giovedì 28 febbraio 2008
Per un fisco a misura di famiglia
Si inizierà con il saluto del vescovo Gianni Ambrosio. Parteciperanno il professor Pietro Boffi, responsabile del Centro documentazione Cisf (Centro internazionale studi famiglia) e il professor Ermes Rigon, presidente del Forum delle famiglie dell’Emilia Romagna. È previsto l’intervento dei rappresentanti del Comune e della Provincia di Piacenza. La raccolta delle firme “Per un fisco a misura di famiglia” avverrà in banchetti che i rappresentanti del Forum allestiranno fino al prossimo aprile. Le firme si raccoglieranno sul sagrato della cattedrale, della basilica di Sant’Antonino e sul Pubblico Passeggio (lato liceo scientifico) nei sabati del 2, dell’8, del 15, del 29 e del 5 aprile. Tutti i sabati, in sostanza, tranne il giorno prima di Pasqua. I volontari del Forum saranno presenti dalle 9 e 30 del mattino fino verso le 7 di sera.
F.Fr.
Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi, giovedì 28 febbraio 2008
Figli troppo cari, firme per un fisco più equo
A Piacenza il Forum si è costituito ufficialmente lo scorso 8 febbraio su iniziativa del Sidef (il sindacato delle famiglie). Attualmente ne fanno parte Acli, associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Cif, Il Circolino, Coldiretti, Associazione famiglie numerose, Famiglie nuove, Mcl/Ordine francescano secolare, Rinnovamento dello Spirito/Sidef.
F.Fr.
Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi giovedì 28 febbraio 2008
mercoledì 27 febbraio 2008
Sidney, il vescovo dà il mandato ai giovani

martedì 26 febbraio 2008
Ambrosio celebra i funerali di don Pancini
I funerali di don Giovanni Pancini verranno celebrati domani, mercoledì 27 febbraio, alle ore 14,30, nella chiesa di San Bonico. Saranno presieduti dal vescovo monsignor Gianni
Ambrosio.
Morto don Pancini, a San Bonico per 60 anni
Chi lo ricorda lo descrive come una persona molto intelligente, vissuta nella povertà, un parroco all’antica. Nel 2001, non senza qualche protesta campanilista, la parrocchia venne accorpata a quella di San Giuseppe Operaio. Don Pancini, provato dagli acciacchi della vecchiaia, aveva chiesto al vescovo Luciano Monari di potersi ritirare. Il presule, accettate le dimissioni, ha poi ritenuto, vista l’esiguità degli abitanti della parrocchia e le caratteristiche del nuovo quartiere, di non inviare un nuovo sacerdote. Ha nominato don Giancarlo Conte, parroco di San Giuseppe Operaio, amministratore parrocchiale. Attualmente San Bonico - la chiesa è dedicata a San Bartolomeo - conta, secondo l’ultimo annuario diocesano, 502 anime. Dipendono dalla parrocchiale gli oratori della Beata Vergine Immacolata a Torricelle e San Filippo Benizzi ai Quattro Comuni.
fed.fri
Il testo integrale su Libertà di oggi 26 febbraio 2008
lunedì 25 febbraio 2008
Scuola e famiglia, alleanza educativa
L’ALLEANZA EDUCATIVA TRA SCUOLA E FAMIGLIA
Incontro per insegnanti e genitori promosso dalla Cooperativa Cattolica per la Scuola e la Formazione
Prende avvio un percorso di formazione e di riflessione, promosso dalla Cooperativa Cattolica per la Scuola e la Formazione della nostra diocesi, che pone al centro la corresponsabilità di insegnanti e genitori nell’educazione delle nuove generazioni.
Il percorso vuole attivare all’interno di ogni scuola paritaria, un gruppo di lavoro composto da docenti e genitori disponibili ad arricchire il rapporto tra scuola e famiglia.
Spesso tali rapporti sono vissuti in modo proficuo da pochi e in modo formale dai più; i contesti di partecipazione scolastica (assemblee, colloqui, consigli di classe) stanno perdendo la loro forza e sono sempre più disertati, hanno tenuta nella scuola dell’infanzia ma il coinvolgimento dei genitori diminuisce negli ordini successivi.
