mercoledì 19 maggio 2010

Radio Città Nuova: un fantasma nell'etere

Sul sito della diocesi di Piacenza-Bobbio, tra i media diocesani, campeggia ancora il link a Radio Città Nuova. L'emittente diocesana (di proprietà della Cooperativa Multimedia) in realtà non c'è più. La frequenza è stata venduta a Radio Mater. Si era parlato di un futuro accordo tra la diocesi di Piacenza-Bobbio e la direzione della concorrente di Radio Maria per ospitare trasmissioni prodotte a Piacenza, come catechesi o messe in diretta dalla cattedrale. Al momento solo un miraggio nel deserto. Di definito non c'è nulla e si parla della proposta di un'ora al mese dedicata a Piacenza. Radio Città Nuova continuerebbe dunque a vivere per 12 ore all'anno.

Ci chiediamo come sia stato possibile, nell'era dei mezzi di comunicazione, far morire una fonte di evangelizzazione vicino alle persone anziane e ai malati. Una fonte di evangelizzazione che utilizza il più antico veicolo di diffusione - le onde radio -, praticamente immortale. La tv cambia, i telefoni pure, i computer non parliamone, internet si evolve sempre di più, la radio continua a trasmettere imperterrita dai tempi di Guglielmo Marconi. Mancavano i soldi, è stato scritto. Centomila euro. Nessuna pretesa di fare i grandi con i soldi degli altri, però ... sono in tanti a pensare che forse la diocesi piacentina, magari l'Istituto per il sostentamento del Clero, magari qualche ente collegato ...

Al di là dei soldi, tuttavia, ciò che si evince è l'assoluta mancanza da parte della diocesi di Piacenza-Bobbio di un progetto sui mezzi di comunicazione sociale. Stupisce che nessuno, dico nessuno, dal vescovo Gianni Ambrosio giù, giù fino all'ultimo, abbia porto le proprie scuse agli ascoltatori della radio che da un momento all'altro sono rimasti orfani delle voci cattoliche piacentine. Del tipo: "Avremmo voluto ... ma non ci sono i soldi. Ci spiace molto per tutti ma non vi abbandoniamo". Niente di tutto questo. E chi in questi anni ha lavorato gratis per mandare avanti l'emittente? Da monsignor Gianfranco Ciatti a tutti gli altri volontari che ancora ci sono. Almeno un comunicato del tipo: "Avremmo voluto ... ma non ci sono i soldi. Ci spiace molto e vi ringraziamo per tutto quello che avete fatto. Il Signore non dimentica". E' l'unico.
Federico Frighi

martedì 18 maggio 2010

Addio a madre Paola, la sorella dei bambini

E' morta domenica, giorno dell'Ascensione, suor Paola Villa delle Figlie di Gesù
Buon Pastore. Nata ad Agrate Brianza il 7 febbraio 1922, il 29 giugno 1945 è
entrata nella comunità delle Figlie di Gesù Buon Pastore; ha fatto la
vestizione il 27 febbraio del 1946; la prima professione il 20 settembre
1948 e la professione perpetua l'8 novembre 1951.
Suor Villa è nota in diocesi di Piacenza-Bobbio per aver prestato servizio,
subito dopo la prima professione, nella scuola materna di Vigolzone
(1948-1951); dopo una parentesi in altri centri, è tornata nella nostra
diocesi ed in particolare è stata due anni a Villa Regina Mundi di Pianazze;
è passata poi in seminario dove è stata per tredici anni, quindi nella
scuola materna di San Polo (1994-1996) e infine è stata al servizio del
vescovo mons. Luciano Monari per otto anni.
Ultimamente era ospite presso la casa generalizia in via Mazzini. La comunità delle Figlie di Gesù Buon Pastore desiderano comunicare la
notizia della scomparsa di suor Paola ai sacerdoti, ai diaconi
permanenti, alle comunità religiose e ai tanti amici che suor Paola ha
conosciuto nei suoi servizi in Diocesi.
"Suor Paola - precisa la madre generale suor Franca Barbieri - è stata per
la nostra comunità un grande dono, la sua mitezza, la sua semplicità, la
sua affabilità e cordialità hanno reso facile il rapporto con le sorelle e
con le tante persone che ha incontrato nella sua vita. La sua grande
generosità e ubbidienza l'ha portata anche nei luoghi di missione, a
Lisbona, dove è rimasta per ben 8 anni e con grande dispiacere ha dovuto poi
lasciare per motivi di salute. Ringraziamo tutte le persone - continua madre
Franca - che le sono state vicine durante la sua lunga malattia, con
l'affetto e la preghiera. Pur sapendo che già sarà nella gloria del Padre
affidiamo la cara suor Paola alla preghiera e al ricordo di tutti quelli
che l'hanno conosciuta ed amata".

La Curia di Piacenza-Bobbio allunga la vita

La Curia di Piacenza-Bobbio allunga la vita. Oggi pomeriggio la diocesi di Piacenza-Bobbio ha inviato un comunicato sulla morte di don Rebuffi. Nel comunicato si diceva che erano stati fissati anche i funerali presieduti dal vescovo Gianni Ambrosio. Peccato che il povero don Rebuffi, pur grave, non fosse affatto deceduto. Lo si è saputo un paio d'ore dopo con un nuovo comunicato. Di seguito le due note della Curia.

Ore 16,16
E' morto oggi, alle ore 12 circa, all'ospedale di Piacenza dov'era
ricoverato da alcuni giorni, don Agostino Rebuffi, parroco di Castelletto di
Rivalta.
Nato a Retorto il 6 giugno 1928, è stato ordinato sacerdote il 30 maggio
1953. Ha iniziato il proprio servizio pastorale come curato a San Nicolò e
il 16 settembre 1962 è stato nominato parroco di Castelletto di Rivalta. Nel
1995 gli è stata affidata anche la parrocchia di Momeliano, alla quale ha
rinunciato il 1° settembre 2005. Ultimamnente, pur mantenento l'incarico,
viveva presso la Casa del Clero Cerati.
I funerali verranno celebrati giovedì prossimo, 20 maggio, alle ore 15,
nella chiesa parrocchiale di Castelletto di Rivalta; saranno presieduti dal
Vescovo.

