sabato 23 maggio 2009
Coro Vallongina in San Pietro per il decennale
I momenti culturali sono quelli soliti, con la visita ai musei vaticani e alle chiese principali dell'Urbe, mentre per gli impegni canori due sono gli appuntamenti che lo attendono: domenica 31 maggio canteranno la messa delle ore 16,00 nella Basilica di San Pietro all'altare della cattedra, mentre il 2 giugno saranno impegnati nella cattedrale di Ostia antica.
Si tratta quindi, come spesso accade ai Cori, di abbinare il piacere al dovere, o meglio provare piacere nel rendere il proprio servizio canoro.
E momento di grande piacere sarà anche la conclusione: la sera del 2 giugno è prevista la sosta alla villa di Antignano (Livorno) per la cena cantata sulla via del ritorno.
domenica 17 maggio 2009
La missione popolare, una scossa per i piacentini
La diocesi di Piacenza-Bobbio ha iniziato il suo cammino verso la missione popolare e sta procedendo ormai in modo spedito. La decisione è stata accolta inizialmente, da parte di alcuni, con qualche perplessità, ma ora si va verso un “sì cordiale” da parte di tutti. Si avverte in molti un nuovo “desiderio di una rinnovata spiritualità della pastorale”, di un impegno che “acceleri il ruolo dei laici”, di una comunità in cui tutti siano soggetti attivi.
Queste alcune affermazioni del vicario per la pastorale mons. Giuseppe Busani che questa mattina, sabato 16 maggio, ha introdotto e guidato i lavori dell’ultima assemblea – per quest’anno – del Consiglio pastorale diocesano riunito alla Bellotta di Pontenure per analizzare il progetto della missione popolare diocesana. Si tratta di un impegno che si protrarrà fino alla Pentecoste del 2013 e che proprio in questo periodo viene illustrata ai sacerdoti e agli operatori dei sette vicariati a cura di don Luigi Mosconi, il missionario diocesano da tempo impegnato in Brasile proprio nell’organizzazione di missioni popolari su incarico della Conferenza episcopale brasiliana. E’ stato lo stesso don Mosconi questa mattina ad illustrare i vari aspetti della nuova missione popolare diocesana (è la seconda del suo genere, la prima si è tenuta nel 2000): prima di tutto una sua definizione (un “tempo speciale” che vuol essere un autentico “scossone” per “vivere e testimoniare la gioia e la bellezza del vangelo”), poi gli obiettivi, gli operatori, le modalità e i tempi. La missione si sviluppa in quattro tappe. La prima, che don Mosconi ha definito dell’“innamoramento”, è già in corso e si svilupperà fino al prossimo dicembre; le sue finalità sono: maturare una forte spiritualità missionaria capace di sostenere cambiamenti coraggiosi; creare un clima di simpatia, di accoglienza; coinvolgere il maggior numero possibile di persone; prendere coscienza di tutto il processo missionario. In questa fase occorre divulgare al massimo la proposta nella diocesi, approfittando di tutte le opportunità possibili, dalle celebrazioni ai contatti personali, visite, riunioni, feste patronali, ritiri. Come già detto sono in corso gli incontri nei vicariati, ai primi di settembre alla missione sarà dedicato l’annuale convegno di Pianazze, il mese di ottobre sarà utilizzato per la preparazione di un gruppo di circa cinquanta formatori/formatrici mentre in questo periodo prenderà pure l’avvio la visita pastorale di mons. Ambrosio alle unità pastorali per incontrare i sacerdoti là dove svolgono il loro ministero e per prendere contatto con i singoli operatori. La seconda è la tappa “formativa” e impegnerà la diocesi dal gennaio 2010 al maggio 2011. La sua finalità è la formazione dei missionari e delle missionarie al fine di coinvolgere il maggior numero possibile di persone nelle numerose attività previste. In questi mesi sono in programma ritiri spirituali per missionari nelle unità pastorali con una particolare attenzione allo studio del vangelo. La terza tappa sarà celebrativa (ottobre 2011 – ottobre 2012). Tra le attività sono previste una settimana di ritiro spirituale popolare, dal sabato alla domenica successiva (nove giorni) in ogni unità pastorale aperto a tutte le persone che vivono nel territorio e la presenza di missionari diocesani (laici e sacerdoti), provenienti da altre unità pastorali e vicariati. Sarà un’esperienza di comunione ecclesiale. Infine la quarta tappa, quella del “passaggio dalla missione popolare alla pastorale ordinaria”. Su questo programma – e soprattutto sulle sue motivazioni – si è soffermato con una relazione dettagliata don Luigi Mosconi; in seguito i membri del consiglio pastorale hanno formulato loro suggerimenti Infine le conclusioni del Vescovo. La missione - sintetizziamo le parole di mons. Ambrosio - deve aiutarci a riscoprire la nostra identità di discepoli di Gesù. E’ un impegno che va affrontato con disponibilità al nuovo e al cambiamento. In questo torna ad avere un ruolo centrale il tema dell’educazione che è stato affrontato nell’anno pastorale che si sta concludendo. Nessuna contraddizione, nell’impegno pastorale, tra tempo ordinario e straordinario (nessuna contrapposizione proprio come avviene per la domenica ed i giorni della settimana). La missione deve essere affrontata con uno stile di vita impostato sull’aiuto reciproco: aiutarci a vicenda nel nome della fiducia, anche tra laici e sacerdoti. Il tutto animato da un dinamismo che deve attraversare ogni realtà ecclesiale. Il Vescovo a questo proposito ha citato il ruolo dei movimenti verso i quali è da evitare ogni forma di contrapposizione. (“Non amo – ha commentato mons. Ambrosio – nemmeno parole come ‘vicini’ e ‘lontani’. Spesso sono stati proprio i lontani ad accogliere Gesù”). Tutte le realtà della diocesi devono lasciarsi coinvolgere e devono collaborare. In chiusura il Vescovo ha parlato della sua visita che lo porterà, da settembre, nelle unità pastorali sia per incontrare i sacerdoti sia per “dare il mandato” agli operatori impegnati nella missione.
Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio
sabato 16 maggio 2009
Ambrosio: i negozi aperti la domenica non rispettano la socialità dell'uomo
Sull'attuale crisi economica c’era chi aveva già previsto tutto nel 1967: papa Paolo VI con l’enciclica Populorum progressio: «Aveva saputo anticipare i rischi di un certo stile di vita. Se questo documento fosse stato considerato non ci troveremo nella situazione di debolezza e sfiducia in cui ci troviamo oggi. Si è invece pensato che il progresso fosse solo di ordine quantitativo. Certo il Pil è importante ma non deve essere sganciato dall’uomo. Se al centro non c’è l’uomo non c’è sviluppo che tenga. Se al centro non c’è l’uomo è impossibile parlare di etica: abbiamo solo delle regole che, non appartenendo all’uomo, prima o poi lo fanno scappare». Il mondo economico mondiale è caduto in una deriva: «Invece di aggredire la vita, oggi assistiamo ad una passività, tutto deve essere regolamentato. Una situazione che inevitabilmente porta alla burocratizzazone e alla desertificazione. Abbandonando l’uomo, stiamo abbandonando ciò che ha fatto grande la nostra civiltà».
giovedì 14 maggio 2009
Dallo Tzunami riso per l'Uganda
Dalle 9 alle 19 di sabato e dalle 9 alle 13 di domenica, presso lo stand sotto i portici di piazza Cavalli, a fronte di un contributo di cinque euro si potrà avere una confezione da 1 kg di riso thai certificato Fairtrade – dunque appartenente al circuito equo e solidale – prodotto in Thailandia nelle zone colpite dallo tzunami.
Il ricavato dell’iniziativa permetterà di sostenere il progetto “Taglio e cucito” che Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo porta avanti a Loputuk, in Uganda: un corso di formazione rivolto alle donne, per consentire loro di apprendere non solo le basi per un mestiere che garantisca indipendenza economica, ma anche di acquisire maggiore consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie potenzialità. Accanto alle lezioni di sartoria, si tengono infatti corsi di educazione alla salute e di alfabetizzazione.
lunedì 11 maggio 2009
Dal 5 per mille un aiuto al Duomo di Piacenza
5 X MILLE ALL'ASSOCIAZIONE DOMUS JUSTINAE
Come fare: chiunque sia tenuto in qualità di contribuente a presentare la dichiarazione dei redditi sulle persone fisiche, mediante i modelli 730, Unico o CUD, deve apporre la propria firma nellapposito riquadro (il primo della sezione 5 per mille, Ass.di promozione sociale).
Oltre alla firma, il contribuente deve indicare nellapposito spazio il codice fiscale della nostra associazione n° 91081610338.
giovedì 7 maggio 2009
Da settembre il vescovo in visita ai parroci
Ufficio stampa
Riunione del Consiglio Presbiterale Diocesano
Nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile si è riunito questa mattina, giovedì 7 maggio, il Consiglio Presbiterale Diocesano; ha presieduto i lavori il vescovo mons. Gianni Ambrosio, ha coordinato don Federico Tagliaferri. Questo l’ordine del giorno: comunicazione di vita diocesana a cura del Vicario generale; suggerimenti per la realizzazione della prossima visita del Vescovo alle Unità Pastorali; formazione dei seminaristi: situazione attuale e progetto formativo. Interventi di padre Mario Di Carlo, superiore del Collegio Alberoni, e di don Luigi Bavagnoli, rettore del Seminario urbano e responsabile del Preseminario.
Ricco il calendario diocesano richiamato dal vicario generale mons. Lino Ferrari che ha pure ricordato come prosegua senza pause il lavoro del Fondo diocesano di solidarietà (finora sono stati raccolti dalle parrocchie 60 mila euro; complessivamente sono stati raggiunti i 300 mila euro), mentre per i terremotati dell’Abruzzo, attraverso le raccolte nelle parrocchie, sono stati raggiunti i 90 mila euro.
Mons. Ferrari ha pure ricordato alcune scadenze: sabato prossimo, 9 maggio, in mattinata, presso i Padri Scalabriniani si riuniscono i referenti della Caritas; nella mattinata di sabato 16 maggio alla Bellotta è convocato il Consiglio Pastorale Diocesano per discutere della Missione popolare; il 22 maggio viene inaugurato il Festival di Teologia dal cardinale Camillo Ruini; il 30 maggio riunione in seminario degli ex allievi; l’11 giugno si tiene la Festa del Sacro Cuore; nella sera dello stesso giorno in cattedrale viene celebrato il Corpus Domini con la tradizionale processione nelle vie del centro storico; il 13 giugno, sabato, in cattedrale alle 17,30, il vescovo mons. Ambrosio ordina quattro sacerdoti (sono tre diaconi del Collegio Alberoni: Adamo Affri, Gianni Bergomi e Matteo Bersani, ed un diacono permanente: Germano Gregori di Lugagnano); dal 15 al 19 giugno il Vescovo guida un pellegrinaggio a Malta sulle orme di San Paolo; il 24 luglio rientra dal Brasile il sacerdote diocesano missionario fidei donum don Mauro Bianchi; il 4 e il 5 settembre alle Pianazze si tiene il convegno pastorale d’inizio anno; il 12 e il 13 settembre forum delle famiglie; il 19 settembre convegno diocesano sulla pastorale della salute; dal 1° al 4 ottobre Piacenza ospiterà un convegno internazionale su San Rocco (il giorno 4, alle 15,30, celebrazione alle 15,30 in cattedrale presieduta dal Vescovo); il 7 e l’8 novembre convegno di studio e iniziative collaterali per ricordare Giuseppe Berti a cento anni dalla nascita e a trenta dalla morte.
