Piacenza - Oltre trecento studenti alla messa d’inizio anno scolastico celebrata ieri in Duomo. Non di mattina, durante l’orario delle lezioni, come avveniva parecchi anni fa. Ma di pomeriggio, alle 15, quando la mattinata in classe è terminata da poco e magari si avrebbe bisogno di un po’ di svago prima di affrontare lo studio quotidiano. Invece erano in tanti, soprattutto bambini delle elementari, intere classi con le loro maestre. Hanno accolto l’invito dell’Ufficio per la pastorale scolastica della diocesi di Piacenza-Bobbio - diretto dal diacono e professore di religione, Giovanni Marchioni - per la messa d’inizio anno scolastico con il vescovo Gianni Ambrosio.
Il presule, nell’omelia, si è soffermato sul significato della preghiera: «Gesù spesso di ritirava in preghiera e per i discepoli vederlo così era un’esperienza tutta particolare».
«Vorrei davvero invitarvi - ha detto rivolto ai ragazzi - a scoprire il desiderio vivo di pregare. Abbiamo il desiderio vivo di comunicare con i maestri, con i compagni, con le nostre famiglie. Ma la comunicazione è anche ascolto, ascolto del Signore e nello stesso tempo affidare a lui i nostri problemi. Io penso che il vero desiderio di pregare sia nel cuore di tutti gli uomini; sappiamo che per vivere bisogna respirare, la preghiera è il respiro della nostra vita, della nostra anima; nella preghiera ci presentiamo a Dio padre come figli esprimendo il desiderio di stare davanti a lui».
«Ma non basta desiderare una cosa - ha evidenziato il vescovo - bisogna fare in modo che il nostro desiderio si realizzi. Ed ecco che la domanda del discepolo diventa la nostra domanda: Signore, insegnaci a pregare». A concelebrare assieme al vescovo, don Gigi Bavagnoli, don Lorenzo Buttafava, don Luciano Ravetti e il diacono Pierluigi Marchionni.
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Il testo integrale su Libertà di oggi, 9 ottobre 2008
giovedì 9 ottobre 2008
Ambrosio ai preti: serve un clero più unito
Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa
Assemblea del Consiglio Presbiterale Diocesano
Si è riunito questa mattina, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile, il Consiglio Presbiterale Diocesano per discutere il seguente ordine del giorno: comunicazioni di vita diocesana; intervento di don Roberto Vignolo, biblista, docente presso la Facoltà teologica interregionale, Milano-Lodi, sul tema: “Gesù e i discepoli: la qualità delle relazioni; dibattito e confronto in assemblea su: “presbitero e sfida educativa: l’importanza delle relazioni nel nostro ministero”. Ha presieduto i lavori il vescovo mons. Gianni Ambrosio, moderatore don Federico Tagliaferri. In apertura il vicario generale mons. Lino Ferrari ha ricordato che dall’ultima seduta sono morti quattro sacerdoti, ha citato gli ammalati, si è soffermato sulle nomine nel clero che ci sono state ultimamente ed ha precisato i prossimi appuntamenti diocesani: il 28 e il 19 ottobre, alla Bellotta di Pontenure, riunione dei vicari episcopali e dei moderatori delle unità pastorali mentre la riunione del Consiglio Pastorale Diocesano è stata spostata al 22 novembre. E’ stata poi la volta della relazione di don Vignolo che si è soffermato in particolare sullo stile educativo di Gesù rifacendosi al Vangelo di Marco. Il tema è stato illustrato attraverso sistematici riferimenti al testo evangelico: il relatore ha sostenuto, ed ha dimostrato, come il Gesù del Vangelo sia vivo e concreto, calato nella storia. Don Vignolo era già intervenuto, con una relazione su questo tema, al recente convegno pastorale di inizio settembre. Proseguendo nell’analisi del tema, il Consiglio è passato all’esame di un documento sulla formazione del clero con particolare riferimento al programma dell’anno in corso. La descrizione degli appuntamenti sono preceduti da una premessa che fa riferimento al recente intervento di mons. Ambrosio al convegno pastorale della Bellotta ed in modo particolare all’affermazione con la quale il Vescovo richiama i presbiteri alla necessità si assumere “una dimensione sinfonica e corale all’interno del nostro essere chiesa”. Da questa premessa il documento passa ad analizzare i rapporti tra i sacerdoti sottolineando come spesso ci siano difficoltà, a partire dall’esterno, compreso il comportamento tenuto a volte dalla stampa quando si interessa del mondo ecclesiale. Sul tema – quello dei rapporti all’interno del clero – si è sviluppato un ampio dibattito che ha sostanzialmente ribadito la necessità di recuperare un dialogo pur nel pluralismo. Lo stesso Vescovo ha sottolineato che le differenze sono una ricchezza purché siano viste all’interno di un dialogo impostato nel rispetto e volto all’unità con Gesù. Il Consiglio ha approvato, a proposito di formazione, il programma che prevede diversi appuntamenti. Un primo impegno è costituito dai ritiri mensili, nelle varie zone pastorali, che avranno al centro la seconda lettera di San Paolo ai Corinzi. Previsti anche tre incontri diocesani di approfondimento teologico e pastorale: il primo è previsto per il 27 novembre; lo spunto sarà tratto sempre dalla lettera di San Paolo ed il tema, “Il presbitero e gli affetti: uno sguardo sul vissuto”, sarà affrontato con la guida di don Enrico Parolari della diocesi di Milano. Previsto anche un cammino di formazione dei sacerdoti dei primi dieci anni di ordinazione: per loro il primo incontro si terrà nella mattinata del 30 ottobre. Infine è stata citata l’esperienza in atto di un gruppo di giovani sacerdoti, nella forma del cammino di aiuto sotto la guida di un esperto: possibile l’adesione di nuovi partecipanti. Il Consiglio presbiterale tornerà a riunirsi il 6 novembre prossimo.
