venerdì 19 novembre 2010
Domenica si prega per i cristiani in Iraq
nella sua 62ª assemblea generale, nel documento finale ha preso in
considerazione anche la situazione che si è venuta a creare in Iraq
invitando, tra l’altro, tutte le comunità a pregare domenica 21 novembre,
Solennità di Cristo Re, per i cristiani di questo Paese “che soffrono la
tremenda prova della testimonianza cruenta della fede”.
L’invito è stato accolto anche dalla nostra diocesi e domenica prossima, 21
novembre, alle ore 18,30, durante il rito che celebrerà in cattedrale a
suffragio dei cardinali piacentini Oddi e Rossi, il vescovo mons. Gianni
Ambrosio ricorderà anche i martiri e le vittime della violenza in Iraq.
Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio
Una scuola in Congo con i quadri di Polastri
Si è conclusa con successo la mostra benefica del pittore Vittorio Polastri organizzata agli Amici dell’Arte in collaborazione con il Centro missionario diocesano. Come era stato annunciato la finalità di questa iniziativa era di raccogliere i fondi per costruire una scuola materna di Dondi nel Congo, guidata dal missionario piacentino padre Romano Segalini. La somma necessaria era di oltre ventimila euro, la vendita dei quadri ha fatto registrare un bilancio finale di 20.300 euro, quindi l’obiettivo può dirsi raggiunto. Polastri era alla sua terza mostra benefica: con la prima ha provveduto a pagare la realizzazione di alcuni pozzi per Africa Mission, poi un pozzo ed una sala con generatore per la missione di mons. Pozzi ad Ongata Rongai in Kenia ed ora questa scuola in Congo, che ospita più di cento ragazzi. Una scuola in paglia e legno, che aveva bisogno però di muri solidi la cui costruzione comporta una spesa di ventimila euro. Come reperire questi fondi? Provvidenziale è stata l’iniziativa di Vittorio Polastri con il Centro missionario che, proponendo la mostra, hanno messo in programma un obiettivo ambizioso: reperire, con la vendita dei quadri, la somma necessaria. Da sottolineare che queste proposte rientrano in una strategia ormai collaudata: si parte da un progetto ben definito il cui finanziamento viene seguito anche nella sua realizzazione con ovvie garanzie per coloro che hanno contribuito. Beneficenza, ma non solo. Da un lato vi è l’esplicito riconoscimento all’arte di Vittorio Polastri che alla mostra ha presentato la sua produzione degli ultimi due anni; dall’altro va ricordata l’opera di sensibilizzazione che è stata svolta dagli operatori del Centro missionario: è stato presentato il progetto e ci sono stati incontri sull’impegno missionario della Chiesa piacentina, dai principi alle modalità di intervento. Da parte sua Polastri, chiuso questo capitolo, sta già pensando ad un prossimo impegno: “Ormai il mio lavoro – ha dichiarato l’artista al Nuovo Giornale - è finalizzato alla solidarietà. Questo il programma dei prossimi due o tre anni. A quale progetto mi dedicherò? Non ne ho idea. D’altra parte chi ha fame non ha precedenze particolari in base alle idee o al colore della pelle. Ha fame, e basta!. Quello che ritengo importante è di poter lavorare per un progetto, anche modesto, che possa essere affrontato e, possibilmente, risolto”.
Comunicato diocesi Piacenza-Bobbio
giovedì 18 novembre 2010
Il campanile di San Pietro, un gigante ritrovato
Con il patrocinio di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Piacenza oggi venerdì 19 novembre 2010 alle ore 09.30 si tiene il convegno IL CAMPANILE DI SAN PIETRO UN GIGANTE RITROVATO (Sede incontro Palazzo Vescovile, Piazza Duomo 33, Piacenza)
Il complesso ecclesiastico di S. Pietro si trova sull’asse della via Emilia che, continuando all’interno della città, prende il nome di via Roma. Il campanile di questo complesso gesuita, di dimensioni importanti rispetto al contesto cittadino, sorge pressoché al centro dell’isolato urbano delimitato su tre fronti dall’attuale biblioteca Passerini-Landi. Solo accedendo ai cortili del campanile stesso, si presenta ai nostri occhi la miglior visuale di questo maestoso manufatto architettonico. La sua costruzione si protrasse, a tempi alterni, per oltre mezzo secolo e terminò, nelle sue forme compiute, solo nella seconda metà del ‘600. Esso attraversò periodi più o meno fortunati, che videro un parallelo con la fortuna della Compagnia del Gesù a Piacenza. Sul finire dell’800 nacque un contenzioso in termini di competenze tra Municipio e Comando Militare per decidere a chi spettasse l’obbligo di intervenire sul campanile che versava ormai in condizioni di evidente degrado. Da allora non si conoscono altri interventi di restauro significativi se non, negli anni ’50, la totale rimozione dell’originario solaio sotto la cella campanaria, che venne sostituito in seguito da uno in cemento armato. L’intervento di restauro in corso non mira ad una ri-costruzione stilistica, bensì al mantenimento di quelle caratteristiche tecnologiche originarie, andate perdute nel tempo. La giornata di lavori è stata pensata come un momento di approfondimento sul tema del campanile, seguendo l’iter del progetto di restauro e quindi, oltre ad un corretto e preliminare approccio metodologico e conoscitivo, si affronteranno questioni relative alle scelte dei materiali e piano del colore, non trascurando infine aspetti relativi alla manutenzione programmata. Il colore della Materia I manuali e la trattatistica dell’Ottocento, da Milizia a Valadier, citano l’opera della messa in pristino delle facciate ed il loro colore come un’operazione del tutto normale legata alla tradizione ed alla Scuola, con tempi scanditi dal naturale degrado dei materiali sottoposti, come sempre, all’oltraggio del tempo. La regolare manutenzione era, nel passato, oggetto della comune tradizione e momento di consegna dell’antica Regola dell’Arte alle nuove generazioni. Oggi, lo sforzo della Scuola d’Arte Muraria Calchèra San Giorgio, avvalendosi della preziosa esperienza di vecchi maestri, si sta concentrando sulla difficile opera di recupero delle passate tradizioni, le quali non prevedevano l’uso di tinteggi, ma si affidavano alle prescrizioni suggerite dalle passate Commissioni alle quali era affidato il compito di soprintendere sulle forme, sul colore delle materie e sui prospetti, nel pieno rispetto delle norme, da tutti ben conosciute ed accettate, che governavano l'Euritmia, la Simmetria e l'Ornato. La riconquistata sensibilità all’uso della materia, come mezzo per colorire gli edifici, oggi ci consente di riscoprire e riproporre composizioni di malte da intonaco dal naturale colore, così com’è sempre stato sin da prima dell’avvento delle più recenti tecniche di tinteggio, che hanno modificato drasticamente la facies delle nostre città. Nelle formulazione del Piano del Colore della torre campanaria della chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, in Piacenza, particolare attenzione è stata rivolta per riaffermare l’antica cultura dell’uso della materia e del suo naturale colore. Il progetto di restauro delle cromie delle malte del monumento, affidato alle cure dei mastri, ha trovato priorità assoluta nella scelta del colore naturale della materia, con il preciso intento di non cedere all’inevitabile nuova pratica dell’uso dei moderni tinteggi. Si auspica che l’uso della materia, per il suo naturale colore, sia una pratica che debba essere estesa alle varie altre realtà culturali ed architettoniche, che connotano la nostra Piacenza, ponendo particolare attenzione al patrimonio storico che caratterizza l'ambiente in cui esso è inserito.
