Piacenza - Dieci mesi via da casa, poi, forse, un ripensamento o una cosa del genere, il figlio decide di tornare. «Ho pregato tanto Padre Pio per riavere il mio bambino e alla fine mi ha ascoltato». La signora Carla è una delle tante piacentine che da ieri sono a San Giovanni Rotondo per la prima giornata di esposizione del corpo del frate santo. Fa parte di un primo gruppo di cinquanta persone che sono arrivate in pullman con un pellegrinaggio organizzato dall’agenzia specializzata Memoribus Travel e guidato da Alessandro Molinelli. Ieri era il secondo giorno di esposizione della salma riesumata con 11mila persone prenotate per rendere omaggio al santo. Oggi tocca ai piacentini. Sul lo biglietto il rito del passaggio è fissato per le 13 e 30. A San Giovanni Rotondo si respira un clima di attesa e di grande serenità. È come entrare nella macchina del tempo e tornare indietro al 1968, quando il frate morì. Sono passati quarant’anni e la sua fama e la sua santità sono volate nel mondo. «È la prima volta che vengo qui - dice al telefono Salvatore Le Rose, 53 anni, che abita a Casalpusterlengo, ed è partito assieme alla sorella, alla cognata e alla moglie -. Ho visto tanti servizi in televisione, ne hanno parlato tutti, così ho voluto provare quest’emozione dal vivo, fare un’esperienza personale». «Qui abbiamo trovato tantissima gente - continua - abbiamo partecipato alla messa al santuario di San Michele e domani (oggi, per chi legge) vedremo padre Pio». È il primo viaggio anche per Maria Teresa Romanini, 50anni, impiegata in una scuola: «Sono venuta qui per non per chiedere una grazia o un miracolo ma per vedere con i miei occhi e per portare a casa una certezza in più. Appena finita la messa a San Michele è stato indescrivibile; una serenità, una partecipazione che difficilmentre si riescono a provare». Con lei c’è il marito, Pierluigi Cambula, 60anni, responsabile del personale di un’azienda: «Ho voluto accompagnare mia moglie, ma anche rendermi conto se davvero questo culto e questa devozione nei confronti di Padre Pio hanno ragion d’essere. Devo dire che la gente ci crede veramente e penso che a venire qui non si possa finire che per crederci ancora di più».
L’assistenza spirituale del pellegrinaggio è affidata al diacono Roberto Schiavi, diacono, per la terza volta a San Giovanni Rotondo: «La gente è contenta, sono saltate fuori storie commoventi di persone che sono venute qui per chiedere una grazia e per ringraziare». «Si respira un’atmosfera di fede molto intensa - evidenzia -, la gente ha bisogno di esperienze come queste».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi 26 aprile 2008
sabato 26 aprile 2008
giovedì 24 aprile 2008
Alla Santissima Trinità il Padre Pio piacentino
In occasione del 40° anniversario della morte (1968), del 90° anniversario della comparsa delle stimmate (1918), e in coincidenza con l'esposizione del corpo, l’Assoziazione Pugliesi di Piacenza ha organizzato per questa sera, alle ore 21, presso l’oratorio San Filippo Neri della Parrocchia della Santissima Trinità (Viale Dante angolo Via Manfredi), una serata dedicata a San Padre Pio. Monsignor Riccardo Alessandrini, parroco della SS. Trinità e coordinatore diocesano dei gruppi di preghiera “Padre Pio”, terrà una relazione sulla figura del Santo accompagnata da proiezioni di fotografie e filmati.
La serata è aperta a tutti.
mercoledì 23 aprile 2008
Un'estate per salvare San Pietro

Piacenza - Tutta l’“Estate sanpietrina” del 2008 sarà dedicata alla sensibilizzazione nei confronti del gigante malato e alla raccolta di fondi per il suo restauro. L’iniziativa giungerà quest’anno alla sua seconda edizione. Voluta dal parroco, don Giovanni Frazzani, si propone di rappresentare un punto di riferimento nel centro storico della città per coloro che in giugno, luglio e agosto, rimarranno a Piacenza. Ci sono serate, commedie in dialetto, musica, conferenze, tutte nel cortile della parrocchia di San Pietro. Il via alle manifestazioni si avrà il 12 giugno con un concerto del coro Vallongina di Alseno guidato da don Roberto Scotti. Il 28 di giugno vigilia della ricorrenza di San Pietro, vi sarà una celebrazione solenne con il vescovo Gianni Ambrosio.
Don Frazzani è il parroco di tre chiese che rappresentano altrettanti monumenti di grande pregio artistico nel centro storico di Piacenza, tutti e tre bisognosi di cure: la basilica di San Francesco, la chiesa di santa Maria in Gariverto (attualmente un cantiere è in corso nella zona del cortile) e, appunto, la chiesa di San Pietro.
Quest’ultima risalirebbe al IV secolo e nel 1584 fu il quartier generale dei Gesuiti che riedificano il tempio terminato nel 1666. Don Frazzani, per la cura delle anime, si avvale della collaborazione di due sacerdoti stranieri: don Simon Pierre Ntomb Ngue, vicario parrocchiale, e don Jose Valdir Silva do Carmo, collaboratore parrocchiale.
