venerdì 13 febbraio 2009

Consiglio presbiterale, più rigore nell'utilizzo dell'8Xmille

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa

Mass media e amministrazione al
Consiglio Presbiterale Diocesano

Le date principali della prossima Missione diocesana

Mass media, problemi amministrativi e missione diocesana sono stati gli argomenti che hanno segnato una nuova riunione del Consiglio presbiterale diocesano riunitosi giovedì 12 febbraio, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile sotto la presidenza del vescovo mons. Gianni Ambrosio. Ha coordinato i lavoro don Federico Tagliaferri.
In apertura il vicario generale mons. Lino Ferrari ha ricordato che nel periodo intercorso con l’ultima seduta è morto un sacerdote, don Ferruccio Franchi; ha pure citato i sacerdoti ammalati ed ha comunicato altre notizie di vita diocesana: dalla CEI è venuto un nuovo riconoscimento al nostro vescovo, nominato nella Commissione episcopale europea in rappresentanza dei Vescovi italiani. Ha poi ricordato le date dei principali prossimi avvenimenti: il 16 ricorre il primo anniversario dell’ingresso in diocesi del vescovo mons. Ambrosio (una messa verrà celebrata domenica 15 in cattedrale alle ore 18,39), il 21 febbraio è convocato alla Bellotta il Consiglio pastorale diocesano; il 26 febbraio, sempre alla Bellotta, si terrà una giornata di formazione per il clero. Tornerà don Parolari che, questa volta, affronterà il problema delle relazioni.
E’ stato poi discusso il problema delle relazioni tra la Chiesa piacentina e i mezzi di comunicazione locali. Nel complesso il consiglio presbiterale ha avuto parole di ringraziamento verso i mezzi laici di comunicazione, sempre attenti alla vita della Chiesa. Questo non toglie che siano state individuate anche alcune difficoltà che saranno oggetto di un ulteriore approfondimento nella prossima seduta, prevista per il 5 marzo.
E’ stata poi la volta dell’Economo diocesano, don Giorgio Bosini, che ha chiesto al Consiglio di pronunciarsi, con il voto, su alcuni temi specifici, relativi all’amministrazione diocesana. In particolare è stata approvata la proposta di un coinvolgimento delle unità pastorali e vicari episcopali territoriali nella valutazione delle priorità in ordine ai contributi 8xmille (fondo culto) da destinare a ristrutturazione o conservazione del patrimonio immobiliare (chiese-oratori-canoniche). La richiesta è motivata dalla necessità di aiutare le comunità a scelte “condivise” per uscire dall’individualismo, favorire l’ “unità”, garantire trasparenza e legalità.
Così pure è stata accolta la proposta di promuovere, ove necessario, consigli economici interparrocchiali tra le comunità rette ed amministrate da un unico parroco o amministratore parrocchiale.
Recupero “crediti pendenti” per prestiti interni autorizzati o imposti da insolvenze e non restituiti tempo debito: per affrontare questo problema è stato deciso di incaricare il Collegio dei Consultori per trovare soluzioni caso per caso; tale Collegio, se lo riterrà opportuno, potrà ricorrere anche alla sospensione o revoca del legale rappresentante. Sì anche alla proposta per salvaguardare la “dote permanente” della Parrocchia: in proposito è stata accettata la proposta di conformare i contratti di affitto o comodato d’uso dei beni parrocchiali a parametri equi ed adeguati al canone.
Infine sono state comunicate le date principali della prossima missione popolare diocesana. Incontri con il clero: dal 16 aprile al 31 maggio 2009 incontro con don Luigi Mosconi (tra queste due scadenze i vicari episcopali territoriali devono individuare date per incontri nei loro vicariati). Incontri con gli organismi di partecipazione: dal 16 aprile al 31 maggio 2009 con don Luigi Mosconi (Consiglio pastorale diocesano 16 maggio; per i consigli delle Unità pastorali, per gli operatori pastorali e per la consulta delle aggregazioni laicali le date sono da decidere).
L’annuncio della missione sarà dato durante la veglia di Pentecoste prevista il 30 maggio prossimo.
E’poi la volta dei tempi della preparazione: 4 e 5 settembre 2009 convegno pastorale diocesano; ottobre 2009: chiamata dei missionari e preparazione dell’équipe formatori; gennaio –giugno 2010 anno formativo dei missionari nei ritiri spirituali. Infine dal settembre 2010 alla Pentecoste del 2011 celebrazione della missione vera e propria.