Non sempre la scuola è capace di creare consenso intorno alle finalità e alle scelte educative che sono alla base del suo lavoro; divario e incomprensioni si acutizzano quando ci sono momenti critici. Disorientamento e inadeguatezza sembrano bloccare i genitori di fronte alle loro responsabilità e, di conseguenza, scatta la delega all’istituzione scolastica.
In questo scenario appena abbozzato si colloca il percorso che vuole valorizzare le risorse sia dei docenti sia dei genitori per creare una rete solida di scambi e di responsabilità comuni.
Il primo appuntamento, aperto a tutte le persone interessate, sarà martedì 26 febbraio, presso il Seminario Vescovile di Via Scalabrini dalle ore 16,45 alle 18,30, in cui la dott.ssa Viola Battistini affronterà il tema: Alleanza educativa tra scuola e famiglia. La dott.ssa Battistini, docente di scuola primaria, laureata in Pedagogia e in Filosofia, attualmente distaccata dal Ministero presso l'Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) nella segreteria nazionale, è anche Presidente della sezione Associazione genitori (Age) di Foligno, è membro della commissione del Forum provinciale delle associazioni genitori presso l'Ufficio Scolastico Regionale di Perugia, organizza Progetti per genitori nelle scuole del territorio in cui opera.
In questo incontro saranno approfondite le seguenti domande:
Come promuovere la sensibilità verso la responsabilità educativa di un genitore e di un insegnante?
Come condividere un progetto educativo comune volto al bene del ragazzo?
Come maturare una partecipazione, nei genitori, attiva e attenta alla vita della scuola?
Bobbio con Ambrosio nel cuore
Il vescovo Gianni Ambrosio, nella foto, entra nella concattedrale di Bobbio per la presa di possesso. Come si può notare, sul capo non ha la mitria utilizzata sabato scorso nel duomo di Piacenza e donatagli dall'università Cattolica. Indossa quella regalatagli dalla parrocchia di Carisio, paese di origine della famiglia.
Il vescovo Ambrosio entra in processione nella concattedrale di Bobbio, gremita di fedeli molti dei quali provenienti dai paesi vicini.
Le celebrazione è terminata. Il vescovo Gianni esce dalla concattedrale e riceve gli applausi della gente. I bobbiesi lo hanno già nel cuore. Lui saluta e sorride a tutti.
Tra il sindaco di Bobbio Roberto Pasquali e il parroco della concattedrale, monsignor Aldo Maggi, il vescovo Gianni Ambrosio ascolta l'esibizione del coro Gerberto. Tre brani al termine dei quali monsignor Ambrosio si complimenta con i cantori e sale sul palco per la foto ricordo.
domenica 24 febbraio 2008
Ambrosio a Bobbio con il coro Gerberto
Ambrosio, l'omelia di ingresso a Bobbio

Ecco il testo dell'omelia che il vescovo di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, ha pronunciato oggi a Bobbio in occasione della presa di possesso della concattedrale.
3ª DOMENICA DI QUARESIMA
(Esodo 17, 3-7; Romani 5, 1-2.5-8; Giovanni 4, 5-42)
Cari fratelli e sorelle,
Cari fratelli e sorelle,
Ma anche per chi ha già ricevuto il dono del battesimo, il brano evangelico è quanto mai significativo: esso tratteggia – possiamo dire – una pedagogia verso la fede, un cammino verso l’incontro con il Signore.
Vale anche per noi battezzati il rimprovero che Gesù rivolge alla samaritana: “Se tu conoscessi il dono di Dio”. Forse non è, in verità, un rimprovero. E’ piuttosto un invito e uno stimolo: Gesù vuole suscitare nella samaritana – e in tutti noi - il desiderio di aprirci a Dio, alla sua iniziativa, al suo dono, al suo amore.