Il testo integrale su Libertà del 23 aprile 2008
Un appello per il campanile di San Pietro

Piacenza Il San Pietro piacentino si sta lentamente ma inesorabilmente sgretolando. L’estate scorsa un convegno riportò alla ribalta il degrado della splendida torre campanaria. A quasi un anno di distanza è il parroco, don Giuseppe Frazzani, a rilanciare una sorta di appello per il “gigante” malato. «Non possiamo più aspettare troppo tempo, occorre iniziare i restauri. Il campanile è incastonato tra i tetti degli edifici adiacenti che evidentemente non possono sopportare a lungo la caduta di mattoni e calcinacci». Per questo motivo don Frazzani, in attesa che le istituzioni provvedano, da parte sua ha iniziato a fare opera di sensibilizzazione tra i parrocchiani e gli abitanti del centro storico con una raccolta fondi che avrà il suo clou durante i mesi di giugno, luglio e agosto, quando andrà in scena, la seconda edizione dell’estate sanpietrina.
Il problema non è la stabilità della torre, quanto il suo continuo sgretolamento. «Per ora non abbiamo avuto grossi inconvenienti - osserva don Frazzani - però questo è un tema che vogliamo affrontare sia dal punto divista del campanile stesso sia della sua ubicazione, accanto alla prestigiosa sede della biblioteca Passerini-Landi». Edificata dai Gesuiti tra il 1610 e il 1666, la torre è stata realizzata a ridosso della sede originaria del tempio e si trova esattamente al centro dell’antica Placentia romana. Il vecchio parroco don Carlo Brugnoli aveva cercato di tamponare le cadute dei calcinacci con una rete metallica. Oggi l’intonaco esterno del campanile presenta esfoliazioni ed erosioni oltre a distacchi nel primo tronco. Il parafulmine sul cupolino è rotto e la scala interna alla cupola è in pessime condizioni. A suo tempo il costo del restauro era stato stimato in 400milioni di lire che oggi potrebbero essere intorno ai 200mila euro. «Rappresenta un simbolo per i piacentini - evidenzia il parroco -. È il piccolo San Pietro di Piacenza, l’unica chiesa piacentina che ha una copia del San Pietro in trono di Arnolfo Di Cambio custodita nella basilica vaticana. La scultura è stata posta proprio nella chiesa di via Carducci affinché ci fosse anche qui a Piacenza un luogo in cui fosse espressa la centralità di Pietro e con questa il senso dell’unità della Chiesa».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 23 aprile 2008
lunedì 21 aprile 2008
Morto don Narciso Acuti
E' morto ieri pomeriggio, alla Casa del Clero di via Torta, don Narciso Acuti, già parroco di Bacedasco Alto. Nato il 15 marzo 1916 ad Aione di Pellegrino Parmense, è stato ordinato sacerdote il 10 aprile 1943. Ha iniziato il proprio servizio pastorale come curato a Bedonia; nel 1947 è stato nominato parroco di Corniglia per passare, con lo stesso incarico, a Bacedasco Alto il 17 febbraio 1962. Ha rinunciato al mandato il 17 settembre 1995 e si è ritirato nella Casa del Clero Cerati. I funerali si terranno domani, pomeriggio, 22 aprile, nella chiesa parrocchiale di Bacedasco Alto e saranno presieduti dal vescovo mons. Gianni Ambrosio.
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Argomenti
Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio
sabato 19 aprile 2008
venerdì 18 aprile 2008
Ambrosio: più che sufficiente un prete per mille abitanti
Piacenza - Duecentonovantacinque sacerdoti per 424 parrocchie suddivise in sette vicariati. Sono alcuni dei numeri che riporta l’annuario diocesano di Piacenza-Bobbio in uscita in questi giorni edito da “il nuovo giornale”. Cifre che, secondo una proiezione effettuata negli ultimi mesi dell’episcopato di monsignor Luciano Monari, sono destinate ad assottigliarsi sempre di più. Se la società civile è stata chiamata a raccolta per disegnare il proprio futuro in quel grande contenitore che è Vision 2020, anche il clero ha fatto, nel suo piccolo, la medesima cosa. Nel 2020, dai 295 sacerdoti di oggi si scenderà fino ai 120-150, un numero destinato ad assestarsi nel tempo. Dati che non preoccupano più di tanto il nuovo vescovo, Gianni Ambrosio. Primo perché «con le previsioni - dice - occorre essere molto cauti»; poi perché «oggi come oggi a Piacenza abbiamo un prete ogni mille abitanti, una delle percentuali più alte di tutta l’Emilia Romagna».
