mercoledì 23 aprile 2008

Un appello per il campanile di San Pietro


Piacenza Il San Pietro piacentino si sta lentamente ma inesorabilmente sgretolando. L’estate scorsa un convegno riportò alla ribalta il degrado della splendida torre campanaria. A quasi un anno di distanza è il parroco, don Giuseppe Frazzani, a rilanciare una sorta di appello per il “gigante” malato. «Non possiamo più aspettare troppo tempo, occorre iniziare i restauri. Il campanile è incastonato tra i tetti degli edifici adiacenti che evidentemente non possono sopportare a lungo la caduta di mattoni e calcinacci». Per questo motivo don Frazzani, in attesa che le istituzioni provvedano, da parte sua ha iniziato a fare opera di sensibilizzazione tra i parrocchiani e gli abitanti del centro storico con una raccolta fondi che avrà il suo clou durante i mesi di giugno, luglio e agosto, quando andrà in scena, la seconda edizione dell’estate sanpietrina.
Il problema non è la stabilità della torre, quanto il suo continuo sgretolamento. «Per ora non abbiamo avuto grossi inconvenienti - osserva don Frazzani - però questo è un tema che vogliamo affrontare sia dal punto divista del campanile stesso sia della sua ubicazione, accanto alla prestigiosa sede della biblioteca Passerini-Landi». Edificata dai Gesuiti tra il 1610 e il 1666, la torre è stata realizzata a ridosso della sede originaria del tempio e si trova esattamente al centro dell’antica Placentia romana. Il vecchio parroco don Carlo Brugnoli aveva cercato di tamponare le cadute dei calcinacci con una rete metallica. Oggi l’intonaco esterno del campanile presenta esfoliazioni ed erosioni oltre a distacchi nel primo tronco. Il parafulmine sul cupolino è rotto e la scala interna alla cupola è in pessime condizioni. A suo tempo il costo del restauro era stato stimato in 400milioni di lire che oggi potrebbero essere intorno ai 200mila euro. «Rappresenta un simbolo per i piacentini - evidenzia il parroco -. È il piccolo San Pietro di Piacenza, l’unica chiesa piacentina che ha una copia del San Pietro in trono di Arnolfo Di Cambio custodita nella basilica vaticana. La scultura è stata posta proprio nella chiesa di via Carducci affinché ci fosse anche qui a Piacenza un luogo in cui fosse espressa la centralità di Pietro e con questa il senso dell’unità della Chiesa».
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi, 23 aprile 2008

lunedì 21 aprile 2008

Morto don Narciso Acuti

E' morto ieri pomeriggio, alla Casa del Clero di via Torta, don Narciso Acuti, già parroco di Bacedasco Alto. Nato il 15 marzo 1916 ad Aione di Pellegrino Parmense, è stato ordinato sacerdote il 10 aprile 1943. Ha iniziato il proprio servizio pastorale come curato a Bedonia; nel 1947 è stato nominato parroco di Corniglia per passare, con lo stesso incarico, a Bacedasco Alto il 17 febbraio 1962. Ha rinunciato al mandato il 17 settembre 1995 e si è ritirato nella Casa del Clero Cerati. I funerali si terranno domani, pomeriggio, 22 aprile, nella chiesa parrocchiale di Bacedasco Alto e saranno presieduti dal vescovo mons. Gianni Ambrosio.

