domenica 28 dicembre 2008
In Sant'Antonino il Natale dei migranti
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Il testo integrale e le foto su Libertà del 27 dicembre 2008
sabato 27 dicembre 2008
A 101 anni morto Renato Scaravaggi, padre degli scout piacentini
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da Libertà del 27 dicembre 2008
Ambrosio: Mettiamo al centro la luce del presepe
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Il testo integrale su Libertà del 27 dicembre 2008
In piazza Cavalli un angolo di Betlemme
L’idea è venuta al parroco, don Giuseppe Frazzani, che ha deciso di spostare il presepe della basilica, solitamente nella cappella del Malosso, ben in vista quasi sul sagrato: nel piccolo atrio tra il portale sovrastato dalla lunetta e il controportale interno. Da qui, dalla notte santa, sarà sufficiente aprire i battenti e il presepe irraggerà con le sue luci il sagrato della basilica, visibile da tutta la piazza.
«Abbiamo pensato di celebrare anche così i 730 anni della basilica - osserva don Frazzani -: il portale settecentesco diventa cornice del presepe (protetto da una lastra di plexiglass) sulla piazza». Non solo, c’è anche un significato simbolico: è il presepe che va incontro alla gente. «Ogni persona che passerà qui davanti - si augura il parroco - se lo vorrà potrà avere un riflesso della luce che viene dal santo Natale».
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Il testo integrale e le foto su Libertà del 24 dicembre 2008
giovedì 25 dicembre 2008
Ambrosio: nella crisi, il Natale porta un messaggio di speranza
Diocesi di Piacenza-Bobbio
Il Vescovo
Natale 2008: messaggio ai Piacentini
E’ un Natale di crisi, di difficoltà, di incertezza. Il mio augurio è proprio questo: sia anche un Natale di speranza, un Natale che viene a darci la buona notizia.
Un bimbo si affaccia alla vita, viene alla luce, nasce. Non è un’idea, ma una persona. Non è un concetto, ma un fatto che stupisce e poi sconcerta. Quel bimbo che nasce nella notte a Betlemme è il Salvatore, è il nostro Salvatore.
Sono trascorsi i secoli, ma quella notte resta grande e unica. Ancora una volta l’annuncio continua ad essere ripetuto: è nato il Salvatore. Un annuncio che non solo ci sorprende, ma ci interpella: è nato per noi.
Come è possibile? Per noi uomini del terzo millennio, artefici del nostro destino? Per noi orgogliosi delle nostre conquiste tecnologiche? Per noi che siamo riusciti a decifrare i codici del genoma umano? Per noi che siamo diventati adulti, e dunque incapaci di attendere qualcuno, rinchiusi nel nostro scetticismo?
Sì, è possibile che quell’annuncio ti interpelli: quel bambino è nato per te. E tu, alla fine, arrivi a scoprire che hai bisogno di lui, di lui come luce vera che illumina il tuo cammino, di lui come fratello che ti svela il volto del Padre, di lui come amico che condivide la tua fatica e ti aiuta a sperare.
Proviamo a far tacere ogni rumore, non solo fuori di noi, ma anche dentro di noi, nelle fibre del nostre cuore là dove si agitano le tante preoccupazioni, dove si vivono le troppe tensioni.
Proviamo a sostare anche solo per qualche minuto dinanzi ad un presepe, quello di casa nostra o quello che troviamo in una Chiesa o quello dei nostri ricordi di infanzia o quello dipinto da qualche pittore, come il famoso Tondo di Botticelli conservato nel nostro Museo Civico. Troviamo il tempo di fermarci e di contemplare questo bambino che è nato per noi.
Se possibile, contempliamolo con gli occhi della fede: sono occhi che vedono in profondità. Se non fosse possibile, contempliamolo comunque: un po’ di luce verrà, forse sarà anche l’occasione per sentire una voce che si leva dal fondo del cuore. Le parole pronunciate da questa voce non saranno subito ben comprensibili. Ma, prestando un po’ d’attenzione, non tarderemo a capire che sono parole che invocano luce, speranza, pace.
