giovedì 18 dicembre 2008
Monsignor Negri: Manfredini gigante della Chiesa
«Per Manfredini Cristo era veramente il centro di tutto, e su questa base nacque la sua amizia con don Giussani» inizia a raccontare. «Quando parlava di Gesù Cristo si commuoveva. Nella sua camera di preghiera, dopo una certa ora non poteva entrare nessuno. Aveva stabilito un’intimità con Cristo». Com’è nel suo carattere, Negri non le manda a dire: «Oggi il punto più segreto dei nostri preti è dove c’è internet e la tv al plasma - prova a fare un confronto -. Manfredini nella sua casa aveva invece creato una struttura fisica che gli consentiva l’approfondimento del rapporto con il Signore come se fosse in clausura, come se fosse un contemplativo». Gli anni del seminario, quelli della parrocchia di Varese, la grande sintonia con Giovanni Battista Montini (poi papa Paolo VI), il periodo piacentino, quello bolognese. Monsignor Negri, in quaranta minuti fa rivivere la figura di Manfredini: «L’affezione totale per Cristo dunque, poi la straordinaria capacità di amicizia con tutti e l’incredibile capacità di lavoro. Si preparava, non c’era nessuna approssimazione nelle cose che faceva; si veda ad esempio la costruzione dell’intervento in Uganda». Ancora: «La passione per l’insegnamento della religione, la volontà di qualificare al massimo gli insegnanti per essere una presenza della Chiesa nella società, la volontà di influire sulla vita della società, la dimensione educativa fondamentale per far crescere il senso critico». Un riformatore ma nella tradizione: «In forza della grandezza e della vitalità della tradizione, assunse coraggiosamente prospettive e vie nuove». La missione: «Capì subito che tutto si giocava nella missione come dimensione della Chiesa, mettendo al centro un progetto preciso su cui misurare la capacità di rispondere da parte del suo popolo. L’obiettivo era quello di arrivare nella vita sociale senza volontà egemoniche ma attraverso il dialogo tra identità consapevoli». L’altro grande tema fu quello dell’educazione dei giovani, la non delega alle strutture scolastiche laiche: «Manfredini fu tra i primi vescovi italiani che negli anni Settanta ricominciò a parlare di scuola libera, di una scuola che esprimesse una continuità sostanziale della tradizione culturale della famiglia». Negri ricorda l’invito agli studenti di Bologna a salire al santuario di San Luca per riflettere sul senso della vita. Aderirono più di cinquemila ragazzi. L’iniziativa gli costò una denuncia per interruzione di pubblico servizio da parte di un preside cattolico. «La libertà della scuola per Manfredini è il più grosso aiuto che si possa dare alla democrazia - osserva -. Non può esistere una società democratica se i cattolici non sono presenti con la loro identità spirituale e culturale che è evidentemente più profonda di tutte le altre tradizioni».
fri
Il testo integrale si trova su Libertà di ieri 17 dicembre 2008
martedì 16 dicembre 2008
Domenica 21 il concerto di Natale di Sacricorridoi
Il giovane quartetto è composto da musicisti eclettici che vantano una formazione poliedrica ed esperienze professionali in diversi generi musicali. Di recente formazione, il quartetto offre un repertorio variegato proponendo melodie cantabili e ritmi travolgenti senza rinunciare ad arrangiamenti originali e virtuosismi.
Il concerto è organizzato da SACRICORRIDOI in collaborazione con GAZZOLA CONSULENZA IMMOBILIARE (sponsor), con il patrocinio del COMUNE DI RIVERGARO ed il prezioso aiuto del Circolo Sant'Agata della parrocchia di Rivergaro e di Tramballando.
lunedì 15 dicembre 2008
Ambrosio: nel 2009 ripartiamo dall'essenziale
«Sarebbe davvero buona cosa se, aiutandoci reciprocamente, ci sforzassimo di mettere al centro la dimensione educativa, il far crescere, il promuovere, l’offrire un orizzonte più ampio rispetto ai problemi della vita quotidiana. Il clima culturale complessivo deve essere di crescita intelligente, non solo per i bambini ma per tutti, anche per le persone adulte. Ecco perché parlo di formazione permanente». Non è un caso che alla fine di maggio del 2009 la diocesi di Piacenza-Bobbio faccia partire la missione popolare. «Far partire una missione popolare è la consapevolezza che abbiamo bisogno di uno spazio per ritrovare gli elementi portanti della nostra vita cristiana, ecclesiale, sociale. Se noi riusciamo ad evidenziare ciò che veramente conta nella vita, abbiamo già fatto la missione popolare: perchè avremo trovato l’essenziale. Poi potremo realizzare questa e quell’altra cosa. Ma partendo da lì. Desidererei proprio, nel nuovo anno, che l’aspetto di educazione di base e missione popolare convergessero e ponessero al centro la realtà della famiglia e della scuola».
fed.fri.
