venerdì 17 dicembre 2010

Sabato 18 il concerto di Natale di Sacricorridoi

Come ogni anno Sacricorridoi organizza, assieme a Gazzola Immobiliare, il concerto di Natale. L'appuntamento è per sabato 18 dicembre al Centro parrocchiale di Rivergaro. Si esibirà un quartetto: Stefania Ferrari (voce), Corrado Pozzoli (pianoforte), Silvano Tinelli (clarinetto), Elisabetta Fanzini (violino).

mercoledì 15 dicembre 2010

Sant'Eustachio: una santa alleanza

Un'alleanza tra cattolici e ortodossi contro la secolarizzazione del mondo. E' il senso della riapertura al culto della chiesa di Sant'Eustachio che da ieri è ufficialmente il punto di riferimento per i cristiani ortodossi russi del Patriarcato di Mosca. Un senso evidenziato nell'intervento di monsignor Pietro Casella quale rappresentante della diocesi di Piacenza-Bobbio. Per il clero piacentino erano presenti anche il vicario generale monsignor Lino Ferrari e don Giuseppe Formaleoni. Oltre un centinaio i fedeli ortodossi (lituani, moldavi, russi) e una ventina i celebranti provenienti da gran parte delle chiese ortodosse d'Italia. A fare gli onori di casa padre Grigore Catan, parroco della comunità ortodossa piacentina, dedicata ai santi tre vescovi del Patriarcato di Mosca. Per la chiesa ortodossa il massimo esponente del Patriarcato di Mosca in Europa, l'arcivescovo Innokentij Vasiliev, responsabile della diocesi
di Gran Bretagna, del Belgio, dell'Austria, dell'Olanda, della Germania, e del Chersoneso
che comprende i Decanati di Francia, Svizzera, Italia, Spagna, Portogallo e che ha sede a Parigi. Presente anche il sindaco di Piacenza Roberto Reggi. Monsignor Casella ha tracciato la storia recente della chiesa di Sant'Eustachio, della quale spiega di essere «priore a vita per volontà della congregazione di San Filippo Neri fin dal lontano 1986 dopo la rinuncia dello scomparso monsignor Premoli». «Monsignor Premoli aveva invitato a fare convergere i suffragi su di me - ricorda monsignor Casella - perchè, avendo più addentratura presso la Soprintendenza, avevo maggiori possibiltà di salvare il monumento». «Con difficoltà accettai la nomina arrivata con forte maggioranza - continua -. C'era da risolvere la rivendicazione da parte della parrocchia di San Savinio che venne subito chiarita. Poi il fatto che, con la promulgazione del nuovo codice di dittto canonico, venivano soppresse congregazioni e oratori e purtroppo Sant'Eustachio era tra quelli. Grazie al mio intervento presso il Ministero dell'Interno la chiesa e la congregazione vennero salvate. Per 25 anni abbiamo effettuato restauri per mantenere in vita l'oratorio e pagato regolarmente tutte le tasse. Abbiamo lottato tanto, assieme a padre Catan, per arrivare a questa giornata storica».
«Oggi è per concessione del vescovo Gianni Ambrosio che la chiesa viene affidata alla comunità ordotossa russa (in comodato d'uso, ndr.). Come diceva l'Osservatore Romano lo scorso ottobre al termine del secondo Forum ortodossi-cattolici tenutosi a Rodi, quella tra cattolici e ortodossi è una alleanza per contrastare il secolarismo della società di oggi».
Federico Frighi


12/12/2010 Libertà

lunedì 13 dicembre 2010

La cittadella dei consumatori difettosi

Quando sarà pronta dovrà essere un luogo da vivere e frequentare. Per portare i propri vestiti che non si mettono più ma che potrebbero andare ancora bene ad altri, o semplicemente per dare una mano a Giuseppe Chiodaroli e compagni. La cittadella della solidarietà Caritas che sta nascendo dietro alla chiesa di Sant'Agostino non potrà non essere uno dei fiori all'occhiello di una Piacenza, una città tanto più civile quanto più pensa e aspetta i suoi cittadini che sono rimasti indietro e che non ce la fanno più, i consumatori difettosi, per dirla con l'analisi che il sociologo Zygmunt Bauman fa del mondo consumistico attuale.

Un luogo in cui si sperimenta, con la pedagogia dei fatti, la lotta agli sprechi, uno stile sobrio ed essenziale che riguarda tutta la collettività. E' nelle parole del direttore Caritas, Giuseppe Chiodaroli, il senso del centro "il Samaritano" il cui cantiere ha preso avvio ieri mattina nell'area demaniale dietro alla chiesa di San'Agostino. Le vecchie officine della Caserma Cantore, in stato fatiscente, verranno recuperate e trasformate in magazzini per viveri, vestiti e mobili. Ieri era il giorno del grazie nei confronti di tutti coloro che hanno contribuito a far partire il progetto.
C'è il sindaco Roberto Reggi: «Voglio esprimere il grazie della città per questi 38 anni di servizio della Caritas diocesana. Poi devo dire che questa è una sorta di anticipazione del federalismo demaniale: con questo intervento recuperate una fetta di città oggi abbandonata. Noi ci impegnamo come amministrazione a sostenere la Caritas e nel 2011 metteremo a disposizione anche più soldi perchè investire sulla Caritas è investire sulla città». C'è l'assessore provinciale Pierpaolo Gallini: «Questa iniziativa ha una importanza culturale in un mondo in cui i valori veri sembrano essere messi in secondo piano». Il vescovo Gianni Ambrosio che è anche il presidente della Caritas diocesana: «Con il gesto della benedizione stabiliamo una collaborazione con il Signore; le cose possono essere buone se sono collocate in alleanza con il Signore».
Ci sono, tra gli altri, anche l'assessore Giovanna Palladini, il parroco di Sant'Antonino, don Giuseppe Basini, il vicario episcopale per la città, monsignor Luigi Chiesa, il vice presidente Svep, Benito Castellani. Presenti i primi presidenti della Caritas, i coniugi Giulia e Umberto Chiappini, il primo assistente don Mario Boselli, gli ex direttori don Giorgio Bosini e monsignor Giampiero Franceschini, i rappresentanti dell'Asl e della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Chiodaroli ricorda che si finirà nel 2012 in tempo per i 40 anni della Caritas e ringrazia agli alpini che hanno bonificato l'area assieme ad Enìa ed ai due volontari Adriano Dotti e Roberto Porcari, la Cementirossi che ha regalato 300 quintali di cemento, poi la Nordmeccanica, la Banca di Piacenza.
La breve cerimonia si tiene nel capannone in cui, una volta pronto, verranno tenuti i mobili di seconda mano ritirati dalle famiglie e distribuiti ai bisognosi; un'altra parte del medesimo capannone sarà invece destinata ad ospitare le celle frigorifere (saranno tre) e il magazzino del secco per i generi alimentari del progetto Agea. Si tratta dei generi alimentari comunitari in sovraproduzione che sono consegnati a 21 centri in tutta la diocesi per la realizzazione delle borse viveri destinate alle famiglie in difficoltà. «Lo scorso anno - spiega Chiodaroli, tanto per dare un'idea - sono state raccolte 27mila tonnellate di viveri Agea». Poi Piacenza Solidale, il progetto tutto piacentino con le istituzioni locali e i supermercati per il recupero dei prodotti alimentari non più vendibili perchè in scadenza. Per ora vengono collocati nelle mense Caritas e Ceis, ma il servizio verrà presto ampliato anche ad altre realtà che hanno chiesto di usufruirne. Nel capannone alla sinistra dell'ingresso (da via Giordani all'altezza della palestra Lomazzo, proprio di fronte alle nuova sede della Caritas diocesana) verrà creato il guardaroba con il vestiario per i poveri. Il capannone grande sarà utilizzato anche per il negozio delle "Vetrine solidali" dove verranno messi a disposizione, in offerta, i vestiti non adatti alla distribuzione. «Lo scorso anno abbiamo raccolto da questo servizio - fa sapere Chiodaroli - 8mila euro che abbiamo utilizzato per acquistare la biancheria intima per i bisognosi». Ci sarà poi un laboratorio di falegnameria in cui si faranno lavorare persone in difficoltà. Completerà il progetto una tensostruttura con la quale verrà coperto parte dello spazio dell'area cortilizia. Sotto, si terranno le attività di sensibilizzazione per gli studenti piacentini.
Federico Frighi