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

venerdì 18 aprile 2008

Ambrosio: più che sufficiente un prete per mille abitanti

Piacenza - Duecentonovantacinque sacerdoti per 424 parrocchie suddivise in sette vicariati. Sono alcuni dei numeri che riporta l’annuario diocesano di Piacenza-Bobbio in uscita in questi giorni edito da “il nuovo giornale”. Cifre che, secondo una proiezione effettuata negli ultimi mesi dell’episcopato di monsignor Luciano Monari, sono destinate ad assottigliarsi sempre di più. Se la società civile è stata chiamata a raccolta per disegnare il proprio futuro in quel grande contenitore che è Vision 2020, anche il clero ha fatto, nel suo piccolo, la medesima cosa. Nel 2020, dai 295 sacerdoti di oggi si scenderà fino ai 120-150, un numero destinato ad assestarsi nel tempo. Dati che non preoccupano più di tanto il nuovo vescovo, Gianni Ambrosio. Primo perché «con le previsioni - dice - occorre essere molto cauti»; poi perché «oggi come oggi a Piacenza abbiamo un prete ogni mille abitanti, una delle percentuali più alte di tutta l’Emilia Romagna».
Monsignor Gianni Ambrosio visiona gli annuari diocesani delle altre diocesi vicine e fa i dovuti confronti: «Parma ha circa 304mila abitanti e 168 preti, uno ogni 1.700 abitanti. Bologna ha circa un milione di abitanti (955mila) con 431 preti, uno ogni duemila. Reggio Emilia ha 293 preti (come Piacenza-Bobbio, ma 500mila abitanti. Noi abbiamo circa 287mila abitanti per 295 preti, in pratica un sacerdote ogni mille persone». Una cifra che non preoccupa più di tanto il vescovo il quale la ritiene ancora sufficientemente adeguata a coprire le esigenze della diocesi: «Mi pare di dover dire, contrariamente a quello che si pensa e a quello che si scrive, che la situazione numerica dei preti in Piacenza-Bobbio è rosea rispetto alla realtà circostante. Che poi vi siano sacerdoti anziani va bene, ma questo vale anche per gli altri. Vorrei che ci si rendesse conto che noi abbiamo il doppio dei preti rispetto a Bologna». La preoccupazione di Ambrosio è che il clero lavori con determinazione nei vari ambiti della pastorale. «Un tempo la figura del sacerdote - osserva - aveva molteplici ambiti di attività anche extrapastorali che oggi non necessariamente lo riguardano in prima persona, dunque il numero dei preti attualmente è più che sufficiente».Il 2020 non lo preoccupa doppiamente. «Di fronte alle proiezioni - continua - sono sempre molto cauto perché un poco le conosco. Possono esserci situazioni che mutano da un giorno all’altro, novità che cambiano. Non mi pare che il futuro sia così oscuro per la chiesa piacentina. A Bologna ho incontrato uno storico che sta lavorando su Scalabrini. Mi diceva che la preoccupazione del vescovo era quella del numero delle vocazioni sacerdotali. Io pensavo che a quel tempo fossero numerose. Sbagliavo, perché erano scarse rispetto ad una popolazione molto consistente. Poi abbiamo visto una ripresa nel periodo della prima guerra e negli anni Cinquanta e Sessanta. Ci sono oscillazioni che non possono essere previste».
C’è comunque la risorsa dei laici: non dimentichiamo che in questa diocesi ci sono circa 40 diaconi ed un’altra dozzina sta per diventarlo.
Per il vescovo Ambrosio occorre valorizzare la cultura della vocazione. «Riguarda tutti - osserva - se fosse davvero un po’ più convincente credo che non dovremo avere così tanti timori per il futuro. La cosa più importante da fare è che tutti siamo consapevoli di essere chiamati a svolgere un’opera che senza il nostro operato non si compie. Se vogliamo che la nostra cultura umanistica proceda, tutti dobbiamo darci da fare affinchè questa vada avanti. Siamo chiamati alla vita e a darle un senso. Avere una cultura vocazionale vuol dire preparare il terreno per quelle particolari chiamate al servizio diretto ed immediato della Chiesa e del Vangelo. Se ricordiamo questo, avremo preparato un buon terreno perché anche il seme del sacerdozio possa attecchire».
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi, 18 aprile 2008

Ambrosio e le sette: prima del diavolo occorre l'educazione

Piacenza (fri) «È un problema che non dovrebbe preoccupare solo la Chiesa ma l’opinione pubblica. Se una certa forma che si presenta come religiosa mette in crisi il bilancio famigliare è chiaro che si deve fare qualche cosa». Una decina di vescovi dell’Emilia Romagna era presente l’altro pomeriggio al convegno sulle sette e l’occultismo tenutosi a Bologna che ha avuto come relatore, tra gli altri, monsignor Gianni Ambrosio. “Religioni, filosofie e sette” era il tema dell’incontro bolognese.
«Se si lascia la piazza pubblica vuota, senza valori, è chiaro che ad un certo punto verrà occupata da qualcuno - ha osservato monsignor Ambrosio -. Il nostro impegno è che quella sia invece una piazza con un riferimento serio alla vita, con valori precisi e fondanti. Se c’è una pulsione in qualche modo amorale, allora stiamo pur certi che questo è il terreno di certe forme settarie. In un prato, se non è coltivato bene, arriva la gramigna». E il diavolo, quanto c’entra? «C’entra, è vero, anche il diavolo. Prima però di arrivare a lui ci sono tutta una serie di cose che dovrebbero essere messe in atto. Certamente poi nella storia c’è anche l’intervento di colui che è menzogna, che distrae rispetto al buon cammino».

Il testo integrale su Libertà di oggi, venerdì 18 aprile 2008

VIDEO/Ambrosio e il libro di Fisichella (seconda parte)

giovedì 17 aprile 2008

VIDEO/Ambrosio sul libro di Fisichella (prima parte)