Ore 18,21
Don Agostino Rebuffi non è morto. A causa di una telefonata intesa male si è diffusa nel primo pomeriggio di oggi la notizia della morte di don Agostino Rebuffi, notizia trasmessa all'autorità diocesana da un cappellano dell'ospedale civile. Questa mattina il sacerdote si era aggravato ed aveva ricevuto l'Unzione degli infermi; le sue condizioni permangono gravi
.

Un convegno per commemorare don Rossi

Continuando un'iniziativa nata cinque anni fa, l'associazione ex allievi del
seminario vescovile propone sabato prossimo, 22 maggio, la commemorazione di
un insegnante insigne dell'istituto di via Scalabrini: don Luigi Rossi. Don Rossi era nato a Piacenza il 29 dicembre 1919, era stato ordinato
sacerdote il 6 settembre 1942 ed aveva insegnato lettere nel seminario
urbano. Contemporaneamente si era dedicato all'insegnamento anche nelle
scuole pubbliche, tra cui l'istituto tecnico Romagnosi. E' morto il 13
febbraio 1987.

Questo il programma di sabato presso la sede di via Scalabrini 67: alle
10,30 accoglienza ex allievi e sacerdoti; alle 11 rievocazione della figura
di don Luigi Rossi a cura di don Giampiero Esopi; alle 12 Messa e alle 13
pranzo.

Finora sono stati commemorati gli insegnanti mons. Arnaldo Raimondi, mons.
Francesco Castagnetti, mons. Guido Tammi e mons. Alfonso Fermi.

domenica 16 maggio 2010

Ambrosio: educazione e formazione compito della scuola

"Compito della scuola, di quella cattolica in particolare, deve sempre essere l'educazione e la formazione, al servizio delle quali sono chiamati ad essere i professori". Lo ha detto il vescovo Gianni Ambrosio intervenuto al bilancio delle iniziative del liceo cattolico San Vincenzo venerdì mattina. "Il sapere ci abilita a vivere bene nella vita di tutti i giorni - ha detto il vescovo di Piacenza-Bobbio rivolto agli studenti -. So bene che questo comporta fatica, ma c'è anche la gioia di mettere a disposizione di altri la conoscenza di cose che, molto probabilmente, sarebbero ignote"
«E' importante raccontare le esperienze - ha sottolineato il vescovo riferendosi ai viaggi della memoria e alle gite sociali -: è con il loro contenuto che possiamo formare

la nostra mente e i nostri cuori».

venerdì 14 maggio 2010

Il prete secondo Ambrosio: fedele alla Chiesa, onesto e discreto

Il vescovo Gianni Ambrosio ha preso spunto dalla figura del cardinale Luigi Poggi recentemente scomparso (il 4 maggio 2010), per tracciare, durante i funerali, le virtù del prete perfetto: competente, rigoroso, onesto, leale e discreto. Di seguito l'articolo:

C’era un’atmosfera familiare e raccolta nella basilica di Sant’Antonino. Come del resto la celebrazione del giorno prima nella basilica di San Pietro con i cardinali e papa Benedetto XVI. Come, quasi certamente, avrebbe voluto lo stesso cardinale Luigi Poggi per il giorno del suo commiato. Lontano dalle luci della ribalta, dai bagni di folla, nella semplicità e nella concretezza.
Il porporato piacentino - scomparso martedì scorso all’età di 92 anni - è stato salutato per l’ultima volta dalla sua amata Piacenza, nella sua amata Sant’Antonino. A presiedere
il rito funebre in quella che da ieri mattina - con la tumulazione nel sepolcro accanto a monsignor Antonino Arata - è la nuova casa del cardinale Poggi, il vescovo Gianni Ambrosio assieme al presule di Fidenza, Carlo Mazza. Poi il vicario generale monsignor Lino Ferrari, il parroco della
basilica don Giuseppe Basini, ed una trentina fra diaconi, canonici e sacerdoti. Ai seminaristi
del Collegio Alberoni la cura del servizio liturgico. Il vescovo Ambrosio, in apertura
di omelia, ha voluto ricordare le espressioni di grande stima di Benedetto XVI
che ha definito il cardinale Luigi Poggi «testimone di quella fede coraggiosa che sa
fidarsi di Dio»; ma anche la telefonata avuta proprio ieri mattina con il cardinale Ersilio
Tonini. «Ha saputo non solo conservare - ha detto il porporato - ma anche aumentare quella grande ricchezza umana e cristiana della sua famiglia, dei suoi genitori»; infine alcune frasi della lettera che monsignor Luciano Monari ha inviato per partecipare con la preghiera e l’affetto al
cordoglio della Chiesa piacentina: «L’immagine che custodisco del cardinale Poggi è quella di un vero prete, consacrato totalmente a Dio e alla Chiesa che, nonostante gli incarichi di prestigio esercitati negli anni di servizio alla Santa Sede, aveva mantenuto una semplicità e un’umiltà
ammirevole». In prima fila, da una parte i parenti più stretti (il fratello Carlo e la sorella Celestina) assieme alla cognata Angela ed a Luigi, uno dei nipoti. Dall’altra le autorità che hanno
voluto essere presenti alla cerimonia piacentina. Il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, il vice sindaco Francesco Cacciatore, l’avvocato Corrado Sforza Fogliani. Poi il vice prefetto vicario Elio Faillaci, l’ex sindaco Gianguido Guidotti, la presidente dell’Opera Pia Alberoni, Anna Braghieri. L’amministrazione comunale di Piacenza, con la vice presidente del Consiglio, Lucia Rocchi, aveva portato l’omaggio della città al suo cardinale anche il giorno prima, alla cerimonia funebre in San Pietro.
Il vescovo Ambrosio, dal pulpito, ha definito il cardinale Poggi «un ottimo prete, cresciuto
in un ambiente ricco di umanità e di fede, un prete che ha messo la sua intelligenza
e la sua umanità al servizio del Vangelo e della Chiesa, soprattutto nei delicati compiti diplomatici. Insieme alle riconosciute competenze, operò sempre con rigore e lealtà verso la Chiesa e i suoi
superiori. Ed anche con grande discrezione ». Qui ha voluto ricordare un episodio curioso, a futura memoria, un insegnamento per tutto il clero: «Ricordo che in un’intervista
pubblicata sul Corriere della Sera di undici anni fa (5 novembre 1999, pag. 8), il giornalista
gli chiese se avesse parlato con il Papa di un particolare argomento. La risposta del Cardinale fu subito pronta: “Preferisco non dire nulla di ciò che è stato oggetto di conversazione con il Santo Padre”». Prete fedele e non “chiacchierone”, insomma.
Nell’Anno Sacerdotale, la figura di Poggi diviene un modello da seguire.
Ma il vescovo Luigi era anche e soprattutto un pastore:
«Ugualmente significativo è il fatto che, insieme ad altri grandi ecclesiastici piacentini
che hanno ricoperto incarichi diplomatici, tra i quali spicca il cardinale Agostino Casaroli, Poggi non abbia mai disgiunto le questioni diplomatiche dalla preoccupazione pastorale».
Infine Piacenza e la sua chiesa. «Alcuni hanno evidenziato, giustamente, la sua piacentinità - ha osservato il vescovo Ambrosio - che egli ha saputo esprimere al meglio nelle sue grandi doti di cuore, nella capacità di entrare facilmente in dialogo con chiunque, nella vivace sensibilità
culturale, nella lucida e serena visione della storia. D’altronde il fatto stesso che abbia voluto essere sepolto qui a Piacenza, in questa basilica dedicata al patrono della città e della diocesi, è un segno evidente del suo amore per questa Chiesa e per questa città».
Federico Frighi

