giovedì 18 dicembre 2008

(video) Il vescovo Negri su monsignor Manfredini 3

Il vescovo Ambrosio scrive alle famiglie e ai ragazzi

Piacenza - Un lettera alle famiglie per invitarle ad avere fiducia nella missione educativa; una ai ragazzi per risvegliare in loro il desiderio di confronto con i genitori ed invitarli a mettere al centro Gesù Cristo, lasciandosi accompagnare nella vita di ogni giorno. Così il vescovo Gianni Ambrosio ha pensato di augurare un buon Natale a tutti i piacentini, considerandoli nel loro ruolo di genitori, di figli, senza escludere chi è solo, chi vive il dolore del lutto o di una separazione. I due documenti escono oggi in via ufficiale.
Tremila copie di un breve scritto di otto pagine stampato in un libercolo di formato tascabile. Per i ragazzi, invece, un inserto più breve. È la prima volta che Ambrosio scrive e rende pubblico un documento destinato a tutta la diocesi di Piacenza-Bobbio. La doppia missiva assume anche un’importanza particolare, avendo deciso il vescovo di non scrivere, per questo suo primo anno, la lettera pastorale alla diocesi. Sotto Natale, appare come un pensiero personale del presule alle famiglie piacentine. Con garbo e toni pacati. Entra nelle case ed invita ad avere fiducia. È il requisito fondamentale affinché le famiglie possano continuare a svolgere la loro missione educativa: «Fiducia verso il Signore, verso se stessi, verso gli altri». Poi i figli, i ragazzi, «preziosi agli occhi di Dio, sempre».In entrambi i documenti il Tondo del Botticelli, il quadro della Madonna con il Bambino custodito nei Musei Farnesiani e dal quale il vescovo ha tratto l’ispirazione. «Questo dipinto, nella sua semplicità, esprime tanti valori capaci di parlare anche senza le parole. Riesce a comunicare il messaggio di vita e di speranza insito nel santo Natale». Poi l’aspetto culturale: «È un’immagine bella che troviamo nella nostra città e mi sembra giusto valorizzarla». Monsignor Ambrosio prende la parola dopo che don Giuseppe Lusignani termina di illustrare il significato del Tondo del Botticelli, scelto quest’anno della diocesi di Piacenza-Bobbio come simbolo dell’Avvento. Il vescovo, di fronte ad una riproduzione del dipinto a grandezza naturale, invita «a tacitare i rumori esterni e quelli interni, per fermarsi a contemplare; se possibile con gli occhi della fede, ma anche con gli occhi della vita di tutti i giorni scopriamo cose davvero belle che ci interpellano. Quel bambino che nasce ci interpella perchè è il Salvatore di ciascuno di noi». «Ma come - si chiede Ambrosio - abbiamo bisogno di un salvatore dopo aver scoperto, che so io, il codice del genoma? Io credo di sì. Nel profondo del nostro cuore sentiamo sempre un’invocazione di aiuto di fronte ai tanti misteri della vita. Ecco, arriva colui che è la vita, la luce che ci è donata dal bimbo di Betlemme. Abbiamo bisogno di lasciarci illuminare, di contemplare il presepe e di sentire davvero la parola di speranza che ci dice che non siamo soli».
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi 18 dicembre 2008

(video) Il vescovo Negri su Manfredini (2)

