venerdì 14 maggio 2010

Africa Mission per l'Uganda, abbiamo riso per una cosa seria

Il 15 e 16 maggio torna la campagna “Abbiamo RISO per una cosa seria” promossa da FOCSIV: la più grande Federazione italiana di Organismi di volontariato internazionale, insieme a 22 suoi soci, sarà presente in oltre 700 piazze italiane, per raccogliere fondi a sostegno di progetti di diritto al cibo nel Sud del mondo. Secondo i dati Fao (dic. 2009), il numero delle persone che soffre la fame nel mondo oggi ha superato il MILIARDO.

Anche Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo, organizzazione federata FOCSIV, partecipa per il quinto anno alla campagna con uno stand presente domenica 16 maggio in piazza Europa, ad Agazzano (in occasione della Fiera dell’Ascensione), a partire dalle ore 9.

In cambio di una donazione di 5 euro, si potrà ricevere un pacco da 1 chilo di riso pregiato della qualità Thai del commercio equo e solidale certificato Fairtrade e il ricavato andrà a finanziare un progetto di formazione sartoriale per le donne del Karamoja (nord-est Uganda), per consentire loro di apprendere non solo le basi di un mestiere che garantisca indipendenza economica, ma anche di acquisire maggiore consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie potenzialità. Accanto alle lezioni di sartoria, si tengono infatti corsi di educazione alla salute e di alfabetizzazione.

martedì 11 maggio 2010

La Fondazione Pia Pozzoli, un 5Xmille donato bene

Ecco un'altra associazione a cui vale la pena di donare il 5 per mille. La Fondazione Pia Pozzoli Dopo di Noi, costituita nel 2004 per iniziativa di otto associazioni di volontariato (Catitas, Ronda della Carità, Aias, Germolio 2, Istituto Madonna della Bomba, Carmen Cammi, Associazione Assofa, Diversabili Persone Down) e che si occupa di iniziative a sostegno delle famiglie di persone con disabilità, può essere destinataria della scelta di devolvere il 5 per mille nella prossima dichiarazione dei redditi.
Il codice fiscale da indicare è il seguente: 91077340338. Le somme raccolte verranno devolute ai vari progetti in corso, il principale dei quali è quello del servizio residenziale nei fine settimana che per il terzo anno consecutivo viene offerto in collaborazione con il Comune di Piacenza ed in contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

lunedì 10 maggio 2010

Africa Mission, pozzi per l'acqua con i pettorali della Venicemarathon

La 25a Venicemarathon Trofeo Casinò di Venezia mette a segno il primo grande risultato di quella che si preannuncia essere un’edizione straordinaria. Sono terminati, infatti, i 6.000 pettorali tradizionali che ogni anno l’organizzazione mette a disposizione degli atleti: un numero chiuso dettato da necessità logistiche e da una ben precisa scelta qualitativa nei servizi offerti. La notizia dell’inedito e spettacolare passaggio in Piazza San Marco che gli organizzatori regaleranno ai maratoneti per l’edizione speciale dei 25 anni della corsa, ha fatto veloce il giro del mondo, scatenando una vera e propria caccia al pettorale che nel giro di pochi mesi ha letteralmente polverizzato i 6.000 posti disponibili.

"6.000 iscritti a distanza di sei mesi dall'evento confermano, se ce ne fosse stato bisogno, l'ormai consolidato successo planetario della Venicemarathon." - ha dichiarato Piero Rosa Salva, promotore 25 anni fa della manifestazione - "Traguardo particolarmente significativo in uno scenario globale di difficoltà dovuto alla crisi economica e all'incontrollato e disorientante proliferare delle manifestazioni nel calendario. Per tutti noi della Venicemarathon, il compito impegnativo di fare vivere agli appassionati nel modo migliore una straordinaria 25a edizione della maratona 'unica al mondo'."

È iniziata così dalle ore 12:00 di mercoledì 5 maggio la vendita, solo on-line, dei 1.000 pettorali speciali che, vista la grande richiesta anche dall’estero, verranno destinati in parti uguali ad atleti stranieri ed italiani. Hanno un costo maggiorato di 20 euro rispetto alla tariffa base e la differenza sarà destinata a favore di due importanti progetti di solidarietà nei quali Venicemarathon crede molto e investe da anni.

Come lo scorso anno, 500 pettorali saranno destinati alla costruzione di protesi per bambini, grazie al progetto ‘Bimbingamba’ sostenuto da Alex Zanardi.
“Mi fa molto piacere sapere che la Venicemarathon sta andando così forte - commenta l’ex pilota di Formula Uno - e mi fa ancora più piacere sapere che gli organizzatori hanno deciso di ripetere il bellissimo gesto che lo scorso anno ha permesso la costruzione di protesi e l’assistenza completa a circa 7 bambini, provenienti da diverse parti del mondo. Io ci sarò per correre, ma soprattutto per ringraziare tutti coloro che hanno scelto di correre per una buona causa.”

Gli altri 500 saranno destinati invece a ‘Run For Water, Run For Life’ per la costruzione di pozzi d’acqua potabile in Uganda. Dal 2006 ad oggi, la Ong piacentina Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo, promotrice del progetto, è riuscita a costruire 7 pozzi d’acqua e riabilitare 3 fonti d’acqua pulita, per un numero di beneficiari complessivo che supera le 9.000 persone, proprio grazie alla raccolta fondi effettuata ogni anno attraverso Venicemarathon.

domenica 9 maggio 2010

Domani i funerali di don Giuseppe Ferrari

La salma di don Giuseppe Ferrari, morto venerdì, oggi pomeriggio, alle ore18, verrà traslata nella chiesa di Travo dove alla sera, alle 21, ci sarà la recita del S.Rosario; i funerali si terranno domani,
lunedì 10 maggio, nella stessa chiesa di Travo, alle ore 10. Assente il
vescovo Gianni Ambrosio, il rito funebre sarà presieduto dal vicario generale mons. Lino
Ferrari.

Ambrosio: il cardinale Poggi esempio per i preti

Gv 8,31-35.37-39; Salmo 22; Gv 6,37-40

Carissimo vescovo Carlo, carissimi sacerdoti, carissimi fedeli,

desidero innanzi tutto ricordare le espressioni di grande stima di Benedetto XVI nei confronti del cardinale Luigi Poggi. Egli è stato – ha detto il Papa – “testimone di quella fede coraggiosa che sa fidarsi di Dio, solerte collaboratore della Santa Sede, in particolare come Nunzio Apostolico in vari Paesi e come Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, rendendo ovunque una apprezzata testimonianza di fervoroso zelo sacerdotale e di fedeltà al Vangelo”.