Per chi? Per noi stessi, bisognosi di essere salvati dentro, proprio nell’intimo della nostra vita. Per le nostre famiglie, bisognose di ritrovare serenità, concordia, fiducia. Per la nostra società, bisognosa di ritrovare lo slancio e la concordia per vincere la rassegnazione e poter guardare al futuro. Per l’intera umanità, bisognosa di fraternità, di solidarietà, di pace.
Forse, mentre contempliamo quel bambino, come in un lampo passano davanti ai nostri occhi i tanti bambini martoriati dall’uso delle armi, i molti giovani che camminano nei tunnel della noia, dell’alcool o della droga, gli uomini impediti di professare la propria fede, coloro che sono sfruttati e offesi nella loro dignità, coloro che soffrono – anche qui nel nostro territorio – per l’incertezza del posto di lavoro, per la povertà, per la fame. Anche dal fondo di questa umanità si leva un grido di aiuto.
Abbiamo bisogno di Lui. Forse oggi ancora più di ieri, perché oggi la realtà è diventata più complessa e le minacce per la dignità della persona umana sono più gravi, più insidiose, più drammatiche. Egli è il Salvatore anche dell’uomo di oggi, di ciascuno di noi, perché è la luce che illumina il nostro cammino, è il Verbo che viene ad abitare fra la sua gente, è il Figlio che dona, a chi l’accoglie, la grazia di diventare figlio di Dio, è la nostra speranza. Il Figlio di Dio si è unito a noi, ad ogni uomo: è nato nel tempo e si è fatto uomo, uno di noi, ma ha unito noi all’eternità.
Proprio perché è la Parola, egli parla a noi del Padre, del suo volto, del suo cuore, del suo amore, del suo disegno di salvezza. E parla a noi svelandoci la verità di noi stessi: nella sua carne è sancita l’alleanza indistruttibile tra il Padre e noi, suoi figli. Dio si fida di noi e ci chiama a condividere il suo progetto. In questa rivelazione sta tutto il senso della nascita del Figlio di Dio, della sua presenza, della sua missione nel tempo, nella storia, nella nostra vicenda personale. Questa rivelazione racchiude non solo la luce, ma anche la vita, la grazia, la verità: “in lui era la vita e la vita era la luce degli uomini”.
Quel bambino, uomo come noi, nato da donna, figlio di Maria di Nazaret, è Dio che si è fatto fragile creatura umana per portare a tutti noi l’amore del Padre: “Dio si fa uomo affinché l’uomo sia fatto Dio”, recita un’antica formula dei padri della Chiesa.
Giunga a tutti gli “uomini di buona volontà”, e cioè a tutti, perché ognuno di noi è amato da Dio, il messaggio di Natale nella sua inalterata freschezza, nella sua sorprendente e gioiosa notizia. Sia donata a tutti la forza di vegliare nella notte scrutando l’aurora, a tutti sia concessa la gioia di riconoscere nel bambino nato a Betlemme la speranza di una vita segnata dall’amore, dalla pace, dalla fraternità. A tutti auguro un Buon Natale.
†Gianni Ambrosio
vescovo di Piacenza-Bobbio
mercoledì 24 dicembre 2008
Una crostata di prugne e un libro sul Duomo per i 65 anni di Ambrosio
Nel giorno del suo compleanno, Ambrosio ha ricevuto anche gli auguri telefonici del magnifico rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi. «La Cattolica e la diocesi di Piacenza-Bobbio sono entrambe nel mio cuore anche se oggi la chiesa piacentina bobbiese ha naturalmente il posto centrale» ha detto il vescovo ai presenti. Prima di tagliare la sobria crostata di prugne ricamata con un numero 65 di pastafrolla in bell’evidenza e di soffiare sull’unica candelina. Come in ogni compleanno che si rispetti, nella sala degli affreschi, anche le note di un corale e affettuoso “Happy birthday to you, happy birthday vescovo Gianni”, cantato rigorosamente in italiano.