Mario Tondini nuovo Provveditore di Curia

Questa mattina, nella Sala delle Colonne, il Vicario generale mons. Lino Ferrari e l'Economo della diocesi don Giorgio Bosini hanno presentato ufficialmente ai volontari e al personale della Curia diocesana il nuovo Provveditore, il sig. Mario Tondini. Si tratta di un incarico attualmente scoperto e nel passato svolto dallo scomparso Pino Vincini.
Non è facile sintetizzare i compiti del "Provveditore": la responsabilità legale ed effettiva del funzionamento logistico degli uffici della Curia è del Vicario generale e dell'Economo; il Provveditore si inserisce come coordinatore e come referente incaricato soprattutto di far sì che il "Palazzo" non solo risponda a requisiti di efficienza e di sicurezza, ma abbia anche la necessaria capacità di accoglienza come compete ad una struttura della Chiesa.
Ciò non toglie che vi siamo impegni strettamnente organizzativi (l'organizzazione - è stato osservato - è importante anche nella vita ecclesiale). Tra questi ricordiamo: la manutenzione dei locali e dei servizi; la messa in sicurezza dell'intero palazzo secondo la normativa vigente; coordinamento del personale e dei volontari per facilitare la collaborazione di tutti; aggiornamento dell'organigramma della Curia; assicurazione dei locali e delle persone; verifica e organizzazione dei pass per le auto che possono accedere al cortile del palazzo; acquisto del materiale d'uso; organizzazione di un servizio centrale per l'acquisto e la distribuzione della cancelleria, ecc..
Il Provveditore ha sede presso l'ufficio di segreteria dell'Economo.


Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

lunedì 14 aprile 2008

Matrimonio, che succede se manca il vino?

“Non hanno più vino”: si presenta alla Fondazioneil libro di mons. Bruno Ognibeni
Giovedì 17 aprile alle ore 21 presso l’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in via Sant’Eufemia, 12 a Piacenza sarà presentato il libro “Il matrimonio alla luce del Nuovo Testamento” di mons. Bruno Ognibeni edito dalla Lateran University Press, l’editrice della Pontificia Università Lateranense. Interverranno Luciano Moia, giornalista di Avvenire, caporedattore di “Noi genitori & figli”, il mensile del quotidiano cattolico dedicato alla famiglia; don Paolo Mascilongo, docente di Sacra Scrittura al Collegio Alberoni e vicario parrocchiale a San Nicolò, e lo stesso autore che spiegherà il testo delle nozze di Cana.La serata, dal tema “Non hanno più vino. Diamo forza alla famiglia”, è promossa dal settimanale della diocesi “Il Nuovo Giornale” in collaborazione con il Forum delle Associazioni Familiari di Piacenza e l’Ufficio Famiglia della diocesi. Al termine è prevista una degustazione di vini offerta dalla Cantina Val Tidone di Borgonovo; “un modo simbolico – dicono gli organizzatori - per richiamare il valore del vino, che nel Vangelo delle nozze di Cana rappresenta la gioia del vivere insieme grazie alla forza dell’amore di Dio”.Mons. Bruno Ognibeni è docente di teologia biblica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia all’Università Lateranense di Roma.Il libro non è una pubblicazione specialistica per addetti ai lavori, ma offre l’occasione per cogliere la bellezza della Parola di Dio nei suoi passaggi che riguardano il matrimonio. Il testo può essere uno strumento utile in particolare per le stesse famiglie e per chi lavora nelle parrocchie nella preparazione dei fidanzati al matrimonio a pochi anni, tra l’altro, dall’introduzione in Italia del nuovo rito del matrimonio.Luciano Moia ha lavorato al Giornale con Montanelli, alla Voce, all’Eco di Bergamo e da una decina d’anni ad “Avvenire”, dove oltre al seguire il mensile di vita familiare “Noi genitori & figli”, è caporedattore della redazione Interni. Ha scritto una decina di saggi dedicati alla famiglia, tra cui “Figli televisivi” (San Paolo), “Beati genitori. Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi nel racconto dei figli” (Ancora) e, insieme alla moglie, “Matrimoni in diretta” (Effatà) e “La famiglia, la pastorale, la parrocchia” (San Paolo).

Comunicato stampa diocesi di Piacenza e Bobbio

domenica 13 aprile 2008

Pastoral counseling, come cambia il confessionale

Piacenza- Con i facilitatori laici arriva anche il Pastoral Counseling, un percorso di formazione che può diventare fondamentale per sacerdoti al fine di impostare i propri colloqui, da quelli in parrocchia a quelli nel segreto del confessionale. Attualmente, nella diocesi di Piacenza-Bobbio, don Federico Tagliaferri, parroco in solido al Preziosissimo Sangue, è l’unico sacerdote iscritto al secondo anno del corso triennale di Counseling al Centro di formazione all’intervento educativo psicosociale Jet di Genova. Ieri don Tagliaferri era tra il pubblico del convegno de La Ricerca alla Cattolica. Perché un prete? «La maggior parte del mio tempo lo passo a colloquio con le persone - osserva il giovane parroco -. Mi sono convinto che per il tipo di richieste che ogni giorno arrivano sia necessaria una maggiore competenza». «Trovo che ci sia la necessità di intervenire come sacerdoti - continua -. Aumentano i problemi e diminuiscono le possibilità di dialogo e di ascolto. Le parrocchie sono sempre state il luogo dove sono arrivati i problemi della gente e continuano ad arrivare. C’è però il rischio, per le nostre comunità, che oggi, essendo i preti diminuiti di numero, la loro mancanza possa divenire un disagio. Non è più così scontato che anche dentro la parrocchia si trovi un sacerdote che ha il tempo di ascoltarti e che l’ascolto sia capace di discernere i nuovi problemi della gente». Niente a che vedere con l’assistenza spirituale.

