domenica 3 febbraio 2008

Misericordia, una cena per il Mozambico

Pubblico volentieri la lettera con cui la Misericordia di Piacenza invita tutti ad una cena benefica pro Mozambico.

Caro amico,

ti chiediamo solo un attimo di attenzione per un problema che ci sta particolarmente a cuore.
Abbiamo raccolto un grido si aiuto dalla popolazione del Mozambico dove le Misericordie italiane stanno recuperando la “SANTA CASA DELLA MISERICORDIA” per dare una speranza concreta soprattutto ai bambini ed ai ragazzi del luogo.
Ci siamo impegnati con loro – anche a nome dei piacentini - per varie attività come la mensa, l’ospedale ed il collegio dei ragazzi, ma soprattutto per l’adozione a distanza.
Sul nostro sito potrai trovare tutte le informazioni utili per comprendere l’importanza del progetto e per aderire anche tu con una delle formule disponibili.

Partiamo con una iniziativa per raccogliere fondi anche a Piacenza: per questo ti invitiamo ad aderire alla cena benefica che si terrà
SABATO 9 FEBBRAIO
Alle ore 20.00 presso il salone parrocchiale di S. Lazzaro.

Ti invitiamo anche a sollecitare amici e conoscenti per raggiungere insieme questo piccolo (per noi) e grande (per loro) obbiettivo, confermando entro il prossimo 6 febbraio al n. 0523 579492

Grazie della disponibilità e della sensibilità


I confratelli della Confraternita di MISERICORDIA
PIACENZA
Via Farnesiana 79 – 29100 PIACENZA
tel. 0523 579492 – fax 0523 574086

La Misericordia di Piacenza in Mozambico

Aiuta la Misericordia di Piacenza ad attivare servizi sanitari e servizi sociali a favore dei bambini e della popolazione di Ilha De Mocambique e del Lumbo…

La Misericordia di Lido di Camaiore (LU) è già impegnata da alcuni anni con aiuti alla popolazione del Mozambico, in particolare a quelli che popolano Ilha de Mocambique e le zone limitrofe.
Nel 2007 il rapporto si è notevolmente intensificato grazie alla collaborazione continua con le Suore Francescane della Purissima Concezione e con il Padre Diocesano parroco dell’Isola.
Da oggi anche la Misericordia di Piacenza si unisce concretamente al progetto dei confratelli toscani che nello scorso anno sono riusciti ad inviare contributi necessari per la messa in sicurezza della Casa, sede della santa Casa della Misericordia, a sostenere la mensa delle suore francescane e a incentivare le adozioni a distanza.
Quest’anno, visti i nuovi rapporti nati con il Governo locale e con la Diocesi sono stati individuati progetti di intervento per la realizzazione e l’attivazione di servizi necessari ed indispensabili a questa popolazione di oltre 18.000 persone che vive in 3 Km quadrati di isola collegati alla terra ferma da un ponte.
Durante i due viaggi i confratelli hanno cercato di incontrate la popolazione, i giovani, gli adulti, i bambini per capire insieme e con i loro occhi le esigenze e i bisogni, lasciando da parte il nostro “pensare da bianchi”.
Quello che è nato da questi incontri è un grande impegno, che vede le Misericordie protagoniste nel far conoscere a tutti noi questo popolo con le sue esigenze ma soprattutto con le sue potenzialità.
I servizi da concretizzare all’interno della sede della Santa casa della Misericordia riguardano la realizzazione di ambulatori di primo soccorso e di un asilo per bambini dai tre ai sette/otto anni.
I servizi all’esterno della casa sono invece quelli realizzati dalle suore francescane che riguardano la mensa giornaliera di oltre 100 bambini, le adozioni a distanza che permettono l’istruzione a questi ragazzi e il sostegno del LAR (un collegio in cui vivono dai 25 ai 30 ragazzi provenienti dal continente che possono frequentare le scuole presenti sull’isola).
La particolarità di ILHA de Mocambique è sicuramente la presenza dei pubblici servizi, in particolare delle scuole: UNICA VERA FONTE DI CRESCITA CULTURALE per queste popolazioni.
Nella provincia di Nampula, le scuole secondarie sono molto poche e quella di Ilha rappresenta l’unica nel raggio di oltre 200 km.
L’aiuto di ognuno di noi può permettere di migliorare la situazione di molte persone……

sabato 2 febbraio 2008

L'ospedale a messa in cattedrale

Piacenza - L'Ufficio diocesano per la pastorale della salute ricorda che, in occasione della XVI giornata mondiale del malato, domenica 10 febbraio, alle ore 16, in cattedrale, l'amministratore diocesano mons. Lino Ferrari celebrerà l'Eucaristia per gli operatori della pastorale sanitaria, le associazioni, i volontari, i medici, infermieri e tutti i fedeli della diocesi. Le associazioni che interverranno alla celebrazione in cattedrale con stendardi, labari, divise o altro sono pregati di avvisare per la sistemazione in basilica



Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale del Malato 2008

Il tema: "L’Eucaristia, Lourdes e la cura pastorale dei malati"

Pubblichiamo di seguito il Messaggio di Benedetto XVI in occasione della 16a Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio 2008), che quest’anno sarà celebrata a livello diocesano.

* * *
Cari fratelli e sorelle!