(video) Il vescovo Negri su monsignor Manfredini 1

Monsignor Negri: Manfredini gigante della Chiesa

Piacenza - «Siamo nani sulle spalle dei giganti. Manfredini è stato uno di questi giganti, un vero padre della Chiesa». Così monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino e compagno di seminario di monsignor Manfredini, tratteggia la figura del compianto presule di Piacenza prima (dal 1969 al 1983), arcivescovo di Bologna poi, nel venticinquesimo anniversario della morte (il 16 dicembre del 1983). La ricorrenza è stata celebrata ieri pomeriggio nella sala delle Colonne di palazzo vescovile e successivamente con una messa officiata dal vescovo Gianni Ambrosio in Duomo.
«Per Manfredini Cristo era veramente il centro di tutto, e su questa base nacque la sua amizia con don Giussani» inizia a raccontare. «Quando parlava di Gesù Cristo si commuoveva. Nella sua camera di preghiera, dopo una certa ora non poteva entrare nessuno. Aveva stabilito un’intimità con Cristo». Com’è nel suo carattere, Negri non le manda a dire: «Oggi il punto più segreto dei nostri preti è dove c’è internet e la tv al plasma - prova a fare un confronto -. Manfredini nella sua casa aveva invece creato una struttura fisica che gli consentiva l’approfondimento del rapporto con il Signore come se fosse in clausura, come se fosse un contemplativo». Gli anni del seminario, quelli della parrocchia di Varese, la grande sintonia con Giovanni Battista Montini (poi papa Paolo VI), il periodo piacentino, quello bolognese. Monsignor Negri, in quaranta minuti fa rivivere la figura di Manfredini: «L’affezione totale per Cristo dunque, poi la straordinaria capacità di amicizia con tutti e l’incredibile capacità di lavoro. Si preparava, non c’era nessuna approssimazione nelle cose che faceva; si veda ad esempio la costruzione dell’intervento in Uganda». Ancora: «La passione per l’insegnamento della religione, la volontà di qualificare al massimo gli insegnanti per essere una presenza della Chiesa nella società, la volontà di influire sulla vita della società, la dimensione educativa fondamentale per far crescere il senso critico». Un riformatore ma nella tradizione: «In forza della grandezza e della vitalità della tradizione, assunse coraggiosamente prospettive e vie nuove». La missione: «Capì subito che tutto si giocava nella missione come dimensione della Chiesa, mettendo al centro un progetto preciso su cui misurare la capacità di rispondere da parte del suo popolo. L’obiettivo era quello di arrivare nella vita sociale senza volontà egemoniche ma attraverso il dialogo tra identità consapevoli». L’altro grande tema fu quello dell’educazione dei giovani, la non delega alle strutture scolastiche laiche: «Manfredini fu tra i primi vescovi italiani che negli anni Settanta ricominciò a parlare di scuola libera, di una scuola che esprimesse una continuità sostanziale della tradizione culturale della famiglia». Negri ricorda l’invito agli studenti di Bologna a salire al santuario di San Luca per riflettere sul senso della vita. Aderirono più di cinquemila ragazzi. L’iniziativa gli costò una denuncia per interruzione di pubblico servizio da parte di un preside cattolico. «La libertà della scuola per Manfredini è il più grosso aiuto che si possa dare alla democrazia - osserva -. Non può esistere una società democratica se i cattolici non sono presenti con la loro identità spirituale e culturale che è evidentemente più profonda di tutte le altre tradizioni».
fri

Il testo integrale si trova su Libertà di ieri 17 dicembre 2008

martedì 16 dicembre 2008

Domenica 21 il concerto di Natale di Sacricorridoi

Domenica 21 dicembre alle ore 21 nell'auditorium Casa del Popolo di via Veneziani a Rivergaro si terrà il concerto di Natale dei 4/4 Quartet con Elisabetta Fanzini (violino), Giorgia Gazzola (soprano), Luca Mezzadri (percussioni), Corrado Pozzoli (pianoforte).
Il giovane quartetto è composto da musicisti eclettici che vantano una formazione poliedrica ed esperienze professionali in diversi generi musicali. Di recente formazione, il quartetto offre un repertorio variegato proponendo melodie cantabili e ritmi travolgenti senza rinunciare ad arrangiamenti originali e virtuosismi.
Il concerto è organizzato da SACRICORRIDOI in collaborazione con GAZZOLA CONSULENZA IMMOBILIARE (sponsor), con il patrocinio del COMUNE DI RIVERGARO ed il prezioso aiuto del Circolo Sant'Agata della parrocchia di Rivergaro e di Tramballando.

lunedì 15 dicembre 2008

Ambrosio: nel 2009 ripartiamo dall'essenziale

Piacenza - Un 2009 in cui riscoprire quali sono i valori fondamentali della vita. Sarebbe il regalo più gradito per il vescovo Gianni Ambrosio.
«Sarebbe davvero buona cosa se, aiutandoci reciprocamente, ci sforzassimo di mettere al centro la dimensione educativa, il far crescere, il promuovere, l’offrire un orizzonte più ampio rispetto ai problemi della vita quotidiana. Il clima culturale complessivo deve essere di crescita intelligente, non solo per i bambini ma per tutti, anche per le persone adulte. Ecco perché parlo di formazione permanente». Non è un caso che alla fine di maggio del 2009 la diocesi di Piacenza-Bobbio faccia partire la missione popolare. «Far partire una missione popolare è la consapevolezza che abbiamo bisogno di uno spazio per ritrovare gli elementi portanti della nostra vita cristiana, ecclesiale, sociale. Se noi riusciamo ad evidenziare ciò che veramente conta nella vita, abbiamo già fatto la missione popolare: perchè avremo trovato l’essenziale. Poi potremo realizzare questa e quell’altra cosa. Ma partendo da lì. Desidererei proprio, nel nuovo anno, che l’aspetto di educazione di base e missione popolare convergessero e ponessero al centro la realtà della famiglia e della scuola».
fed.fri.

