremoto ABRUZZO: l’impegno della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio

L’EVENTO
All’alba del 6 aprile un sisma di magnitudo Richter 5.8 colpisce la città de L’Aquila ed i centri limitrofi, causando la morte di 298 persone e l’evacuazione di decine di migliaia di persone.

CARITAS ITALIANA
Prontamente Caritas Italiana si è Caritas Italiana si è attivata per dare sostegno e solidarietà alle popolazioni colpite. Ha attivato un Centro di Coordinamento nazionale presso la parrocchia San Francesco d'Assisi nel quartiere Pettino, periferia ovest de L'Aquila, consolidato dalla presenza di tre operatori stabili, da cui dipendono tutti gli aiuti della rete Caritas alle popolazioni colpite dal terremoto. Il Centro di coordinamento Caritas ha suddiviso il territorio colpito dal sisma in 9 zone omogenee, "affidate" alle Delegazioni regionali delle Caritas diocesane. I gemellaggi prevedono la condivisione con le comunità locali, grazie all'invio di operatori e volontari che, per un lungo periodo svolgeranno opera di ascolto e assistenza delle persone terremotate, soprattutto delle fasce più fragili (anziani, malati, disabili, minori, migranti).

DELEGAZIONE REGIONALE DELLE CARITAS DELL’EMILIA ROMAGNA
Alla Delegazione emiliano romagnola, comprendente tutte le Caritas diocesane della regione, è stata affidata, congiuntamente alla Delegazione Regionale delle Caritas della Puglia, la zona omogenea denominata “L’Aquila Est” e comprendente le parrocchie nella zona Est della città (tra cui Collemaggio, San Giacomo e San Pio X) e due parrocchie della zona montana (Collebrincioni e Aragno). Dopo una visita della delegazione emiliano-romagnola sui luoghi del terremoto allo scopo di prendere contatto con il Coordinamento della Caritas nazionale, il 29 aprile, sono partiti alla volta de L’Aquila i primi volontari della Delegazione per cominciare una presenza stabile a medio-lungo termine nelle zone terremotate. Si tratta di due giovani sposi di Castelnovo Sotto (RE). I gemellaggi sono fondamentali per dare continuità ed efficacia al lavoro di ascolto, aiuto e ricostruzione. Grazie a essi, si crea uno spirito di condivisione e intensa collaborazione tra delegazioni Caritas e comunità terremotate: l’intervento di aiuto non viene calato dall’alto, il territorio diventa protagonista della sua stessa rinascita, il sentimento di comune appartenenza ecclesiale si consolida (esteso anche ad altre pastorali – per i giovani, per la famiglia, ecc. –, che vengono coinvolte nei gemellaggi). Secondo questo spirito sarà anche la presenza dei volontari della Delegazione che saranno insediati nella tendopoli di Gignano e lavoreranno in stretto contatto con il parroco (don Juan de Dios) e con le altre parrocchie gemellate. La loro presenza quotidiana in loco servirà anche a raccogliere le esigenze particolari della popolazione e a “preparare il terreno” per altri volontari e gruppi che già si sono resi disponibili per un periodo di volontariato.

CARITAS DIOCESANA DI PIACENZA-BOBBIO
La Caritas diocesana si è resa subito disponibile attraverso l’Area Promozione Mondialità ed Emergenze, raccogliendo, secondo le direttive di Caritas Italiana, le disponibilità di quanti fin dai primi momenti successivi il sisma hanno offerto il proprio aiuto, sotto forma di offerte, un’eventuale presenza o aiuti materiali. La generosità dimostrata dalla comunità piacentina è stata pronta e tangibile.
La Caritas diocesana partecipa con un suo operatore, Francesco Millione, al Coordinamento Abruzzo della Delegazione Regionale. Inoltre tra le persone che hanno dato la propria disponibilità ha selezionato un volontario, Claudio Fervari, diacono di 58 anni di Caorso, per subentrare ai due giovani reggiani nel campo di Gignano. Infatti il 25 maggio Claudio è partito per L’Aquila, dove rimarrà come referente della Delegazione Regionale per circa un mese. Al termine di questa presenza mensile l'intenzione è quella di trovare almeno una persona che possa fare da riferimento sul posto per 6-7 mesi circa, raccogliendo esigenze delle comunità, coordinando aiuti e volontari e cercando di stendere un progetto per il lungo termine. A livello diocesano allo scopo di organizzare al meglio la possibile presenza animativa nei territori colpiti dal sisma, si è costituito un gruppo di lavoro, che oltre alla Caritas vede la partecipazione dell’Azione Cattolica, della Pastorale Giovanile e dell’AGESCI. Si sta valutando l’elaborazione di una proposta da portare alla comunità piacentina per garantire l’accompagnamento della popolazione abruzzese sfollata nel periodo autunno-inverno, quei mesi cioè dove presumibilmente potrebbe venire meno l’attenzione e la solidarietà della gente tuttora molto evidente a L’Aquila. Infine si è provveduto all’invio dei 125.000 euro raccolti in diocesi nelle settimane successive al sisma e durante la Colletta nazionale indetta, domenica 19 aprile, dalla CEI. Le offerte piacentine si aggiungeranno, assieme a quelle provenienti dalle altre diocesi d’Italia, ai 12 milioni di euro stanziati finora da Caritas Italiana e dalla CEI stessa, in un’ottica di comunione e prossimità con la gente.