1. L’11 febbraio, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, si celebra la Giornata Mondiale del Malato, occasione propizia per riflettere sul senso del dolore e sul dovere cristiano di farsene carico in qualunque situazione esso si presenti. Quest’anno tale significativa ricorrenza si collega a due eventi importanti per la vita della Chiesa, come si comprende già dal tema scelto "L’Eucaristia, Lourdes e la cura pastorale dei malati": il 150° anniversario delle apparizioni dell’Immacolata a Lourdes, e la celebrazione del Congresso Eucaristico Internazionale a Québec, in Canada. In tal modo viene offerta una singolare opportunità per considerare la stretta connessione che esiste tra il Mistero eucaristico, il ruolo di Maria nel progetto salvifico e la realtà del dolore e della sofferenza dell’uomo.
I 150 anni dalle apparizioni di Lourdes ci invitano a volgere lo sguardo verso la Vergine Santa, la cui Immacolata Concezione costituisce il dono sublime e gratuito di Dio ad una donna, perché potesse aderire pienamente ai disegni divini con fede ferma e incrollabile, nonostante le prove e le sofferenze che avrebbe dovuto affrontare. Per questo Maria è modello di totale abbandono alla volontà di Dio: ha accolto nel cuore il Verbo eterno e lo ha concepito nel suo grembo verginale; si è fidata di Dio e, con l’anima trafitta dalla spada del dolore (cfr Lc 2,35), non ha esitato a condividere la passione del suo Figlio rinnovando sul Calvario ai piedi della Croce il "sì" dell’Annunciazione. Meditare sull’Immacolata Concezione di Maria è pertanto lasciarsi attrarre dal «sì» che l’ha congiunta mirabilmente alla missione di Cristo, redentore dell’umanità; è lasciarsi prendere e guidare per mano da Lei, per pronunciare a propria volta il "fiat" alla volontà di Dio con tutta l’esistenza intessuta di gioie e tristezze, di speranze e delusioni, nella consapevolezza che le prove, il dolore e la sofferenza rendono ricco di senso il nostro pellegrinaggio sulla terra.
2. Non si può contemplare Maria senza essere attratti da Cristo e non si può guardare a Cristo senza avvertire subito la presenza di Maria. Esiste un legame inscindibile tra la Madre e il Figlio generato nel suo seno per opera dello Spirito Santo, e questo legame lo avvertiamo, in maniera misteriosa, nel Sacramento dell’Eucaristia, come sin dai primi secoli i Padri della Chiesa e i teologi hanno messo in luce. "La carne nata da Maria, venendo dallo Spirito Santo, è il pane disceso dal cielo", afferma sant’Ilario di Poitiers, mentre nel Sacramentario Bergomense, del sec. IX, leggiamo: "Il suo grembo ha fatto fiorire un frutto, un pane che ci ha riempito di angelico dono. Maria ha restituito alla salvezza ciò che Eva aveva distrutto con la sua colpa". Osserva poi san Pier Damiani: "Quel corpo che la beatissima Vergine ha generato, ha nutrito nel suo grembo con cura materna, quel corpo dico, senza dubbio e non un altro, ora lo riceviamo dal sacro altare, e ne beviamo il sangue come sacramento della nostra redenzione. Questo ritiene la fede cattolica, questo fedelmente insegna la santa Chiesa". Il legame della Vergine Santa con il Figlio, Agnello immolato che toglie i peccati del mondo, si estende alla Chiesa Corpo mistico di Cristo. Maria - nota il Servo di Dio Giovanni Paolo II - è "donna eucaristica" con l’intera sua vita per cui la Chiesa, guardando a Lei come a suo modello, "è chiamata ad imitarla anche nel suo rapporto con questo Mistero santissimo" (Enc. Ecclesia de Eucharistia, 53). In questa ottica si comprende ancor più perché a Lourdes al culto della Beata Vergine Maria si unisce un forte e costante richiamo all’Eucaristia con quotidiane Celebrazioni eucaristiche, con l’adorazione del Santissimo Sacramento e la benedizione dei malati, che costituisce uno dei momenti più forti della sosta dei pellegrini presso la grotta di Massabielles.
La presenza a Lourdes di molti pellegrini ammalati e di volontari che li accompagnano aiuta a riflettere sulla materna e tenera premura che la Vergine manifesta verso il dolore e le sofferenza dell’uomo. Associata al Sacrificio di Cristo, Maria, Mater Dolorosa, che ai piedi della Croce soffre con il suo divin Figlio, viene sentita particolarmente vicina dalla comunità cristiana che si raccoglie attorno ai suoi membri sofferenti, i quali recano i segni della passione del Signore. Maria soffre con coloro che sono nella prova, con essi spera ed è loro conforto sostenendoli con il suo materno aiuto. E non è forse vero che l’esperienza spirituale di tanti ammalati spinge a comprendere sempre più che "il divin Redentore vuole penetrare nell’animo di ogni sofferente attraverso il cuore della sua Madre santissima, primizia e vertice di tutti i redenti"? (Giovanni Paolo II, Lett. ap. Salvifici doloris, 26).
3. Se Lourdes ci conduce a meditare sull’amore materno della Vergine Immacolata per i suoi figli malati e sofferenti, il prossimo Congresso Eucaristico Internazionale sarà occasione per adorare Gesù Cristo presente nel Sacramento dell’altare, a Lui affidarci come a Speranza che non delude, Lui accogliere quale farmaco dell’immortalità che sana il fisico e lo spirito. Gesù Cristo ha redento il mondo con la sua sofferenza, con la sua morte e risurrezione e ha voluto restare con noi quale "pane della vita" nel nostro pellegrinaggio terreno. "L’Eucaristia dono di Dio per la vita del mondo": questo è il tema del Congresso Eucaristico che sottolinea come l’Eucaristia sia il dono che il Padre fa al mondo del proprio unico Figlio, incarnato e crocifisso. E’ Lui che ci raduna intorno alla mensa eucaristica, suscitando nei suoi discepoli un’attenzione amorevole per i sofferenti e gli ammalati, nei quali la comunità cristiana riconosce il volto del suo Signore. Come ho rilevato nell’Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis, "le nostre comunità, quando celebrano l’Eucaristia, devono prendere sempre più coscienza che il sacrificio di Cristo è per tutti e pertanto l’Eucaristia spinge ogni credente in Lui a farsi ‘pane spezzato’ per gli altri" (n. 88). Siamo così incoraggiati ad impegnarci in prima persona a servire i fratelli, specialmente quelli in difficoltà, poiché la vocazione di ogni cristiano è veramente quella di essere, insieme a Gesù, pane spezzato per la vita del mondo.
4. Appare pertanto chiaro che proprio dall’Eucaristia la pastorale della salute deve attingere la forza spirituale necessaria a soccorrere efficacemente l’uomo e ad aiutarlo a comprendere il valore salvifico della propria sofferenza. Come ebbe a scrivere il Servo di Dio Giovanni Paolo II nella già citata Lettera apostolica Salvifici doloris, la Chiesa vede nei fratelli e nelle sorelle sofferenti quasi molteplici soggetti della forza soprannaturale di Cristo (cfr n. 27). Unito misteriosamente a Cristo, l’uomo che soffre con amore e docile abbandono alla volontà divina diventa offerta vivente per la salvezza del mondo. L’amato mio Predecessore affermava ancora che "quanto più l’uomo è minacciato dal peccato, quanto più pesanti sono le strutture del peccato che porta in sé il mondo d’oggi, tanto più grande è l’eloquenza che la sofferenza umana in sé possiede. E tanto più la Chiesa sente il bisogno di ricorrere al valore delle sofferenze umane per la salvezza del mondo" (ibid.). Se pertanto a Québec si contempla il mistero dell’Eucaristia dono di Dio per la vita del mondo, nella Giornata Mondiale del Malato, in un ideale parallelismo spirituale, non solo si celebra l’effettiva partecipazione della sofferenza umana all’opera salvifica di Dio, ma se ne possono godere, in certo senso, i preziosi frutti promessi a coloro che credono. Così il dolore, accolto con fede, diventa la porta per entrare nel mistero della sofferenza redentrice di Gesù e per giungere con Lui alla pace e alla felicità della sua Risurrezione.
5. Mentre rivolgo il mio saluto cordiale a tutti gli ammalati e a quanti se ne prendono cura in diversi modi, invito le comunità diocesane e parrocchiali a celebrare la prossima Giornata Mondiale del Malato valorizzando appieno la felice coincidenza tra il 150° anniversario delle apparizioni di Nostra Signora a Lourdes e il Congresso Eucaristico Internazionale. Sia occasione per sottolineare l’importanza della Santa Messa, dell’Adorazione eucaristica e del culto dell’Eucaristia, facendo in modo che le Cappelle nei Centri sanitari diventino il cuore pulsante in cui Gesù si offre incessantemente al Padre per la vita dell’umanità. Anche la distribuzione ai malati dell’Eucaristia, fatta con decoro e spirito di preghiera, è vero conforto per chi soffre afflitto da ogni forma di infermità.
La prossima Giornata Mondiale del Malato sia inoltre propizia circostanza per invocare, in modo speciale, la materna protezione di Maria su quanti sono provati dalla malattia, sugli agenti sanitari e sugli operatori della pastorale sanitaria. Penso, in particolare, ai sacerdoti impegnati in questo campo, alle religiose e ai religiosi, ai volontari e a chiunque con fattiva dedizione si occupa di servire, nel corpo e nell’anima, gli ammalati e i bisognosi. Affido tutti a Maria, Madre di Dio e Madre nostra, Immacolata Concezione. Sia Lei ad aiutare ciascuno nel testimoniare che l’unica valida risposta al dolore e alla sofferenza umana è Cristo, il quale risorgendo ha vinto la morte e ci ha donato la vita che non conosce fine. Con questi sentimenti, di cuore imparto a tutti una speciale Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 11 gennaio 2008
BENEDICTUS PP. XVI