giovedì 12 febbraio 2009

Duomo, cordata popolare per restaurare due cappelle

Piacenza - Dopo cento anni stanno tornando a nuova vita le due cappelle principali del Duomo di Piacenza: quella del Santissmo Sacramento e quella della Madonna del Popolo. L’aspetto più confortante, per la Chiesa piacentina, è che tutto questo è stato reso possibile grazie a contributi di singoli benefattori. Niente banche, fondazioni, Cei, ma cordate popolari come era avvenuto mille anni fa quando si decise di iniziare il cantiere della cattedrale. Poco più di 20mila euro il denaro raccolto sotto il coordinamento di Domus Justianae, l’associazione - presieduta da Tiziano Fermi - che raggruppa i volontari del Duomo e si occupa del mantenimento e della promozione della cattedrale.I lavori - eseguiti dalla ditta Spelta (con i restauratori Elisa Sfolcini, Raffaele Guasconi, Giuseppe Borlotti) - sono già terminati per la cappella del Santissimo Sacramento, nel transetto di destra. È stato un benefattore a donare, in memoria di un parente defunto, i 10mila euro necessari. Sono stati restaurati gli affreschi di Eugenio Cisterna, datati inizio Novecento e commissionati dal beato Giovanni Battista Scalabrini. Leggermente più impegnativo dal punto di vista finanziario, qui i fondi sono stati trovati grazie ad una cordata popolare a cui hanno partecipato anche il Capitolo della Cattedrale, il Movimento della Speranza, i commercianti e gli ambulanti di Piazza Duomo e delle vie limitrofe, la Corale Santa Giustina, l’Anspi Domus, l’Associazione Eranos. Utilizzati per il restauro anche i fondi raccolti dalle offerte del calendario 2009 della cattedrale, presentato lo scorso Natale, e la munifica offerta di una famiglia della parrocchia.
fri

Il testo integrale su Libertà del 12 febbraio 2009

mercoledì 11 febbraio 2009

Nella chiesa dei condannati a morte l'ultima messa per Eluana

Piacenza - Una messa nel luogo in cui 600 anni fa si assistevano i condannati a morte. Si è tenuta ieri sera nella chiesa di Santa Maria in Torricella per ricordare la figura di Eluana e pregare per lei. In tanti, poco dopo le 21, si sono radunati nel piccolo tempio di via la Primogenita per la messa officiata, tra gli altri, dal cappellano dell'oratorio, don Lorenzo Buttafava, e dal parroco di Sant'Antonino, don Giuseppe Basini. Tutto è partito da Comunione e Liberazione che ha anche avvisato il vescovo Gianni Ambrosio. Di fronte ad avvenimenti come questi - osserva Luciano Ferrari, responsabile piacentino di Cielle - l'unica cosa che rimane è un'impotenza grande che bisogna riconoscere. Occorre chiedere che qualcun'altro, Dio, ci venga in aiuto». «Perché quanto accaduto - continua - non finisca con la morte di una persona ma, come è stato con Gesù, questa porti ad un frutto grandissimo».
Anche Carlo Dionedi, vice presidente del Forum delle associazioni familiari e coordinatore provinciale dell'associazione Famiglie numerose è proiettato verso il futuro: «Rispettiamo il dolore dei genitori, ma guardiamo avanti affinché questa storia ci serva per fare una legge con il principio di non negare mai a nessuno alimentazione idratazione».
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Il testo integrale su Libertà dell'11 febbraio 2009

Conversazioni notturne a Gerusalemme, si presenta il libro del cardinale Martini

Piacenza Oggi, mercoledì, 11 febbraio, alle ore 17.15 presso la sala teatro della Cattedrale, Chiostri del Duomo, 8, il Servizio Diocesano per il Progetto Culturale organizza un incontro-dibattito sul libro “Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede” di Carlo Maria Martini e Georg Sporschill, edito da Mondadori. L’ iniziativa è proposta tutti: a quanti hanno letto questo libro, a quanti lo contestano, a quanti lo amano, a quanti non lo hanno letto ma ne sono incuriositi. Padre Giuseppe Testa, docente di Sacra Scrittura al Collegio Alberoni, e Piergiorgio Poisetti, lettore attento e critico, introdurranno il dibattito sui temi oggetto delle conversazioni notturne dei due confratelli gesuiti. Il “rischio della fede” non risparmia nessuno; ognuno lo affronta come sa e può. Affrontarlo insieme interagendo con uno stimolo tanto alto e coinvolgente non può che far crescere tutti nel coraggio e nella speranza.

martedì 10 febbraio 2009

Il primo anno di Ambrosio a Piacenza

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa

Il vescovo mons. Gianni Ambrosio da un anno
alla guida della diocesi di Piacenza-Bobbio


Il vescovo mons. Gianni Ambrosio sta completando il suo primo anno di episcopato alla guida della diocesi di Piacenza-Bobbio. Nominato vescovo della diocesi emiliana il 22 dicembre 2007, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 16 febbraio 2008 nella cattedrale di Piacenza. In questi mesi, oltre a prendere contatto con la nuova realtà ecclesiale affidata alla sua guida, mons. Ambrosio ha provveduto anche ad emettere importanti documenti pastorali quali le linee presentate in settembre alla Bellotta sull’educazione e la lettera alle famiglie in occasione del Natale.
Il primo anno di episcopato sarà ricordato domenica prossima,15 febbraio, alle ore 18,30, in cattedrale, con una celebrazione eucaristica presieduta dallo stesso Vescovo; il giorno seguente, lunedì, alle ore 11,30, il personale di Curia festeggerà mons. Ambrosio con un incontro alle ore 11,30, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile.