Mons. Ferrari ha pure ricordato che la CEI sta proponendo un progetto informatizzato per agevolare le teleconferenze (sul tema verranno offerte nei prossimi giorni più ampie informazioni).
Si è poi parlato delle imminenti visite del Vescovo alle Unità Pastorali (mons. Ambrosio intende iniziare questo suo nuovo impegno con il prossimo anno pastorale che inizierà a settembre). Ha introdotto il tema lo stesso mons. Ambrosio che ha precisato non trattarsi di una visita pastorale secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, ma semplicemente di un incontro del Capo della Diocesi con i sacerdoti là dove svolgono abitualmente il loro ministero. In tale occasione, sempre in un clima informale, mons. Ambrosio intende anche incontrare gli operatori della pastorale nel contesto della Missione popolare.
Nella discussione che ne é seguita (veniva chiesto infatti ai presbiteri di formulare loro suggerimenti) la missione diocesana popolare è tornata più volte. A questo proposito il vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani ha ricordato che proseguono in questi giorni gli incontri di don Luigi Mosconi con i sacerdoti ed i vicariati; sull’argomento si soffermerà il prossimo consiglio pastorale; in ottobre si dovrebbe formare il gruppo incaricato di scegliere i missionari e da gennaio del prossimo anno inizierà il periodo della loro formazione.
Nel corso del dibattito diverse le proposte al Vescovo in vista del suo incontro con le Unità Pastorali. Intanto è stato superato il dubbio che potesse essere un’iniziativa destinata a sovrapporsi alla Missione; il Vescovo si muoverà sempre nell’ambito dell’impegno missionario a cui è chiamata la diocesi. Alcuni suggerimenti emersi durante il dibattito: attenzione alla pastorale d’ambiente (sanità, scuola, lavoro, ecc.); particolare attenzione anche ai possibili operatori pastorali da utilizzare nelle parrocchie dove non c’è il parroco residente; rivolgere una particolare attenzione alla spiritualità dei preti; prendere in considerazione la necessità di rivitalizzare ed eventualmente di riorganizzare le Unità pastorali (coabitazione dei sacerdoti, revisione dei confini, ecc.); stimolare la “voglia di comunione e di missione”, ecc..
E’ stata poi la volta dell’analisi della formazione dei seminaristi che è partita dalle relazioni del superiore del Collegio Alberoni, padre Di Carlo, e di don Bavagnoli, rettore del seminario vescovile di via Scalabrini e responsabile del Preseminario, ora nella sede del Seminario (prima era a Palazzo Vescovile ed era guidato da don Giuseppe Basini). In quest’ultima struttura, che educa gli aspiranti al Seminario nella vita comunitaria e li prepara all’importante passaggio, sono ospitati cinque giovani.
Ampio il dibattito che ha fatto riferimento a tre sostanziali momenti: l’ammissione, l’accompagnamento nel periodo della formazione e la collaborazione con le parrocchie durante gli anni del seminario. Non è mancata l’individuazione di problemi che richiedono un approfondimento (anche per i continui cambiamenti in atto nella nostra società, cambiamenti che non possono non interferire con il processo formativo) e a tale scopo è stato dato mandato al Vescovo di formare una commissione chiamata a formulare il progetto formativo dei seminaristi. Mons. Ambrosio, nel corso del suo intervento, non ha mancato di ringraziare i Padri Vincenziani per il loro impegno nel Collegio Alberoni.
Il Consiglio Presbiterale Diocesano tornerà a riunirsi dopo il periodo estivo, quindi nel nuovo anno pastorale.
lunedì 4 maggio 2009
Nomine, don Cordani moderatore unità pastorale 1
Con Atto proprio dell’ordinario diocesano in data 24 aprile 2009 il M. R. Cordani don Giovanni, parroco di Rivergaro (PC) è stato nominato moderatore della nuova Unità Pastorale 1 del Vicariato Bassa e Media Val Trebbia e Val Luretta, inoltre gli è stato conferito l’incarico di gestione del contributo U2 per le parrocchie del Comune di Rivergaro.
Piacenza 24 aprile 2009 dalla Curia Vescovile
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi
mercoledì 29 aprile 2009
A Sarajevo, la Gerusalemme d'Europa
sabato 25 aprile 2009
Don Cesena amministratore di Verdeto
Cesena don Pietro, parroco della parrocchia dei Santi Angeli e Custodi in
Borgotrebbia, Comune di Piacenza, è stato nominato amministratore
parrocchiale della parrocchia di San Tommaso Apostolo in Verdeto, Comune di
Agazzano, Provincia di Piacenza, resasi vacante in seguito all’accettata
rinuncia dell’ultimo titolare il M. R. Anelli don Silvio.