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

venerdì 1 febbraio 2008

Ecco lo stemma del vescovo Ambrosio


Lo stemma di un Vescovo è normalmente costituito da:

- uno scudo, che può avere varie forme, sempre riconducibili a fattezze di scudo araldico, recante al proprio interno simboli richiamanti caratteristiche ed idealità, particolari devozioni, origini geografiche ed esperienze culturali di formazione, riferimenti alla famiglia o al proprio nome ed altro.
- una croce accostata “in palo”, posta dietro lo scudo, con un traverso ad indicare il grado della dignità vescovile, ;

- un cappello prelatizio (galero), con dodici fiocchi verdi, sei per lato, pendenti, ordinati seguendo l’ordine 1, 2, 3, dall’alto;

- un cartiglio, posto sotto lo scudo, con un motto scritto generalmente in nero.


Descrizione araldica ( blasonatura ) dello stemma del Vescovo Gianni Ambrosio

“Di rosso, alla croce di Sant’Andrea d’oro, accantonata nel 1° dal cuore fiammato dello stesso, sanguinoso di rosso; nel 2° dalla stella (7) d’argento; nel 3° dalla colomba volante dello stesso; nel 4° dalla conchiglia di San Giacomo d’oro”

“VESTIGIA CHRISTI SEQUENTES”


Le parole del motto sono tratte dall’ “Itinerarium” dell’anonimo pellegrino a Piacenza, attribuito per molti secoli a Sant’Antonino ed identificano una sintesi del programma pastorale del Vescovo Gianni Ambrosio.

Interpretazione

La croce astile posta dietro lo scudo è “gemmata” con cinque pietre rosse, simbolo delle cinque piaghe di Cristo.

Il rosso è il colore intenso dell’amore e del sangue, concetti spesso abbinati nella Sacra Scrittura; l’amore senza limite di Gesù che ha versato il suo sangue per la nostra redenzione; l’amore del Padre per noi, così forte da inviare il suo Figlio prediletto per la nostra salvezza: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dar il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). E’ inoltre il colore del martirio; del martire Sant’Andrea, qui ripreso dall’omonima croce che attraversa lo scudo e che richiama la Basilica di Sant’Andrea di Vercelli, diocesi di origine di Mons. Ambrosio, del martire Sant’Antonino, patrono della Diocesi di Piacenza-Bobbio e della martire Santa Giustina, patrona della Cattedrale di Piacenza.

L’ oro è il metallo più nobile, simbolo quindi della prima Virtù, la Fede; infatti, è grazie alla Fede che possiamo accogliere l’amore che sgorga dal Sacro Cuore di Gesù e che ci conduce alla salvezza “..seguendo le orme di Cristo..”. L’immagine del Sacro Cuore vuole inoltre ricordare l’omonima Università di Milano presso cui Mons. Ambrosio ha svolto il ministero di Assistente Ecclesiastico Generale fino ad oggi (2008).

L’argento è lo “smalto” che rappresenta la trasparenza, quindi la Verità assoluta che risiede nella Gerusalemme Celeste. E’ pure il colore della Purezza, classico attributo della Madonna, qui identificata dalla stella (“Stella matutina”).

La colomba simboleggia San Colombano Abate, patrono di Bobbio. Il Santo, monaco irlandese, giunse a Bobbio nell’autunno del 614 e constatando lo stato di abbandono della chiesa di San Pietro, vi fece erigere attorno delle costruzioni in legno, primo centro di vita monastica e qui morì il 23 novembre del 616. Le sue spoglie riposano nella cripta dell’Abbazia.

La conchiglia di San Giacomo, classico simbolo iconografico del Pellegrino, costituisce qui un riferimento alla formella presente nella Cattedrale di Piacenza, che ritrae la figura dell’Anonimo piacentino che nel 570 circa tracciò un itinerario significativo per la conoscenza della Terra Santa; a ricordare inoltre che Piacenza è terra di pellegrinaggi e di pellegrini; la città infatti si trova sul percorso della famosa “Via Francigena” e in passato aveva una grande capacità di accoglienza per i pellegrini che transitavano attraverso di essa. Inoltre è terra di pellegrini: San Raimondo Palmerio (+1200), pellegrino a Santiago di Compostela; San Corrado Confalonieri (+1361), eremita e pellegrino; San Rocco di Montpellier particolarmente legato a Sarmato, paese della provincia piacentina. Inoltre, il richiamo di tale immagine, presente anche nello stemma del Santo Padre Benedetto XVI, vuole significare la devozione filiale del Vescovo verso il Papa che lo ha annoverato tra i successori degli Apostoli.

Una veglia per la vita

La diocesi di Piacenza-Bobbio si sta preparando alla trentesima “giornata per la vita” prevista per domani. L’Ufficio per la pastorale del matrimonio e della famiglia, oltre a diffondere il messaggio del Papa per tale appuntamento, ha programmato una veglia di preghiera che si terrà nella chiesa di San Vittore alla Besurica domani, sabato 2 febbraio, alle ore 21, con l’intervento di monsignor Giuseppe Busani.

giovedì 31 gennaio 2008

Nikolajewka ancora viva dopo 65 anni


Il 31 gennaio di 65 anni fa i resti delle truppe italiane impegnate nella campagna di Russia raggiungevano con grande fatica le linee amiche. Questo grazie al sacrificio degli alpini che, 6 giorni prima, avevano aperto un varco nelle linee russe con la tragica battaglia di Nikolajewka. Domenica scorsa, a Vigolzone (Piacenza), si è tenuta la commemorazione ufficiale della battaglia. Ecco il mio intervento.