Desidero poi ricordare alcune frasi che il cardinale Ersilio Tonini mi ha comunicato al telefono questa mattina. “Il cardinale Poggi ha saputo non solo conservare ma anche aumentare quella grande ricchezza umana e cristiana della sua famiglia, dei suoi genitori. Il suo papà era sarto, sarto per i preti. Egli mi regalò – mi ha pregato di dirlo pubblicamente – il mio primo vestito da prete, vista la difficoltà di pagarlo. Con questo cuore grande e discreto ha vissuto il figlio, il cardinale Luigi Poggi”.

Desidero infine citar alcune frasi della lettera che mons. Luciano Monari mi ha inviato per partecipare con la preghiera e l’affetto al cordoglio della Chiesa piacentina: “l’immagine che custodisco di lui è quella di un vero prete, consacrato totalmente a Dio e alla Chiesa che, nonostante gli incarichi di prestigio esercitati negli anni di servizio alla Santa Sede, aveva mantenuto una semplicità e un’umiltà ammirevole”.

Mi unisco a queste espressioni di cordoglio e di sincera stima da parte del Santo Padre e di mons. Monari, rivolgendo le mie condoglianze innanzi tutto ai famigliari del caro cardinale Poggi e poi ai sacerdoti e laici che l’hanno conosciuto ed hanno goduto della sua fedele amicizia.

Siamo qui, raccolti in commossa preghiera in questa basilica di san’Antonino, per consegnare il cardinale Luigi Poggi all’infinita misericordia del Padre. Egli si è spento a questa vita terrena nel tempo pasquale. La nostra preghiera di commiato sia ripiena della luce e della speranza della Pasqua: nella fede che noi professiamo in Cristo morto e risorto, sappiamo che la morte è apertura verso la vita, è passaggio alla vera nostra vita, quella eterna nella comunione di Dio.

Ricordiamo il cardinale Poggi come un ottimo prete, cresciuto in un ambiente ricco di umanità e di fede, un prete che ha messo la sua intelligenza e la sua umanità al servizio del Vangelo e della Chiesa, soprattutto nei delicati compiti diplomatici. Insieme alle riconosciute competenze, operò sempre con rigore e lealtà verso la Chiesa e i suoi superiori.

Ed anche con grande discrezione. Ricordo che in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera di undici anni fa (5 novembre 1999, pag. 8), il giornalista gli chiese se avesse parlato con il Papa di un particolare argomento. La risposta del Cardinale fu subito pronta: “Preferisco non dire nulla di ciò che è stato oggetto di conversazione con il Santo Padre”. Ugualmente significativo è il fatto che, insieme ad altri grandi ecclesiastici piacentini che hanno ricoperto incarichi diplomatici, tra i quali spicca il cardinale Agostino Casaroli, Poggi non abbia mai disgiunto le questioni diplomatiche dalla preoccupazione pastorale.

Alcuni hanno evidenziato – giustamente – la sua piacentinità, che egli ha saputo esprimere al meglio nelle sue grandi doti di cuore, nella capacità di entrare facilmente in dialogo con chiunque, nella vivace sensibilità culturale, nella lucida e serena visione della storia. D’altronde il fatto stesso che abbia voluto essere sepolto qui a Piacenza, in questa basilica dedicata al patrono della città e della diocesi, è un segno evidente del suo amore per questa Chiesa e per questa città.

L’Eucaristia che celebriamo, prima di essere di suffragio per il nostro fratello Luigi, è lode e ringraziamento a Dio per il dono del suo Figlio, il Signore Gesù, che ha dato la sua vita per noi. E nel Signore Gesù è ringraziamento a Dio per il dono di questo nostro confratello e concittadino, per il suo servizio sacerdotale ed episcopale, per il suo esempio di dedizione al Vangelo, di servitore della Chiesa e di mitezza cristiana.

Affidiamo alla misericordia di Dio questo fratello, lasciando risuonare nel nostro cuore il grido possente della fede dell’apostolo Paolo che avvolge della luce pasquale chiunque viva in Cristo e muoia nella braccia di Cristo: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?…Chi ci separerà dall’amore di Cristo? …Io sono persuaso che né morte, né vita…né alcuna altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”.

Risuoni nel nostro cuore la parola di Gesù che è stata proclamata: “Questa è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Il cardinale Poggi ha camminando fra le difficoltà della vita e della storia credendo in Dio, professando la fede nel Figlio del Padre, vivendo nell’amore verso Dio e verso i fratelli.

Le parole di Gesù e il grido dell’apostolo siano il viatico che ci accompagna nel nostro cammino di pellegrini verso la patria che ci attende. Lì, ove è arrivato, il cardinale Poggi possa sperimentare la gioiosa verità della fede pasquale che su questa terra egli ha professato, ha celebrato e ha testimoniato.

La nostra Chiesa, che il cardinale ha sempre stimato ed amato, lo affida ora alla misericordia di Dio e intercede per lui. Lo accolga la comunione dei Santi in cui egli ha creduto, lo accolga la Madre del Signore che egli ha venerato con affetto filiale. Siamo certi che, dall’alto, il cardinale Poggi pregherà per noi, per la nostra Chiesa, per quanti lo hanno conosciuto e a cui ha voluto bene.

Amen.

+ Gianni Ambrosio

Vescovo di Piacenza-Bobbio

venerdì 7 maggio 2010

Morto don Giuseppe Ferrari

E' morto questa mattina, all'ospedale civile di Piacenza, dov'era ricoverato
da ieri, don Giuseppe Ferrari, già parroco di Travo.
Nato a Castel San Giovanni il 17 settembre 1925, è stato ordinato sacerdote
l'11 giugno 1949. Ha iniziato il servizio pastorale come curato a Ziano; nel
1955 è stato nominato delegato vescovile a Strà e parroco di Vidiano Soprano
nel 1956.
Il 1° maggio 1975 gli è stata affidata la parrocchia di Travo, incarico che
ha mantenuto fino al 2007, quando ha rinunciato e si è ritirato alla Casa
del Clero Cerati.