Da Libertà, domenica 9 maggio 2010

Africa Mission per l'Uganda, abbiamo riso per una cosa seria

Il 15 e 16 maggio torna la campagna “Abbiamo RISO per una cosa seria” promossa da FOCSIV: la più grande Federazione italiana di Organismi di volontariato internazionale, insieme a 22 suoi soci, sarà presente in oltre 700 piazze italiane, per raccogliere fondi a sostegno di progetti di diritto al cibo nel Sud del mondo. Secondo i dati Fao (dic. 2009), il numero delle persone che soffre la fame nel mondo oggi ha superato il MILIARDO.

Anche Africa Mission-Cooperazione e Sviluppo, organizzazione federata FOCSIV, partecipa per il quinto anno alla campagna con uno stand presente domenica 16 maggio in piazza Europa, ad Agazzano (in occasione della Fiera dell’Ascensione), a partire dalle ore 9.

In cambio di una donazione di 5 euro, si potrà ricevere un pacco da 1 chilo di riso pregiato della qualità Thai del commercio equo e solidale certificato Fairtrade e il ricavato andrà a finanziare un progetto di formazione sartoriale per le donne del Karamoja (nord-est Uganda), per consentire loro di apprendere non solo le basi di un mestiere che garantisca indipendenza economica, ma anche di acquisire maggiore consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie potenzialità. Accanto alle lezioni di sartoria, si tengono infatti corsi di educazione alla salute e di alfabetizzazione.

martedì 11 maggio 2010

La Fondazione Pia Pozzoli, un 5Xmille donato bene

Ecco un'altra associazione a cui vale la pena di donare il 5 per mille. La Fondazione Pia Pozzoli Dopo di Noi, costituita nel 2004 per iniziativa di otto associazioni di volontariato (Catitas, Ronda della Carità, Aias, Germolio 2, Istituto Madonna della Bomba, Carmen Cammi, Associazione Assofa, Diversabili Persone Down) e che si occupa di iniziative a sostegno delle famiglie di persone con disabilità, può essere destinataria della scelta di devolvere il 5 per mille nella prossima dichiarazione dei redditi.
Il codice fiscale da indicare è il seguente: 91077340338. Le somme raccolte verranno devolute ai vari progetti in corso, il principale dei quali è quello del servizio residenziale nei fine settimana che per il terzo anno consecutivo viene offerto in collaborazione con il Comune di Piacenza ed in contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

lunedì 10 maggio 2010

Africa Mission, pozzi per l'acqua con i pettorali della Venicemarathon

La 25a Venicemarathon Trofeo Casinò di Venezia mette a segno il primo grande risultato di quella che si preannuncia essere un’edizione straordinaria. Sono terminati, infatti, i 6.000 pettorali tradizionali che ogni anno l’organizzazione mette a disposizione degli atleti: un numero chiuso dettato da necessità logistiche e da una ben precisa scelta qualitativa nei servizi offerti. La notizia dell’inedito e spettacolare passaggio in Piazza San Marco che gli organizzatori regaleranno ai maratoneti per l’edizione speciale dei 25 anni della corsa, ha fatto veloce il giro del mondo, scatenando una vera e propria caccia al pettorale che nel giro di pochi mesi ha letteralmente polverizzato i 6.000 posti disponibili.

"6.000 iscritti a distanza di sei mesi dall'evento confermano, se ce ne fosse stato bisogno, l'ormai consolidato successo planetario della Venicemarathon." - ha dichiarato Piero Rosa Salva, promotore 25 anni fa della manifestazione - "Traguardo particolarmente significativo in uno scenario globale di difficoltà dovuto alla crisi economica e all'incontrollato e disorientante proliferare delle manifestazioni nel calendario. Per tutti noi della Venicemarathon, il compito impegnativo di fare vivere agli appassionati nel modo migliore una straordinaria 25a edizione della maratona 'unica al mondo'."

È iniziata così dalle ore 12:00 di mercoledì 5 maggio la vendita, solo on-line, dei 1.000 pettorali speciali che, vista la grande richiesta anche dall’estero, verranno destinati in parti uguali ad atleti stranieri ed italiani. Hanno un costo maggiorato di 20 euro rispetto alla tariffa base e la differenza sarà destinata a favore di due importanti progetti di solidarietà nei quali Venicemarathon crede molto e investe da anni.