Una lettera alla diocesi di mons. Ferrari e di mons. Busani

In occasione della ricorrenza il vicario generale mons. Lino Ferrari ed il vicario episcopale per la pastorale mons. Giuseppe Busani hanno inviato, nei giorni scorsi, una lettera alla comunità diocesana con la quale, dopo aver ricordato il giorno dell’ordinazione, il 16 febbraio dello scorso anno, sottolineano: “Non possiamo dimenticare la gioia di quel giorno: il grande numero di fedeli e di sacerdoti provenienti anche dalle parrocchie più lontane, la presenza di numerosi cardinali e vescovi e del cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato del Santo Padre, il calore dell’accoglienza, il clima di intensa preghiera. Una bella e corale testimonianza di fede e di senso ecclesiale.
“Il Vescovo nella Chiesa è un dono prezioso e una presenza necessaria: garantisce il legame con la fede degli Apostoli, rende possibile la comunione con le altre Chiese, custodisce l’unità tra le varie forme di vita cristiana, promuove l’apertura al mondo e il servizio della carità nella verità.
“Noi siamo grati al Signore per il dono del Vescovo Gianni. Con lui ci siamo posti con entusiasmo rinnovato sulle ‘orme di Cristo’ per lasciarci educare da lui e per seguirlo nel suo stile di vivere le relazione con i discepoli e con la folla. Sotto la guida del Vescovo abbiamo vissuto momenti significativi del nostro pellegrinaggio di discepoli di Gesù: in Cattedrale, ma anche in tante parrocchie; nei luoghi formativi ecclesiali, ma anche in momenti culturali e civili. A tutti il nostro vescovo ha stretto la mano, volentieri si è intrattenuto con le persone, in ogni situazione ha offerto il suo contributo di riflessione utile per un discernimento attento della realtà ecclesiale e sociale. In questo modo abbiamo iniziato a conoscerci e a camminare insieme come pellegrini che non pretendono di raggiungere la meta troppo in fretta, ma che nella gioia e nella fatica dei giorni hanno imparato a mettere i loro piedi sulle tracce lasciate dall’unico maestro, il Signore Gesù”.
I due Vicari concludono facendo riferimento alla celebrazione di domenica prossima: “Per esprimere al Padre un corale inno di grazie e al Vescovo Gianni la vicinanza grata per questo primo anno vissuto insieme, una rappresentanza della comunità diocesana si dà appuntamento in Cattedrale per la Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo alle ore 18,30 del 15 febbraio. Invitiamo i sacerdoti e i religiosi a concelebrare, le religiose, le parrocchie, le Associazioni e i movimenti, tutti i fedeli laici a vivere insieme questo significativo momento ecclesiale. L’unità nella preghiera faccia crescere la comunione della nostra Chiesa intorno al suo Pastore”.

domenica 8 febbraio 2009

Ambrosio su Eluana, se manca la tensione verso la vita viene meno l'umanesimo

Piacenza - «Il nostro umanesimo è tale perché è sempre un favor vitae in qualsiasi situazione e circostanza. Ora, se il favore verso la vita viene meno, viene meno la fiducia tra di noi». Il vescovo di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, interviene sul caso Eluana. Lo aveva fatto ieri l’altro dalle colonne del settimanale diocesano il Nuovo Giornale invitando alla preghiera e rifacendosi alle parole del segretario generale della Cei, Mariano Crociata. Stavolta va oltre. Lo stupore e lo sconcerto del vescovo di fronte a quello che sta accadendo è tanto. «Il rapporto tra figlio e padre e padre e figlio, oggi è messo in dubbio, proprio perché viene meno la vita. Questo al di là poi delle forme e delle modalità, di cui si può parlare. Sono stupito di come si possa fare una battaglia su questo caso: è veramente il venir meno dell’umanesimo che ha invece sempre caratterizzato la tradizione non solo cristiana ma umana. È un problema di civiltà». «Mi stupisco - continua Ambrosio - di come persone che vogliono difendere i diritti umani si schierino contro la vita. Perché Eluana, al di là della drammaticità della situazione, è vivente, ha un sondino per nutrirsi ma non ha bisogno di nessuna macchina per respirare e per vivere». «L’ideologia, se davvero impedisce di riconoscere questo dato elementare - evidenzia il vescovo - allora davvero è l’oscurità che annebbia le nostre relazioni. Come possiamo ancora fidarci l’uno dell’altro? L’Europa sta tornando a fare le stesse cose che ha fatto nel secolo passato».«Un certo favor vitae - ribadisce - è indispensabile per avere fiducia tra di noi, sennò l’umanità va verso il buio. Questa è la sostanza. Qui non c’è l’accanimento terapeutico. È il dominio dell’uomo sull’uomo». Lo sconcerto è grande, soprattutto per l’uomo, non solo per la guida della chiesa cattolica di Piacenza-Bobbio: «Dobbiamo riconoscere che la vita non è nostra. E questo non per una motivazione religiosa ma per lo stesso umanesimo, per la pietas umana che anche i pagani avevano e che qui scompare. Poi io trovo ulteriori motivi dentro di me per il fatto di essere un cattolico. Ma qui la religione non c’entra». Il vescovo ha letto e cita l’intervista al medico e cantautore Enzo Jannacci pubblicata venerdì sul Corriere della Sera: «Si dichiara non credente eppure, da medico, non accetterebbe mai l’idea di togliere la vita ad una persona».Che fare ora?«Il cattolico - sostiene Ambrosio - ha l’arma della preghiera, del digiuno, del discutere con gli altri. Ci sono periodi della storia, fasi in cui nessuno vuole più ragionare. È capitato nel secolo scorso e sta capitando anche ora».
fri