da Libertà di sabato 13 aprile 2008

Counseling, a Piacenza un centro per ritrovare se stessi

Soli, confusi, disorientati. Perché non riusciamo più a gestire il rapporto con la famiglia, con i figli, con i genitori, o con il marito, la moglie, perché non troviamo più una valida ragione per amare la vita, o perché il dolore ci ha talmente provati che non siamo più in grado di relazionarci con nessuno…Quando la vita ci mette in ginocchio non sempre riusciamo a cavarcela con le nostre uniche forze. Perché può succedere che la sofferenza, i problemi che sembrano accanirsi su di noi, l’incapacità di capire che cosa fare, prendano il sopravvento sulla nostra autostima e capacità di agire, portandoci all’emarginazione dagli altri e da noi stessi. Capita così a tanti di perdersi o di arrivare proprio a perdere “il controllo”. Sempre più spesso accade che in una realtà come la nostra, segnata da un acceso individualismo, ci si ritrovi ad affrontare gravi problemi senza poter disporre di una rete di solidarietà familiare, di amicizie, di conoscenze capace di darci il conforto e supporto di cui abbiamo assolutamente bisogno. Ecco perché in questi ultimi anni si è reso necessario creare punti di riferimento, luoghi di approdo dove poter offrire consulenza alle persone comuni sia sul piano del disagio psicologico, sia su quello relazionale, educativo, sociale, spirituale. Sono i “Centri di counseling”, centri di ascolto e di confronto, il cui compito non è tanto quello di curare o guarire, ma quello di aiutare la persona in difficoltà ad individuare il problema che l’affligge, offrendole un luogo d’incontro in uno spirito di totale gratuità.
La necessità di creare anche a Piacenza un punto di conforto e orientamento per persone che, in un momento di forte difficoltà e sofferenza, non riescono a trovare risposte adeguate, è emersa già da alcuni anni nell’ambito della attività svolte sul territorio dall’associazione “La Ricerca” impegnata al fianco di giovani con problemi di disagio e delle loro famiglie. L’esigenza si è fatta via via sempre più marcata e pressante al punto da indurre l’associazione a mettere a disposizione della comunità piacentina un servizio specifico di “prima risposta”, accoglienza, orientamento, consulenza, un momento di dialogo e di ascolto che può contare sull’affermata competenza, sulla sensibilità e sull’esperienza che contraddistinguono professionisti e volontari da anni impegnati presso le strutture terapeutiche e i servizi di prevenzione, di cura e di accoglienza della storica associazione piacentina.
Per contattarlo si può chiamare il numero 0523.755481. O rivolgersi direttamente alla sede che è in via Lanza 2, dove chi chiede aiuto trova persone (“orientatori”) qualificate nell’accoglienza di persone in difficoltà. Tutto avviene in modo assolutamente informale, partendo da semplici colloqui durante i quali il counsellor (un operatore con lunga esperienza attiva presso l’associazione “La Ricerca” e abilitato all’esercizio della professione grazie alla frequenza di scuole di specializzazione), crea ipotesi di lavoro, mediante un ascolto attivo, quindi anche attraverso la formulazione di domande, verifica, modifica, aumentando nella persona che chiede aiuto l’autoconsapevolezza e l’autodeterminazione necessarie ad organizzare al meglio le risorse, utili per superare le transizioni critiche e compiere scelte evolutive e di sviluppo. “Questo servizio – sottolinea il responsabile, Sergio Bernazzani - è caratterizzato da tempi brevi, in quanto mirato ad attivare il “cliente”, che può essere un singolo individuo, ma anche la coppia, la famiglia…, verso un percorso evolutivo fondato sull’autonomia. Si configura pertanto come un intervento di facilitazione, basato sul presupposto dell’esistenza di risorse nel “cliente” stesso e del suo ambiente di vita e con la funzione di integrazione e amplificazione di tali risorse”.

Si ringrazia l'ufficio stampa dell'associazione La Ricerca per tutto il materiale sul counseling