Come lo scorso anno, 500 pettorali saranno destinati alla costruzione di protesi per bambini, grazie al progetto ‘Bimbingamba’ sostenuto da Alex Zanardi.
“Mi fa molto piacere sapere che la Venicemarathon sta andando così forte - commenta l’ex pilota di Formula Uno - e mi fa ancora più piacere sapere che gli organizzatori hanno deciso di ripetere il bellissimo gesto che lo scorso anno ha permesso la costruzione di protesi e l’assistenza completa a circa 7 bambini, provenienti da diverse parti del mondo. Io ci sarò per correre, ma soprattutto per ringraziare tutti coloro che hanno scelto di correre per una buona causa.”

Gli altri 500 saranno destinati invece a ‘Run For Water, Run For Life’ per la costruzione di pozzi d’acqua potabile in Uganda. Dal 2006 ad oggi, la Ong piacentina Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo, promotrice del progetto, è riuscita a costruire 7 pozzi d’acqua e riabilitare 3 fonti d’acqua pulita, per un numero di beneficiari complessivo che supera le 9.000 persone, proprio grazie alla raccolta fondi effettuata ogni anno attraverso Venicemarathon.

domenica 9 maggio 2010

Domani i funerali di don Giuseppe Ferrari

La salma di don Giuseppe Ferrari, morto venerdì, oggi pomeriggio, alle ore18, verrà traslata nella chiesa di Travo dove alla sera, alle 21, ci sarà la recita del S.Rosario; i funerali si terranno domani,
lunedì 10 maggio, nella stessa chiesa di Travo, alle ore 10. Assente il
vescovo Gianni Ambrosio, il rito funebre sarà presieduto dal vicario generale mons. Lino
Ferrari.

Ambrosio: il cardinale Poggi esempio per i preti

Gv 8,31-35.37-39; Salmo 22; Gv 6,37-40

Carissimo vescovo Carlo, carissimi sacerdoti, carissimi fedeli,

desidero innanzi tutto ricordare le espressioni di grande stima di Benedetto XVI nei confronti del cardinale Luigi Poggi. Egli è stato – ha detto il Papa – “testimone di quella fede coraggiosa che sa fidarsi di Dio, solerte collaboratore della Santa Sede, in particolare come Nunzio Apostolico in vari Paesi e come Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, rendendo ovunque una apprezzata testimonianza di fervoroso zelo sacerdotale e di fedeltà al Vangelo”.

Desidero poi ricordare alcune frasi che il cardinale Ersilio Tonini mi ha comunicato al telefono questa mattina. “Il cardinale Poggi ha saputo non solo conservare ma anche aumentare quella grande ricchezza umana e cristiana della sua famiglia, dei suoi genitori. Il suo papà era sarto, sarto per i preti. Egli mi regalò – mi ha pregato di dirlo pubblicamente – il mio primo vestito da prete, vista la difficoltà di pagarlo. Con questo cuore grande e discreto ha vissuto il figlio, il cardinale Luigi Poggi”.

Desidero infine citar alcune frasi della lettera che mons. Luciano Monari mi ha inviato per partecipare con la preghiera e l’affetto al cordoglio della Chiesa piacentina: “l’immagine che custodisco di lui è quella di un vero prete, consacrato totalmente a Dio e alla Chiesa che, nonostante gli incarichi di prestigio esercitati negli anni di servizio alla Santa Sede, aveva mantenuto una semplicità e un’umiltà ammirevole”.

Mi unisco a queste espressioni di cordoglio e di sincera stima da parte del Santo Padre e di mons. Monari, rivolgendo le mie condoglianze innanzi tutto ai famigliari del caro cardinale Poggi e poi ai sacerdoti e laici che l’hanno conosciuto ed hanno goduto della sua fedele amicizia.

Siamo qui, raccolti in commossa preghiera in questa basilica di san’Antonino, per consegnare il cardinale Luigi Poggi all’infinita misericordia del Padre. Egli si è spento a questa vita terrena nel tempo pasquale. La nostra preghiera di commiato sia ripiena della luce e della speranza della Pasqua: nella fede che noi professiamo in Cristo morto e risorto, sappiamo che la morte è apertura verso la vita, è passaggio alla vera nostra vita, quella eterna nella comunione di Dio.

Ricordiamo il cardinale Poggi come un ottimo prete, cresciuto in un ambiente ricco di umanità e di fede, un prete che ha messo la sua intelligenza e la sua umanità al servizio del Vangelo e della Chiesa, soprattutto nei delicati compiti diplomatici. Insieme alle riconosciute competenze, operò sempre con rigore e lealtà verso la Chiesa e i suoi superiori.

Ed anche con grande discrezione. Ricordo che in un’intervista pubblicata sul Corriere della Sera di undici anni fa (5 novembre 1999, pag. 8), il giornalista gli chiese se avesse parlato con il Papa di un particolare argomento. La risposta del Cardinale fu subito pronta: “Preferisco non dire nulla di ciò che è stato oggetto di conversazione con il Santo Padre”. Ugualmente significativo è il fatto che, insieme ad altri grandi ecclesiastici piacentini che hanno ricoperto incarichi diplomatici, tra i quali spicca il cardinale Agostino Casaroli, Poggi non abbia mai disgiunto le questioni diplomatiche dalla preoccupazione pastorale.

Alcuni hanno evidenziato – giustamente – la sua piacentinità, che egli ha saputo esprimere al meglio nelle sue grandi doti di cuore, nella capacità di entrare facilmente in dialogo con chiunque, nella vivace sensibilità culturale, nella lucida e serena visione della storia. D’altronde il fatto stesso che abbia voluto essere sepolto qui a Piacenza, in questa basilica dedicata al patrono della città e della diocesi, è un segno evidente del suo amore per questa Chiesa e per questa città.

L’Eucaristia che celebriamo, prima di essere di suffragio per il nostro fratello Luigi, è lode e ringraziamento a Dio per il dono del suo Figlio, il Signore Gesù, che ha dato la sua vita per noi. E nel Signore Gesù è ringraziamento a Dio per il dono di questo nostro confratello e concittadino, per il suo servizio sacerdotale ed episcopale, per il suo esempio di dedizione al Vangelo, di servitore della Chiesa e di mitezza cristiana.