Monsignor Gianni Ambrosio visiona gli annuari diocesani delle altre diocesi vicine e fa i dovuti confronti: «Parma ha circa 304mila abitanti e 168 preti, uno ogni 1.700 abitanti. Bologna ha circa un milione di abitanti (955mila) con 431 preti, uno ogni duemila. Reggio Emilia ha 293 preti (come Piacenza-Bobbio, ma 500mila abitanti. Noi abbiamo circa 287mila abitanti per 295 preti, in pratica un sacerdote ogni mille persone». Una cifra che non preoccupa più di tanto il vescovo il quale la ritiene ancora sufficientemente adeguata a coprire le esigenze della diocesi: «Mi pare di dover dire, contrariamente a quello che si pensa e a quello che si scrive, che la situazione numerica dei preti in Piacenza-Bobbio è rosea rispetto alla realtà circostante. Che poi vi siano sacerdoti anziani va bene, ma questo vale anche per gli altri. Vorrei che ci si rendesse conto che noi abbiamo il doppio dei preti rispetto a Bologna». La preoccupazione di Ambrosio è che il clero lavori con determinazione nei vari ambiti della pastorale. «Un tempo la figura del sacerdote - osserva - aveva molteplici ambiti di attività anche extrapastorali che oggi non necessariamente lo riguardano in prima persona, dunque il numero dei preti attualmente è più che sufficiente».Il 2020 non lo preoccupa doppiamente. «Di fronte alle proiezioni - continua - sono sempre molto cauto perché un poco le conosco. Possono esserci situazioni che mutano da un giorno all’altro, novità che cambiano. Non mi pare che il futuro sia così oscuro per la chiesa piacentina. A Bologna ho incontrato uno storico che sta lavorando su Scalabrini. Mi diceva che la preoccupazione del vescovo era quella del numero delle vocazioni sacerdotali. Io pensavo che a quel tempo fossero numerose. Sbagliavo, perché erano scarse rispetto ad una popolazione molto consistente. Poi abbiamo visto una ripresa nel periodo della prima guerra e negli anni Cinquanta e Sessanta. Ci sono oscillazioni che non possono essere previste».
C’è comunque la risorsa dei laici: non dimentichiamo che in questa diocesi ci sono circa 40 diaconi ed un’altra dozzina sta per diventarlo.
Per il vescovo Ambrosio occorre valorizzare la cultura della vocazione. «Riguarda tutti - osserva - se fosse davvero un po’ più convincente credo che non dovremo avere così tanti timori per il futuro. La cosa più importante da fare è che tutti siamo consapevoli di essere chiamati a svolgere un’opera che senza il nostro operato non si compie. Se vogliamo che la nostra cultura umanistica proceda, tutti dobbiamo darci da fare affinchè questa vada avanti. Siamo chiamati alla vita e a darle un senso. Avere una cultura vocazionale vuol dire preparare il terreno per quelle particolari chiamate al servizio diretto ed immediato della Chiesa e del Vangelo. Se ricordiamo questo, avremo preparato un buon terreno perché anche il seme del sacerdozio possa attecchire».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 18 aprile 2008
Monsignor Gianni Ambrosio visiona gli annuari diocesani delle altre diocesi vicine e fa i dovuti confronti: «Parma ha circa 304mila abitanti e 168 preti, uno ogni 1.700 abitanti. Bologna ha circa un milione di abitanti (955mila) con 431 preti, uno ogni duemila. Reggio Emilia ha 293 preti (come Piacenza-Bobbio, ma 500mila abitanti. Noi abbiamo circa 287mila abitanti per 295 preti, in pratica un sacerdote ogni mille persone». Una cifra che non preoccupa più di tanto il vescovo il quale la ritiene ancora sufficientemente adeguata a coprire le esigenze della diocesi: «Mi pare di dover dire, contrariamente a quello che si pensa e a quello che si scrive, che la situazione numerica dei preti in Piacenza-Bobbio è rosea rispetto alla realtà circostante. Che poi vi siano sacerdoti anziani va bene, ma questo vale anche per gli altri. Vorrei che ci si rendesse conto che noi abbiamo il doppio dei preti rispetto a Bologna». La preoccupazione di Ambrosio è che il clero lavori con determinazione nei vari ambiti della pastorale. «Un tempo la figura del sacerdote - osserva - aveva molteplici ambiti di attività anche extrapastorali che oggi non necessariamente lo riguardano in prima persona, dunque il numero dei preti attualmente è più che sufficiente».Il 2020 non lo preoccupa doppiamente. «Di fronte alle proiezioni - continua - sono sempre molto cauto perché un poco le conosco. Possono esserci situazioni che mutano da un giorno all’altro, novità che cambiano. Non mi pare che il futuro sia così oscuro per la chiesa piacentina. A Bologna ho incontrato uno storico che sta lavorando su Scalabrini. Mi diceva che la preoccupazione del vescovo era quella del numero delle vocazioni sacerdotali. Io pensavo che a quel tempo fossero numerose. Sbagliavo, perché erano scarse rispetto ad una popolazione molto consistente. Poi abbiamo visto una ripresa nel periodo della prima guerra e negli anni Cinquanta e Sessanta. Ci sono oscillazioni che non possono essere previste».
C’è comunque la risorsa dei laici: non dimentichiamo che in questa diocesi ci sono circa 40 diaconi ed un’altra dozzina sta per diventarlo.
Per il vescovo Ambrosio occorre valorizzare la cultura della vocazione. «Riguarda tutti - osserva - se fosse davvero un po’ più convincente credo che non dovremo avere così tanti timori per il futuro. La cosa più importante da fare è che tutti siamo consapevoli di essere chiamati a svolgere un’opera che senza il nostro operato non si compie. Se vogliamo che la nostra cultura umanistica proceda, tutti dobbiamo darci da fare affinchè questa vada avanti. Siamo chiamati alla vita e a darle un senso. Avere una cultura vocazionale vuol dire preparare il terreno per quelle particolari chiamate al servizio diretto ed immediato della Chiesa e del Vangelo. Se ricordiamo questo, avremo preparato un buon terreno perché anche il seme del sacerdozio possa attecchire».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 18 aprile 2008
Ambrosio e le sette: prima del diavolo occorre l'educazione
Piacenza (fri) «È un problema che non dovrebbe preoccupare solo la Chiesa ma l’opinione pubblica. Se una certa forma che si presenta come religiosa mette in crisi il bilancio famigliare è chiaro che si deve fare qualche cosa». Una decina di vescovi dell’Emilia Romagna era presente l’altro pomeriggio al convegno sulle sette e l’occultismo tenutosi a Bologna che ha avuto come relatore, tra gli altri, monsignor Gianni Ambrosio. “Religioni, filosofie e sette” era il tema dell’incontro bolognese.