Piacenza 7 aprile 2009,
dalla Curia Vescovile
il Cancelliere vescovile
don Mario Poggi
Comunicato della cancelleria vescovile
venerdì 24 aprile 2009
Giovani verso la Terrasanta
E’ in programma il prossimo lunedì 27 aprile, alle 21, nella Cappella ducale di Palazzo Farnese, un incontro aperto alla cittadinanza con l’intervento di tre intellettuali di primo piano nell’ebraismo italiano e nel dialogo israelo-palestinese: David Bidussa, storico sociale delle idee e autore di numerose pubblicazioni; Stefano Jesurum, giornalista e caporedattore del Magazine del Corriere della Sera e Daniele Nahum, presidente dell’UGEI, Unione dei Giovani Ebrei Italiani.
***
Il Servizio per la Pastorale Giovanile della Diocesi di Piacenza-Bobbio, in collaborazione con il Settore giovani dell’Azione Cattolica e con la Caritas diocesana, sta da tempo organizzando una serie di incontri in vista del “Tour de Vie X”, un viaggio che (dal 29 luglio al 5 agosto 2009) porterà in Terra Santa un folto gruppo di giovani, accompagnati da diversi sacerdoti e dal Vescovo.
L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Piacenza.
L’incontro
Il prossimo incontro, previsto per lunedì 27 aprile, alle 21, vedrà come protagonisti tre intellettuali di primo piano nell’ebraismo italiano e nel dialogo israelo-palestinese. Nella Cappella Ducale di Palazzo Farnese, a Piacenza, si incontreranno per una conferenza a tre voci David Bidussa, storico sociale delle idee e autore di numerose pubblicazioni, Stefano Jesurum, giornalista e caporedattore del Magazine del Corriere della Sera, e Daniele Nahum, presidente dell’UGEI, Unione dei Giovani Ebrei Italiani.
Si tratta di tre intellettuali diversi per provenienza e area di interesse, che contribuiranno a dare un quadro della situazione in Palestina, fornendo elementi di discussione, riflessioni sul presente, racconti e cronache da una terra che sembra vivere in un eterno conflitto tra ebrei e musulmani, israeliani e paesi confinanti.
David Bidussa, in particolare, sintetizzerà alcune linee storiche dello Stato d’Israele e mostrerà come certi eventi di oggi derivino dal passato vicino e lontano.
Stefano Jesurum si occuperà del presente e dell’immediato futuro, di cosa accade nella Striscia di Gaza, della questione dei coloni, tra scelte politiche, movimenti culturali, episodi drammatici, segni di speranza.
Daniele Nahum racconterà dell’esperienza dell’UGEI, di come gli eventi e le scelte in Israele abbiano ripercussioni in Italia, ma anche di come certe scelte dei giovani italiani possano avere una forte influenza anche lontano.
Fare chiarezza, provare a trovare una sintesi, ricostruire la storia e le storie: la conferenza a tre voci si muoverà dunque tra il piano della riflessione e il piano del racconto, tra passione e critica, provando a ricomporre un mosaico che spesso in Italia è frammentato e mal raccontato dagli organi di informazione.
L’incontro, coordinato dall’ebraista Matteo Corradini, non è riservato ai giovani che partiranno per la Terra Santa, ma a tutta la cittadinanza.
Gli ospiti
David Bidussa, nato a Livorno nel 1995, è direttore della Biblioteca della Fondazione Feltrinelli, per la quale ha ideato e realizzato la libreria virtuale di eBook. Collaboratore de Il Manifesto e studioso di storia contemporanea, tra l’altro ha pubblicato Ebrei moderni: identità e stereotipi culturali (Bollati Boringhieri 1989), Oltre il ghetto (Morcelliana 1992), La France de Vichy (Feltrinelli, Milano 1996), Identità e storia degli ebrei (Franco Angeli 2000), Il libro e la spada. La sfida dei fondamentalismi. Ebraismo, cristianesimo, Islam (con Stefano Allievi e Paolo Naso, Claudiana, 2000), La mentalità totalitaria. Storia e antropologia (Morcelliana, 2001) e Siamo Italiani (Chiarelettere 2007). Per Bruno Mondadori ha curato la premessa di P. Verri, Meditazioni sulla economia politica (a cura di R. De Felice, 1998) e ha pubblicato G. Steiner, La nostalgia dell’assoluto (2000). Tra le sue ultime pubblicazioni, Profeta (EMI, 2006), Siamo italiani (Chiarelettere, 2007), Dopo l'ultimo testimone (Einaudi, 2009).
Stefano Jesurum, giornalista, è nato a Milano. Nel 1988 ha vinto il premio Campione per la saggistica con Essere ebrei in Italia (Longanesi, 1987) e nel 1992 il premio Castiglioncello con Primo Levi. Le opere e i giorni (Rizzoli, 1993), scritto assieme a Massimo Dini. Nel 1992 ha scritto Raccontalo ai tuoi figli (Baldini Castoldi Dalai) e nel 1996 Soltanto per amore (Baldini Castoldi Dalai, 1996). È giornalista professionista dal 1976. Prima di ricoprire l'attuale ruolo di caporedattore di Magazine, inserto del Corriere della Sera, ha lavorato per Repubblica, Il Giorno e l'Europeo. Uomo di grande esperienza professionale, associa all'attività di giornalista anche quella di scrittore. Tra le sue ultime pubblicazioni, Israele nonostante tutto (TEA, 2006).
Daniele Nahum, da poco rieletto presidente dell'UGEI (Unione Giovani Ebrei d' Italia), ha identificato nel suo ruolo tre principali aree tematiche di impegno: all’interno dell’Ugei, verso l’esterno, in favore di un importante impegno umanitario internazionale. Impegnato nel dialogo tra ebrei e musulmani in Italia, è un irreprensibile sostenitore della pace in Israele.
lunedì 20 aprile 2009
L'otto per mille alla Chiesa cattolica
GIORNATA NAZIONALE PER LA PROMOZIONE AL SOSTEGNO ECONOMICO ALLA CHIESA CATTOLICA
Ancora una volta chiediamo a tutti la firma dell’8xmille a favore della Chiesa Cattolica.
