domenica 5 ottobre 2008
Ambrosio: San Francesco, memoria di un popolo
«Francesco coglie in Gesù Cristo il senso della sua vita - dice Ambrosio -. Si fa semplicemente “uomo del Vangelo”, come lo definisce Tommaso da Celano». È il concetto guida delle parole del vescovo, che riemergerà più volte nel corso dei quindici minuti di omelia. «Per Francesco, il Vangelo era il cuore della sua esistenza - continua il presule -. Nei pochi scritti che ci ha lasciato ha citato il Vangelo per 156 volte. Tolto il Vangelo dai suoi scritti, così ha affermato uno studioso, Ezio Franceschini, già rettore della Cattolica del Sacro Cuore, non resterebbe nulla poiché le sue stesse parole, non sostenute da quelle di Gesù, sarebbero “parole senz’anima”». «Afferrato e conquistato da Cristo - prosegue -, vuole rinunciare a tutto pur di far posto nella sua vita al Signore Gesù. Sempre Tommaso da Celano lo chiama il “nuovo evangelista”. La sua vita è come un racconto semplice e limpido del Vangelo di Gesù. Nella ultima volontà inviata a santa Chiara scrisse: “Io, piccolo frate Francesco, voglio seguire la vita e la povertà dell’altissimo signore Nostro Gesù Cristo e della sua Santissima Madre». «Ciò che affascina Francesco - sottolinea - non è una qualsiasi povertà e neppure un ideale di povertà, bensì il seguire la vita e la povertà dell’altissimo Signore.
In nome del Vangelo». Durante l’offertorio il Comune di Piacenza, per mano del sindaco Reggi, ha donato al vescovo, l’olio che serve a tenere viva la lampada perpetua nella cappella del santo, dietro all’altare della basilica piacentina.
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà del 5 ottobre 2008
sabato 4 ottobre 2008
Corrado, santo dimenticato
Federico Frighi
Il testo integrale su LIbertà del 3 ottobre 2008
SCUOLA/Messa d'inizio anno con il vescovo
Al termine della Messa docenti e Dirigenti Scolastici sono invitati ad un breve incontro con il Vescovo stesso. Sono pure invitati gli studenti con i loro genitori, i docenti e tutti gli operatori scolastici. Per ulteriori informazioni i giornalisti possono rivolgersi al responsabile dell'Ufficio scuola, il diacono prof. Giovanni MarchioniVia Gramsci 60 29100 Piacenza0523-451858333-7541966.
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Al via il corso sul Gesù storico e i quattro vangeli
Il tema è di sicuro interesse non solo per i cristiani di tutte le confessioni impegnati a dare ragione della loro fede, ma anche a livello culturale generale: infatti, negli ultimi tempi si è intensificato attraverso i mass media il dibattito sul Gesù storico, che ha provocato in tanti molta confusione; di qui la necessità di affrontare in modo serio il tema: il Gesù dei singoli vangeli è da considerarsi quel Gesù che ha percorso le strade della Palestina in un contesto storico preciso? E qual è il rapporto tra il Gesù storico e il Cristo morto e risorto su cui si fonda la fede cristiana?
Il corso, aperto a tutti, avrà la guida competente e sicura di Padre Giuseppe Testa, docente di Sacra Scrittura al Collegio Alberoni, e si terrà il primo sabato di ogni mese per una serie di otto incontri (da ottobre a maggio) presso la Casa della Giovane, in Via San Nazaro, 2, dalle 15.30 alle 17.30. Il primo incontro si tiene oggi, sabato, 4 ottobre.
Il SAE comunica che la partecipazione a questa attività per gli insegnanti di tutte le discipline è riconosciuta come aggiornamento, in quanto l’ associazione, a livello nazionale, ha ottenuto l’ accreditamento tra gli enti formatori da parte del Ministero dell’ Istruzione.
giovedì 2 ottobre 2008
Incendiato l'oratorio di Chero, denunciati quattro giovani
I danni provocati sono valutati intorno ai quindicimila euro.