«Se si lascia la piazza pubblica vuota, senza valori, è chiaro che ad un certo punto verrà occupata da qualcuno - ha osservato monsignor Ambrosio -. Il nostro impegno è che quella sia invece una piazza con un riferimento serio alla vita, con valori precisi e fondanti. Se c’è una pulsione in qualche modo amorale, allora stiamo pur certi che questo è il terreno di certe forme settarie. In un prato, se non è coltivato bene, arriva la gramigna». E il diavolo, quanto c’entra? «C’entra, è vero, anche il diavolo. Prima però di arrivare a lui ci sono tutta una serie di cose che dovrebbero essere messe in atto. Certamente poi nella storia c’è anche l’intervento di colui che è menzogna, che distrae rispetto al buon cammino».
Il testo integrale su Libertà di oggi, venerdì 18 aprile 2008
«Se si lascia la piazza pubblica vuota, senza valori, è chiaro che ad un certo punto verrà occupata da qualcuno - ha osservato monsignor Ambrosio -. Il nostro impegno è che quella sia invece una piazza con un riferimento serio alla vita, con valori precisi e fondanti. Se c’è una pulsione in qualche modo amorale, allora stiamo pur certi che questo è il terreno di certe forme settarie. In un prato, se non è coltivato bene, arriva la gramigna». E il diavolo, quanto c’entra? «C’entra, è vero, anche il diavolo. Prima però di arrivare a lui ci sono tutta una serie di cose che dovrebbero essere messe in atto. Certamente poi nella storia c’è anche l’intervento di colui che è menzogna, che distrae rispetto al buon cammino».
Il testo integrale su Libertà di oggi, venerdì 18 aprile 2008
giovedì 17 aprile 2008
Mario Tondini nuovo Provveditore di Curia
Questa mattina, nella Sala delle Colonne, il Vicario generale mons. Lino Ferrari e l'Economo della diocesi don Giorgio Bosini hanno presentato ufficialmente ai volontari e al personale della Curia diocesana il nuovo Provveditore, il sig. Mario Tondini. Si tratta di un incarico attualmente scoperto e nel passato svolto dallo scomparso Pino Vincini.
Non è facile sintetizzare i compiti del "Provveditore": la responsabilità legale ed effettiva del funzionamento logistico degli uffici della Curia è del Vicario generale e dell'Economo; il Provveditore si inserisce come coordinatore e come referente incaricato soprattutto di far sì che il "Palazzo" non solo risponda a requisiti di efficienza e di sicurezza, ma abbia anche la necessaria capacità di accoglienza come compete ad una struttura della Chiesa.
Ciò non toglie che vi siamo impegni strettamnente organizzativi (l'organizzazione - è stato osservato - è importante anche nella vita ecclesiale). Tra questi ricordiamo: la manutenzione dei locali e dei servizi; la messa in sicurezza dell'intero palazzo secondo la normativa vigente; coordinamento del personale e dei volontari per facilitare la collaborazione di tutti; aggiornamento dell'organigramma della Curia; assicurazione dei locali e delle persone; verifica e organizzazione dei pass per le auto che possono accedere al cortile del palazzo; acquisto del materiale d'uso; organizzazione di un servizio centrale per l'acquisto e la distribuzione della cancelleria, ecc..
Il Provveditore ha sede presso l'ufficio di segreteria dell'Economo.
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Non è facile sintetizzare i compiti del "Provveditore": la responsabilità legale ed effettiva del funzionamento logistico degli uffici della Curia è del Vicario generale e dell'Economo; il Provveditore si inserisce come coordinatore e come referente incaricato soprattutto di far sì che il "Palazzo" non solo risponda a requisiti di efficienza e di sicurezza, ma abbia anche la necessaria capacità di accoglienza come compete ad una struttura della Chiesa.
Ciò non toglie che vi siamo impegni strettamnente organizzativi (l'organizzazione - è stato osservato - è importante anche nella vita ecclesiale). Tra questi ricordiamo: la manutenzione dei locali e dei servizi; la messa in sicurezza dell'intero palazzo secondo la normativa vigente; coordinamento del personale e dei volontari per facilitare la collaborazione di tutti; aggiornamento dell'organigramma della Curia; assicurazione dei locali e delle persone; verifica e organizzazione dei pass per le auto che possono accedere al cortile del palazzo; acquisto del materiale d'uso; organizzazione di un servizio centrale per l'acquisto e la distribuzione della cancelleria, ecc..
Il Provveditore ha sede presso l'ufficio di segreteria dell'Economo.
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Argomenti
Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio,
Mario Tondini
mercoledì 16 aprile 2008
Ambrosio presenta il libro di Fisichella
La professoressa Lucia Rocchi, il vescovo Gianni Ambrosio e Riccardo Biella alla presentazione del libro di monsignor Rino Fisichella, Nel mondo da credenti. Le ragioni dei cattolici nel dibattito politico italiano
Argomenti
Gianni Ambrosio,
Rino Fisichella
lunedì 14 aprile 2008
Matrimonio, che succede se manca il vino?