Piacenza, 9 ottobre 2008
Ufficio stampa
Assemblea del Consiglio Presbiterale Diocesano
Si è riunito questa mattina, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile, il Consiglio Presbiterale Diocesano per discutere il seguente ordine del giorno: comunicazioni di vita diocesana; intervento di don Roberto Vignolo, biblista, docente presso la Facoltà teologica interregionale, Milano-Lodi, sul tema: “Gesù e i discepoli: la qualità delle relazioni; dibattito e confronto in assemblea su: “presbitero e sfida educativa: l’importanza delle relazioni nel nostro ministero”. Ha presieduto i lavori il vescovo mons. Gianni Ambrosio, moderatore don Federico Tagliaferri. In apertura il vicario generale mons. Lino Ferrari ha ricordato che dall’ultima seduta sono morti quattro sacerdoti, ha citato gli ammalati, si è soffermato sulle nomine nel clero che ci sono state ultimamente ed ha precisato i prossimi appuntamenti diocesani: il 28 e il 19 ottobre, alla Bellotta di Pontenure, riunione dei vicari episcopali e dei moderatori delle unità pastorali mentre la riunione del Consiglio Pastorale Diocesano è stata spostata al 22 novembre. E’ stata poi la volta della relazione di don Vignolo che si è soffermato in particolare sullo stile educativo di Gesù rifacendosi al Vangelo di Marco. Il tema è stato illustrato attraverso sistematici riferimenti al testo evangelico: il relatore ha sostenuto, ed ha dimostrato, come il Gesù del Vangelo sia vivo e concreto, calato nella storia. Don Vignolo era già intervenuto, con una relazione su questo tema, al recente convegno pastorale di inizio settembre. Proseguendo nell’analisi del tema, il Consiglio è passato all’esame di un documento sulla formazione del clero con particolare riferimento al programma dell’anno in corso. La descrizione degli appuntamenti sono preceduti da una premessa che fa riferimento al recente intervento di mons. Ambrosio al convegno pastorale della Bellotta ed in modo particolare all’affermazione con la quale il Vescovo richiama i presbiteri alla necessità si assumere “una dimensione sinfonica e corale all’interno del nostro essere chiesa”. Da questa premessa il documento passa ad analizzare i rapporti tra i sacerdoti sottolineando come spesso ci siano difficoltà, a partire dall’esterno, compreso il comportamento tenuto a volte dalla stampa quando si interessa del mondo ecclesiale. Sul tema – quello dei rapporti all’interno del clero – si è sviluppato un ampio dibattito che ha sostanzialmente ribadito la necessità di recuperare un dialogo pur nel pluralismo. Lo stesso Vescovo ha sottolineato che le differenze sono una ricchezza purché siano viste all’interno di un dialogo impostato nel rispetto e volto all’unità con Gesù. Il Consiglio ha approvato, a proposito di formazione, il programma che prevede diversi appuntamenti. Un primo impegno è costituito dai ritiri mensili, nelle varie zone pastorali, che avranno al centro la seconda lettera di San Paolo ai Corinzi. Previsti anche tre incontri diocesani di approfondimento teologico e pastorale: il primo è previsto per il 27 novembre; lo spunto sarà tratto sempre dalla lettera di San Paolo ed il tema, “Il presbitero e gli affetti: uno sguardo sul vissuto”, sarà affrontato con la guida di don Enrico Parolari della diocesi di Milano. Previsto anche un cammino di formazione dei sacerdoti dei primi dieci anni di ordinazione: per loro il primo incontro si terrà nella mattinata del 30 ottobre. Infine è stata citata l’esperienza in atto di un gruppo di giovani sacerdoti, nella forma del cammino di aiuto sotto la guida di un esperto: possibile l’adesione di nuovi partecipanti. Il Consiglio presbiterale tornerà a riunirsi il 6 novembre prossimo.
Piacenza, 9 ottobre 2008
OFFERTE ALLA CHIESA/Dall'8 per mille 4 milioni di euro a Piacenza-Bobbio
Piacenza - Quattro milioni e trecentomila euro. Sono i fondi provenienti dall’8 per mille e destinati dalla chiesa cattolica italiana alla diocesi di Piacenza-Bobbio. Il “tesoretto” si riferisce al 2007 ed è il risultato delle firme nelle dichiarazioni dei redditi di tre anni prima. La diocesi continua dunque nella sua operazione trasparenza annunciata proprio ieri l’altro dal vicario generale monsignor Lino Ferrari secondo le direttive del vescovo Gianni Ambrosio. Ieri abbiamo pubblicato le offerte per il sostentamento del clero nel 2007. Oggi tocca alle entrate dell’8 per mille e, soprattutto, al loro impiego. Il 72,9 per cento viene impiegato per sostenere i sacerdoti, il 17,3 per cento per opere di culto e pastorali, il rimanente 9,8 per cento per opere di carità.
Opere culto e pastorali
Nel 2007 sono stati destinati, tra le varie realtà, 136mila euro per 21 parrocchie della diocesi, 10mila euro per le scuole di musica sacra (San Cristoforo e Isola di Bedonia), 17mila euro per attività pastorali straordinarie (tra cui 2mila euro a Cives), 170mila euro per la curia diocesana, 5.500 per il Tribunale ecclesiastico, 25mila euro per il Nuovo Giornale, 41.300 per la trasmissione tv Le strade della vita, 10mila per Teleponte, 40mila per Radio Città Nuova, 5mila per il servizio multimediale, 7.746 euro per l’archivio storico bobbiese. Ancora: 104.500 euro per la manutenzione di 12 canoniche, 21.250 per l’Istituto La Casa, 53mila euro per 9 parrocchie “in condizioni di straordinaria necessità”, 14.600 euro per tre istituti di vita consacrata, 30mila euro per i rimborsi spese per i servizi prestate nelle parrocchie di montagna, 13mila per i seminaristi, 5mila per i diaconi, 10mila per Migrantes, 1.550 per l’Agesci e Cl, 12mila per l’Azione Cattolica.