NOMINE/Padre Devis Rocco a Fiorenzuola
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 22 settembre 2008 il M.R. Rocco padre Devis OCD è stato nominato vicario parrocchiale della parrocchia di San Fiorenzo in Fiorenzuola d’Arda, Provincia di Piacenza. Lascia i precedenti incarichi.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 22 settembre 2008 il M. R. Illica don Giuseppe, parroco di Castelsangiovanni, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia dei SS. Antonio e Savino in Fontana Pradosa, Comune di Castelsangiovanni, Provincia di Piacenza, resasi vacante in seguito alla rinuncia legittimamente accettata dell’ultimo titolare il M. R. Bocedi don Vittorio.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 22 settembre 2008 il M. R. Gaggero don Luigi, parroco di Casanova Val Tidone, è stato nominato per il quinquennio 2008-2013 cappellano della Casa di Riposo Mons. Castagnetti in Pianello Val Tidone, Provincia di Piacenza. Mantiene i precedenti incarichi.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano un data 24 settembre 2008 il M. R. Cattadori don Francesco, è stato nominato parroco della parrocchia di San Pietro Apostolo in Saliceto, Comune di Cadeo, Provincia di Piacenza, “sede vacante” di cui attualmente era amministratore parrocchiale. Mantiene i precedenti incarichi.
Con Atto proprio dell’Ordinario diocesano in data 24 settembre 2008 il prof. Giovanni Marchioni, diacono permanente, è stato confermato per il quinquennio 2008-2013 nell’incarico di direttore dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica.
Piacenza, dalla Curia Vescovile,
martedì 30 settembre 2008,
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi
mercoledì 1 ottobre 2008
Cristiani e musulmani, alla ricerca di una parola comune
venerdì 26 settembre 2008
Il vescovo Ambrosio riceve il Duca di Parma
Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio
Morto monsignor Balducci, una vita contro il demonio

Monsignor Corrado Balducci, una vita spesa a lottare contro il diavolo, demonologo e teologo, esorcista della diocesi di Roma, e' morto a 85 anni, il 20 settembre, ma la notizia e' stata diffusa solo ad esequie avvenute per volere dei familiari. In questa foto lo si ritrae assieme al piacentino monsignor Antonio Lanfranchi in una conferenza tenutasi lo scorso anno a Sarsina, la diocesi (Cesena-Sarsina) di cui Lanfranchi è vescovo.
Un sito su San Corrado
del San Corrado piacentino, cui partecipano laici e religiosi da Noto, Roma e Piacenza.
Si chiama l'Araldo di San Corrado e riporta notizie sulle attività dei gruppi.
venerdì 19 settembre 2008
CARITAS/La prima volta di un non sacerdote
Federico Frighi
DUOMO/Le formelle rivivono grazie ai disabili
L’idea di riprodurre le formelle spiegano gli educatori Ausl, Enzo Dolcini e Stefania Reboli, è nata qualche tempo fa un poco in sordina ed ha ricevuto la benedizione dello stesso vescovo Monari. «Cercavamo un oggetto che potesse assumere in sè la caratteristica della piacentinità e la facilità della lavorazione - evidenzia Dolcini - abbiamo visto le otto formelle fotografate in bianco e nero in una vetrinetta del Duomo e ci siamo ispirati». La loro riproduzione, in terracotta o in gres, rappresenta un’attività di manipolazione molto semplice che possono appunto fare anche coloro che soffrono di gravi disabilità.
La creta viene applicata su stampi in gesso (regalati da un volontario miniaturista), cotta in un piccolo forno realizzato nella struttura di via Buozzi e successivamente antichizzata. Un percorso, tra cottura e preparazione finale, della durata di un paio di settimane per formella. Il gruppo dei disabili adulti dalla nascita è formato da nove persone dai 40 ai 60 anni. Il ricavato delle offerte per le formelle viene utilizzato per la vita del centro. Un esempio? «Partiamo tutti quanti col pullmino ed andiamo in pizzeria a mangiarci una pizza. Tutto viene condiviso».