giovedì 4 giugno 2009

Fondo anticrisi, già 50 famiglie hanno chiesto aiuto

Cari lettori, gli effetti della crisi si fanno vedere. Tanto che sono già una cinquantina le famiglie piacentine che hanno fatto richiesta di entrare tra i destinatari del fondo anticrisi promosso dalla diocesi di Piacenza-Bobbio. Nel mese di maggio - come ha spiegato il direttore Caritas, Giuseppe Chiodaroli - è stata creata la struttura della prima fase per l’ottenimento dei prestiti: l’accesso delle famiglie. I Centri di ascolto Caritas, i Gruppi di volontariato vincenziano, le Conferenze di San Vincenzo, il Centro di ascolto della Caritas diocesana, le Caritas parrocchiali sono i punti ai quali le famiglie devono rivolgersi. Qui i volontari faranno compilare una scheda di richiesta che consentirà di capire se vi siano le condizioni idonee per procedere
Si tratta di un prestito responsabile, non di una erogazione liberale, che può essere al massimo di tremila euro da rimborsare in 24 mesi ad un tasso di interesse dell’1 per cento, senza altri tipi di costi. Destinatarie sono le famiglie colpite dalla crisi economica. A noi interessa che ci sia la disponibilità a restituire il prestito. Questo è segno di responsabilità e risponde alla finalità anche educativa dell’iniziativa. Che si aggiunge a quella preventiva: fare in modo che queste famiglie colpite dalla crisi non cadano nella fascia della povertà assoluta Ogni domanda verrà sottoposta all’esame di una commissione costituta da sette volontari con competenze tecniche in materia e referenti ognuno per i vicariati in cui è divisa la diocesi. Saranno loro, in un termine massimo di 15 giorni, a passare la richiesta approvata alla banca che dovrà erogare il credito. Il prestito servirà a sostenere le spese mediche, mutuo casa, affitto, spese funerarie, pagamento utenze, istruzione, elettrodomestici o beni di consumo durevoli, acquisto o riparazione del mezzo di trasporto per il raggiungimento del posto di lavoro e via discorrendo. L’unico limite è determinato dai 300mila euro del fondo diocesano raccolti in questi mesi.

martedì 2 giugno 2009

Ambrosio, in Europa si affermi il primato della società civile

Ecco il testo integrale della relazione che monsignor Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, ha tenuto all'assemblea generale della Cei venerdì scorso.

Questa relazione intende informare brevemente circa il lavoro realizzato nel corso degli ultimi mesi dalla Commissione degli Episcopati dell’Unione Europea (COM.E.CE.), composta da ventiquattro Vescovi delegati, dopo l’ampia relazione sull’attività svolta nell’ultimo triennio e presentata al Consiglio Episcopale Permanente da S.E. Mons. Giuseppe Merisi, che per due trienni è stato il delegato della CEI. Un cenno verrà fatto anche al lavoro del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (C.C.E.E.).

1. Ho potuto rendermi conto di persona – partecipando all’Assemblea Plenaria della COM.E.CE il 18-20 marzo 2009 – della necessaria attenzione dei Vescovi nel seguire il processo di integrazione europea, per rafforzare l’Europa come realtà non soltanto economica e territoriale, ma anche culturale e spirituale. In occasione dell’Assemblea Plenaria è stata inaugurata a Bruxelles la nuova sede della Commissione e sono stati eletti il Presidente (è stato riconfermato il Vescovo di Rotterdam, S.E. Mons. Adrianus van Luyn) e i due Vicepresidenti.

In questi mesi si sono moltiplicati gli interventi dell’Unione Europea che hanno sollecitato a diverso titolo l’attenzione dei Vescovi. Ne evidenzio alcuni.
Una prima notazione riguarda alcune risoluzioni del Parlamento Europeo che, sebbene non vincolanti per i singoli Paesi, costituiscono una pressione ad allontanarsi dai principi fondanti della nostra società, quasi imponendo un livellamento delle culture, dei valori e dei comportamenti dei diversi popoli.
Così lo scorso 14 gennaio è stata approvata la risoluzione annuale sulla “situazione dei diritti fondamentali nell’UE 2004-2007” (2009/19), nella quale, fra l’altro, si invitano gli Stati membri ad adottare iniziative legislative per eliminare le discriminazioni nei confronti delle “coppie in ragione del loro orientamento sessuale”.
Nella recentissima risoluzione sui “Diritti umani nel mondo nel 2008 e politica dell’Unione in materia”, se da un lato, grazie anche all’impegno degli Episcopati europei e della CEI, non è stato accolto l’emendamento di condanna delle dichiarazioni pronunciate da Benedetto XVI contro l’uso dei preservativi in occasione della visita in Africa, dall’altro è stato inserito un paragrafo in cui si accoglie con favore la dichiarazione - sostenuta da sessantasei nazioni, fra cui tutti gli Stati membri dell’Unione europea, e presentata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite lo scorso mese di dicembre - con la quale “si conferma che la protezione internazionale dei diritti dell'uomo include l'orientamento sessuale e l'identità di genere e si riafferma il principio di non discriminazione, il quale richiede che i diritti umani si applichino allo stesso modo ad ogni essere umano, prescindendo dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere”.
Da ultimo, il Parlamento europeo ha approvato una relazione in merito all’azione europea nel settore delle malattie rare (n. A6-0239/2009) in cui, fra l’altro, si raccomanda agli Stati membri dell’Unione di incoraggiare gli sforzi per la prevenzione delle malattie rare anche attraverso “una selezione di embrioni sani precedente l'impianto”. Inoltre, è in corso di elaborazione una proposta di direttiva in materia di “parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale”, il cui testo risulta per molti aspetti assai discutibile.