Carità
Ventotto le realtà aiutate dalla diocesi. Tra le altre, 50mila euro alla Caritas, 90mila per le emergenze, 5mila a San Giuseppe Operaio e Santa Franca, 8mila a Migrantes/La Ricerca, 15mila alla Pellegrina, 3mila per il centro anziani Priscilla, 15mila per l’Istituto La Casa, 140mila per la nuova struttura della Caritas, 4mila a Mortizza, 6mila a Le Mose.
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi 9 ottobre 2008
Opere culto e pastorali
Nel 2007 sono stati destinati, tra le varie realtà, 136mila euro per 21 parrocchie della diocesi, 10mila euro per le scuole di musica sacra (San Cristoforo e Isola di Bedonia), 17mila euro per attività pastorali straordinarie (tra cui 2mila euro a Cives), 170mila euro per la curia diocesana, 5.500 per il Tribunale ecclesiastico, 25mila euro per il Nuovo Giornale, 41.300 per la trasmissione tv Le strade della vita, 10mila per Teleponte, 40mila per Radio Città Nuova, 5mila per il servizio multimediale, 7.746 euro per l’archivio storico bobbiese. Ancora: 104.500 euro per la manutenzione di 12 canoniche, 21.250 per l’Istituto La Casa, 53mila euro per 9 parrocchie “in condizioni di straordinaria necessità”, 14.600 euro per tre istituti di vita consacrata, 30mila euro per i rimborsi spese per i servizi prestate nelle parrocchie di montagna, 13mila per i seminaristi, 5mila per i diaconi, 10mila per Migrantes, 1.550 per l’Agesci e Cl, 12mila per l’Azione Cattolica.
Carità
Ventotto le realtà aiutate dalla diocesi. Tra le altre, 50mila euro alla Caritas, 90mila per le emergenze, 5mila a San Giuseppe Operaio e Santa Franca, 8mila a Migrantes/La Ricerca, 15mila alla Pellegrina, 3mila per il centro anziani Priscilla, 15mila per l’Istituto La Casa, 140mila per la nuova struttura della Caritas, 4mila a Mortizza, 6mila a Le Mose.
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi 9 ottobre 2008
OFFERTE AL CLERO/Monsignor Ferrari: un esempio di corresponsabilità
Piacenza - Il calo delle offerte per i sacerdoti preoccupa i vertici della Chiesa cattolica piacentina. «Non tanto per la somma totale raccolta - ci tiene ad evidenziare il vicario generale monsignor Lino Ferrari - quanto per il numero delle offerte. Se nel 2006 erano poche, nel 2007 si sono ridotte ulteriormente superando di poco le 900 all’anno». «Coinvolgere i fedeli nel sostegno ai propri sacerdoti sarebbe un segno bello di corresponsabilità - osserva monsignor Ferrari -. Invece di troviamo di fronte ad una situazione perchè evidentemente manca questa consapevolezza». È vero che la situazione economica generale incide sui portafogli dei fedeli e i soldi sono meno per tutti. «Ma qui c’è anche dell’altro - continua il vicario generale -. Il numero esiguo delle offerte è significativo». Più che alla raccolta, insomma, si guarda al segno di condivisione e di apprezzamento verso i propri sacerdoti. Più cala il numero delle donazioni, più si potrebbe pensare ad un’insoddisfazione o ad un disinteresse. Per questo la diocesi punta alla massima trasparenza. «È anche un desiderio del vescovo Ambrosio - evidenzia il vicario generale - che più volte ha sottolineato l’importanza di questo impegno». Ma quanto guadagnano i sacerdoti?
Le mensilità sono inderogabilmente dodici e gli scatti di anzianità quasi un miraggio. Dopo trent’anni di anzianità la busta paga è quella di una commessa part time: 1.205,65 euro al mese lordi (circa 800 netti). Lo stipendio è uguale per tutti, dal vicario generale al parroco di campagna. Solo il vescovo percepisce uno stipendio più alto. Di poco, però. Un presule al limite della pensione (75 anni) riceve una diaria mensile pari a 1.308,57 euro lordi, sempre per 12 mensilità.
fri
Il testo integrale su Libertà dell'8 ottobre 2008
Le mensilità sono inderogabilmente dodici e gli scatti di anzianità quasi un miraggio. Dopo trent’anni di anzianità la busta paga è quella di una commessa part time: 1.205,65 euro al mese lordi (circa 800 netti). Lo stipendio è uguale per tutti, dal vicario generale al parroco di campagna. Solo il vescovo percepisce uno stipendio più alto. Di poco, però. Un presule al limite della pensione (75 anni) riceve una diaria mensile pari a 1.308,57 euro lordi, sempre per 12 mensilità.