Nomine, poker di parrocchie per don Busi

Con Atto proprio di S.E. mons. Vescovo in data 29 aprile 2010 al M.R.
Calamari don Alfonso, finora parroco di Gusaliggio, è stato conferito l’incarico
di collaboratore nel servizio pastorale nella Unità pastorale 2 del
Vicariato Val Taro -Val Ceno. Lascia i precedenti incarichi mantenendo
quello di cappellano presso il Presidio Ospedaliero di Borgo Val di Taro PR.

Con Atto proprio di S.E. mons. Vescovo in data 29 aprile 2010 il M.R. Busi
don Angelo, attualmente parroco di Borgo Val di Taro PR, mantenendo i
precedenti incarichi, è stato nominato amministratore parrocchiale delle
seguenti parrocchie:
* Santa Maria Assunta in Gusaliggio, Comune di Valmozzola, Provincia di
Parma, resasi vacante in seguito a trasferimento ad altro incarico dell’ultimo
titolare il M. R. Calamari don Alfonso;
* San Martino Vescovo in San Martino, Comune di Valmozzola, Provincia di
Parma;
* Santi Gervaso e Protaso in Mariano, Comune di Valmozzola, Provincia di
Parma;
* San Giacomo Apostolo e San Siro in Branzone e San Siro, Comune di
Valmozzola, Provincia di Parma.

Con Atto proprio di S.E. mons. Vescovo in data 29 aprile 2010 al M.R. Nsumbu
Mbaki don Pamphile Renè, della diocesi di Matadi (Congo), lasciando i
precedenti incarichi, è stato conferito l’incarico di collaboratore nel
servizio pastorale presso le parrocchie di Gusaliggio, Branzone e San Siro,
Mariano e San Martino Valmozzola, Comune di Valmozzola, Provincia di Parma.

Con Atto proprio di S.E. mons. Vescovo in data 29 aprile 2010 al M.R.
Noberini don Maurizio, attualmente parroco di Santa Franca in Piacenza, è
stato conferito l’incarico di Moderatore dell’Unità Pastorale 7 del
Vicariato Comuni di Piacenza e Gossolengo, in seguito alle dimissioni
presentate e legittimamente accettate del precedente incaricato il M. R.
Bulla don Piero, attualmente parroco della parrocchia di San Lazzaro e San
Vincenzo de’ Paoli in Piacenza.



Piacenza,
dalla Curia Vescovile,
5 maggio 2010,
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi

giovedì 6 maggio 2010

Cardinale Poggi, venerdì i funerali in Vaticano e sabato in Sant'Antonino

Ai funerali del card. Luigi Poggi, previsti per venerdì prossimo, alle ore 17,30, nella
basilica di San Pietro a Roma, prenderà parte una delegazione piacentina
guidata dal vescovo mons. Giorgio Corbellini; la salma del Porporato sarà
in seguito traslata a Piacenza e sabato prossimo, alle ore 11, nella
basilica cittadina di Sant'Antonino, il vescovo mons. Gianni Ambrosio
presiederà un rito funebre; al termine ci sarà la tumulazione nella basilica
stessa.

martedì 4 maggio 2010

Morto a 92 anni il cardinale Luigi Poggi

La Chiesa di Piacenza-Bobbio in lutto: è morto questa mattina a Roma, dove aveva la residenza, il cardinale piacentino Luigi Poggi. Comunicando la notizia alla comunità diocesana, il vescovo mons. Gianni Ambrosio ha sottolineato le benemerenze che il Porporato aveva acquisito al servizio diretto della Santa Sede ed ha richiamato l’affettuoso ricordo che sempre ha avuto della Chiesa e della città di Piacenza. Il vescovo mons. Ambrosio, sempre ricordando il Cardinale scomparso, assicura la preghiera al Signore perché lo accolga nella sua Casa.

Nota biografica.
Il cardinale Luigi Poggi era nato a Piacenza il 25 novembre 1917. Completati gli studi al Collegio Alberoni, è stato ordinato sacerdote il 28 luglio 1940. Ha quindi perfezionato i suoi studi a Roma presso l’Accademia pontificia dei nobili e nel luglio 1944 si è laureato in utroque jure “summa cum laude”.
Dal 1944 al 1946 frequenta corsi diplomatici alla Pontificia Accademia Ecclesiastica; entra nella Segreteria di Stato della Santa Sede; del 1949 è il titolo di Cameriere Segreto di Sua Santità, quindi uditore e consigliere di Nunziatura; Prelato domestico di SS. nel 1960, il 3 aprile 1965 è ordinato arcivescovo titolare di Forontoniana e nominato delegato apostolico per l’Africa Centrale; del maggio del 1969 è la nomina a nunzio apostolico in Perù.
Nell’agosto del 1973 viene richiamato a Roma con la qualifica di Nunzio apostolico con incarichi speciali per collaborare con il cardinale Agostino Casaroli.
Il 19 aprile 1986 viene nominato nunzio apostolico in Italia. Nel 1993 gli viene assegnato l’incarico di pro archivista e pro bibliotecario di Sacra Romana Chiesa e il Papa Giovanni Paolo II nel Concistoro del 26 novembre 1994 lo crea cardinale. Dal 1997 era archivista emerito.

Con un seguente comunicato forniremo altre notizie sui funerali e sulla partecipazione della comunità piacentina.

Il nostro vescovo mons. Ambrosio ha inviato un telegramma al cardinale Angelo Sodano, Decano del Sacro Collegio, per esprimere le condoglianze sue e della comunità piacentina.