2. In questo quadro, anche di fronte alle ormai imminenti elezioni europee (6-7 giugno), si avverte l’esigenza di perseguire quegli obiettivi che possono contribuire all’autentico bene dell’Europa unita e delle nazioni che la compongono. In tale ottica, i Vescovi della COM.E.CE hanno pubblicato il 20 marzo scorso una dichiarazione, dal titolo “Costruire una migliore casa europea”, nella quale viene rinnovato il sostegno al progetto di integrazione europea “come progetto di speranza” per tutti i cittadini. Rispetto a tale progetto, i cristiani “hanno non solamente il diritto, ma anche la responsabilità d’impegnarsi attivamente”, in particolare riguardo ad alcuni temi fondamentali, fra i quali il rispetto della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale; il sostegno della famiglia fondata sul matrimonio; la promozione dei diritti sociali dei lavoratori; il sostegno a una governance economica fondata su valori etici; la promozione della giustizia nelle relazioni fra l’Unione Europea e i Paesi in via di sviluppo; l’elaborazione di politiche di assistenza nei confronti dei membri più deboli e bisognosi; la protezione del creato e la promozione della pace nel mondo tramite una politica estera dell’Unione coordinata e coerente.
Più in generale, ritengo che difficilmente l’Unione Europea potrà essere considerata la ‘casa degli europei’, se nelle diverse istituzioni europee non si affermerà il primato della società civile. Senza questo primato vi è il rischio che il Parlamento europeo sia considerato come una sorta di superparlamento che si pronuncia in continuazione su tutto, nell’intento di forzare le società civili, assai diverse tra loro, per appiattirle e omologarle. Se non si pratica in modo adeguato il principio di sussidiarietà, se non si considera la peculiarità di ogni tradizione culturale, se non si rispetta la pluralità antropologica e sociale delle società civili europee, il futuro dell’Unione europea risulterà inevitabilmente problematico.

3. L’altro principio da sostenere e praticare è quello della solidarietà. In proposito, tra le prossime iniziative della COM.E.CE., si segnalano in particolare le prime “Giornate Sociali Cattoliche per l’Europa”, che si svolgeranno dall’8 all’11 ottobre 2009 a Danzica. Questo incontro vuole essere l’occasione per “ricercare le strade concrete di una solidarietà dell’Europa di fronte all’attuale crisi mondiale”. Si tratta dunque di “incoraggiare il contributo dell’Unione Europea alla costruzione di una civiltà dell’amore, che non escluda nessuno in alcun angolo del globo e che associ le generazioni future” (Manifesto per le Giornate Sociali Cattoliche per l’Europa).
La solidarietà, fondata sulla dignità umana e sulla libertà, rappresenta un bene indivisibile, concernente tutti gli esseri umani, sia quelli non ancora nati sia quelli che sono al termine della loro vita, i nostri contemporanei e le generazioni future, i residenti e i migranti, gli Stati grandi e piccoli. La solidarietà “chiede che nelle nostre società i più deboli siano protetti e che la famiglia, unità di base fondata sull’unione di un uomo e di una donna, sia sostenuta e difesa”.
4. Mi limito solo ad accennare ai molteplici ambiti di lavoro del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (C.C.E.E.), cui appartengono quali membri le trentatrè Conferenze episcopali attualmente esistenti in Europa, rappresentate dai loro Presidenti. La sede del segretariato è a St. Gallen, in Svizzera.
Per l’ambito pastorale, sottolineo in particolare i seminari o convegni sul primo annuncio, sulla pastorale universitaria e sulla scuola cattolica.
Per l’ambito socio-culturale, sono state affrontate le questioni dei media, delle migrazioni e dell’ambiente. I membri della commissione “Ambiente” hanno elaborato un programma di lavoro per i prossimi anni che prevede, tra l’altro, la realizzazione del primo “pellegrinaggio europeo per la responsabilità per il creato”
Un risalto particolare è stato dato all’insegnamento della religione come una risorsa per l’Europa, con una tavola rotonda tenuta all’inizio di maggio presso il Consiglio d’Europa di Strasburgo.
Ovviamente, per i temi legati al processo dell’unificazione europea, il C.C.E.E. collabora con la COM.E.CE.

Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza Bobbio

venerdì 29 maggio 2009

Nomine, dalla Tanzania a San Giuseppe Operaio

Comunicato della Cancelleria vescovile

Con atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 14/05/09 il M. R. Carrà don Luigi, parroco di Trevozzo, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia dei SS. Nabore e Felice in Albareto, Comune di Ziano Piacentino, Provincia di Piacenza.
Con atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 15/05/09 al M. R. Yonas Jamhuri Mlewa, presbitero della diocesi di Singida (Tanzania), è stato conferito l’incarico di collaboratore nel servizio pastorale nella parrocchia di San Giuseppe Operaio in Piacenza.
Piacenza, dalla Curia Vescovile, 26 maggio 2009
il Cancelliere Vescoviledon Mario Poggi

domenica 24 maggio 2009

Padre Caccia: in 50 anni il Signore sempre dalla mia parte

Cari lettori, sabato mattina ha celebrato i 50 anni di sacerdozio lo scalabriniano padre Sisto Caccia (78 anni). La chiesa di San Carlo era gremita. «Adesso che cosa vi dico? » ha esordito dal pulpito. Poi: «Il primo uomo che mi è stato messo di fronte quando sono diventato scalabriniano è il migrante: colui che ha più bisogno, che si sposta continuamente, colui che esce da una cultura ed entra in un’altra e quindi vive in una situazione di disagio». «Davanti a me, in questa chiesa, ho tutta la mia storia. Man mano che andavo avanti c’erano giovani che entravano e anziani che insegnavano. Devo dire che il Signore non mi ha mai fatto torto: anche quando mi ha chiesto cose pesanti è sempre stato dalla mia parte».
«Se Lallio mi ha generato, gli Scalabriniani sono stati il nido che mi ha formato; poi la chiesa di Piacenza: su 50 anni di sacerdozio 30 anni li ho passati qui. Qui sono stato veramente accolto e mi hanno voluto bene». Ricorda la nomina a vicario episcopale, l’esperienza nella parrocchia di Gossolengo, la beatificazione di Scalabrini, l’Antonino d’oro, l’Angil dal Dom, la nomina a canonico di Sant’Antonino. Dal 1976 al 1980, nominato superiore provinciale, ha poi fissato la sede della provincia scalabriniana a Piacenza e rilanciato la casa madre aggregandovi il seminario, creato un centro studi, promuove la pinacoteca e la biblioteca che oggi sono di diritto tra i gioielli artistici e culturali di Piacenza. Infine, commosso: «Grazie, pregate per me, il Signore è stato grandioso. Io sono un uomo piccolo, non solo di statura, però nella mia vita ho sentito che l’amore di Dio mi ha sempre accolto».
fri