Programma
9.30 Registrazione dei partecipanti
9.45 Saluti ed introduzione al tema Don Giuseppe Frazzani – parroco
Don Giuseppe Lusignani – Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi di Piacenza-Bobbio Arch. Luciano Serchia – Soprintendente per i Beni Architettonici ed il Paesaggio di Parma e Piacenza Arch. Benito Dodi – Presidente dell’ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Piacenza
10.30 “Il campanile di San Pietro nella storia” Prof. Valeria Poli
11.00 “Il campanile come forma simbolica” Prof. Marcello Spigaroli
11.45 “Il progetto di restauro” Arch. Manuel Ferrari
12.15 Visita al cantiere (impresa Gasparoli Restauri)
15.00 “Il colore della materia” Mastro Gilberto Quarneti
16.00 “Dopo il restauro: come prevenire il degrado” Prof. Paolo Gasparoli
Durante il pranzo a buffet sarà possibile visionare plastici di alcuni campanili piacentini a cura di Ginetto Savi.
Il vescovo invita i piacentini alla veglia per la vita
Carissimi,
il Santo Padre ha fatto pervenire a tutti i Vescovi l’invito a celebrare, all’inizio del prossimo Anno liturgico, una «Veglia per la vita nascente». Lo scopo è quello di «ringraziare il Signore che, con il dono di tutto se stesso, ha dato senso e valore a ogni vita umana e per invocare la sua protezione su ogni essere umano chiamato all’esistenza». Papa Benedetto XVI presiederà la Veglia in San Pietro il prossimo sabato 27 novembre, inizio dell’Avvento.
Accogliamo volentieri questa richiesta del Papa. Siamo in unione con il pastore universale della Chiesa Cattolica per invocare la grazia e la luce del Signore chiedendo la conversione dei cuori e offrendo una comune testimonianza ecclesiale per la cultura della vita e dell’amore. Si tratta di una rinnovata chiamata ad essere sempre più, con la preghiera e l’impegno, «il popolo della vita e per la vita», come già affermava Giovanni Paolo II nell’enciclica Evangelium vitae (n. 79).
Per questo sabato 27 novembre presiederò in Cattedrale la celebrazione dei Vespri alle ore 18.00, cui seguirà la solenne Eucaristia vigiliare della 1ª domenica di Avvento, in unione di preghiera per la vita con tutti i fedeli della Diocesi piacentina-bobbiese. Alla celebrazione, assieme a tutti coloro che vorranno essere presenti, sono particolarmente invitati gli operatori della Pastorale Familiare e della Pastorale della Salute, le Associazioni, i Movimenti, i Gruppi e coloro che operano in strutture ed iniziative pastorali e sociali che si dedicano ad accogliere e custodire la vita umana nelle diverse situazioni di fragilità, in particolare la vita ai suoi inizi e ai suoi primi passi.
Colgo l’occasione per rivolgere a tutti l’augurio di un felice tempo di avvento, sostando per gioire della presenza del Signore che ci accompagna nello scorrere della nostra vita verso quel ‘giorno’ in cui egli si manifesterà pienamente.
Alla Vergine Maria, aurora del mondo nuovo e Madre dei viventi, affidiamo la causa della vita e il nostro cammino di Avvento.
Il Signore vi benedica.
+ Gianni Ambrosio, vescovo
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martedì 16 novembre 2010
Morto il parroco di Nibbiano
Nato il 27 luglio 1922 a Ziano, ordinato sacerdote il 16 marzo 1946, ha iniziato il servizio pastorale come curato in Santa Brigida nel 1947 per passare, con lo stesso incarico e nello stesso anno, a Gusaliggio. Nel 1948 è stato nominato curato a Rallio, nel 1952 a Castelnuovo Fogliani ed infine nel 1966 il Vescovo gli ha affidato la guida della parrocchia di Nibbiano, incarico che deteneva tuttora.
I funerali si terranno giovedì prossimo, 18 novembre, alle ore 14,30, nella chiesa parrocchiale di Nibbiano; saranno presieduti dal vescovo mons. Gianni Ambrosio.
Comunicato diocesi di Piacenza-Bobbio
domenica 14 novembre 2010
Ambrosio: il tempo dell'educazione non è finito
Il tema dell’educazione è di scottante attualità; tutti sono chiamati a darvi una risposta rinnovando il proprio impegno. “Il cammino della nostra diocesi – ha, infatti, sottolineato il Vescovo -, impegnata nella Missione Popolare, rientra appieno in quello della Chiesa italiana incentrato sul tema dell’educazione”. La missione evangelizzatrice, infatti, esige una missione educativa che “prepari il terreno ad accogliere il buon seme”. Quel “seme della Parola” che porta “frutti di vita buona”; quel seme che permette all’umanità ferita di volgere lo sguardo verso l’alto.