Il testo integrale su Libertà del 13 dicembre 2008

sabato 13 dicembre 2008

Ambrosio, un anno a Piacenza: fare il vescovo cambia la vita

Piacenza - Lunedì 22 dicembre 2007 veniva annunciata in via ufficiale la nomina di monsignor Gianni Ambrosio a vescovo di Piacenza-Bobbio. Ad un anno di distanza Libertà pubblica un suo primo bilancio.
«Piacenza è una realtà con aspetti interessanti e positivi e con molte potenzialità. È davvero consistente il numero delle persone che fa volontariato sia un forma organizzata sia in forma diffusa nel tessuto sociale. È un aspetto molto importante per Piacenza, in un momento in cui l’individualismo segna troppo la nostra realtà sociale e culturale. Questa attenzione all’altro e la disponibilità al servizio sono elementi fondamentali. Un’altro aspetto di positività è l’intraprendenza, sia sul versante pastorale - in moltissime parrocchie scorgo un impegno che desta in me stupore e meraviglia - sia su quello sociale ed economico».
Fare il vescovo le ha cambiato la vita?
«Molto. Non hai più un attimo a tua disposizione, forse anche per il mio difetto di non dire mai di no agli incontri e alle richieste. Risulta difficile trovare anche i cinque minuti per la lettura del giornale, per la meditazione personale o per la telefonata alla persona amica che ha bisogno. La vita è cambiata nel senso che sei al servizio totale ed integrale della diocesi».
Luci ed ombre. Il vescovo Monari appena arrivato a Brescia si è trovato un sacerdote indagato per pedofilia; lei si trova, nel suo primo anno di episcopato, con tre sacerdoti (due diocesani e uno no) indagati per reati contro la morale sessuale e il patrimonio. Che cosa sta succedendo nella Chiesa?
«Io penso che ci sia davvero anche un accanimento sulla Chiesa. In America è uscito un libro di un non cattolico che sostiene proprio questa tesi: un accanimento pilotato contro la Chiesa sugli aspetti sessuali. Pur sapendo che le fragilità, le debolezze, le meschinità sono presenti in ogni persona, credo che occorrerebbe, anche da parte della stessa opinione pubblica, saper valutare e discernere per condannare ciò che deve essere condannato (così come il Papa ha fatto); ma penso anche che vi sia un accanimento probabilmente pilotato da parte di certa stampa. L’immagine che si intende far emergere è negativa perché la Chiesa è l’unica forza morale che si oppone alla deriva del relativismo, all’immoralità che invece trova, soprattutto presso i mass media, la sua piena cittadinanza. Se evidenziamo solo i limiti, molto spesso non riusciamo a comprendere i tanti aspetti belli e positivi».
Crisi economica e recessione. Nell’ultimo consiglio presbiterale si è rivolto ai parroci esortandoli a essere amministratori e più oculati nelle spese. Che cosa voleva dire?
«Prima di tutto vorrei rispondere alla prima parte della domanda. Credo che un po’ di saggezza storica ci faccia comprendere che ci sono periodi di vacche grasse e di vacche magre. Se siamo in un momento di difficoltà non credo che si debba sempre esagerare. Sennò a forza di vedere nero, tutto diventa nero>.
Come dice Berlusconi.
«Certamente. Ma questo fa parte della vita; questo lo hanno fatto i nostri vecchi. La Bibbia le vacche magre le ha sempre evidenziate. In generale l’atteggiamento dei profeti invita alla speranza e alla fiducia».
Si diceva dei parroci...
«Ho ricordato che i beni sono del popolo di Dio, non di nostra personale proprietà. Per cui l’amministrazione deve essere lineare, trasparente, oculata. Anche vedere se certe iniziative vanno sostenute oppure no».
La priorità?
«Va data ai luoghi di culto: la casa di Dio in mezzo a quelle degli uomini è molto importante. La storia lo attesta, così come quella della nostra cattedrale. Non credo che allora ci fossero così tanti soldi, eppure hanno fatto una cosa bella e, a partire da questa, anche le case degli uomini sono diventate più belle. San Nicolò e Roveleto di Cadeo sono due esempi di possibili nuovi luoghi di culto. L’altro ambito è l’attenzione ai bisogni economici ma anche sociali e spirituali».
Come sta affrontando la diocesi la convivenza con gli immigrati non sempre facile?
«Credo che il punto di riferimento religioso per gli immigrati sia molto importante. Grande accoglienza dunque non solo da un punto di vista materiale (qui la Caritas fa cose splendide) ma anche da quello spirituale».
C’è un evento particolare che in quest’anno l’ha colpita?
«La celebrazione della notte di Pasqua in una cattedrale gremita. Con il battesimo di una decina di persone arrivate a Piacenza da tutte le parti del mondo. In quel momento, davvero, ho pensato alla bellezza del cattolicesimo che ha le porte aperte per ogni cultura, l’attenzione per ogni persona desiderosa di cercare Dio e di trovare la gioia nel cuore. Per me è stato un momento commovente».
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi 13 dicembre 2008

Torna San Corrado sul calendario liturgico

Piacenza - L’eremita San Corrado Confalonieri è tornato al suo posto nell calendario liturgico regionale del 2009 per l’Emilia Romagna. Ad annunciarlo con grande soddisfazione è Umberto Battini, piacentino, sacrestano del Duomo di Fidenza, nonché legatus itineris della Compagnia di Sigerico, il gruppo che in provincia raccoglie i devoti a San Corrado. Il caso era stato sollevato da Libertà il 3 ottobre scorso alla vigilia della pubblicazione del nuovo direttorio. La guida liturgica che serve alle parrocchie di ogni diocesi per indicare quale tipo di messa celebrare ogni giorno dell’anno nel 2007-2008 al 19 febbraio si era dimenticata della solennità di San Corrado. Da qui un appello ai vescovi della regione per rimediare. Nel direttorio Cei dell’Emilia Romagna per il 2008-2009, alla data di giovedì 19 febbraio compare la memoria di San Corrado Confalonieri per la diocesi di Piacenza-Bobbio e per i Frati minori dell’Emilia Romagna da celebrarsi con i paramenti bianchi anziché verdi.