sabato 23 maggio 2009

Il cardinale Ruini al Festival della teologia 1

Coro Vallongina in San Pietro per il decennale

Per festeggiare i dieci anni di vita, il Coro Vallongina di Alseno -guidato da don Roberto Scotti - ha in programma diversi appuntamenti, il primo dei quali è la Gita di piacere e di lavoro che alla fine di maggio lo vedrà impegnato a Roma per una Tre giorni di cultura e di impegno canoro.
I momenti culturali sono quelli soliti, con la visita ai musei vaticani e alle chiese principali dell'Urbe, mentre per gli impegni canori due sono gli appuntamenti che lo attendono: domenica 31 maggio canteranno la messa delle ore 16,00 nella Basilica di San Pietro all'altare della cattedra, mentre il 2 giugno saranno impegnati nella cattedrale di Ostia antica.
Si tratta quindi, come spesso accade ai Cori, di abbinare il piacere al dovere, o meglio provare piacere nel rendere il proprio servizio canoro.
E momento di grande piacere sarà anche la conclusione: la sera del 2 giugno è prevista la sosta alla villa di Antignano (Livorno) per la cena cantata sulla via del ritorno.

domenica 17 maggio 2009

La missione popolare, una scossa per i piacentini


La diocesi di Piacenza-Bobbio ha iniziato il suo cammino verso la missione popolare e sta procedendo ormai in modo spedito. La decisione è stata accolta inizialmente, da parte di alcuni, con qualche perplessità, ma ora si va verso un “sì cordiale” da parte di tutti. Si avverte in molti un nuovo “desiderio di una rinnovata spiritualità della pastorale”, di un impegno che “acceleri il ruolo dei laici”, di una comunità in cui tutti siano soggetti attivi.
Queste alcune affermazioni del vicario per la pastorale mons. Giuseppe Busani che questa mattina, sabato 16 maggio, ha introdotto e guidato i lavori dell’ultima assemblea – per quest’anno – del Consiglio pastorale diocesano riunito alla Bellotta di Pontenure per analizzare il progetto della missione popolare diocesana. Si tratta di un impegno che si protrarrà fino alla Pentecoste del 2013 e che proprio in questo periodo viene illustrata ai sacerdoti e agli operatori dei sette vicariati a cura di don Luigi Mosconi, il missionario diocesano da tempo impegnato in Brasile proprio nell’organizzazione di missioni popolari su incarico della Conferenza episcopale brasiliana. E’ stato lo stesso don Mosconi questa mattina ad illustrare i vari aspetti della nuova missione popolare diocesana (è la seconda del suo genere, la prima si è tenuta nel 2000): prima di tutto una sua definizione (un “tempo speciale” che vuol essere un autentico “scossone” per “vivere e testimoniare la gioia e la bellezza del vangelo”), poi gli obiettivi, gli operatori, le modalità e i tempi. La missione si sviluppa in quattro tappe. La prima, che don Mosconi ha definito dell’“innamoramento”, è già in corso e si svilupperà fino al prossimo dicembre; le sue finalità sono: maturare una forte spiritualità missionaria capace di sostenere cambiamenti coraggiosi; creare un clima di simpatia, di accoglienza; coinvolgere il maggior numero possibile di persone; prendere coscienza di tutto il processo missionario. In questa fase occorre divulgare al massimo la proposta nella diocesi, approfittando di tutte le opportunità possibili, dalle celebrazioni ai contatti personali, visite, riunioni, feste patronali, ritiri. Come già detto sono in corso gli incontri nei vicariati, ai primi di settembre alla missione sarà dedicato l’annuale convegno di Pianazze, il mese di ottobre sarà utilizzato per la preparazione di un gruppo di circa cinquanta formatori/formatrici mentre in questo periodo prenderà pure l’avvio la visita pastorale di mons. Ambrosio alle unità pastorali per incontrare i sacerdoti là dove svolgono il loro ministero e per prendere contatto con i singoli operatori. La seconda è la tappa “formativa” e impegnerà la diocesi dal gennaio 2010 al maggio 2011. La sua finalità è la formazione dei missionari e delle missionarie al fine di coinvolgere il maggior numero possibile di persone nelle numerose attività previste. In questi mesi sono in programma ritiri spirituali per missionari nelle unità pastorali con una particolare attenzione allo studio del vangelo. La terza tappa sarà celebrativa (ottobre 2011 – ottobre 2012). Tra le attività sono previste una settimana di ritiro spirituale popolare, dal sabato alla domenica successiva (nove giorni) in ogni unità pastorale aperto a tutte le persone che vivono nel territorio e la presenza di missionari diocesani (laici e sacerdoti), provenienti da altre unità pastorali e vicariati. Sarà un’esperienza di comunione ecclesiale. Infine la quarta tappa, quella del “passaggio dalla missione popolare alla pastorale ordinaria”. Su questo programma – e soprattutto sulle sue motivazioni – si è soffermato con una relazione dettagliata don Luigi Mosconi; in seguito i membri del consiglio pastorale hanno formulato loro suggerimenti Infine le conclusioni del Vescovo. La missione - sintetizziamo le parole di mons. Ambrosio - deve aiutarci a riscoprire la nostra identità di discepoli di Gesù. E’ un impegno che va affrontato con disponibilità al nuovo e al cambiamento. In questo torna ad avere un ruolo centrale il tema dell’educazione che è stato affrontato nell’anno pastorale che si sta concludendo. Nessuna contraddizione, nell’impegno pastorale, tra tempo ordinario e straordinario (nessuna contrapposizione proprio come avviene per la domenica ed i giorni della settimana). La missione deve essere affrontata con uno stile di vita impostato sull’aiuto reciproco: aiutarci a vicenda nel nome della fiducia, anche tra laici e sacerdoti. Il tutto animato da un dinamismo che deve attraversare ogni realtà ecclesiale. Il Vescovo a questo proposito ha citato il ruolo dei movimenti verso i quali è da evitare ogni forma di contrapposizione. (“Non amo – ha commentato mons. Ambrosio – nemmeno parole come ‘vicini’ e ‘lontani’. Spesso sono stati proprio i lontani ad accogliere Gesù”). Tutte le realtà della diocesi devono lasciarsi coinvolgere e devono collaborare. In chiusura il Vescovo ha parlato della sua visita che lo porterà, da settembre, nelle unità pastorali sia per incontrare i sacerdoti sia per “dare il mandato” agli operatori impegnati nella missione.

Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio

sabato 16 maggio 2009

Ambrosio: i negozi aperti la domenica non rispettano la socialità dell'uomo

Tenere i negozi aperti durante le festività. Per il vescovo Gianni Ambrosio non è in gioco solo l’osservanza di un precetto, ma il rispetto della socialità dell’uomo: «Dobbiamo dare il tempo all’uomo di stare con la sua famiglia, di coltivare la sua socialità - osserva Ambrosio -; oggi ci sono in giro cartelli con la scritta “aperto la domenica”, come se tale annuncio fosse la più bella delle pubblicità. Certo, questo non vuol dire che durante le feste non si debba aprire se ci sono occasioni particolari, però c’è modo e modo».
Sull'attuale crisi economica c’era chi aveva già previsto tutto nel 1967: papa Paolo VI con l’enciclica Populorum progressio: «Aveva saputo anticipare i rischi di un certo stile di vita. Se questo documento fosse stato considerato non ci troveremo nella situazione di debolezza e sfiducia in cui ci troviamo oggi. Si è invece pensato che il progresso fosse solo di ordine quantitativo. Certo il Pil è importante ma non deve essere sganciato dall’uomo. Se al centro non c’è l’uomo non c’è sviluppo che tenga. Se al centro non c’è l’uomo è impossibile parlare di etica: abbiamo solo delle regole che, non appartenendo all’uomo, prima o poi lo fanno scappare». Il mondo economico mondiale è caduto in una deriva: «Invece di aggredire la vita, oggi assistiamo ad una passività, tutto deve essere regolamentato. Una situazione che inevitabilmente porta alla burocratizzazone e alla desertificazione. Abbandonando l’uomo, stiamo abbandonando ciò che ha fatto grande la nostra civiltà».

giovedì 14 maggio 2009

Dallo Tzunami riso per l'Uganda

C’è anche Piacenza, tra le 700 piazze italiane che sabato 16 e domenica 17 maggio saranno coinvolte nell’iniziativa “Abbiamo riso per una cosa seria”, promossa dalla Federazione Focsiv cui aderisce, nella nostra città, Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo.
Dalle 9 alle 19 di sabato e dalle 9 alle 13 di domenica, presso lo stand sotto i portici di piazza Cavalli, a fronte di un contributo di cinque euro si potrà avere una confezione da 1 kg di riso thai certificato Fairtrade – dunque appartenente al circuito equo e solidale – prodotto in Thailandia nelle zone colpite dallo tzunami.
Il ricavato dell’iniziativa permetterà di sostenere il progetto “Taglio e cucito” che Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo porta avanti a Loputuk, in Uganda: un corso di formazione rivolto alle donne, per consentire loro di apprendere non solo le basi per un mestiere che garantisca indipendenza economica, ma anche di acquisire maggiore consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie potenzialità. Accanto alle lezioni di sartoria, si tengono infatti corsi di educazione alla salute e di alfabetizzazione.

lunedì 11 maggio 2009

Dal 5 per mille un aiuto al Duomo di Piacenza

Ricordo a tutti che è possibile sostenere la Cattedrale di Piacenza attraverso il 5x1000.
5 X MILLE ALL'ASSOCIAZIONE DOMUS JUSTINAE
Come fare: chiunque sia tenuto in qualità di contribuente a presentare la dichiarazione dei redditi sulle persone fisiche, mediante i modelli 730, Unico o CUD, deve apporre la propria firma nell’apposito riquadro (il primo della sezione 5 per mille, Ass.di promozione sociale).
Oltre alla firma, il contribuente deve indicare nell’apposito spazio il codice fiscale della nostra associazione n° 91081610338.