4 maggio 2010

La messa dei lavoratori con il vescovo alla Bolzoni

In occasione della festa dei lavoratori la diocesi di Piacenza-Bobbio
propone, mercoledì 5 maggio, alle ore 16, una celebrazione eucaristica
presieduta dal Vescovo mons. Gianni Ambrosio presso l’azienda Bolzoni, in
località “I Casoni” di Gariga di Podenzano. Seguirà un momento di saluto ai
responsabili e rappresentanti delle varie categorie, associazioni e
sindacati dei lavoratori.

giovedì 29 aprile 2010

Con il 5X1000 Domus Justinae restaura la cappella di San Martino

Tempo di dichiarazioni dei redditi. Come saprete c'è una possibilità per sostenere le associazioni(quelle iscritte agli albi proviniciali di promozione sociale) attraverso la firma del 5 x 1000 nel MODELLO CUD 2010 o in altri moduli per la dichiarazione dei redditi, firma che ovviamente al contribuente non comporta alcuna spesa aggiuntiva. Tante si propogono, poche dicono espressamente che cosa faranno con i contributi. Una di queste è l'Associazione Domus Justinae che riunisce i volontari della cattedrale di Piacenza-Bobbio. I contributi devoluti attraverso le firme in questo anno 2010 verranno destinati al restauro della cappella di San Martino che si trova appunto nel Duomo di Piacenza.
Per aiutare Domus Justinae, nel 1° riquadro (volontariato e associazioni di promozione sociale) si deve firmare e inserire il numero del codice fiscale del beneficiario: 91081610338.

giovedì 22 aprile 2010

Missione Popolare due, verso il secondo anno

Relazione dell’Ufficio diocesano per la pastorale presentata da mons. Giuseppe Busani al Consiglio Presbiterale Diocesano (22 aprile 2010)

MISSIONE POPOLARE DIOCESANA:
VERSO IL SECONDO ANNO


‘HO CREDUTO, PERCIÒ HO PARLATO’


1. LE TAPPE DEL CAMMINO

Nel Consiglio Pastorale diocesano del 20 marzo si sono raccolti i primi suggerimenti in vista del secondo anno della MPD. Oggi, 22 aprile, il confronto avviene nel Consiglio presbiterale. Nei prossimi mesi si continuerà il confronto con i responsabili degli uffici pastorali e con altri organismi per elaborare insieme contenuti, forme e iniziative del cammino del secondo anno.
Nella Veglia di pentecoste di sabato 22 maggio, ci riuniremo in cattedrale per invocare insieme lo Spirito santo sul cammino della Missione popolare

Nei mesi di Settembre-ottobre sono in programma alcuni giorni dedicati specificamente alla formazione e all’approfondimento :
- Con gli operatori pastorali nel Convegno pastorale di Pianazze (venerdì 10-sabato11settembre)
- Con il clero nelle giornate di fine settembre all’Alberoni
- Con gli animatori della MPD nei tre sabati di ottobre (9,16,23)


2. PRIMI ORIENTAMENTI PER IL SECONDO ANNO

Abbiamo immaginato la MPD come un processo aperto, come ‘cantiere aperto’. Non abbiamo scelto la strada di una ‘progettazione lineare’, che prevede a monte la pianificazione di tutti i passaggi, ma di operare con una logica progettuale più dialogica. La progettazione lineare si basa un programma dettagliato che deve essere pronto fin dall’inizio, la ‘progettazione dialogica’ si basa su orientamenti di fondo e progressive costruzioni e adattamenti.
Iniziamo perciò a preparare il secondo anno: a immaginare contenuti, ipotizzare iniziative e percorsi nella speranza che siano generativi e fecondi. E lo facciamo alla luce di una ripresa critico-propositiva del percorso del primo anno. Il secondo anno deve essere in chiara continuità con il primo anno.

1.1 In continuità con il primo anno: ‘Una Chiesa che si radica’

­ La missione mira a dare nuova energia ed ‘entusiasmo evangelico’ alla vita ordinaria delle nostre comunità:
riscoprendo e rivitalizzando ‘le esperienze fondamentali-costitutive dell’esperienza cristiana’,
mantenendo accesa la sensibilità e l’apertura all’altro che in noi e attorno a noi cerca il Signore.
­ La missione è popolare, ossia esercitata da tutti; gli animatori svolgono la funzione di ‘punti di riferimento’ e di ‘facilitatori”. Tutti sono missionari e perciò invitati a mettersi in gioco sulla strada della collaborazione-corresponsabilità.
­ Nei prossimi due ritiri si continua l’esercizio di ‘familiarità orante’ con la parola di Dio: quali correzioni-miglioramenti in base all’esperienza vissuta? (ad esempio maggiore cura degli inviti e di alcuni momenti della ‘lectio’, silenzio, confronto, preghiera…)
- Per l’estate sarà stampato il ‘sussidio’ per continuare l’esercizio della lettura orante del Vangelo di Luca, perché sia a disposizione di tutti.

­ Per vivere il secondo anno in continuità, ma senza inutili ripetizioni: in quale forma si potrebbe mantenere l’esercizio di familiarità orante con la Parola di Dio?
(Es. sono proponibili ‘tre sere’di lectio-esercizi spirituali nei grandi centri della Diocesi?...)


1.2 Secondo anno: Il Vangelo come risorsa per la vita delle persone.

Se la dinamica di fondo del primo anno è in un certo senso ‘l’andare in profondità’, ‘il radicarsi’; la dinamica di fondo del secondo anno potrebbe essere quella ‘dell’apertura’, ‘dell’invito’. La chiesa è consapevole di avere nel vangelo un dono e una risorsa insostituibili per la vita buona del mondo e di ogni persona, una parola unica sul nascere, sull’amare, sul soffrire, sul morire… Il Vangelo infatti è la notizia di una bontà radicale, sempre nuova, di cui solo Dio può essere soggetto e garante. Per questo la Chiesa invita e invitando ascolta e accoglie, si fa ospitale”. Invita non perché si senta sola, ma perché ha un dono grande da condividere, che non appartiene solo a lei.
- Una chiesa che invita a condividere il Vangelo (accolto, annunciato e pregato) come Parola Buona
- sulla fragilità (felicità e sofferenza / sofferenza e fragilità)
- sulle relazioni (vita affettiva)
- sul modo di vivere il tempo (festa, lavoro)
- sulla cittadinanza
- Potrebbe risultare utile riprendere quattro delle dieci ‘corde’ richiamate nella Lettera pastorale del Vescovo che tentavano di delineare l’immagine di Chiesa missionaria: Chiesa ospitale, coinvolgente, affettiva, aperta.
- La Missione a lo scopo di far giungere il Vangelo a tutti: occorre insieme costruire le modalità e le forme e lo stile per allargare le relazioni.