Ben consci delle difficoltà presenti nella società contemporanea i Vescovi hanno voluto lanciare un messaggio di speranza con “Educare alla vita buona del Vangelo”. “Il termine emergenze educativa – ha spiegato mons. Ambrosio – non compare mai. La parola vita, invece, 152 volte. Questo perché abbiamo voluto invitare le persone ad avere fiducia: il tempo dell’educazione non è finito”.
Al termine dell’intervento si è tenuto un momento di riflessione introdotto dal docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Pierpaolo Triani. A prendere la parola, poi, è stato mons. Giuseppe Busani, vicario episcopale per la pastorale, che ha illustrato le “Indicazioni per il secondo anno della Missione Popolare Diocesana”. In particolar modo ha puntato l’attenzione su uno dei segni caratterizzanti il secondo anno della MPD: Traditio Pater. Il Vescovo, infatti, a gennaio consegnerà ai delegati delle Unità Pastorali il “Pater”. La copertina sarà l’icona del secondo anno della MPD, all’interno il testo nella recente versione del Vangelo di Matteo (CEI 2008); poi tre sezioni distinte: “Padre nostro” (preghiere di benedizione per e sulle relazioni), “Venga il tuo regno (preghiere di benedizione per e sulla cittadinanza), “Liberaci dal male” (preghiere di benedizione per e sulle fragilità).
Nel corso della mattinata sono intervenuti anche il direttore dell’Ufficio Catechistico don Paolo Mascilongo (che ha presentato i sussidi predisposti per il percorso di Avvento “Sei tu? Entrati nella casa, videro il bambino”); il direttore dell’Ufficio per pastorale del matrimonio e della famiglia don Francesco Cattadori (ha introdotto il tema della “Veglia per la vita nascente” che si svilupperà il 27 novembre in Cattedrale con i vespri alle 18 e con la messa celebrata da mons. Ambrosio alle 18.30 ) ed il responsabile del Servizio per la pastorale giovanile don Paolo Cignatta (che oltre a parlare della GMG ha illustrato i sussidi per i giovani e le nuove iniziative tra le quali un’agorà virtuale che nascerà grazie alla collaborazione con il Centro Multimedia per la Pastorale).
E’ stato presentato anche un video curato dal Servizio Multimedia per la Pastorale sul tema dell’Avvento.
sabato 13 novembre 2010
Clero, la fine del mondo nel 2059
Sempre che la profezia Maya del 2012 sia sbagliata, la fine del mondo per il clero piacentino arriverà pressapoco nell'anno 2059. Di certo, nel più vicino 2030, il numero delle tonache diocesane sarà dimezzato rispetto ad oggi: 151 unità contro le 281 al primo gennaio di quest'anno. E' la proiezione statistica del clero della diocesi di Piacenza-Bobbio commissionata da Libertà ed elaborata dai ragazzi della quinta I 1 dell'Isii Marconi. Si parla sempre, di questi tempi, di calo delle vocazioni, di preti anziani, di parrocchie senza parroco. Ora i dati ci sono, sia pure con una "forchetta" a dire il vero piuttosto ampia. I quattro gruppi di lavoro in cui si è divisa la classe guidata dal professor Domenico Palermo sono sostanzialmente d'accordo nella forte riduzione che porterà il clero diocesano a 151 unità nel 2030. Questo tenendo conto delle ordinazioni e dei decessi degli ultimini dieci anni, nonchè delle speranze di vita e delle tavole di morte per la provincia di Piacenza. Secondo un'altra stima considerata verosimile, si ritiene che la "fine del mondo" per il clero diocesano possa attestarsi attorno all'anno 2059. Naturalmente la sfera di cristallo degli statistici non può non tener conto della variabile delle ordinazioni. E' qui che si gioca il futuro della Chiesa piacentina. La media degli ultimi dieci anni parla di 1,6 preti ordinati ogni dodici mesi e, se si analizzano i dati fino al 2009, si scopre addirittura che sono in una leggerissima ripresa. Si vedrà se le politiche di sostegno alle famiglie, nonché quelle più strettamente vocazionali, oltre al rilancio degli oratori, daranno i loro frutti.
la situazione attuale Il clero diocesano attuale (al primo gennaio 2010) è formato da 281 sacerdoti di cui la maggioranza (84 persone) con un età compresa tra i 70 e i 79 anni. Il secondo gruppo in termini numerici è formato da 68 persone, con un'età compresa tra gli 80 e gli 89 anni. Il terzo gruppo è quello dei sacerdoti con un'età compresa tra i 60 e i 69 anni: in tutto 47 persone. Il quarto gruppo più numeroso è formato da 29 preti, tra i 50 e i 59 anni; il quinto da 27 preti tra i 40 e i 49 anni; il sesto dai veterani: sono 15 ed hanno tra i 90 e i 100 anni. Il settimo gruppo conta solo dieci sacerdoti ed è quello nella fascia di età 30-39 anni. Solo un sacerdote nella fascia tra i 20 e i 29 anni. In tutta la diocesi di Piacenza-Bobbio le parrocchie sono 424. Fanno parte del clero diocesano anche 40 diaconi permanenti.
l'ultimo decennio Negli ultimi dieci anni ci sono state 16 ordinazioni di sacerdoti a fronte di 98 decessi. L'anno più prolifico dal punto di vista vocazionale è stato il 2009 con 4 nuovi sacerdoti, mentre nel 2003 non ve ne era stato neppure uno. L'annus horribilis in tema di decessi è stato il 2001: ben 16.