Il testo integrale su Libertà dell'8 febbraio 2009

Ambrosio al Sir, l'Europa ha bisogno di un'anima

“In Europa culture differenti si confrontano e si sostengono reciprocamente; è pertanto necessario non stancarsi di promuovere il dialogo tra questi diversi orizzonti di pensiero. Il nostro continente ha tuttavia bisogno anche di un’anima, ossia di una dimensione spirituale e di quell’umanesimo che valorizza la persona nella sua interezza”. E’ quanto afferma al Sir il vescovo di Piacenza–Bobbio, mons. Gianni Ambrosio, da poco nominato dal Consiglio permanente Cei, delegato presso la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). “Sull’Europa – spiega il vescovo - incombe il grave rischio di una visione univoca e piatta, che mortifica l’uomo ed è priva di orizzonti alti, e per questo la sua unità rischia di rivelarsi puramente burocratica. La Chiesa può offrirle l’anima di cui ha bisogno affinché l’uomo europeo possa esprimere il meglio di sé”. “In Europa stiamo conoscendo una sorta di ‘autunno morale e culturale’”, aggiunge Ambrosio riferendosi al crescente secolarismo e individualismo del Vecchio Continente, “e di fronte alle sfide della secolarizzazione credo sia importante riuscire a far comprendere che se andiamo avanti di questo passo sarà presto inverno! Stiamo perdendo di vista ciò che ha fatto grande la nostra cultura e civiltà; è pertanto necessario far riaffiorare i grandi valori e ricollocarli al centro della società europea”.
“Dobbiamo renderci conto che la laicità – o meglio il laicismo – assurta a pseudoreligione che esclude ogni riferimento a principi etici e morali è mortifera. Di qui l’urgenza dell’impegno culturale della Chiesa per far comprendere che se l’Europa si riduce ad insieme di popoli appiattiti sul secolarismo, non avrà più nulla da dire al mondo, che per certi aspetti sembra oltretutto andare in una diversa direzione”. Impegno che, per mons. Ambrosio, deve tradursi in “un’opera capillare di sensibilizzazione e informazione/formazione che consenta ai cittadini di comprendere che nell’Ue una élite agnostica pretende di dettare legge e fare pressione sugli orientamenti morali e culturali dell’opinione pubblica. Lobby pseudoculturali che pur non rispecchiando il sentire comune dei cittadini, di coloro cioè che costituiscono concretamente il tessuto europeo, sono abbastanza potenti dal punto di vista economico/mediatico per influenzarlo, quasi imponendo dall’alto la propria visione del mondo. Per questo – ed è un altro importante compito per la Chiesa - occorre potenziare l’impegno e il dialogo al fine di attrezzare culturalmente e criticamente i cittadini Ue”.

Dal Sir (Servizio informazione religiosa) del 6 febbraio 2009

venerdì 6 febbraio 2009

Ambrosio: per Eluana silenzio e preghiera

Piacenza - Per Eluana silenzio e preghiera. È questo, in estrema sintesi, il senso dell’intervento del vescovo Gianni Ambrosio sul caso di Eluana Englaro dalle colonne del settimanale diocesano il Nuovo Giornale in uscita oggi. Il vescovo Ambrosio si rivolge ai fedeli piacentini utilizzando l’organo ufficiale della diocesi con un messaggio che assume ancor più valore essendo scritto in prossimità della Giornata del malato che si celebrerà domenica. Ambrosio invita i piacentini a fermarsi a riflettere in silenzio e a pregare. Fa riferimento alla Madonna, al santo rosario e, citando il lungo discorso del segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, sul caso Englaro, osserva come «la vera pietà è quella testimoniata dalle suore che hanno accudito Eluana». In gioco, quindi, è «la capacità della nostra società di rendere possibile l’accompagnamento di chi è nella sofferenza e in difficoltà fino ad arrivare al termine naturale della propria esistenza. Senza accanimento né abbandono terapeutico, in un’alleanza non solo tra medico e paziente, ma di tutta la società».
fri