3. LE POSSIBILI PISTE DI LAVORO

- Accrescere-allargare gli inviti alla condivisione del Vangelo.
- Proporre momenti di dialogo e incontro nel territorio
- Programmare appuntamenti ‘specifici’ con attenzione a particolari ambiti della vita umana. (il Vangelo come parola buona per chi vivere nella fragilità; il vangelo parola per chi lavora; ecc…)
- Favorire l’accesso - ospitalità nei luoghi di preghiera: chiese aperte in orari vicini alle esigenze delle persone
- Luoghi e opportunità di dialogo là dove si incontrano le persone: Agorà, cortile dei gentili
- Offrire momenti di dialogo e apertura con il territorio e la città attraverso forme e linguaggi differenziati.
- Vivere la Chiesa nelle vie, nelle piazze, nei luoghi di vita perché anche lì c’è Vangelo da ascoltare e portare alla luce.

Consiglio Presbiterale: unità pastorali scelta per testimoniare il Vangelo

Si riunito questa mattina, giovedì 22 aprile, nella sala degli Affreschi di Palazzo vescovile di Piacenza, il Consiglio diocesano presbiterale. Il vicario generale monsignor Lino Ferrari si è tra l'altro soffermato sulle iniziative in programma nelle prossime settimane: inizia oggi a Piacenza il sessantesimo congresso nazionale della Fuci; il 25 aprile si tiene la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni (appuntamento – ha precisato il Vicario generale - da valorizzare); il 27 aprile si terrà l’inaugurazione della nuova sede, in via Vittorio Veneto, dell’Istituto La Casa di Piacenza: è un’occasione, sono parole di mons. Ferrari, per far conoscere maggiormente questo servizio; ricorre il decimo anniversario della Beatificazione di Madre Rosa Gattorno, fondatrice delle Figlie di Sant’Anna (manifestazioni e celebrazioni il 4-5-6 maggio); il 30 aprile inizierà il Tour de Vie dei giovani; il 9-10-11 giugno si terrà il pellegrinaggio a Roma di un gruppo di sacerdoti per partecipare alla chiusura dell’anno sacerdotale. Il Consiglio presbiterale tornerà a riunirsi il prossimo 20 maggio.

CALENDARIO LITURGICO. Al termine anche una comunicazione di mons. Maggi che ha ricordato al Consiglio che è ormai in fase di conclusione l’iter di stesura del Calendario liturgico della Chiesa di Piacenza –Bobbio; presto verrà trasmesso a Roma per l’approvazione definitiva; restano ancora in discussione le date di alcune ricorrenze di Santi, tra cui quella di San Savino; gli interessati possono far pervenire alla commissione le loro osservazioni. Da parte sua il Vescovo ha sottolineato che S. Gerardo, inserito nel nostro Calendario, poiché patrono di una diocesi importante come quella di Potenza, merita una maggiore considerazione anche da parte dei piacentini.


UNITA’ PASTORALI. Introdotto dal Vescovo, è stata poi la volte dell’intervento di don Cristiano Alrossi, della parrocchia di San Rocco al Porto, diocesi di Lodi. Il sacerdote ha sintetizzato i risultati di una sua ricerca sulle Unità Pastorali della nostra diocesi, ricerca compiuta per la propria tesi discussa all’Università teologica di Milano. Don Alrossi ha messo in collegamento le Unità pastorali con la Missione (rapporto che non deve mai venire meno) e questo è giustificato dal fatto che la loro finalità è essenzialmente l’evangelizzazione. La loro costituzione non è un fatto di “ingegneria ecclesiastica”, ma una scelta della diocesi per testimoniare il Vangelo nella società di oggi. Alla loro base vi è il principio della sussidiarietà con aperture al nuovo quali un maggiore spirito di collaborazione e la corresponsabilità dei laici. Il tutto in una concezione di una diocesi in rete in cui “l’altro” sia visto con occhi diversi. Alla base il concetto del “cantiere aperto”. Su queste riflessioni si è aperta la discussione. E’ stato osservato che le Unità pastorali hanno rivelato una disponibilità al nuovo, ma ora occorre, oltre alla buona volontà, anche una precisa determinazione; le Unità pastorali sono state proposte dal Sinodo vent’anni fa con una scelta profetica, ma oggi siamo in ritardo sulla loro attuazione (occorre rivedere, tra l’altro, gli impegni dei preti e la loro distribuzione sul territorio); ribadito lo stretto rapporto tra Unità pastorali e Missione, è stato sottolineato da più parti che quest’ultima ha finora evidenziato come molte iniziative (esercizi spirituali, missione dei ragazzi, ecc.) siano state possibili – ed abbiano avuto successo - proprio grazie alle nuove circoscrizioni. Tra i vantaggi, sono stati segnalati anche quelli possibili per la gestione del patrimonio, tra cui le molte chiese. Tra i vari aspetti sottolineati dagli intervenuti vi è stata la costante delle relazioni (fatto determinante nell’evangelizzazione), che hanno trovato un forte sostegno proprio nelle Unità pastorali. E’ questo un tema che per molti è da approfondire e da valorizzare anche con proposte concrete.

CAMMINO DELLA MISISONE POPOLARE. E’ stata poi la volta di mons. Giuseppe Busani che, in qualità di vicario episcopale per la pastorale, ha fatto il punto sull’andamento della Missione popolare: le tappe del cammino percorso, i primi orientamenti per il secondo anno, le possibili piste di lavoro. Nella discussione che ne è seguita, è stata sottolineata la disponibilità dei religiosi; nella programmazione del prossimo anno dovrà essere messa in conto anche la Giornata mondiale della gioventù; è il caso di pensare pure ad incontri per categorie come nella missione del Duemila; privilegiare il problema delle relazioni, soprattutto della relazione con il Signore; importante la visita alle famiglie per portare il Vangelo; valutare con attenzione i “modi” per evangelizzare sull’esempio del Vangelo (Gesù che cammina con gli apostoli, che si ferma a mangiare con loro...); valorizzare anche la grande ricchezza delle associazioni di volontariato che operano nell’assistenza (sono circa trecento).

