mercoledì 24 dicembre 2008
Una crostata di prugne e un libro sul Duomo per i 65 anni di Ambrosio
Nel giorno del suo compleanno, Ambrosio ha ricevuto anche gli auguri telefonici del magnifico rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi. «La Cattolica e la diocesi di Piacenza-Bobbio sono entrambe nel mio cuore anche se oggi la chiesa piacentina bobbiese ha naturalmente il posto centrale» ha detto il vescovo ai presenti. Prima di tagliare la sobria crostata di prugne ricamata con un numero 65 di pastafrolla in bell’evidenza e di soffiare sull’unica candelina. Come in ogni compleanno che si rispetti, nella sala degli affreschi, anche le note di un corale e affettuoso “Happy birthday to you, happy birthday vescovo Gianni”, cantato rigorosamente in italiano.
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Il testo integrale su Libertà del 24 dicembre 2008
domenica 21 dicembre 2008
Questa sera a Rivergaro il concerto di Natale
Il giovane quartetto è composto da musicisti eclettici che vantano una formazione poliedrica ed esperienze professionali in diversi generi musicali. Di recente formazione, il quartetto offre un repertorio variegato proponendo melodie cantabili e ritmi travolgenti senza rinunciare ad arrangiamenti originali e virtuosismi.
Il concerto è organizzato da SACRICORRIDOI in collaborazione con GAZZOLA CONSULENZA IMMOBILIARE (sponsor), con il patrocinio del COMUNE DI RIVERGARO ed il prezioso aiuto del Circolo Sant'Agata della parrocchia di Rivergaro e di Tramballando.
Le offerte raccolte saranno devolute alla realizzazione dell'auditorium della parrocchia di Sant'Agata.
Monsignor Lanfranchi nella terna per Bergamo
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Il testo integrale su Libertà di oggi 21 dicembre 2008
sabato 20 dicembre 2008
Tutti i riti di Natale nel Duomo di Piacenza
Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa
Natale 2008 in cattedrale
con i riti presieduti dal Vescovo
Vigilia di Natale, mercoledì, 24 dicembre 2008.
Ore 18.00 Primi Vespri
Ore 18.30 Messa della vigilia
Ore 23.30 Ufficio di Letture presieduto dal vescovo mons. Gianni Ambrosio
Ore 24.00 Messa solenne presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio con la partecipazione della Cappella Maestro Giovanni e orchestra diretta dal m° Massimo Berzolla.
SOLENNITA’ DEL S.NATALE, giovedì, 25 dicembre 2008
Messe alle ore 8.30 (9.30 in S.Rocco) - 11.00 -12.15 - 18.30
Ore 11.00 Messa solenne episcopale presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio con la partecipazione del Coro di S.Giustina diretto da Simone Fermi.
Ore 18.00 vespri solenni capitolari.
Ore 18.30 .Messa presieduta dall’arciprete della Cattedrale mons. Anselmo Galvani con la partecipazione della Cappella maestro Giovanni diretta dal m° Massimo Berzolla.
Venerdì 26 Dicembre, festa di S.Stefano protomartire (non di precetto)
Messe alle ore 8.30 (9.30 in S.Rocco) - 11.00 - 12.15 - 18.30
Ore 18.30 Messa presieduta dal vicario generale mons. Lino Ferrari con la partecipazione del Coro degli Alpini diretto da don Gianrico Fornasari.
Domenica, 28 Dicembre 2008.
Messe alle ore 8.30 (9.30 in S.Rocco) - 11.00 - 12.15 - 18.30
Ore 11.00 Messa solenne presieduta dal vicario generale mons. Lino Ferrari per gli anniversari di matrimonio del 2008 con la partecipazione del Coro di S.Giustina diretto da Simone Fermi.
Mercoledì, 31 Dicembre 2008.
Messe alle ore 8.00 - 10.30 - 18.30
Ore 18.30 Messa solenne con Te Deum presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio
Ore 23.00 adorazione in Cattedrale fino a mezzanotte.
Giovedì 1° Gennaio 2009, SOLENNITA’ DI MARIA SS.MA MADRE DI DIO
Giornata della Pace
Messe alle ore 8.30 (9.30 in S.Rocco) - 11.00 -12.15 - 18.30
Ore 11.00 Messa solenne presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio.
