lunedì 15 settembre 2008

ANGIL DAL DOM 2/Lucio Rossi, il fisico al servizio di Dio

Piacenza - (fri) L’Angil dal Dom, molto probabilmente, mai ha visto così da vicino scorrere sotto le sue ali dorate la storia contemporanea. Dalla ricerca del “bosone” di Dio (gli istanti iniziali dell’universo) in corso con l’esperimento del Cern a Ginevra, all’appello del Papa perché nella società civile scendano in campo i cattolici impegnati, rivolto domenica scorsa durante la visita apostolica a Cagliari. Il riconoscimento consegnato ieri mattina al fisico piacentino Lucio Rossi assomma in sè entrambi gli avvenimenti di una storia che l’Angil vive in diretta mediatica. Nella cattedrale il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Giacomo Marazzi, consegna l’oscar alato a colui che dal 2001 è il responsabile del gruppo magneti e super conduttori del super acceleratore di particelle del Cern di Ginevra, lo stesso che, «sta tentando - osserva Marazzi - il grande esperimento sull’origine della materia». Lo fa dopo la messa celebrata da monsignor Eliseo Segalini, presidente del capitolo della cattedrale. L’alto prelato (ieri sostituiva il vescovo impegnato in un’altra celebrazione) ha fatto direttamente parte del corpo docenti del liceo scientifico Respighi, la scuola che ha formato il futuro fisico Lucio Rossi. «Oggi presentiamo alla città e un poco anche al Signore - dice in un passaggio dell’appassionata omelia - uno di quei laici cristiani impegnati, come ha chiesto il Papa domenica scorsa, capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile». L’identikit di Lucio Rossi, nato a Podenzano 56 anni fa, fisico di fama internazionale. Lui ringrazia in cinque minuti di un’altrettanto appassionata omelia, stavolta laica. Parla senza falsa modestia: «Penso di essere andato lontano; ma se si va lontano è grazie alle radici, esattamente come un albero che cresce solo se può mettere delle radici profonde». Si rivolge ai giovani: «Questo è un messaggio che va sempre la pena seguire: ho avuto la fortuna di trovare delle persone degne di essere seguite e le ho seguite. Ho avuto la percezione, fin da piccolo, che non si cresce se non si guardano i maestri. I miei genitori, la mia famiglia tutta, l’esperienza decisiva del liceo scientifico». «Ho avuto la fortuna di incontrare una squadra di professori che lavorava anche per educare, non solo per insegnare» osserva Rossi. Poi Comunione e Liberazione: «un’amicizia che è durata tutta la vita». Il suo segreto: «Rispetto a tanti miei colleghi più bravi e più intelligenti ho sempre avuto questa valenza in più: la motivazione per cui val la pena fare le cose. Questa cattedrale ne è un segno. Coloro che l’hanno costruita erano tutti dei piccoli uomini, però insieme, in una compagnia guidata al destino, hanno fatto qualche cosa di eccezionale. Io nel mio piccolo, con il nostro acceleratore, ho messo un piccolo tassello, anche se importante, nella coscienza che l’avventura della conoscenza trova le radici nell’amore per l’uomo e per il singolo, condiviso e abbracciato.

Il testo integrale su Libertà di oggi, 15 settembre 2008

Morto don Angelo Ferrari

E’ morto nella notte scorsa, alle 23,30, dopo una lunga malattia, don Angelo Ferrari. Era nato a Milano il 9 novembre 1936, era stato ordinato sacerdote il 16 giugno 1962 ed aveva iniziato il proprio servizio pastorale come curato a Lugagnano; il 15 febbraio 1979 è stato nominato parroco di Rivergaro, incarico che ha tenuto fino al 15 settembre 2002, quando si è ritirato alla Casa del Clero per motivi di salute.La salma verrà trasportata nella chiesa parrocchiale di Rivergaro domani, martedì, alle ore 17; nello stesso tempio alle ore 21 si terrà una veglia di preghiera. I funerali verranno celebrati mercoledì, 17 settembre, alle ore 15, nella chiesa parrocchiale di Rivergaro e saranno presieduti dal vicario generale mons. Lino Ferrari, essendo il Vescovo impegnato a Roma per un corso di formazione.

Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio

ANGIL DAL DOM/ Il fisico Rossi: non si cresce se non si seguono i maestri

Piacenza - Il fisico piacentino Lucio Rossi, ieri mattina in Duomo, ha ricevuto l'Angil dal Dom. Ecco il testo del suo ringraziamento raccolto tra le navate della cattedrale.