Ecco allora l’importanza della Quaresima alla luce di questo stupendo racconto evangelico. Come tempo prezioso per la nostra memoria, per ricordarci il dono del nostro essere battezzati in Cristo Gesù. Come tempo prezioso per il nostro desiderio, invitato ad andare in profondità, fino a scoprire la nostra sete più vera. Come tempo prezioso per l’incontro, l’incont
ro gioioso con il Signore e l’incontro con i nostri fratelli e le nostre sorelle che attendono quell’“acqua viva” che soddisfa la sete profonda dell’uomo.
Se seguiamo la pagina evangelica, possiamo mettere in risalto alcuni tratti di questa pedagogia verso la fede.
Innanzi tutto anche noi – anche noi battezzati - possiamo identificarci per molti aspetti con questa donna di Samaria. Nel senso che tutti siamo interpellati sul desiderio che abita il nostro cuore: una sete profonda di incontro, di relazione, di vita.
La samaritana, all’inizio, non vuole entrare in dialogo con Gesù e non vuole accogliere il dono dell’ “acqua viva”. Sembra preferire l’acqua di sempre, piuttosto stagnante, e cioè la vita di tutti i giorni, le abitudini, le convenzioni, le illusioni. Quella donna di Samara sa bene che l’acqua del pozzo di Giacobbe, in una terra deserta come quella di Sicar, è una benedizione grande, ma sa pure che è acqua che non soddisfa la sua vera sete. Tuttavia difende se stessa e la propria vita, vuole custodire quel poco che ha, anche se sa bene che non le basta.
Certo, almeno a prima vista, questa donna di Samaria ha molte buone ragioni per rifiutare la richiesta di Gesù di dargli da bere. Era assai vivo il contrasto tra
La richiesta di Gesù è già un dono. Nella richiesta di un gesto di attenzione e di cortesia – “dammi da bere” - c’è l’invito a quella donna a uscire da se stessa, dalla chiusura nel suo piccolo mondo.
Ma si tratta solo dell’inizio. Il cammino è ancora lungo e deve proseguire. Perché è molto facile disattendere i desideri più profondi e più veri ed accontentarsi dell’acqua stagnante, rischiando di sciupare la vita, inseguendo illusioni, consumando energie inutilmente.
C’è, invece, un’“acqua viva” che purifica il cuore e disseta lo spirito: è il dono di Dio. È Gesù questo dono di Dio: egli ci rivela il Padre e ci rivela il nostro essere figli.
Ma ormai non può più difendere la sua vita, il suo “girare a vuoto”: si è guardata dentro senza paura e ha potuto strappare la maschera che copriva il suo volto.
Per quella donna di Samaria – e per chi, come lei, osa chiedere ciò che Gesù Cristo vuole dare – è ormai giunto il momento della fede in Gesù riconosciuto come profeta e messia, dell’incontro con Lui, della gioia di una novità che cambia la vita. E con entusiasmo la samaritana comincia ad annunciare la bella notizia: diventata credente, diventa annunciatrice di Gesù salvatore del mondo.
Così la samaritana ha conosciuto il dono di Dio. Lo ha conosciuto con il cuore, aprendo cioè il suo cuore e la sua vita all’iniziativa di Gesù. «Non si vede bene che attraverso il cuore», scriveva Antoine de Saint-Exupéry (Il piccolo principe). Possiamo dire che l’esperienza di fede, che è esperienza pasquale, e quindi incontro con il Cristo risorto, è inseparabile dal nostro risveglio interiore, dal sentirci personalmente attesi da Dio e ricondotti a riconoscere la “sete vera” che domanda “l’acqua viva”.
La nostra Chiesa – a cominciare dalla parrocchia – vuole essere lo spazio nel quale l’amore del Signore per l’umanità incrocia la sete di ciascuno.
La nostra Chiesa vuole essere - e deve essere - il luogo nel quale ogni uomo si sente personalmente atteso e condotto a gustare l’ “acqua viva”.
Il mio pensiero va soprattutto ai giovani che hanno un profondo bisogno di trovare la forza per opporsi alla “cultura del nulla”: particolarmente a loro vogliamo proporre un itinerario che conduca a Cristo Gesù, a colui che “ha reso luminosa la vita” (2 Timoteo 1,10).