“Non hanno più vino”: si presenta alla Fondazioneil libro di mons. Bruno Ognibeni
Giovedì 17 aprile alle ore 21 presso l’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in via Sant’Eufemia, 12 a Piacenza sarà presentato il libro “Il matrimonio alla luce del Nuovo Testamento” di mons. Bruno Ognibeni edito dalla Lateran University Press, l’editrice della Pontificia Università Lateranense. Interverranno Luciano Moia, giornalista di Avvenire, caporedattore di “Noi genitori & figli”, il mensile del quotidiano cattolico dedicato alla famiglia; don Paolo Mascilongo, docente di Sacra Scrittura al Collegio Alberoni e vicario parrocchiale a San Nicolò, e lo stesso autore che spiegherà il testo delle nozze di Cana.La serata, dal tema “Non hanno più vino. Diamo forza alla famiglia”, è promossa dal settimanale della diocesi “Il Nuovo Giornale” in collaborazione con il Forum delle Associazioni Familiari di Piacenza e l’Ufficio Famiglia della diocesi. Al termine è prevista una degustazione di vini offerta dalla Cantina Val Tidone di Borgonovo; “un modo simbolico – dicono gli organizzatori - per richiamare il valore del vino, che nel Vangelo delle nozze di Cana rappresenta la gioia del vivere insieme grazie alla forza dell’amore di Dio”.Mons. Bruno Ognibeni è docente di teologia biblica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia all’Università Lateranense di Roma.Il libro non è una pubblicazione specialistica per addetti ai lavori, ma offre l’occasione per cogliere la bellezza della Parola di Dio nei suoi passaggi che riguardano il matrimonio. Il testo può essere uno strumento utile in particolare per le stesse famiglie e per chi lavora nelle parrocchie nella preparazione dei fidanzati al matrimonio a pochi anni, tra l’altro, dall’introduzione in Italia del nuovo rito del matrimonio.Luciano Moia ha lavorato al Giornale con Montanelli, alla Voce, all’Eco di Bergamo e da una decina d’anni ad “Avvenire”, dove oltre al seguire il mensile di vita familiare “Noi genitori & figli”, è caporedattore della redazione Interni. Ha scritto una decina di saggi dedicati alla famiglia, tra cui “Figli televisivi” (San Paolo), “Beati genitori. Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi nel racconto dei figli” (Ancora) e, insieme alla moglie, “Matrimoni in diretta” (Effatà) e “La famiglia, la pastorale, la parrocchia” (San Paolo).
Comunicato stampa diocesi di Piacenza e Bobbio
Giovedì 17 aprile alle ore 21 presso l’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano in via Sant’Eufemia, 12 a Piacenza sarà presentato il libro “Il matrimonio alla luce del Nuovo Testamento” di mons. Bruno Ognibeni edito dalla Lateran University Press, l’editrice della Pontificia Università Lateranense. Interverranno Luciano Moia, giornalista di Avvenire, caporedattore di “Noi genitori & figli”, il mensile del quotidiano cattolico dedicato alla famiglia; don Paolo Mascilongo, docente di Sacra Scrittura al Collegio Alberoni e vicario parrocchiale a San Nicolò, e lo stesso autore che spiegherà il testo delle nozze di Cana.La serata, dal tema “Non hanno più vino. Diamo forza alla famiglia”, è promossa dal settimanale della diocesi “Il Nuovo Giornale” in collaborazione con il Forum delle Associazioni Familiari di Piacenza e l’Ufficio Famiglia della diocesi. Al termine è prevista una degustazione di vini offerta dalla Cantina Val Tidone di Borgonovo; “un modo simbolico – dicono gli organizzatori - per richiamare il valore del vino, che nel Vangelo delle nozze di Cana rappresenta la gioia del vivere insieme grazie alla forza dell’amore di Dio”.Mons. Bruno Ognibeni è docente di teologia biblica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia all’Università Lateranense di Roma.Il libro non è una pubblicazione specialistica per addetti ai lavori, ma offre l’occasione per cogliere la bellezza della Parola di Dio nei suoi passaggi che riguardano il matrimonio. Il testo può essere uno strumento utile in particolare per le stesse famiglie e per chi lavora nelle parrocchie nella preparazione dei fidanzati al matrimonio a pochi anni, tra l’altro, dall’introduzione in Italia del nuovo rito del matrimonio.Luciano Moia ha lavorato al Giornale con Montanelli, alla Voce, all’Eco di Bergamo e da una decina d’anni ad “Avvenire”, dove oltre al seguire il mensile di vita familiare “Noi genitori & figli”, è caporedattore della redazione Interni. Ha scritto una decina di saggi dedicati alla famiglia, tra cui “Figli televisivi” (San Paolo), “Beati genitori. Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi nel racconto dei figli” (Ancora) e, insieme alla moglie, “Matrimoni in diretta” (Effatà) e “La famiglia, la pastorale, la parrocchia” (San Paolo).