Il testo integrale su Libertà del 12 dicembre 2008

giovedì 11 dicembre 2008

Padre Kizito: dalle baraccopoli si può uscire


Piacenza - «Torneremo qui ma solo per studiare. Vogliamo vivere in Kenya». Martin, 16 anni, per la prima volta è uscito dalla baraccopoli di Nairobi, per la prima volta ha visto l’Italia, Piacenza, la neve. È uno dei 18 ragazzi che, grazie all’ong Amani e a una rete di solidarietà, fa parte del Kivuli team, il gruppo che ieri era a Piacenza per la penultima tappa del suo tour in Italia.
Sono alcuni dei 60mila figli della povertà estrema che popolano la baraccopoli di Nairobi. Amani e il missionario comboniano padre Kizito Sesana ne hanno salvati 250 in alcune case famiglia mentre un altro migliaio vengono raggiunti direttamente nella bidonville. Hanno messo insieme uno spettacolo che fa parte delle attività extrascolastiche. «Alla radice di tutto c’è il grande discorso delle ingiustizie del commercio internazionale - osserva - di governanti che non governano per la loro gente ma sono intrappolati dalle grandi multinazionali. Ecco perché gli africani sono poveri». Una frase che vale più di mille conferenze e convegni. «Questi sono bambini che hanno perso la totale fiducia negli adulti e ne hanno tutte le ragioni - osserva padre Kizito -. Riconquistarla è assolutamente difficile». Il tour volge al termine, padre Sesana accenna ad un bilancio: «Questi bambini sono ragazzi ricchi di gioia, hanno tanto da dare.Uno dei nostri principi è quello di incoraggiare la loro creatività. Noi ci aspettiamo che imparino a vedere anche i problemi degli altri, che si creino una percezione del mondo e del modo con cui rapportarsi al mondo senza diventarne degli imitatori. Se succedesse diversamente sarebbe un disastro».
Padre Kizito è contento: «Abbiamo visto le realtà più belle, i bambini sono stati trattati benissimo, abbiamo visto gente desiderosa di mettersi al servizio, famiglie, alunni, insegnanti delle scuole medie. Abbiamo visto l’Italia migliore, mi piacerebbe pensare che fosse tutta così; sospetto però diversamente. I bambini hanno comunque percepito anche gli altri problemi, hanno visto gli africani in strada, fare i lavori peggiori, chiedere l’elemosina. Si stanno facendo un’idea ed è proprio quello che voglio io: vedere il mondo e comprenderlo con la loro testa». Un segno di speranza: «Senz’altro in Italia c’è tanto razzismo, l’ho letto e l’ho visto di persona, però c’è anche tanta gente che vuole superare questa situazione e mettere in pratica i principi cristiani dell’amore per il prossimo e dell’accoglienza. Oggi, anche a Piacenza, abbiamo fatto incontrare le due parti migliori del Kenya e dell’Italia».
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi 11 dicembre 2008
Si ringrazia Prospero Cravedi per la fotografia

martedì 9 dicembre 2008

Don Noberini: nelle opere di Africa Mission il sorriso di don Vittorione

Piacenza - «Carissimi amici di Africa Mission e Cooperazione e Sviluppo, eccomi, sono un servo del Signore e da qualche giorno anche il nuovo presidente di Africa Mission! Il riferimento a Maria mi viene spontaneo in questo tempo di Avvento, perché vorrei imparare da lei a dire il mio sì a questo nuovo servizio, preceduto anche per me da un grande dono. Il dono è questo: ho incontrato di nuovo don Vittorio (cui ero legato da una sincera amicizia), quando finalmente sono sceso in Uganda e ho visto con i miei occhi le grandi cose che il Signore ha fatto attraverso di lui! A novembre ho vissuto questa esperienza, questo incontro, e mi ha lasciato il segno. Ho rivisto don Vittorio nelle opere che ci ha lasciato e nel fervore delle attività che sono in corso, proprio come piaceva a lui. Ho sentito lo spirito di don Vittorio nella voglia di fare il possibile a favore della popolazione locale e nel desiderio di crescere nella condivisione con i poveri. Ho trovato il suo “segreto”, cioè la sua fede e il suo coraggio, nel silenzio della cappella, quando insieme ci fermavamo per lasciarci infiammare dalla preghiera. Ho conosciuto tanta gente bella, piena di entusiasmo. Ho accolto tutto questo come un grande dono, che mi ha legato ancora di più al Movimento. Forse qualcuno se ne è accorto e così i soci di Africa Mission hanno pensato di mettere sulle mie spalle anche questa “croce”. Scrivo croce nel suo significato evangelico, non come un peso, ma come un amore ancora più grande».