fri
Il testo integrale su Libertà dell'8 ottobre 2008
Argomenti
Lino Ferrari,
Offerte
mercoledì 8 ottobre 2008
Offerte al clero, la cassetta piange
Piacenza - Anche la cassetta dell’elemosina risente della crisi economica. Ne sono un esempio le offerte destinate ai sacerdoti che calano anno dopo anno. Secondo gli ultimi dati del Servizio diocesano per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica nell’ultimo anno le offerte per il clero sono state 918 per un totale di 100.743,14 euro, ovvero 35 centesimi annui pro capite. I dati si riferiscono al 2007 e sono quelli attualmente disponibili. C’è da aspettarsi, visto l’aumento del costo del vita nel 2008, che al prossimo bilancio si scenda sotto il già risicato tetto dei 100mila euro. «Il “Fondo per il sostentamento del clero” - fa sapere l’incaricato diocesano, Romolo Artemi - purtroppo, è quasi ignorato e sconosciuto ai membri del popolo di Dio. Nel 2007 si è arrivati, in diocesi, ad offrire solo il 2,2 per cento del fabbisogno, contro il 2,4 per cento dell’anno precedente; mentre a livello nazionale si è raccolto solo il 2,9 per cento del fabbisogno». Per mantenere i sacerdoti occorre dunque fare ricorso alle altre entrate della diocesi. La cifra richiesta per dare uno stipendio agli oltre 300 preti diocesani è di circa 5 milioni e 200mila euro annui. A meno che il prete in questione non insegni o abbia insegnato e dunque percepisca uno stipendio o una pensione dallo Stato, interviene l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (retto da monsignor Antonio Bozzuffi) nella misura di circa il 30 per cento del fabbisogno. Tale fondo amministra le rendite degli immobili e dei fondi di proprietà delle parrocchie. Poi la cosiddetta “tassa dell’anima”: ogni parrocchia deve versare lo 0,0723 per cento delle offerte delle messe domenicali moltiplicato per il numero degli abitanti (le anime, appunto) nei confini amministrativi della parrocchia. Sarebbero le vecchie 140 lire di una volta e si versano una volta all’anno. Infine il salvagente dell’8 per mille che porta alla diocesi di Piacenza-Bobbio circa un milione e mezzo di euro.
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 8 ottobre 2008
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi, 8 ottobre 2008
Argomenti
Offerte,
Romolo Artemi
martedì 7 ottobre 2008
BIBBIA GIORNO E NOTTE/Monari legge il Levitico
Piacenza - Anche l’ex vescovo di Piacenza-Bobbio, oggi a Brescia, monsignor Luciano Monari, è tra i partecipanti alla maratona biblica “La Bibbia giorno e notte” che si propone di leggere l’intero testo sacro in una settimana, 24 ore su 24. La lettura è iniziata con Benedetto XVI domenica scorsa alle 19 e 10. Il vescovo Monari era il numero 100 degli oltre mille lettori. Il suo turno è stato ieri mattina dalle 7 e 28 alle 7 e 34. Monari, che - lo ricordiamo - è cittadino onorario di Piacenza - ha letto il capitolo 22 del Levitico. Prima di lui monsignor Claudio Maria Celli; il turno successivo il cardinale Francis Arinze. La lettura della Bibbia (in diretta sul sito Rai) terminerà sabato 11 ottobre.
fri
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lunedì 6 ottobre 2008
Falsi restauratori, parrocchie prese di mira
Piacenza - False imprese artigiane si propongono a parroci o amministratori parrocchiali per lucidare o, in generale, rinnovare candelieri, calici o altri oggetti metallici sacri in oro e argento. L’allarme viene direttamente dalla Curia di Piacenza-Bobbio con don Giuseppe Lusignani, direttore dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici. A parte la discutibile perizia con cui vengono assolti i lavori, la truffa sta anche nel prezzo. «Diversi sono stati i casi in cui dai 500 euro al pezzo proposto per la lavorazione si è passati ai 6.000 euro - osserva don Lusignani -. Giocano sull’ambiguità. Prima dicono che fanno il lavoro per 500 euro, poi salta fuori che sono al pezzo e dunque se uno ha dato, ad esempio, cinque candelieri si arriva a 2.500 euro». Ma non è tutto: «I candelieri ed altri oggetti sacri possono essere smontati in più parti. Morale: anche queste diventano pezzi e contribuiscono a far lievitare di molto il conto finale». Si tratta di un fenomeno che va avanti da una decina d’anni. «Ci sono state anche delle denunce alle autorità competenti - osserva -, però ultimamente il fenomeno è riapparso in modo preoccupante». In tutta la diocesi ma in particolare, nell’ultimo periodo, in Valtrebbia. «Molteplici sono stati gli interventi - continua don Lusignani - che hanno danneggiato sensibilmente ed irrimediabilmente preziosi oggetti testimonianze dirette di stile ed arte passate. Invitiamo parroci e amministratori parrocchiali a diffidare di questi personaggi senza scrupoli e, quando se ne presentasse la necessità, a contattare l’Ufficio dei beni culturali della diocesi». In Curia esiste una sorta di albo di specialisti nel trattamento conservativo o di restauro degli oggetti sacri. Esperti fidati e accreditati presso la diocesi.
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Il testo integrale su Libertà del 9 ottobre 2008
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Il testo integrale su Libertà del 9 ottobre 2008
Argomenti
don Giuseppe Lusignani
Ambrosio nella commissione per i laici
Piacenza - Il Consiglio Episcopale Permanente della Cei ha nominato il vescovo Gianni Ambrosio membro della Commissione episcopale per il laicato.
domenica 5 ottobre 2008
Ambrosio: San Francesco, memoria di un popolo
Piacenza - «Noi oggi sappiamo custodire con cura quei valori di grande umanità, di solidarietà fattiva che derivano anche dal francescanesimo e che hanno fatto grande nel corso dei secoli il nostro popolo? Oggi siamo ancora in grado di accogliere lo sguardo di Francesco sul mistero della vita umana? Siamo in grado di fare nostra l’ispirazione evangelica che ha segnato tutta la sua vita? La memoria di San Francesco è la memoria del nostro popolo italiano». Sono le parole del vescovo Gianni Ambrosio che ieri pomeriggio ha celebrato la solennità di San Francesco, patrono d’Italia. La messa con il vescovo segnava il culmine della Settimana Francescana ma anche uno degli appuntamenti più importanti di un anno che per la basilica rappresenta il 730esimo dalla sua fondazione (avvenuta nel 1278).