Il testo integrale su Libertà del 13 dicembre 2008
sabato 13 dicembre 2008
Ambrosio, un anno a Piacenza: fare il vescovo cambia la vita
«Piacenza è una realtà con aspetti interessanti e positivi e con molte potenzialità. È davvero consistente il numero delle persone che fa volontariato sia un forma organizzata sia in forma diffusa nel tessuto sociale. È un aspetto molto importante per Piacenza, in un momento in cui l’individualismo segna troppo la nostra realtà sociale e culturale. Questa attenzione all’altro e la disponibilità al servizio sono elementi fondamentali. Un’altro aspetto di positività è l’intraprendenza, sia sul versante pastorale - in moltissime parrocchie scorgo un impegno che desta in me stupore e meraviglia - sia su quello sociale ed economico».
Fare il vescovo le ha cambiato la vita?
«Molto. Non hai più un attimo a tua disposizione, forse anche per il mio difetto di non dire mai di no agli incontri e alle richieste. Risulta difficile trovare anche i cinque minuti per la lettura del giornale, per la meditazione personale o per la telefonata alla persona amica che ha bisogno. La vita è cambiata nel senso che sei al servizio totale ed integrale della diocesi».
Luci ed ombre. Il vescovo Monari appena arrivato a Brescia si è trovato un sacerdote indagato per pedofilia; lei si trova, nel suo primo anno di episcopato, con tre sacerdoti (due diocesani e uno no) indagati per reati contro la morale sessuale e il patrimonio. Che cosa sta succedendo nella Chiesa?
«Io penso che ci sia davvero anche un accanimento sulla Chiesa. In America è uscito un libro di un non cattolico che sostiene proprio questa tesi: un accanimento pilotato contro la Chiesa sugli aspetti sessuali. Pur sapendo che le fragilità, le debolezze, le meschinità sono presenti in ogni persona, credo che occorrerebbe, anche da parte della stessa opinione pubblica, saper valutare e discernere per condannare ciò che deve essere condannato (così come il Papa ha fatto); ma penso anche che vi sia un accanimento probabilmente pilotato da parte di certa stampa. L’immagine che si intende far emergere è negativa perché la Chiesa è l’unica forza morale che si oppone alla deriva del relativismo, all’immoralità che invece trova, soprattutto presso i mass media, la sua piena cittadinanza. Se evidenziamo solo i limiti, molto spesso non riusciamo a comprendere i tanti aspetti belli e positivi».
Crisi economica e recessione. Nell’ultimo consiglio presbiterale si è rivolto ai parroci esortandoli a essere amministratori e più oculati nelle spese. Che cosa voleva dire?
«Prima di tutto vorrei rispondere alla prima parte della domanda. Credo che un po’ di saggezza storica ci faccia comprendere che ci sono periodi di vacche grasse e di vacche magre. Se siamo in un momento di difficoltà non credo che si debba sempre esagerare. Sennò a forza di vedere nero, tutto diventa nero>.
Come dice Berlusconi.
«Certamente. Ma questo fa parte della vita; questo lo hanno fatto i nostri vecchi. La Bibbia le vacche magre le ha sempre evidenziate. In generale l’atteggiamento dei profeti invita alla speranza e alla fiducia».
Si diceva dei parroci...
«Ho ricordato che i beni sono del popolo di Dio, non di nostra personale proprietà. Per cui l’amministrazione deve essere lineare, trasparente, oculata. Anche vedere se certe iniziative vanno sostenute oppure no».
La priorità?
«Va data ai luoghi di culto: la casa di Dio in mezzo a quelle degli uomini è molto importante. La storia lo attesta, così come quella della nostra cattedrale. Non credo che allora ci fossero così tanti soldi, eppure hanno fatto una cosa bella e, a partire da questa, anche le case degli uomini sono diventate più belle. San Nicolò e Roveleto di Cadeo sono due esempi di possibili nuovi luoghi di culto. L’altro ambito è l’attenzione ai bisogni economici ma anche sociali e spirituali».