Libertà 12/12/2010

martedì 7 dicembre 2010

Africa Mission fa il pienone

Grande successo per la cena benefica che Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo ha promosso sabato sera presso il salone della parrocchia di Santa Franca a Piacenza. Circa 300 persone hanno aderito all’appello di solidarietà lanciato dalla Ong per sostenere l’Opera di don Vittorione attraverso questa iniziativa all’insegna della tradizione culinaria piacentina.
Alla serata hanno partecipato anche il vicario generale della diocesi di Piacenza-Bobbio mons. Lino Ferrari, il sindaco di Piacenza Roberto Reggi insieme alla moglie, l’assessore provinciale Andrea Paparo e gli assessori comunali Giovanna Palladini, Giovanni Castagnetti e Paolo Dosi. L’appuntamento è stato introdotto da don Maurizio Noberini, presidente di Africa Mission, e da Carlo Ruspantini, direttore della Ong piacentina.

La serata è stata organizzata grazie alla generosità e alla sensibilità di tante persone e realtà che hanno condiviso il valore dell’iniziativa e se ne sono fatte carico impegnandosi in prima persona: la Pro Loco di Vigolzone, che oltre ad offrire antipasti, primi e secondi, ha messo a disposizione i suoi cuochi per la preparazione di prelibati piatti della tradizione piacentina; l’Azienda Agricola Santa Giustina di A. Bucciarelli & C. di Pianello Val Tidone, che ha offerto i vini; la Società Valtrebbia Acque Minerali srl, che ha fornito l’acqua “AltaValle del Trebbia”; i volontari della parrocchia di Santa Franca, che hanno collaborato all’organizzazione della cena; i bravissimi studenti dell’Istituto Alberghiero Raineri-Marcora di Piacenza, che hanno servito ai tavoli; le Grafiche Lama, che hanno stampato il materiale di promozione; tutti i volontari e simpatizzanti di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo, provenienti da diverse parti d’Italia, che hanno dato il loro contributo alla preparazione della serata.

Nel corso dell’incontro conviviale, durante il quale è stato anche presentato un filmato sull’attività promossa in Uganda dall’organizzazione fondata ormai 38 anni fa da don Vittorio Pastori e mons. Enrico Manfredini, è proseguita anche la vendita dei biglietti della Lotteria provinciale “Dona e Vinci” di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo, la cui estrazione avverrà sabato 18 dicembre in occasione dell’inaugurazione della nuova sede del Movimento, in programma a partire dalle ore 15.
“Africa Mission è diventata ormai un’eccellenza piacentina - ha detto il sindaco Reggi nel corso della cena -. È infatti una realtà che porta in giro nel mondo il nome di Piacenza in modo positivo. L’Amministrazione Comunale sarà sempre vicino ad Africa Mission, e lo sarà anche sabato 18 dicembre in occasione dell’inaugurazione della sua nuova sede. In quella giornata, alla mattina inaugureremo il nuovo ponte sul Po che collega l’Emilia alla Lombardia, al pomeriggio invece inaugureremo un altro ponte, quello verso l’Africa”.

lunedì 6 dicembre 2010

Adozioni a distanza, una strada per lo sviluppo

Ecco una buona azione che può essere fatta per Natale: sostenere a distanza uno dei bambini di padre Luigi Vitella. Adozioni certificate e controllate di un bambino del Burundi che, con i soldi dei benefattori piacentini, può studiare e riscattarsi diventando in futuro un buon cittadino impegnato per la rinascita del proprio martoriato Paese. L'aiuto allo sviluppo passa anche di qui.

«Per Natale aiutateci a farci rinascere un bambino del Burundi! ». L'appello ai piacentini arriva da Giovanna Armellini, volontaria dell'associazione Valeria Tonna (facente capo alla Caritas diocesana), al termine dell'incontro di ieri pomeriggio tra le famiglie piacentine e il missionario saveriano padre Luigi Vitella. L'associazione piacentina si occupa di adottare a distanza i piccoli di Bjumbura (Burundi), bambini orfani dei genitori, ragazzini di strada, ex bambini-soldato. Padre Vitella e la sua missione li accolgono in famiglie africane e, con l'aiuto dei piacentini ma anche di altre persone generose sparse per l'Italia, garantiscono il sostentamento, le cure mediche, gli studi e la formazione. Ne sono stati adottati 2.600 ma ce ne sono ancora tanti altri. «Ogni bambino che aiutiamo a crescere - spiega Armellini - a sua volta sensibilizza la famiglia in cui vive e si prepara ad essere un cittadino che in un domani molto vicino dovrà mandare avanti il suo paese». Domani all'associazione che ha come riferimento la Caritas diocesana (via Giordani 21, 0523/332.922) arriveranno i nominativi di altri 40 bambini dagli zero ai 5 anni da adottare a distanza. «Ma abbiamo bisogno anche per chi ha 13-14 anni, generalmente questi sono i casi più difficili da portare avanti» dice padre Vitella mentre mostra due filmati africani ai quasi cento genitori adottivi che gremiscono la Sala delle Colonne. Si vedono i bambini (tantissimi), ma anche i microprogetti delle associazioni di famiglie africane. «E' il salto di qualità che stiamo tentando di fare - spiega il missionario -, quello dell'autosostentamento. C'è chi alleva capre, chi maialini, chi si dedica al taglio e al cucito o ai lavori agricoli». «Tutte le associazioni (oggi sono 141) vengono controllate con rigore nel rispetto delle regole che ci siamo dati - garantisce padre Vitella -. A chi non è a posto sospendiamo i fondi per un mese». Grazie al movimento di donatori messo insieme da padre Vitella, nella parrocchia di Kamenge l'oratorio accoglie quotidianamente 700 bambini che si ritrovano per il dopo scuola e per il gioco. Ci sono poi quattro centri di proiezione dove nei fine settimana imparano i valori della fede cristiana oltre 800 bambini, la colonia delle vacanze e il micro credito alle vedove.
Adottare un piccolo di Bujumbura vuol dire donare 15 euro al mese. Ogni bambino viene periodicamente controllato dai volontari del missionario saveriano. Non solo. «Vi ringraziano e pregano per voi - assicura padre Vitella - e per le vostre famiglie».
Federico Frighi

Libertà, 28/11/2010

sabato 4 dicembre 2010

Se le rapine avvengono in Duomo

Neanche in chiesa si può stare tranquilli. La rapina avvenuta nel Duomo di Piacenza ai danni di una fedele riporta alla luce la questione della sicurezza nei luoghi sacri. Servono volontari che, a turno, vigilino negli orari di apertura. Magari con tanto di pettorina segnalatrice come punto di riferimento e come deterrente. Tipo: Domus Justinae, volontario della cattedrale. Andrebbe benissimo.