Ringrazio la Fondazione di Piacenza e Vigevano nella persona del suo presidente, Giacomo Marazzi, per questa scelta. Sono io ad essere onorato. Io da Piacenza sono andato via ma ho sempre conservato legami profondi con questa comunità, quella di Podenzano, i miei amici e la mia famiglia. In un certo senso non sono mai andato via. Non c'è niente di più bello che ricevere un premio nella propria città, dove uno ha avuto le sue radici. Lo dico apertamente, senza falsa modestia. Penso di essere andato lontano, ma se si va lontano si hanno comunque delle radici, esattamente come un albero che cresce solo se può mettere delle radici profonde. Questo è un messaggio per i giovani che val sempre la pena seguire. Io posso dirlo: ho avuto la fortuna di trovare delle persone degne di essere seguite e le ho seguite. Ho avuto la percezione, fin da piccolo, che non si cresce se non si guardano i maestri. I miei genitori, la mia famiglia tutta, compresa mia sorella e i parenti, la grande famiglia dei Rossi che è estesa anche in altri Comuni, l’esperienza decisiva del liceo scientifico. Ho ha avuto la consapevolezza di aver avuto un team di professori eccezionale, sia nella tecnica sia nel coinvolgimento umano. Ho imparato a studiare ma ho anche appreso i motivi per cui valeva la pena studiare. Ho reincontrato tanti di essi, chi mi ha suscitato l’interesse per la fisica, come la professoressa Mimma Liber, o l’amore appassionato dei grandi classici della letteratura, come il professor Romano Gromi. Non posso non citare anche il professor Ghezzi, da cui ho appreso l’amore per la filosofia e per il sapere. Anche professori che non ho avuto direttamente in classe ma che erano lì allo scientifico, come l’inossidabile professoressa Teresa Sichel, che fa anche oggi compie un'opera benemerita. Ho avuto la fortuna di incontrare una squadra di professori che lavorava anche per educare, non solo per insegnare. Ho avuto la fortuna di trovare in Comunione e Liberazione un’amicizia che è durata tutta la vita. Io non auguro a tutti di trovare le stesse amicizie, bensì lo stesso tipo di amicizie. In questa amicizia condivisa io ho avuto un humus eccezionale. Rispetto a tanti miei colleghi priù bravi e più intelligenti ho sempre avuto questa valenza in più: la motivazione per cui val la pena fare le cose. Questa cattedrale di Piacenza ne è un segno. Coloro che l’hanno costruita erano tutti dei piccoli uomini, però insieme, in una compagnia guidata dal destino, hanno fatto qualche cosa di eccezionale. Io nel mio piccolo, con il nostro acceleratore, ho messo un piccolo tassello, anche se importante, nella coscienza che l’avventura della conoscenza trova le radici nell’amore per l’uomo e per il singolo condiviso e abbracciato.
Grazie a tutti.

FESTIVAL DIRITTO/ I Giuristi cattolici, non garantito il pluralismo

A proposito dell’imminente Festival del diritto.

Nei prossimi giorni avrà inizio a Piacenza il Festival del Diritto, organizzato dal Comune di Piacenza e dalla Casa Editrice Laterza. La manifestazione avrà rilievo nazionale, e, come ha sottolineato il Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza, dovrebbe trasmettere conoscenze e valori anche oltre le aule accademiche, e segnalare l’esigenza di “contrastare la legge del più forte o di chi è più dialettico”.

Condividendo pienamente tale finalità, la Sezione di Piacenza dell’Unione dei Giuristi Cattolici (UGCI Pc) partecipò con spirito collaborativo alle riunioni indette dal Comune per presentare l’iniziativa alle associazioni locali, ed ebbe così occasione di segnalare pubblicamente che la costituzione di una direzione scientifica monocratica – quantunque, sia ben chiaro, di incontestato e riconosciuto prestigio – risultava metodologicamente problematica, perché il tema del Festival (“Questioni di vita”) richiede lo scrupoloso rispetto di molteplici e spesso contrapposte posizioni culturali, da rappresentare in un organismo direttivo collegiale. Il pluralismo della manifestazione, infatti, non dipende solo dall’intervento di relatori di ispirazione e sensibilità diverse, o dai diversi orientamenti degli Enti promotori, ma dall’impostazione globale del Festival, che è definita dagli organizzatori e dalla direzione scientifica per determinare - attraverso la scelta dei vari eventi, la formulazione dei temi da trattare e la loro assegnazione ai relatori - la chiave di lettura dell’intero programma.

Ci fu risposto che, proprio in vista del pluralismo, si sollecitava fortemente la collaborazione delle realtà locali, espressamente invitate a suggerire temi, eventi, relatori: cosa che l’UGCI Piacenza faceva il 9.6.2008, non solo proponendo il tema di un possibile evento (poi non inserito in programma), ma, soprattutto, assicurando la disponibilità del Presidente Nazionale dei Giuristi Cattolici, il Prof. Francesco d’Agostino, a intervenire sul tema del testamento biologico, o su altri temi attinenti alla vita e concernenti la bioetica (il Prof. d’Agostino è ordinario di Filosofia del diritto all’Università “Tor Vergata”di Roma; ha presieduto il Comitato Nazionale per la Bioetica, e ne è ora Presidente onorario; è membro della Pontificia Accademia per la Vita ed è editorialista dei quotidiani “Avvenire” e “L’osservatore romano”).

La proposta, però, veniva respinta, “in quanto il programma principale prevede già, con accordo assunto in precedenza, l’intervento di un altro autorevole relatore nell’ambito di uno specifico focus”. Poiché desideravamo comunque confrontarci costruttivamente con gli organizzatori, per arricchire il Festival di una presenza autorevole e significativa, e, così, apportarvi la nostra specificità culturale, replicavamo che “il Prof. D’Agostino si era dichiarato disponibile a trattare anche altri argomenti di congruo spessore, connessi con i temi del Festival, per rappresentare, quale personalità di spicco internazionale, la voce della cultura giuridica cattolica; ma il primo agosto la segreteria organizzativa ci comunicava conclusivamente che “il programma principale del Festival è stato definitivamente chiuso la prima settimana di luglio, prevedendo quindi già al suo interno la testimonianza del mondo giuridico cattolico. Non è quindi possibile (…) l’inserimento del prof. D’Agostino quale relatore su altri argomenti connessi con i temi trattati.