Dobbiamo ricordare che la firma non costa nulla al firmatario; tutti possono scegliere a chi destinare la quota dell’8xmille dell’IRPEF, che lo Stato mette a disposizione per opere sociali e di culto delle varie confessioni religiose.
Rammentiamo che chi presenta la dichiarazione dei redditi tramite 730 o UNICO potrà esprimere la scelta direttamente sul modulo, comunicando al CAF o al commercialista la destinazione per la Chiesa Cattolica.
Da queste dichiarazioni provengono la maggior parte delle scelte che sono circa 16 milioni.
Il 70% di chi compila la dichiarazione 730, esprime la scelta per l’8xmille;
il 60% di chi fa la dichiarazione”UNICO”esprime la scelta per l’8xmille.
Le persone che non sono obbligate a presentare la dichiarazione dei redditi ricevono il CUD, lavoratori dipendenti e pensionati e sono circa 12 milioni di questi solo il 7 o 8% fanno la firma dell’8xmille.
Possiamo capire la difficoltà di queste persone, molti sono anziani e non sanno come consegnarlo.
Ecco alcuni suggerimenti:
Il CUD è composto da due pagine la prima pagina è quella in cui il datore di lavoro o l’ente pensionistico dichiara quanto si è percepito nell’anno 2008, il secondo foglio è quello su cui si può esprimere la propria scelta dell’8xmille, la firma va apposta nello spazio della Chiesa Cattolica e se credete potete anche il 5xmille, delle tasse da voi già pagate, a favore delle organizzazioni da Voi scelte, ricordandosi di mettere il codice fiscale dell’ente e controfirmare il tutto in fondo al modulo per convalidare le scelte fatte.
All’ingresso della vostra Chiesa parrocchiale troverete le buste precompilate servono, appunto, per la consegna del CUD.
Potete anche chiedere l’aiuto al referente parrocchiale o al parroco che vi aiuteranno sia nella compilazione sia nella consegna del modulo, oppure potete consegnarlo gratuitamente tramite l’ufficio postale. Ad ogni modo se siete in difficoltà potete chiamare il servizio del “Sovvenire” presso la Curia vescovile telefono 0523/308302, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, dove è presente una persona che vi consiglierà e vi aiuterà nella compilazione e consegna.
La Vostra firma è un segno di comunione ecclesiale e di condivisione della missione d’annuncio del Vangelo anche attraverso la testimonianza della carità, Vi ricordiamo che nel passato le vostre firme hanno prodotto oltre 6000 interventi a favore dei bisognosi in Italia e nel mondo, e di tutto questo Vi ringraziamo e speriamo sempre nel Vostro aiuto.
Ringrazio tutti anche coloro che con la loro opera di collaborazione aiutano a sensibilizzare l’attiva partecipazione con la raccolta dei CUD presso i loro amici e conoscenti.
Romolo Artemi
Incaricato diocesano per la promozione al sostegno economico alla Chiesa cattolica
Piacenza, 3 aprile 2009
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
sabato 18 aprile 2009
Mille moke da caffè per la missione popolare
venerdì 17 aprile 2009
Figli in Cielo, ecco la pastorale della consolazione
mercoledì 15 aprile 2009
Canto gregoriano in San Savino
Domenica prossima, 19 aprile, alle ore 16, nella basilica di San Savino di Piacenza i monaci dell'Abbazia Nostra Signora della Trinità di Monastero di Morfasso propongono un nuovo incontro con il canto gregoriano: Antonella Soana Fracassi dirige la "Schola gregoriana di Cremona".
Si tratta di un gruppo femminile che da anni si dedica allo studio del Canto Gregoriano. Sorta nel 1981 per iniziativa di Antonella Soana Fracassi, diplomata al Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra, la Schola ha al suo attivo oltre 200 pubbliche esecuzioni sia in forma liturgica, nella quale il Canto Gregoriano trova la sua collocazione più appropriata, che in forma concertistica, in Italia e all'estero.
Nel 1993 ha collaborato ad un'incisione discografica promossa dal Teatro alla Scala di Milano e ha chiuso le manifestazioni del Festival Europa Musica Lombardia. Dal 1993 al 1996 ha partecipato all'edizione del Canto delle Pietre, mentre nel 1997 ha inaugurato il Festival "Culture dei mari". Dal 1994 al 2006 ha partecipato al Festival Internazionale di musica antica C. Monteverdi di Cremona, di cui ha inaugurato l'edizione 2001. Si è classificata ai primi posti in vari concorsi nazionali, tra cui nel 1992 il 1° Premio al Concorso Nazionale Polifonico Pieve di Guastalla (sez. Canto Gregoriano) e nel 1994 il 1° Premio al XLII Concorso Polifonico Internazionale "G. d'Arezzo" (sez. Canto Gregoriano). Nel 2004 ha eseguito il concerto celebrativo del Convegno Internazionale di Canto Gregoriano dedicato al XIV centenario della morte di S. Gregorio Magno, nella Sala Nervi della Città del Vaticano. Nella medesima occasione ha cantato alla presenza di Sua Santità in udienza privata a Castelgandolfo. Nel settembre dello stesso anno ha partecipato al Festival Maremusica di Minori (Costiera Amalfitana) ed, in ottobre, è stata invitata al Festival delle Città Storiche di Malta con una tournée di tre concerti nelle isole di Malta e Gozo.