Segue la messa un po' distrattamente, fa addirittura la comunione, poi coglie di sorpresa una fedele e le strappa di mano la borsetta. La sacrilega ipocrisia viene però punita - forse dall'alto - e, poche ore dopo, finisce in manette ad opera della polizia di Stato. Accade nel Duomo di Piacenza la prima parte di questo triste episodio di cronaca nera. Come ogni mattina, nella cattedrale, si celebra la messa delle 10 e 30. C'è poca gente, dunque la chiesa superiore viene lasciata libera e si opta per la più raccolta cripta. I portali sono due, ma un solo ingresso viene solitamente aperto al pubblico: quello della navata sinistra. Si scendono le scale poi ci si accomoda nelle panche sistemate tra le colonne. All'altare c'è il parroco, monsignor Anselmo Galvani; di fronte una ventina di fedeli, per lo più donne. C'è anche un giovane in jeans, scarpe da ginnastica con tacco alto, giubbotto scuro, capelli corti e neri. Segue la messa un po' per conto suo: sta seduto quando ci si deve alzare, si stiracchia, sembra addirittura che faccia stretching allungando e scaldando i muscoli come gli atleti prima di una gara. Recita regolarmente la preghiera del Padre Nostro, poi si mette in fila davanti al sacerdote per fare la comunione. Monsignor Galvani lo scruta da cima a fondo perchè conosce i suoi polli - non è il primo tipo strano che vede in cattedrale - ma alla fine decide di dargli l'ostia consacrata; anche se forse gli rimangono dei dubbi. Termina la messa e il nostro risale nella chiesa superiore assieme alle donne. Si ferma nella zona del penitenziere e comincia a chiedere l'elemosina a chi è in attesa di confessarsi. Qualcuno tira fuori una moneta; una signora apre la borsetta per prendere il portafogli ma non fa in tempo a girarsi che il giovane gliela strappa di mano e corre verso l'uscita. Viene chiamata la polizia che arriva subito sul posto e prende la dettagliata descrizione del rapinatore da una vittima e da alcune testimoni. E' il labbro leporino a tradire il deliquente. Lo hanno notato tutti. Gli investigatori fanno una cernita nel book dei soliti noti e mostrano alcune foto alla vittima che riconosce il suo aggressore: un italiano pluripregiudicato per reati vari. Preso quasi subito, una volante lo porta in questura.
Federico Frighi


04/12/2010 Libertà

venerdì 3 dicembre 2010

Il vicario generale: le parrocchie non affittino locali ai partiti politici

Si è riunito giovedì 2 dicembre, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile, il Consiglio Presbiterale Diocesano per indicare al Vescovo i propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero e per esaminare il documento che riassume i vari contributi sulla pastorale della montagna. Presieduti dal Vescovo, i lavori sono stati coordinati da don Federico Tagliaferri.
In apertura le comunicazioni di vita diocesana a cura del Vicario generale mons. Lino Ferrari: domenica prossima, 5 dicembre, alle ore 16, in Santa Maria di Campagna si terrà il Canta Natale per ricordare padre Gherardo di cui, il prossimo anno, ricorre il decennale della morte; giovedì prossimo alla Bellotta si terrà per il clero l’incontro formativo sull’omelia; nella chiesa di San Donnino verrà sperimentata il mercoledì e il venerdì l’adorazione eucaristica guidata dalle 12,30 alle 14 per coloro che lavorano; il 9 gennaio verrà aperto ufficialmente il secondo anno della missione popolare; dal 9 all’11 maggio del prossimo anno la diocesi organizzerà un pellegrinaggio a Lourdes con la guida del Vescovo; domenica prossima a Fiorenzuola alle 11 vi sarà l’ordinazione sacerdotale di don Josué; l’8 dicembre, alle ore 16,30, in cattedrale è invece prevista l’ordinazione diaconale di Giuseppe Piscina; venerdì 10 dicembre alle 20,45 in San Sisto, Piacenza, veglia d’Avvento dei giovani con il Vescovo. Il Vicario generale ha pure ricordato, a seguito di lamentele, che le parrocchie non possono cedere locali per manifestazioni di partiti politici; sempre ai parroci è stato rivolto l’invito a tenere separati i conti economici personali da quelli della parrocchia.
E’ stata poi la volta delle votazioni per indicare al Vescovo tre rappresentanti nel cda dell’Istituto per il sostentamento del clero e un revisore dei conti. A tale scopo è stata costituita una commissione elettorale presieduta da mons. Eliseo Segalini, segretario il cancelliere don Mario Poggi, scrutatori: don Paolo Camminati e don Roberto Isola. Sono stati indicati al Vescovo per tale incarico: don Fausto Arrisi, rag. Angelo Gardella e don Giuseppe Bertuzzi (consiglieri); per il collegio dei revisori dei conti il dott. Marco Mezzadri. Come già noto, il presidente uscente mons. Antonio Bozzuffi ha manifestato l’intenzione di non accettare eventuali conferme e a questo proposito il Vescovo, anche in questa seduta, ha avuto nei suoi confronti parole di apprezzamento e di ringraziamento per il lavoro svolto.
Per quanto riguarda l’abituale aggiornamento sulla Missione popolare diocesana il vicario episcopale mons Giuseppe Busani ha confermato il programma a suo tempo già annunciato; rispondendo ad un presbitero, ha precisato che la missione popolare per i ragazzi si terrà il 15 maggio e non sarà in cattedrale, ma in quattro sedi diocesani ancora da scegliere. I sussidi per tale appuntamento verranno inviati alle parrocchie in tempi utili.
E’ stata poi la volta della presentazione di un documento sulla pastorale della montagna. E’ un argomento che il Consiglio presbiterale ha già trattato in sedute precedenti (l’argomento è in primo piano da circa tre anni) ed in una di queste ha dato mandato a mons. Aldo Maggi di riunire in un unico documento i contributi che nel frattempo erano stati formulati dalle singole zone. In tale suo impegno mons. Maggi ha avuto la collaborazione di altri presbiteri tra cui don Ezio Molinari.
Si tratta di un documento ampio e organico che parte dall’analisi della situazione attuale (la diocesi è caratterizzata da un alto numero di parrocchie poco popolate), sia statistica che sociale; pone il problema dalla pastorale e in questo capitolo emerge uno dei problemi principali che è quello della celebrazione della domenica (mancano i sacerdoti e molto parrocchie vanno verso il completo spopolamento); affronta il tema dei presbiteri (scambio nei servizi) e delle figure ministeriali (tra cui il ruolo dei diaconi permanenti e dei referenti pastorali ancora da istituire in forma ufficiale) ed infine “l’organizzazione logistica e le strutture” (tra cui l’utilizzo e la gestione dei fabbricati parrocchiali).
Nonostante la sua ampiezza, il documento lascia ancora alcune questioni aperte: il contributo che può venire dalla Missione popolare; la formazione dei referenti e la vocazione diaconale; un osservatorio permanente per la distribuzione del clero.
Nella discussione, seguita alla presentazione del documento, è intervenuto anche il Vescovo che ha auspicato un atteggiamento di maggiore flessibilità sulle celebrazioni nei giorni festivi ed ha richiamato la possibilità di rivedere le circoscrizioni delle Unità pastorali per dare, in alcuni casi, nuovo slancio a queste realtà ecclesiali. Sono temi – ha detto il Capo della diocesi – su cui si dovrà tornare.
Diversi gli interventi: alcuni su temi specifici (la gestione dei beni parrocchiali e il ruolo dei diaconi permanenti), altri in generale quali la formazione dei referenti (auspicato l’avvio con quelli che sono già disponibili passando attraverso la formula del mandato). Tutti, comunque. sono stati concordi nel ritenere che il documento debba essere di nuovo analizzato dalle zone in quanto è in gioco il futuro dell’intera diocesi e non solo di una parte di essa. Per questo i presbiteri che rappresentano i singoli vicariati sono stati incaricati di illustrare a loro volta il documento nelle zone di appartenenza e di portare i vari contributi nella prossima riunione del Consiglio presbiterale che si terrà il 3 febbraio prossimo.