A fronte di ciò, non possiamo non osservare che, nel mese intercorrente tra la nostra proposta e la chiusura del programma, sarebbe bastato sedersi ad un tavolo per trovare facilmente il modo di non privare il Festival di un contributo oggettivamente utile al suo pluralismo, e far sì che il “mondo giuridico cattolico” (locale, ma non solo) potesse esprimersi ai massimi livelli attraverso una sua importante articolazione associativa – quella di maggior rilievo nazionale – definendo autonomamente, sulla base di una propria iniziativa, come e da chi essere rappresentato. Credevamo e crediamo, infatti, che la partecipazione e la collaborazione dell’associazionismo (locale e nazionale), specie quando vengano esplicitamente richieste, debbano realizzarsi proprio così.
Pertanto, nel ringraziare pubblicamente il prof. D’Agostino per la generosa pazienza con cui ha atteso di scoprire se dovesse annotare il Festival nella sua agenda, l’UGCI Pc non può esimersi dal segnalare con rammarico che la propria assenza dal panel è dipesa dall’inattesa indisponibilità degli organizzatori ad una fattiva interlocuzione con l’Unione; e che ciò indica l’insufficiente apertura del Festival nei confronti delle realtà locali, anche di quelle (come l’UGCI) portatrici di una specifica competenza giuridica, ed inserite in ben più ampi organismi nazionali. Temiamo, quindi, che la manifestazione, per come è stata organizzata, non sfugga al rischio di esprimere un’impostazione eccessivamente unilaterale e non adeguatamente pluralistica, nonostante l’intervento di molteplici istituzioni e la partecipazione anche di personalità cattoliche.

Il concreto svolgimento del Festival ci dirà se, confermando tale preoccupazione, l’imprinting della manifestazione abbia relegato le opinioni non allineate in una posizione di precostituita minoranza.

UGCI Piacenza

Il presepe s'impara in settembre

Piacenza - Non è mai troppo presto per imparare a costruire un presepe. Anche se siamo in settembre e l’estate non è ancora terminata, il 25 dicembre rischia di prendere alla sprovvista. Così il “Gruppo presepisti Piacenza” ha messo a punto, per il mese di settembre, un corso teorico-pratico di tecnica presepistica.
Il corso si terrà presso la sede circoscrizione 2, nella Casa delle consulte e partecipazione, in via XXIV Maggio n. 51/53. Sarà tenuto da esperti presepisti con 5 lezioni teorico-pratiche che illustreranno le varie tecniche e materiali per costruire i presepi. Il corso e’ aperto a tutti senza limiti di età. La prima lezione è prevista per domani, poi giovedi 18, martedi 23, giovedi 25, martedi 30 dalle ore 20 e 30 alle ore 23.

venerdì 12 settembre 2008

All'ombra di San Giuseppe torna la Festa da Steimbar

Piacenza- Anche quest’anno, come di consueto, si terrà nel popoloso quartiere della Parrocchia di San Giuseppe Operaio (nei giorni 13-14-15-16 settembre) la “Festa da Steimbar” giunta al traguardo della 32^ edizione.

Nata per creare un momento di incontro e di identità per gli abitanti di un quartiere allora “giovane”, è ormai diventato un appuntamento fisso che, negli anni, si è fatto simpaticamente conoscere ed apprezzare dall’intera città.

Così, ancora una volta, l’area tra le vie Arata e Ottolenghi si trasformerà in una sorta di “piazza” centrale del quartiere in cui le persone avranno l’occasione di ritrovarsi portando con sé un’unica cosa: la voglia di stare insieme. E’ questo il segreto di una manifestazione che vuol essere di tutti e per tutti.
La S. Messa al campo (sabato alle ore 18.30) segnerà l’apertura della Festa il cui programma risulta, come sempre, ricco di appuntamenti.

La giornata di domenica sarà caratterizzata dai giochi sul campo: bambini e ragazzi daranno luogo ad appassionanti sfide per l’assegnazione del Palio dei Rioni (“Forti”, “Galli” e “Puma”) in cui il quartiere è diviso. Nel tardo pomeriggio poi (ore 18.30) l’appuntamento con la scalata al palo della cuccagna.

Da sottolineare, in particolare, la rassegna del teatro dei burattini: quattro spettacoli (uno per ogni serata) saranno portati in scena da compagnie che stanno girando con successo in tutta Italia, con il coordinamento della Compagnia “Centro Teatrale Corniani” di Cremona.
La scelta di organizzare i giochi nel campo e di dare ampio spazio all’esperienza del Teatro di figura significa valorizzare la nostra storia e le nostre tradizioni e volerne preservare il ricco patrimonio.

Inoltre, stands gastronomici (tutte le sere e la domenica a pranzo), danze con le orchestre “Marcolino e Marco Biolchi” – “Renzo e i Menestrelli” – “Colori e Musica”– “Fabrizio Chicchi”, banco di beneficenza e la ludoteca (spazio in cui saranno a disposizione dei bambini, gratuitamente, giochi gonfiabili).

In tutte le serate ingresso libero senza offerta.
La festa non ha fini di lucro ed il ricavato sarà devoluto in beneficenza.