Come sta affrontando la diocesi la convivenza con gli immigrati non sempre facile?
«Credo che il punto di riferimento religioso per gli immigrati sia molto importante. Grande accoglienza dunque non solo da un punto di vista materiale (qui la Caritas fa cose splendide) ma anche da quello spirituale».
C’è un evento particolare che in quest’anno l’ha colpita?
«La celebrazione della notte di Pasqua in una cattedrale gremita. Con il battesimo di una decina di persone arrivate a Piacenza da tutte le parti del mondo. In quel momento, davvero, ho pensato alla bellezza del cattolicesimo che ha le porte aperte per ogni cultura, l’attenzione per ogni persona desiderosa di cercare Dio e di trovare la gioia nel cuore. Per me è stato un momento commovente».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi 13 dicembre 2008
Torna San Corrado sul calendario liturgico
Il testo integrale su Libertà del 12 dicembre 2008
giovedì 11 dicembre 2008
Padre Kizito: dalle baraccopoli si può uscire

Piacenza - «Torneremo qui ma solo per studiare. Vogliamo vivere in Kenya». Martin, 16 anni, per la prima volta è uscito dalla baraccopoli di Nairobi, per la prima volta ha visto l’Italia, Piacenza, la neve. È uno dei 18 ragazzi che, grazie all’ong Amani e a una rete di solidarietà, fa parte del Kivuli team, il gruppo che ieri era a Piacenza per la penultima tappa del suo tour in Italia.
Sono alcuni dei 60mila figli della povertà estrema che popolano la baraccopoli di Nairobi. Amani e il missionario comboniano padre Kizito Sesana ne hanno salvati 250 in alcune case famiglia mentre un altro migliaio vengono raggiunti direttamente nella bidonville. Hanno messo insieme uno spettacolo che fa parte delle attività extrascolastiche. «Alla radice di tutto c’è il grande discorso delle ingiustizie del commercio internazionale - osserva - di governanti che non governano per la loro gente ma sono intrappolati dalle grandi multinazionali. Ecco perché gli africani sono poveri». Una frase che vale più di mille conferenze e convegni. «Questi sono bambini che hanno perso la totale fiducia negli adulti e ne hanno tutte le ragioni - osserva padre Kizito -. Riconquistarla è assolutamente difficile». Il tour volge al termine, padre Sesana accenna ad un bilancio: «Questi bambini sono ragazzi ricchi di gioia, hanno tanto da dare.Uno dei nostri principi è quello di incoraggiare la loro creatività. Noi ci aspettiamo che imparino a vedere anche i problemi degli altri, che si creino una percezione del mondo e del modo con cui rapportarsi al mondo senza diventarne degli imitatori. Se succedesse diversamente sarebbe un disastro».
Padre Kizito è contento: «Abbiamo visto le realtà più belle, i bambini sono stati trattati benissimo, abbiamo visto gente desiderosa di mettersi al servizio, famiglie, alunni, insegnanti delle scuole medie. Abbiamo visto l’Italia migliore, mi piacerebbe pensare che fosse tutta così; sospetto però diversamente. I bambini hanno comunque percepito anche gli altri problemi, hanno visto gli africani in strada, fare i lavori peggiori, chiedere l’elemosina. Si stanno facendo un’idea ed è proprio quello che voglio io: vedere il mondo e comprenderlo con la loro testa». Un segno di speranza: «Senz’altro in Italia c’è tanto razzismo, l’ho letto e l’ho visto di persona, però c’è anche tanta gente che vuole superare questa situazione e mettere in pratica i principi cristiani dell’amore per il prossimo e dell’accoglienza. Oggi, anche a Piacenza, abbiamo fatto incontrare le due parti migliori del Kenya e dell’Italia».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi 11 dicembre 2008
Si ringrazia Prospero Cravedi per la fotografia
martedì 9 dicembre 2008
Don Noberini: nelle opere di Africa Mission il sorriso di don Vittorione
Don Maurizio Noberini, nuovo presidente di Africa Mission
venerdì 5 dicembre 2008
Don Noberini nuovo presidente di Africa Mission
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Il testi integrale su Libertà di oggi 5 dicembre 2008