Piacenza 2 dicembre 2010

mercoledì 1 dicembre 2010

Ambrosio: siamo il popolo della vita

Il popolo della vita la deve difendere in tutte le sue forme, anche in quella nascente. C'era già la Giornata per la vita, da sabato scorso anche la Giornata per la vita nascente. A Piacenza è stata celebrata dal vescovo Gianni Ambrosio in Duomo. Riportiamo la cronaca dell'evento come pubblicato su Libertà.

(fri) «Siamo in profonda comunione di preghiera per la vita nascente con il Santo Padre Benedetto XVI, con le chiese d'Italia e del mondo intero. Nel grande invito alla vigilanza che Gesù ci rivolge in questa prima domenica di Avvento dobbiamo aggiungere la nostra preghiera e il nostro impegno ad essere il popolo della vita; siamo chiamati più che mai ad esserlo, come ci ammoniva Giovanni Paolo II nella Evangelium vitae». Così il vescovo Gianni Ambrosio ha evidenziato ieri in Duomo il tema della vita nascente nella prima giornata fissata in tutta la chiesa universale da papa Benedetto XVI. «Siamo qui a ringraziare il Signore perchè con la sua incarnazione e il dono totale di sè stesso ha dato senso e valore ad ogni vita umana - ha proseguito Ambrosio -; siamo qui per affermare il dovere di tutti proteggere ogni essere umano perchè possa sempre corrispondere il desiderio di vita». Ancora: «Ogni vita umana sia rispettata, sia protetta, sia amata. Offriamo il nostro impegno e la nostra testimonianza per una cultura della vita e dell'amore». Il vescovo ha ricordato l'inizio del nuovo anno liturgico: «Sia questo il tempo del rinnovamento della nostra fede. Occorre risvegliare in noi l'attesa delle cose che devono accadere e suscitare la speranza in colui che deve venire per portare a compimento l'opera della salvezza». Alla celebrazione erano presenti gli operatori della Pastorale familiare e della Pastorale della salute, le associazioni, i movimenti, i gruppi e coloro che operano in strutture ed iniziative pastorali e sociali.


Libertà, 28/11/2010

lunedì 29 novembre 2010

La lezione francescana di padre Secondo

Una testimonianza di vita che mira all'essenziale quella di padre Secondo, il francescano che guida la basilica di Santa Maria di Campagna e il suo convento. La riportiamo perchè pensiamo possa essere motivo di riflessione in una società bisognosa di sobrietà.

«Nella scelta francescana la povertà è una virtù che ti permette di avere il cuore libero, uno stile di vita essenziale attuale proponibile anche oggi». A credere in queste parole è il padre guardiano di Santa Maria di Campagna, padre Secondo Ballati, che l'altra sera ha tenuto una lezione francescana agli studenti universitari della Fuci alla Cattolica di San Lazzaro. Padre Secondo premette che per la Chiesa «i beni materiali non sono male ma un bene e la Chiesa non mai operato affinché nella società ci siano povertà e miseria. Al contrario ha sempre promosso un benessere economico che deve però essere distribuito equamente a tutti». «La ricchezza egoistica - dice il guardiano dei francescani - è la tentazione che ci può allontanare da Dio, per questo San Francesco ha fatto volontariamente la scelta della povertà. Nella scelta francescana la povertà è una virtù che ti permette di avere il cuore libero dalle tentazioni mondane e materiali che rompono il cuore e tante volte non danno spazio a Dio». Padre Ballati ha parlato dei modi in cui si vive lo stile della povertà: «La rinuncia alle cose materiali prima di tutto, ma anche il dovere di lavorare, di non vivere di rendita. Poi il riconoscere che da soli non si è autosufficienti ma si ha sempre bisogno della comunità che va rispettata». Da qui il concetto di minorità: «San Francesco non ha chiamato i suoi frati poveri ma frati minori». Ancora: «Per San Francesco la povertà non è neppure contestazione della ricchezza ma solo un'esigenza per vivere meglio il vangelo di Cristo». La scelta francescana dunque è quella «dell'essenzialità che diventa rispetto della natura ma anche dei fratelli, non la miseria ma la rinuncia ai beni superflui che fa bene a spirito e corpo».
fed. fri.


Libertà 25/11/2010

domenica 28 novembre 2010

Clero, le nomine fantasma

A volte si dimenticano, altre volte richiedono la primogenitura della notizia, altre volte ... Fatto sta che a farne le spese sono le parrocchiette piccole piccole, quelle dove non c'è un prete fisso ma mandano un amministratore parrocchiale. I fedeli non possono sapere chi sarà la loro guida dai mezzi di informazione laici perchè, come accaduto la scorsa settimana, la Diocesi non comunica le nomine. Dovete sapere che fino a qualche mese fa l'Ufficio stampa della diocesi di Piacenza-Bobbio era puntualissimo nell'inviare i comunicati stampa con le nomine del clero il giovedì, in modo che potessero andare su tutti i giornali il giorno successivo, anche su il Nuovo Giornale, il settimanale cattolico di Piacenza-Bobbio che, come è noto, esce il venerdì. Da qualche tempo, ufficialmente per disposizione del vescovo Gianni Ambrosio, le nomine vengono inviate a tutta la stampa laica il venerdì, mentre al settimanale cattolico continuano a venire inviate il giorno prima. Risultato: la stampa cattolica ha le nomine il venerdì (come prima), quella laica il sabato. Pazienza... Il problema è che venerdì scorso, come già accaduto alcune volte negli ultimi mesi, le nomine degli amministratori parrocchiali alla stampa laica non sono arrivate e nemmeno il giorno successivo. Diversamente dalla stampa cattolica che le riportava regolarmente il venerdì.
Urge, quanto meno, una moltiplicazione di pesci.

sabato 27 novembre 2010

Nasce la parrocchia musulmana

Che ci sia anche la moschea è fuor di dubbio. Però non si può dire. Perché la parola fa venire i brividi a diversi piacentini e perché loro, i musulmani di Piacenza, hanno paura che, solo pronunciandola, possa venire gettato alle ortiche un lavoro sotterraneo che portano avanti ormai da due anni. In effetti, a Piacenza, non sta nascendo una moschea, ma una vera e propria parrocchia musulmana.