In San Raimondo la messa in latino secondo il rito pre conciliare

Piacenza - Sabato 13 settembre (domani) alle ore 18 e 30 nella chiesa di San Raimondo (Corso Vittorio Emanuele II) a Piacenza verrà celebrata una messa nella forma straordinaria del rito Romano, quindi in latino e secondo il rito preconciliare. L'istanza è stata accolta dal vescovo Gianni Ambrosio dopo una richiesta in tal senso di una cinquantina di fedeli della diocesi di Piacenza-Bobbio.
L'evento, organizzato per ringraziare il Santo Padre della sua munificenza nell'anniversario del Summorum Pontificum, coglierà l'occasione per chiamare a raccolta i fedeli della diocesi che sono interessati a proseguire in questo cammino spirituale legato alla liturgia nella forma straordinaria. La Messa si terrà presso la centralissima Chiesa di Raimondo invece che alla Chiesa di San Sisto e sarà officiata da monsignor Eliseo Segalini, già vicario generale della diocesi e decano del capitolo del Duomo.

mercoledì 10 settembre 2008

La squadra di Ambrosio: Chiodaroli verso la Caritas, don Dosi nuovo segretario

Piacenza - La nuova diocesi di Piacenza-Bobbio targata monsignor Ambrosio comincia a prendere forma. Caritas, pre-seminario e segreteria personale del vescovo saranno verosimilmente le prime nomine studiate a tavolino dal nuovo presule. Per la prima volta da almeno vent’anni a questa parte la Caritas diocesana sarà guidata da un non sacerdote. Monsignor Giampiero Franceschini abbandonerà dopo dodici anni di direzione. Al suo posto, con tutta probabilità e con tutto il tempo necessario per l’avvicendamento, Giuseppe Chiodaroli, diacono e direttore dello Svep, il Centro per i servizi del volontariato. Coniugato, 59 anni, tre figli, di provata fede ed altrettanto provate qualità morali, Chiodaroli viene considerato la persona giusta per ricoprire un incarico importante e delicato come quello di direttore della Caritas, in cui sono necessarie grandi doti organizzative. L’attuale direttore dello Svep ha dimostrato di averle nella sua esperienza al servizio del volontariato e, in precedenza, nel mondo del sindacato; mondo, quest’ultimo, dal quale ha appreso la dote della mediazione, certamente gradita anche alla Caritas. La scorsa settimana, prima del convegno pastorale della Bellotta, vi è stato un incontro a tu per tu Ambrosio-Chiodaroli. Sulle carte ufficiali non c’è ancora nulla di deciso, ma sui suoi appunti personali è molto probabile che il vescovo si sia segnato di chiamare Chiodaroli ad ottobre per la nomina ufficiale. Il puzzle è fatto di tanti tasselli ed un altro è quello di monsignor Franceschini. Per l’attuale direttore della Caritas si prevede la guida della parrocchia di San Savino. San Savino, da sette anni a questa parte, è guidata dal parroco don Marco Guarnieri. Il progetto del vescovo, assecondando il carisma del sacerdote, è quello di destinare don Guarnieri al pre-seminario diocesano, un tassello fondamentale nella delicata costruzione e valorizzazione delle vocazioni al sacerdozio, da troppo tempo in drastico calo. Un ruolo fino ad ora occupato da don Giuseppe Basini il quale potrà così dedicarsi a tempo pieno alla parrocchia di Sant’Antonino (e alla Casa della Carità), dopo un periodo di affiancamento al nuovo segretario personale del vescovo. Ambrosio ha infatti scelto. Non sarà il giovane don Paolo Inzani come sembrava in un primo momento. Anche qui manca l’ufficialità, ma il nome è quello di don Celso Dosi, già conosciuto dal vescovo durante il suo mandato nell’ateneo del Sacro Cuore. L’assistente spirituale della Cattolica di Piacenza, lascerà l’università per trasferirsi al primo piano della curia vescovile. Anche qui una scelta di nuovo corso dopo quella del diacono alla Caritas: non un giovane prete come segretario ma un sacerdote esperto che possa anche coadiuvare il capo della diocesi nel rapporto con la realtà ecclesiale e civile piacentina.

Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi, 10 settembre 2008

Ambrosio benedice la nuova casa dell'Associazione Papa Giovanni XXIII

Piacenza - «Celebriamo la festa di Maria ma fermiamoci a pregare anche per i cristiani perseguitati in India. Verso questa tragedia ho notato troppa indifferenza». Così il vescovo Gianni Ambrosio è tornato ieri sulle aggressioni in alcune zone dell’India dove è ancora viva una campagna anticristiana fomentata dai fondamentalisti indù. Lo ha fatto nella festa di Maria, patrona di Santa Maria in Gariverto, appunto della piccola chiesa della vecchia Piacenza. Una duplice festa. Al termine della celebrazione il vescovo ha infatti benedetto i locali della nuova casa famiglia dell’associazione Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi. Si tratta della prima casa del genere che approda in città. Gestita dai coniugi Bonacina, la comunità ha lasciato la struttura di Rottofreno (trasformata in un centro di preghiera) per trasferirsi - un paio di anni fa - in via Zoni. Una sistemazione provvisoria, nell’attesa che venissero ristrutturati i locali della canonica di Santa Maria in Gariverto. Il piccolo tempio di via Genocchi, dopo la morte di don Giovanni Zanelli (nel 2001), è stato accorpato a San Pietro e San Francesco ed affidato ad un unico parroco, don Giuseppe Frazzani. La presenza della casa famiglia della Papa Giovanni XXIII - con i lavori all’oratorio, in via di completamento - contribuirà a far tornare alla vivacità di un tempo la storica parrocchia del quartiere Sant’Agnese. Ieri pomeriggio la chiesa era gremita in ogni ordine di posti. A testimonianza di quanto la diocesi creda in questa nuova presenza cittadina, all’altare c’era, oltre al vescovo, anche il vicario generale monsignor Lino Ferrari. Per la casa della Giovanni XXIII, come detto, solo una solenne benedizione. L’inaugurazione avverrà nelle prossime settimane, quando la struttura avrà ricevuto tutte le autorizzazioni richieste e sarà pronta per essere abitabile. Per l’occasione sarà invitato a Piacenza Giovanni Paolo Ramonda, il nuovo responsabile generale che ha sostituito don Benzi, scomparso lo scorso 2 novembre.
fed.fri