Il testo integrale su Libertà del 18 settembre 2008
giovedì 18 settembre 2008
2° ANNIVERSARIO/Suor Leonella ci insegna il perdono
Il testo integrale su Libertà di oggi, 18 settembre 2008
NOMINE/ Don Cattadori all'ufficio matrimonio e famiglie
Il testo integrale su Libertà di oggi, 18 settembre 2008
NOMINE/Ufficiale: Chiodaroli direttore della Caritas
Con Atti propri di S.E. Mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, in data 12 settembre 2008 sono stati nominati:
* il M. R. Franceschini don Giampiero parroco della parrocchia di San Savino vescovo in Piacenza, resasi vacante in seguito a trasferimento ad altro incarico dell´ultimo titolare il M. R. Guarnieri don Gianmarco;
* il M. R. Guarnieri don Gianmarco direttore spirituale del Seminario vescovile di Piacenza, conservando il medesimo incarico presso il Collegio Alberoni;
* il M. R. Cattadori don Francesco direttore dell´Ufficio pastorale del matrimonio e della famiglia per il quinquennio 2008-2013;
* il M. R. Capelli don Franco consulente ecclesiastico dell´Istituto "La Casa di Piacenza" per il quinquennio 2008-2013;
* il M. R. Mascilongo don Paolo direttore dell´Ufficio catechistico diocesano per il quinquennio 2008-2013;
* Chiodaroli Giuseppe, diacono permanente della nostra diocesi, direttore della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio per il quinquennio 2008-2013.
Piacenza, dalla Curia vescovile,
17 settembre 2008
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi
mercoledì 17 settembre 2008
Mensa Caritas, pronto in tavola anche a cena
Il testo integrale su Libertà di oggi, 17 settembre 2008
martedì 16 settembre 2008
ANGIL DAL DOM 3/Monsignor Eliseo Segalini: ecco perché la croce è amore assoluto
Certo Gesù avrebbe potuto morire per noi in modi diversi, ma ha quasi obbedtito ad un simbolismo molto significativo. Fin dall'antichità pagana la croce ha un significato cosmico per le quattro dimensioni che contiene. Il cristianesimo primitivo le dà un significato nuovo. Gesù ha allargato le braccia riunendo giudei e pagani in un solo popolo nuovo, esprimendo così un amore che supera e sorpassa ogni conoscenza. Ma è soprattutto significativo il brano evangelico scelto per questa scelta: un passo del colloquio tra Gesù e Nicodemo, dove Gesù dice che bisogna rinascere dall'alto per entrare nella salvezza. Nel brano Gesù interpreta come simbolo di se stesso elevato sulla croce quello che Mosè aveva fatto nel deserto per salvare gli ebrei che mormoravano e che erano stati puniti col morso del serpente. Come Mosè ha innalzato il serpente nel deserto, così è necessario che sia innalzato il figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Da notare però che il testo di Giovanni non dice di guardare la croce come si doveva guardare il serpente di bronzo, ma di credere in lui. Cioè, solo la fede permette il realizzarsi delle parole di Gesù: io quando sarà elevato da terra attirerò tutti a me. La croce però ha sempre creato difficoltà. Ma che razza di padre è questo Dio - diceva il pagano Celso - che non ha potuto salvare il proprio figlio dal supplizio più infamante della croce? E' l'obiezione più inquietante sulla paternità di Dio. Oggi si concentra su questo punto tutto il rifiuto di Dio da parte di chi è sensibile al dolore innocente, come quello, ad esempio, dei bambini; o Dio non può liberare dal male o non lo vuole; se non può allora non è più Dio, l'onnipotente; se non lo vuole, allora non è più il padre. Ma noi sappiamo che la croce è proprio la rivelazione dell'amore del padre, come dice il nostro Vangelo: Dio, cioè il Padre, ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito perchè chiunque crede in lui non muoia ma abbia vita eterna. Il Padre non è uno che se ne sta impassibile ma è talmente coinvolto nella sofferenza del figlio che è proprio lui il primo a pagare il prezzo della nostra liberazione, facendosi dono del suo bene più prezioso, cioè il suo figlio. Colui che era senza peccato Dio lo ha fatto peccato per noi, affinché diventassimo giustizia di Dio, dice San Paolo. Insomma, Dio ci ama perchè è amore. Un amore assoluto, un amore indipendente da ogni risposta umana, ma proprio per questo la croce manifesta un'amore gratuito e fedele. Il suo modo particolare di amarci lo possiamo esprimere così: la croce di Cristo assomma in sè tutte le nostre croci. La croce di Cristo ci insegna a guardare nella giusta propettiva alle nostre croci e a quelle delle persone care, senza correre il rischio di covare un rancore sordo contro Dio a causa del dolore che abbiamo dovuto sopportare sentendoci impotenti. La fede ci dice appunto che la croce di Cristo assomma in sè tutte le nostre croci e le preredime; quindi precedentemente le nostre difficoltà sono state sperimentate da Cristo. Dio non può patire ma può compatire, ci dice la Spe Salvi citando sant'Anselmo, che continua con queste stupende parole: a partire dalla passione di Cristo in ogni sofferenza umana è entrato uno che condivide le sofferenze e la sopportazione e diffonde in ogni sofferenza la consolazione dell'amore partecipe di Dio, e così sorge la stella della speranza. Il nostro dolore assume così un qualche cosa di salvifico>.