Don Maurizio Noberini, nuovo presidente di Africa Mission

venerdì 5 dicembre 2008

Don Noberini nuovo presidente di Africa Mission

Piacenza- Rinnovo delle cariche per il consiglio direttivo di Africa Mission, che nei giorni scorsi ha nominato i componenti del comitato che resterà in carica per il prossimo triennio. Il presidente è don Maurizio Noberini, parroco della chiesa cittadina di S. Franca, dal 2003 referente per la diocesi di Piacenza dell’associazione, cui è vicino - grazie all’amicizia che lo legava a don Vittorione - sin dalla sua fondazione. Per la prima volta nella sua storia, il movimento di laici cristiani viene guidato da un sacerdote. Il ruolo di vicepresidente è stato assegnato a Giovanni Paci, storico volontario di Africa Mission, impegnato presso la sede di Pesaro. Giuseppe Ciambriello, di Bucciano (Bn), ha il ruolo di segretario e tesoriere, mentre i consiglieri sono il medico Giorgio Buoso di Mogliano Veneto (Tv) e don Francesco Cattadori, attualmente parroco a Saliceto di Cadeo, già tra i fondatori del Movimento. Il neo presidente, don Maurizio Noberini, ha compiuto il suo primo viaggio in Uganda il mese scorso, ma il legame con il movimento è di lunga data. Ordinato sacerdote nel 1976 da monsignor Enrico Manfredini, don Maurizio era ancora seminarista quando conobbe don Vittorio Pastori, instaurando con lui un rapporto di profonda e sincera amicizia che proseguì nel tempo. Don Noberini prende il posto di Carlo Brenno Manfredini. Carlo Manfredini, nato a Milano 66 anni fa, di cui 14 interi di servizio spesi in Africa nel volontariato internazionale, fratello di monsignor Enrico Manfredini, vescovo di Piacenza prima, arcivescovo di Bologna poi, è stato presidente di Africa Mission per il triennio 2006-2009. In precedenza aveva ricoperto diversi incarichi all’interno del movimento e di Cooperazione e Sviluppo.
fri

Il testi integrale su Libertà di oggi 5 dicembre 2008

Parrocchie in rosso, prestiti non restituiti per oltre 1 milione di euro

Piacenza - È profondo rosso per i bilanci parrocchiali. L’allarme è stato lanciato ieri mattina nel corso del consiglio presbiterale che all’ordine del giorno avrebbe dovuto avere anche una riflessione sui rapporti tra la Chiesa e i mezzi di comunicazione ma che, vista la situazione, è stato interamente dedicato ai conti diocesani. A quanto si è appreso da fonti dirette e confermato da una nota ufficiale della curia, monsignor Gianni Ambrosio è apparso seriamente preoccupato della situazione economica di alcune parrocchie (almeno una decina). Si è fatta pure una stima dei prestiti erogati dalla Curia e non ancora rientrati. La cifra deve essere ancora confermata ma si parla di un milione e 600mila euro.
fri

Il testo integrale su Libertà di oggi, 5 dicembre 2008


Olivero: giovani patrimonio dell'umanità

Piacenza - I giovani, la scuola e la ricerca come patrimonio dell’umanità. È la proposta che Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, farà al Governo Berlusconi quando la situazione politica sarà un poco più calma. Lo ha annunciato ieri sera durante il suo applaudito intervento nel convegno organizzato dallo Svep in occasione della Giornata mondiale del volontariato. Il perché Olivero lo spiega molto bene: «È più importante Carlotta (una ragazza di 20 anni ieri in prima fila nel salone degli Scalabriniani, ndr.) o la Gioconda di Leonardo da Vinci? Io non ho dubbi: Carlotta». Olivero, 68 anni, è un ex bancario, sposato e con tre figli, che ad un certo punto della sua vita ha lasciato tutto per fondare il Sermig, il Servizio missionario giovani che ha sede a Torino nell’Arsenale della pace. Da allora (era il 1964) ha dato assistenza a immigrati, tossicodipendenti, alcolizzati, malati di aids e senza tetto nell’ordine delle centinaia di migliaia persone.
Sono proprio i giovani, secondo Olivero, i più poveri di oggi. «Ma quanti giovani devono ancora schiattare, magari di droga, perché il mondo si fermi?» si chiede. «Chi dice che i giovani sono il nostro futuro mente sapendo di mentire - sbotta -. Noi abbiamo fatto un’inchiesta dalla quale emerge che il 97 per cento dei giovani non ha fiducia in nessuna istituzione. L’85 per cento ha paura di vivere in questa società. Non solo: ci hanno detto che si sentono circondati dalla violenza». «Con un patrimonio così importante - dice - noi del Sermig ci siamo intestarditi a mettere i giovani al primo posto. Loro ci chiedono umiltà e verità». Il grande sogno nella mente e nel cuore di Olivero è di invitare Benedetto XVI, Obama, Sarkozy, i grandi scienziati, «non a parlare ma ad ascoltare le vere storie dei giovani. Guardate che qui non c’è del qualunquismo; è il mondo degli adulti e della finanza che deve cambiare. Lo hanno costruito troppo arido». «Non è possibile - evidenzia - che ci siano stipendi di decine di miliardi all’anno. Ma come mai i sindacati, la destra o la sinistra, il vescovo di turno non reagiscono? Di fronte a questo menefreghismo, per forza che i giovani si inventano le nuove droghe».
«Bisogna amarli perdutamente i giovani - incita Olivero -. Se noi siamo cristiani ce ne deve importare, perché l’altro è fondamentale per la nostra eternità, la nostra felicità».
All’incontro ha portato il suo indirizzo di saluto il vescovo Gianni Ambrosio, amico personale di Ernesto Olivero.
«Un uomo di coraggio e con un entusiasmo contagioso - l’ha definito il vescovo -. Uno che sembra voler cercare apposta i problemi irrisolvibili. Sembra che cerchi ogni volta l’ostacolo più alto per superarlo. E alla fine ci riesce».
fri