da Libertà, 9 settembre 2008

giovedì 4 settembre 2008

Sydney 2008, il 21 settembre a Fiorenzuola

Domenica 21 settembre i ragazzi di Fiorenzuola che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney 2008 con papa Benedetto XVI organizzano un incontro per testimoniare da vicino la loro esperienza con il servizio diocesano di pastorale giovanile della diocesi di Piacenza-Bobbio. L'appuntamento è per le ore 21 alla chiesa nuova di Fiorenzuola (una trasversale della strada Castellana). Per l'occasione Sacri Corridoi, presente a Sydney, pubblica alcune prime pagine dei giornali australiani dello scorso luglio, durante, appunto, la Gmg con il Papa.












martedì 2 settembre 2008

Il convegno pastorale alla Bellotta

Prevedendo che, entro i termini utili, nonostante il “sì” dell’Ausl, non perverranno le necessarie autorizzazioni per l’uso dei locali di Villa Regina Mundi di Pianazze di Farini, è stato deciso di tenere il convegno pastorale diocesano del 5 e 6 settembre alla Bellotta di Pontenure con il seguente programma:

Venerdì 5 settembre:

Ore 17,00

Preghiera d’inizio e introduzione

Ore 17,30

Sotto il segno dei testimoni:figure di educatori e forme educative

Michele Busi, redattore dell’Editrice La Scuola; collaboratore dell’Archivio per la storia del movimento sociale e cattolico in Italia, Brescia.

Per continuare il cammino: testimonianze educative nella nostra diocesi

Fausto Fiorentini, Responsabile Ufficio stampa


Sabato 6 settembre

Ore 8,30

Celebrazione delle Lodi

Ore 9,00

Presentazione delle Linee pastorali

Mons. Gianni Ambrosio, vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio

Ore 10,30

Lo stile educativo di Gesù

Don Roberto Vignolo, biblista, Facoltà teologica interregionale, Milano-Lodi

Ore 12.00

Celebrazione Eucaristica

Ore 15.30

La parrocchia di fronte alle sfide educative:luoghi, tempi,linguaggi, affetti

Ernesto Diaco, Responsabile progetto culturale, CEI Roma

Laboratori sui diversi ambiti

Ore 18.30

Celebrazione dei primi Vespri

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

Quiz sul Duomo per insegnare l'italiano agli stranieri

Piacenza - Quiz sul Duomo di Piacenza e sull’associazione di volontari Domus Justinae per aiutare gli stranieri ad imparare l’italiano. Il curioso questionario è stato pubblicato su un libro utilizzato per i corsi dell’Università di Perugia dedicati agli stranieri che desiderano parlare la nostra lingua. Lo straniero legge un articolo di giornale sulle attività dell’associazione Domus Justinae nel Duomo di Piacenza. Poi deve indicare “sì” o “no” negli appositi quadratini di fianco ad una serie di affermazioni. Alcune esatte, come «Tiziano Fermi (presidente di Domus Justinae, ndr.) ha scritto una guida del Duomo», parecchie tranello, come «Il Duomo di Piacenza si chiama “Domus Justinae”» o «La chiesa è stata costruita nel secolo scorso». I quiz fanno parte degli esercizi di preparazione per ottenere la certificazione Celi (la Certificazione della conoscenza della lingua italiana) rilasciata istituzionalmente dall’università per stranieri di Perugia.
f.fr.

da Libertà, 31 agosto 2008

lunedì 1 settembre 2008

Trenta firme ad Ambrosio per la messa in latino

Piacenza - Trenta firme per chiedere al vescovo la possibilità di celebrare una messa in latino secondo il “Motu Proprio” emanato quasi un anno fa da Benedetto XVI. Sono state consegnate al vescovo Gianni Ambrosio e al parroco della chiesa di San Sisto, dove si intende celebrare il sacro rito, don Giuseppe Formaleoni. Le firme sono state raccolte da martedì 15 luglio a martedì 29, a Piacenza, in via Giordani, nello studio legale dell’avvocato Marco Sgroi. La duplice istanza è stata rivolta al parroco competente e al vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio affinché il giorno 14 settembre 2008, festa dell’Esaltazione della Santa Croce e anniversario del Motu Proprio «Summorum Pontificum» di Benedetto XVI sia celebrata una messa secondo il messale edito nel 1962 dal Beato Giovanni XXIII (la cosidetta messa «tridentina»).
A quanto si è appreso il vescovo Ambrosio ai primi di agosto ha ricevuto uno dei promotori dell’istanza. L’udienza è stata interlocutoria, nel senso che il capo della diocesi ha voluto conoscere i motivi che hanno portato all’istanza e si è riservato di dare una risposta ufficiale. Sarebbe la prima volta a Piacenza ma non la prima per il vescovo Ambrosio. Il presule la celebrò lo scorso 11 ottobre nella cappella di Largo Gemelli in veste di assistente ecclesiastico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
fed.fri.