Counseling, per comprendersi meglio

Il Counseling è una nuova professione di aiuto che attraverso l'empatia e la creazione di uno spazio protetto di comunicazione, guida l'individuo a comprendersi meglio e a trovare in prima persona la soluzione ai propri problemi. In uno stile di vita con spazi e tempi sempre più delimitati, con ritmi sempre più frenetici e abitudini sempre meno conviviali, diventa sempre più necessaria una figura professionale che sappia creare quello spazio privilegiato di accoglienza, attenzione, ascolto ed empatia che una volta si creava con maggior facilità e spontaneità con amici, conoscenti e a volte anche con perfetti sconosciuti. Questa professione esiste e si chiama Counseling. Non a caso è nata e si è diffusa, già a partire dagli anni '50, proprio nei Paesi di cultura anglosassone, dove la maggior riservatezza delle persone, con una propensione minore all'estroversione e all'espansività, ha favorito la nascita di questa figura intermedia tra l'amico del cuore (non sempre disponibile) e lo psicoterapeuta (non sempre necessario). Oramai in Italia, e soprattutto nelle grandi città, il proverbiale calore umano mediterraneo spesso è soffocato dalle mille incombenze della vita moderna, e non è sempre facile, per chi si ritrova momentaneamente col cuore pesante, con un dubbio rispetto a una decisione o con un senso di malessere dovuto a un imprevisto, trovare con chi aprirsi e con chi confidarsi senza sentirsi dire "Te l'avevo detto io" oppure senza farsi propinare ricette preconfezionate su come affrontare il problema, senza il timore di essere inopportuni o senza doversi sorbire, alla prima pausa per riprendere fiato, le storie del cognato o della cugina dell'interlocutore... Il counselor è uno "specialista dell'ascolto", un esperto di comunicazione - dialogica e introspettiva - che mira a creare uno spazio protetto in cui il suo interlocutore si senta accolto, rispettato e, soprattutto, ascoltato. A dispetto della forte assonanza tra il termine counselor e consulente, il ruolo del primo non consiste assolutamente nel dare consigli o interpretazioni, ma nell'aiutare l'altro ad avere una visione più completa del problema e a trovare in prima persona la soluzione. E spesso questo risultato si raggiunge semplicemente offrendo al cliente - perché di cliente si tratta e non di paziente - la possibilità di parlare liberamente. Nel "tirare fuori" quello che prima era rimuginato solo solipsisticamente e nel guardarlo insieme al counselor, emerge una visione più obiettiva e globale della situazione, diventa molto più facile veder più chiaro e fare così le strategia di azione eventualmente necessarie. Interessante. Doppiamente. Primo, perché tutti hanno avuto e hanno a volte bisogno di un aiuto di questo tipo e, secondo, perché molti svolgono già un ruolo di questo tipo nella loro vita quotidiana e potranno scoprire di avere una vocazione per questa nuova versione di una funzione antica quanto l'essere umano. (www.lifegate.it)

sabato 12 aprile 2008

Counseling, gli ambiti

Il Counseling interviene in molteplici ambiti dell’attività umana, con tecniche e formazioni specifiche:
  • Ambito scolastico - Counseling psicopedagogico. Gli interventi di Counseling tendono all’agevolazione della relazione insegnante-studente; insegnante-genitore; insegnante e altre figure professionali.
  • Ambito dell’orientamento scolastico e professionale - Counseling psicopedagogico per il sostegno nella scelta professionale e scolastica.
  • Ambito religioso - Counseling spirituale: è il sostegno operato da personale laico o religioso relativo a crisi spirituali.
  • Ambito comunitario - Counseling di comunità: si interessa delle relazioni all'interno di comunità regolarmente costituite, con specificità di intervento all'interno delle stesse (animatore di comunità, operatore nel settore delle tossicodipendenze, ecc.).
  • Ambito interculturale - Counseling interculturale: si rivolge a persone (individui, gruppi, famiglie o comunità) appartenenti a gruppi minoritari con l'obiettivo di favorirne l'inserimento, l'adattamento e l'integrazione, oltre ad agevolarne e migliorarne la relazione interpersonale.
  • Ambito della mediazione interculturale - Si occupa della mediazione tra culture differenti a favore di individui o gruppi che gravitano all'interno di strutture organizzate (servizi, scuole, ospedali, cliniche ecc.) per una adeguata integrazione interculturale e di interventi transculturali.
  • Ambito famigliare - Counseling nella mediazione famigliare: si occupa della mediazione di conflitti generati all'interno di nuclei famigliari comunque costituiti.
2. LAVORO
  • Ambito aziendale- Counseling aziendale: ha la finalità di favorire un miglior dialogo tra le organizzazioni interne all'azienda e di agevolare la relazione interpersonale verso la valorizzazione delle risorse umane nei vari contesti lavorativi. Ambito “socio-lavorativo”- Counseling operato all’interno di contesti lavorativi. Ha finalità di sostenere il personale nei rapporti instaurati all’interno delle organizzazioni lavorative. 3. SOCIALE Ambito legale - Counseling nella mediazione dei conflitti legali: si occupa della possibile mediazione preventiva ai procedimenti legali.
  • Ambito della mediazione penale - Si occupa della mediazione tra autore del reato e vittima.
  • Ambito “on line” - Counseling effettuato on line con mezzi telematici: assistenza ad ogni individuo che possa trovarsi di fronte ad un disagio emergente non identificato per il quale esprime una richiesta di aiuto generalizzata, attraverso mezzi telematici ed Internet. I mezzi utilizzati possono essere e-mail, chat-line, ecc. opportunamente strutturate. Ha il compito di sostenere il disagio della persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.
  • Ambito sociale - Counseling socio-analitico: di competenza di sociologi o assistenti sociali, prevede l'intervento su singoli individui o gruppi analizzando in un'ottica dinamica le relazioni tra individuo e società.
  • Ambito sociale pedagogico-riabilitativo - Counseling pedagogico-riabilitativo: si occupa di assistenza, reinserimento e riabilitazione di soggetti singoli o gruppi con precedenti penali (o in varie forme di crimine) e/o con soggiorni in case circondariali o similari.
  • Ambito socio-assistenziale - Counseling telefonico: assistenza, prevalentemente effettuata da strutture sociali organizzate, ad ogni individuo che possa trovarsi di fronte ad un disagio emergente non identificato per il quale esprime una richiesta di aiuto generalizzata, volendo, però, rimanere nell'anonimato. Ha il compito di sostenere il disagio della persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.
  • Ambito sportivo - Counseling effettuato negli ambiti sportivi: assistenza, agevolazione, sostegno, nell'inserimento di gruppo o individuale relativo alla prestazione sportiva o all'attività ginnica. 4. SANITARIO Ambito medico - Counseling medico: esclusiva competenza del medico, facilita la comunicazione nella relazione di cura; prevede inoltre diagnosi fisica, esami specialistici, prescrizione di farmaci, ricovero, ecc.
  • Ambito ospedaliero - Counseling socio-sanitario: si occupa della relazione medico- paziente; personale ospedaliero-paziente; personale con le varie figure professionali di riferimento.
  • Ambito traumatico, dell'emergenza e delle catastrofi - Counseling traumatico, dell'emergenza e delle catastrofi: fa riferimento a specifici interventi altamente specialistici a sostegno di individui o gruppi che abbiano subito traumi o siano stati coinvolti in catastrofi o situazioni di grave emergenza e a tutti gli operatori che intervengono nelle fasi di soccorso. 5. PRIVATO
  • Ambito sessuologico - Counseling nella relazione di coppia: tende ad una agevolazione della relazione di coppia.
  • Ambito stati avanzati di malattia - Counseling negli stati avanzati di malattia (cancro, HIV). Counseling di accompagnamento alla morte.
  • Ambito psicologico - Counseling psicologico: esclusiva competenza dello psicologo, prevede una relazione terapeutica breve con attività di sostegno, orientamento, diagnosi, prevenzione, riabilitazione.
  • Ambito privato - Counselor agevolatore nella relazione di aiuto: ha il compito di sostenere un momentaneo disagio della persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.
  • Ambito artistico - Art Counseling: in grande sviluppo in questo momento storico-culturale, agevola il benessere dell'individuo attraverso varie forme dell'arte: musica, teatro, poesia, danza, pittura, altre forme creative.
  • Ambito filosofico – Counseling filosofico. Di esclusiva competenza di filosofi, si propone di utilizzare il metodo filosofico e la conoscenza filosofica per la risoluzione o l’indagine dei problemi non patologici.