Il mio pensiero va anche ai malati e agli anziani: l’amore per Cristo e la solidarietà dei fratelli vi rechino conforto nei momenti difficili e vi infondano sempre serenità.
In questa concattedrale dedicata a S. Maria Assunta, affidiamo il nostro cammino ecclesiale alla Vergine Maria e al grande monaco San Colombano che può, a buon diritto, essere considerato come uno dei fondatori del monachesimo occidentale. Insieme ai molti Santi di questa Chiesa,
+ Gianni vescovo
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-BobbioIl vescovo Ambrosio incontra il ministro Bersani
Si ringrazia Gianni Cravedi per la collaborazione.
Ambrosio all'Urban Center
Si ringrazia Gianni Cravedi per la collaborazione.
sabato 23 febbraio 2008
Ambrosio: Bertone costruttore di concordia
È nota la bella pagina in cui Agostino, nelle sue Confessioni, descrive i suoi primi, decisivi contatti con il vescovo Ambrogio. Giunto a Milano come vincitore della cattedra di retorica, il giovane Agostino è felice di incontrare il grande vescovo della città: “L’uomo di Dio mi accolse paternamente e, da buon vescovo, si rallegrò della mia venuta”. Con l’abilità letteraria che lo contraddistingue, Agostino fa ricorso ad una felice immagine per tratteggiare la figura e la missione di Ambrogio, sempre disponibile nei confronti di ogni persona ma anche desideroso di studiare e di riflettere. Scrive Agostino che la porta dello studio del vescovo Ambrogio rimaneva sempre aperta per ricevere persone di ogni condizione: “Non era proibito a nessuno di entrare” nello studio del vescovo e sottoporgli le più diverse questioni. Ma appena il vescovo era finalmente libero da impegni, ecco lo studio e la riflessione. Quasi sbirciando nella sala di attesa, Agostino poteva vedere Ambrogio intento a leggere in silenzio: “Con gli occhi scorreva le pagine, con la mente scrutava il significato, la voce e la lingua tacevano”.
È difficile sapere se l’immagine della porta aperta sia frutto di osservazione o artificio letterario. Comunque l’immagine è esemplare per la missione del pastore: la porta spalancata per accogliere tutti senza però disattendere la meditazione e la preghiera.
Questa pagina delle Confessioni viene spontaneamente in mente nel momento in cui si cercano le parole per descrivere l’episcopato di monsignor Tarcisio Bertone a Vercelli. E poiché nella spontaneità vi è una verità immediata, il richiamo all’immagine agostiniana vale più di molte parole.
Quando Bertone venne eletto arcivescovo di Vercelli, nel 1991, l’attesa era forte. In quattro anni Bertone ha manifestato una dedizione appassionata alla Chiesa di Eusebio, ricca di tradizione e bisognosa, come ogni Chiesa, di "prendere il largo". Nella figura di sant’Eusebio, primo vescovo di Vercelli, Bertone ha visto la "sentinella del popolo di Dio". Una sentinella vigile e attenta, capace di affermare con forza la vera fede in Gesù Cristo e di annunziare il Vangelo ovunque e con ogni mezzo.
Nello stesso tempo, Bertone ha visto in Eusebio il testimone dell’“umanità profonda della fede e della carità cristiana”. Sono le parole con cui Bertone ha presentato la figura del proto-vescovo Eusebio. Parole che non solo tratteggiano la figura di colui che ha lasciato in eredità alla sua Chiesa la fede in Gesù Cristo, ma che sono diventate l’ispirazione, la guida, il programma del suo episcopato. Non a caso l’invito di Eusebio ai suoi fedeli "custodire la fede, conservare la concordia" si è trasformato in motto programmatico. Il dialogo con le varie espressioni della società civile attesta il suo costante interessamento per le vicende quotidiane, affrontando i problemi più diversi con intelligenza, coraggio e rispetto.