Guai a chiamarla moschea, perchè in effetti, di moschea vera e propria, non si tratta. Piuttosto è un luogo simile ad una cittadella islamica, un posto dove si va per pregare Allah, ma anche per studiare il Corano, per confrontarsi con le altre religioni o semplicemente - dicono - per festeggiare un compleanno o passare qualche ora insieme. L'Associazione culturale islamica di Piacenza presenta il progetto della sua nuova sede che sorgerà dietro l'attuale di via Caorsana 43. Lo fa nel giorno in cui annuncia, per il secondo anno consecutivo, il proprio sostegno a Telethon e alla lotta contro la distrofia muscolare e le malattie genetiche. Così (ieri pomeriggio) nel gelido capannone sulla Caorsana, il verde dell'Islam si mischia al verde delle bandiere e dei palloncini della campagna Telethon in una sorta d'inconsueta comunione d'intenti.
C'è il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi - «è la prima volta che sono qui e sono contento di essere venuto» -, il direttore della Bnl piacentina, Luca Petraso, e il referente di Bnl per Telethon, Carlo Dallagiovanna. A fare gli onori di casa Arian Kajashi, presidente dell'Associazioni culturale islamica. Di origini albanesi, si prende un applauso corale quando promette di compensare il suo non fluente italiano con i fatti. «Vogliamo convivere con tutti - assicura - e rispettare la legge del paese che ci ospita. Questo centro sarà un ponte tra i musulmani di Piacenza e la città». Tocca al progettista, l'architetto Luigi Baggi, presentare i lavori. «Stiamo parlando di un'associazione iscritta al registro provinciale delle associazioni di promozioni sociale - ci tiene ad evidenziare in premessa -. La legge dà la possibilità a queste associazioni di aprire la propria sede in qualsiasi zona della città e il loro scopo statutario è lo scambio culturale tra i popoli di culture differenti». Il progetto si realizzerà nel capannone e nelle aree esterne acquistate dall'associazione ad un'asta giudiziaria per 330mila euro. L'intero spazio è di circa 3.700 metri quadrati e ruota attorno ad un cuore: un giardino e una piazzetta a forma di cinque cerchi, i cinque pilastri dell'Islam (testimonianza di fede, preghiere, digiuno, elemosima, pellegrinaggio) che si dovrebbe chiamare piazzetta dei popoli. Poi tende, gazebi e un parco giochi per bambini. La piazza sarà realizzata con pietre naturali provenienti dai paesi della cultura islamica. Poi tre fabbricati: la sede con gli uffici dell'associazione, l'alloggio del custode e l'accoglienza dei pellegrini di passaggio e il grande edificio a due piani. Al piano terra due sale da cento metri quadri, una per gli uomini e una per le donne. Entrambe confinano con il grande salone di 600 metri quadrati con soppalco riservato alle donne. Al piano superiore aule e uffici vari per le attività interne all'associazione. L'entrata dell'edificio sarà un grande portale ad arco a sesto acuto che «tenta di raffigurare - dice Baggi - la somma dell'evoluzione dell'arco nell'esperienza architettonica dei paesi arabi».
All'esterno una torre «con elementi architettonici della cultura islamica». Sembra un campanile, o meglio, un minareto un po' ingrassato, ma altro non è - come sottolinea ancora l'architetto Baggi - che «una torre tecnologica». Al suo interno c'è un ascensore. «Gli elementi delle moschee - mette bene in chiaro Baggi - qui non ci sono perchè questa non è una moschea: non avrebbe gli edifici e i locali destinati alla collettività, i giardini e tutto il resto». I lavori termineranno non si sa quando - Baggi parla di diversi anni - anche se l'ingresso nei locali è previsto nel 2011.
Federico Frighi


21/11/2010 Libertà

Urbino per Africa Mission

E' stato presentato a Urbino il progetto “Twogether. Due scuole, due culture, due mondi... sotto lo stesso cielo” nel corso di un convegno svoltosi presso la Sala degli Incisori del Collegio Raffaello organizzato dalla ong piacentina Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo. L’occasione è stata l’uscita in libreria dei volumi che documentano l’esperienza di collaborazione didattica, nata nell’ambito del progetto, tra la “Scuola dell’Infanzia di Cavallino” di Urbino e la “Our Lady of Consolata Infant School” di Kampala, in Uganda. Il progetto, ideato e realizzato dall’insegnante Giosiana Cepile, ha portato infatti alla realizzazione di tre libri scritti a più mani, tre storie che, viaggiando letteralmente da un continente all’altro, hanno permesso un interessante scambio umano e culturale. Proprio per accentuare questi aspetti di multiculturalità, i tre testi, “Storia di un’amicizia”, “La Rondine Azzurra” e “Storia di un piccolo, piccolo seme”, sono bilingue, ovvero scritti in italiano e inglese, e arricchiti da numerose immagini che mostrano parte delle attività sperimentate con i bambini di Urbino e Kampala.

Alla presentazione, oltre all’autrice dei tre volumi editi da Argalìa Editore, hanno partecipato il presidente di Africa Mission, don Maurizio Noberini, il direttore nazionale della ong, Carlo Ruspantini, e l’assistente spirituale mons. Sandro De Angeli. È intervenuto inoltre il prof. Massimo Baldacci, docente di Pedagogia Generale all’Università di Urbino, che ha proposto una riflessione sulla metodologia utilizzata dal progetto. Nel corso dell’incontro è stato anche proposto un collegamento video con la sede ugandese di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo e con gli insegnanti delle scuole di Kampala coinvolte nel progetto. I proventi dei tre libri saranno interamente devoluti ad Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo per sostenere i progetti a Kampala finalizzati all’educazione scolastica a favore della “Our Lady of Consolata Infant School” e all’acquisto di un terreno per la costruzione di un nuovo edificio per un’altra scuola ugandese, la “Great Valley School of Kampala”. Il progetto si propone anche la realizzazione di una mostra itinerante, che nel prossimo anno arriverà anche a Piacenza. Per maggiori informazioni si può consultare il sito www.sottolostessocielo.org. Eventuali ordini dei libri possono essere effettuati presso: Argalìa Editore Urbino delle Arti Grafiche Editoriali Srl Via della Stazione, 41 - 61029 URBINO - tel. 0722 328733.