Affidiamo alla misericordia di Dio questo fratello, lasciando risuonare nel nostro cuore il grido possente della fede dell’apostolo Paolo che avvolge della luce pasquale chiunque viva in Cristo e muoia nella braccia di Cristo: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?…Chi ci separerà dall’amore di Cristo? …Io sono persuaso che né morte, né vita…né alcuna altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”.

Risuoni nel nostro cuore la parola di Gesù che è stata proclamata: “Questa è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Il cardinale Poggi ha camminando fra le difficoltà della vita e della storia credendo in Dio, professando la fede nel Figlio del Padre, vivendo nell’amore verso Dio e verso i fratelli.

Le parole di Gesù e il grido dell’apostolo siano il viatico che ci accompagna nel nostro cammino di pellegrini verso la patria che ci attende. Lì, ove è arrivato, il cardinale Poggi possa sperimentare la gioiosa verità della fede pasquale che su questa terra egli ha professato, ha celebrato e ha testimoniato.

La nostra Chiesa, che il cardinale ha sempre stimato ed amato, lo affida ora alla misericordia di Dio e intercede per lui. Lo accolga la comunione dei Santi in cui egli ha creduto, lo accolga la Madre del Signore che egli ha venerato con affetto filiale. Siamo certi che, dall’alto, il cardinale Poggi pregherà per noi, per la nostra Chiesa, per quanti lo hanno conosciuto e a cui ha voluto bene.

Amen.

+ Gianni Ambrosio

Vescovo di Piacenza-Bobbio

venerdì 7 maggio 2010

Morto don Giuseppe Ferrari

E' morto questa mattina, all'ospedale civile di Piacenza, dov'era ricoverato
da ieri, don Giuseppe Ferrari, già parroco di Travo.
Nato a Castel San Giovanni il 17 settembre 1925, è stato ordinato sacerdote
l'11 giugno 1949. Ha iniziato il servizio pastorale come curato a Ziano; nel
1955 è stato nominato delegato vescovile a Strà e parroco di Vidiano Soprano
nel 1956.
Il 1° maggio 1975 gli è stata affidata la parrocchia di Travo, incarico che
ha mantenuto fino al 2007, quando ha rinunciato e si è ritirato alla Casa
del Clero Cerati.

Nomine, poker di parrocchie per don Busi

Con Atto proprio di S.E. mons. Vescovo in data 29 aprile 2010 al M.R.
Calamari don Alfonso, finora parroco di Gusaliggio, è stato conferito l’incarico
di collaboratore nel servizio pastorale nella Unità pastorale 2 del
Vicariato Val Taro -Val Ceno. Lascia i precedenti incarichi mantenendo
quello di cappellano presso il Presidio Ospedaliero di Borgo Val di Taro PR.

Con Atto proprio di S.E. mons. Vescovo in data 29 aprile 2010 il M.R. Busi
don Angelo, attualmente parroco di Borgo Val di Taro PR, mantenendo i
precedenti incarichi, è stato nominato amministratore parrocchiale delle
seguenti parrocchie:
* Santa Maria Assunta in Gusaliggio, Comune di Valmozzola, Provincia di
Parma, resasi vacante in seguito a trasferimento ad altro incarico dell’ultimo
titolare il M. R. Calamari don Alfonso;
* San Martino Vescovo in San Martino, Comune di Valmozzola, Provincia di
Parma;
* Santi Gervaso e Protaso in Mariano, Comune di Valmozzola, Provincia di
Parma;
* San Giacomo Apostolo e San Siro in Branzone e San Siro, Comune di
Valmozzola, Provincia di Parma.

Con Atto proprio di S.E. mons. Vescovo in data 29 aprile 2010 al M.R. Nsumbu
Mbaki don Pamphile Renè, della diocesi di Matadi (Congo), lasciando i
precedenti incarichi, è stato conferito l’incarico di collaboratore nel
servizio pastorale presso le parrocchie di Gusaliggio, Branzone e San Siro,
Mariano e San Martino Valmozzola, Comune di Valmozzola, Provincia di Parma.

Con Atto proprio di S.E. mons. Vescovo in data 29 aprile 2010 al M.R.
Noberini don Maurizio, attualmente parroco di Santa Franca in Piacenza, è
stato conferito l’incarico di Moderatore dell’Unità Pastorale 7 del
Vicariato Comuni di Piacenza e Gossolengo, in seguito alle dimissioni
presentate e legittimamente accettate del precedente incaricato il M. R.
Bulla don Piero, attualmente parroco della parrocchia di San Lazzaro e San
Vincenzo de’ Paoli in Piacenza.



Piacenza,
dalla Curia Vescovile,
5 maggio 2010,
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi

giovedì 6 maggio 2010

Cardinale Poggi, venerdì i funerali in Vaticano e sabato in Sant'Antonino

Ai funerali del card. Luigi Poggi, previsti per venerdì prossimo, alle ore 17,30, nella
basilica di San Pietro a Roma, prenderà parte una delegazione piacentina
guidata dal vescovo mons. Giorgio Corbellini; la salma del Porporato sarà
in seguito traslata a Piacenza e sabato prossimo, alle ore 11, nella
basilica cittadina di Sant'Antonino, il vescovo mons. Gianni Ambrosio
presiederà un rito funebre; al termine ci sarà la tumulazione nella basilica
stessa.

martedì 4 maggio 2010

Morto a 92 anni il cardinale Luigi Poggi

La Chiesa di Piacenza-Bobbio in lutto: è morto questa mattina a Roma, dove aveva la residenza, il cardinale piacentino Luigi Poggi. Comunicando la notizia alla comunità diocesana, il vescovo mons. Gianni Ambrosio ha sottolineato le benemerenze che il Porporato aveva acquisito al servizio diretto della Santa Sede ed ha richiamato l’affettuoso ricordo che sempre ha avuto della Chiesa e della città di Piacenza. Il vescovo mons. Ambrosio, sempre ricordando il Cardinale scomparso, assicura la preghiera al Signore perché lo accolga nella sua Casa.