Signor sindaco, autorità, alpini, signore e signori oggi siamo qui a commemorare uno dei momenti più tragici della storia d'italia dall'unità ad oggi: la battaglia di Nikolajewka. Era il 26 gennaio 1943, 65 anni fa. Gli alpini, provat, oltre che dai combattimenti, dal gelido inverno russo, si ritrovano ad affrontare alcuni reparti dell'Armata Rossa, asserragliatisi nel villaggio per impedire all'ARMIR la fuga dalla grande sacca del Don: nel corso dei mesi precedenti, l'esercito sovietico era infatti riuscito a circondare i nemici, chiudendo qualunque via di fuga. Il prezzo pagato è altissimo: migliaia di soldati italiani cadono sotto i colpi dell'artiglieria nemica, altrettante migliaia sono i feriti. Nonostante questo bagno di sangue, la battaglia di Nikolajewka viene considerata una vittoria: grazie a questo successo, si riesce infatti ad aprire un varco nella sacca del Don e il 31 gennaio 1943 la colonna riesce a raggiungere la salvezza presso le linee amiche. Il costo di vite umane di quella battaglia venne quantificato in 4mila, 6 mila uomini. Ebbene, oggi a distanza di 65 anni, c'è il concreto rischio che il ricordo di quelle vicende vada svanendo. C'è il concreto rischio che i libri di coloro che c'erano e che, una volta avuta la fortuna di tornare a casa, hanno provato a mettere rosso su bianco il sangue eroico di quegli alpini, c'è il concreto rischio che queste testimonianze finiscano, impolverate, sullo scaffale più nascosto della nostra libreria o di una biblioteca comunale. Per fortuna l'Associazione nazionale alpini ha adottato questa battaglia e, una volta all'anno, la ricorda con la commemorazione di oggi. Ma non basta. Occorre che il ricordo sia di tutti. Non solo degli alpini. Oggi ci viene bene ricordare e commuoverci per altre tragedie: rimaniamo attoniti di fronte alla violenza con cui è stata uccisa Meredith, la studentessa americana, a Perugia; siamo increduli di fronte all'omicidio della giovane Chiara, a Garlasco; rimaniamo colpiti dall'assurda violenza che ha causato la morte del piccolo Tommaso, a Parma, del piccolo Samuele, a Cogne. Ancora ricordiamo la tragedia di Novi Ligure e quella dei genitori di Verona, uccisi dal figlio che poi andò tranquillamente in discoteca. Sono queste le guerre di oggi in cui la violenza, cieca, si manifesta senza alcun senso. Ebbene, a Nicolajewka, ci sono state 100, mille Perugia, 100, mille Novi Ligure, 100, mille Cogne .... eppure, eppure quella è una battaglia, una guerra che non ci dice più nulla. Grazie dunque agli alpini che quella battaglia hanno adottato e che a 65 anni di distanza la fanno ancora parlare. Già, perché da dire, ha ancora molto. Da una parte la cieca violenza di una tragedia senza senso che dovrebbe far riflettere sul senso che ha, oggi, una guerra, qualsiasi guerra. Dall'altra i piccoli grandi gesti eroici di quei soldati, di quelle penne nere che in quella avventura hanno dato tutto loro stessi. Gesti di 65 anni fa ma incredibilmente attuali. Nel libro di Carlo Vicentini che ho avuto la fortuna di presentare a Caorso si raccontava di un alpino che, per fermare il carroarmato russo, gli è messo davanti, senza fucile né munizioni, ma solo con il proprio corpo. Un'immagine eroica che noi possiamo solo figurarci nella nostra mente. Non c'eravamo. C'eravamo, invece, davanti alla tv, quando il giovane universitario cinese di piazza Tien An Men, con il proprio corpo ha tentato di fermare la colonna dei carri armati di Pechino. Poco importa, poi, che l'alpino sia finito travolto ed ucciso e che l'universitario cinese ce l'abbia invece fatta. Quel giovane alpino e quel giovane studente universitario, a distanza di anni, lottavano per gli stessi ideali: la patria, la democrazia, la libertà. Ecco perchè la battaglia di Nikolajewka deve essere ricordata anche oggi. Quegli uomini, quegli alpini hanno ancora molto da dire, Viva gli alpini!

Federico Frighi, 26 gennaio 2008, Vigolzone, Piacenza

Oro, incenso e mitria

Sta suscitando scalpore il fatto che l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano regali al vescovo eletto di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, attuale assistente ecclesiastico generale di quell'università, una mitria ornata da gemme preziose. Tanto che qualcuno, dalla curia di Piacenza, questa mattina si è affrettato a smentire (anche se non pubblicamente). Confermo quanto ho scritto e, soprattutto, se a Gesù donarono oro, incenso e mirra - da bambino - non mi sembra che ci sia nulla da scandalizzarsi se al vescovo Ambrosio - da adulto - donano una mitria ornata da pietre preziose confezionata in una sartoria ecclesiastica del Veneto. Ci sono poi presuli che, al loro ingresso in diocesi, ricevono in dono un'auto nuova, altri che vengono scortati come se fossero il Papa. Tutto questo ci sta e non mi sembra per nulla strano a patto che poi i vescovi, come molto spesso avviene, compiano egregiamente e appassionatamente il loro ministero.

mercoledì 30 gennaio 2008

Ambrosio, una mitria in dono dalla Cattolica

Una mitria color panna con ricami dorati e decorata con pietre preziose, confezionata in una sartoria ecclesiastica di Treviso. È uno dei regali che riceverà il nuovo vescovo Gianni Ambrosio. La mitria arriverà dal magnifico rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi, assieme al senato accademico. Il futuro vescovo riceverà poi almeno due pastorali: il primo donato dalla diocesi di Piacenza-Bobbio, il secondo dalla parrocchia di Carisio, dove la famiglia Ambrosio risiede, in provincia di Vercelli, e dove appena può don Gianni, le domeniche libere, va a dir messa. A quanto si è appreso, tuttavia, monsignor Ambrosio avrebbe insistito affinché i soldi per il pastorale fossero dirottati al fondo per l’oratorio del suo paese. La croce pettorale dovrebbe arrivare dalla Cattolica di Roma.