Comunicato stampa diocesi di Piacenza e Bobbio
Argomenti
Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio,
matrimonio
domenica 13 aprile 2008
Pastoral counseling, come cambia il confessionale
Piacenza- Con i facilitatori laici arriva anche il Pastoral Counseling, un percorso di formazione che può diventare fondamentale per sacerdoti al fine di impostare i propri colloqui, da quelli in parrocchia a quelli nel segreto del confessionale. Attualmente, nella diocesi di Piacenza-Bobbio, don Federico Tagliaferri, parroco in solido al Preziosissimo Sangue, è l’unico sacerdote iscritto al secondo anno del corso triennale di Counseling al Centro di formazione all’intervento educativo psicosociale Jet di Genova. Ieri don Tagliaferri era tra il pubblico del convegno de La Ricerca alla Cattolica. Perché un prete? «La maggior parte del mio tempo lo passo a colloquio con le persone - osserva il giovane parroco -. Mi sono convinto che per il tipo di richieste che ogni giorno arrivano sia necessaria una maggiore competenza». «Trovo che ci sia la necessità di intervenire come sacerdoti - continua -. Aumentano i problemi e diminuiscono le possibilità di dialogo e di ascolto. Le parrocchie sono sempre state il luogo dove sono arrivati i problemi della gente e continuano ad arrivare. C’è però il rischio, per le nostre comunità, che oggi, essendo i preti diminuiti di numero, la loro mancanza possa divenire un disagio. Non è più così scontato che anche dentro la parrocchia si trovi un sacerdote che ha il tempo di ascoltarti e che l’ascolto sia capace di discernere i nuovi problemi della gente». Niente a che vedere con l’assistenza spirituale.
da Libertà di sabato 13 aprile 2008
da Libertà di sabato 13 aprile 2008
Argomenti
Counseling,
don Federico Tagliaferri
Counseling, a Piacenza un centro per ritrovare se stessi
Soli, confusi, disorientati. Perché non riusciamo più a gestire il rapporto con la famiglia, con i figli, con i genitori, o con il marito, la moglie, perché non troviamo più una valida ragione per amare la vita, o perché il dolore ci ha talmente provati che non siamo più in grado di relazionarci con nessuno…Quando la vita ci mette in ginocchio non sempre riusciamo a cavarcela con le nostre uniche forze. Perché può succedere che la sofferenza, i problemi che sembrano accanirsi su di noi, l’incapacità di capire che cosa fare, prendano il sopravvento sulla nostra autostima e capacità di agire, portandoci all’emarginazione dagli altri e da noi stessi. Capita così a tanti di perdersi o di arrivare proprio a perdere “il controllo”. Sempre più spesso accade che in una realtà come la nostra, segnata da un acceso individualismo, ci si ritrovi ad affrontare gravi problemi senza poter disporre di una rete di solidarietà familiare, di amicizie, di conoscenze capace di darci il conforto e supporto di cui abbiamo assolutamente bisogno. Ecco perché in questi ultimi anni si è reso necessario creare punti di riferimento, luoghi di approdo dove poter offrire consulenza alle persone comuni sia sul piano del disagio psicologico, sia su quello relazionale, educativo, sociale, spirituale. Sono i “Centri di counseling”, centri di ascolto e di confronto, il cui compito non è tanto quello di curare o guarire, ma quello di aiutare la persona in difficoltà ad individuare il problema che l’affligge, offrendole un luogo d’incontro in uno spirito di totale gratuità.
La necessità di creare anche a Piacenza un punto di conforto e orientamento per persone che, in un momento di forte difficoltà e sofferenza, non riescono a trovare risposte adeguate, è emersa già da alcuni anni nell’ambito della attività svolte sul territorio dall’associazione “La Ricerca” impegnata al fianco di giovani con problemi di disagio e delle loro famiglie. L’esigenza si è fatta via via sempre più marcata e pressante al punto da indurre l’associazione a mettere a disposizione della comunità piacentina un servizio specifico di “prima risposta”, accoglienza, orientamento, consulenza, un momento di dialogo e di ascolto che può contare sull’affermata competenza, sulla sensibilità e sull’esperienza che contraddistinguono professionisti e volontari da anni impegnati presso le strutture terapeutiche e i servizi di prevenzione, di cura e di accoglienza della storica associazione piacentina.
Per contattarlo si può chiamare il numero 0523.755481. O rivolgersi direttamente alla sede che è in via Lanza 2, dove chi chiede aiuto trova persone (“orientatori”) qualificate nell’accoglienza di persone in difficoltà. Tutto avviene in modo assolutamente informale, partendo da semplici colloqui durante i quali il counsellor (un operatore con lunga esperienza attiva presso l’associazione “La Ricerca” e abilitato all’esercizio della professione grazie alla frequenza di scuole di specializzazione), crea ipotesi di lavoro, mediante un ascolto attivo, quindi anche attraverso la formulazione di domande, verifica, modifica, aumentando nella persona che chiede aiuto l’autoconsapevolezza e l’autodeterminazione necessarie ad organizzare al meglio le risorse, utili per superare le transizioni critiche e compiere scelte evolutive e di sviluppo. “Questo servizio – sottolinea il responsabile, Sergio Bernazzani - è caratterizzato da tempi brevi, in quanto mirato ad attivare il “cliente”, che può essere un singolo individuo, ma anche la coppia, la famiglia…, verso un percorso evolutivo fondato sull’autonomia. Si configura pertanto come un intervento di facilitazione, basato sul presupposto dell’esistenza di risorse nel “cliente” stesso e del suo ambiente di vita e con la funzione di integrazione e amplificazione di tali risorse”.