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Il testo integrale su Libertà del 24 dicembre 2008
domenica 21 dicembre 2008
Questa sera a Rivergaro il concerto di Natale
Il giovane quartetto è composto da musicisti eclettici che vantano una formazione poliedrica ed esperienze professionali in diversi generi musicali. Di recente formazione, il quartetto offre un repertorio variegato proponendo melodie cantabili e ritmi travolgenti senza rinunciare ad arrangiamenti originali e virtuosismi.
Il concerto è organizzato da SACRICORRIDOI in collaborazione con GAZZOLA CONSULENZA IMMOBILIARE (sponsor), con il patrocinio del COMUNE DI RIVERGARO ed il prezioso aiuto del Circolo Sant'Agata della parrocchia di Rivergaro e di Tramballando.
Le offerte raccolte saranno devolute alla realizzazione dell'auditorium della parrocchia di Sant'Agata.
Monsignor Lanfranchi nella terna per Bergamo
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Il testo integrale su Libertà di oggi 21 dicembre 2008
sabato 20 dicembre 2008
Tutti i riti di Natale nel Duomo di Piacenza
Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa
Natale 2008 in cattedrale
con i riti presieduti dal Vescovo
Vigilia di Natale, mercoledì, 24 dicembre 2008.
Ore 18.00 Primi Vespri
Ore 18.30 Messa della vigilia
Ore 23.30 Ufficio di Letture presieduto dal vescovo mons. Gianni Ambrosio
Ore 24.00 Messa solenne presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio con la partecipazione della Cappella Maestro Giovanni e orchestra diretta dal m° Massimo Berzolla.
SOLENNITA’ DEL S.NATALE, giovedì, 25 dicembre 2008
Messe alle ore 8.30 (9.30 in S.Rocco) - 11.00 -12.15 - 18.30
Ore 11.00 Messa solenne episcopale presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio con la partecipazione del Coro di S.Giustina diretto da Simone Fermi.
Ore 18.00 vespri solenni capitolari.
Ore 18.30 .Messa presieduta dall’arciprete della Cattedrale mons. Anselmo Galvani con la partecipazione della Cappella maestro Giovanni diretta dal m° Massimo Berzolla.
Venerdì 26 Dicembre, festa di S.Stefano protomartire (non di precetto)
Messe alle ore 8.30 (9.30 in S.Rocco) - 11.00 - 12.15 - 18.30
Ore 18.30 Messa presieduta dal vicario generale mons. Lino Ferrari con la partecipazione del Coro degli Alpini diretto da don Gianrico Fornasari.
Domenica, 28 Dicembre 2008.
Messe alle ore 8.30 (9.30 in S.Rocco) - 11.00 - 12.15 - 18.30
Ore 11.00 Messa solenne presieduta dal vicario generale mons. Lino Ferrari per gli anniversari di matrimonio del 2008 con la partecipazione del Coro di S.Giustina diretto da Simone Fermi.
Mercoledì, 31 Dicembre 2008.
Messe alle ore 8.00 - 10.30 - 18.30
Ore 18.30 Messa solenne con Te Deum presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio
Ore 23.00 adorazione in Cattedrale fino a mezzanotte.
Giovedì 1° Gennaio 2009, SOLENNITA’ DI MARIA SS.MA MADRE DI DIO
Giornata della Pace
Messe alle ore 8.30 (9.30 in S.Rocco) - 11.00 -12.15 - 18.30
Ore 11.00 Messa solenne presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio.
Ore 18.00 Vespri solenni capitolari.