giovedì 25 novembre 2010

Clero, offerte in caduta libera

Offerte per il clero in picchiata nella diocesi di Piacenza-Bobbio che si pone allo stesso livello dei territori rossi dell'Emilia dell'est e della Romagna. Nel 2009 i piacentini hanno offerto per i loro sacerdoti il 5,85 per cento in meno rispetto al 2008. Ovvero 86.378 euro rispetto 91.739. Una cifra in termini assoluti che si colloca, ad esempio, dietro alla diocesi di Bologna (355.434 euro), Reggio Emilia-Guastalla (160.913), Modena-Nonantola (160.616) e Parma (151.232). Peggio di Piacenza-Bobbio ci sono Rimini (67.671 euro), Ferrara-Comacchio (61.863), Imola (47.905), Faenza-Modigliana (44.721), Forlì-Bertinoro (42.963) Ravenna-Cervia (35.275), Carpi (33.258), Cesena-Sarsina (30.180), Fidenza (25.612), San Marino-Montefeltro (7.731). In percentuale il calo piacentino è più alto di Bologna, Ferrara, Fidenza, Forlì, Imola e Parma. Disastrosa la diocesi di Reggio Emilia che, in un anno, ha perso il 30 per cento delle offerte.



20/11/2010

Cena benefica per Africa Mission

Una cena benefica nasce da un incontro tra sensibilità sociale e impegno concreto, nella consapevolezza che il lavoro prestato, il servizio reso, i beni ceduti gratuitamente acquisiscono un valore ancora più grande se sono legati a un gesto di solidarietà.

È proprio grazie all’insegna di questo felice incontro che torna anche quest’anno la cena benefica a sostegno di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo, l’Opera di don Vittorione. L’evento ha raccolto infatti la disponibilità generosa di tante persone e realtà che hanno condiviso il valore dell’iniziativa e se ne sono fatte carico impegnandosi in prima persona:

- la Pro Loco di Vigolzone, che con un gesto davvero bello ha messo a disposizione gli antipasti, i primi e i secondi, offrendo gratuitamente sia i prodotti che il servizio di cucina;

- l’Azienda Agricola Santa Giustina di A. Bucciarelli & C. di Pianello V. T., che ha offerto i vini che verranno serviti durante la serata;

- la Società Valtrebbia Acque Minerali srl, che ha offerto l’acqua “AltaValle del Trebbia”.

Non si possono dimenticare poi la parrocchia di Santa Franca, che ha messo a disposizione i locali ma soprattutto i propri parrocchiani per organizzare la serata, le Grafiche Lama, che hanno contribuito offrendo il servizio di stampa del materiale di promozione, tutti i volontari e simpatizzanti di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo, che si stanno impegnando per consentire lo svolgimento della serata, e le diverse persone e imprese piacentine, che hanno offerto un contributo in termini di servizi, beni e denaro dando così un segno concreto di sensibilità e condivisione.

Per completare questa catena di solidarietà, si attendono ora 300 persone di buona volontà e buon appetito, che vogliano passare una serata insieme in cui gustare i piatti della tradizione culinaria piacentina.

La cena si terrà sabato 4 dicembre 2010, alle ore 20, a Piacenza, nei locali della parrocchia di S. Franca, in piazza Paolo VI. Il menù cucinato dai cuochi della Pro Loco di Vigolzone prevede, come antipasto, un piatto di salumi misti piacentini con torta di patate. Come primi piatti saranno serviti tortelli di erbette e ricotta con la caratteristica coda e pisarei e fasò con cotenne e pestata di lardo. I secondi piatti saranno: salame cotto con verdure gratinate e stracotto di asinina con puré di patate della nostra montagna. La cena si concluderà con una varietà di torte tipiche piacentine, frutta di stagione, bargnolino e caffè. Il tutto accompagnato da acqua minerale e frizzante e da vini pregiati piacentini.

Nel corso della serata proseguirà anche la vendita dei biglietti della Lotteria provinciale “Dona e Vinci” di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo, la cui estrazione avverrà sabato 18 dicembre, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede del Movimento.

Il contributo di partecipazione alla cena è di 30 euro a persona. Per informazioni e prenotazioni, contattare Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo, in Strada ai Dossi di le Mose 5/7 a Piacenza (entro giovedì 2 dicembre), chiamando i numeri 0523-499424, oppure 3204785085 e 3206711188. Si può anche inviare un’email all’indirizzo africamission@coopsviluppo.org.

martedì 23 novembre 2010

Morto don Giovanni Savi, parroco di Settima

E' morto ieri sera, all'ospedale di Fiorenzuola, dopo lunga malattia, don
Giovanni Savi, parroco di Settima.

Nato a San Giorgio Piacentino il 5 febbraio 1936, ordinato sacerdote l'8
giugno 1963, ha iniziato il servizio pastorale come curato a San Nicolò per
passare, con la stessa qualifica, a Comune Stradella (Bardi) il 1° gennaio
1967. Il 15 settembre 1977 è stato nominato parroco di Settima; dal 1986 era
pure addetto all'Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Dal 1997
era stato nominato anche amministratore parrocchciale di Pittolo, incarico
che ha tenuto fino a domenica scorsa, quando la parrocchia ha avuto un nuovo
parroco.

I funerali verranno celebrati giovedì prossimo, 25 novembre, alle ore 10,
nella chiesa parrocchiale di Settima; saranno presieduti dal vicario
generale mons. Lino Ferrari essendo il vescovo mons. Gianni Ambrosio
impegnato a Bruxelles nella riunione plenaria della COMECE (organismo che
rappresenta i Vescovi europei).

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

lunedì 22 novembre 2010

Don Beotti, il prete martire verso la beatificazione

Ieri nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo di Gragnano Trebbiense, si è tenuta la solenne apertura del processo di beatificazione e canonizzazione dei servo di Dio don Giuseppe Beotti. Già una precedente commissione, nominata dal vescovo Luciano Monari l’8 febbraio 2002 (promotrice la parrocchia di Gragnano), ha provveduto a raccogliere le testimonianze sul sacerdote; vi è stata poi la concessione del nulla osta della Santa Sede per procedere con la causa ed ora il vescovo Gianni Ambrosio ha provveduto a nominare i componenti del tribunale.