Parrocchie in rosso, prestiti non restituiti per oltre 1 milione di euro
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Il testo integrale su Libertà di oggi, 5 dicembre 2008
Olivero: giovani patrimonio dell'umanità
Sono proprio i giovani, secondo Olivero, i più poveri di oggi. «Ma quanti giovani devono ancora schiattare, magari di droga, perché il mondo si fermi?» si chiede. «Chi dice che i giovani sono il nostro futuro mente sapendo di mentire - sbotta -. Noi abbiamo fatto un’inchiesta dalla quale emerge che il 97 per cento dei giovani non ha fiducia in nessuna istituzione. L’85 per cento ha paura di vivere in questa società. Non solo: ci hanno detto che si sentono circondati dalla violenza». «Con un patrimonio così importante - dice - noi del Sermig ci siamo intestarditi a mettere i giovani al primo posto. Loro ci chiedono umiltà e verità». Il grande sogno nella mente e nel cuore di Olivero è di invitare Benedetto XVI, Obama, Sarkozy, i grandi scienziati, «non a parlare ma ad ascoltare le vere storie dei giovani. Guardate che qui non c’è del qualunquismo; è il mondo degli adulti e della finanza che deve cambiare. Lo hanno costruito troppo arido». «Non è possibile - evidenzia - che ci siano stipendi di decine di miliardi all’anno. Ma come mai i sindacati, la destra o la sinistra, il vescovo di turno non reagiscono? Di fronte a questo menefreghismo, per forza che i giovani si inventano le nuove droghe».
«Bisogna amarli perdutamente i giovani - incita Olivero -. Se noi siamo cristiani ce ne deve importare, perché l’altro è fondamentale per la nostra eternità, la nostra felicità».
All’incontro ha portato il suo indirizzo di saluto il vescovo Gianni Ambrosio, amico personale di Ernesto Olivero.
«Un uomo di coraggio e con un entusiasmo contagioso - l’ha definito il vescovo -. Uno che sembra voler cercare apposta i problemi irrisolvibili. Sembra che cerchi ogni volta l’ostacolo più alto per superarlo. E alla fine ci riesce».
fri
Il testo integrale su Libertà del 4 dicembre 2008
giovedì 4 dicembre 2008
Parrocchie, troppi bilanci in rosso
Ufficio stampa
Riunione del Consiglio Presbiterale
Il Consiglio Presbiterale Diocesano ha dedicato l’intera mattinata a problemi economici: era un argomento già all’ordine del giorno nella precedente seduta e poi rinviato per mancanza di tempo. Questa mattina il “senato del Vescovo”, riunito nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile sotto la presidenza di mons. Gianni Ambrosio (moderatore don Aldo Maggi), si è soffermato su alcuni problemi proposti dallo stesso Economo della Diocesi, don Giorgio Bosini; li richiamiamo in sintesi:
coinvolgere le unità pastorali e i vicariati nella definizione di criteri condivisi per stabilire le graduatorie di priorità nell’area dell’unità pastorale prima e poi del vicariato;
costituire là dove le parrocchie sono amministrate unicamente da delegati, consigli economici dell’unità pastorale;
avanzare una proposta per affrontare il problema del recupero di crediti pendenti di Parrocchie per mutui interni o prestiti;
uniformare i criteri di determinazione dei canoni di locazione, allineati con i valori di mercato, degli immobili utilizzati sotto qualsiasi forma da soggetti estranei alla parrocchia, per definire i potenziali introiti derivanti del patrimonio immobiliare parrocchiale;
affidare la gestione amministrativa degli immobili parrocchiali, a una società di servizi da costituire.
Molti gli interventi che sono terminati con una valutazione complessiva del Vescovo. Mons. Ambrosio ha preso atto che la situazione economica di molte parrocchie è seria e pertanto dev’esserci l’impegno di tutti nel rispettare la normativa vigente (questo orientamento è uscito anche da molti contributi dei singoli presbiteri). Ovviamente nelle scelte dei vari interventi importanti sono le indicazioni che possono venire dalle Unità pastorali senza trascurare che, a volte, può essere necessario ampliare lo sguardo all’intero vicariato.