Nel novembre del 2004 ha tenuto un concerto a Bologna, presso la chiesa di Santa Maria delle Vita, organizzato dal Centro della Voce (Universita' di Bologna). Ha partecipato al Festival Internazionale InCanto Gregoriano a Firenze edizione 2005. Nel giugno 2008 è stata invitata a partecipare al prestigioso Ravenna Festival nell'ambito del programma delle liturgie "Voci di donne nel mistero liturgico" con una Messa nella Chiesa di S. Agata Maggiore e nell'agosto 2008 ha tenuto un concerto a Madrid (Chiesa di San Lorenzo Martir – San Lorenzo del El Escorial) nell'ambito della XXIX Settimana Internazionale di studi di Canto Gregoriano. L'8 dicembre 2008 ha eseguito la S. Messa dedicata all'Immacolata nella Basilica di S. Ambrogio in Milano.
L'incontro musicale di domenica è organizzato dai monaci dell'Abbazia Nostra Signora della Trinità di Monastero di Morfasso. Questa comunità monastica, che già lo scorso anno ha organizzato con successo un incontro musicale simile, è sorta a Milano nel 1990 attorno a un eremita di città, ed è nata ufficialmente nella festa di Maria SS. Assunta in Cielo del 1991.
Come titolare e patrona del monastero è stata scelta la Madre di Dio con il titolo di Nostra Signora della Trinità. Come Regola è stata adottata quella dei monasteri di san Benedetto. "Consapevoli che non esiste il monastero ideale, che realizzi tutta la ricchezza e polivalenza di essa, - precisano gli stessi monaci - abbiamo scelto di viverla in uno stile di semplicità, austerità, contemplazione e clausura, molto simile a quello dei Trappisti, con al centro Gesù Cristo presente nell'Eucaristia. Il 2 giugno 1994 abbiamo registrato lo Statuto al Tribunale di Milano (n. 9315). Nell'Avvento dello stesso 1994 abbiamo trovato a Monte Monastero di Morfasso (nella Val d'Arda, in provincia di Piacenza) il luogo adatto per il nostro insediamento. Il Vescovo di Piacenza–Bobbio, che ci ha accolto nella sua diocesi, il 9 novembre 1995 ci ha dato il riconoscimento ecclesiale (con decreto vescovile n. 163/95) e il 12 ottobre 2000 la personalità giuridica".
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
martedì 14 aprile 2009
Nuovo vicario, Ambrosio consulta il clero
Anche il vescovo Monari, per designare il successore di monsignor Eliseo Segalini, un annetto dopo il suo insediamento, ricorse ad una consultazione. Allora, il più votato fu monsignor Giovanni Vincini, attuale parroco di Fiorenzuola. Per un disegno più alto, al ruolo di vicario generale venne però chiamato monsignor Antonio Lanfranchi, di ritorno dal Vaticano.
Terremoto, colletta nelle chiese domenica 19 aprile
Indizione di una colletta nazionale per la domenica in albis (19 aprile 2009)
e stanziamento di tre milioni di euro, dai fondi derivanti dall’otto per mille, in favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo
La Presidenza della CEI, a nome dei Vescovi italiani, rinnova profonda partecipazione alle sofferenze e ai problemi delle popolazioni provate dal terremoto che ha provocato centinaia di morti, sconvolgendo la vita della città de L’Aquila e di numerosi centri limitrofi.
Per far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali di chi è stato colpito da questa calamità, la Presidenza della CEI ha disposto lo stanziamento di tre milioni di euro dai fondi dell’otto per mille per iniziative di carità di rilievo nazionale. Tale somma sarà erogata tramite Caritas Italiana, già attiva per alleviare i disagi causati dal sisma e a cui è affidato il coordinamento degli interventi locali.
Consapevole della straordinaria gravità del sisma, la Presidenza della CEI indice anche una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane il 19 aprile 2009, domenica in albis, come segno di solidarietà e di partecipazione di tutti i credenti ai bisogni materiali della gente abruzzese.
La rete Caritas ha già predisposto un centro di coordinamento a Pettino e si è attivata nella distribuzione, in alcuni campi, di beni di prima necessità e attrezzature in grado di rispondere a bisogni “scoperti” della popolazione sfollata, in particolare di ammalati, disabili, anziani, minori.
Nel medio e lungo periodo l’impegno sarà quello organizzare dalle prossime settimane la presenza di volontari da tutta Italia nelle tendopoli e tra i prefabbricati, di costituire e potenziare servizi di ascolto e assistenza, partecipando alla costruzione e ricostruzione di strutture di interesse pubblico (centri socio-pastorali, scuole, abitazioni) e finanziando iniziative di sviluppo delle reti sociali e produttive del territorio.
A questo imponente sforzo contribuiranno le donazioni che stanno giungendo a Caritas Italiana e alle Caritas diocesane.
La donazioni raccolte durante la colletta di domenica prossima devono essere consegnate agli uffici di Curia.
Il direttore della Caritas diocesana (Giuseppe Chiodaroli) e il responsabile Area Emergenze (Francesco Millione)
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
lunedì 13 aprile 2009
Ambrosio, è anche nostra la sofferenza dei terremotati
Carissimi fratelli e carissime sorelle,
in questo santo giorno della Pasqua di Gesù - il “primo giorno della settimana” (Gv 20,1) -, rendiamo grazie a Dio che ha risuscitato il suo Figlio, il Signore Gesù. Siamo venuti qui per lodare e ringraziare Dio, partecipando così alla grazia di quell’evento decisivo per la nostra storia personale e per quella di tutta l’umana famiglia.