«Francesco coglie in Gesù Cristo il senso della sua vita - dice Ambrosio -. Si fa semplicemente “uomo del Vangelo”, come lo definisce Tommaso da Celano». È il concetto guida delle parole del vescovo, che riemergerà più volte nel corso dei quindici minuti di omelia. «Per Francesco, il Vangelo era il cuore della sua esistenza - continua il presule -. Nei pochi scritti che ci ha lasciato ha citato il Vangelo per 156 volte. Tolto il Vangelo dai suoi scritti, così ha affermato uno studioso, Ezio Franceschini, già rettore della Cattolica del Sacro Cuore, non resterebbe nulla poiché le sue stesse parole, non sostenute da quelle di Gesù, sarebbero “parole senz’anima”». «Afferrato e conquistato da Cristo - prosegue -, vuole rinunciare a tutto pur di far posto nella sua vita al Signore Gesù. Sempre Tommaso da Celano lo chiama il “nuovo evangelista”. La sua vita è come un racconto semplice e limpido del Vangelo di Gesù. Nella ultima volontà inviata a santa Chiara scrisse: “Io, piccolo frate Francesco, voglio seguire la vita e la povertà dell’altissimo signore Nostro Gesù Cristo e della sua Santissima Madre». «Ciò che affascina Francesco - sottolinea - non è una qualsiasi povertà e neppure un ideale di povertà, bensì il seguire la vita e la povertà dell’altissimo Signore.
In nome del Vangelo». Durante l’offertorio il Comune di Piacenza, per mano del sindaco Reggi, ha donato al vescovo, l’olio che serve a tenere viva la lampada perpetua nella cappella del santo, dietro all’altare della basilica piacentina.
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà del 5 ottobre 2008
«Francesco coglie in Gesù Cristo il senso della sua vita - dice Ambrosio -. Si fa semplicemente “uomo del Vangelo”, come lo definisce Tommaso da Celano». È il concetto guida delle parole del vescovo, che riemergerà più volte nel corso dei quindici minuti di omelia. «Per Francesco, il Vangelo era il cuore della sua esistenza - continua il presule -. Nei pochi scritti che ci ha lasciato ha citato il Vangelo per 156 volte. Tolto il Vangelo dai suoi scritti, così ha affermato uno studioso, Ezio Franceschini, già rettore della Cattolica del Sacro Cuore, non resterebbe nulla poiché le sue stesse parole, non sostenute da quelle di Gesù, sarebbero “parole senz’anima”». «Afferrato e conquistato da Cristo - prosegue -, vuole rinunciare a tutto pur di far posto nella sua vita al Signore Gesù. Sempre Tommaso da Celano lo chiama il “nuovo evangelista”. La sua vita è come un racconto semplice e limpido del Vangelo di Gesù. Nella ultima volontà inviata a santa Chiara scrisse: “Io, piccolo frate Francesco, voglio seguire la vita e la povertà dell’altissimo signore Nostro Gesù Cristo e della sua Santissima Madre». «Ciò che affascina Francesco - sottolinea - non è una qualsiasi povertà e neppure un ideale di povertà, bensì il seguire la vita e la povertà dell’altissimo Signore.
In nome del Vangelo». Durante l’offertorio il Comune di Piacenza, per mano del sindaco Reggi, ha donato al vescovo, l’olio che serve a tenere viva la lampada perpetua nella cappella del santo, dietro all’altare della basilica piacentina.
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà del 5 ottobre 2008
sabato 4 ottobre 2008
Corrado, santo dimenticato
Piacenza - Per un anno i vescovi dell’Emilia-Romagna si sono dimenticati di San Corrado non inserendolo nel calendario liturgico regionale. Per un anno i devoti sono rimasti zitti zitti, masticando amaro per la dimenticanza, ma rimanendo nell’obbedienza. Oggi, alla vigilia della pubblicazione del nuovo direttorio liturgico, escono allo scoperto e rivolgono un appello ai presuli affinché la memoria venga ripristinata. «È una memoria facoltativa ma nel direttorio nazionale c’è sempre stata e non capisco perché in quella regionale San Corrado ogni tanto scompaia». A parlare e Umberto Battini, piacentino, sacrestano del Duomo di Fidenza, nonchè legatus itineris della Compagnia di Sigerico, il gruppo che in provincia raccoglie i devoti a San Corrado. «La Regione Pastorale Emilia-Romagna - spiega Battini - pubblica ogni anno, per mandato dei vescovi, il direttorio e calendario liturgico». Si tratta di una guida-calendario che serve alle parrocchie di ogni diocesi della regione per indicare quale tipo di messa va fatta ogni giorno dell’anno.«Purtroppo nel direttorio 2007/2008 - evidenzia Battini - al 19 febbraio, Festa di San Corrado non c’è più niente, si riporta solo: Febbraio 2008-19 martedì, feria (verde) colore liturgico, messa a scelta, lez. feriale». In pratica il sacerdote deve celebrare la messa con i paramenti verdi senza fare menzione della solennità di San Corrado perché il calendario non lo dice. Diversamente, come fanno notare i devoti della Compagnia di Sigerico, il direttorio 2006-2007. «Il Calendario riportava: Liturgia ore della feria, Febbraio 2007 -19 lunedì, feria (verde) colore liturgico, messa a scelta, lez. feriale; Piacenza-Bobbio: memoria di San Corrado Confalonieri, eremita (bianco), messa e Liturgia ore della memoria; frati minori dell’Emilia Romagna: memoria di San Corrado da Piacenza, O F S (bianco)». Il che significa che nella diocesi di Piacenza-Bobbio e i frati minori dell’Emilia Romagna celebrano la solennità di San Corrado e lo fanno indossando paramenti specifici, di colore bianco.Da qui nasce l’appello affinché la ricorrenza del santo sia inserita nel calendario liturgico regionale per l’anno 2008-2009. Un appello riportato anche sul sito dei devoti a San Corrado (araldosancorrado.blogspot.com) che unisce sul web i devoti, da Calendasco (dove nacque San Corrado Confalonieri nel 1290) a Noto (dove morì nel 1351).