Le consegne del cardinale Bertone al vescovo Ambrosio: ricerca, vita, appartenenza ed unità
Eminenze reverendissime, eccellenze reverendissime, carissimi sacerdoti piacentini e lasciatemi salutare anche i carissimi sacerdoti vercellesi, cari fratelli e sorelle nel Signore.
Il dono del pastore
Come al tempo di Abramo, anche oggi il Signore rinnova e moltiplica l'offerta del suo mistero di amore con il dono di un nuovo pastore per questa Chiesa che vive in Piacenza e Bobbio: sua eccellenza monsignor Gianni Ambrosio.
Il Santo Padre ha voluto donarvi questo nostro fratello perché vi sia guida, padre e pastore. Preghiamo oggi con lui e per lui affinchè, come recita l'antifona di ingresso di questa domenica di Quaresima, egli possa cercare sempre il volto del Signore a aiutare coloro che il Padre ha affidato alle sue cure a compiere nella fedeltà e nella gioia la sua volontà. Questo momento è senz'altro un momento di sovrabbondante grazia che Iddio ci fa vivere insieme.
Ringrazio i vescovi co-consacranti, sua eccellenza monsignor Luciano Monari, già vescovo di Piacenza-Bobbio, oggi vescovo di Brescia, e sua eccellenza monsignor Enrico Masseroni, arcivescovo metropolita di Vercelli. Ringrazio tutti gli eccellentissimi vescovi presenti, ringrazio inoltre le autorità del Comune, della Provincia di Piacenza, le autorità di Santhià, di cui è orginario monsignor Ambrosio, le autorità dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove dal gennaio 2001 fino ad oggi monsignor Ambrosio ha svolto il compito di assistente ecclesiastico generale. Ringrazio tutti coloro che oggi si uniscono alla nostra preghiera ed alla nostra gioia per questo speciale evento ecclesiale, e in maniera del tutto particolare vorrei salutare e ringraziare mamma Caterina che io conosco da tanto tempo, qui presente in mezzo a noi, che di certo rinnova oggi l'offerta al Signore di questo suo figlio sacerdote che oggi viene consacrato vescovo.
Riscoprire l'alleanza con Dio
Il momento solenne che stiamo vivendo assume un significato particolare nel contesto della quaresima che chiama i cristiani a riscoprire e a ritrovare l'alleanza con Dio, a risvegliare nel cuore il bisogno di ritrovare in Lui il centro, il senso, il fine della nostra esistenza. A vivere così più intensamente la nostra vocazione cristiana. A questo proposito la liturgia di oggi ci offre alcuni significativi stimoli che possono servire come traccia preziosa per questo nostro fratello introdotto oggi nella grazia del sacramento dell'ordine episcopale. Con la vocazione di Abramo, descritta con chiarezza nella prima lettura, ha inizio quella storia che noi chiamiamo ormai storia della salvezza, l'obbedienza e la fiducia in Dio da parte di Abramo aprono la via al compiersi delle promesse di Dio Padre che sono benedizione per tutte le genti. Il patriarca Abramo orienta la propria vita verso una grandezza che è quella di Dio. Non parte con un salto nel vuoto ma, nell'entrare in una infinita pienezza, abbandona il centro piccolo, ridotto delle sicurezze della natura per entrare in quelle della grazia. E quanto accade sul monte della trasfigurazione con Mosè ed Elia attesta che in Gesù Cristo questa storia di salvezza raggiunge il pieno compimento. Dopo di lui la storia di salvezza prosegue con la vita della Chiesa, chiamata a prolungare nei secoli la sua azione redentrice.
Ogni nostra comunità ha bisogno di crescere in quella responsabilità evangelica che ci rende attenti alla vita ed alle necessità materiali e spirituali dei nostri fratelli. Per questo la Parola di Dio, in questo periodo, costantemente ci invita a ricominciare con slancio il cammino quaresimale, sapendo che ci porta ad incontrare, a conoscere più intimamente Gesù. Così è avvenuto per gli apostoli che non avevano ancora compreso il senso della missione di Gesù, continuavano a sognare un messia che instaurasse un regno in termini di potenza, mentre a loro veniva annunciato lo scandalo della passione.