giovedì 7 maggio 2009

Da settembre il vescovo in visita ai parroci

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa

Riunione del Consiglio Presbiterale Diocesano

Nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile si è riunito questa mattina, giovedì 7 maggio, il Consiglio Presbiterale Diocesano; ha presieduto i lavori il vescovo mons. Gianni Ambrosio, ha coordinato don Federico Tagliaferri. Questo l’ordine del giorno: comunicazione di vita diocesana a cura del Vicario generale; suggerimenti per la realizzazione della prossima visita del Vescovo alle Unità Pastorali; formazione dei seminaristi: situazione attuale e progetto formativo. Interventi di padre Mario Di Carlo, superiore del Collegio Alberoni, e di don Luigi Bavagnoli, rettore del Seminario urbano e responsabile del Preseminario.
Ricco il calendario diocesano richiamato dal vicario generale mons. Lino Ferrari che ha pure ricordato come prosegua senza pause il lavoro del Fondo diocesano di solidarietà (finora sono stati raccolti dalle parrocchie 60 mila euro; complessivamente sono stati raggiunti i 300 mila euro), mentre per i terremotati dell’Abruzzo, attraverso le raccolte nelle parrocchie, sono stati raggiunti i 90 mila euro.
Mons. Ferrari ha pure ricordato alcune scadenze: sabato prossimo, 9 maggio, in mattinata, presso i Padri Scalabriniani si riuniscono i referenti della Caritas; nella mattinata di sabato 16 maggio alla Bellotta è convocato il Consiglio Pastorale Diocesano per discutere della Missione popolare; il 22 maggio viene inaugurato il Festival di Teologia dal cardinale Camillo Ruini; il 30 maggio riunione in seminario degli ex allievi; l’11 giugno si tiene la Festa del Sacro Cuore; nella sera dello stesso giorno in cattedrale viene celebrato il Corpus Domini con la tradizionale processione nelle vie del centro storico; il 13 giugno, sabato, in cattedrale alle 17,30, il vescovo mons. Ambrosio ordina quattro sacerdoti (sono tre diaconi del Collegio Alberoni: Adamo Affri, Gianni Bergomi e Matteo Bersani, ed un diacono permanente: Germano Gregori di Lugagnano); dal 15 al 19 giugno il Vescovo guida un pellegrinaggio a Malta sulle orme di San Paolo; il 24 luglio rientra dal Brasile il sacerdote diocesano missionario fidei donum don Mauro Bianchi; il 4 e il 5 settembre alle Pianazze si tiene il convegno pastorale d’inizio anno; il 12 e il 13 settembre forum delle famiglie; il 19 settembre convegno diocesano sulla pastorale della salute; dal 1° al 4 ottobre Piacenza ospiterà un convegno internazionale su San Rocco (il giorno 4, alle 15,30, celebrazione alle 15,30 in cattedrale presieduta dal Vescovo); il 7 e l’8 novembre convegno di studio e iniziative collaterali per ricordare Giuseppe Berti a cento anni dalla nascita e a trenta dalla morte.
Mons. Ferrari ha pure ricordato che la CEI sta proponendo un progetto informatizzato per agevolare le teleconferenze (sul tema verranno offerte nei prossimi giorni più ampie informazioni).
Si è poi parlato delle imminenti visite del Vescovo alle Unità Pastorali (mons. Ambrosio intende iniziare questo suo nuovo impegno con il prossimo anno pastorale che inizierà a settembre). Ha introdotto il tema lo stesso mons. Ambrosio che ha precisato non trattarsi di una visita pastorale secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, ma semplicemente di un incontro del Capo della Diocesi con i sacerdoti là dove svolgono abitualmente il loro ministero. In tale occasione, sempre in un clima informale, mons. Ambrosio intende anche incontrare gli operatori della pastorale nel contesto della Missione popolare.
Nella discussione che ne é seguita (veniva chiesto infatti ai presbiteri di formulare loro suggerimenti) la missione diocesana popolare è tornata più volte. A questo proposito il vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani ha ricordato che proseguono in questi giorni gli incontri di don Luigi Mosconi con i sacerdoti ed i vicariati; sull’argomento si soffermerà il prossimo consiglio pastorale; in ottobre si dovrebbe formare il gruppo incaricato di scegliere i missionari e da gennaio del prossimo anno inizierà il periodo della loro formazione.
Nel corso del dibattito diverse le proposte al Vescovo in vista del suo incontro con le Unità Pastorali. Intanto è stato superato il dubbio che potesse essere un’iniziativa destinata a sovrapporsi alla Missione; il Vescovo si muoverà sempre nell’ambito dell’impegno missionario a cui è chiamata la diocesi. Alcuni suggerimenti emersi durante il dibattito: attenzione alla pastorale d’ambiente (sanità, scuola, lavoro, ecc.); particolare attenzione anche ai possibili operatori pastorali da utilizzare nelle parrocchie dove non c’è il parroco residente; rivolgere una particolare attenzione alla spiritualità dei preti; prendere in considerazione la necessità di rivitalizzare ed eventualmente di riorganizzare le Unità pastorali (coabitazione dei sacerdoti, revisione dei confini, ecc.); stimolare la “voglia di comunione e di missione”, ecc..
E’ stata poi la volta dell’analisi della formazione dei seminaristi che è partita dalle relazioni del superiore del Collegio Alberoni, padre Di Carlo, e di don Bavagnoli, rettore del seminario vescovile di via Scalabrini e responsabile del Preseminario, ora nella sede del Seminario (prima era a Palazzo Vescovile ed era guidato da don Giuseppe Basini). In quest’ultima struttura, che educa gli aspiranti al Seminario nella vita comunitaria e li prepara all’importante passaggio, sono ospitati cinque giovani.
Ampio il dibattito che ha fatto riferimento a tre sostanziali momenti: l’ammissione, l’accompagnamento nel periodo della formazione e la collaborazione con le parrocchie durante gli anni del seminario. Non è mancata l’individuazione di problemi che richiedono un approfondimento (anche per i continui cambiamenti in atto nella nostra società, cambiamenti che non possono non interferire con il processo formativo) e a tale scopo è stato dato mandato al Vescovo di formare una commissione chiamata a formulare il progetto formativo dei seminaristi. Mons. Ambrosio, nel corso del suo intervento, non ha mancato di ringraziare i Padri Vincenziani per il loro impegno nel Collegio Alberoni.
Il Consiglio Presbiterale Diocesano tornerà a riunirsi dopo il periodo estivo, quindi nel nuovo anno pastorale.

lunedì 4 maggio 2009

Nomine, don Cordani moderatore unità pastorale 1

Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano il data 22 aprile 2009 il M. R. Lusignani don Giuseppe è stato nominato rappresentante diocesano presso la Consulta Regionale per i Beni Culturali Ecclesiastici.