Il testo integrale su Libertà del 4 dicembre 2008

giovedì 4 dicembre 2008

Parrocchie, troppi bilanci in rosso

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa

Riunione del Consiglio Presbiterale

Il Consiglio Presbiterale Diocesano ha dedicato l’intera mattinata a problemi economici: era un argomento già all’ordine del giorno nella precedente seduta e poi rinviato per mancanza di tempo. Questa mattina il “senato del Vescovo”, riunito nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile sotto la presidenza di mons. Gianni Ambrosio (moderatore don Aldo Maggi), si è soffermato su alcuni problemi proposti dallo stesso Economo della Diocesi, don Giorgio Bosini; li richiamiamo in sintesi:
coinvolgere le unità pastorali e i vicariati nella definizione di criteri condivisi per stabilire le graduatorie di priorità nell’area dell’unità pastorale prima e poi del vicariato;
costituire là dove le parrocchie sono amministrate unicamente da delegati, consigli economici dell’unità pastorale;
avanzare una proposta per affrontare il problema del recupero di crediti pendenti di Parrocchie per mutui interni o prestiti;
uniformare i criteri di determinazione dei canoni di locazione, allineati con i valori di mercato, degli immobili utilizzati sotto qualsiasi forma da soggetti estranei alla parrocchia, per definire i potenziali introiti derivanti del patrimonio immobiliare parrocchiale;
affidare la gestione amministrativa degli immobili parrocchiali, a una società di servizi da costituire.

Molti gli interventi che sono terminati con una valutazione complessiva del Vescovo. Mons. Ambrosio ha preso atto che la situazione economica di molte parrocchie è seria e pertanto dev’esserci l’impegno di tutti nel rispettare la normativa vigente (questo orientamento è uscito anche da molti contributi dei singoli presbiteri). Ovviamente nelle scelte dei vari interventi importanti sono le indicazioni che possono venire dalle Unità pastorali senza trascurare che, a volte, può essere necessario ampliare lo sguardo all’intero vicariato.
Mons. Ambrosio ha poi ricordato che dev’essere sempre chiaro a tutti che i sacerdoti non sono i “padroni” dei beni della Chiesa, ma solo amministratori e tutto deve svolgersi nell’assoluta correttezza e trasparenza. Questo vale anche per i bilanci delle parrocchie, strumenti attraverso i quali deve passare la trasparenza. A questo proposito il Vescovo ha parlato anche di responsabilità morale e non solo giuridica. Dev’essere chiaro per tutti – sintetizziamo sempre le parole di mons. Ambrosio – che è conveniente per tutti agire nella più assoluta chiarezza. E sul piano economico il futuro, vista l’attuale situazione di crisi, non lascia trasparire situazioni di favore. Occorre un impegno serio e di tutti.
Nel dibattito, che ha preceduto le conclusioni del Vescovo, vi sono stati vari contributi, molti anche tecnici e difficili da sintetizzare; i motivi di fondo sono stati però il rispetto della normativa esistente, la priorità alla pastorale, uniformare le realizzazioni alle esigenze delle comunità locali e impegnarsi per sistemare – anche qui senza sanatorie indiscriminate – i conti in rosso di alcune parrocchie.
In apertura della riunione il vicario generale mons. Lino Ferrari aveva dato alcune comunicazioni di vita diocesana: il vescovo mons. Ambrosio è stato nominato recentemente nella commissione episcopale per i laici; il 22 dicembre ricorre il primo anniversario della nomina di mons. Ambrosio a vescovo di Piacenza-Bobbio; domenica in cattedrale alle ore 18,30 verranno ordinati tre diaconi del Collegio Alberoni; il 12 dicembre veglia per i giovani nella Collegiata di Castel San Giovanni; il 16 dicembre ricorre il 25° anniversario della morte di mons. Manfredini: la ricorrenza verrà ricordata con una conferenza del vescovo mons. Luigi Negri alle 17 nella Sala delle Colonne di Palazzo Vescovile e alle 18,30 con una messa in cattedrale presieduta da mons. Ambrosio; dal 26 al 28 gennaio pellegrinaggio diocesano a Roma per l’anno paolino guidato da mons. Ambrosio.
Il Consiglio presbiterale tornerà a riunirsi il 12 febbraio del prossimo anno.