da Libertà, 30 gennaio 2008

Ambrosio a Codogno: Ratzinger papa della speranza

«Il Papa con questa enciclica invita noi cristiani a superare insieme ogni paura, anche quella del male ed a vincerlo. Rifuggendo da ogni tentativo individualistico». Così monsignor Gianni Ambrosio ha concluso la sua lezione sulla Spe salvi, l’ultima lettera enciclica di papa Benedetto XVI. Era a Codogno, l’altra sera, nel centro Madre Cabrini, davanti a 150 persone per un incontro programmato sin dallo scorso novembre, prima della sua elezione a vescovo di Piacenza-Bobbio. Chi c’era ha visto un Ambrosio nella sua veste di vescovo-professore attento a farsi comprendere dal vescovo di Lodi, Giuseppe Merisi (nella foto, a sinistra, con Ambrosio), così come dall’ultimo del pubblico sull’ultima sedia della sala. Monsignor Ambrosio ha presentato le tre tematiche fondamentali della Spe Salvi: «La speranza cristiana, la definizione teologica biblica della speranza cristiana (quella maggiormente trascurata dai media); il confronto con le ideologie della modernità; l’escatologia cristiana. Detto in termini giornalistici: che cosa ci sarà dopo». «Questo pontificato si caratterizza nel presentare i volti, i tratti somatici della speranza, il volto di San Pietro o di San Paolo, il volto di Maria, la donna della speranza cristiana - esordisce Ambrosio -. L’enciclica insiste nel collegare strettamente insieme fede e speranza fino ad affermare che “la fede è speranza”, la fede tracima nella speranza e diventa tale». Cita Dante che traduceva poeticamente San Tommaso: «Fede è sostanza di cose sperate ed argomento delle non parventi». «Significa che la speranza ci porta ad affacciarci ad un orizzonte diverso da quello terreno - spiega Ambrosio -, quello dell’eternità, è la stella polare che conduce alla conclusione del pellegrinaggio umano. Che cosa c’è alla conclusione? Il Papa lo indica: il giudizio finale, la resurrezione dei morti, l’inferno, il paradiso, l’amore misericordioso di Dio». Ancora: «Vi sono due interpretazioni sulle quali il Papa si sofferma. La prima è tipica della tradizione protestante dove la fede è convinzione di un futuro che ci è donato da Dio. La seconda si colloca su un versante più oggettivo ed è anche filologicamente la più seria ed argomentata: la fede è già ora esperienza di un qualche cosa che avverrà nella sua pienezza ma che già avviene ora durante il nostro cammino verso la pienezza».
Il secondo aspetto dell’enciclica sottolinea - continua Ambrosio - «il carattere sociale e comunitario della speranza cristiana e fa esplicito riferimento al teologo francese, Henry de Lubac». «Il Papa invita - avverte - tutti noi a fare autocritica del cristianesimo moderno. La salvezza non riguarda solo gli aspetti spirituali, riguarda l’interezza dell’umano che ha bisogno di essere salvato. Insieme è necessaria anche un’autocritica della modernità stessa. Il Papa invita a vedere se non c’è una eterogenesi dei fini, una perversione di certe verità reinterpretate in un certo modo e falsificate. Se davvero questa modernità non crea un deserto, invece di creare un luogo degno degli uomini, se davvero questa modernità è aridità, incapacità di comunicazione. A che cosa conduce questa modernità che dimentica le ragioni dell’uomo? Alla disperazione, a non avere più nessuna speranza dentro di noi». La terza grande tematica: la vita eterna. «Non serve tanto parlare di ciò che è oltre la morte quasi vi fosse un altro stato di vita. Se tutto ha origine da Gesù tutto si conclude in lui e per lui». Cita “Il brusio degli angeli” di Peter Berger: «Quando la mamma dice al bimbo che non deve aver paura del buio, la mamma non dice una bugia ma nel suo cuore la mamma stessa ha paura del buio del futuro, dell’ingiustizia; tuttavia proprio perché sa che deve proteggere il proprio piccolo infonde la speranza nel suo cuore». E aggiunge: «Insieme, la mamma e il bimbo hanno la speranza e superano anche la paura del buio».
Federico Frighi

da Libertà, 30 gennaio 2008

Quaranta vescovi per Ambrosio

Si prevede il tutto esaurito per l’Ambrosio-day del prossimo 16 febbraio (il giorno dell’ordinazione episcopale e della presa di possesso). Oltre quaranta i vescovi invitati, quasi cinquemila le persone che riempiranno piazza Sant’Antonino, piazza Duomo e la cattedrale. Allertate tutte le strutture di accoglienza diocesane: il seminario di via Scalabrini, il Collegio Alberoni, l’ostello, la Bellotta. Anche gli alberghi si preannunciano pieni per il fine settimana di metà febbraio. Si prevede che i fedeli della Cattolica di Roma si fermino a Piacenza per la notte. Così faranno anche i vescovi che arriveranno da più lontano e che rischiano di non trovare posto a Piacenza. Ieri si è riunito il comitato diocesano che ha definito tutti gli aspetti logistici. Cambia il luogo in cui pranzerà il cardinale Bertone: non il seminario di via Scalabrini ma il Collegio Alberoni.
Monsignor Gianni Ambrosio verrà accolto alle 14 e 45 ai confini tra la provincia di Piacenza e di Milano, all’ingresso della città. Al monumento dei Pontieri lo attenderà una delegazione che lo accompagnerà alla basilica di Sant’Antonino, dove il vescovo eletto pregherà davanti alle reliquie del patrono Antonino. Ad accoglierlo in Sant’Antonino, alle 15, i ragazzi e i giovani della diocesi, coordinati dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile. Sono attesi, fra gli altri, i ragazzi dell’Acr e i lupetti e le coccinelle dell’Agesci. Gli stessi ragazzi e giovani lo accompagneranno a piedi lungo via Chiapponi fino in piazza Duomo, dove sul sagrato della Cattedrale alle ore 15 e 30 riceverà il saluto del sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, e di due giovani (un ragazzo ed una ragazza).
Alle 16 inizierà la messa, con la processione di sacerdoti e vescovi che usciranno dal palazzo vescovile ed entreranno in Duomo passando dalla piazza. La celebrazione sarà presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Benedetto XVI. Accanto al celebrante principale a ordinare monsignor Ambrosio saranno monsignor Luciano Monari, oggi vescovo di Brescia e vicepresidente della Cei, e monsignor Enrico Masseroni, arcivescovo di Vercelli.

