A presentarlo il superiore del Collegio Alberoni, padre Mario Di Carlo. Poi il vicario generale, monsignor Lino Ferrari, che si rivolge al vescovo Ambrosio con la formula rituale:
«Reverendissimo padre, la santa Chiesa di Dio che è in Piacenza-Bobbio chiede che questo nostro fratello sia ordinato presbitero». Il vescovo lo interroga: «Sei certo che ne sia degno?» «Dalle informazioni raccolte presso il popolo cristiano - risponde il vicario - e secondo il giudizio di coloro che ne hanno curato la formazione, posso attestare che ne è degno». «Con l’aiuto di Dio e di Gesù Cristo nostro Salvatore - conclude Ambrosio - noi scegliamo questo nostro fratello per l’ordine del presbiterato». Nell’omelia il vescovo definisce un dono il sacerdozio ricevuto da don Paolo. «Un dono che, come tale, chiede solo di essere ricevuto, prima che capito» sottolinea il presule. Invita il giovane sacerdote ad aprire la mente e il cuore allo sguardo di Dio, «uno sguardo non interessato né generico ma appassionato e di amore».f.fr.
Il testo integrale su Libertà di oggi 15 giugno 2008
3 commenti:
imparato molto
quello che stavo cercando, grazie
necessita di verificare:)
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