Ore 18.00 Vespri solenni capitolari.
Ore 18.30 Messa solenne presieduta dal vicario generale mons. Lino Ferrari
Martedì 6 Gennaio 2009 SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA
Messe alle ore 8.30 - (9.30 in S.Rocco) - 11.00 - 12.15 - 18.30
Ore 11.00 Messa solenne parrocchiale presieduta dal vicario generale mons. Lino Ferrari.
Ore 18.00 Vespri solenni.
Ore 18.30 Messa solenne presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio.
Confessioni in cattedrale
Tutti i giorni feriali dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00.
Domenica e giorni festivi durante le Messe delle 11.00 - 12.15 e 18.30.
Vigilia di Natale come nei giorni feriali e dalle 22.00 alle 24.00.
Presepi in Cattedrale
Nel transetto di destra alla Cappella della Madonna Addolorata: il presepio allestito dal Liceo Artistico;
nel transetto di sinistra alla cappella della Sacra Famiglia: il presepio allestito dai giovani della Cattedrale con le statue in legno scolpite dall’artista Ada Tassi;
visita ai presepi: negli orari di apertura della Cattedrale dalla vigilia di Natale all’Epifania, esclusi gli orari delle celebrazioni liturgiche.
Celebrazioni del Vescovo nella concattedrale di Bobbio
SOLENNITA’ DEL S. NATALE – giovedì, 25 dicembre 2008
Ore 17,30 Vespri solenni
Ore 18.00 Messa
Giovedì 1° Gennaio 2009 SOLENNITA’ DI MARIA SS.MA MADRE DI DIO
Giornata della Pace
Ore 18 Messa solenne
Martedì 6 Gennaio 2009 SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA
Ore 11 Messa solenne
venerdì 19 dicembre 2008
Duomo di Piacenza, un calendario per far rivivere la Madonna del Popolo
Il calendario artistico della Cattedrale 2009 è stato presentato dal presidente di Domus Justinae, Tiziano Fermi. È dedicato alla Beata Vergine Maria nelle più belle rappresentazioni pittoriche del Duomo di Piacenza. Da domani sarà disponibile in cattedrale; il ricavato delle offerte servirà a sostenere il restauro della Cappella della Madonna del Popolo nel transetto di sinistra della Duomo. Le immagini della Vergine Maria rappresentate sul calendario sono state fotografate da Luca Zaninoni. La pubblicazione è stata resa possibile grazie all’aiuto della Franzoni Sergio Autotrasporti. Sono sei i dipinti: l’adorazione dei Magi di Serafino de’ Serafini (XIV secolo), la Madonna con il Bambino, di autore ignoto (fine XIV secolo), l’incoronazione di Maria, del Procaccini (1608), l’assunzione della Beata Vergine Maria, sempre del Procaccini (1608), lo sposalizio mistico di Santa Caterina, di Robert De Longe (XVII secolo), la Natività, del Guercino (1627).
In allestimento i due presepi del Duomo: nella cappella della Sacra Famiglia con le statue lignee della scultrice Ada Tassi, nella cappella dell’Addolorata con il liceo artistico.