“Colui che è stato ucciso appendendolo a una croce, Dio lo ha risuscitato il terzo giorno” (At 10, 39-40). E’ l’annuncio dell’apostolo Pietro che abbiamo ascoltato nella prima lettura.
Un annuncio solenne e impegnativo che coinvolge direttamente Pietro: “noi ne siamo testimoni”, “noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti”. In questo ‘noi’ non c’è solo Pietro che parla, ma ci sono anche tutti coloro che sono stati “prescelti” da Dio per essere testimoni, ci sono gli altri apostoli, ci sono le donne, c’è tutta la Chiesa che nel corso dei secoli continua a comunicare la l’amore di Dio che si manifesta nella risurrezione di Gesù.
L’annuncio di Pietro viene fatto nella casa di un pagano, il centurione romano Cornelio, su ordine ricevuto dal Signore: “Ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti”.
Grazie a questi testimoni, noi siamo qui oggi a rendere lode a Dio e a celebrare la Pasqua di Gesù. Questi testimoni hanno toccato con mano che “Dio era con lui”, con Gesù. Hanno condiviso la sua vita mangiando e bevendo con lui, l’hanno seguito e amato. Così possono annunciare e testimoniare, invitando tutti noi a lasciarci illuminare dalla sua Pasqua, a consegnarci fiduciosi al mistero di amore che è la Pasqua di Gesù. Sì, “Dio era con lui” e non ha abbandonato il suo Figlio unigenito al potere della morte, ma lo ha risuscitato.
Nel brano degli atti degli apostoli, Pietro conclude il suo annuncio con queste parole: “Chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati” (At 10, 43). La Pasqua di Gesù non riguarda solo Gesù, ma coinvolge tutti coloro che credono nel suo nome: chi crede riceve il perdono dei peccati. Dunque Gesù è il Signore, la sua Pasqua è perdono, è salvezza, è speranza.
Ma prima di annunciare e testimoniare la risurrezione, Pietro deve lasciarsi illuminare, come gli altri apostoli, come Maria di Magdala, come tutti i testimoni. Il racconto di Giovanni della mattina di Pasqua si presenta come un cammino che porta progressivamente i discepoli a scoprire che il Signore è risorto e a rendersi conto, con immenso stupore, della portata di questo evento.
Lo stesso cammino deve essere fatto da tutti noi: non si arriva subito alla fede nella risurrezione. Occorre che, tra il dubbio e lo stupore, la luce entri via via nel cuore e nella mente e scacci la tenebra che vela lo sguardo della fede.
È una donna - Maria di Magdala - che per prima si reca al sepolcro “quando era ancora buio” e constata che il sepolcro è vuoto. È solo un indizio, ma subito corre a darne l'annuncio ai discepoli. L’evangelista nota che questa donna si è recata al sepolcro “quando era ancora buio”, quasi lasciando intendere che Maria Maddalena rappresenta la sofferta ricerca della speranza da parte dell’umanità, una speranza spesso ancora nascosta e che attende la luce per emergere ed esprimersi.
Non c’è ancora in lei, come non c’è ancora in Pietro, la speranza di una vittoria sulla morte, ma vi è la disponibilità a ad accogliere la luce, quella luce che consente all’altro discepolo, arrivato al sepolcro, di “vedere” e di “credere”. Avverrà così anche per Pietro e per gli altri apostoli, avverrà così anche per Maria di Magdala: cominciarono a credere che Dio è più grande dell'attesa dell'uomo, che Dio non abbandona il suo Figlio, che colui che è risorto è il crocifisso e che proprio dalla sua morte e risurrezione sgorga la vita nuova.
Anche a noi sia data la grazia di cominciare a credere, confortati dalla testimonianza degli apostoli e dall’annuncio di gioia della Chiesa, nostra madre. Anche a noi sia concesso di incontrare il Crocifisso risorto, ascoltando la sua parola, partecipando alla sua cena, accogliendo il suo perdono. Liberati dall’oscurità, dall’egoismo, dalla chiusura, dalla diffidenza, dall’indifferenza, anche per noi sia donata la gioia di vedere con gli occhi della fede, di proclamare la possibilità di una vita nuova, di vivere la speranza di condividere un giorno la completa vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. Cristo risorto è la “nostra speranza” (1 Tim 1,1), con Lui possiamo scorgere la luce anche nei momenti oscuri, anche in mezzo alle grandi sofferenze che condividiamo con la popolazione dell’Abruzzo.
Carissimi fedeli, la liturgia della Chiesa, nella Colletta di questa Eucaristia, ci ha invitati a chiedere al Padre, “per noi che celebriamo la Pasqua di risurrezione”, “di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto".
E’ la preghiera che rivolgiamo al Signore, convinti che “rinascere nella luce del Signore risorto” è il dono più grande che possiamo invocare e ricevere. La luce del Signore risorto è come una nuova nascita, perché illumina tutta la nostra realtà umana, cogliendone la verità più profonda. La luce del Signore risorto ci aiuta a camminare con speranza, con lo sguardo rivolto verso l’alto, cercando “le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio” (seconda lettura).
E’ questa la nostra fiduciosa preghiera che rivolgiamo al Padre in questo giorno di Pasqua, è questa la nostra professione di fede, è questo il nostro fervido augurio di buona Pasqua. Amen.