Federico Frighi
10/11/2010 Libertà
giovedì 11 novembre 2010
Istituto sostentamento clero, il cda non celebra messe
Giorni di lavoro e di consultazioni nei sacri palazzi piacentini per individuare il nuovo presidente del cda dell'Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero al posto del dimissionario monsignor Antonio Bozzuffi. Già vicario generale, esponente storico di Comunione e Liberazione, Bozzuffi ha 89 anni ed ha espresso il desiderio di non essere rieletto. Il via è stato dato nel Consiglio Presbiterale di giovedì scorso. Tutto il consiglio di amministrazione, non solo il presidente, è in scadenza il prossimo 31 dicembre. Il "senato del vescovo" deve indicare tre membri ed uno per il collegio dei revisori dei conti. Se ne riparlerà nell'incontro del prossimo 2 dicembre. L'intero cda rimane in carica per 5 anni e il suo presidente è nominato direttamente dal vescovo Gianni Ambrosio, naturalmente con la più ampia condivisione sul nome del prescelto. A quanto si è appreso, monsignor Ambrosio avrebbe declinato l'invito (proveniente da una parte del clero) di affidare la presidenza ad un laico. Serve un sacerdote preparato, benvoluto, dalla moralità e dal rigore ineccepibili per guidare quello che, facendo le debite proporzioni, si presenta come lo Ior piacentino. Il nome che ricorre in questo momento è quello dell'attuale vicario generale, monsignor Lino Ferrari. Il suo spostamento renderebbe però indispensabile coprire un ulteriore e delicato tassello che il vescovo Ambrosio non ha mai ritenuto di dover toccare dall'inizio del suo mandato piacentino: quello del vicario generale.
Non è facile trovare un nome che metta d'accordo il clero diocesano in un ruolo che monsignor Ferrari ricopre egregiamente da sei anni a questa parte. In auge torna la figura di monsignor Luigi Chiesa, parroco di Santa Teresa e vicario episcopale per la città. Il suo nome era già uscito pochi mesi dopo l'ingresso del vescovo Ambrosio ma non se ne era poi fatto nulla. Vedremo stavolta. L'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero gestisce un patrimonio composto dai beni appartenenti agli ex benefici parrocchiali, proveniente da eventuali donazioni o lasciti di beni mobili e immobili. E' un po' il forziere della Chiesa piacentina, visto che quello della Diocesi è rappresentato per la quasi totalità dai conferimenti dell'8 per mille.
Attualmente il cda, oltre al presidente monsignor Antonio Bozzuffi, comprende l'avvocato Gianguido Guidotti (vice presidente) e i consiglieri professor Arnaldo Barbieri, don Giampiero Esopi, ragionier Giancarlo Fiorani, don Pietro Galvani, avvocato Andrea Losi, geometra Vittorio Sartori, ingegner Francesco Scaravaggi. Revisori dei conti sono Giorgio Croci, Luigi Botti e Enzo Groppi.
Federico Frighi
10/11/2010 Libertà
domenica 7 novembre 2010
Il tetto solare atto di rispetto verso il Creato
Libertà, 31/10/2010
giovedì 4 novembre 2010
San Fermo ai macedoni gratis per altri sei anni
La chiesa di San Fermo rimarrà ai mecedoni ortodossi per i prossimi sei anni. E' stata infatti rinnovata recentemente la convenzione tra il gruppo di fedeli ortodossi piacentino e la parrocchia di San Sisto, proprietaria della struttura. I macedoni avranno la chiesa in comodato gratuito fino al settembre del 2016. In pratica viene rinnovata la convenzione stipulata sei anni fa sempre dal parroco don Giuseppe Formaleoni, con il consenso dell'allora vescovo di Piacenza-Bobbio, Luciano Monari. Oggi il vescovo Gianni Ambrosio ha dato il suo benestare a che il rapporto continui. La chiesa di San Fermo era stata chiusa nel 1978 perché in condizioni fatiscenti con il tetto che faceva entrare la pioggia. Dopo la realizzazione di alcuni lavori necessari, nel 2004 la concessione in uso gratuito ai macedoni ortodossi di Piacenza, una comunità ormai integrata nel tessuto sociale locale e che conta circa mille persone. «E' stata una decisione intelligente e giusta quella di affidare San Fermo ai cristiani ordossi - ha commentato il parroco di San Sisto, don Giuseppe Formaleoni -. Grazie a loro il tempio è nato a nuova vita». I macedoni hanno infatti realizzato piccoli lavori all'interno e all'esterno della chiesa completando, ad esempio, l'impianto di illuminazione e arrendandola con il ciclo delle icone e l'altare. Una sinergia tra cristiani ortodossi e cattolici che potrebbe essere ripetuta anche con altre confessioni religiose...
LIbertà, 29/10/2010
Ambrosio: Santi e Defunti, giorni della speranza
«Il nostro cuore, la nostra mente, la nostra preghiera - osserva il vescovo Ambrosio durante l'omelia - sono rivolti ai nostri defunti e noi siamo vicini alle nostre tombe. Anche se, in verità, noi celebriamo oggi (ieri per chi legge, ndr.) la festa dei Santi. Credo che l'intreccio tra la festa dei Santi e la commemorazione dei Defunti sia evidente e sia stato voluto dalla pedagogia, dalla tradizione della Chiesa che vede in successione cronologica queste due feste. Alla fin fine celebriamo un'unica festa, quel mistero della Chiesa che va sotto il nome di comunione dei Santi». Causa maltempo, la messa per i Santi viene celebrata nella chiesetta di Santa Maria del Suffragio, il piccolo tempio del cimitero urbano che fatica a contenere i fedeli. In prima fila, in rappresentanza del Comune di Piacenza, il vice sindaco Francesco Cacciatore, in fascia tricolore. Assieme al vescovo, all'altare, ci sono tutti i parroci urbani.
«I santi più noti - continua il presule - ma anche quelli meno noti, anche loro hanno davvero conservato dentro di loro l'amore di Dio, hanno veramente vissuto la loro vita seguendo le orme del Signore Gesù ed hanno vissuto come figli di Dio». «Si nasce qui, su questa terra, in un posto preciso e ben determinato - prosegue - ma la nostra vita va oltre. E' chiamata come vocazione all'eternità, è indirizzata a ciò che chiamiamo cielo. Anche la preghiera che noi rivolgiamo per i nostri defunti è davvero una preghiera che si colloca in questo mistero della Chiesa e della comunione dei santi. Noi possiamo contare su quegli amici che sono lassù nel cielo perchè il loro affetto è per noi così come il nostro affetto è per loro. Ma noi, da qui, da questa terra, ancora in pellegrinaggio, possiamo pregare per loro perchè vi sia per loro la pienezza della vita, purificati, rinnovati, possano davvero partecipare nella gioia piena dell'amore di quel Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. La preghiera nostra non è solo un'espressione del nostro affetto, della nostra amicizia che pure già è una cosa molto bella perchè riconosciamo che vi è comunque un legame al di là del fatto della morte. Ma la nostra preghiera poggia sulla promessa di Dio vincitore, con il suo amore, della morte. Per noi credenti vi è una grazia: poter vivere la nostra morte ma anche pensare alla morte come una pasqua, un passaggio da questa vita alla vita nuova dei figli di Dio. La nostra preghiera è fondata sull'esperienza del Signore Gesù. La speranza che il nostro cammino non si conclude qui sulla nostra terra ma è un cammino che va verso il cielo».