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Il testo integrale su Libertà del 19 dicembre 2008
giovedì 18 dicembre 2008
Il vescovo Ambrosio scrive alle famiglie e ai ragazzi
Tremila copie di un breve scritto di otto pagine stampato in un libercolo di formato tascabile. Per i ragazzi, invece, un inserto più breve. È la prima volta che Ambrosio scrive e rende pubblico un documento destinato a tutta la diocesi di Piacenza-Bobbio. La doppia missiva assume anche un’importanza particolare, avendo deciso il vescovo di non scrivere, per questo suo primo anno, la lettera pastorale alla diocesi. Sotto Natale, appare come un pensiero personale del presule alle famiglie piacentine. Con garbo e toni pacati. Entra nelle case ed invita ad avere fiducia. È il requisito fondamentale affinché le famiglie possano continuare a svolgere la loro missione educativa: «Fiducia verso il Signore, verso se stessi, verso gli altri». Poi i figli, i ragazzi, «preziosi agli occhi di Dio, sempre».In entrambi i documenti il Tondo del Botticelli, il quadro della Madonna con il Bambino custodito nei Musei Farnesiani e dal quale il vescovo ha tratto l’ispirazione. «Questo dipinto, nella sua semplicità, esprime tanti valori capaci di parlare anche senza le parole. Riesce a comunicare il messaggio di vita e di speranza insito nel santo Natale». Poi l’aspetto culturale: «È un’immagine bella che troviamo nella nostra città e mi sembra giusto valorizzarla». Monsignor Ambrosio prende la parola dopo che don Giuseppe Lusignani termina di illustrare il significato del Tondo del Botticelli, scelto quest’anno della diocesi di Piacenza-Bobbio come simbolo dell’Avvento. Il vescovo, di fronte ad una riproduzione del dipinto a grandezza naturale, invita «a tacitare i rumori esterni e quelli interni, per fermarsi a contemplare; se possibile con gli occhi della fede, ma anche con gli occhi della vita di tutti i giorni scopriamo cose davvero belle che ci interpellano. Quel bambino che nasce ci interpella perchè è il Salvatore di ciascuno di noi». «Ma come - si chiede Ambrosio - abbiamo bisogno di un salvatore dopo aver scoperto, che so io, il codice del genoma? Io credo di sì. Nel profondo del nostro cuore sentiamo sempre un’invocazione di aiuto di fronte ai tanti misteri della vita. Ecco, arriva colui che è la vita, la luce che ci è donata dal bimbo di Betlemme. Abbiamo bisogno di lasciarci illuminare, di contemplare il presepe e di sentire davvero la parola di speranza che ci dice che non siamo soli».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi 18 dicembre 2008
Monsignor Negri: Manfredini gigante della Chiesa
«Per Manfredini Cristo era veramente il centro di tutto, e su questa base nacque la sua amizia con don Giussani» inizia a raccontare. «Quando parlava di Gesù Cristo si commuoveva. Nella sua camera di preghiera, dopo una certa ora non poteva entrare nessuno. Aveva stabilito un’intimità con Cristo». Com’è nel suo carattere, Negri non le manda a dire: «Oggi il punto più segreto dei nostri preti è dove c’è internet e la tv al plasma - prova a fare un confronto -. Manfredini nella sua casa aveva invece creato una struttura fisica che gli consentiva l’approfondimento del rapporto con il Signore come se fosse in clausura, come se fosse un contemplativo». Gli anni del seminario, quelli della parrocchia di Varese, la grande sintonia con Giovanni Battista Montini (poi papa Paolo VI), il periodo piacentino, quello bolognese. Monsignor Negri, in quaranta minuti fa rivivere la figura di Manfredini: «L’affezione totale per Cristo dunque, poi la straordinaria capacità di amicizia con tutti e l’incredibile capacità di lavoro. Si preparava, non c’era nessuna approssimazione nelle cose che faceva; si veda ad esempio la costruzione dell’intervento in Uganda». Ancora: «La passione per l’insegnamento della religione, la volontà di qualificare al massimo gli insegnanti per essere una presenza della Chiesa nella società, la volontà di influire sulla vita della società, la dimensione educativa fondamentale per far crescere il senso critico». Un riformatore ma nella tradizione: «In forza della grandezza e della vitalità della tradizione, assunse coraggiosamente prospettive e vie nuove». La missione: «Capì subito che tutto si giocava nella missione come dimensione della Chiesa, mettendo al centro un progetto preciso su cui misurare la capacità di rispondere da parte del suo popolo. L’obiettivo era quello di arrivare nella vita sociale senza volontà egemoniche ma attraverso il dialogo tra identità consapevoli». L’altro grande tema fu quello dell’educazione dei giovani, la non delega alle strutture scolastiche laiche: «Manfredini fu tra i primi vescovi italiani che negli anni Settanta ricominciò a parlare di scuola libera, di una scuola che esprimesse una continuità sostanziale della tradizione culturale della famiglia». Negri ricorda l’invito agli studenti di Bologna a salire al santuario di San Luca per riflettere sul senso della vita. Aderirono più di cinquemila ragazzi. L’iniziativa gli costò una denuncia per interruzione di pubblico servizio da parte di un preside cattolico. «La libertà della scuola per Manfredini è il più grosso aiuto che si possa dare alla democrazia - osserva -. Non può esistere una società democratica se i cattolici non sono presenti con la loro identità spirituale e culturale che è evidentemente più profonda di tutte le altre tradizioni».