Il testo su Libertà del 6 febbraio 2009

giovedì 5 febbraio 2009

Giornata del malato, una messa e un convegno con Bonadonna

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa

Giornata mondiale del malato:
gli appuntamenti piacentini


L’11 febbraio prossimo la Chiesa celebra la XVII giornata mondiale del malato che ha per tema: “Educare alla salute, educare alla vita”. L’Ufficio nazionale per la pastorale della Sanità della Cei ha, in proposito, diffuso un documento nel quale vengono esaminati i vari aspetti del problema (il testo può essere reperito nel sito internet della Cei)
A Piacenza la ricorrenza sarà ricordata domenica 8 febbraio, alle ore 16, in cattedrale, con una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio. Sono invitati, in modo particolare, medici, operatori sanitari, tutto il personale sanitario, associazioni e istituzioni pubbliche e religiose che operano nell’ambito della sanità.
Mercoledì, 11 febbraio, in collaborazione con l’Ordine provinciale dei medici, l’associazione La Ricerca, l’Ausl di Piacenza e il Nuovo Giornale, la diocesi organizza un incontro, alle ore 17,30, all’auditorium della Fondazione in via Sant’Eufemia 12, sul tema: “Educare alla salute. Educare alla vita. Ritrovarsi nella malattia”.
Con l’introduzione del vicario generale della diocesi mons. Lino Ferrari, Giangiacomo Schiavi, piacentino, caporedattore del Corriere della Sera, e Gianni Bonadonna, oncologo divenuto paziente, presenteranno il loro libro: “Medici umani, pazienti guerrieri. La cura è questa”. Al termine sarà proiettato il video: “Ritrovarsi nella malattia”.

Ambrosio rappresentante della Cei a Bruxelles

Piacenza - Il Consiglio episcopale permanente della Cei, presieduto dal cardinale Angelo Bagnasco, nell’ultima seduta di fine gennaio, ha nominato il vescovo di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, nuovo delegato presso la Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (Comece). Monsignor Ambrosio prende il posto del vescovo di Lodi, monsignor Giuseppe Merisi. La Comece è composta da 21 vescovi delegati delle Conferenze Episcopali dei Paesi dell’Unione Europea: Germania, Austria, Belgio, Scandinavia, Scozia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Francia, Grecia, Ungheria, Inghilterra e Galles, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Repubblica Ceca. La Conferenza Episcopale della Svizzera è membro associato. Il suo Segretariato permanente si trova a Bruxelles, dove il prossimo marzo verrà inaugurata la nuova sede. Obiettivi della Comece sono quelli di analizzare il processo politico dell’Unione europea, di informare la Chiesa sullo sviluppo della politica e della legislazione dell’UE, di promuovere la riflessione, basata sulla dottrina sociale della Chiesa, sulle sfide che interpellano una Europa unita.
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Il testo integrale su Libertà del 5 febbraio 2009

lunedì 2 febbraio 2009

Dopo 7 anni torna in Congo il primo prete nero di Piacenza

Piacenza - Dopo sette anni trascorsi nella parrocchia piacentina di San Giuseppe Operaio, è tornato nel suo paese natale don Alfred Bwidi Kitambala (53 anni) - più conosciuto come don Alfred -, il primo sacerdote di colore a svolgere le mansioni di “curato” nella diocesi di Piacenza-Bobbio. Don Alfred è tornato nella Repubblica Democratica del Congo, nella diocesi di Idiofa, 700 chilometri a ovest della capitale Kinsasha. Si occuperà di insegnare nel seminario diocesano. Ordinato in Congo nel 1983, successivamente venne inviato a Roma per studiare. Al termine dei corsi biblici si rese necessaria una parentesi in una parrocchia per fare un po’ di pratica pastorale. L’allora vescovo di Piacenza-Bobbio, Luciano Monari, diede il suo benestare e don Alfred arrivò in San Giuseppe Operaio. A Piacenza prese servizio nel novembre del 2001 come collaboratore del parroco don Giancarlo Conte che gli affidò la cura d’anime soprattutto della chiesa di San Bonico. «Per me don Giancarlo rimane un maestro - dice in occasione del saluto alla parrocchia -. La lettura che abbiamo letto l’altra domenica parlava della chiamata di Samuele da parte del profeta Elia. Samuele non conosceva il linguaggio di Dio ed Elia glielo insegnò. Per me don Giancarlo è stato come il profeta Elia. L’ho invitato in Congo, come tutti i parrocchiani che vorranno venire». «Piacenza mi rimarrà sempre nel cuore - continua -: ho sentito l’accoglienza e la fraternità del clero locale nei miei confronti, prima di tutto del vescovo Luciano e del vescovo Gianni». La situazione che si vive nel resto dell’Italia non è certo rosea e don Alfred è il primo ad ammetterlo. Tuttavia ci tiene ad evidenzioare come in Congo, all’est, si stia verificando una situazione tutto sommato simile all’Italia «con gli altri africani che premono per entrare in Congo». «Come uomo - è convinto don Alfred - penso che l’accoglienza vada bene però occorre stabilire delle regole che devono essere rispettate. L’immigrato non può imporre la sua mentalità ma deve rispettare i costumi di vita italiani con umiltà».
fri