Piacenza 4 dicembre 2008

martedì 2 dicembre 2008

Aids, uno spot dai giovani per i giovani

Piacenza - La Pellegrina esce dalle mura di Vallera ed entra nelle scuole superiori. È qui che si gioca il futuro della lotta all’Aids. Un futuro che non si chiama farmaci retrovirali, fase 2, vaccino bensì sempre e comunque prevenzione. Ecco perché saranno i ragazzi delle classi quarte delle scuole superiori piacentine a realizzare uno spot e una campagna pubblicitaria che verrà presentata il primo dicembre del 2009. «I farmaci retrovirali fanno pensare che non ci sia più l’emergenza - osserva don Giorgio Bosini, figura simbolo dell’Associazione La Ricerca e della Pellegrina -. In realtà non è così. L’emarginazione è dietro l’angolo, riprendere la vita normale è difficile, così come trovare un lavoro che renda autonomi».
Di seguito pubblichiamo l'intero bando rivolto ai ragazzi delle quarte superiori del Piacentino.

1. Progetto
L'Associazione “LA RICERCA” e U.O.Malattie Infettive dell'AUSL di Piacenza
indicono la 1° edizione del ConCorso +ALDIL’AIDS rivolto agli studenti delle classi quarte superiori di Piacenza e provincia sul tema della prevenzione dell’AIDS per l’anno scolastico 2008-2009.
+ALDIL’AIDS è un concorso di idee su tematica a rilevanza sociale, finalizzato alla realizzazione di spot o campagna pubblicitaria cartacea che siano strumento di sensibilizzazione o di denuncia su una tematica di interesse etico- sociale, da svilupparsi in una dimensione “non commerciale” utilizzando il linguaggio pubblicitario per tv, stampa/affissioni, altri mezzi (radio, web, below the line, mezzi non convenzionali).
L'obiettivo è invitare i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori a riflettere sulla rilevanza dei comportamenti rispetto all’esposizione al rischio d'infezione e promuovere un percorso di autoresponsabilizzazione circa i propri comportamenti.
Il ConCorso si articola in due momenti:
Nella prima fase si prevede la realizzazione di tre o quattro interventi di operatori dell’associazione e dell’U.O. Malattie Infettive, concordati con i docenti. Al termine saranno distribuiti i moduli da compilare per iscriversi al concorso di idee.
Successivamente, i partecipanti iscritti invieranno i loro elaborati.
2. Partecipazione
Gli Istituti scolastici superiori di Piacenza e del territorio provinciale che vogliano concorrere al premio devono inviare la scheda di adesione compilata in ogni sua parte entro 31 dicembre 2008 all’Ufficio Comunicazione dell’Associazione LA RICERCA (Stradone Farnese, 96, Piacenza).
L’invio potrà essere effettuato via e-mail all’indirizzo ufficiostampa@laricerca.net o tramite fax al numero 0523.328903 (all’attenzione di Ufficio Stampa Comunicazione). La partecipazione al concorso è gratuita.
Gli elaborati dovranno pervenire entro venerdì 18 Giugno 2009 alle 12.00.
3. Giuria
I progetti saranno valutati da una commissione giudicatrice i cui componenti saranno nominati tra creativi pubblicitari e professionisti della comunicazione, docenti, esponenti di istituzioni ed associazioni.
La commissione giudicatrice valuterà i lavori creativi secondo i seguenti criteri:
- correttezza lessicale e linguistica
- attinenza ai temi proposti e rispondenza agli obiettivi (spot NON COMMERCIALE a tematica sociale).
- originalità e creatività e innovazione dei temi trattati
- ricerca documentaria
- replicabilità
Ad ogni elaborato sarà attribuito un punteggio, da uno a dieci per ogni componente giudicante
Risulterà vincitore l’elaborato che avrà ottenuto il maggior punteggio.
4. Premi
La commissione procederà alla selezione dei tre migliori elaborati e gli Istituti scolastici vincitori riceveranno i seguenti premi:
I classificato: collaborazione alla produzione dell’idea creativa sotto la direzione di professionisti della comunicazione
II classificato: attrezzature didattiche o libri
III classificato: attrezzature didattiche o libri
A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato.
1. Comunicazioni di vincita
La cerimonia di premiazione avverrà alla presenza delle Istituzioni il 1 Dicembre 2009. I nominativi dei vincitori e delle vincitrici saranno resi pubblici in occasione della cerimonia di premiazione.