da Libertà, 31 agosto 2008

sabato 30 agosto 2008

Villa Regina Mundi, clamoroso dietrofront

Farini - A meno di un permesso provvisorio del Comune di Farini per l’agibilità di villa Regina Mundi, il convegno pastorale diocesano si terrà alla Bellotta di Pontenure. Ieri dalla Curia di Piacenza nessuna dichiarazione ufficiale, solo la presa d’atto che, diversamente da quanto affermato dai responsabili della struttura delle Pianazze alcuni giorni fa, mancano dei permessi fondamentali per la riapertura. Se non arriverà un foglio provvisorio (come ci si augura in Curia), il tutto si sposterà alla Bellotta di Pontenure. Anche se bisognerà stare piuttosto stretti. Nella struttura di Pontenure per il 5-6 di settembre è prevista la presenza di un altro gruppo di un’ottantina di persone: la quarta comunità neocatecumenale di San Giuseppe Operaio più Castellarquato.
Il venerdì mattina fino a dopo pranzo ci saranno anche una ventina di sindacalisti della Cisl, mentre il sabato arriverà un pullman di 25 pellegrini francesi che, come ogni primo fine settimana del mese, si recano a San Damiano per Mamma Rosa. I pellegrini, durante la loro permanenza alla Bellotta, faranno anche un’ora di adorazione del Santissimo. Il sito on line della diocesi intanto, nella situazione di incertezza, ha sostituito il riferimento alle Pianazze per il convegno con la dicitura “in sede da definire”. Diversamente dal settimanale della diocesi, il Nuovo Giornale, che invece (già stampato prima dell’intoppo legale), riportava la sede di Villa Regina Mundi.
fri.


Da Libertà, 30 agosto 2008


sabato 23 agosto 2008

Riapre Villa Regina Mundi

Farini - Riapre i battenti villa Regina Mundi alle Pianazze. L’Azienda Usl ha dato il suo ultimo benestare dopo una lunga serie di controlli e il via ufficiale è arrivato il giorno prima di Ferragosto. La struttura della diocesi di Piacenza-Bobbio lo scorso anno fu coinvolta nel tragico episodio della morte di due donne causata dal virus della legionella. Sotto accusa l’impianto idraulico della villa diocesana alla quale venne imposto lo stop.«Abbiamo effettuato una serie di lavori - spiega don Gigi Bavagnoli, presidente della Fondazione proprietaria della casa - da una parte all’impianto termo-idraulico per produrre quello shock termico in grado di distruggere sul nascere il batterio della legionella, dall’altro con l’inserimento del cloro migliorando l’aspetto complessivo dell’impiantistica idraulica». «Speriamo che possa riprendere al più presto il suo servizio agli anziani - si augura don Bavagnoli -. L’apertura ufficiale è avvenuta il 14 agosto dopo l’ultimo controllo dell’Ausl sulle acque». Resta il rammarico per quanto accaduto: «Questa disgrazia ci ha fatto essere ancora più attenti verso il virus della legionella». Ad accompagnare i lavori assistendo gli operai è stato don Lanfranco Premoli, dal 1989 direttore della casa delle Pianazze. «All’interno della villa - spiega - non ci sono stati particolari ritocchi. I lavori hanno interessato l’impianto dell’acqua calda». «Essendo la struttura molto vasta - continua - c’era da trovare il modo di fare arrivare l’acqua bollente in tutti i punti della villa, affinché la legionella non potesse trovare zone in cui crescere e svilupparsi».«Abbiamo riaperto e siamo soddisfatti dei lavori e della loro approvazione da parte dell’Ausl - dice don Premoli - anche se naturalmente resta il dispiacere per quello che è accaduto». La stagione estiva di Villa Regina Mundi quest’anno è stata molto limitata. Solo qualche anziano ha approfittato della riapertura sotto Ferragosto ed è salito per una breve villeggiatura. I più avevano già trovato luoghi alternativi all’inizio dell’estate. La casa riaprirà simbolicamente domani con la presenza del vescovo Gianni Ambrosio invitato dalle suore a tenere gli esercizi spirituali. Dopo tante tribolazioni don Premoli tira un sospiro di sollievo: «Siamo contenti che il vescovo colga l’occasione per stare qui un poco con noi a constatare l’utilità e la bellezza di questa casa».Villa Regina Mundi è stata scelta per gli esercizi intercongregazionali delle suore piacentine che si tengono da domani a venerdì 29 agosto. L’appuntamento è rivolto alle religiose della diocesi, alle consacrate laiche e alle persone che desiderano condividere questa esperienza.Tornerà alle Pianazze anche il convegno pastorale diocesano previsto per il 5 e il 6 settembre. Lo scorso anno fu costretto ad emigrare alla Bellotta di Pontenure. L’annuale convegno pastorale di inizio anno è dedicato alla presentazione del programma pastorale 2008-09. Tema del convegno: “Li guidò con mano sapiente - La comunità cristiana di fronte alla sfida dell’educare”. All’appuntamento prenderà parte il vescovo Ambrosio, oltre ai membri del consiglio pastorale diocesano, dei consigli pastorali parrocchiali, i direttori e collaboratori degli uffici e dei servizi diocesani, i catechisti e gli operatori pastorali, i responsabili di associazioni e movimenti.
Federico Frighi