Federico Frighi
Libertà, 2 novembre 2010
Si rinnova il cda dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero
In apertura il vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani ha presentato il programma del secondo anno della Missione popolare diocesana, programma che è stato riunito, col titolo “Riflessioni e prospettive”, in una pubblicazione che fa riferimento in particolare al convegno di settembre integrato con i contributi emersi durante gli incontri degli operatori che si sono tenuti in ottobre. Si tratta di un documento ampio ed organico che può essere richiesto alla segreteria della Missione.
E’ in scadenza il consiglio di amministrazione dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Ha durata quinquennale e viene eletto dal Vescovo. Il Consiglio presbiterale deve, però, indicare tre membri (mons. Monari li aveva portati a cinque) per il cda ed uno per il collegio dei revisori dei conti. Come è stato comunicato questa mattina, tutti gli attuali componenti sono rieleggibili, ma il presidente, mons. Antonio Bozzuffi, per motivi di età, si è già detto non disponibile per una riconferma. Agli effetti della votazione del Consiglio, che tornerà a riunirsi il 2 dicembre, entro il mese di novembre possono essere segnalati candidati che andranno a comporre un’apposita lista a cura della segreteria.
Il prossimo anno, dal 3 all’11 settembre, ad Ancora si tiene il venticinquesimo Congresso eucaristico nazionale: allo scopo è stato costituito un comitato nazionale e la nostra diocesi ha indicato in mons. Carlo Tarli il proprio delegato. E’ stato lo stesso mons. Tarli a riferire alcuni particolari organizzativi. Ad esempio con il prossimo Avvento le parrocchie potranno ritirare in Curia lo stendardo ufficiale da esporre nelle chiese; in diocesi dovrà essere costituito un apposito comitato e dovranno essere individuati volontari che, dopo opportuna preparazione, presteranno servizio durante il Congresso di Ancona il cui tema (“Signore da chi andremo?”) – ha sottolineato mons. Tarli – si inserisce molto bene nel programma della missione popolare.
Il Consiglio è poi passato a parlare di pastorale giovanile e di oratori. In merito hanno riferito don Paolo Cignatta, nuovo delegato vescovile per la pastorale giovanile, don Fabio Galli, presidente dell’associazione degli oratori piacentini (il nuovo consiglio è stato eletto venerdì scorso) e don Giuseppe Lusignani, direttore dell’Ufficio per i beni culturali. I tre interventi erano uniti da un motivo di fondo: la presenza dei giovani nella Chiesa e la loro formazione attraverso gli oratori, intesi non solo come strutture fisiche, ma anche come progetti educativi. Dettagliate le tre relazioni e ampio il dibattito: il Consiglio non ha potuto esaurire il tema, che per sua natura ne coinvolge diversi altri, e, su proposta di mons. Maggi, è stato deciso che si tornerà a parlarne in una prossima seduta (non quella del 2 dicembre di cui è già stato deciso l’ordine del giorno: Missione popolare, elezione dei membri del consiglio di amministrazione dell’Istituto per il sostentamento del clero e Pastorale della montagna).
Don Cignatta era al suo primo intervento in Consiglio dopo la nomina a responsabile della pastorale giovanile: a questo proposito il Vescovo lo ha ringraziato per aver accettato l’incarico ed ha avuto parole di riconoscenza per quanto ha fatto in questo settore don Paolo Camminati. Mons. Ambrosio, intervenendo sul rapporto giovani ed oratori, ha sottolineato come il problema delle strutture e del progetto educativo debba essere affrontato con una concezione unitaria avendo chiaro che la pastorale giovanile rappresenta il futuro.
Tra le comunicazioni date all’assemblea dal vicario generale mons. Lino Ferrari ricordiamo che dal 15 al 17 novembre prossimi alla Bellotta di Pontenure sono in programma gli esercizi spirituali per il clero predicati dal vescovo di Parma mons. Enrico Solmi; altro importante appuntamento il 21 novembre, domenica, alle ore 16, a Gragnano: il Vescovo presiederà la cerimonia ufficiale per l’apertura del processo di beatificazione di don Giuseppe Beotti.
martedì 2 novembre 2010
Africa Mission e i bambini di strada, missione compiuta
Di questi giovanissimi Karimojong, di età compresa tra i 2 e i 12 anni, la maggior parte dei quali molto piccoli, la Ong piacentina si sta prendendo cura attraverso un progetto di protezione dell’infanzia vulnerabile grazie al quale vengono garantiti una prima accoglienza psico-sociale, cure mediche di base e il diritto al cibo.
Già alla fine di settembre (come era stato già comunicato alla stampa), 27 di questi 86 ex bambini di strada erano stati ricongiunti con le loro famiglie. Ora l’intervento di reinserimento è stato completato. Tutti i piccoli Karimojong accolti a Iriiri sono ritornati infatti a casa, ad eccezione di 7 bambini, dei quali non è ancora stata trovata la famiglia di origine e che vengono ospitati dalle suore di Madre Teresa di Moroto, che Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo si è impegnata a sostenere con derrate alimentari, acqua, materassi, coperte e tutto l’indispensabile per l’accoglienza, compreso il supporto finanziario per il pagamento di operatrici sociali.