Mons. Ambrosio ha poi ricordato che dev’essere sempre chiaro a tutti che i sacerdoti non sono i “padroni” dei beni della Chiesa, ma solo amministratori e tutto deve svolgersi nell’assoluta correttezza e trasparenza. Questo vale anche per i bilanci delle parrocchie, strumenti attraverso i quali deve passare la trasparenza. A questo proposito il Vescovo ha parlato anche di responsabilità morale e non solo giuridica. Dev’essere chiaro per tutti – sintetizziamo sempre le parole di mons. Ambrosio – che è conveniente per tutti agire nella più assoluta chiarezza. E sul piano economico il futuro, vista l’attuale situazione di crisi, non lascia trasparire situazioni di favore. Occorre un impegno serio e di tutti.
Nel dibattito, che ha preceduto le conclusioni del Vescovo, vi sono stati vari contributi, molti anche tecnici e difficili da sintetizzare; i motivi di fondo sono stati però il rispetto della normativa esistente, la priorità alla pastorale, uniformare le realizzazioni alle esigenze delle comunità locali e impegnarsi per sistemare – anche qui senza sanatorie indiscriminate – i conti in rosso di alcune parrocchie.
In apertura della riunione il vicario generale mons. Lino Ferrari aveva dato alcune comunicazioni di vita diocesana: il vescovo mons. Ambrosio è stato nominato recentemente nella commissione episcopale per i laici; il 22 dicembre ricorre il primo anniversario della nomina di mons. Ambrosio a vescovo di Piacenza-Bobbio; domenica in cattedrale alle ore 18,30 verranno ordinati tre diaconi del Collegio Alberoni; il 12 dicembre veglia per i giovani nella Collegiata di Castel San Giovanni; il 16 dicembre ricorre il 25° anniversario della morte di mons. Manfredini: la ricorrenza verrà ricordata con una conferenza del vescovo mons. Luigi Negri alle 17 nella Sala delle Colonne di Palazzo Vescovile e alle 18,30 con una messa in cattedrale presieduta da mons. Ambrosio; dal 26 al 28 gennaio pellegrinaggio diocesano a Roma per l’anno paolino guidato da mons. Ambrosio.
Il Consiglio presbiterale tornerà a riunirsi il 12 febbraio del prossimo anno.
Piacenza 4 dicembre 2008
martedì 2 dicembre 2008
Aids, uno spot dai giovani per i giovani
Di seguito pubblichiamo l'intero bando rivolto ai ragazzi delle quarte superiori del Piacentino.
1. Progetto
L'Associazione “LA RICERCA” e U.O.Malattie Infettive dell'AUSL di Piacenza
indicono la 1° edizione del ConCorso +ALDIL’AIDS rivolto agli studenti delle classi quarte superiori di Piacenza e provincia sul tema della prevenzione dell’AIDS per l’anno scolastico 2008-2009.
+ALDIL’AIDS è un concorso di idee su tematica a rilevanza sociale, finalizzato alla realizzazione di spot o campagna pubblicitaria cartacea che siano strumento di sensibilizzazione o di denuncia su una tematica di interesse etico- sociale, da svilupparsi in una dimensione “non commerciale” utilizzando il linguaggio pubblicitario per tv, stampa/affissioni, altri mezzi (radio, web, below the line, mezzi non convenzionali).
L'obiettivo è invitare i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori a riflettere sulla rilevanza dei comportamenti rispetto all’esposizione al rischio d'infezione e promuovere un percorso di autoresponsabilizzazione circa i propri comportamenti.
Il ConCorso si articola in due momenti:
Nella prima fase si prevede la realizzazione di tre o quattro interventi di operatori dell’associazione e dell’U.O. Malattie Infettive, concordati con i docenti. Al termine saranno distribuiti i moduli da compilare per iscriversi al concorso di idee.
Successivamente, i partecipanti iscritti invieranno i loro elaborati.
2. Partecipazione
Gli Istituti scolastici superiori di Piacenza e del territorio provinciale che vogliano concorrere al premio devono inviare la scheda di adesione compilata in ogni sua parte entro 31 dicembre 2008 all’Ufficio Comunicazione dell’Associazione LA RICERCA (Stradone Farnese, 96, Piacenza).
L’invio potrà essere effettuato via e-mail all’indirizzo ufficiostampa@laricerca.net o tramite fax al numero 0523.328903 (all’attenzione di Ufficio Stampa Comunicazione). La partecipazione al concorso è gratuita.