Con Atto proprio dell’ordinario diocesano in data 24 aprile 2009 il M. R. Cordani don Giovanni, parroco di Rivergaro (PC) è stato nominato moderatore della nuova Unità Pastorale 1 del Vicariato Bassa e Media Val Trebbia e Val Luretta, inoltre gli è stato conferito l’incarico di gestione del contributo U2 per le parrocchie del Comune di Rivergaro.

Piacenza 24 aprile 2009 dalla Curia Vescovile

il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi

mercoledì 29 aprile 2009

A Sarajevo, la Gerusalemme d'Europa (2)







A Sarajevo, la Gerusalemme d'Europa


Sacricorridoi oggi è a Sarajevo, la Gerusalemme d'Europa. Così almeno dicono. Le convivenze tra etnìe e religioni ci sono ma sono molto precarie. Nelle due foto: quattro chiacchiere al bar tra due ragazze di un tempo, la lapide che ricorda il sacrificio dei giornalisti durante l'assedio della città negli anni 90.

sabato 25 aprile 2009

Don Cesena amministratore di Verdeto

Con Atto proprio dell’Ordinario Diocesano in data 24 marzo 2009, il M. R.
Cesena don Pietro, parroco della parrocchia dei Santi Angeli e Custodi in
Borgotrebbia, Comune di Piacenza, è stato nominato amministratore
parrocchiale della parrocchia di San Tommaso Apostolo in Verdeto, Comune di
Agazzano, Provincia di Piacenza, resasi vacante in seguito all’accettata
rinuncia dell’ultimo titolare il M. R. Anelli don Silvio.
Piacenza 7 aprile 2009,

dalla Curia Vescovile

il Cancelliere vescovile
don Mario Poggi

Comunicato della cancelleria vescovile

venerdì 24 aprile 2009

Giovani verso la Terrasanta

“Israele nonostante tutto”

E’ in programma il prossimo lunedì 27 aprile, alle 21, nella Cappella ducale di Palazzo Farnese, un incontro aperto alla cittadinanza con l’intervento di tre intellettuali di primo piano nell’ebraismo italiano e nel dialogo israelo-palestinese: David Bidussa, storico sociale delle idee e autore di numerose pubblicazioni; Stefano Jesurum, giornalista e caporedattore del Magazine del Corriere della Sera e Daniele Nahum, presidente dell’UGEI, Unione dei Giovani Ebrei Italiani.

***

Il Servizio per la Pastorale Giovanile della Diocesi di Piacenza-Bobbio, in collaborazione con il Settore giovani dell’Azione Cattolica e con la Caritas diocesana, sta da tempo organizzando una serie di incontri in vista del “Tour de Vie X”, un viaggio che (dal 29 luglio al 5 agosto 2009) porterà in Terra Santa un folto gruppo di giovani, accompagnati da diversi sacerdoti e dal Vescovo.

L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Piacenza.

L’incontro

Il prossimo incontro, previsto per lunedì 27 aprile, alle 21, vedrà come protagonisti tre intellettuali di primo piano nell’ebraismo italiano e nel dialogo israelo-palestinese. Nella Cappella Ducale di Palazzo Farnese, a Piacenza, si incontreranno per una conferenza a tre voci David Bidussa, storico sociale delle idee e autore di numerose pubblicazioni, Stefano Jesurum, giornalista e caporedattore del Magazine del Corriere della Sera, e Daniele Nahum, presidente dell’UGEI, Unione dei Giovani Ebrei Italiani.

Si tratta di tre intellettuali diversi per provenienza e area di interesse, che contribuiranno a dare un quadro della situazione in Palestina, fornendo elementi di discussione, riflessioni sul presente, racconti e cronache da una terra che sembra vivere in un eterno conflitto tra ebrei e musulmani, israeliani e paesi confinanti.

David Bidussa, in particolare, sintetizzerà alcune linee storiche dello Stato d’Israele e mostrerà come certi eventi di oggi derivino dal passato vicino e lontano.

Stefano Jesurum si occuperà del presente e dell’immediato futuro, di cosa accade nella Striscia di Gaza, della questione dei coloni, tra scelte politiche, movimenti culturali, episodi drammatici, segni di speranza.

Daniele Nahum racconterà dell’esperienza dell’UGEI, di come gli eventi e le scelte in Israele abbiano ripercussioni in Italia, ma anche di come certe scelte dei giovani italiani possano avere una forte influenza anche lontano.

Fare chiarezza, provare a trovare una sintesi, ricostruire la storia e le storie: la conferenza a tre voci si muoverà dunque tra il piano della riflessione e il piano del racconto, tra passione e critica, provando a ricomporre un mosaico che spesso in Italia è frammentato e mal raccontato dagli organi di informazione.

L’incontro, coordinato dall’ebraista Matteo Corradini, non è riservato ai giovani che partiranno per la Terra Santa, ma a tutta la cittadinanza.

Gli ospiti

David Bidussa, nato a Livorno nel 1995, è direttore della Biblioteca della Fondazione Feltrinelli, per la quale ha ideato e realizzato la libreria virtuale di eBook. Collaboratore de Il Manifesto e studioso di storia contemporanea, tra l’altro ha pubblicato Ebrei moderni: identità e stereotipi culturali (Bollati Boringhieri 1989), Oltre il ghetto (Morcelliana 1992), La France de Vichy (Feltrinelli, Milano 1996), Identità e storia degli ebrei (Franco Angeli 2000), Il libro e la spada. La sfida dei fondamentalismi. Ebraismo, cristianesimo, Islam (con Stefano Allievi e Paolo Naso, Claudiana, 2000), La mentalità totalitaria. Storia e antropologia (Morcelliana, 2001) e Siamo Italiani (Chiarelettere 2007). Per Bruno Mondadori ha curato la premessa di P. Verri, Meditazioni sulla economia politica (a cura di R. De Felice, 1998) e ha pubblicato G. Steiner, La nostalgia dell’assoluto (2000). Tra le sue ultime pubblicazioni, Profeta (EMI, 2006), Siamo italiani (Chiarelettere, 2007), Dopo l'ultimo testimone (Einaudi, 2009).