Il Counseling di Piacenza in pillole

  • Il Centro Counseling di Piacenza: via Lanza, 2 Piacenza - Tel. 0523.755.481 Aperto dalle 15 alle 18 Dal lunedì al venerdì- e-mail: counseling@laricerca.net .
  • Responsabile: Sergio Bernazzani.
  • Il Concetto di “Non Paziente”: mentre il paziente presuppone un dottore e una cura, chi si rivolge al Counseling è una persona che si ritrova momentaneamente col cuore pesante, con un dubbio rispetto a una decisione o con un senso di malessere dovuto a un imprevisto o ad una situazione improvvisa. Non sempre queste persone si rivolgono ad un servizio, coscienti dei reali bisogni affettivi che sottendono il loro problema.
  • Colloqui d’orientamento: Ci sono sofferenze e dolori di cui il paziente stesso è solo in parte consapevole. I colloqui di orientamento servono per stabilire il primo contatto e conducono a quella più ampia necessità di costruire una relazione di fiducia e di evidenziare gli elementi di una alleanza terapeutica sana ed adeguata; è composta da più fattori che sono tendenzialmente percettivi e sensitivi. L’orientamento deve condurre al riconoscimento della vera fonte del disagio; Operatori professionisti e volontari, sono persone che provengono da vari ambiti: psicologico, educativo/formativo, scolastico, aziendale, commerciale, ecclesiale, Medicine alternative
  • La formazione degli operatori professionisti: Il Counselor ha frequentato una scuola triennale, riconosciuta, di counseling con obbligo di periodi di tirocinio formativo;
  • Il Centro dispone di: Segreteria che è il “Cuore dell’accoglienza” dove si sviluppa, inoltre, l’accoglienza telefonica ; Tre sale colloquio Un’ampia Sala Riunioni per équipe – Formazione – Meeting – Supervisioni; Un’ ampia e luminosa Sala “tondeggiante” utilizzabile per interventi di gruppo ; Una cucina dove trovare caffè, tè, tisane e dolci…