Nel frattempo, continua da parte della Ong piacentina, l’attività di monitoraggio delle condizioni di salute e delle necessità dei bambini che hanno già ritrovato le loro famiglie. Mentre il World Food Programme, il programma alimentare delle Nazioni Unite, si è impegnato a fornire cibo alle famiglie dei bambini, con la speranza che i piccoli non tornino nuovamente a mendicare a Kampala.
Ora, l’obiettivo di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo è quello di riuscire a inserire i bambini anche a scuola, al fine di evitare il loro ritorno alla vita di strada. E per portare avanti questo progetto, l’Ong è alla ricerca di collaborazioni con anche altre istituzioni operanti in Uganda. Quello della mancanza di qualsiasi forma di educazione, e quindi di prospettive per il futuro, infatti, è un ulteriore problema che va ad aggiungersi ai gravi rischi con cui già si confrontano quotidianamente i bambini di strada a Kampala: la fame, l’assenza di cure, l’inquinamento, gli incidenti, i soprusi.
Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo fa un appello a tutti coloro che vogliano unirsi all’impegno di garantire i diritti di base e un futuro migliore a questi bambini, contribuendo alla campagna di raccolta fondi per assicurare loro cibo, cure, assistenza, ma anche la possibilità di frequentare la scuola. Per informazioni, contattare la segreteria della Ong, in Strada ai Dossi di le Mose 5/7 a Piacenza, tel. 0523.499424.
sabato 30 ottobre 2010
Nuova guida per i Papa Boys
Cambio della guardia alla guida dei Papa-Boys piacentini. Don Paolo Cignatta, 36 anni, vicario parrocchiale a Castelsangiovanni, ha preso il posto di don Paolo Camminati, 43 anni, che vede scadere nel 2010 il proprio mandato. L'avvicendamento è avvenuto nel silenzio estivo, con un annuncio dato sul settimanale diocesano il Nuovo Giornale a fine agosto, quando lo stesso don Camminati era alla guida del pellegrinaggio diocesano dei giovani in Terra Santa. Ad un paio di settimane fa risale invece il nuovo statuto dell'Ufficio diocesano di pastorale giovanile, promulgato dal vescovo Gianni Ambrosio il 13 ottobre. Un documento che, in una paginetta, esplicita le competenze del nuovo ufficio destinato ad occuparsi dei giovani ma anche degli oratori «Don Camminati mi lascia una eredità consistente - ci tiene ad evidenziare don Cignatta -, con eventi ben organizzati e partecipati». Tuttavia, uno dei lavori che era necessario affrontare al più presto era quello di contattare tutti i preti della diocesi per un fisiologico rilancio dell'ufficio diocesano. «Nessun servizio diocesano è un doppione rispetto alle parrocchie - ci tiene ad evidenziare la neo guida, originario di Castelsangiovanni -. La Chiesa è un tutt'uno e il soggetto della pastorale giovanile è la comunità cristiana. Oggi poi, la situazione sociale ci impone di lavorare insieme. Non è più possibile chiudersi dentro a dei particolarismi ma è necessario mettersi in rete. Trovo che questo sia percepito dai sacerdoti e ho trovato il clero di Piacenza-Bobbio ben disposto». Don Cignatta ha già affrontato una serie di incontri con i parroci delle varie zone. «Vedo che c'è il desiderio e l'attenzione verso i nostri giovani - dice -, anche se trovare delle piste praticabili non è sempre facile. Un po' perchè l'età media dei sacerdoti è avanzata. Un po' perchè oggi i giovani ci lanciano una nuova sfida». Una sfida che non è più quella dell'essere contro la Chiesa o Gesù come in passato, ma che si presenta paradossalmente molto più complicata: una sfida contro l'indifferenza. «Copre il latente desiderio di Dio - riflette don Cignatta -; "Io vivo bene anche senza Dio" mi sento dire in giro». «Vogliamo far capire ai giovani - prosegue - che stanno a cuore alla Chiesa. Pensiamo a don Milani e al suo "I care: mi interessi". Non è un caso che stiano rinascendo gli oratori: vuol dire che i giovani stanno a cuore alla Chiesa anche oltre il cammino di gruppo e la Chiesa li sostiene anche dentro le loro passioni, che sono quelle dello sport, dello stare insieme, della musica, della festa, del tempo libero. Promuovere le passioni belle dei giovani penso sia importante. I giovani hanno bisogno di novità e la vera novità è Gesù Cristo». L'evento più importante, nell'anno 2010-2011, sarà la Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà il prossimo agosto a Madrid. Piacenza sarà gemellata con Cordoba dove si terranno i giorni delle diocesi, poi ci sarà il grande ritrovo di Madrid. Le iscrizioni si sono aperte il primo ottobre e nella Pastorale Giovanile di don Cignatta il cantiere dello spirito è già iniziato.
fed. fri.
27/10/2010 Libertà
venerdì 29 ottobre 2010
Morto l'esorcista diocesano
ricoverato da tempo, mons. Giovanni Battista Lanfranchi, parroco di Seminò
(Ziano).
Nato a Travo il 7 settembre 1922, è stato ordinato sacerdote il 15 giugno
1946. Ha iniziato il servizio pastorale come curato a Cortemaggiore per
passare nel 1949, con la stessa qualifica, a Pianello. Nel 1953 è stato
nominato parroco di Montereggio; nel 1954, come rettore, gli è stata
affidata la parrocchia di San Lazzaro Alberoni e nel 1960 è stato nominato
parroco di Seminò, incarico che manteneva tuttora. Era anche Moderatore
dell'Unità pastorale 4 del Vicariato Val Tidone. Assistente spirituale della
"Comunità Rosa Mystica" dal 1989, il 25 gennaio 2007 il Vescovo gli ha
affidato l'incarico di esorcista della diocesi.
La salma sarà trasferita oggi pomeriggio nella chiesa di Seminò dove questa
sera verrà recitato un Santo Rosario; domani sera, sabato, veglia funebre. I
funerali si terranno domenica prossima, 31 ottobre, alle ore 15, nella
chiesa parrocchiale di Seminò. Saranno presieduti dal vescovo mons. Gianni
Ambrosio.
giovedì 28 ottobre 2010
Caritas-Migrantes, ecco lo straniero che paga le tasse
Con quasi 16mila stranieri residenti il Comune di Piacenza si colloca al sesto posto assoluto in regione nella speciale classifica stilata dal rapporto Caritas-Migrantes presentato ieri a Bologna. In tutta l'Emilia Romagna, al 31 dicembre del 2009, gli stranieri residenti erano 516mila, in Italia 4.919.000.