Nota biografica.
Il cardinale Luigi Poggi era nato a Piacenza il 25 novembre 1917. Completati gli studi al Collegio Alberoni, è stato ordinato sacerdote il 28 luglio 1940. Ha quindi perfezionato i suoi studi a Roma presso l’Accademia pontificia dei nobili e nel luglio 1944 si è laureato in utroque jure “summa cum laude”.
Dal 1944 al 1946 frequenta corsi diplomatici alla Pontificia Accademia Ecclesiastica; entra nella Segreteria di Stato della Santa Sede; del 1949 è il titolo di Cameriere Segreto di Sua Santità, quindi uditore e consigliere di Nunziatura; Prelato domestico di SS. nel 1960, il 3 aprile 1965 è ordinato arcivescovo titolare di Forontoniana e nominato delegato apostolico per l’Africa Centrale; del maggio del 1969 è la nomina a nunzio apostolico in Perù.
Nell’agosto del 1973 viene richiamato a Roma con la qualifica di Nunzio apostolico con incarichi speciali per collaborare con il cardinale Agostino Casaroli.
Il 19 aprile 1986 viene nominato nunzio apostolico in Italia. Nel 1993 gli viene assegnato l’incarico di pro archivista e pro bibliotecario di Sacra Romana Chiesa e il Papa Giovanni Paolo II nel Concistoro del 26 novembre 1994 lo crea cardinale. Dal 1997 era archivista emerito.

Con un seguente comunicato forniremo altre notizie sui funerali e sulla partecipazione della comunità piacentina.

Il nostro vescovo mons. Ambrosio ha inviato un telegramma al cardinale Angelo Sodano, Decano del Sacro Collegio, per esprimere le condoglianze sue e della comunità piacentina.

4 maggio 2010

La messa dei lavoratori con il vescovo alla Bolzoni

In occasione della festa dei lavoratori la diocesi di Piacenza-Bobbio
propone, mercoledì 5 maggio, alle ore 16, una celebrazione eucaristica
presieduta dal Vescovo mons. Gianni Ambrosio presso l’azienda Bolzoni, in
località “I Casoni” di Gariga di Podenzano. Seguirà un momento di saluto ai
responsabili e rappresentanti delle varie categorie, associazioni e
sindacati dei lavoratori.

giovedì 29 aprile 2010

Con il 5X1000 Domus Justinae restaura la cappella di San Martino

Tempo di dichiarazioni dei redditi. Come saprete c'è una possibilità per sostenere le associazioni(quelle iscritte agli albi proviniciali di promozione sociale) attraverso la firma del 5 x 1000 nel MODELLO CUD 2010 o in altri moduli per la dichiarazione dei redditi, firma che ovviamente al contribuente non comporta alcuna spesa aggiuntiva. Tante si propogono, poche dicono espressamente che cosa faranno con i contributi. Una di queste è l'Associazione Domus Justinae che riunisce i volontari della cattedrale di Piacenza-Bobbio. I contributi devoluti attraverso le firme in questo anno 2010 verranno destinati al restauro della cappella di San Martino che si trova appunto nel Duomo di Piacenza.
Per aiutare Domus Justinae, nel 1° riquadro (volontariato e associazioni di promozione sociale) si deve firmare e inserire il numero del codice fiscale del beneficiario: 91081610338.

giovedì 22 aprile 2010

Missione Popolare due, verso il secondo anno

Relazione dell’Ufficio diocesano per la pastorale presentata da mons. Giuseppe Busani al Consiglio Presbiterale Diocesano (22 aprile 2010)

MISSIONE POPOLARE DIOCESANA:
VERSO IL SECONDO ANNO


‘HO CREDUTO, PERCIÒ HO PARLATO’


1. LE TAPPE DEL CAMMINO

Nel Consiglio Pastorale diocesano del 20 marzo si sono raccolti i primi suggerimenti in vista del secondo anno della MPD. Oggi, 22 aprile, il confronto avviene nel Consiglio presbiterale. Nei prossimi mesi si continuerà il confronto con i responsabili degli uffici pastorali e con altri organismi per elaborare insieme contenuti, forme e iniziative del cammino del secondo anno.
Nella Veglia di pentecoste di sabato 22 maggio, ci riuniremo in cattedrale per invocare insieme lo Spirito santo sul cammino della Missione popolare

Nei mesi di Settembre-ottobre sono in programma alcuni giorni dedicati specificamente alla formazione e all’approfondimento :
- Con gli operatori pastorali nel Convegno pastorale di Pianazze (venerdì 10-sabato11settembre)
- Con il clero nelle giornate di fine settembre all’Alberoni
- Con gli animatori della MPD nei tre sabati di ottobre (9,16,23)


2. PRIMI ORIENTAMENTI PER IL SECONDO ANNO

Abbiamo immaginato la MPD come un processo aperto, come ‘cantiere aperto’. Non abbiamo scelto la strada di una ‘progettazione lineare’, che prevede a monte la pianificazione di tutti i passaggi, ma di operare con una logica progettuale più dialogica. La progettazione lineare si basa un programma dettagliato che deve essere pronto fin dall’inizio, la ‘progettazione dialogica’ si basa su orientamenti di fondo e progressive costruzioni e adattamenti.
Iniziamo perciò a preparare il secondo anno: a immaginare contenuti, ipotizzare iniziative e percorsi nella speranza che siano generativi e fecondi. E lo facciamo alla luce di una ripresa critico-propositiva del percorso del primo anno. Il secondo anno deve essere in chiara continuità con il primo anno.