Ore 18.30 Messa solenne presieduta dal vicario generale mons. Lino Ferrari
Martedì 6 Gennaio 2009 SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA
Messe alle ore 8.30 - (9.30 in S.Rocco) - 11.00 - 12.15 - 18.30
Ore 11.00 Messa solenne parrocchiale presieduta dal vicario generale mons. Lino Ferrari.
Ore 18.00 Vespri solenni.
Ore 18.30 Messa solenne presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio.
Confessioni in cattedrale
Tutti i giorni feriali dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00.
Domenica e giorni festivi durante le Messe delle 11.00 - 12.15 e 18.30.
Vigilia di Natale come nei giorni feriali e dalle 22.00 alle 24.00.
Presepi in Cattedrale
Nel transetto di destra alla Cappella della Madonna Addolorata: il presepio allestito dal Liceo Artistico;
nel transetto di sinistra alla cappella della Sacra Famiglia: il presepio allestito dai giovani della Cattedrale con le statue in legno scolpite dall’artista Ada Tassi;
visita ai presepi: negli orari di apertura della Cattedrale dalla vigilia di Natale all’Epifania, esclusi gli orari delle celebrazioni liturgiche.
Celebrazioni del Vescovo nella concattedrale di Bobbio
SOLENNITA’ DEL S. NATALE – giovedì, 25 dicembre 2008
Ore 17,30 Vespri solenni
Ore 18.00 Messa
Giovedì 1° Gennaio 2009 SOLENNITA’ DI MARIA SS.MA MADRE DI DIO
Giornata della Pace
Ore 18 Messa solenne
Martedì 6 Gennaio 2009 SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA
Ore 11 Messa solenne
venerdì 19 dicembre 2008
Duomo di Piacenza, un calendario per far rivivere la Madonna del Popolo
Il calendario artistico della Cattedrale 2009 è stato presentato dal presidente di Domus Justinae, Tiziano Fermi. È dedicato alla Beata Vergine Maria nelle più belle rappresentazioni pittoriche del Duomo di Piacenza. Da domani sarà disponibile in cattedrale; il ricavato delle offerte servirà a sostenere il restauro della Cappella della Madonna del Popolo nel transetto di sinistra della Duomo. Le immagini della Vergine Maria rappresentate sul calendario sono state fotografate da Luca Zaninoni. La pubblicazione è stata resa possibile grazie all’aiuto della Franzoni Sergio Autotrasporti. Sono sei i dipinti: l’adorazione dei Magi di Serafino de’ Serafini (XIV secolo), la Madonna con il Bambino, di autore ignoto (fine XIV secolo), l’incoronazione di Maria, del Procaccini (1608), l’assunzione della Beata Vergine Maria, sempre del Procaccini (1608), lo sposalizio mistico di Santa Caterina, di Robert De Longe (XVII secolo), la Natività, del Guercino (1627).
In allestimento i due presepi del Duomo: nella cappella della Sacra Famiglia con le statue lignee della scultrice Ada Tassi, nella cappella dell’Addolorata con il liceo artistico.