A guidare la classifica è Bologna con 43.664 stranieri residenti, seguita da Reggio Emilia (26.508), Modena (24.918), Parma (23.868), Ravenna (17.190) e, appunto, Piacenza. Tra i primi 50 comuni, al 25esimo posto c'è Castelsangiovanni con 2.675, poi Fiorenzuola con 2.187.
Incidenza per comune Se a Piacenza l'incidenza degli stranieri residenti sul totale degli abitanti è del 15,49% (16° posto), Castelsangiovanni, con il 19,35%, si colloca al terzo posto assoluto in regione, mentre Borgonovo si prende il settimo in virtù del 16,64% di incidenza. Sempre per quanto riguarda la provincia di Piacenza, si trova Villanova al 20° posto con il 15,18%, Agazzano al 26° con il 14,64%, Fiorenzuola al 27° con il 14,61%, Cortemaggiore al 37° con 13,85%, poi Ziano al 42° con il 13,40%. Otto comuni nei primi cinquanta posti, tutti con più stranieri di Parma, al 50° esatto con il 12,94%.
Incidenza per provincia D'altro canto la provincia di Piacenza è quella che in assoluto ha la maggiore incidenza di stranieri (in tutto sono 36.153) residenti: il 12,6%. Seguono Reggio Emilia con 12,3%, Modena 11,9%, Parma 11,5%, Ravenna 10,4%, Forlì-Cesena 9,9%, Bologna 9,6%, Rimini 9,4%, Ferrara 6,8%. In regione l'incidenza è del 10,5%.
le nazionalità In tutta la regione il Marocco (67.502 residenti) fa la parte del leone con il 14,58% per cento sulla totalità degli stranieri; seguono Romania (60.673) con il 13,11%, Albania (58.735) con il 12,69%, Ucraina (23.710) con il 5,12%, Tunisia (22.853) con il 4,94, Cina (21.433) con il 4,63%, Moldova (21.333) con il 4,61%, India (14.758) con il 3,19%, Pakistan (14.689) con il 3,17%, Polonia (12.253) con il 2,65%. Ci sono poi 11.531 filippini, 10.184 ghanesi, 9.257 macedoni, 8.813 senegalesi, 8.357 nigeriani. Ancora: 6.767 persone provenienti dal Bangladesh, 5.329 dello Sri lanka, 4.805 dalla Bulgaria, 4.730 da Serbia e Montenegro, 4.166 dalla Turchia, 70.962 da altri paesi.
il mercato del lavoro Ecco come sono distribuiti i lavoratori dipendenti stranieri per provincia: a Bologna sono 67.754 (22%), a Modena 52.608 (17,1%), a Reggio Emilia 36.221 (11,8%), a Ravenna 31.716 (10,3%), a Rimini 28.888 (9,4%), a Forlì-Cesena 28.412 (9,2%), a Parma 27.153 (8,9%), a Piacenza 19.398 (6,3%), a Ferrara 15.259 (5%).
titolari d'impresa Nella provincia di Piacenza gli stranieri titolari d'impresa sono 2.227 su un totale di 28.819 imprese attive sul territorio (il 7,73%); a Parma 3.433 su 43.236 imprese (il 7,94%); a Reggio Emilia 5.437 su 52.838 (il 10,29%); a Modena 4.551 su 68.132 (il 6,68%); a Bologna 5.750 su 87.798 (il 6,55%); a Ferrara 1.521 su 34.731 (il 4,38%); a Ravenna 3.066 su 38.028 (8,06%); a Forlì-Cesena 2.486 su 40.650 (6,12%); a Rimini 2.630 su 33.658 (il 7,81%).
tasse e contributi In Emilia-Romagna dall'occupazione straniera nel 2008 sono arrivati 733 milioni di euro di contributi previdenziali e 358 milioni di gettito fiscale (tra Irpef, Iva sui consumi, imposte sui fabbricati), per un totale di oltre 1 miliardo di euro. Da Piacenza, in particolare sono arrivati 43milioni di euro in contributi previdenziali e quasi 21,5 di gettito fiscale.
Federico Frighi
27/10/2010 Libertà
martedì 26 ottobre 2010
Africa Mission, dalla maratona di Venezia 9 pozzi per l'acqua
“Siamo veramente orgogliosi di questa fratellanza e dei risultati che si sono ottenuti in questi anni - ha dichiarato il presidente di Venicemarathon, Enrico Jacomini, a proposito di “Run for Water, Run for Life” -. Il progetto è talmente bello che attira l’attenzione di tutti e coinvolge soprattutto i giovani, ed è per noi motivo di particolare soddisfazione. Per noi non è un’iniziativa estranea che si è affiancata a Venicemarathon, ma che è diventata parte della nostra struttura”.
“Siamo orgogliosi di essere parte della struttura di Venicemarathon - ha detto a sua volta il presidente di Cooperazione e Sviluppo, Carlo Antonello, intervistato anche da Rai Sport 1 durante la diretta sulla Maratona -. Speriamo negli anni di crescere ancora e di portare presto la Maratona di Venezia a organizzare anche una maratona a Moroto, in Uganda, per far arrivare la solidarietà dello sport ai bambini africani. La nostra amicizia con Venicemarathon è nata sui valori veri dello sport e della vita, e siamo orgogliosi di collaborare con questa maratona che è l’unica ad essersi aperta al valore della solidarietà verso il Terzo mondo. Ringraziamo con tutto il cuore gli organizzatori della Venicemarathon che hanno portato salute e vita ai tanti bambini che in Karamoja ogni giorno fanno la maratona per trovare acqua e vita”.