1.1 In continuità con il primo anno: ‘Una Chiesa che si radica’

­ La missione mira a dare nuova energia ed ‘entusiasmo evangelico’ alla vita ordinaria delle nostre comunità:
riscoprendo e rivitalizzando ‘le esperienze fondamentali-costitutive dell’esperienza cristiana’,
mantenendo accesa la sensibilità e l’apertura all’altro che in noi e attorno a noi cerca il Signore.
­ La missione è popolare, ossia esercitata da tutti; gli animatori svolgono la funzione di ‘punti di riferimento’ e di ‘facilitatori”. Tutti sono missionari e perciò invitati a mettersi in gioco sulla strada della collaborazione-corresponsabilità.
­ Nei prossimi due ritiri si continua l’esercizio di ‘familiarità orante’ con la parola di Dio: quali correzioni-miglioramenti in base all’esperienza vissuta? (ad esempio maggiore cura degli inviti e di alcuni momenti della ‘lectio’, silenzio, confronto, preghiera…)
- Per l’estate sarà stampato il ‘sussidio’ per continuare l’esercizio della lettura orante del Vangelo di Luca, perché sia a disposizione di tutti.

­ Per vivere il secondo anno in continuità, ma senza inutili ripetizioni: in quale forma si potrebbe mantenere l’esercizio di familiarità orante con la Parola di Dio?
(Es. sono proponibili ‘tre sere’di lectio-esercizi spirituali nei grandi centri della Diocesi?...)


1.2 Secondo anno: Il Vangelo come risorsa per la vita delle persone.

Se la dinamica di fondo del primo anno è in un certo senso ‘l’andare in profondità’, ‘il radicarsi’; la dinamica di fondo del secondo anno potrebbe essere quella ‘dell’apertura’, ‘dell’invito’. La chiesa è consapevole di avere nel vangelo un dono e una risorsa insostituibili per la vita buona del mondo e di ogni persona, una parola unica sul nascere, sull’amare, sul soffrire, sul morire… Il Vangelo infatti è la notizia di una bontà radicale, sempre nuova, di cui solo Dio può essere soggetto e garante. Per questo la Chiesa invita e invitando ascolta e accoglie, si fa ospitale”. Invita non perché si senta sola, ma perché ha un dono grande da condividere, che non appartiene solo a lei.
- Una chiesa che invita a condividere il Vangelo (accolto, annunciato e pregato) come Parola Buona
- sulla fragilità (felicità e sofferenza / sofferenza e fragilità)
- sulle relazioni (vita affettiva)
- sul modo di vivere il tempo (festa, lavoro)
- sulla cittadinanza
- Potrebbe risultare utile riprendere quattro delle dieci ‘corde’ richiamate nella Lettera pastorale del Vescovo che tentavano di delineare l’immagine di Chiesa missionaria: Chiesa ospitale, coinvolgente, affettiva, aperta.
- La Missione a lo scopo di far giungere il Vangelo a tutti: occorre insieme costruire le modalità e le forme e lo stile per allargare le relazioni.



3. LE POSSIBILI PISTE DI LAVORO

- Accrescere-allargare gli inviti alla condivisione del Vangelo.
- Proporre momenti di dialogo e incontro nel territorio
- Programmare appuntamenti ‘specifici’ con attenzione a particolari ambiti della vita umana. (il Vangelo come parola buona per chi vivere nella fragilità; il vangelo parola per chi lavora; ecc…)
- Favorire l’accesso - ospitalità nei luoghi di preghiera: chiese aperte in orari vicini alle esigenze delle persone
- Luoghi e opportunità di dialogo là dove si incontrano le persone: Agorà, cortile dei gentili
- Offrire momenti di dialogo e apertura con il territorio e la città attraverso forme e linguaggi differenziati.
- Vivere la Chiesa nelle vie, nelle piazze, nei luoghi di vita perché anche lì c’è Vangelo da ascoltare e portare alla luce.

Consiglio Presbiterale: unità pastorali scelta per testimoniare il Vangelo

Si riunito questa mattina, giovedì 22 aprile, nella sala degli Affreschi di Palazzo vescovile di Piacenza, il Consiglio diocesano presbiterale. Il vicario generale monsignor Lino Ferrari si è tra l'altro soffermato sulle iniziative in programma nelle prossime settimane: inizia oggi a Piacenza il sessantesimo congresso nazionale della Fuci; il 25 aprile si tiene la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni (appuntamento – ha precisato il Vicario generale - da valorizzare); il 27 aprile si terrà l’inaugurazione della nuova sede, in via Vittorio Veneto, dell’Istituto La Casa di Piacenza: è un’occasione, sono parole di mons. Ferrari, per far conoscere maggiormente questo servizio; ricorre il decimo anniversario della Beatificazione di Madre Rosa Gattorno, fondatrice delle Figlie di Sant’Anna (manifestazioni e celebrazioni il 4-5-6 maggio); il 30 aprile inizierà il Tour de Vie dei giovani; il 9-10-11 giugno si terrà il pellegrinaggio a Roma di un gruppo di sacerdoti per partecipare alla chiusura dell’anno sacerdotale. Il Consiglio presbiterale tornerà a riunirsi il prossimo 20 maggio.

CALENDARIO LITURGICO. Al termine anche una comunicazione di mons. Maggi che ha ricordato al Consiglio che è ormai in fase di conclusione l’iter di stesura del Calendario liturgico della Chiesa di Piacenza –Bobbio; presto verrà trasmesso a Roma per l’approvazione definitiva; restano ancora in discussione le date di alcune ricorrenze di Santi, tra cui quella di San Savino; gli interessati possono far pervenire alla commissione le loro osservazioni. Da parte sua il Vescovo ha sottolineato che S. Gerardo, inserito nel nostro Calendario, poiché patrono di una diocesi importante come quella di Potenza, merita una maggiore considerazione anche da parte dei piacentini.