Federico Frighi
Il testo integrale su LIbertà del 3 ottobre 2008
Federico Frighi
Il testo integrale su LIbertà del 3 ottobre 2008
SCUOLA/Messa d'inizio anno con il vescovo
Piacenza - L'Ufficio per la pastorale scolastica della diocesi ha programmato per il giorno 8 ottobre 2008, mercoledì, alle ore 15, in Duomo, la celebrazione della Messa per l'inizio dell'anno scolastico, celebrazione presieduta dal Vescovo.
Al termine della Messa docenti e Dirigenti Scolastici sono invitati ad un breve incontro con il Vescovo stesso. Sono pure invitati gli studenti con i loro genitori, i docenti e tutti gli operatori scolastici. Per ulteriori informazioni i giornalisti possono rivolgersi al responsabile dell'Ufficio scuola, il diacono prof. Giovanni MarchioniVia Gramsci 60 29100 Piacenza0523-451858333-7541966.
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Al termine della Messa docenti e Dirigenti Scolastici sono invitati ad un breve incontro con il Vescovo stesso. Sono pure invitati gli studenti con i loro genitori, i docenti e tutti gli operatori scolastici. Per ulteriori informazioni i giornalisti possono rivolgersi al responsabile dell'Ufficio scuola, il diacono prof. Giovanni MarchioniVia Gramsci 60 29100 Piacenza0523-451858333-7541966.
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
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Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio
Al via il corso sul Gesù storico e i quattro vangeli
Piacenza - Il SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), l’ associazione che da più di trent’ anni opera sul territorio per la formazione e il dialogo tra i cristiani delle diverse confessioni, organizza un corso biblico sul tema “Il Gesù storico e i quattro vangeli. Problematica storica e teologica”.
Il tema è di sicuro interesse non solo per i cristiani di tutte le confessioni impegnati a dare ragione della loro fede, ma anche a livello culturale generale: infatti, negli ultimi tempi si è intensificato attraverso i mass media il dibattito sul Gesù storico, che ha provocato in tanti molta confusione; di qui la necessità di affrontare in modo serio il tema: il Gesù dei singoli vangeli è da considerarsi quel Gesù che ha percorso le strade della Palestina in un contesto storico preciso? E qual è il rapporto tra il Gesù storico e il Cristo morto e risorto su cui si fonda la fede cristiana?
Il corso, aperto a tutti, avrà la guida competente e sicura di Padre Giuseppe Testa, docente di Sacra Scrittura al Collegio Alberoni, e si terrà il primo sabato di ogni mese per una serie di otto incontri (da ottobre a maggio) presso la Casa della Giovane, in Via San Nazaro, 2, dalle 15.30 alle 17.30. Il primo incontro si tiene oggi, sabato, 4 ottobre.
Il SAE comunica che la partecipazione a questa attività per gli insegnanti di tutte le discipline è riconosciuta come aggiornamento, in quanto l’ associazione, a livello nazionale, ha ottenuto l’ accreditamento tra gli enti formatori da parte del Ministero dell’ Istruzione.
Il tema è di sicuro interesse non solo per i cristiani di tutte le confessioni impegnati a dare ragione della loro fede, ma anche a livello culturale generale: infatti, negli ultimi tempi si è intensificato attraverso i mass media il dibattito sul Gesù storico, che ha provocato in tanti molta confusione; di qui la necessità di affrontare in modo serio il tema: il Gesù dei singoli vangeli è da considerarsi quel Gesù che ha percorso le strade della Palestina in un contesto storico preciso? E qual è il rapporto tra il Gesù storico e il Cristo morto e risorto su cui si fonda la fede cristiana?
Il corso, aperto a tutti, avrà la guida competente e sicura di Padre Giuseppe Testa, docente di Sacra Scrittura al Collegio Alberoni, e si terrà il primo sabato di ogni mese per una serie di otto incontri (da ottobre a maggio) presso la Casa della Giovane, in Via San Nazaro, 2, dalle 15.30 alle 17.30. Il primo incontro si tiene oggi, sabato, 4 ottobre.
Il SAE comunica che la partecipazione a questa attività per gli insegnanti di tutte le discipline è riconosciuta come aggiornamento, in quanto l’ associazione, a livello nazionale, ha ottenuto l’ accreditamento tra gli enti formatori da parte del Ministero dell’ Istruzione.
giovedì 2 ottobre 2008
Incendiato l'oratorio di Chero, denunciati quattro giovani
Piacenza - Volevano punire altri coetanei, con i quali in passato avevano avuto un litigio all’interno del salone parrocchiale di Chero, nel Comune di Carpaneto Piacentino, i quattro giovani, un maggiorenne e tre minorenni, che il 30 settembre scorso, intorno alle ore 13 hanno appiccato un incendio all’interno della struttura, distruggendo suppellettili e danneggiando seriamente le strutture murarie. Un 18enne, un 17enne e due 16enni tutti studenti abitanti nel comune di Cadeo (PC), sono stati denunciati dai carabinieri di Fiorenzuola in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Piacenza e quella Minorile di Bologna.
I danni provocati sono valutati intorno ai quindicimila euro.
I danni provocati sono valutati intorno ai quindicimila euro.
NOMINE/Padre Devis Rocco a Fiorenzuola
Comunicato della Cancelleria vesvovile
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 22 settembre 2008 il M.R. Rocco padre Devis OCD è stato nominato vicario parrocchiale della parrocchia di San Fiorenzo in Fiorenzuola d’Arda, Provincia di Piacenza. Lascia i precedenti incarichi.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 22 settembre 2008 il M. R. Illica don Giuseppe, parroco di Castelsangiovanni, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia dei SS. Antonio e Savino in Fontana Pradosa, Comune di Castelsangiovanni, Provincia di Piacenza, resasi vacante in seguito alla rinuncia legittimamente accettata dell’ultimo titolare il M. R. Bocedi don Vittorio.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 22 settembre 2008 il M. R. Gaggero don Luigi, parroco di Casanova Val Tidone, è stato nominato per il quinquennio 2008-2013 cappellano della Casa di Riposo Mons. Castagnetti in Pianello Val Tidone, Provincia di Piacenza. Mantiene i precedenti incarichi.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano un data 24 settembre 2008 il M. R. Cattadori don Francesco, è stato nominato parroco della parrocchia di San Pietro Apostolo in Saliceto, Comune di Cadeo, Provincia di Piacenza, “sede vacante” di cui attualmente era amministratore parrocchiale. Mantiene i precedenti incarichi.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 24 settembre 2008 il prof. Giovanni Marchioni, diacono permanente, è stato confermato per il quinquennio 2008-2013 nell’incarico di direttore dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica.