Tuttavia, nonostante la loro situazione di incomprensione, essi continuarono a seguire il loro maestro, mentre la folla, delusa, lo abbandonava. Proprio seguendo Gesù gli apostoli compresero il senso della sua missione, venne loro concessa una luce preziosa, anticipatrice della gloria del Risorto. Narra l'evangelista:
Salire sul monte
Occorre salire sul monte, perché nella pianura, nella vita di tutti i giorni, si ascoltano tante voci, si dibattono tanti problemi ma è difficile prestare vera attenzione a Dio. Il cammino di fede in Dio non dimentica l'attualità, con i suoi problemi e le sue potenzialità. Tuttavia non si limita semplicemente all'attualità ma intende dischiudere l'oggi alla visita di Dio, al dono della luce di Dio, al dono della pienezza di vita di Dio. La luce è il grande simbolo biblico che indica la vita di Dio. Ma il simbolo lascia intuire ciò che non è esprimibile a parole. Sul monte i tre apostoli fecero un'esperienza breve ma profonda e gioiosa di Gesù trasfigurato, un'esperienza che illuminò il loro cammino verso Gerusalemme, verso un altro monte, il monte della passione e della morte. Gli apostoli compresero che Gesù è la luce e che la sua missione è donare luce e vita al mondo manifestando l'amore infinito di Dio per ogni persona umana.
Continua l'evangelista:
La promessa ripetuta
Farò di te un grande popolo. Questa promessa ricca di benedizione che Iddio assicurò ad Abramo, oggi Dio la ripete a te, caro fratello chiamato alla grazia della pienezza sacerdotale e precelto a pascere una porzione del gregge del Signore. Dio ti consacra e ti affida l'intero popolo che è in Piacenza-Bobbio, questa comunità cristiana, che veglia, prega per te, con te e da oggi per sempre. Con le immagini consegnateci dalla Parola di Dio, ci possiamo ora chiedere quali siano i tratti caratteristici del servizio ministeriale che intraprendi alla guida di questa porzione del popolo di Dio.
La ricerca
La prima caratteristica che sintetizza questo ministero la riassumiamo con una una parola e più propriamente con un atteggiamento: quello della ricerca. Domanda di essere un pastore sempre in ricerca, con gli altri, per gli altri e per te stesso. Questa posizione del cuore e della vita ci viene comunicata dalla Parola di Dio dalle grandi pagine evangeliche. Il padre buono non si stanca mai di mettersi alla ricerca del figlio, del fratello che ha smarrito la strada. Sarà una ricerca a volte drammatica, spesso appassionante. Il tuo unico scopo dovrà essere quello di rendere presente, attraverso la tua person e il tuo cuore, la persona e il cuore di Dio. Di fronte all'umanità avvilita, spezzata, dovrai versare l'olio della consolazione e il vino della speranza, come Gesù il quale, mentre passava per le città e i villaggi, dialogava con i fratelli, confortava, consolava. Dovrai coinvolgerti con l'umanità, ogni tipo di umanità che busserà alla porta della tua vita, scendere dal monte, sentire ogni fratello e sorella come una parte preziosa di te e ai quali sarai chiamato a donare la tua carità e il tuo cuore.
Ma dovrai metterti in atteggiamento di ricerca anche per te stesso, avendo cura di dissetarti quotidianamente alla fonte della vita, lasciandoti illuminare da quella verità che ti è venuta incontro. Se infatti Cristo è stato e ora ancora di più è la verità di te stesso, dovrai in ogni istante della tua giornata lasciarti incontrare da lui: nella preghiera, nei sacramenti, nella Chiesa e nell'ascolto fraterno. Il Santo Padre Benedetto XVI che per mio tramite quest'oggi ti esprime il suo affetto, e la sua vicinanza spirituale e manda la sua benedizione che io impartirò a tutti perchè in questa celebrazine nel suo profondo libro Gesù di Nazareth osserva che lì'uomo vive nella verità e nell'essere amato, nell'essere amato dalla verità. Ha bisogno di Dio, del Dio che gli si avvicina e gli spiega che il significato della vita indicandogli così la via della vita, indicando ai tuoi fratelli la via della vita l'assumerai per te stesso, la farai diventare regola pastorale.