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Il testo integrale si trova su Libertà di ieri 17 dicembre 2008
martedì 16 dicembre 2008
Domenica 21 il concerto di Natale di Sacricorridoi
Il giovane quartetto è composto da musicisti eclettici che vantano una formazione poliedrica ed esperienze professionali in diversi generi musicali. Di recente formazione, il quartetto offre un repertorio variegato proponendo melodie cantabili e ritmi travolgenti senza rinunciare ad arrangiamenti originali e virtuosismi.
Il concerto è organizzato da SACRICORRIDOI in collaborazione con GAZZOLA CONSULENZA IMMOBILIARE (sponsor), con il patrocinio del COMUNE DI RIVERGARO ed il prezioso aiuto del Circolo Sant'Agata della parrocchia di Rivergaro e di Tramballando.
lunedì 15 dicembre 2008
Ambrosio: nel 2009 ripartiamo dall'essenziale
«Sarebbe davvero buona cosa se, aiutandoci reciprocamente, ci sforzassimo di mettere al centro la dimensione educativa, il far crescere, il promuovere, l’offrire un orizzonte più ampio rispetto ai problemi della vita quotidiana. Il clima culturale complessivo deve essere di crescita intelligente, non solo per i bambini ma per tutti, anche per le persone adulte. Ecco perché parlo di formazione permanente». Non è un caso che alla fine di maggio del 2009 la diocesi di Piacenza-Bobbio faccia partire la missione popolare. «Far partire una missione popolare è la consapevolezza che abbiamo bisogno di uno spazio per ritrovare gli elementi portanti della nostra vita cristiana, ecclesiale, sociale. Se noi riusciamo ad evidenziare ciò che veramente conta nella vita, abbiamo già fatto la missione popolare: perchè avremo trovato l’essenziale. Poi potremo realizzare questa e quell’altra cosa. Ma partendo da lì. Desidererei proprio, nel nuovo anno, che l’aspetto di educazione di base e missione popolare convergessero e ponessero al centro la realtà della famiglia e della scuola».
fed.fri.
Il testo integrale su Libertà del 13 dicembre 2008
sabato 13 dicembre 2008
Ambrosio, un anno a Piacenza: fare il vescovo cambia la vita
«Piacenza è una realtà con aspetti interessanti e positivi e con molte potenzialità. È davvero consistente il numero delle persone che fa volontariato sia un forma organizzata sia in forma diffusa nel tessuto sociale. È un aspetto molto importante per Piacenza, in un momento in cui l’individualismo segna troppo la nostra realtà sociale e culturale. Questa attenzione all’altro e la disponibilità al servizio sono elementi fondamentali. Un’altro aspetto di positività è l’intraprendenza, sia sul versante pastorale - in moltissime parrocchie scorgo un impegno che desta in me stupore e meraviglia - sia su quello sociale ed economico».
Fare il vescovo le ha cambiato la vita?
«Molto. Non hai più un attimo a tua disposizione, forse anche per il mio difetto di non dire mai di no agli incontri e alle richieste. Risulta difficile trovare anche i cinque minuti per la lettura del giornale, per la meditazione personale o per la telefonata alla persona amica che ha bisogno. La vita è cambiata nel senso che sei al servizio totale ed integrale della diocesi».
Luci ed ombre. Il vescovo Monari appena arrivato a Brescia si è trovato un sacerdote indagato per pedofilia; lei si trova, nel suo primo anno di episcopato, con tre sacerdoti (due diocesani e uno no) indagati per reati contro la morale sessuale e il patrimonio. Che cosa sta succedendo nella Chiesa?