Gli elaborati dovranno pervenire entro venerdì 18 Giugno 2009 alle 12.00.
3. Giuria
I progetti saranno valutati da una commissione giudicatrice i cui componenti saranno nominati tra creativi pubblicitari e professionisti della comunicazione, docenti, esponenti di istituzioni ed associazioni.
La commissione giudicatrice valuterà i lavori creativi secondo i seguenti criteri:
- correttezza lessicale e linguistica
- attinenza ai temi proposti e rispondenza agli obiettivi (spot NON COMMERCIALE a tematica sociale).
- originalità e creatività e innovazione dei temi trattati
- ricerca documentaria
- replicabilità
Ad ogni elaborato sarà attribuito un punteggio, da uno a dieci per ogni componente giudicante
Risulterà vincitore l’elaborato che avrà ottenuto il maggior punteggio.
4. Premi
La commissione procederà alla selezione dei tre migliori elaborati e gli Istituti scolastici vincitori riceveranno i seguenti premi:
I classificato: collaborazione alla produzione dell’idea creativa sotto la direzione di professionisti della comunicazione
II classificato: attrezzature didattiche o libri
III classificato: attrezzature didattiche o libri
A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato.
1. Comunicazioni di vincita
La cerimonia di premiazione avverrà alla presenza delle Istituzioni il 1 Dicembre 2009. I nominativi dei vincitori e delle vincitrici saranno resi pubblici in occasione della cerimonia di premiazione.
sabato 29 novembre 2008
Monari e Lanfranchi insieme a Cesena
Costruiti attorno al quesito “Se questo è un uomo”, in questa seconda edizione i Dialoghi si muoveranno “alla ricerca della verità”. Dalla ricerca del senso della vita di un anno fa, si scruterà l’uomo in rapporto a un altro grande dilemma: da che parte sta la verità? Dopo il primo incontro di dicembre, seguiranno quattro appuntamenti, tutti nel primo lunedì del mese, da febbraio a maggio, con una sosta nel mese di gennaio.
Il 2 febbraio è atteso a Cesena Magdi Cristiano Allam, lunedì 2, sarà la volta del noto psicopedagogista Pietro Lombardo. La giornalista e opinionista di Avvenire Marina Corradi, lunedì 6 aprile parlerà di “corpo e persona”, mentre lunedì 4 maggio lo scienziato di fama mondiale Antonino Zichichi. Fortemente voluti dal vescovo Antonio Lanfranchi, i Dialoghi sono “un percorso di riflessione e di proposta. Un luogo in cui mettere in relazione le attese umane e il dono della fede, la ragione e la speranza. Si tratta di “dialoghi” - ha scritto monsignor Lanfranchi - perché vogliamo che abbiano il taglio della ricerca condivisa, dell’incontro esistenziale, della fecondità proveniente dal confronto e dall’ascolto reciproco. E sono “per la città”, ossia rivolti a tutti, nessuno escluso. Perché non c’è persona che non si interroghi sul significato del vivere, sui cardini esistenziali della propria esperienza, su cosa sia lecito attendere e cercare per il futuro”.
giovedì 27 novembre 2008
Insegnante e credente
Piacenza - Ufficio per la Pastorale della Scuola, Cooperativa Cattolica per la Scuola e la Formazione Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC),Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi (UCIIM), Associazione Didattica e Innovazione Scolastica (DIESSE), Federazione “Le Stelle” della Diocesi di Piacenza/Bobbio promuovono il convegno: L’INSEGNANTE CREDENTE.
Riflessione condotta dal prof. Pierpaolo Triani docente Università Cattolica, sede di Piacenza, presidente dell’Azione Cattolica Diocesana.
L'appuntamento è per LUNEDÌ 15 DICEMBRE 2008 ORE 17/18,30 Sala delle Colonne – Palazzo Vescovile (all’interno sono disponibili alcuni posti macchina). Seguirà la Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Eliseo Segalini, Vicario Episcopale per la Pastorale Sociale e del Lavoro, per la Cultura Cattedrale ore 18,30.