L'offerta della vita
Una seconda caratteristica dovrà configurarti la vita ed è l'offerta della tua intera vita per il bene del gregge che la Chiesa oggi ti consegna. L'offerta che Gesù fa di sè è tanto importante da precedere e accompagnare ogni suo gesto e ogni sua parola. Egli si offre al Padre perchè si compia la sua volontà,si dona ai discepoli, perché nella logica del Regno egli non si appartiene più; fino all'ultimo istante si lascia mangiare (il dono del pane di Dio). Sottolinea ancora papa Benedetto XVI: la croce è il fulcro del discorso del pastore ma non come atto di violenza che colga Gesù di sorpresa e che gli venga inflitto dall'esterno, bensì come offerta spontanea di se stesso. Gesù trasforma l'atto di violenza esterno della creocifissione in un atto di offerta volontaria di se stesso per gli altri. Lui non dà qualche cosa ma dà se stesso. E qui si vede la differenza tra i sacerdoti antichi e i sacerdoti della nuova alleanza che seguono Cristo, il buon pastore. I sacerdoti antichi offrivano un sacrificio rituale, non offrivano se stessi; i sacerdoti della nuova alleanza offrono se stessi, come Gesù.
La conoscenza-appartenenza
Per questa vicinanza, da quest'offerta discende anche la terza caratteristica che vorrei consegnarti in questa liturgia: la conoscenza tra il pastore e il gregge. Giovanni l'evangelista ci introduce in questo mistero: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori, le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Molto importante la conoscenza reciproca nella vita del pastore. Ce lo spiega ancora papa Benedetto XVI in Gesù di Nazareth. Dice: la conoscenza e l'appartenenza sono sostanzialmente la stessa cosa, il vero pastore non possiede le pecore come un qualsiasi oggetto che si usa e si consuma, esse gli appartengono appunto nel conoscersi a vicenda e questa conoscenza è una accettazione interiore. Questa parola ci aiuta a comprendere che l'essenza del ministero episcopale sta proprio in questa conoscenza-appartenenza. Più infatti vorrai entrare nella realtà che ti circonda, nella vita delle persone, desiderando con esse un dialogo profondo e vero, più percepirai tra che esse cominceranno a diventare una cosa sola con te e a fare parte della tua stessa vita, del tuo stesso destino.
Più il pastore si consegnerà al gregge che gli è affidato, donandogli il tesoro del proprio cuore, più sarà capace di condurre il gregge al di là di se stesso, affinchè l'altro trovi tutta la sua libertà.
l'Unità
L'ultima grande consegna è quella dell'unità. L'unità è al vertice della preghiera di Gesù nel suo testamento, quando lavoriamo per l'unità nella Chiesa, della Chiesa, per l'unità del mondo e dei popoli, anche da quel punto di vista particolare che è l'incarico della segreteria di Stato. Scriveva papa Giovanni Paolo II nella famosa enciclica Ut unum sint: Credere in Cristo significa volere l'unità, volere l'unità significa volere la Chiesa, volere la Chiesa significa volere la comunione di grazia che corrisponde al disegno del Padre per tutta l'eternità. Ecco qual'è- diceva il Papa- il senso della preghiera. La tua azione caro fratello vescovo sia senza misura, senza barriere e parzialità, nessuno sia escluso dalle tue attenzioni pastorali, perché se unico è il pastore Gesù egli desidera che tutti partecipino del suo affetto, delle sue premure e tutti possano conoscere la via della verità e della vita. Ti sia di stimolo l'invocazione che abbiamo letto pochi giorni fa di Santo Cirillo: la preghiera fa crescere la tua Chiesa e conserva la tua unità, mantiene unito il tuo popolo nella professione della fede e infiamma i loro cuori con la tua parola e verità. . Vivi questa unità in comunione visibile con il Santo Padre che oggi ti affida questa porzione del popolo di Dio, esprimila insieme all'intero collegio episcopaleperché uniti tutti siamo luce e forza nel cammino che conduce al Signore Gesù. L'interessante esperienza straordinaria che hai vissuto in mezzo ai giovani quale assistente ecclesiastico dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ti accompagni in questa nuova ed entusiasmante avventura tra i giovani, gli adulti, gli anziani, gli ammalati della tua diocesi; anche per loro e con loro lasciati trasfigurare da Gesù, il Maestro e sii luce e presenza concreta di Dio tra gli uomini. In questo impegno quotidiano di seguire le orme di Cristo, come dice il tuo motto episcopale, ti accompagni la Vergine Maria, Madre e Regina degli apostoli. Ella che si è lasciata trasfigurare dal suo stesso figlio, ti sostenga nel portare a compimento l'opera che il Signore ha iniziato in te a favore di questa Chiesa particolare che in Piacenza-Bobbio. Amen.