Il testo integrale su Libertà del 2 febbraio 2009

domenica 1 febbraio 2009

Emergenza educativa; per Charmet necessario patto tra scuola e famiglia

Piacenza - Occorre ricostituire l’alleanza educativa tra tutti coloro che hanno responsabilità di questo tipo, primi fra tutti la scuola e la famiglia. Oggi sono ai minimi storici e il patto d’acciaio di una volta tra genitori e presidi non c’è più». È il pensiero del professor Gustavo Pietropolli Charmet, docente di psicologia dinamica all’università di Milano e direttore dell’Istituto Minotauro di Milano, intervenuto ieri pomeriggio al convegno organizzato dalla Casa del Fanciullo (all’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano) quale ultimo atto delle iniziative del sessantesimo anniversario della nascita. «Scuola e famiglia - sostiene Charmet - spesso si trovano su posizioni contrapposte con l’intervento di giudici e avvocati. Oggi più che mai è evidente la loro povertà rispetto alle agenzie che spacciano illusioni, droghe e via dicendo. Solo rivedendo le ragioni del patto si può uscire». Che sia emergenza non ci piove. Ma, secondo Charmet, «è sbagliato pensare ad un’emergenza educativa con riferimento solo e soltanto a bullismo, droga, reati di gruppo. Occorre invece pensare a tutta una serie di comportamenti che i ragazzi intendono normali».«Oggi il contesto socio culturale è diverso dal passato - continua - si vive nella società non solo del consumo ma anche del narcisismo, una società in cui l’aspirare al successo con qualsiasi sistema è ritenuto normale, in cui il potere dei media è di gran lunga superiore a quello della famiglia e della scuola». «Quando parliamo di emergenze - evidenzia Charmet - parliamo di bambini formati dai modelli socioculturali in cui vivono, dalla sottocultura dei media che arriva attraverso la rete, il gruppo, le mode, gli idoli, in un contesto in cui i bambini stessi sviluppano una competenza sociale precoce e sono sempre più autonomi, quindi meno influenzati dalla famiglia». Chi ha una responsabilità educativa si trova di fronte a novità in continuo cambiamento che - fa notare il professore - non sa come gestire. O gestisce male «tornando al maestro unico quando, con i giovani d’oggi, di maestri ne occorrono cinque». «L’emergenza - osserva Charmet - è che ci sono delle novità a cui noi non sappiamo dare il senso». La più significativa è lo «sdoganamento del narcisismo. I ragazzini hanno I’impressione di dover sviluppare il sé, il proprio talento, le proprie capacità, sentono dentro di loro che i genitori e la società li spingono verso il culto della persona. A scapito del mettersi al servizio dell’altro, dell’accettare il sacrificio in vista del bene condiviso». Una volta la crisi adolescenziale era da riscontrare nella ribellione alle regole, oggi, secondo Charmet, nella vergogna: «La vergogna di non essere all’altezza degli ideali narcisistici. Basta poco perché il ragazzino abbia la sensazione di non essere considerato; la sua permalosità è grande». Le vie di uscita sono due: «O sparire, o ritornare cambiati, da vendicatori».
fri

Il testo integrale su Libertà di oggi primo febbraio 2009

sabato 31 gennaio 2009

L'ex lefevriano don Cantoni, negare l'Olocausto è una stupidaggine

Piacenza - «L’uscita di Williamson è stata una sparata. Negare l’Olocausto una stupidaggine. Con quelle modalità allora ci sono anche quelli che dicono che le Torri Gemelle se le sono buttate giù gli americani». A pensarla così è teologo piacentino don Piero Cantoni, ex lefevriano, oggi incardinato nella diocesi di Pontremoli-Massa. Cinquantotto anni, è uscito dai Lefevriani nel 1981, è stato professore di due dei quattro vescovi ai quali il Papa ha revocato la scomunica: l’attuale superiore della Fraternità San Pio X, Bernard Fellay, e monsignor Alfonso de Gallareta. Confessa di avere avuto già allora qualche contrasto con monsignor Richard Williamson e di essere uscito dalla Fraternità anche a causa sua. «È una persona intelligente - ricorda - ma è sempre stato molto drastico. Era anglicano ed è passato dall’anglicanesimo alla fraternità lefevriana. Gli manca quell’equilibrio che secondo me dovrebbe caratterizzare i cattolici: la capacità di fare delle sintesi e non insistere con una contrapposizione continua». «Personalmente il mio atteggiamento sull’Olocausto è di ferma condanna, senza se e senza ma. Mi sembra che non sia simpatico mettere in discussione una cosa del genere. Così come per gli altri genocidi (vedasi gli armeni) che è giusto condannare con ugual forza». Don Cantoni è stato ordinato il 24 dicembre del 1978 a Econe dall’arcivescovo Marcel Lefebvre. «Ero entrato nella Fraternità - racconta - perché una certa idea di interpretare il Vaticano II° non mi andava. Io il Vaticano II° l’ho sempre accettato ma come un concilio che ha aggiornato la fede. Aggiornare la fede non vuol dire cambiarla». «La mia permanenza a Econe mi ha insegnato ad essere più seriamente vicino al Signore. Però ci sono degli errori che mi hanno indotto a uscire: una mentalità che avrebbe portato ad una rottoura che infatti è avvenuta».
fri