Sono membri del tribunale:

giudice delegato: mons. Renzo Rizzi

(rappresenta il Vescovo nell’istruzione della causa)

postulatore: mons. Domenico Ponzini

(segue la causa in tutte le sue fasi)

promotore di giustizia: don Massimo Cassola

(vigila che si osservi tutto quanto previsto dalla legge)

notaio: Dario Carini

(trascrive la dichiarazioni dei testi)

notaio aggiunto: Luigino Taramino

(assiste alle varie sedute e collabora)

IN BREVE LA BIOGRAFIA DI DON GIUSEPPE BEOTTI

Don Giuseppe Beotti nasce il 26 agosto 1912, quarto dei sei figli di Emilio Beotti e Ernesta Mori. Ammesso al Collegio Alberoni, il 2 Aprile 1938 riceve l’ordinazione sacerdotale e celebra la Prima Messa a Gragnano la Domenica in Albis. Inviato a Borgonovo, vi trascorre 15 mesi, intensi a livello umano e pastorale.Viene trasferito a Sidolo di Bardi (Parma). Nel periodo della guerra si distingue per la sua indefessa carità verso partigiani, ebrei, soldati feriti. Il 20 luglio 1944 viene ucciso insieme a un chierico, Italo Subacchi, e a un sacerdote, Francesco Delnevo, che avevano trovato riparo presso di lui. Nel 1945 la salma viene traslata nel cimitero di Gragnano, dove ancora riposa. La memoria di don Beotti è rimasta viva. Nel luglio 1977 sul monte Penna gli fu assegnata la medaglia d’oro per l’opera caritativa svolta durante la guerra. Gragnano, Borgonovo e Piacenza gli hanno dedicato una via. La Diocesi di Piacenza-Bobbio ha aperto il processo di beatificazione nel 2002. Il rastrellamento operato dai tedeschi nel Luglio 1944 fu terrificante. La gente terrorizzata fuggiva mentre i paesi venivano saccheggiati e incendiati. A Sidolo i tedeschi arrivarono tra il 19 e il 20 Luglio. In preda al panico molti fuggirono. Don Giuseppe, no. Quella notte di vigilia, fu davvero una notte di Passione. I tre religiosi la trascorsero in preghiera, come Gesù nell'orto degli ulivi. Terminata la recita del rosario, don Giuseppe chiese alla sorella di preparargli della biancheria pulita, perché nel caso l'avessero ucciso, non voleva esser toccato. Il mattino, nel giro di poco tempo, Sidolo venne invasa dai tedeschi, che si precipitarono da don Giuseppe annunciando lapidari: "uccideremo tutti i pastori". Lo presero, insieme a don Delnevo e al seminarista. Furono allineati al muro di sostegno della strada. Da casa, la sorella Savina osservava disperata quanto stava accadendo. A un certo punto, i tre religiosi si scambiarono l'assoluzione e si diedero un ultimo abbraccio. Partì una raffica di mitra. Erano le 16.15 del 20 luglio 1944. Don Giuseppe aveva nella mano sinistra il breviario e la destra alla fronte, nell'atto di farsi il segno della croce. Morì subito, colpito alla tempia.

PREGHIERA COMPOSTA DAL VESCOVO MONS. AMBROSIO

O Dio, nostro Padre, il tuo sacerdote

don Giuseppe Beotti ha fatto

della sua vita un servizio costante e

gioioso di amore verso tutti e in particolare

verso i bisognosi.

Nel momento tragico della guerra non ha esitato a

subire il sacrificio della sua giovane esistenza

per il bene del gregge a lui affidato.

Sul suo esempio, concedici, o Padre, che il nostro

cammino verso di Te sia illuminato

dalla fede e dall'amore.

Per sua intercessione, donaci la grazia

che ti domandiamo...

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

mons. Gianni Ambrosio

Vescovo di Piacenza-Bobbio

Con approvazione ecclesiastica

Chi riceve grazie o desidera avere notizie del Servo di Dio, si rivolga al postulatore mons. Domenico Ponzini, Curia Vescovile di Piacenza-Bobbio, Piazza Duomo, 33 - 29100 Piacenza - Tel. 0523.308318


Comunicato diocesi di Piacenza-Bobbio

venerdì 19 novembre 2010

Domenica si prega per i cristiani in Iraq

La Conferenza Episcopale Italiana, riunita dall’8 all’11 novembre ad Assisi
nella sua 62ª assemblea generale, nel documento finale ha preso in
considerazione anche la situazione che si è venuta a creare in Iraq
invitando, tra l’altro, tutte le comunità a pregare domenica 21 novembre,
Solennità di Cristo Re, per i cristiani di questo Paese “che soffrono la
tremenda prova della testimonianza cruenta della fede”.
L’invito è stato accolto anche dalla nostra diocesi e domenica prossima, 21
novembre, alle ore 18,30, durante il rito che celebrerà in cattedrale a
suffragio dei cardinali piacentini Oddi e Rossi, il vescovo mons. Gianni
Ambrosio ricorderà anche i martiri e le vittime della violenza in Iraq.

Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio

Una scuola in Congo con i quadri di Polastri

Si è conclusa con successo la mostra benefica del pittore Vittorio Polastri organizzata agli Amici dell’Arte in collaborazione con il Centro missionario diocesano. Come era stato annunciato la finalità di questa iniziativa era di raccogliere i fondi per costruire una scuola materna di Dondi nel Congo, guidata dal missionario piacentino padre Romano Segalini. La somma necessaria era di oltre ventimila euro, la vendita dei quadri ha fatto registrare un bilancio finale di 20.300 euro, quindi l’obiettivo può dirsi raggiunto. Polastri era alla sua terza mostra benefica: con la prima ha provveduto a pagare la realizzazione di alcuni pozzi per Africa Mission, poi un pozzo ed una sala con generatore per la missione di mons. Pozzi ad Ongata Rongai in Kenia ed ora questa scuola in Congo, che ospita più di cento ragazzi. Una scuola in paglia e legno, che aveva bisogno però di muri solidi la cui costruzione comporta una spesa di ventimila euro. Come reperire questi fondi? Provvidenziale è stata l’iniziativa di Vittorio Polastri con il Centro missionario che, proponendo la mostra, hanno messo in programma un obiettivo ambizioso: reperire, con la vendita dei quadri, la somma necessaria. Da sottolineare che queste proposte rientrano in una strategia ormai collaudata: si parte da un progetto ben definito il cui finanziamento viene seguito anche nella sua realizzazione con ovvie garanzie per coloro che hanno contribuito. Beneficenza, ma non solo. Da un lato vi è l’esplicito riconoscimento all’arte di Vittorio Polastri che alla mostra ha presentato la sua produzione degli ultimi due anni; dall’altro va ricordata l’opera di sensibilizzazione che è stata svolta dagli operatori del Centro missionario: è stato presentato il progetto e ci sono stati incontri sull’impegno missionario della Chiesa piacentina, dai principi alle modalità di intervento. Da parte sua Polastri, chiuso questo capitolo, sta già pensando ad un prossimo impegno: “Ormai il mio lavoro – ha dichiarato l’artista al Nuovo Giornale - è finalizzato alla solidarietà. Questo il programma dei prossimi due o tre anni. A quale progetto mi dedicherò? Non ne ho idea. D’altra parte chi ha fame non ha precedenze particolari in base alle idee o al colore della pelle. Ha fame, e basta!. Quello che ritengo importante è di poter lavorare per un progetto, anche modesto, che possa essere affrontato e, possibilmente, risolto”.