Counseling, l'esperienza de La Ricerca

Il CCP Centro Counseling Piacenza di via Lanza 2 è un altro importante tassello che si aggiunge alla rete di servizi sin qui costruita dall’associazione “La Ricerca”. Nata una trentina d’anni fa (nel 1980) proprio per porsi al servizio della persona, attualmente l’associazione guidata da don Giorgio Bosini, è una realtà molto articolata e complessa: la sua proposta educativa per affrontare il disagio in tutte le sue forme è strutturata in diverse aree di intervento, dalla Prevenzione (primo punto d’ascolto per giovani e famiglie e canale di dialogo con il mondo adolescenziale) alle comunità terapeutiche (che sono 4: quella storica, “La Vela”, a Justiano, quella per mamme con bambini, “Luna Stellata”, alla Magnana, alle porte di Piacenza, quella per persone con problemi di comorbilità psichiatrica, “Emmaus”, alla “Pellegrina”, che ha sede accanto alla quarta che è la casa per malati di Aids “Don Venturini”) . Oltre ad operare nel campo del disadattamento e dell’emarginazione svolgendo un’azione concreta a favore di coloro che per ragioni diverse ed in forme diverse si trovano in situazioni particolarmente difficili, l’associazione “La Ricerca” è riuscita negli anni a mettere in atto tutte quelle iniziative volte alla realizzazione di condizioni umane ed ambientali che favoriscono un positivo inserimento nel contesto sociale di tali persone; e tuttora è impegnata a sensibilizzare attraverso vari mezzi l’opinione pubblica al problema del disadattamento e dell’emarginazione, e a stimolare enti ed istituzioni affinché operino delle scelte non emarginanti.

Counseling, dalla relazione alla verità di sé

Il pensiero di padre VITTORIO SOANA, fondatore del Centro di formazione Counseling Jesuit Encounter di Genova

Il Centro counseling Jesuit Encounter Training di Genova, presso il quale si tengono i corsi di formazione per operatori ai quali hanno fatto riferimento anche i professionisti dell’associazione “La Ricerca” di Piacenza, è stato fondato da Vittorio Soana, padre Gesuita, psicologo, psicoterapeuta. E’ nato per formare operatori alla relazione interpersonale, all’intervento educativo e alla gestione del ruolo in varie situazioni istituzionali. Si ispira al modello teorico delle psicoterapie umanistiche con riferimento all’Analisi Transazionale, elaborata da E. Berne, integrandola con l’Approccio Centrato sulla Persona (C. Rogers), la Logoterapia (V. Frankl), la psicologia della Gestalt (F. Perls), la Programmazione Neurolinguistica (Bandler e Grindel) e la terapia familiare Sistemica. L’orientamento è determinato dall’area lavorativa dell’allievo: educativa – psicosociale – organizzativa. I contenuti teorici e le applicazioni pratiche sono focalizzate ogni anno su una specifica formazione relativa al campo di appartenenza: il colloquio, il gruppo, la metodologia, la verifica dell’intervento. Specializzato in Terapia Centrata sulla Persona, in Psicodramma a Louvain (Belgio), in Bioenergetica a Milano e in Analisi Transazionale presso la Scuola Superiore Seminari Romani di Analisi Transazionale di Roma, padre Soana dirige tuttora il Corso di Counseling che ha progettato a indirizzo analitico transazionale e metodologie umanistiche. E’ anche docente, per la formazione all’intervento educativo e riabilitativo per gli operatori del campo sociale e supervisore clinico del Centro di Counseling Jesuit Encounter Services: J.E.S. di Genova. E’ Direttore della rivista “Quaderni di Counseling". “La lettura della verità di sé con l’altro - osserva padre Soana - nasce dal rapporto interpersonale, quando l’empatia e la sollecitudine sono conosciute per il loro valore di relazione. All’interno di questa, curare una sofferenza esistenziale è porsi soggetto di fronte ad un altro soggetto: in questo c’è un confine di identità separate, ma, allo stesso tempo, chi cura e chi è curato sono in reciproco ascolto. Il profondo senso dell’esistere emerge dove l’orizzonte ideale di un riorientamento è richiesto all’altro e a se stessi. In questa asimmetria c’è reciprocità e, nella diversità, c’è armonia. Il trasformare la sofferenza in un dono fa nascere un desiderio di restituzione che è l’azione della vita. Qui il confine è stato valicato e i soggetti si sono interscambiati, perché ognuno, in questa relazione, è nella ricerca di un sempre nuovo equilibrio esistenziale”.