L’INTERVENTO DEL VESCOVO. Nel suo intervento il vescovo mons. Ambrosio ha espresso il suo compiacimento per la numerosa partecipazione alla celebrazione che lunedì scorso in cattedrale per ricordare i cinque anni del Pontificato di Benedetto XVI, occasione con la quale la Chiesa di Piacenza ha espresso anche la sua vicinanza al Pontefice. Mons. Ambrosio ha poi auspicato che la fase diocesana del processo di beatificazione di don Beotti possa concludersi tra breve nonostante siano sorte alcune difficoltà che si spera siano solo procedurali; facendo poi riferimento alla Missione popolare ha chiesto che la nostra comunità possa crescere insieme nella mente, nelle relazioni, nella vita, nella progettualità e nell’operatività. Importante il problema dei “modi” con i quali testimoniare il Vangelo: occorre essere attenti non tanto alle strutture, ma alla partecipazione e decisive sono le relazioni. E il tutto deve essere visto e vissuto nell’ambito della Missione tenendo presente che ogni iniziativa diocesana non deve mai mortificare la progettualità della base.


mercoledì 21 aprile 2010

Fiera di Primavera, alla Galleana con i ragazzi del fare

In queste settimane è diventata ormai tradizione, in tutte le maggiori piazze italiane, imbattersi nella "Fiera Primavera" e lasciarsi coinvolgere dallo slancio, generosità e idealismo dei Ragazzi per l'Unità (diramazione del Movimento dei Focolari).

Questi ragazzi ricordano anche ai grandi che sotto una spinta ideale ci può essere un progetto concreto e la possibilità di realizzarlo, unendo la tensione ad un mondo più unito con la capacità di cominciare a costruirlo, rimboccandosi le maniche e lavorando insieme al cantiere dell'amore reciproco.

Quest'anno la manifestazione giunta alla sua quattordicesima edizione a Piacenza, si sposterà al Parco della Galleana e si terrà domenica 25 aprile (dalle 10.00 alle 18.00).

Alla Fiera parteciperanno diverse scuole piacentine sia della scuola primaria, che delle medie.
Scuole, oratori e associazioni si daranno appuntamento in un mercatino tutto speciale, fatto di giochi, animazione, musica e tanti stand in cui comprare i lavori realizzati da questi piccoli artigiani. Al mattino è prevista una corsa campestre organizzata dai giovani, che coinvolgerà tutti i presenti e a mezzogiorno il TIME OUT, un momento di pausa, di riflessione per la pace del mondo con la presenza delle autorità. A questo momento in particolare sono invitati a partecipare gli organi di stampa.

Lo scopo della Fiera? Vivere e diffondere la "cultura del dare", ricavando fondi con cui continuare a finanziare in particolare i progetti di sviluppo portati avanti dai Ragazzi per l'Unità del Congo, Repubblica Domenicana e dell'Amazzonia in Brasile.

Anche quest’anno le scuole coinvolte hanno aderito al progetto “ColoriAMO la città per un mondo unito” che prevedeva diverse tappe per sensibilizzare ed educare i ragazzi alla cultura del dare, alla relazione e alla prosocialità.

La Fiera Primavera è una di queste tappe e anche a Piacenza vuole rappresentare il momento per dare colore alla nostra città, il colore dell’amore universale, dell’incontro tra le culture, il colore della cultura del dare. Anche quest’anno la Fiera è organizzata in collaborazione con il Comune di Piacenza, in particolare con l’assessorato al Futuro.

Ciao Matteo, mandaci una bomba di santità

Matteo Castagnetti, 18 anni, ha perso la vita perchè, sulla sua bici, stava percorrendo tranquillamente una strada di città quando si è trovato in mezzo ad uno scontro tra due auto e ne è stato drammaticamente coinvolto. Come essere uccisi da un proiettile vagante mentre si passeggia tranquillamente per strada. Vogliamo ricordare la sua figura di scout pubblicando l'omelia di don Federico Tagliaferri, pronunciata ieri, durante l'ultimo saluto.

“Vi ho chiamato amici perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio, l’ho fatto conoscere a voi.” Questo fare conoscere è più di un semplice dire con le parole, è un rivelare, un comunicare, un rendere partecipe l’altro di ciò che io possiedo, di ciò che io sono.
Gesù manifesta il desiderio di Dio di rendere partecipe l’uomo, di ciò che Dio è. Dalle mani stesse di Dio, l’uomo ha preso forma quando ancora era terra da plasmare, dal soffio di Dio messo nelle narici ha preso vita, movimento, spirito e così è stato per tutta la storia della salvezza fino a Gesù che ha rivelato il volto del Padre, ha accolto, ascoltato, guarito, ha dato il perdono anche dalla croce, ha emesso lo spirito e con il Padre ha effuso lo Spirito il giorno di pentecoste.
Queste, sono alcune delle azioni che Dio compie per rivelare, per rendere parte l’umanità della sua divinità, quasi volesse cancellare quella differenza che c’è tra creatore e creatura.
In fondo gli amici sono così: non stanno su piani differenti, ma sullo stesso piano, stanno accanto, camminano vicini. La morte e risurrezione di Gesù sono proprio il gesto estremo e supremo: vincere il peccato e la morte perché anche noi possiamo vivere in eterno con Lui: essere amici per sempre.

“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.” Chi ti ama ti rende partecipe della sua vita, ti dà quello che ha, cioè se stesso. Dio ci mostra tutto questo anche attraverso le persone che ci mette accanto….anche i nostri amici sono il modo che Dio sceglie di mostrarci la sua amicizia, il modo che Dio sceglie di consegnarsi in un’amicizia.
E’ vero che in questi giorni non c’erano parole. E non c’era bisogno che ci fossero!!!! Nel nostro ritrovarci abbiamo messo in mezzo la preghiera, la Parola di Dio, ma la parola che ci è stata data, la vera parola ad essere al centro era Matteo. Matteo è stato una parola di Dio detta a noi, per fare conoscere, per dirci, per dirsi, e non mi pare che sia stata troppo sussurrata…Matteo è stato una parola pronunciata con vivacità, con sensibilità, con la voce che cantava e con la capacità di compiere tanti gesti.

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.” Anche nella morte sei stato una parola forte. Il modo con cui te ne sei andato ci dice che tra noi c’è qualcosa che non va: nello stile del fare le cose, nel servirci dei mezzi che abbiamo, nell’atteggiamento con cui viviamo la vita che spesso è superficiale e non curante di quel soffio di divinità che ci portiamo dentro.
Ma quella morte non ha spento le parole che ci hai detto, non ha spento la parola della tua presenza, l’ha scolpita in modo ancora più marcato e profondo dentro di noi.

“Vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga.” Oggi non conosciamo ancora fino in fondo ciò che il Signore ha voluto dirci con la presenza di Matteo, ma ci sentiamo interpellati perché ognuno viva con la coscienza di essere una parola di Dio della all’umanità, una parola che può fare molto bene, una parola espressione di amore. “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.”
Nella riflessione che Matteo ha scritto in Terra Santa definiva così il santo sepolcro: “Una calamita, ecco come definirei il Santo Sepolcro, che attira qualsiasi confessione.” Tu Matteo, sei una calamita! Guarda in quanti ci hai portati qui, oggi e da te accogliamo l’invito/comando del vangelo: “Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.” Cum-mandare, è un raccomandare con forza, ma anche suona come un invio. Invito a non fermarsi, ad imparare, a continuare a vivere nell’amore e dell’amore che Dio ci ha seminato dentro. A vivere della fede, della comunità, del servizio, della strada, dell’impegno attivo che Matteo ci ha testimoniato con il percorso scoutistico e nella vita di ogni giorno.

“Tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.” Quando Matteo è partito per la Terra Santa, i suoi genitori, gli avevano chiesto di essere i loro occhi, i loro piedi, le loro orecchie, il loro cuore….in definitiva di fare questa esperienza anche per loro e di portare qualcosa da quella terra. Matteo si era dato da fare: rosari, pietre, benedizioni, strofinamenti su pietre sacre. Al ritorno, portando questo nutrito pacchetto lo ha consegnato loro dicendo: “Questa è una bomba di santità”.
Ebbene, ora che sei ripartito, Matteo, ti chiediamo un’altra bomba di santità, te la chiediamo tutti: che sia di fede, di speranza e di amore. Mandacene tanta e fai in modo che scoppi, permetttendoci di compiere fino in fondo il cammino qui e per poter poi arrivare e ritrovarci dove sei tu. “Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!”.
Buona strada!!!

martedì 20 aprile 2010

Africa Mission contro i tagli alle tariffe agevolate

In merito al decreto varato dal Governo nei giorni scorsi, che dal primo di aprile cancella le tariffe postali agevolate per l’editoria, Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo - associandosi alle prese di posizione già espresse dalla Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario (Focsiv), alla quale aderisce, e da diverse realtà associative e del mondo del non profit - auspica che si possa trovare al più presto una soluzione giusta ed equa alla situazione che si è venuta a creare.

“Anche la nostra organizzazione - dichiara il direttore di Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo, Carlo Ruspantini - viene fortemente colpita da questo provvedimento. Come conseguenza del decreto appena varato, le spese di spedizione delle 13mila copie della nostra rivista periodica ‘Anche tu insieme’, strumento fondamentale per informare i nostri sostenitori sulle attività che portiamo avanti da 38 anni in Uganda e per sensibilizzare sul valore della solidarietà, sono più che quadruplicate, creando una situazione assolutamente non sostenibile per i nostri bilanci”.

“Ci auguriamo - continua il direttore Ruspantini - che venga trovata al più presto una soluzione a questa situazione, che ci mette in grande difficoltà e va a colpire indirettamente anche la nostra azione di raccolta fondi finalizzata a sostenere i nostri progetti di promozione dello sviluppo in Africa”.

mercoledì 14 aprile 2010

La Missione Popolare dei ragazzi

Domenica prossima, 18 aprile, si terrà a Piacenza la Missione popolare ragazzi. Di seguito riportiamo una scheda predisposta dall’Ufficio per la pastorale con la quale viene presentata l’iniziativa con un cenno al percorso che sta compiendo la Missione.

MISSIONE POPOLARE RAGAZZI

18 aprile 2010

Gennaio – marzo: i primi tre mesi di Missione Popolare Diocesana

Si è conclusa positivamente la prima fase degli esercizi spirituali nelle Unità pastorali della Diocesi. In ogni Unità si è svolto, entro la Pasqua, il fine settimana di ritiro. Al centro dell’esperienza vi è stata la ricerca di un rapporto di famigliarità con il Vangelo di Luca: lectio divina, celebrazione, silenzio e condivisione hanno caratterizzato questo primo momento della Missione Popolare Diocesana.

Ad ogni Unità pastorale è stato chiesto di continuare a proporre, nella quotidianità, la lettura e il confronto con il Vangelo di Luca con la forma ritenuta più opportuna (lettura personale, incontri comunitari mensili o settimanali, gruppi di Vangelo nelle case,…).

Nei mesi di settembre ottobre, in coincidenza con l’avvio delle attività del nuovo anno pastorale, si terrà il secondo ritiro, mentre in Avvento il terzo ritiro del primo anno di Missione Popolare.

Nella seduta del 20 marzo il Consiglio pastorale diocesano ha iniziato ad impostare il programma del secondo anno di missione che sarà presentato nel tradizionale convegno pastorale alle Pianazze nei giorni 10 e 11 settembre.

Domenica 18 aprile 2010: Missione Popolare ragazzi

Nell’ambito delle iniziative del primo anno di Missione Popolare la Diocesi di Piacenza-Bobbio vivrà domenica 18 aprile 2010 la giornata di apertura della Missione ragazzi. L’iniziativa si rivolge a tutti i bambini e ragazzi coinvolti nelle attività di catechismo e dei movimenti ecclesiali della Diocesi.

I ragazzi, insieme ai giovani ed agli adulti, sono infatti missionari, soggetti e non solo destinatari della Missione. Anzi, sono una risorsa per la comunità, perché aiutano tutti a dire con freschezza e semplicità la perenne novità del Vangelo.

La giornata ha come motivo ispiratore il testo del Vangelo di Giovanni 21,1-19 proposto dalla liturgia della domenica, la terza del tempo di Pasqua. La segreteria della Missione Popolare ha elaborato un sussidio (scaricabile dal sito missionepiacenzabobbio.org) contenente le proposte per l’animazione per la giornata (riflessioni, attività, canti) e informazioni utili.

La mattinata nelle Unità Pastorali

Le attività della mattinata avverranno in contemporanea nelle 38 Unità Pastorali della Diocesi. La traccia comune (che verte sul brano di vangelo della domenica, riletto in chiave missionaria) sarà personalizzata dalle locali equipe di catechisti ed educatori.

Il pomeriggio a Piacenza

Per facilitare l’affluenza sono stati individuati sei luoghi della città in cui far arrivare i ragazzi dei vari vicariati della Diocesi.