sabato 29 novembre 2008

Monari e Lanfranchi insieme a Cesena

Luciano Monari e Antonio Lanfranchi di nuovo insieme. Stavolta a Cesena. L'ex vescovo di Piacenza (oggi vescovo di Brescia) e il suo ex vicario generale (oggi vescovo di Cesena-Sarsina) sono i protagonisti dei “Dialoghi per la città”. Il primo appuntamento è per lunedì prossimo, 1 dicembre, alle 21. A Cesena, nell’aula magna della Facoltà di Psicologia, di fronte alla stazione ferroviaria, il vescovo di Brescia e attuale vice presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), monsignor Luciano Monari, interverrà su un tema di estrema attualità “Fede e ragione”.
Costruiti attorno al quesito “Se questo è un uomo”, in questa seconda edizione i Dialoghi si muoveranno “alla ricerca della verità”. Dalla ricerca del senso della vita di un anno fa, si scruterà l’uomo in rapporto a un altro grande dilemma: da che parte sta la verità? Dopo il primo incontro di dicembre, seguiranno quattro appuntamenti, tutti nel primo lunedì del mese, da febbraio a maggio, con una sosta nel mese di gennaio.
Il 2 febbraio è atteso a Cesena Magdi Cristiano Allam, lunedì 2, sarà la volta del noto psicopedagogista Pietro Lombardo. La giornalista e opinionista di Avvenire Marina Corradi, lunedì 6 aprile parlerà di “corpo e persona”, mentre lunedì 4 maggio lo scienziato di fama mondiale Antonino Zichichi. Fortemente voluti dal vescovo Antonio Lanfranchi, i Dialoghi sono “un percorso di riflessione e di proposta. Un luogo in cui mettere in relazione le attese umane e il dono della fede, la ragione e la speranza. Si tratta di “dialoghi” - ha scritto monsignor Lanfranchi - perché vogliamo che abbiano il taglio della ricerca condivisa, dell’incontro esistenziale, della fecondità proveniente dal confronto e dall’ascolto reciproco. E sono “per la città”, ossia rivolti a tutti, nessuno escluso. Perché non c’è persona che non si interroghi sul significato del vivere, sui cardini esistenziali della propria esperienza, su cosa sia lecito attendere e cercare per il futuro”.

giovedì 27 novembre 2008

Insegnante e credente

Piacenza - Ufficio per la Pastorale della Scuola, Cooperativa Cattolica per la Scuola e la Formazione Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC),Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi (UCIIM), Associazione Didattica e Innovazione Scolastica (DIESSE), Federazione “Le Stelle” della Diocesi di Piacenza/Bobbio promuovono il convegno: L’INSEGNANTE CREDENTE.
Riflessione condotta dal prof. Pierpaolo Triani docente Università Cattolica, sede di Piacenza, presidente dell’Azione Cattolica Diocesana.

L'appuntamento è per LUNEDÌ 15 DICEMBRE 2008 ORE 17/18,30 Sala delle Colonne – Palazzo Vescovile (all’interno sono disponibili alcuni posti macchina). Seguirà la Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Eliseo Segalini, Vicario Episcopale per la Pastorale Sociale e del Lavoro, per la Cultura Cattedrale ore 18,30.

«Proprio l’attuale emergenza educativa fa crescere la domanda di un’educazione che sia davvero tale: quindi, in concreto, di educatori che sappiano essere testimoni credibili di quelle realtà e di quei valori su cui è possibile costruire sia l’esistenza personale sia progetti di vita comuni e condivisi. Questa domanda, che sale dal corpo sociale e che coinvolge i ragazzi e i giovani non meno dei genitori e degli altri educatori, già di per sé costituisce la premessa e l’inizio di un percorso di riscoperta e di ripresa che, in forme adatte ai tempi attuali, ponga di nuovo al centro la piena e integrale formazione della persona umana».

(Papa Benedetto XVI)

«Siamo tutti interpellati dall’educare, siamo tutti coinvolti nell’educazione. E allora, proprio perché l’educazione nasce dall’incontro di soggetti liberi e si sviluppa nella relazione, credo che sia importante favorire il dialogo, l’incontro, la collaborazione.

Tra noi, innanzi tutto, all’interno della nostra comunità ecclesiale, ma anche tra noi in senso ampio, collaborando con i diversi soggetti educativi. Non lavoriamo per noi ma per tutti i fratelli, per i giovani, per le famiglie, per il bene della vita sociale. Non si cresce se non insieme: vale per ogni ambito della vita, vale innanzi tutto per l’educazione che è come un generare alla vita.»

(Mons. Gianni Ambrosio)


lunedì 24 novembre 2008

Messa di guarigione per i malati

PARROCCHIA di SAN GIUSEPPE OSPEDALE GUGLIELMO DA SALICETO
La C a p p e l l a n i a e il C o n s i g l i o P a s t o r a l e
(Via Campagna, 68 Piacenza) organizzano una celebrazione eucaristica per i malati.

P R O G R A M M A

- S. Rosario e Confessioni
- Catechesi - mons. Giuseppe Busani
- Santa Messa con l'esorcista di Parma, don Pietro Viola,
e monsignor Giuseppe Busani
- Preghiera di Guarigione
- Preghiera di Liberazione
- Al termine della S. Messa ascolto
delle persone che lo richiedono

Giovedì 27 novembre 2008 - ore 15
Chiesa di San Giusepe all’Ospedale
Via Campagna, 68 - Piacenza