«Proprio l’attuale emergenza educativa fa crescere la domanda di un’educazione che sia davvero tale: quindi, in concreto, di educatori che sappiano essere testimoni credibili di quelle realtà e di quei valori su cui è possibile costruire sia l’esistenza personale sia progetti di vita comuni e condivisi. Questa domanda, che sale dal corpo sociale e che coinvolge i ragazzi e i giovani non meno dei genitori e degli altri educatori, già di per sé costituisce la premessa e l’inizio di un percorso di riscoperta e di ripresa che, in forme adatte ai tempi attuali, ponga di nuovo al centro la piena e integrale formazione della persona umana».
«Siamo tutti interpellati dall’educare, siamo tutti coinvolti nell’educazione. E allora, proprio perché l’educazione nasce dall’incontro di soggetti liberi e si sviluppa nella relazione, credo che sia importante favorire il dialogo, l’incontro, la collaborazione.
Tra noi, innanzi tutto, all’interno della nostra comunità ecclesiale, ma anche tra noi in senso ampio, collaborando con i diversi soggetti educativi. Non lavoriamo per noi ma per tutti i fratelli, per i giovani, per le famiglie, per il bene della vita sociale. Non si cresce se non insieme: vale per ogni ambito della vita, vale innanzi tutto per l’educazione che è come un generare alla vita.»
lunedì 24 novembre 2008
Messa di guarigione per i malati
La C a p p e l l a n i a e il C o n s i g l i o P a s t o r a l e
(Via Campagna, 68 Piacenza) organizzano una celebrazione eucaristica per i malati.
P R O G R A M M A
- S. Rosario e Confessioni
- Catechesi - mons. Giuseppe Busani
- Santa Messa con l'esorcista di Parma, don Pietro Viola,
e monsignor Giuseppe Busani
- Preghiera di Guarigione
- Preghiera di Liberazione
- Al termine della S. Messa ascolto
delle persone che lo richiedono
Giovedì 27 novembre 2008 - ore 15
Chiesa di San Giusepe all’Ospedale
Via Campagna, 68 - Piacenza
domenica 23 novembre 2008
I cristiani e l'India, madre Giovanna Alberoni racconta
Ufficio stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Consiglio pastorale diocesano, nella Pentecoste del 2009 il via alla missione popolare
Diocesi di Piacenza-Bobbio Ufficio stampa
Riunione del Consiglio Pastorale Diocesano
Piacenza - Sotto la presidenza del vescovo mons. Gianni Ambrosio si è riunito questa mattina alla Bellotta di Pontenure il Consiglio Pastorale Diocesano chiamato a fare il punto sul cammino fatto finora nell’anno pastorale, che ha come tema l’educazione, e a prendere visione del programma di massima della missione popolare diocesana che, dai prossimi mesi, impegnerà, per tre anni, tutta la comunità piacentina - bobbiese. I lavori sono stati coordinati da mons. Giuseppe Busani, vicario episcopale per la pastorale, e dal prof. Pierpaolo Triani, segretario del Consiglio. E’ stato lo stesso Triani a fare una sintesi dei documenti con i quali Benedetto XVI entra nel merito del tema dell’educazione, analisi che hanno fatto parlare il Papa di “urgenza educativa”. Vi sono stati poi interventi di direttori di uffici e di singoli consiglieri su singole iniziative programmate in diocesi: don Paolo Mascilongo, direttore dell’ufficio catechistico, ha parlato della prossima mostra su San Paolo in programma dall’8 al 30 gennaio nell’oratorio di San Cristoforo (previste diverse iniziative collaterali); don Paolo Camminati ha illustrato i programmi della pastorale giovanile tra cui la decima edizione del “Tour de vie” previsto dal 29 luglio al 5 agosto del prossimo anno in Terrasanta; don Virgilio Zuffada ha richiamato l’attenzione sulle iniziative per la pastorale della salute; il diacono Giuseppe Chiodaroli ha ricordato che il 14 dicembre si terrà una giornata per la carità; don Francesco Cattadori ha preannunciato un incontro dedicato alle famiglie mentre altri consiglieri hanno spostato l’attenzione su singole parrocchie.
Un altro tema all’ordine del giorno era la prossima missione popolare diocesana: mons. Busani ha richiamato in breve il programma: dal 16 aprile al 31 maggio 2009 si terranno incontri con il clero e con gli organi rappresentativi nei vari vicariati (con la presenza di don Luigi Mosconi); nello stesso periodo incontro con gli organismi diocesani di partecipazione (Consigli Pastorale e Presbiterale, aggregazioni laicali,...); veglia di Pentecoste del 2009 annuncio ufficiale della missione; settembre 2009 convegno pastorale di preparazione: ottobre 2009 chiamata dei missionari; gennaio – giugno 2010 periodo di formazione dei missionari; settembre 2010 – Pentecoste 2011 celebrazione della missione.