Counseling, la storia

  • Chi è il counselor - La figura professionale del counselor nasce negli anni Trenta in America e approda in Europa attraverso la Gran Bretagna dove in breve tempo si afferma con ruoli e funzioni specifiche. Anche in Italia si opera in questo campo da molti anni, anche se senza una specifica definizione di competenza fino agli anni Settanta, quando scuole, istituti, centri di formazione iniziano a preparare validi professionisti con competenze di counselor. Tale definizione, però, inizierà ad essere utilizzata solo negli anni Novanta Il counselor in forma generica può essere definito la persona che in un contesto professionale è capace di sostenere in modo adeguato una relazione con un interlocutore che manifesta temi personali, privati ed emotivamente significativi. Il counselor è la figura professionale che attraverso le proprie conoscenze e competenze è in grado di favorire la soluzione ad un quesito che crea disagio esistenziale e/o relazionale ad un individuo o un gruppo di individui. La competenza del counselor dunque è nella relazione. Può essere definito come la possibilità di dare un consiglio professionale o un piccolo sostegno a chi ne fa richiesta all’interno di un contesto ospedaliero, religioso, scolastico, aziendale oppure privato. I fondatori del counseling (Rogers – May – Maslow) Il Counseling si fonda sulla originaria intuizione rogersiana (Carl Rogers) secondo la quale: “Se una persona si trova in difficoltà, il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirle cosa fare, quanto piuttosto quello di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema assumendo da sola e pienamente le responsabilità delle scelte eventuali”.
  • CARL ROGERS (Oak Park, Illinois, 8 gennaio 1902 - 4 febbraio 1987), psicologo e filosofo statunitense, è considerato il padre della Psicologia Umanistica e del Counseling. Partendo dal convincimento che il bisogno di autorealizzazione è la motivazione principale del comportamento umano, elaborò una tecnica terapeutica chiamata Terapia non direttiva o Terapia centrata sul cliente. Secondo questa modalità il terapeuta istaura un rapporto di empatia e facilita nel cliente il raggiungimento di una autonoma comprensione della propria realtà psichica.
  • ROLLO MAY è il padre della psicologia esistenzialista americana, ha iniziato gli studi a Vienna e ha concluso il dottorato in psicologia e l’analisi didattica a New York. E’ stato il pioniere della psicoterapia. Ha scritto “l’arte del counseling” che per tanti anni è stato l’unico libro dedicato a chi, pur non desiderando diventare psicologo o psicoterapeuta, svolge un lavoro che richiede una certa conoscenza della personalità umana.
  • ABRAHAM MASLOW (1900 – 1970) psicologo statunitense - Fondatore della Psicologia Umanistica e, nel 1964 della rivista “Journal of Umanitic Psicology”. Iniziò la propria carriera come psicologo sperimentalista, interessandosi soprattutto del problema della motivazione. Successivamente, divenne il leader di un vasto movimento psicologico, scarsamente penetrato in Europa, ma che ebbe grande successo nelle università del Nord-America degli anni ’60.

venerdì 11 aprile 2008

Il vescovo nomina due amministratori parrocchiali

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

Nuovi amministratori parrocchiali: Don Andrea Fusetti, parroco di Travo, amministratore a Fellino; don Giovanni Cigala, parroco di Bedonia, amministratore a Nociveglia

Con atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 2 aprile 2008 il M.R. Fusetti don Andrea, parroco di Travo, mantenendo i precedenti incarichi, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia di Sant’Alessandro martire in Fellino, Comune di Travo, Provincia di Piacenza.
Con atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 2 aprile 2008 il M.R. Cigala don Giovanni, parroco di Bedonia, mantenendo i precedenti incarichi, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia di San Michele arcangelo in Nociveglia, Comune di Bedonia, Provincia di Parma.
Con atto proprio dell’Ordinario diocesano il M.R. Rakotomanga don Modeste, della diocesi di Ambanja (Madagascar), mantenendo i precedenti incarichi, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia di Sant’Apollinare martire in Calice, Comune di Bedonia, Provincia di Parma.
Con atto proprio dell’Ordinario diocesano, in data 2 aprile 2008, è stato affidato al M.R. padre Jean Dieudonnè Joamanana ofm cap. incarico di collaboratore nel servizio pastorale presso l’Unità Pastorale 1 del Vicariato Val Taro - Val Ceno.
Con atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 2 aprile 2008 è stato affidato al M.R. padre Marcel Walter Kanda della Società San Paolo, incarico di collaboratore nel servizio pastorale presso l’Unità Pastorale 2 del Vicariato di Bobbio - Alta Val Trebbia - Aveto - Oltrepenice.
Piacenza, dalla Curia Vescovile, 9 aprile 2008
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi

Sono per le più nomine di nuovi amministratori parrocchiali. Don Andrea Fusetti, parroco di Travo, sarà l’amministratore di Fellino, piccola frazione travese. Il sacerdote, nato nel 1950, prete dall’82, è anche amministratore di Denavolo.
A don Giovanni Cigala, dal 2005 alla guida della parrocchia di Sant’Antonino a Bedonia, è stata affidata la parrochia di Nociveglia, subentrando a don Modeste, originario del Madagascar, nominato amministratore a Calice, sempre nel territorio comunale bedoniese.
Sempre nel vicariato Val Taro e Val Ceno, padre Jean Dieudonnè Joamanana, cappuccino fracescano, collaborerà nel servizio pastorale presso l’Unità Pastorale 1.
Padre Marcel Walter Kanda della Società San Paolo sarà invece impegnato nel servizio pastorale presso l’Unità Pastorale 2 del Vicariato di Bobbio - Alta Val Trebbia - Aveto - Oltrepenice.