Si ringrazia l'ufficio stampa dell'associazione La Ricerca per tutto il materiale sul counseling
Counseling, per comprendersi meglio
Il Counseling è una nuova professione di aiuto che attraverso l'empatia e la creazione di uno spazio protetto di comunicazione, guida l'individuo a comprendersi meglio e a trovare in prima persona la soluzione ai propri problemi. In uno stile di vita con spazi e tempi sempre più delimitati, con ritmi sempre più frenetici e abitudini sempre meno conviviali, diventa sempre più necessaria una figura professionale che sappia creare quello spazio privilegiato di accoglienza, attenzione, ascolto ed empatia che una volta si creava con maggior facilità e spontaneità con amici, conoscenti e a volte anche con perfetti sconosciuti. Questa professione esiste e si chiama Counseling. Non a caso è nata e si è diffusa, già a partire dagli anni '50, proprio nei Paesi di cultura anglosassone, dove la maggior riservatezza delle persone, con una propensione minore all'estroversione e all'espansività, ha favorito la nascita di questa figura intermedia tra l'amico del cuore (non sempre disponibile) e lo psicoterapeuta (non sempre necessario). Oramai in Italia, e soprattutto nelle grandi città, il proverbiale calore umano mediterraneo spesso è soffocato dalle mille incombenze della vita moderna, e non è sempre facile, per chi si ritrova momentaneamente col cuore pesante, con un dubbio rispetto a una decisione o con un senso di malessere dovuto a un imprevisto, trovare con chi aprirsi e con chi confidarsi senza sentirsi dire "Te l'avevo detto io" oppure senza farsi propinare ricette preconfezionate su come affrontare il problema, senza il timore di essere inopportuni o senza doversi sorbire, alla prima pausa per riprendere fiato, le storie del cognato o della cugina dell'interlocutore... Il counselor è uno "specialista dell'ascolto", un esperto di comunicazione - dialogica e introspettiva - che mira a creare uno spazio protetto in cui il suo interlocutore si senta accolto, rispettato e, soprattutto, ascoltato. A dispetto della forte assonanza tra il termine counselor e consulente, il ruolo del primo non consiste assolutamente nel dare consigli o interpretazioni, ma nell'aiutare l'altro ad avere una visione più completa del problema e a trovare in prima persona la soluzione. E spesso questo risultato si raggiunge semplicemente offrendo al cliente - perché di cliente si tratta e non di paziente - la possibilità di parlare liberamente. Nel "tirare fuori" quello che prima era rimuginato solo solipsisticamente e nel guardarlo insieme al counselor, emerge una visione più obiettiva e globale della situazione, diventa molto più facile veder più chiaro e fare così le strategia di azione eventualmente necessarie. Interessante. Doppiamente. Primo, perché tutti hanno avuto e hanno a volte bisogno di un aiuto di questo tipo e, secondo, perché molti svolgono già un ruolo di questo tipo nella loro vita quotidiana e potranno scoprire di avere una vocazione per questa nuova versione di una funzione antica quanto l'essere umano. (www.lifegate.it)
sabato 12 aprile 2008
Counseling, gli ambiti
- Ambito scolastico - Counseling psicopedagogico. Gli interventi di Counseling tendono all’agevolazione della relazione insegnante-studente; insegnante-genitore; insegnante e altre figure professionali.
- Ambito dell’orientamento scolastico e professionale - Counseling psicopedagogico per il sostegno nella scelta professionale e scolastica.
- Ambito religioso - Counseling spirituale: è il sostegno operato da personale laico o religioso relativo a crisi spirituali.
- Ambito comunitario - Counseling di comunità: si interessa delle relazioni all'interno di comunità regolarmente costituite, con specificità di intervento all'interno delle stesse (animatore di comunità, operatore nel settore delle tossicodipendenze, ecc.).
- Ambito interculturale - Counseling interculturale: si rivolge a persone (individui, gruppi, famiglie o comunità) appartenenti a gruppi minoritari con l'obiettivo di favorirne l'inserimento, l'adattamento e l'integrazione, oltre ad agevolarne e migliorarne la relazione interpersonale.
- Ambito della mediazione interculturale - Si occupa della mediazione tra culture differenti a favore di individui o gruppi che gravitano all'interno di strutture organizzate (servizi, scuole, ospedali, cliniche ecc.) per una adeguata integrazione interculturale e di interventi transculturali.
- Ambito famigliare - Counseling nella mediazione famigliare: si occupa della mediazione di conflitti generati all'interno di nuclei famigliari comunque costituiti.
- Ambito aziendale- Counseling aziendale: ha la finalità di favorire un miglior dialogo tra le organizzazioni interne all'azienda e di agevolare la relazione interpersonale verso la valorizzazione delle risorse umane nei vari contesti lavorativi. Ambito “socio-lavorativo”- Counseling operato all’interno di contesti lavorativi. Ha finalità di sostenere il personale nei rapporti instaurati all’interno delle organizzazioni lavorative. 3. SOCIALE Ambito legale - Counseling nella mediazione dei conflitti legali: si occupa della possibile mediazione preventiva ai procedimenti legali.
- Ambito della mediazione penale - Si occupa della mediazione tra autore del reato e vittima.