lunedì 15 settembre 2008
ANGIL DAL DOM 2/Lucio Rossi, il fisico al servizio di Dio
Il testo integrale su Libertà di oggi, 15 settembre 2008
Morto don Angelo Ferrari
Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio
ANGIL DAL DOM/ Il fisico Rossi: non si cresce se non si seguono i maestri
Ringrazio la Fondazione di Piacenza e Vigevano nella persona del suo presidente, Giacomo Marazzi, per questa scelta. Sono io ad essere onorato. Io da Piacenza sono andato via ma ho sempre conservato legami profondi con questa comunità, quella di Podenzano, i miei amici e la mia famiglia. In un certo senso non sono mai andato via. Non c'è niente di più bello che ricevere un premio nella propria città, dove uno ha avuto le sue radici. Lo dico apertamente, senza falsa modestia. Penso di essere andato lontano, ma se si va lontano si hanno comunque delle radici, esattamente come un albero che cresce solo se può mettere delle radici profonde. Questo è un messaggio per i giovani che val sempre la pena seguire. Io posso dirlo: ho avuto la fortuna di trovare delle persone degne di essere seguite e le ho seguite. Ho avuto la percezione, fin da piccolo, che non si cresce se non si guardano i maestri. I miei genitori, la mia famiglia tutta, compresa mia sorella e i parenti, la grande famiglia dei Rossi che è estesa anche in altri Comuni, l’esperienza decisiva del liceo scientifico. Ho ha avuto la consapevolezza di aver avuto un team di professori eccezionale, sia nella tecnica sia nel coinvolgimento umano. Ho imparato a studiare ma ho anche appreso i motivi per cui valeva la pena studiare. Ho reincontrato tanti di essi, chi mi ha suscitato l’interesse per la fisica, come la professoressa Mimma Liber, o l’amore appassionato dei grandi classici della letteratura, come il professor Romano Gromi. Non posso non citare anche il professor Ghezzi, da cui ho appreso l’amore per la filosofia e per il sapere. Anche professori che non ho avuto direttamente in classe ma che erano lì allo scientifico, come l’inossidabile professoressa Teresa Sichel, che fa anche oggi compie un'opera benemerita. Ho avuto la fortuna di incontrare una squadra di professori che lavorava anche per educare, non solo per insegnare. Ho avuto la fortuna di trovare in Comunione e Liberazione un’amicizia che è durata tutta la vita. Io non auguro a tutti di trovare le stesse amicizie, bensì lo stesso tipo di amicizie. In questa amicizia condivisa io ho avuto un humus eccezionale. Rispetto a tanti miei colleghi priù bravi e più intelligenti ho sempre avuto questa valenza in più: la motivazione per cui val la pena fare le cose. Questa cattedrale di Piacenza ne è un segno. Coloro che l’hanno costruita erano tutti dei piccoli uomini, però insieme, in una compagnia guidata dal destino, hanno fatto qualche cosa di eccezionale. Io nel mio piccolo, con il nostro acceleratore, ho messo un piccolo tassello, anche se importante, nella coscienza che l’avventura della conoscenza trova le radici nell’amore per l’uomo e per il singolo condiviso e abbracciato.
Grazie a tutti.