†Gianni Ambrosio
Vescovo di Piacenza-Bobbio
Ambrosio: la Pasqua è l'alba di un nuovo giorno
Carissimi fratelli, carissime sorelle,
abbiamo iniziato la celebrazione di questa Veglia pasquale nella notte santa accogliendo la luce del cero pasquale. Il passaggio dalle tenebre alla luce richiama di ciò che è avvenuto “in principio”, quando “Dio separò la luce dalle tenebre”. Un richiamo particolarmente espressivo che via via prosegue attraverso le molte letture che ricordano i grandi mementi della storia della salvezza, le ‘meraviglie’ che il Signore ha compiuto. Ora, in questa notte santa, celebriamo il momento centrale e decisivo della storia della salvezza. Tutto converge verso questo momento, tutto rinasce da questo momento: Cristo, luce del mondo, brilla nelle tenebre del peccato e dell’ignoranza, egli è risorto e dona a coloro che credono in Lui la vita nuova, aperta alla vita eterna.
“In principio” (Gen 1,1), proclama il libro della Genesi, Dio chiama all’esistenza le cose e poi l’uomo e la donna: “Dio disse: Sia la luce! E la luce fu”. “Dio disse: Sia il firmamento”. “Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine (…) maschio e femmina li creò”. “In principio” c’è Dio, che è amore e vita. L’amore di Dio ‘dice’ e fa esistere, ‘dice’ e chiama alla vita.
Cari fratelli, ci è annunciata in questa notte santa la gioiosa notizia: non siamo nati per caso, ma per amore. In questa notte santa la luce risplende per noi, illumina i nostri occhi, il nostro cuore, la nostra mente: siamo pienamente illuminati per arrivare a comprendere che “tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Col 1, 16), di Gesù, il Figlio unigenito. In Lui noi abbiamo la gioia di scoprire la rivelazione piena dell’amore di Dio, delle sue intenzioni di pienezza di vita nei nostri riguardi.
Cari fedeli, ci è annunciata la gioiosa notizia che Colui che è sceso per condividere la nostra vita, è veramente risuscitato dopo essere veramente morto crocifisso. L’amore di Dio risplende nell’umanità di Cristo risorto. La morte è stata vinta, la tenebra è stata sconfitta nella storia di Gesù. “Egli, il crocifisso, è risorto, non è qui”, dice “un giovane (…), vestito d’una veste bianca”, alle donne impaurite. Nella lettera ai Romani che abbiamo ascoltato, Paolo dice: “Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più nessun potere sopra di lui” (Rm 6, 9).
Ma noi siamo partecipi dell’amore di Dio che risplende in Cristo risorto. Anche noi, con Lui, amore, siamo “liberati dal potere delle tenebre” (Col 1, 13).
Allora, cari fratelli, anche la nostra vita non dura solo qualche istante, o solo qualche anno, ma è aperta all’eternità. Per questo, in questa notte santa, rendiamo grazie a Dio perché “la promessa fatta ai padri si è realizzata, perché Dio l’ha compiuta per noi (…), risuscitando Gesù (…). Sì, Dio lo ha risuscitato dai morti”: così afferma l’apostolo Pietro (At 13,32-33).
La morte è stata vinta nella storia di Gesù, ma con Cristo risorto, anche noi veniamo liberati dal potere delle tenebre. Se siamo con Cristo, anche la nostra breve esistenza terrena ha la possibilità di arrivare alla pienezza della vita, nell’amore di Dio.
Il messaggio pasquale è messaggio di luce, di vita, di speranza: la via della vita passa attraverso la croce, ma non si ferma lì, prosegue, va oltre e diventa via della risurrezione.
Dobbiamo allora seguire Gesù, vivendo il servizio, l’amore, la dedizione agli altri: perché così ha fatto Gesù, “ha amato i suoi fino alla fine”, “perché non c’è un amore più grande di chi dona la vita per i suoi amici” (Gv 15, 13). Se l’amore è più forte della morte, allora, come ci invita l’apostolo Paolo, comportiamoci come figli della luce, come figli del giorno”, abbandonando le tenebre, l’oscurità, il male, l’egoismo (cf Ef 5,9; 1Tess 4,5). Ricordiamo ciò che il Signore Gesù ha detto: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre” (Gv 8,12).
Cari fedeli, in questa notte santa, accogliendo la luce del Signore risorto, siamo trasformati a sua immagine e somiglianza dall’azione dello Spirito Santo (cf 2Cor 3,17-18). L’alba di un giorno nuovo risplende anche per tutti noi, che siamo raggiunti dalla potenza del Vivente attraverso la fede e i sacramenti della fede. Siamo stati sepolti insieme a Cristo nel battesimo, perché potessimo camminare in una vita nuova, come Cristo fu risuscitato dal Padre (Rm 6,4).
Risplende l’alba di un giorno nuovo in particolare per voi, cari fratelli e sorelle, che state per ricevere il battesimo che vi unisce a Cristo morto e risorto. Potrete così sperimentare la verità dell’annuncio profetico di Ezechiele: “Vi aspergerò con acqua pura (…), vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo (…), porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi”.
Sarete così introdotti nella comunione della santa Chiesa, che è il corpo di Cristo. Noi vi accogliamo come fratelli e come sorelle e insieme a voi partecipiamo alla stessa mensa dell’Eucaristia, che, come ricordo-memoriale della morte e risurrezione del Cristo, è certezza della sua continua presenza come cibo dell’uomo pellegrino, nell’attesa della Sua venuta.
Carissimi, risuoni l’annuncio pasquale nei nostri cuori, la luce della Pasqua illumini il nostro cammino, ci accompagni sempre la speranza cristiana. Amen.
† Gianni Ambrosio
Vescovo di Piacenza-Bobbio