Comunicato diocesi Piacenza-Bobbio

giovedì 18 novembre 2010

Il campanile di San Pietro, un gigante ritrovato

Con il patrocinio di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Piacenza oggi venerdì 19 novembre 2010 alle ore 09.30 si tiene il convegno IL CAMPANILE DI SAN PIETRO UN GIGANTE RITROVATO (Sede incontro Palazzo Vescovile, Piazza Duomo 33, Piacenza)

Il complesso ecclesiastico di S. Pietro si trova sull’asse della via Emilia che, continuando all’interno della città, prende il nome di via Roma. Il campanile di questo complesso gesuita, di dimensioni importanti rispetto al contesto cittadino, sorge pressoché al centro dell’isolato urbano delimitato su tre fronti dall’attuale biblioteca Passerini-Landi. Solo accedendo ai cortili del campanile stesso, si presenta ai nostri occhi la miglior visuale di questo maestoso manufatto architettonico. La sua costruzione si protrasse, a tempi alterni, per oltre mezzo secolo e terminò, nelle sue forme compiute, solo nella seconda metà del ‘600. Esso attraversò periodi più o meno fortunati, che videro un parallelo con la fortuna della Compagnia del Gesù a Piacenza. Sul finire dell’800 nacque un contenzioso in termini di competenze tra Municipio e Comando Militare per decidere a chi spettasse l’obbligo di intervenire sul campanile che versava ormai in condizioni di evidente degrado. Da allora non si conoscono altri interventi di restauro significativi se non, negli anni ’50, la totale rimozione dell’originario solaio sotto la cella campanaria, che venne sostituito in seguito da uno in cemento armato. L’intervento di restauro in corso non mira ad una ri-costruzione stilistica, bensì al mantenimento di quelle caratteristiche tecnologiche originarie, andate perdute nel tempo. La giornata di lavori è stata pensata come un momento di approfondimento sul tema del campanile, seguendo l’iter del progetto di restauro e quindi, oltre ad un corretto e preliminare approccio metodologico e conoscitivo, si affronteranno questioni relative alle scelte dei materiali e piano del colore, non trascurando infine aspetti relativi alla manutenzione programmata. Il colore della Materia I manuali e la trattatistica dell’Ottocento, da Milizia a Valadier, citano l’opera della messa in pristino delle facciate ed il loro colore come un’operazione del tutto normale legata alla tradizione ed alla Scuola, con tempi scanditi dal naturale degrado dei materiali sottoposti, come sempre, all’oltraggio del tempo. La regolare manutenzione era, nel passato, oggetto della comune tradizione e momento di consegna dell’antica Regola dell’Arte alle nuove generazioni. Oggi, lo sforzo della Scuola d’Arte Muraria Calchèra San Giorgio, avvalendosi della preziosa esperienza di vecchi maestri, si sta concentrando sulla difficile opera di recupero delle passate tradizioni, le quali non prevedevano l’uso di tinteggi, ma si affidavano alle prescrizioni suggerite dalle passate Commissioni alle quali era affidato il compito di soprintendere sulle forme, sul colore delle materie e sui prospetti, nel pieno rispetto delle norme, da tutti ben conosciute ed accettate, che governavano l'Euritmia, la Simmetria e l'Ornato. La riconquistata sensibilità all’uso della materia, come mezzo per colorire gli edifici, oggi ci consente di riscoprire e riproporre composizioni di malte da intonaco dal naturale colore, così com’è sempre stato sin da prima dell’avvento delle più recenti tecniche di tinteggio, che hanno modificato drasticamente la facies delle nostre città. Nelle formulazione del Piano del Colore della torre campanaria della chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, in Piacenza, particolare attenzione è stata rivolta per riaffermare l’antica cultura dell’uso della materia e del suo naturale colore. Il progetto di restauro delle cromie delle malte del monumento, affidato alle cure dei mastri, ha trovato priorità assoluta nella scelta del colore naturale della materia, con il preciso intento di non cedere all’inevitabile nuova pratica dell’uso dei moderni tinteggi. Si auspica che l’uso della materia, per il suo naturale colore, sia una pratica che debba essere estesa alle varie altre realtà culturali ed architettoniche, che connotano la nostra Piacenza, ponendo particolare attenzione al patrimonio storico che caratterizza l'ambiente in cui esso è inserito.

Programma

9.30 Registrazione dei partecipanti

9.45 Saluti ed introduzione al tema Don Giuseppe Frazzani – parroco

Don Giuseppe Lusignani – Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi di Piacenza-Bobbio Arch. Luciano Serchia – Soprintendente per i Beni Architettonici ed il Paesaggio di Parma e Piacenza Arch. Benito Dodi – Presidente dell’ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Piacenza

10.30 “Il campanile di San Pietro nella storia” Prof. Valeria Poli

11.00 “Il campanile come forma simbolica” Prof. Marcello Spigaroli

11.45 “Il progetto di restauro” Arch. Manuel Ferrari

12.15 Visita al cantiere (impresa Gasparoli Restauri)

15.00 “Il colore della materia” Mastro Gilberto Quarneti

16.00 “Dopo il restauro: come prevenire il degrado” Prof. Paolo Gasparoli

Durante il pranzo a buffet sarà possibile visionare plastici di alcuni campanili piacentini a cura di Ginetto Savi.

Il vescovo invita i piacentini alla veglia per la vita

Carissimi,

il Santo Padre ha fatto pervenire a tutti i Vescovi l’invito a celebrare, all’inizio del prossimo Anno liturgico, una «Veglia per la vita nascente». Lo scopo è quello di «ringraziare il Signore che, con il dono di tutto se stesso, ha dato senso e valore a ogni vita umana e per invocare la sua protezione su ogni essere umano chiamato all’esistenza». Papa Benedetto XVI presiederà la Veglia in San Pietro il prossimo sabato 27 novembre, inizio dell’Avvento.

Accogliamo volentieri questa richiesta del Papa. Siamo in unione con il pastore universale della Chiesa Cattolica per invocare la grazia e la luce del Signore chiedendo la conversione dei cuori e offrendo una comune testimonianza ecclesiale per la cultura della vita e dell’amore. Si tratta di una rinnovata chiamata ad essere sempre più, con la preghiera e l’impegno, «il popolo della vita e per la vita», come già affermava Giovanni Paolo II nell’enciclica Evangelium vitae (n. 79).
Per questo sabato 27 novembre presiederò in Cattedrale la celebrazione dei Vespri alle ore 18.00, cui seguirà la solenne Eucaristia vigiliare della 1ª domenica di Avvento, in unione di preghiera per la vita con tutti i fedeli della Diocesi piacentina-bobbiese. Alla celebrazione, assieme a tutti coloro che vorranno essere presenti, sono particolarmente invitati gli operatori della Pastorale Familiare e della Pastorale della Salute, le Associazioni, i Movimenti, i Gruppi e coloro che operano in strutture ed iniziative pastorali e sociali che si dedicano ad accogliere e custodire la vita umana nelle diverse situazioni di fragilità, in particolare la vita ai suoi inizi e ai suoi primi passi.

Colgo l’occasione per rivolgere a tutti l’augurio di un felice tempo di avvento, sostando per gioire della presenza del Signore che ci accompagna nello scorrere della nostra vita verso quel ‘giorno’ in cui egli si manifesterà pienamente.

Alla Vergine Maria, aurora del mondo nuovo e Madre dei viventi, affidiamo la causa della vita e il nostro cammino di Avvento.

Il Signore vi benedica.

+ Gianni Ambrosio, vescovo