Stefano Jesurum, giornalista, è nato a Milano. Nel 1988 ha vinto il premio Campione per la saggistica con Essere ebrei in Italia (Longanesi, 1987) e nel 1992 il premio Castiglioncello con Primo Levi. Le opere e i giorni (Rizzoli, 1993), scritto assieme a Massimo Dini. Nel 1992 ha scritto Raccontalo ai tuoi figli (Baldini Castoldi Dalai) e nel 1996 Soltanto per amore (Baldini Castoldi Dalai, 1996). È giornalista professionista dal 1976. Prima di ricoprire l'attuale ruolo di caporedattore di Magazine, inserto del Corriere della Sera, ha lavorato per Repubblica, Il Giorno e l'Europeo. Uomo di grande esperienza professionale, associa all'attività di giornalista anche quella di scrittore. Tra le sue ultime pubblicazioni, Israele nonostante tutto (TEA, 2006).


Daniele Nahum, da poco rieletto presidente dell'UGEI (Unione Giovani Ebrei d' Italia), ha identificato nel suo ruolo tre principali aree tematiche di impegno: all’interno dell’Ugei, verso l’esterno, in favore di un importante impegno umanitario internazionale. Impegnato nel dialogo tra ebrei e musulmani in Italia, è un irreprensibile sostenitore della pace in Israele.

lunedì 20 aprile 2009

L'otto per mille alla Chiesa cattolica

DOMENICA 10 MAGGIO 2009
GIORNATA NAZIONALE PER LA PROMOZIONE AL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA

Ancora una volta chiediamo a tutti la firma dell’8xmille a favore della Chiesa Cattolica.
Dobbiamo ricordare che la firma non costa nulla al firmatario; tutti possono scegliere a chi destinare la quota dell’8xmille dell’IRPEF, che lo Stato mette a disposizione per opere sociali e di culto delle varie confessioni religiose.
Rammentiamo che chi presenta la dichiarazione dei redditi tramite 730 o UNICO potrà esprimere la scelta direttamente sul modulo, comunicando al CAF o al commercialista la destinazione per la Chiesa Cattolica.
Da queste dichiarazioni provengono la maggior parte delle scelte che sono circa 16 milioni.
Il 70% di chi compila la dichiarazione 730, esprime la scelta per l’8xmille;
il 60% di chi fa la dichiarazione”UNICO”esprime la scelta per l’8xmille.
Le persone che non sono obbligate a presentare la dichiarazione dei redditi ricevono il CUD, lavoratori dipendenti e pensionati e sono circa 12 milioni di questi solo il 7 o 8% fanno la firma dell’8xmille.
Possiamo capire la difficoltà di queste persone, molti sono anziani e non sanno come consegnarlo.
Ecco alcuni suggerimenti:
Il CUD è composto da due pagine la prima pagina è quella in cui il datore di lavoro o l’ente pensionistico dichiara quanto si è percepito nell’anno 2008, il secondo foglio è quello su cui si può esprimere la propria scelta dell’8xmille, la firma va apposta nello spazio della Chiesa Cattolica e se credete potete anche il 5xmille, delle tasse da voi già pagate, a favore delle organizzazioni da Voi scelte, ricordandosi di mettere il codice fiscale dell’ente e controfirmare il tutto in fondo al modulo per convalidare le scelte fatte.
All’ingresso della vostra Chiesa parrocchiale troverete le buste precompilate servono, appunto, per la consegna del CUD.
Potete anche chiedere l’aiuto al referente parrocchiale o al parroco che vi aiuteranno sia nella compilazione sia nella consegna del modulo, oppure potete consegnarlo gratuitamente tramite l’ufficio postale. Ad ogni modo se siete in difficoltà potete chiamare il servizio del “Sovvenire” presso la Curia vescovile telefono 0523/308302, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, dove è presente una persona che vi consiglierà e vi aiuterà nella compilazione e consegna.
La Vostra firma è un segno di comunione ecclesiale e di condivisione della missione d’annuncio del Vangelo anche attraverso la testimonianza della carità, Vi ricordiamo che nel passato le vostre firme hanno prodotto oltre 6000 interventi a favore dei bisognosi in Italia e nel mondo, e di tutto questo Vi ringraziamo e speriamo sempre nel Vostro aiuto.

Ringrazio tutti anche coloro che con la loro opera di collaborazione aiutano a sensibilizzare l’attiva partecipazione con la raccolta dei CUD presso i loro amici e conoscenti.


Romolo Artemi
Incaricato diocesano per la promozione al sostegno economico alla Chiesa cattolica
Piacenza, 3 aprile 2009

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

sabato 18 aprile 2009

Mille moke da caffè per la missione popolare

Cari lettori, ecco un'idea da importare: mille macchinette da caffé distribuite alla gente della parrocchia dei Frari di Venezia per creare momenti di comunione tra le famiglie grazie alla tazzina e magari anche per potersi confrontare con la Parola di Dio. L'idea è di padre Nicola per la quaresima e la relativa missione popolare. A Piacenza una giovane coppia di novelli sposi, Giampaolo e Monica, hanno proclamato il loro sì proprio ai Frari di Venezia davanti a quel parroco amico di lunga data. Poi hanno accettato di buon grado l'iniziativa mettendo a disposizione le mille moke e portandole di persona a Venezia. Domani all’orario stabilito (le 14 e 30), tra le calli suoneranno le campane. Sarà il segnale alla famiglie per mettere la moka sul fuoco e preparare un caffè più forte e denso di relazioni, di affetti, di amicizia.