Piacenza, dalla Curia Vescovile,
martedì 30 settembre 2008,
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 22 settembre 2008 il M.R. Rocco padre Devis OCD è stato nominato vicario parrocchiale della parrocchia di San Fiorenzo in Fiorenzuola d’Arda, Provincia di Piacenza. Lascia i precedenti incarichi.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 22 settembre 2008 il M. R. Illica don Giuseppe, parroco di Castelsangiovanni, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia dei SS. Antonio e Savino in Fontana Pradosa, Comune di Castelsangiovanni, Provincia di Piacenza, resasi vacante in seguito alla rinuncia legittimamente accettata dell’ultimo titolare il M. R. Bocedi don Vittorio.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 22 settembre 2008 il M. R. Gaggero don Luigi, parroco di Casanova Val Tidone, è stato nominato per il quinquennio 2008-2013 cappellano della Casa di Riposo Mons. Castagnetti in Pianello Val Tidone, Provincia di Piacenza. Mantiene i precedenti incarichi.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano un data 24 settembre 2008 il M. R. Cattadori don Francesco, è stato nominato parroco della parrocchia di San Pietro Apostolo in Saliceto, Comune di Cadeo, Provincia di Piacenza, “sede vacante” di cui attualmente era amministratore parrocchiale. Mantiene i precedenti incarichi.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 24 settembre 2008 il prof. Giovanni Marchioni, diacono permanente, è stato confermato per il quinquennio 2008-2013 nell’incarico di direttore dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica.
Piacenza, dalla Curia Vescovile,
martedì 30 settembre 2008,
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi
Argomenti
Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio,
Nomine
mercoledì 1 ottobre 2008
Cristiani e musulmani, alla ricerca di una parola comune
Piacenza - “Tra noi e voi. Alla ricerca di una ‘parola comune’ tra cristiani e musulmani”. E' il tema del convegno in programma mercoledì 8 ottobre alle ore 21 al Cinema President a Piacenza. Alla serata interverranno il gesuita Samir Khalil Samir, esperto di islam, e l’imam di Milano Yahya Sergio Yahe Pallavicini. La serata è promossa dalla Commissione diocesana per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso in collaborazione con il Nuovo Giornale, settimanale della diocesi di Piacenza – Bobbio.
Argomenti
Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio
venerdì 26 settembre 2008
Il vescovo Ambrosio riceve il Duca di Parma
Domani pomeriggio, sabato 27 settembre, alle ore 16,30, a Palazzo Vescovile, una delegazione guidata dal duca Carlo Ugo di Borbone Parma consegnerà al vescovo monsignor Gianni Ambrosio l’onorificenza di Senatore di Gran Croce del Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio. Prima della cerimonia ufficiale, il Duca incontrerà in forma privata il vescovo monsignor Ambrosio.
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Morto monsignor Balducci, una vita contro il demonio

Monsignor Corrado Balducci, una vita spesa a lottare contro il diavolo, demonologo e teologo, esorcista della diocesi di Roma, e' morto a 85 anni, il 20 settembre, ma la notizia e' stata diffusa solo ad esequie avvenute per volere dei familiari. In questa foto lo si ritrae assieme al piacentino monsignor Antonio Lanfranchi in una conferenza tenutasi lo scorso anno a Sarsina, la diocesi (Cesena-Sarsina) di cui Lanfranchi è vescovo.
Argomenti
Antonio Lanfranchi,
Esorcista
Un sito su San Corrado
Devoti di Calendasco segnalano il sito
del San Corrado piacentino, cui partecipano laici e religiosi da Noto, Roma e Piacenza.
Si chiama l'Araldo di San Corrado e riporta notizie sulle attività dei gruppi.
del San Corrado piacentino, cui partecipano laici e religiosi da Noto, Roma e Piacenza.
Si chiama l'Araldo di San Corrado e riporta notizie sulle attività dei gruppi.