La Maratona di Venezia è giunta quest’anno all’importante traguardo dei 25 anni. A vincere la competizione di domenica sono stati il keniano Simon Kamama Mukun nella corsa maschile e l’etiope Makda Harun Haji in quella femminile. Nella categoria hand-bike il traguardo è stato invece tagliato insieme da Vittorio Podestà e dall’ex pilota di Formula 1 Alex Zanardi, testimonial di un altro “partner sociale” di Venicemarathon, il progetto Bimbingamba dell’Associazione Niccolò Campo, che già dall’anno scorso sostiene con un proprio contributo anche “Run for Water, Run for Life”.
Nei giorni precedenti la Maratona, Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo era presente alla fiera Exposport con un proprio stand, visitato anche dall’atleta paraolimpico Oscar Pistorius, testimonial del progetto“Venezia Accessibile” dell’Ufficio Eliminazione Barriere Architettoniche del Comune di Venezia. Tutti fondi raccolti dalla Ong piacentina durante la Venicemarathon (grazie ai contributi spontanei degli atleti, ai 500 pettorali speciali destinati a “Run for Water, Run for Life” e a una parte del ricavato delle corse non competitive “Family Run”, oltre che alle offerte ricevute allo stand di Exposport) è stato destinato alla costruzione di pozzi d’acqua potabile nella regione ugandese del Karamoja, in Uganda.
domenica 24 ottobre 2010
Il vescovo Grillo: mai avere fretta con le apparizioni mariane
«Cautela nelle apparizioni, ma nessun problema nel chiedere la guarigione dell'anima, questo la Madonna non può rifiutarlo». E' in estrema sintesi il pensiero del vescovo emerito di Civitavecchia, Girolamo Grillo, che ieri sera ha portato la propria testimonianza al Palabanca, invitato da monsignor Pietro Casella con gli Amici di Sant'Eufemia. Il vescovo Grillo (80 anni) fu protagonista di un evento inspiegabile accaduto nel 1995 quando una statuetta della Madonna, acquistata da un parroco a Medjugore, gli pianse tra le mani lacrime di sangue.
«Non sono mai stato un credulone e nelle cose vado sempre con molta cautela - ci tiene a premettere -. Quando si sono verificate le prime lacrimazioni non è che via abbia dato tanto peso. Tanto più che in quell'epoca in Italia piangevano molte madonne. Quando pianse quella della mia diocesi pensai: proprio a me doveva capitare questa stupidata! ». Non solo: giunse a dare disposizioni che la statua fosse distrutta. Gliela nascosero e lui la fece sequestrare. Disse che l'aveva rinchiusa in un caveau di una banca, invece l'aveva messa nella stanza di suor Teresa, una delle due religiose presenti ieri sera al Palabanca. Stupidaggini. Non ne fece mistero con il cardinale Sodano, allora segretario di Stato, che lo chiamò invitandolo ad essere più elastico. «Pure in Vaticano credete queste stupidaggini» replicai al cardinale. Che lo richiamò ancora poco dopo, spiegandogli che il Papa aveva visto "il Fatto" di Enzo Biagi in cui Grillo, pur scettico, azzardava una posizione più morbida. «Il Santo Padre apprezzava - ricorda il vescovo -. Io pensai che anche il Papa doveva essere impazzito». Dopo 42 giorni, nel marzo del 1995, avviene la lacrimazione nelle mani di monsignor Grillo. La sera prima seppe che una donna in cura dall'esorcista padre Amorth disse che la madonnina aveva previsto l'elezione di Prodi e un attentato delle Brigate Rosse che avrebbe diviso in due l'Italia. Ancora sciocchezze per il vescovo Grillo. Il giorno dopo la madonnina lacrimò sangue in mano a sua eccellenza: «Diventai bianco e mi inginocchiai». Per circa tre anni rimase turbato e non ne volle sapere più nulla. «Ero traumatizzato - confessa -. Molti pensano che sia diventato devoto alla Madonna dopo tutto ciò. Non è vero. La mia devozione viene da lontano, me la insegnò mia madre. La Madonna mi fece anche una grazia guarendomi l'occhio sinistro a 5 anni. L'apparizione era un messaggio per Giovanni Paolo II».
Devoti sì, ma non creduloni: «La Madonna come ancora di salvezza ci invita a purificarci perchè il mondo non va bene. Prima di tutto invita i sacerdoti a ritrovare loro stessi, dice di pensare e riflettere. La gente viene a pregare, a piangere e a confessarsi e la cosa più importante è proprio la conversione; le guarigioni sono secondarie, l'importante è la guarigione dell'anima». Sia Medjugore sia Civitavecchia, tuttavia, non sono ancora riconosciute dalla Chiesa. «Bisogna andare con molta cautela - osserva Grillo -, saper aspettare, Dio non ha fretta. Io dico sempre: la Madonna non ha l'orologio».
Federico Frighi
21/10/2010 Libertà
sabato 23 ottobre 2010
Un campione paraolimpico per Africa Mission
La Ong piacentina - scelta come “partner sociale” della Venicemarathon con il progetto “Run for Water, Run for Life” - sarà presente all’evento sportivo fino a domenica 24 ottobre, giorno in cui si correrà la Maratona. Quest’anno, tra l’altro, la competizione, alla quale si sono iscritti oltre 7mila atleti, proporrà, per l’importante traguardo dei suoi 25 anni, un inedito e spettacolare passaggio in Piazza San Marco a Venezia. Fino a sabato, giorno precedente la maratona, invece, rimarrà attivo lo stand della Ong piacentina presso Exposport, la fiera dello sport allestita a Parco San Giuliano di Mestre e inaugurata da Pistorius, ospite anche quest’anno in qualità di testimonial del progetto dell’Ufficio Eliminazione Barriere Architettoniche del Comune di Venezia “Venezia Accessibile”. Il campione paraolimpico parteciperà anche a una delle due Family Run, le corse non competitive in programma sabato.
Tutto il ricavato della partecipazione di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo alla Venicemarathon (raccolto grazie ai contributi spontanei degli iscritti alla Maratona e alle Family Run, a 500 pettorali speciali destinati a “Run for Water, Run for Life” e alle donazioni ricevute allo stand presso la fiera Exposport) verrà destinato alla costruzione di pozzi d’acqua potabile nell’arida regione ugandese del Karamoja, in Uganda.