venerdì 22 febbraio 2008
Ambrosio: don Giussani ha saputo leggere il cuore umano
f.fr.
Il testo integrale su Libertà di oggi 22 febbraio 2008
giovedì 21 febbraio 2008
Cultura e teologia per formare i professionisti del domani
Il vescovo Ambrosioe il cardinale Bagnasco insieme alla Cattolica
di Milano
Piacenza- Giornata milanese ieri per il vescovo Gianni Ambrosio che all’Università Cattolica in largo Gemelli ha incontrato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova (nella foto della Cattolica). Il porporato era in Cattolica per la prolusione all’inizio dei corsi di introduzione alla teologia. In largo Gemelli anche una delegazione piacentina che ha accompagnato il vescovo a Milano. Tutta della Cattolica: l’assistente ecclesiastico don Celso Dosi e i docenti di teologia nell’ateneo piacentino don Gigi Bavagnoli e padre Nicola Albanesi (provinciale dei Vincenziani). Monsignor Ambrosio, davanti ad una platea affollata di giovani, ha tenuto un breve saluto introducendo il porporato. Il vescovo Ambrosio ha tra l’altro evidenziato come il cardinale Bagnasco stia continuando il lavoro del progetto culturale della Chiesa italiana e come in queso caso la teologia possa svolgere una funzione di mediazione tra la realizzazione del progetto culturale e la formazione di professionisti e credenti impegnati nelle varie discipline. Bagnasco ha tra l'altro affermato come «il crollo del socialismo reale non è avvenuto per la più lenta modernizzazione o per motivi economici, ma per il vuoto di spiritualità», così sarà anche «per la cultura del consumismo sfrenato che riempie l’animo di vuoto».
(f.fr.)
Il testo integrale su Libertà di oggi 21 febbraio 2008
Ambrosio a Bobbio, ecco il programma
Ore 15 : accoglienza del vescovo Gianni Ambrosio all’ingresso della città.
In auto raggiunge la basilica di San Colombano.
Un momento di preghiera nella cripta che ospita le reliquie del patrono
Il saluto alle suore Gianelline nella loro cappella.
Ore 15 e 45: il vescovo sarà accompagnato a piedi in piazza Duomo fino al palco allestito dal Comune.
Saluto di benvenuto del sindaco Roberto Pasquali.
Saluto di uno studente delle scuole medie.
Ore 16 : inizierà la messa in duomo, accompagnata dai canti del coro della cattedrale e dal gruppo delle voci bianche. Al termine l’esibizione della corale Gerberto in piazza Duomo ed il rinfresco al piano terra del palazzo vescovile offerto dalla parrocchia.
Domenica a Bobbio saranno sospese le celebrazioni di tutte le messe in cattedrale e in San Colombano per favorire la partecipazione alla festa.
Per il testo integrale Libertà di oggi 21 febbraio 2008
mercoledì 20 febbraio 2008
Ambrosio, domenica l'entrata a Bobbio

martedì 19 febbraio 2008
Ambrosio al convegno su Ries, poi l'incontro con Bagnasco
Ambrosio, squadra che vince non si cambia
(f.fr.)
Il testo integrale su Libertà di oggi 19 febbraio 2008