UNITA’ PASTORALI. Introdotto dal Vescovo, è stata poi la volte dell’intervento di don Cristiano Alrossi, della parrocchia di San Rocco al Porto, diocesi di Lodi. Il sacerdote ha sintetizzato i risultati di una sua ricerca sulle Unità Pastorali della nostra diocesi, ricerca compiuta per la propria tesi discussa all’Università teologica di Milano. Don Alrossi ha messo in collegamento le Unità pastorali con la Missione (rapporto che non deve mai venire meno) e questo è giustificato dal fatto che la loro finalità è essenzialmente l’evangelizzazione. La loro costituzione non è un fatto di “ingegneria ecclesiastica”, ma una scelta della diocesi per testimoniare il Vangelo nella società di oggi. Alla loro base vi è il principio della sussidiarietà con aperture al nuovo quali un maggiore spirito di collaborazione e la corresponsabilità dei laici. Il tutto in una concezione di una diocesi in rete in cui “l’altro” sia visto con occhi diversi. Alla base il concetto del “cantiere aperto”. Su queste riflessioni si è aperta la discussione. E’ stato osservato che le Unità pastorali hanno rivelato una disponibilità al nuovo, ma ora occorre, oltre alla buona volontà, anche una precisa determinazione; le Unità pastorali sono state proposte dal Sinodo vent’anni fa con una scelta profetica, ma oggi siamo in ritardo sulla loro attuazione (occorre rivedere, tra l’altro, gli impegni dei preti e la loro distribuzione sul territorio); ribadito lo stretto rapporto tra Unità pastorali e Missione, è stato sottolineato da più parti che quest’ultima ha finora evidenziato come molte iniziative (esercizi spirituali, missione dei ragazzi, ecc.) siano state possibili – ed abbiano avuto successo - proprio grazie alle nuove circoscrizioni. Tra i vantaggi, sono stati segnalati anche quelli possibili per la gestione del patrimonio, tra cui le molte chiese. Tra i vari aspetti sottolineati dagli intervenuti vi è stata la costante delle relazioni (fatto determinante nell’evangelizzazione), che hanno trovato un forte sostegno proprio nelle Unità pastorali. E’ questo un tema che per molti è da approfondire e da valorizzare anche con proposte concrete.

CAMMINO DELLA MISISONE POPOLARE. E’ stata poi la volta di mons. Giuseppe Busani che, in qualità di vicario episcopale per la pastorale, ha fatto il punto sull’andamento della Missione popolare: le tappe del cammino percorso, i primi orientamenti per il secondo anno, le possibili piste di lavoro. Nella discussione che ne è seguita, è stata sottolineata la disponibilità dei religiosi; nella programmazione del prossimo anno dovrà essere messa in conto anche la Giornata mondiale della gioventù; è il caso di pensare pure ad incontri per categorie come nella missione del Duemila; privilegiare il problema delle relazioni, soprattutto della relazione con il Signore; importante la visita alle famiglie per portare il Vangelo; valutare con attenzione i “modi” per evangelizzare sull’esempio del Vangelo (Gesù che cammina con gli apostoli, che si ferma a mangiare con loro...); valorizzare anche la grande ricchezza delle associazioni di volontariato che operano nell’assistenza (sono circa trecento).

L’INTERVENTO DEL VESCOVO. Nel suo intervento il vescovo mons. Ambrosio ha espresso il suo compiacimento per la numerosa partecipazione alla celebrazione che lunedì scorso in cattedrale per ricordare i cinque anni del Pontificato di Benedetto XVI, occasione con la quale la Chiesa di Piacenza ha espresso anche la sua vicinanza al Pontefice. Mons. Ambrosio ha poi auspicato che la fase diocesana del processo di beatificazione di don Beotti possa concludersi tra breve nonostante siano sorte alcune difficoltà che si spera siano solo procedurali; facendo poi riferimento alla Missione popolare ha chiesto che la nostra comunità possa crescere insieme nella mente, nelle relazioni, nella vita, nella progettualità e nell’operatività. Importante il problema dei “modi” con i quali testimoniare il Vangelo: occorre essere attenti non tanto alle strutture, ma alla partecipazione e decisive sono le relazioni. E il tutto deve essere visto e vissuto nell’ambito della Missione tenendo presente che ogni iniziativa diocesana non deve mai mortificare la progettualità della base.


mercoledì 21 aprile 2010

Fiera di Primavera, alla Galleana con i ragazzi del fare

In queste settimane è diventata ormai tradizione, in tutte le maggiori piazze italiane, imbattersi nella "Fiera Primavera" e lasciarsi coinvolgere dallo slancio, generosità e idealismo dei Ragazzi per l'Unità (diramazione del Movimento dei Focolari).

Questi ragazzi ricordano anche ai grandi che sotto una spinta ideale ci può essere un progetto concreto e la possibilità di realizzarlo, unendo la tensione ad un mondo più unito con la capacità di cominciare a costruirlo, rimboccandosi le maniche e lavorando insieme al cantiere dell'amore reciproco.

Quest'anno la manifestazione giunta alla sua quattordicesima edizione a Piacenza, si sposterà al Parco della Galleana e si terrà domenica 25 aprile (dalle 10.00 alle 18.00).

Alla Fiera parteciperanno diverse scuole piacentine sia della scuola primaria, che delle medie.
Scuole, oratori e associazioni si daranno appuntamento in un mercatino tutto speciale, fatto di giochi, animazione, musica e tanti stand in cui comprare i lavori realizzati da questi piccoli artigiani. Al mattino è prevista una corsa campestre organizzata dai giovani, che coinvolgerà tutti i presenti e a mezzogiorno il TIME OUT, un momento di pausa, di riflessione per la pace del mondo con la presenza delle autorità. A questo momento in particolare sono invitati a partecipare gli organi di stampa.

Lo scopo della Fiera? Vivere e diffondere la "cultura del dare", ricavando fondi con cui continuare a finanziare in particolare i progetti di sviluppo portati avanti dai Ragazzi per l'Unità del Congo, Repubblica Domenicana e dell'Amazzonia in Brasile.

Anche quest’anno le scuole coinvolte hanno aderito al progetto “ColoriAMO la città per un mondo unito” che prevedeva diverse tappe per sensibilizzare ed educare i ragazzi alla cultura del dare, alla relazione e alla prosocialità.

La Fiera Primavera è una di queste tappe e anche a Piacenza vuole rappresentare il momento per dare colore alla nostra città, il colore dell’amore universale, dell’incontro tra le culture, il colore della cultura del dare. Anche quest’anno la Fiera è organizzata in collaborazione con il Comune di Piacenza, in particolare con l’assessorato al Futuro.