Il testo integrale su Libertà del 31 gennaio 2009

Beni culturali, la Chiesa diventa un laboratorio

Piacenza - La Chiesa piacentina diventa un laboratorio di ricerca nel settore della bioedilizia e della sostenibilità del restauro dei beni immobili culturali. Lo fa presentando tre progetti su altrettanti immobili, aventi come denominatore comune il fatto di essere tutti e tre appartenenti al patrimonio ecclesiastico: una residenza in città (Palazzo Fogliani), una casa colonica vicino ad Agazzano (San Pietro in Tranquiano), un complesso parrocchiale (Pieve Dugliara). Uno studio realizzato in fase interlocutoria anche con l’aiuto della Sovrintendenza che ha incoraggiato la ricerca indicando delle strade guida. Se ne parlerà in modo approfondito venerdì 6 febbraio (dalle ore 9) in un convegno alla Volta del Vescovo. L’evento è stato presentato ieri mattina nella sala degli affreschi della Curia di Piacenza da don Giuseppe Lusignani, direttore dell’Ufficio per i beni culturali ed ecclesiastici della diocesi di Piacenza-Bobbio e dai vari attori del progetto. «L’obiettivo è di conservare, mantenere e rendere vivibili gli immobili sacri - osserva don Lusignani -. Come diocesi di Piacenza-Bobbio ci proponiamo di essere attori anche nel campo dell’approfondimento e della ricerca». Uno sguardo al futuro ma anche uno al presente. «È doveroso per i parroci custodire al meglio i beni immobili ecclesiastici - osserva don Lusignani -, questo può voler dire liberare risorse messe poi a disposizione dell’impegno pastorale. In che modo? Con un intervento di restauro appropriato e in una logica di possibile risparmio».
fri

Il testo integrale su Libertà del 31 gennaio 2009

venerdì 30 gennaio 2009

Catechisti, una giornata di formazione

Piacenza - Si svolgerà il pomeriggio di domenica 8 febbraio (14.30, parrocchia di S. Franca), dal titolo «Tu sei il mio Dio, i miei giorni sono nelle tue mani», una giornata di formazione per i catechisti.

Alla “giornata” sono invitati tutti i catechisti della diocesi, come occasione di approfondimento e di formazione “ad alto livello”.

Sarà infatti presente all’incontro, con la relazione iniziale, Mons. Bassano Padovani, della Diocesi di Lodi, già direttore dell’Ufficio catechistico nazionale; le conclusioni saranno invece affidate al nostro Vescovo Mons. Gianni Ambrosio.

Inoltre, saranno attivati sei gruppi di formazione cui parteciperanno liberamente i catechisti (approfondimento biblico e di metodo, ascolto di musica, film, ecc…). Alla giornata partecipano anche gli oltre 70 giovani iscritti al corso base loro dedicato, che vedrà la sua conclusione.

Attenzione: chiediamo ai parroci di favorire la partecipazione e di indicare entro il 4 febbraio il numero indicativo di partecipanti all’Ufficio catechistico (segreteria@catechistipiacentini.net e 0523 308344)


Comunicato stampa diocesi di Piacenza e Bobbio

Una giornata per i catechisti

giovedì 29 gennaio 2009

Otto per mille alla Chiesa, l'intuizione del cardinale Casaroli

Piacenza - L’8 per mille nasce con il nuovo “Accordo di revisione del Concordato fra l’Italia e la Santa Sede” - osserva monsignor Lino Ferrari - sottoscritto il 18 febbraio 1984 a Villa Madama nella logica della “indipendenza” e della “collaborazione”. Tra l’altro, firmatario per la Chiesa cattolica fu un piacentino: il cardinale segretario di Stato, Agostino Casaroli». Il nuovo sistema ha comportato da parte della Chiesa la rinuncia alla congrua e ai fondi per l’edilizia per il culto, dunque alle forme di finanziamento automatico da parte dello Stato previste a suo tempo anche a titolo di risarcimento rispetto alle leggi eversive del patrimonio ecclesiastico. «Gli aiuti per l’otto per mille noi li intendiamo in una idea di Chiesa che, forte degli insegnamenti del Concilio - evidenzia il vicario generale - vive un’esperienza di comunione, partecipando ai problemi della gente. Una Chiesa che vuole testimoniare la povertà evangelica, non perchè rinuncia alle risorse materiali, ma perchè non tiene nulla per sé e tutto rimette in circolazione intervenendo là dove c’è bisogno».
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Il testo integrale su Libertà del 29 gennaio 2009