«Io penso che ci sia davvero anche un accanimento sulla Chiesa. In America è uscito un libro di un non cattolico che sostiene proprio questa tesi: un accanimento pilotato contro la Chiesa sugli aspetti sessuali. Pur sapendo che le fragilità, le debolezze, le meschinità sono presenti in ogni persona, credo che occorrerebbe, anche da parte della stessa opinione pubblica, saper valutare e discernere per condannare ciò che deve essere condannato (così come il Papa ha fatto); ma penso anche che vi sia un accanimento probabilmente pilotato da parte di certa stampa. L’immagine che si intende far emergere è negativa perché la Chiesa è l’unica forza morale che si oppone alla deriva del relativismo, all’immoralità che invece trova, soprattutto presso i mass media, la sua piena cittadinanza. Se evidenziamo solo i limiti, molto spesso non riusciamo a comprendere i tanti aspetti belli e positivi».
Crisi economica e recessione. Nell’ultimo consiglio presbiterale si è rivolto ai parroci esortandoli a essere amministratori e più oculati nelle spese. Che cosa voleva dire?
«Prima di tutto vorrei rispondere alla prima parte della domanda. Credo che un po’ di saggezza storica ci faccia comprendere che ci sono periodi di vacche grasse e di vacche magre. Se siamo in un momento di difficoltà non credo che si debba sempre esagerare. Sennò a forza di vedere nero, tutto diventa nero>.
Come dice Berlusconi.
«Certamente. Ma questo fa parte della vita; questo lo hanno fatto i nostri vecchi. La Bibbia le vacche magre le ha sempre evidenziate. In generale l’atteggiamento dei profeti invita alla speranza e alla fiducia».
Si diceva dei parroci...
«Ho ricordato che i beni sono del popolo di Dio, non di nostra personale proprietà. Per cui l’amministrazione deve essere lineare, trasparente, oculata. Anche vedere se certe iniziative vanno sostenute oppure no».
La priorità?
«Va data ai luoghi di culto: la casa di Dio in mezzo a quelle degli uomini è molto importante. La storia lo attesta, così come quella della nostra cattedrale. Non credo che allora ci fossero così tanti soldi, eppure hanno fatto una cosa bella e, a partire da questa, anche le case degli uomini sono diventate più belle. San Nicolò e Roveleto di Cadeo sono due esempi di possibili nuovi luoghi di culto. L’altro ambito è l’attenzione ai bisogni economici ma anche sociali e spirituali».
Come sta affrontando la diocesi la convivenza con gli immigrati non sempre facile?
«Credo che il punto di riferimento religioso per gli immigrati sia molto importante. Grande accoglienza dunque non solo da un punto di vista materiale (qui la Caritas fa cose splendide) ma anche da quello spirituale».
C’è un evento particolare che in quest’anno l’ha colpita?
«La celebrazione della notte di Pasqua in una cattedrale gremita. Con il battesimo di una decina di persone arrivate a Piacenza da tutte le parti del mondo. In quel momento, davvero, ho pensato alla bellezza del cattolicesimo che ha le porte aperte per ogni cultura, l’attenzione per ogni persona desiderosa di cercare Dio e di trovare la gioia nel cuore. Per me è stato un momento commovente».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi 13 dicembre 2008
Torna San Corrado sul calendario liturgico
Il testo integrale su Libertà del 12 dicembre 2008
giovedì 11 dicembre 2008
Padre Kizito: dalle baraccopoli si può uscire

Piacenza - «Torneremo qui ma solo per studiare. Vogliamo vivere in Kenya». Martin, 16 anni, per la prima volta è uscito dalla baraccopoli di Nairobi, per la prima volta ha visto l’Italia, Piacenza, la neve. È uno dei 18 ragazzi che, grazie all’ong Amani e a una rete di solidarietà, fa parte del Kivuli team, il gruppo che ieri era a Piacenza per la penultima tappa del suo tour in Italia.
Sono alcuni dei 60mila figli della povertà estrema che popolano la baraccopoli di Nairobi. Amani e il missionario comboniano padre Kizito Sesana ne hanno salvati 250 in alcune case famiglia mentre un altro migliaio vengono raggiunti direttamente nella bidonville. Hanno messo insieme uno spettacolo che fa parte delle attività extrascolastiche. «Alla radice di tutto c’è il grande discorso delle ingiustizie del commercio internazionale - osserva - di governanti che non governano per la loro gente ma sono intrappolati dalle grandi multinazionali. Ecco perché gli africani sono poveri». Una frase che vale più di mille conferenze e convegni. «Questi sono bambini che hanno perso la totale fiducia negli adulti e ne hanno tutte le ragioni - osserva padre Kizito -. Riconquistarla è assolutamente difficile». Il tour volge al termine, padre Sesana accenna ad un bilancio: «Questi bambini sono ragazzi ricchi di gioia, hanno tanto da dare.Uno dei nostri principi è quello di incoraggiare la loro creatività. Noi ci aspettiamo che imparino a vedere anche i problemi degli altri, che si creino una percezione del mondo e del modo con cui rapportarsi al mondo senza diventarne degli imitatori. Se succedesse diversamente sarebbe un disastro».