Per il testo integrale dell'articolo si veda Libertà di oggi, 30 gennaio 2008

martedì 29 gennaio 2008

L'Ambrosio-day minuto per minuto

Prosegue il lavoro di preparazione dell’ordinazione e dell’ingresso a Piacenza di mons. Gianni Ambrosio, in programma sabato 16 febbraio.
Il Comitato, presieduto dall’amministratore diocesano mons. Lino Ferrari, ha definito alcuni particolari. Mons. Ambrosio verrà accolto alle 14.45 ai confini tra la provincia di Piacenza e di Milano, all’ingresso della città. Al Monumento dei Pontieri lo attenderà una delegazione che lo accompagnerà alla basilica di S. Antonino, dove mons. Ambrosio pregherà davanti alle reliquie del patrono Antonino. Ad accoglierlo in S. Antonino alle 15 i ragazzi e i giovani della diocesi, coordinati dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile.
Sono attesi, fra gli altri, i ragazzi dell’ACR e i lupetti e le coccinelle dell’Agesci.
Gli stessi ragazzi e giovani lo accompagneranno a piedi lungo via Chiapponi fino in Piazza Duomo, dove sul sagrato della Cattedrale alle ore 15.30 riceverà il saluto delle autorità.
Alle 16 inizierà la messa, con la processione di sacerdoti e vescovi che usciranno da Palazzo vescovile ed entreranno in Duomo passando dalla piazza.
La celebrazione sarà presieduta dal card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Benedetto XVI. Accanto al celebrante principale a ordinare mons. Ambrosio saranno mons. Luciano Monari, oggi vescovo di Brescia e vicepresidente della Cei, e mons. Enrico Masseroni, vescovo di Vercelli, la diocesi originaria di mons. Ambrosio. Alla celebrazione sarà presente anche il cardinal Ersilio Tonini.
Il rito di ordinazione si svolgerà nel presbiterio della Cattedrale, di recente risistemato. Verrà utilizzata la Cattedra – la sede episcopale – già usata negli anni ’60 da mons. Umberto Malchiodi. Sarà possibile seguire agevolmente la celebrazione nei diversi punti della Cattedrale anche grazie ad alcuni grandi schermi che verranno collocati all’interno del Duomo.
La celebrazione sarà trasmessa in diretta da Telelibertà. I partecipanti alla messa riceveranno un libretto con il rito e i canti; il libretto sarà caratterizzato da diverse immagini che fanno parte del patrimonio artistico della Cattedrale e di altre chiese piacentine.
Alla messa saranno presenti i gonfaloni del Comune di Piacenza, del Comune di Santhià, di cui è originario mons. Ambrosio, della Provincia di Piacenza e dell’Università Cattolica.
Al termine è in programma un momento di festa in piazza Duomo grazie alla collaborazione degli Alpini e dei Vigili del fuoco in pensione. Verranno serviti vin brulè, tè caldo e torte. Le parrocchie e gli istituti religiosi che volessero contribuire con una torta possono rivolgersi al diacono Roberto Porcari (tel. 333.6460701).
L’aspetto logistico degli arrivi in pullman è coordinato da Teresio Cerini. A lui dovranno rivolgersi le parrocchie che giungeranno alla celebrazione con un pullman. I pullman porteranno le persone in piazza Cavalli e saranno poi indirizzati ai loro parcheggi (per informazioni, tel. 347.7266294; teresio@curia.pc.it).
L’assistenza sanitaria sarà assicurata nel tempo della celebrazione dalla Confraternità della Misericordia, dalla Croce Rossa e dalla Pubblica Assistenza Croce Bianca.
Le auto provenienti da Vercelli saranno indirizzate al parcheggio di piazzale Einaudi alla Veggioletta, mentre le auto provenienti da Milano e dalle città emiliane verranno indirizzate nell’area di parcheggio del Comune presso l’Ipercoop di Montale. Da entrambi questi punti alcune navette porteranno le persone alla Cattedrale e le riaccompagneranno anche nel ritorno. Le navette per l’Ipercoop ripartiranno da piazza Duomo, mentre quelle verso la Veggioletta partiranno da Piazza Cavalli. I sacerdoti potranno parcheggiare nel cortile del Seminario vescovile in via Scalabrini.
Il giorno dell’ingresso l’amministratore diocesano ha disposto che, per favorire la partecipazione, siano sospese le messe prefestive in città nell’orario che coincide con la messa di ingresso di mons. Ambrosio.
Il giorno dopo, domenica 17 febbraio, mons. Ambrosio celebrerà in Cattedrale alle ore 18.30. La domenica successiva, il 24 febbraio, presiederà la messa nella Concattedrale di Bobbio alle ore 18.
Fra gli appuntamenti che preparano l’ingresso, giovedì 7 febbraio alle ore 21 al Preziosissimo Sangue in via Zanella a Piacenza è in programma l’incontro del coro dei giovani per le prove dei canti. Il coro dei giovani nel giorno dell’ingresso troverà posto su un palco che sarà allestito in piazza Duomo; l’amplificazione raggiungerà anche via Chiapponi che verrà percorsa dal Vescovo per raggiungere il Duomo.
Mercoledì 13 febbraio, invece, sempre alle ore 21 in Cattedrale avranno luogo le prove del coro diocesano che animerà la messa. A guidarlo don Roberto Scotti e il maestro Massimo Berzolla.
Venerdì 15 alle ore 21 al santuario di Santa Maria di Campagna in piazzale Crociate a Piacenza è prevista una veglia di preghiera in attesa del nuovo vescovo.
I religiosi e le religiose della diocesi accompagneranno poi l’attesa del Vescovo con un’ora di adorazione a turno tra le diverse comunità ogni giorno a partire dal 3 febbraio.
Il Comitato tornerà a riunirsi mercoledì 13 febbraio alle ore 15.

Comunicato stampa della diocesi di Piacenza-Bobbio

Ambrosio a Codogno, individualismo e piccola Europa

Bertone, Monari e Masseroni i consacranti di Ambrosio


Piacenza - (f.fr.) Non sarà il cardinale di Bologna, l’arcivescovo Carlo Caffarra (impegnato a Lecce), il terzo consacrante di monsignor Gianni Ambrosio il prossimo 16 febbraio nel duomo di Piacenza. A confermarlo è stato l’amministrazione diocesano, monsignor Lino Ferrari che ieri mattina ha avuto un colloquio con il porporato a margine della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna. Il terzo consacrante di Ambrosio sarà l’arcivescovo di Vercelli, Enrico Masseroni, (nella foto. Gli altri due sono Bertone e Monari). Ieri hanno confermato la loro presenza i vescovi dell’Emilia Romagna Carlo Mazza (Fidenza), Antonio Lanfranchi (Cesena-Sarsina), Adriano Caprioli (Reggio Emilia-Guastalla). Poi l’arcivescovo di Modena, Benito Cocchi, l’amministratore di Parma, Cesare Bonicelli. Confermata la presenza anche del cardinale Ersilio Tonini. Intanto ieri sera tanta gente a Codogno per la conferenza di monsignor Ambrosio sulla Spe Salvi.

da Libertà, 29 gennaio 2008

Codogno, il vescovo di Lodi, Giuseppe Merisi, ringrazia Ambrosio

lunedì 28 gennaio 2008

La preghiera dei giovani nella terra dei canguri


Saranno quaranta i piacentini che parteciperanno nel mese di luglio di quest'anno alla Giornata mondiale della gioventù di Sidney, in Australia. La diocesi di Piacenza-Bobbio sarà gemellata con Melbourne, dove si terrà la prima fase del soggiorno. Il gruppo proseguirà poi per Sidney per l'incontro con Benedetto XVI. Sarà guidato da don Paolo Cammaninati, responsabile del servizio di pastorale giovanile della diocesi di Piacenza-Bobbio.


Andata 08/07
Ritorno: 22/07
1° GIORNO: 08/07 ITALIA /SINGAPORE
Ritrovo all’aeroporto di Roma Fiumicino, imbarco e partenza con i voli riservati
per Melbourne via Singapore. Pernottamento e pasti a bordo.

2° GIORNO: 09/07 SINGAPORE/MELBOURNE
In mattinata arrivo a Singapore, incontro con la guida locale e visita della città
di Singapore con bus riservato. Pranzo libero. In serata rientro in aeroporto e
prosecuzione del viaggio per Melbourne. Arrivo previsto in tarda serata.
Trasferimento, accoglienza e sistemazione nei locali o presso le famiglie delle
parrocchie ospitanti della Diocesi di Melbourne.