Vicariato Piacenza e Gossolengo: Piazza Cavalli

Vicariato Val d’Arda: Piazza Cittadella

Vicariato Val Nure: Giardini Merluzzo

Vicariato Bassa e Media Val Trebbia e Val Luretta: Piazza Borgo

Vicariato Val Tidone: via IV Novembre (Cheope)

Vicariato Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto, Oltre Penice: via Croce (S. Giovanni in Canale)

Vicariato Val Taro e Val Ceno: Piazza Sant’Antonino

Per tutti coloro che arrivano in treno il luogo di accoglienza è ai giardini Merluzzo

Alle ore 15.00 tutti i ragazzi convoglieranno in piazza Cavalli per vivere il momento dell’accoglienza. Ogni Unità pastorale porterà con se una parte del “rotolo dell’Exultet” con le firme dei ragazzi; questi pezzi di stoffa verranno uniti per formare il lungo rotolo dell’Exultet (sarà lungo oltre sessanta metri) che sarà portato, percorrendo via XX settembre, sino in Cattedrale.

Sono previsti i saluti di esponenti delle istituzioni. Interverrà il sindaco di Piacenza Roberto Reggi.

Alle ore 16.00 il Vescovo mons. Gianni Ambrosio accoglierà i ragazzi sul sagrato della Cattedrale per dare inizio alla celebrazione eucaristica. Sono invitati a concelebrare tutti i presbiteri che accompagnano i ragazzi.

Accogliendo i ragazzi mons. Ambrosio apporrà lui stesso la firma sul rotolo dell’Exultet.

Durante la celebrazione eucaristica il Vescovo consegnerà ad un ragazzo e ad un catechista di ogni Unità Pastorale una lampada. Il significato di questo gesto è espresso chiaramente nella formula di consegna: “Ricevete questa lampada accesa alla fiamma viva del cero pasquale, portatela nelle vostre comunità, mantenetela accesa con l’olio della vostra sincera amicizia con Gesù e della vostra gioiosa fraternità.”

martedì 13 aprile 2010

Giovedì i funerali di don Andrea Mutti

I funerali di don Andrea Mutti, parroco del santuario di Strà si terranno giovedì
prossimo, 15 aprile, alle ore 10, nel santuario di Strà, Madonna delle
Genti. Saranno presieduti dal vicario generale monsignor Lino Ferrari, essendo
il vescovo monsignor Ambrosio impegnato a Bruxelles, con la Comece. La salma, ora all'ospedale di Castel San Giovanni, sarà trasferita nel

Santuario domani, mercoledì, alle ore 10.

Morto il rettore del santuario di Strà

E' morto questa mattina, all'ospedale di Castel San Giovanni, dov'era
ricoverato da alcune settimane, don Adrea Mutti, parroco di Strà di
Nibbiano.
Nato a Parigi il 28 aprile 1929, rientrata la famiglia in Italia, ha
studiato nel seminario vescovile. E' stato ordinato sacerdote il 7 giugno
1952 ed ha iniziato il servizio pastorale come curato di Pianello
interessandosi della zona di Strà dove ha seguito la formazione di un nuovo
nucleo abitato che, per merito suo, doveva trasformarsi in parrocchia di cui
assumerà la guida, come parroco, il 1° agosto 1957. A lui si deve la
realizzazione dell'importante santuario mariano Madonna delle Genti di Strà
di Nibbiano.

domenica 11 aprile 2010

Sindone, 12 anni fa andò così /2

L'unico stridore nel pellegrinaggio computerizzato di fine millennio
è il vecchio pullman del “Centro Manfredini” di via Beati. A metà fra lo
scuolabus e le corriere che giravano per la provincia nei primi anni '70,
lo sgangherato torpedone blu, guidato dal prete in persona (don Angelo
Bortolotti), alla fine ce l'ha fatta e, sbuffando, è arrivato pure lui
a Torino. Neppure troppo indietro rispetto ai nove pullman granturismo
affittati dalla diocesi. Per il resto l'ostensione di fine millennio è
tutta proiettata verso il futuro. Prima di tutto l'accesso limitato e a
numero chiuso: 50 mila persone al giorno. Non una di più. Senza il tagliando
bianco (è gratuito) non c'è verso di entrare. Si prenota attraverso un
numero verde oppure “navigando”in Internet. Addio anche alle lunghe code
massacranti sotto il sole o la pioggia di Torino. Stavolta c'è un tunnel
formato da gazebo bianchi che corre in mezzo ai freschi giardini reali
e ogni tanto anche panchine di legno su cui riposare. Ti metti in fila
e scopri un'altra novità: non ci sono giapponesi. I visitatori sono quasi
tutti italiani e in maggioranza pellegrini. Vengono da ogni parte d'Italia.
Il gruppo che precede i piacentini è di un comune del torinese, Torsello,
distante dal capoluogo piemontese come Rivergaro lo è da Piacenza. Sono
arrivati in 500 e ritorneranno nelle loro case rigorosamente a piedi. «
Per fare penitenza», dice il prete che li guida. La coda procede veloce
fra pannelli appesi che raffigurano le ostensioni svoltesi a Torino negli
anni passati (dalla prima, nel 1578, a quella del 1978) e cartelli che
invitano al silenzio e al raccoglimento. Tra le barriere di controllo.
All'ultima se non si ha il codice giusto non si passa. Il percorso didattico
ha il suo culmine nella sale di prelettura, dove un filmato mostra il lenzuolo
della Sindone a grandezza naturale e ne illustra i segni impressi in negativo.
Poi l'ingresso in duomo da una porta laterale dopo aver visto i ponteggi
attorno alla cupola ancora sotto restauro in seguito al furioso incendio
dell'11 aprile scorso. Nella penombra spunta la teca illuminata. La Sindone,
un telo rettangolare di 4 metri e mezzo per uno e dieci, è lì, racchiusa
in un sarcofago di vetro da quasi quattro tonnellate. Stavolta l'hanno
realizzato anti-tutto: furto, incendio, terremoto, bombe. Intorno alla
teca tutto un drappeggio di velluti viola, il colore della liturgia. A
gruppi di 50 ci si ferma per circa due minuti. Giusto il tempo per uno
preghiera e un'emozione. Alla fine si esce nel cortile del palazzo reale:
un'ora di visita è terminata l'ostensione più veloce del millennio.
F.Fr.

Da Libertà, 26 aprile 1998