Chiesa, dall'8xmille 4,5 milioni di euro

Piacenza - Se non ci fosse l’8 per mille ben oltre il 50 per cento delle attività della diocesi di Piacenza-Bobbio non avrebbe copertura finanziaria e dunque non sarebbe possibile. Lo ammette tranquillamente l’economo diocesano don Giorgio Bosini che, assieme al vicario generale, monsignor Lino Ferrari, e all’incaricato diocesano Romolo Artemi, ha reso note le entrate e le assegnazioni dell’8 per mille per il 2008. Lo scorso anno la chiesa cattolica piacentina ha ricevuto 4,5 milioni di euro dalle firme dei cittadini dalla dichiarazione dei redditi. Tale somma è stata così distribuita: per il culto e la pastorale 743.291,97 euro, per gli interventi caritativi 419.053,01, per il sostentamento del clero circa 3,4 milioni di euro (destinati all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, presieduto da monsignor Antonio Bozzuffi). Da precisare che settori come la carità e i beni culturali si avvalgono anche di altri contributi provenienti o direttamente dalla Cei (Conferenza episcopale italiana) su singoli progetti o da enti pubblici e privati che operano in diocesi. A titolo di esempio, secondo i dati resi noti da don Bosini, nel 2008 sono stati erogati alla diocesi 260mila euro dalla Fondazione Cariparma, oltre 300mila dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Per le esigenze del culto altri 350mila euro provenienti direttamente da un fondo Cei e destinati ogni anno alla diocesi di Piacenza-Bobbio per il finanziamento di 4 o 5 progetti (al 30-40 per cento); sempre dalla Cei circa 20mila euro per gli allarmi delle chiese, 25mila per la manutenzione degli organi, 50mila per gli archivi ecclesiastici diocesani. Nell’aiuto ai bisognosi non va dimenticato che la Chiesa solo in minima parte ricorre all’otto per mille, avendo in campo ben altre forze come volontari e altri aiuti provenienti dalle comunità parrocchiali e dai singoli fedeli.
Ciò nonostante i soldi non bastano e si rende necessaria una razionalizzazione. Come ha confermato l’economo don Bosini, è in corso una mappatura con strumentazioni satellitari di tutte le chiese della diocesi (sono oltre 800). Diverse dovranno chiudere, soprattutto nel territorio collinare e di pianura. Una lista non è ancora stata redatta ma quel che è certo è che vi sono luoghi di culto che necessiterebbero di interventi di migliaia di euro a fronte di una frequentazione di meno di una decina di fedeli. È chiaro che saranno queste le prime chiese a chiudere i battenti.
Molto più severa si è fatta poi la procedura per l’ottenimento dei fondi per finanziare i vari progetti. I criteri sono sempre più selettivi. Don Bosini ricorda l’iter: entro giugno gli uffici amministrativi della diocesi raccolgono le varie domande provenienti da parrocchie e da singole realtà diocesane. «Non si tratta, però, di domande provenienti da singoli sacerdoti o enti - precisa l’economo -. Seguendo i principi di comunione, corresponsabilità, trasparenza, rigore le singole domande devono aver superato già una prima verifica alla partenza. Ogni parrocchia deve avere un Consiglio parrocchiale economico composto da laici; ogni parrocchia si muove nell’ambito di una circoscrizione che è l’Unità Pastorale e pertanto ogni intervento dev’essere visto in un contesto più ampio e articolato con il parere dell’Unità Pastorale». La diocesi è divisa in sette Vicariati: «In prospettiva saranno chiamati ad un ruolo sempre più importante anche sul piano del coordinamento delle risorse economiche». Questo rigore permette agli organi diocesani (Consiglio economico, Collegio dei consultori, vescovo...) di prendere decisioni in accordo con il quadro generale delle esigenze da rapportare alle disponibilità.
fri

Il testo integrale su Libertà del 29 gennaio 2008

martedì 27 gennaio 2009

I funerali di don Franchi celebrati dal vescovo di Fidenza

Piacenza - I funerali di don Ferruccio Franchi, già parroco di Mercore di Besenzone,
si terranno domani, mercoledì 28 gennaio, alle ore 15, nella chiesa
parrocchiale di Mercore e saranno presieduti dal vescovo di Fidenza mons.
Carlo Mazza (il sacerdote era incardinato nella diocesi di Fidenza), mentre
la diocesi di Piacenza Bobbio sarà rappresentata dal vicario generale mons.
Lino Ferrari (il vescovo mons. Ambrosio è impegnato a Roma con il
pellegrinaggio diocesano).

Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio

Il cardinale Ruini al festival della teologia

Piacenza - Sarà il cardinale Camillo Ruini la guest star del prossimo Festival della teologia in programma a Piacenza nel mese di maggio. Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, è stato Cardinale vicario del pontefice per la Città e la Provincia di Roma e Arciprete della Basilica Lateranense dal 1° luglio 1991 al 27 giugno 2008; era stato Pro-Vicario dal 17 gennaio dello stesso 1991. È stato inoltre Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) dal 7 marzo 1991 alla stessa data del 2007.
Attualmente il cardinale si gode la pensione nel suo appartamento appena fuori le mura vaticane, scrive interventi per Avvenire, un libro per Mondadori ed è presidente del comitato per il progetto culturale della Cei.