3° – 7° GIORNO: 10/07 – 14/07 - MELBOURNE
Nei giorni che precedono la settimana della GMG08, le Diocesi d'Australia e
Nuova Zelanda accoglieranno i giovani del mondo in quello che si può definire
uno scambio culturale nel contesto della fede.
I giorni nelle Diocesi sono un'ottima occasione per la gioventù di tutto il mondo
per incontrare le comunità locali nella preghiera e nelle celebrazioni, per
conoscere l'Australia (oltre Sydney), per rinnovare la Chiesa nei luoghi in cui si
recheranno, oltre che per assaporare l'ospitalità australiana.
Le attività giornaliere, organizzate dalle Diocesi, includeranno:
• incontri a tema con la comunità cattolica del luogo
• attività culturali e visite guidate
• preghiera e visite a santuari locali
• coinvolgimento in progetti sociali


8° GIORNO: 15/07 MELBOURNE – SYDNEY
Trasferimento all’aeroporto di Melbourne e partenza con volo interno per
Sydney. All’arrivo, accoglienza presso le famiglie e/o le strutture previste
dall’organizzazione locale. Santa Messa di benvenuto celebrata dal Cardinale
George Pell, seguita da un concerto.

9° GIORNO: 16/07 - SYDNEY
Catechesi: sessioni ogni mattina ed altri incontri speciali nel pomeriggio/sera.
Vi saranno altre attività organizzate in parallelo, come durante i giorni nelle
Diocesi: il Festival della Gioventù, il Viaggio della Croce e la visita al Centro per
le Vocazioni.

10° GIORNO: 17/07 - SYDNEY
Arrivo del Santo Padre e cerimonia di benvenuto.

11° GIORNO: 18/07 - SYDNEY
Via Crucis: ricostruzione della Passione e Morte di Nostro Signore.

12° GIORNO: 19/07 - SYDNEY
Pellegrinaggio verso l'Ippodromo di Randwick, luogo in cui si svolgerà la Santa
Messa conclusiva. Veglia di preghiera con il Santo Padre e pernottamento
all'aperto.

13° GIORNO: 20/07 - SYDNEY
Santa Messa e celebrazioni di chiusura della XXIII GMG.

14° GIORNO: 21/07 - SYDNEY
Giornata libera a disposizione per la vista della città. Pernottamento presso una
struttura di accoglienza prevista dall’organizzazione locale. Pasti liberi.

15° GIORNO: 22/07 SYDNEY/MELBOURNE/SINGAPORE
Trasferimento all’aeroporto di Sydney e partenza con volo locale per
Melbourne, indi proseguimento con volo intercontinentale per l’Italia. Pasti e
pernottamento a bordo.

16° GIORNO: 23/07 - ITALIA
Arrivo in Italia all’aeroporto di Roma Fiumicino e trasferimento ai luoghi di
origine.

Quota individuale di partecipazione € 2.350,00
La quota comprende:
* Volo Italia – Sydney e ritorno in classe economica con Singapore Airlines
* Tasse aeroportuali
*Trasferimento da Sydney a Melbourne il 9/07
*Trasferimento da Melbourne a Sydney il 15/07
* Pacchetti per i Pellegrini della Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney
2008 ( € 251,00)
*assicurazione assistenza medico bagaglio europ assistance
*assicurazione integrativa annullamento viaggio europ assistance
*Visto d’ingresso
La quota non comprende:
Extra personale in genere e tutto quanto non espressamente incluso sotto la
voce "la quota comprende".
Operativi volo Singapore airlines

VOLO DATA TRATTA POSTI ORARI
1 SQ 365 Y TU 8JUL FCO SIN HK 50 1200 0605
2 SQ 219 Y WE 9JUL SINSYD HK 50 0930 18.55
3 QF 497 WE 9 JUL SYDMEL 50 2220 2343
4 QF 422 TU 15 JUL MELSYD 50 1000 1120
5 SQ 222 Y MO 21JUL SYDSIN HK 50 1540 2155
6 SQ 366 Y TU 22JULSINFCO HK 50 0100 0745
Organizzazione Tecnica Ariminum Viaggi

domenica 27 gennaio 2008

Monsignor Ferrari con i vescovi dell'Emilia-Romagna

Piacenza (fed.fri) Verrà decisa presumibilmente domani la partecipazione del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, alla terna di alti prelati che il prossimo 16 febbraio, in duomo, ordinerà il nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio. Il consacrante principale sarà, com’è noto, il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, in virtù dell’amicizia di lunga data con monsignor Ambrosio. Conterranei, Bertone è stato vescovo di Ambrosio, a Vercelli, per quattro anni. Co-consacrante sarà, come anticipato nell’edizione di venerdì, il vescovo di Brescia Luciano Monari. Monari non sarà in duomo come ex vescovo di Piacenza-Bobbio, come si aspetterebbero i più, bensì come vice presidente della Conferenza episcopale italiana. Rappresentante ufficiale della Cei, insomma. Il terzo consacrante potrebbe essere appunto Caffarra, come rappresentante dei vescovi dell’Emilia-Romagna, in ballottaggio con l’attuale arcivescovo di Vercelli, Enrico Masseroni, alla cui chiesa Ambrosio appartiene. Outsider, se dovesse passare l’obbligatorietà della presenza di un emiliano-romagnolo, il metropolita di Modena, Benito Cocchi. Se ne saprà di più domani, dopo che l’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari avrà partecipato all’assemblea ordinaria della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna. Intanto fervono i preparativi per la doppia cerimonia del 16 febbraio. Saranno probabilmente i giovani ad accogliere il presule in Sant’Antonino e ad accompagnarlo in duomo con canti e slogan lungo via Chiapponi. Verrà deciso martedì, nella seconda riunione del comitato creato dalla diocesi.

Da Libertà, 27 gennaio 2008

sabato 26 gennaio 2008

Pellegrinaggi, il giubileo dell'Oftal

Sabato 9 febbraio prenderà avvio la stagione “Giubilare” (150° Anniversario delle Apparizioni a Lourdes) dei Pellegrinaggi organizzati da O.F.T.A.L. - Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes
Lo storico anniversario vede O.F.T.A.L. in prima fila nell'organizzazione di Pellegrinaggi della speranza sia attraverso i treni - tradizionale mezzo di trasporto per gli ammalati - che aerei e pullman.
Per venire incontro a una specifica richiesta del Santuario di Lourdes O.F.T.A.L. ha organizzato nei mesi di gennaio - marzo (tradizionalmente non frequentati da Pellegrinaggi organizzati) dei mini Pellegrinaggi in pullman che possano permettere una presenza a Lourdes - a prezzi veramente contenuti - a quelle persone che per diversi motivi (lavoro, familiari, etc) non possono allontanarsi per lungo periodo dalle proprie città.
La stagione ufficiale di Pellegrinaggi prende avvio – come si è detto - con il Pellegrinaggio Interdiocesano dell'11 febbraio - ricorrenza della Prima Apparizione - che si terrà nelle giornate 8-12 febbraio.
A seguire prenderanno avvio i Pellegrinaggi organizzati dalle singole Sezioni (il primo Milano dal 6 al 12 aprile).
Si segnalano inoltre i Pellegrinaggi di giugno ( nei giorni 23-29) della Sezione di Milano che vedrà la presenza di S.E. CARD. DIONIGI TETTAMANZI, il quale guiderà il Pellegrinaggio della Diocesi ambrosiana e di agosto (nei giorni 11-17) della Sezione di Vercelli che si terrà in occasione della ricorrenza dell'Assunta (15 agosto) e che vedrà la presenza a Lourdes del Segretario di Stato di Sua Santità, CARD. TARCISIO BERTONE.
Per questo appuntamento sono allo studio specifici momenti che vedranno la presenza del Cardinale Bertone a fianco dei malati, del personale e dei pellegrini OFTAL.
Per OFTAL questo anno giubilare riveste un'importanza singolarissima non solo per la ricorrenza, ma anche perchè esso corrisponde alla prima stagione di Pellegrinaggi in cui sarà operativo il nuovo Presidente Generale dell'Associazione Mons. Paolo Angelino il quale è succeduto a Mons. Franco Degrandi che ha guidato l'Opera per 25 anni.