venerdì 19 settembre 2008
CARITAS/La prima volta di un non sacerdote
Piacenza - Per la prima volta da quasi quarant’anni a questa parte il direttore della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio non è un sacerdote ma un laico (sia pur consacrato). Il vescovo Gianni Ambrosio ha nominato il diacono Giuseppe Chiodaroli alla guida di quella che può essere a ragione chiamata la holding della carità piacentina. Sostituisce monsignor Giampiero Franceschini che a 69 anni torna a fare il parroco, stavolta in San Savino. Lo ha reso noto la Curia di piazza Duomo con una comunicazione ufficiale firmata dal cancelliere vescovile don Mario Poggi. Comunicazione in cui si fa sapere che, con sei decreti vescovili distinti, monsignor Gianni Ambrosio ha nominato altrettante persone in posti chiave dell’organigramma ecclesiastico diocesano. I decreti risalgono a venerdì 12 settembre scorso ma sono stati pubblicati solo ieri mattina: sette giorni dopo. Con la scelta di Chiodaroli al vertice della Caritas fino al 2013, monsignor Ambrosio compie una piccola rivoluzione nella diocesi piacentina. Mette un non sacerdote in un posto che da quasi quarant’anni a questa parte era stato occupato da don Giuseppe Venturini prima, don Mauro Stabellini poi e, infine, da monsignor Franceschini. Solo il vescovo Enrico Manfredini osò di più: mise alla guida della Caritas diocesana una coppia di laici sposati, Umberto Chiappini e Giulia Vaciago. Se allora fu un caso probabilmente unico in Italia, oggi, a dire il vero, la mossa di Ambrosio si adegua a quelle di molti altri vescovi che hanno già nominato a capo dell’ufficio diocesano della carità laici o diaconi permanenti. Giuseppe Chiodaroli, 59 anni, già sindacalista, nel 1994 fu candidato al senato per il collegio di Piacenza. Non venne eletto, ma con la coalizione di centro Patto per l’Italia ottenne un lusinghiero 15,2 per cento. Era già diacono, essendo stato ordinato il 26 maggio del 1985. Coniugato, con tre figli, vive a San Rocco al Porto dove svolge il ministero presso la locale parrocchia in diocesi di Lodi. Oltre a collaborare con l’associazione La Ricerca, Chiodaroli è oggi conosciuto per essere il direttore dello Svep (il centro servizi del volontariato). Strettamente collegati i destini di monsignor Giampiero Franceschini e don Gianmarco Guarnieri. Il primo, dopo 12 anni di direzione della Caritas diocesana, ritorna in parrocchia. Il vescovo lo ha nominato alla guida di San Savino. Manterrà anche l’incarico di direttore dell’ufficio missionario diocesano. Da San Savino se ne va invece, dopo sette anni, don Guarnieri. Il 52enne sacerdote originario di Gropparello è stato nominato direttore spirituale del seminario vescovile di Piacenza conservando il medesimo incarico presso il Collegio Alberoni. Altre nomine importanti: don Paolo Mascilongo (39 anni, vicario parrocchiale di San Nicolò) sarà direttore dell’Ufficio catechistico diocesano per il quinquennio 2008-2013 al posto di don Riccardo Lisoni; don Francesco Cattadori (amministratore parrocchiale di Saliceto) direttore dell’Ufficio pastorale del matrimonio e della famiglie per il quinquennio 2008-2013 al posto di don Franco Capelli che è stato riconfermato consulente ecclesiastico dell’Istituto “La Casa” di Piacenza, sempre per il quinquennio 2008-2013, conservando la mansione di parroco nella chiesa di San Vittore.
Federico Frighi
Federico Frighi
DUOMO/Le formelle rivivono grazie ai disabili
Piacenza - (fri) Le otto formelle del duomo di Piacenza rivivono per la prima volta, a grandezza quasi naturale, dalle mani di nove cittadini disabili del centro diurno riabilitativo “Il Faro” (di via Buozzi) che le candidano a souvenir della città. È il cosìddetto ciclo dei Paratici (delle Corporazioni): opere d’arte forse meno conosciute di altre ma certamente tra le più significative della cattedrale di Piacenza. Le firme (scolpite sulle colonne) di coloro che, quasi mille anni fa, contribuirono a realizzare un’opera grandiosa che ancora oggi rimane non solo come presenza religiosa principale della Chiesa piacentina, ma un simbolo di come alla sua realizzazione abbia contribuito l’intera società civile del tempo. Ciabattini, carradori (i meccanici dei carri), mercanti di stoffa, calzolai, tintori, fornai, pellegrini hanno sentito «motivo di fierezza poter partecipare all’edificazione del tempio», come ha scritto il vescovo Luciano Monari in un passo del libro “Non mi vergogno del Vangelo”.
L’idea di riprodurre le formelle spiegano gli educatori Ausl, Enzo Dolcini e Stefania Reboli, è nata qualche tempo fa un poco in sordina ed ha ricevuto la benedizione dello stesso vescovo Monari. «Cercavamo un oggetto che potesse assumere in sè la caratteristica della piacentinità e la facilità della lavorazione - evidenzia Dolcini - abbiamo visto le otto formelle fotografate in bianco e nero in una vetrinetta del Duomo e ci siamo ispirati». La loro riproduzione, in terracotta o in gres, rappresenta un’attività di manipolazione molto semplice che possono appunto fare anche coloro che soffrono di gravi disabilità.
La creta viene applicata su stampi in gesso (regalati da un volontario miniaturista), cotta in un piccolo forno realizzato nella struttura di via Buozzi e successivamente antichizzata. Un percorso, tra cottura e preparazione finale, della durata di un paio di settimane per formella. Il gruppo dei disabili adulti dalla nascita è formato da nove persone dai 40 ai 60 anni. Il ricavato delle offerte per le formelle viene utilizzato per la vita del centro. Un esempio? «Partiamo tutti quanti col pullmino ed andiamo in pizzeria a mangiarci una pizza. Tutto viene condiviso».
Il testo integrale su Libertà del 18 settembre 2008
L’idea di riprodurre le formelle spiegano gli educatori Ausl, Enzo Dolcini e Stefania Reboli, è nata qualche tempo fa un poco in sordina ed ha ricevuto la benedizione dello stesso vescovo Monari. «Cercavamo un oggetto che potesse assumere in sè la caratteristica della piacentinità e la facilità della lavorazione - evidenzia Dolcini - abbiamo visto le otto formelle fotografate in bianco e nero in una vetrinetta del Duomo e ci siamo ispirati». La loro riproduzione, in terracotta o in gres, rappresenta un’attività di manipolazione molto semplice che possono appunto fare anche coloro che soffrono di gravi disabilità.
La creta viene applicata su stampi in gesso (regalati da un volontario miniaturista), cotta in un piccolo forno realizzato nella struttura di via Buozzi e successivamente antichizzata. Un percorso, tra cottura e preparazione finale, della durata di un paio di settimane per formella. Il gruppo dei disabili adulti dalla nascita è formato da nove persone dai 40 ai 60 anni. Il ricavato delle offerte per le formelle viene utilizzato per la vita del centro. Un esempio? «Partiamo tutti quanti col pullmino ed andiamo in pizzeria a mangiarci una pizza. Tutto viene condiviso».
Il testo integrale su Libertà del 18 settembre 2008
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