- Ambito “on line” - Counseling effettuato on line con mezzi telematici: assistenza ad ogni individuo che possa trovarsi di fronte ad un disagio emergente non identificato per il quale esprime una richiesta di aiuto generalizzata, attraverso mezzi telematici ed Internet. I mezzi utilizzati possono essere e-mail, chat-line, ecc. opportunamente strutturate. Ha il compito di sostenere il disagio della persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.
- Ambito sociale - Counseling socio-analitico: di competenza di sociologi o assistenti sociali, prevede l'intervento su singoli individui o gruppi analizzando in un'ottica dinamica le relazioni tra individuo e società.
- Ambito sociale pedagogico-riabilitativo - Counseling pedagogico-riabilitativo: si occupa di assistenza, reinserimento e riabilitazione di soggetti singoli o gruppi con precedenti penali (o in varie forme di crimine) e/o con soggiorni in case circondariali o similari.
- Ambito socio-assistenziale - Counseling telefonico: assistenza, prevalentemente effettuata da strutture sociali organizzate, ad ogni individuo che possa trovarsi di fronte ad un disagio emergente non identificato per il quale esprime una richiesta di aiuto generalizzata, volendo, però, rimanere nell'anonimato. Ha il compito di sostenere il disagio della persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.
- Ambito sportivo - Counseling effettuato negli ambiti sportivi: assistenza, agevolazione, sostegno, nell'inserimento di gruppo o individuale relativo alla prestazione sportiva o all'attività ginnica. 4. SANITARIO Ambito medico - Counseling medico: esclusiva competenza del medico, facilita la comunicazione nella relazione di cura; prevede inoltre diagnosi fisica, esami specialistici, prescrizione di farmaci, ricovero, ecc.
- Ambito ospedaliero - Counseling socio-sanitario: si occupa della relazione medico- paziente; personale ospedaliero-paziente; personale con le varie figure professionali di riferimento.
- Ambito traumatico, dell'emergenza e delle catastrofi - Counseling traumatico, dell'emergenza e delle catastrofi: fa riferimento a specifici interventi altamente specialistici a sostegno di individui o gruppi che abbiano subito traumi o siano stati coinvolti in catastrofi o situazioni di grave emergenza e a tutti gli operatori che intervengono nelle fasi di soccorso. 5. PRIVATO
- Ambito sessuologico - Counseling nella relazione di coppia: tende ad una agevolazione della relazione di coppia.
- Ambito stati avanzati di malattia - Counseling negli stati avanzati di malattia (cancro, HIV). Counseling di accompagnamento alla morte.
- Ambito psicologico - Counseling psicologico: esclusiva competenza dello psicologo, prevede una relazione terapeutica breve con attività di sostegno, orientamento, diagnosi, prevenzione, riabilitazione.
- Ambito privato - Counselor agevolatore nella relazione di aiuto: ha il compito di sostenere un momentaneo disagio della persona, indirizzandola, quando necessario, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.
- Ambito artistico - Art Counseling: in grande sviluppo in questo momento storico-culturale, agevola il benessere dell'individuo attraverso varie forme dell'arte: musica, teatro, poesia, danza, pittura, altre forme creative.
- Ambito filosofico – Counseling filosofico. Di esclusiva competenza di filosofi, si propone di utilizzare il metodo filosofico e la conoscenza filosofica per la risoluzione o l’indagine dei problemi non patologici.
Il Counseling di Piacenza in pillole
- Il Centro Counseling di Piacenza: via Lanza, 2 Piacenza - Tel. 0523.755.481 Aperto dalle 15 alle 18 Dal lunedì al venerdì- e-mail: counseling@laricerca.net .
- Responsabile: Sergio Bernazzani.
- Il Concetto di “Non Paziente”: mentre il paziente presuppone un dottore e una cura, chi si rivolge al Counseling è una persona che si ritrova momentaneamente col cuore pesante, con un dubbio rispetto a una decisione o con un senso di malessere dovuto a un imprevisto o ad una situazione improvvisa. Non sempre queste persone si rivolgono ad un servizio, coscienti dei reali bisogni affettivi che sottendono il loro problema.
- Colloqui d’orientamento: Ci sono sofferenze e dolori di cui il paziente stesso è solo in parte consapevole. I colloqui di orientamento servono per stabilire il primo contatto e conducono a quella più ampia necessità di costruire una relazione di fiducia e di evidenziare gli elementi di una alleanza terapeutica sana ed adeguata; è composta da più fattori che sono tendenzialmente percettivi e sensitivi. L’orientamento deve condurre al riconoscimento della vera fonte del disagio; Operatori professionisti e volontari, sono persone che provengono da vari ambiti: psicologico, educativo/formativo, scolastico, aziendale, commerciale, ecclesiale, Medicine alternative
- La formazione degli operatori professionisti: Il Counselor ha frequentato una scuola triennale, riconosciuta, di counseling con obbligo di periodi di tirocinio formativo;
- Il Centro dispone di: Segreteria che è il “Cuore dell’accoglienza” dove si sviluppa, inoltre, l’accoglienza telefonica ; Tre sale colloquio Un’ampia Sala Riunioni per équipe – Formazione – Meeting – Supervisioni; Un’ ampia e luminosa Sala “tondeggiante” utilizzabile per interventi di gruppo ; Una cucina dove trovare caffè, tè, tisane e dolci…
Counseling, l'esperienza de La Ricerca
Iscriviti a:
Post (Atom)