da Libertà, 23 agosto 2008

mercoledì 20 agosto 2008

VACANZE SOLIDALI/Scarpe nuove per 130 bambini di strada

PIACENZA - Centotrenta bambini africani cammineranno sulle strade di terra rossa con le scarpe donate dalla solidarietà dei piacentini. Non solo, per la prima volta, loro che in Africa, ai margini della savana, ci vivono, hanno potuto vedere leoni, zebre, elefanti e giraffe. Sempre grazie alla solidarietà dei piacentini. Già, perché gli animali che da noi si vedono allo zoo, laggiù si trovano solo nei parchi nazionali, dove vanno i turisti e dove il ticket d’ingresso costa caro. Sono le piccole vittorie quotidiane di un gruppo di ragazzi piacentini che quest’estate ha deciso di rinunciare ad una vacanza convenzionale sotto l’ombrellone o in un rifugio d’alta montagna preferendo un viaggio di conoscenza tra i bambini di strada del Kenya. Michela Perduca, 23 anni, studentessa universitaria in psicologia, Lucia Selvatici, sua coetanea, che a settembre inizierà il servizio civile femminile, Matteo Di Paola, 24 anni, che invece ha appena terminato il servizio civile alla Caritas, sono partiti alla volta del Kenya con l’associazione Piccolo Mondo. «Quest’estate non avevo voglia di una vacanza normale - spiega Michela - ma di fare un’esperienza in una realtà diversa dalla mia, qualche cosa che mi arricchisse a livello personale». Piccolo Mondo, Amani, l’amico che in Africa c’è già stato più volte, la pianificazione dell’itinerario, l’aiuto dei genitori per pagarsi gli 800 euro di biglietto aereo, fino alla cena benefica che tra amici e conoscenti, riesce a portarne a casa altri duemila. A questi se ne aggiungono poi 500 a testa offerti dal Comune di Piacenza (settore Servizi Sociali) come contributo al campo di conoscenza. Obiettivo principale: conoscere, appunto, ed aiutare la Casa di Laura, dove un pastore protestante con moglie e 4 figli, si occupa di bambini di strada e di orfani. Ne ospita una trentina, ai quali si aggiunge il centinaio che frequenta la Mosop School (fondata dallo stesso pastore alla memoria del padre). «Abbiamo vissuto per due settimane con i bambini - racconta Michela -. All’inizio avevamo un poco di timore, non sapevamo che giochi inventarci. Poi abbiamo capito che per loro l’importante era che noi fossimo lì. Erano abituati giocare con niente e si divertivano con niente. La nostra presenza li faceva sentire contenti». Anche una gita al Masaai Mara (Parco nazionale) può diventare un motivo di arricchimento per i bambini che pur abitando ai confini della savana non avevano mai visto, leoni, zebre ed elefanti.«La fatica più grande? Quella di riuscire a vivere nei loro tempi. Conducono una vita diversa dalla nostra, a ritmi impensabili, per loro il tempo non esiste. La prima sensazione è di essere lì a non fare nulla. Poi si impara a vivere secondo il loro orario. Loro ti chiedono semplicemente di essere lì». Durante la presenza di Michela ed amici in Kenya è stata inaugurata la stalla della Casa di Laura: «Grazie agli aiuti inviati da Amani e dalle associazioni collegate sono state acquistate mucche da latte in sostituzione di quelle del posto che di latte ne facevano sempre meno». E i soldi del Comune e i duemila euro raccolti con la cena benefica? «Li abbiamo consegnati al pastore protestante, li utilizzerà per comprare le scarpe dei bambini all’inizio del prossimo anno scolastico. Là le scarpe costano molto e si consumano subito».
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi, 20 agosto 2008

martedì 19 agosto 2008

Rinnovamento dello spirito alla Bellotta

Incontro interregionale di Rinnovamento
nello Spirito alla Bellotta di Pontenure

Il centro pastorale diocesano della Bellotta di Pontenure ospiterà, a partire da oggi, martedì 19 agosto, fino a domenica prossima, 24 agosto, esponenti nazionali del movimento Rinnovamento nello Spirito. Si tratta di una "scuola di formazione" a livello interregionale (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Valle d'Aosta, Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto, Svizzera e Germania) a cui prenderanno parte 120 persone, presente anche il presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez.
Il programma prevede momenti di preghiera carismatica, catechesi, condivisioni, laboratori in gruppo su specifiche tematiche della formazione ed infine dibattito e confronto. La "scuola" è indirizzata ai responsabili diocesani e regionali e dei ministeri.