Padre Kizito è contento: «Abbiamo visto le realtà più belle, i bambini sono stati trattati benissimo, abbiamo visto gente desiderosa di mettersi al servizio, famiglie, alunni, insegnanti delle scuole medie. Abbiamo visto l’Italia migliore, mi piacerebbe pensare che fosse tutta così; sospetto però diversamente. I bambini hanno comunque percepito anche gli altri problemi, hanno visto gli africani in strada, fare i lavori peggiori, chiedere l’elemosina. Si stanno facendo un’idea ed è proprio quello che voglio io: vedere il mondo e comprenderlo con la loro testa». Un segno di speranza: «Senz’altro in Italia c’è tanto razzismo, l’ho letto e l’ho visto di persona, però c’è anche tanta gente che vuole superare questa situazione e mettere in pratica i principi cristiani dell’amore per il prossimo e dell’accoglienza. Oggi, anche a Piacenza, abbiamo fatto incontrare le due parti migliori del Kenya e dell’Italia».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi 11 dicembre 2008
Si ringrazia Prospero Cravedi per la fotografia
martedì 9 dicembre 2008
Don Noberini: nelle opere di Africa Mission il sorriso di don Vittorione
Don Maurizio Noberini, nuovo presidente di Africa Mission
venerdì 5 dicembre 2008
Don Noberini nuovo presidente di Africa Mission
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Il testi integrale su Libertà di oggi 5 dicembre 2008
Parrocchie in rosso, prestiti non restituiti per oltre 1 milione di euro
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Il testo integrale su Libertà di oggi, 5 dicembre 2008
Olivero: giovani patrimonio dell'umanità
Sono proprio i giovani, secondo Olivero, i più poveri di oggi. «Ma quanti giovani devono ancora schiattare, magari di droga, perché il mondo si fermi?» si chiede. «Chi dice che i giovani sono il nostro futuro mente sapendo di mentire - sbotta -. Noi abbiamo fatto un’inchiesta dalla quale emerge che il 97 per cento dei giovani non ha fiducia in nessuna istituzione. L’85 per cento ha paura di vivere in questa società. Non solo: ci hanno detto che si sentono circondati dalla violenza». «Con un patrimonio così importante - dice - noi del Sermig ci siamo intestarditi a mettere i giovani al primo posto. Loro ci chiedono umiltà e verità». Il grande sogno nella mente e nel cuore di Olivero è di invitare Benedetto XVI, Obama, Sarkozy, i grandi scienziati, «non a parlare ma ad ascoltare le vere storie dei giovani. Guardate che qui non c’è del qualunquismo; è il mondo degli adulti e della finanza che deve cambiare. Lo hanno costruito troppo arido». «Non è possibile - evidenzia - che ci siano stipendi di decine di miliardi all’anno. Ma come mai i sindacati, la destra o la sinistra, il vescovo di turno non reagiscono? Di fronte a questo menefreghismo, per forza che i giovani si inventano le nuove droghe».
«Bisogna amarli perdutamente i giovani - incita Olivero -. Se noi siamo cristiani ce ne deve importare, perché l’altro è fondamentale per la nostra eternità, la nostra felicità».
All’incontro ha portato il suo indirizzo di saluto il vescovo Gianni Ambrosio, amico personale di Ernesto Olivero.
«Un uomo di coraggio e con un entusiasmo contagioso - l’ha definito il vescovo -. Uno che sembra voler cercare apposta i problemi irrisolvibili. Sembra che cerchi ogni volta l’ostacolo più alto per superarlo. E alla fine ci riesce».
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Il testo integrale su Libertà del 4 dicembre 2008