venerdì 25 gennaio 2008

Bertone, Monari e, forse, Caffarra i consacranti di Ambrosio

Piacenza - Il vescovo Luciano Monari sarà uno dei tre alti prelati che ordineranno monsignor Gianni Ambrosio il prossimo 16 febbraio nella cattedrale di Piacenza. Il consacrante (o ordinante) principale sarà il cardinale Tarcisio Bertone. La terna dovrebbe essere completata dall’arcivescovo di Bologna, il cardinale fidentino Carlo Caffarra (nella foto). La sua presenza sarà confermata in questo fine settimana. Non ci sarà invece, per impegni concomitanti, il cardinale Camillo Ruini. Monari sarà presente come rappresentante della Conferenza episcopale italiana.
Monsignor Ambrosio, intanto, anche ieri mattina ha effettuato una visita lampo nel vescovado di Piacenza per prendere visione dello stato dei lavori dell’appartamento che lo ospiterà dal prossimo 16 febbraio. Tramite l’amministratore diocesano Lino Ferrari, ha portato il suo saluto ai giornalisti riuniti nella cappellina dell’episcopio per festeggiare il patrono San Francesco di Sales. Assieme a monsignor Ferrari, don Davide Maloberti (direttore de il Nuovo Giornale) e don Giancarlo Conte (parroco di San Giuseppe operaio). Una cerimonia semplice ma partecipata, la messa di ieri mattina, in cui monsignor Ferrari ha offerto agli operatori della comunicazione più di uno spunto di riflessione. «Non guardate a ciò che dice la Chiesa, con gli occhi della destra o della sinistra - l’invito di Ferrari -, la Chiesa si guardi nell’ottica del Vangelo». Ha chiuso con la figura di Igino Giordani, giornalista, deputato, direttore della Biblioteca Apostolica Vaticana e, insieme a Chiara Lubich, co-fondatore del Movimento dei Focolari. Così scriveva Giordani nel 1924 in un articolo intitolato La Magna Carta del giornalismo: «La responsabilità del giornalista, davanti a Dio e davanti agli uomini è formidabile: egli ha in mano, talora, la vita e la morte. Il giornalista ha, in un certo senso, la funzione del profeta, è un mediatore tra la verità e il pubblico. La stampa è un servizio sociale... È stata definita il quarto potere, ma più volte è il primo e talora l’unico: il giornalista ... se ha un’idea in testa, una fiamma nel cuore, vale sul mercato più di un finanziere. Il compito dello scrittore svolto in tale maniera può costare persino il martirio, l’emarginazione, il sacrificio».
Federico Frighi

Per il testo integrale dell'articolo si veda Libertà di oggi, 25 gennaio 2008

giovedì 24 gennaio 2008

Monsignor Solmi, il grazie di Sassuolo

Ricevo e volentieri pubblico la mail del Comitato Conto anch'io a Sassuolo sul nuovo vescovo di Parma monsignor Enrico Solmi.

Congratulazioni o felicitazioni sono parole troppo povere per esprimere i nostri sentimenti e la nostra partecipazione alla gioia per la nomina di Vescovo di Parma di Don Enrico Solmi.
Non potevano scegliere persona migliore per quest'incarico, per la sua esperienza, professionalità e umanità.
L’interessamento da parte di Don Enrico Solmi alla collettivita’ di Modena e dintorni è andato al di là del dovere professionale. In questi anni è stato emozionante trovare tanta solidarietà e tanta umanità. Grazie di cuore, Don Solmi : anche a Lei dobbiamo il nostro sorriso.
Ci mancherà sicuramente la sua disponibilità e pacatezza nelle risposte verso le richieste e opinioni dei cittadini più bisognosi. Gli auguriamo un futuro brillante e gli facciamo una richiesta personale: ci piacerebbe che rivolgesse ancora un occhio di riguardo alle nostre comunita’ di Modena e provincia. Sappiamo che si tratta di un incarico non facile, ma siamo certi che saprà svolgerlo al meglio, non deludendo le nostre aspettative.
Con immensa stima e riconoscenza, con sincero affetto
non ci rimane altro che mandare un grande in bocca al lupo a Don Solmi per il suo nuovo e importante incarico di Vescovo di Parma! Siamo certi che riuscirà a portare anche a Parma quel vento di novità e freschezza che ha contrassegnato il suo trascorso a Modena .

-Comitato Conto anch’io a Sassuolo-
Piccinini Dott. Ivano
(Presidente del Comitato Conto anch’io a Sassuolo)

mercoledì 23 gennaio 2008

Per Ambrosio festa in piazza Duomo


Piacenza - Una festa popolare in piazza Duomo per il nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio. Si terrà il prossimo 16 febbraio al termine della cerimonia di ordinazione e di ingresso di monsignor Gianni Ambrosio. È una delle novità che si stanno pian piano delineando all’interno del comitato organizzatore. La festa, sulla falsariga di quella tributata a monsignor Luciano Monari nel giorno del suo addio ai piacentini, si terrà in contemporanea al momento conviviale tra vescovi, cardinali e alti prelati che solitamente segue la cerimonia della presa di possesso in diocesi. Saranno una trentina gli alpini volontari che distribuiranno gratuitamente torte e vin brulè nei gazebo che verranno posizionati in vari punti della piazza.
In via di definizione anche l’accoglienza di Ambrosio il giorno dell’ordinazione e presa di possesso. Lunedì sera si è riunita la consulta dei giovani. Saranno loro ad accogliere il vescovo (verosimilmente in piazza Sant’Antonino), secondo modalità ancora da definire.
Intanto ieri mattina e gran parte del pomeriggio nuova giornata piacentina per monsignor Ambrosio. Tutta nella Curia di piazza Duomo. Un incontro approfondito con l’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari, con l’ex vicario episcopale per la pastorale monsignor Giuseppe Busani e con l’ex segretario personale di Monari, don Giuseppe Basini, che - almeno per i primi mesi - affiancherà il nuovo vescovo. Si è parlato delle prime incombenze del monsignore vercellese una volta entrato ufficialmente a Piacenza-Bobbio e dei primi appuntamenti. Anche del tradizionale viaggio in Brasile che ogni anno, in giugno, la diocesi compie in visita alle missioni piacentine in cui lavorano i sacerdoti fidei donum.
Federico Frighi

Per il testo integrale dell'articolo si veda Libertà di oggi 23 gennaio 2008