Comunicato stampa della diocesi di Piacenza-Bobbio

Morto don Giuseppe Bussolati

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio


E' morto nella casa di cura Sant'Antonino dov'era
ricoverato, don Giuseppe Bussolati, parroco di Recesio di Bettola. Nato a Piacenza il 1° maggio 1920, è stato ordinato sacerdote il 16 marzo
1946. Ha iniziato il servizio pastorale come curato a Roccapulzana
(Pianello), per due mesi, per passare poi, con la stessa qualifica, a
Bardi.
Nel 1952 è stato nominato parroco della parrocchia di Recesio, incarico a
cui si è in seguito aggiunto quello di amministratore parrocchiale di
Missano (Bettola). Persona di cultura (è stato tra l'altro insegnante presso
l'Istituto delle Suore Orsoline), aveva conseguito la licenza in teologia.
I funerali verranno celebrati mercoledì prossimo 20 agosto, alle ore 10,
nella chiesa di Recesio e saranno presieduti dal vescovo mons. Gianni
Ambrosio; al termine del rito la salma sarà tumulata nel cimitero di
Piacenza, nella tomba di famiglia.
Domani sera, martedì, presso la casa di cura di Sant'Antonino, alle ore
20,30, sarà recitato il S.Rosario.

mercoledì 13 agosto 2008

Don Basini lascia, Ambrosio cambia la squadra

Piacenza - Nomine in vista nella Curia di Piacenza-Bobbio. A fine mese - inizio settembre dovrebbe essere ufficiale la sostituzione di don Giuseppe Basini che in questi giorni avrebbe rassegnato le proprie dimissioni da segretario personale del vescovo. Il sostituto dovrebbe essere il giovane e novello sacerdote don Paolo Inzani che ha seguito Ambrosio in Brasile e rappresenterebbe così la primissima pedina della nuova squadra del vescovo. Il condizionale è d’obbligo perché in diocesi sono molti i parroci che vorrebbero don Inzani come giovane curato, sia in città sia in provincia. In ballottaggio ci sarebbe anche don Celso Dosi il cui addio alla Cattolica pare molto vicino. Se l’assistente spirituale e direttore del collegio Sant’Isidoro è in effetti una delle persone più vicine al vescovo Ambrosio in virtù della collaborazione quasi decennale all’università del Sacro Cuore, gioca a suo sfavore l’età - 47 anni - più da parroco che da giovane segretario. Visti i tanti parroci anziani ed in condizioni di salute non buone in circolazione, è forse più probabile che rientri nel grande giro di valzer delle parrocchie previsto inevitabilmente per il 2009. Si fanno i nomi di Podenzano ma anche di qualche storica parrocchia cittadina. Stesso discorso per monsignor Giuseppe Busani. La triade monariana - vescovo, vicario generale, vicario pastorale - appare destinata a scomparire. Per monsignor Busani potrebbe arrivare l’incarico di arciprete del Duomo con monsignor Anselmo Galvani che da parroco passerebbe al ruolo di rettore della cattedrale. L’unico che dovrebbe rimanere al proprio posto è l’attuale vicario generale monsignor Lino Ferrari. Benvoluto dal clero piacentino e dallo stesso vescovo Ambrosio, dovrebbe continuare a fare il numero 2 della diocesi ancora per qualche tempo. A meno che non venga scelto per qualche sede vescovile dell’Emilia-Romagna. Senza andare troppo in là, di certo c’è che l’attuale segretario dimissionario, don Basini, dopo 12 anni al servizio di Monari e quasi uno al servizio di Ambrosio, rimarrà amministratore parrocchiale di Sant’Antonino nonché responsabile della Casa della Carità e del preseminario.
f.fr.

Il testo integrale su Libertà del 13 agosto 2008

Don Rizzi: ecco perché annulliamo i matrimoni

Piacenza - L’alto numero dei matrimoni civili, così come l’alto numero delle separazioni e dei divorzi è spunto di riflessione per la Sacra Rota che, a livello locale, è rappresentata dai Tribunali ecclesiastici diocesani e regionali. A Piacenza-Bobbio il vicario giudiziale è monsignor Renzo Rizzi che ogni anno ha a che fare con una cinquantina di richieste di annullamento di matrimonio religioso (concordatario). «È bene ricordare che i matrimoni concordatari possono essere verificati se vi sono dubbi sulla loro validità come invita a fare papa Benedetto XVI (nella Sacramentum caritatis)» Papa Ratzinger invita poi ad assicurare, nel pieno rispetto del diritto canonico «la presenza sul territorio dei tribunali ecclesiastici e il loro carattere pastorale». Il giudice diviene insomma anche consulente matrimoniale in senso lato: «Fondamentale punto di incontro tra diritto e pastorale - continua il Papa - è l’amore per la verità». Monsignor Rizzi evidenzia come la verifica del matrimonio concordatario sia alla portata di tutti. Si può fare anche senza avvocato e si pagano solo le spese di segreteria: 500 euro. Le sentenze sono due: di primo grado a Modena e di secondo in appello a Bologna. A questo punto il matrimonio, per la chiesa, è definitivamente nullo. Presentando la sentenza in corte d’appello civile a Bologna si può ottenere anche l’annullamento della parte civile del matrimonio concordatario. Una scorciatoia che aiuta ad abbreviare l’intero procedimento non essendo più necessario attendere gli anni per la separazione ed il divorzio. Alla base ci deve essere la verifica cristiana della validità del sacramento - ribadisce monsignor Rizzi -. Nel 95 per cento dei casi le cause sono rappresentate dall’esclusione della prole e della indissolubilità del matrimonio». In buona sostanza: «Sto con te finchè dura l’amore».Ci sarebbe anche l’infedeltà ma nessuno ammette di essere infedele. «A sentire le dichiarazioni rilasciate dalle parti, l’infedeltà non esiste».
fed.fri.

Il testo integrale su Libertà del 13 agosto 2008