In chiusura il vescovo mons. Ambrosio, ricollegandosi a quanto dibattuto in precedenza, ha sottolineato che sul tema dell’educazione i cattolici si trovano a compiere un cammino che viene da lontano. Occorre solo riprendere e verificare i punti di riferimenti e le finalità. Ha ammesso che oggi vi sono difficoltà oggettive, ma non si deve cedere al pessimismo; occorre avere sempre presente che il cuore dell’educazione è lo stesso Cristo; nel processo educativo sono opportune tutte le distinzioni, ma non si può cadere nella separazione: educare alla vita vuol dire accogliere la vita come dono, pertanto l’educazione è sempre un fatto religioso, senza distinzioni. Tre i settori che meritano una particolare attenzione: giovani, famiglia, malati e sofferenti. Mons. Ambrosio si è soffermato anche sulla prossima missione che deve partire non tanto da documenti ufficiali, ma da un convincimento sentito. Missione rivolta agli stessi credenti o ai lontani, secondo una terminologia del passato? Per mons. Ambrosio tutti noi abbiamo bisogno di essere evangelizzati e fondamentale è l’ascolto. Occorre dissodare il terreno perché possa accogliere il seme. Il Consiglio pastorale tornerà a riunirsi il 21 febbraio prossimo e probabilmente il tema sarà la missione popolare.
Piacenza 22 novembre 2008
venerdì 21 novembre 2008
Don Dosi, diocesi e università siano più vicine
Perchè la scelta è caduta su di lei?
«Molto probabilmente perchè monsignor Ambrosio mi conosceva già da alcuni anni. Avendo io una certa età posso rappresentare una visione più matura della vita, più pacata e globale delle relazioni con le realtà ecclesiali, le persone, specialmente i sacerdoti, le varie istituzioni che interagiscono con il vescovo».
A quando risale il suo primo incontro con monsignor Ambrosio?
«L’ho conosciuto per la prima volta nella primavera del 2001 quando venne nominato assistente ecclesiastico generale della Cattolica».
Che effetto le ha fatto incontrarlo da vescovo della sua diocesi?
«È prassi ormai consolidata che gli assistenti generali della Cattolica vengano nominati vescovi. Però non pensavo proprio che la sua candidatura fosse orientata su Piacenza. È stata una piacevole sorpresa».
Anche lei dalla Cattolica alla Curia di Piacenza, dunque.
«La Cattolica è stata la mia palestra sacerdotale. Nell’87 sono stato ordinato sacerdote. Ho iniziato in Cattolica il primo settembre dell’88. Nel mio ministero ho avuto l’occasione di collaborare intensamente con parrocchie di città (Santissima Trinità) e provincia (Podenzano), di attuare la cosiddetta pastorale universitaria, che consiste nel far interagire il messaggio religioso con le realtà dell’ateneo (docenti, personale tecnico e amministrativo e studenti). L’insegnamento e la direzione del collegio Sant’Isidoro, inoltre, mi hanno dato la possibilità di vivere in modo del tutto speciale e quasi unico il mio essere prete. Questa esperienza mi ha segnato in modo fortissimo e non potrà mai essere cancellata».
Come si vede la Chiesa piacentina dall’università di San Lazzaro?
«Dalla Cattolica si vede una diocesi molto vivace, che ama interrogarsi sui problemi ecclesiali e sociali, una diocesi che vive l’inizio del secondo millennio con le ansie e le preoccupazioni della mentalità contemporanea, ma una diocesi anche ricca di tantissima fiducia nei suoi responsabili e nelle sue guide. Se posso esprimere un auspicio, vorrei che ci fosse un’interazione più intensa tra chiesa diocesana e mondo universitario».
La prima cosa che farà da segretario?
«Dovrò imparare a gestire l’agenda del vescovo che vedo molto densa di impegni e ascoltare attentamente don Giuseppe Basini sulla cui pazienza e bontà conto tanto».
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Il testo pubblicato su Libertà di oggi 21 novembre 2008