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Il testo integrale su Libertà del 19 dicembre 2008
giovedì 18 dicembre 2008
Il vescovo Ambrosio scrive alle famiglie e ai ragazzi
Tremila copie di un breve scritto di otto pagine stampato in un libercolo di formato tascabile. Per i ragazzi, invece, un inserto più breve. È la prima volta che Ambrosio scrive e rende pubblico un documento destinato a tutta la diocesi di Piacenza-Bobbio. La doppia missiva assume anche un’importanza particolare, avendo deciso il vescovo di non scrivere, per questo suo primo anno, la lettera pastorale alla diocesi. Sotto Natale, appare come un pensiero personale del presule alle famiglie piacentine. Con garbo e toni pacati. Entra nelle case ed invita ad avere fiducia. È il requisito fondamentale affinché le famiglie possano continuare a svolgere la loro missione educativa: «Fiducia verso il Signore, verso se stessi, verso gli altri». Poi i figli, i ragazzi, «preziosi agli occhi di Dio, sempre».In entrambi i documenti il Tondo del Botticelli, il quadro della Madonna con il Bambino custodito nei Musei Farnesiani e dal quale il vescovo ha tratto l’ispirazione. «Questo dipinto, nella sua semplicità, esprime tanti valori capaci di parlare anche senza le parole. Riesce a comunicare il messaggio di vita e di speranza insito nel santo Natale». Poi l’aspetto culturale: «È un’immagine bella che troviamo nella nostra città e mi sembra giusto valorizzarla». Monsignor Ambrosio prende la parola dopo che don Giuseppe Lusignani termina di illustrare il significato del Tondo del Botticelli, scelto quest’anno della diocesi di Piacenza-Bobbio come simbolo dell’Avvento. Il vescovo, di fronte ad una riproduzione del dipinto a grandezza naturale, invita «a tacitare i rumori esterni e quelli interni, per fermarsi a contemplare; se possibile con gli occhi della fede, ma anche con gli occhi della vita di tutti i giorni scopriamo cose davvero belle che ci interpellano. Quel bambino che nasce ci interpella perchè è il Salvatore di ciascuno di noi». «Ma come - si chiede Ambrosio - abbiamo bisogno di un salvatore dopo aver scoperto, che so io, il codice del genoma? Io credo di sì. Nel profondo del nostro cuore sentiamo sempre un’invocazione di aiuto di fronte ai tanti misteri della vita. Ecco, arriva colui che è la vita, la luce che ci è donata dal bimbo di Betlemme. Abbiamo bisogno di lasciarci illuminare, di contemplare il presepe e di sentire davvero la parola di speranza che ci dice che non siamo soli».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi 18 dicembre 2008
Monsignor Negri: Manfredini gigante della Chiesa
«Per Manfredini Cristo era veramente il centro di tutto, e su questa base nacque la sua amizia con don Giussani» inizia a raccontare. «Quando parlava di Gesù Cristo si commuoveva. Nella sua camera di preghiera, dopo una certa ora non poteva entrare nessuno. Aveva stabilito un’intimità con Cristo». Com’è nel suo carattere, Negri non le manda a dire: «Oggi il punto più segreto dei nostri preti è dove c’è internet e la tv al plasma - prova a fare un confronto -. Manfredini nella sua casa aveva invece creato una struttura fisica che gli consentiva l’approfondimento del rapporto con il Signore come se fosse in clausura, come se fosse un contemplativo». Gli anni del seminario, quelli della parrocchia di Varese, la grande sintonia con Giovanni Battista Montini (poi papa Paolo VI), il periodo piacentino, quello bolognese. Monsignor Negri, in quaranta minuti fa rivivere la figura di Manfredini: «L’affezione totale per Cristo dunque, poi la straordinaria capacità di amicizia con tutti e l’incredibile capacità di lavoro. Si preparava, non c’era nessuna approssimazione nelle cose che faceva; si veda ad esempio la costruzione dell’intervento in Uganda». Ancora: «La passione per l’insegnamento della religione, la volontà di qualificare al massimo gli insegnanti per essere una presenza della Chiesa nella società, la volontà di influire sulla vita della società, la dimensione educativa fondamentale per far crescere il senso critico». Un riformatore ma nella tradizione: «In forza della grandezza e della vitalità della tradizione, assunse coraggiosamente prospettive e vie nuove». La missione: «Capì subito che tutto si giocava nella missione come dimensione della Chiesa, mettendo al centro un progetto preciso su cui misurare la capacità di rispondere da parte del suo popolo. L’obiettivo era quello di arrivare nella vita sociale senza volontà egemoniche ma attraverso il dialogo tra identità consapevoli». L’altro grande tema fu quello dell’educazione dei giovani, la non delega alle strutture scolastiche laiche: «Manfredini fu tra i primi vescovi italiani che negli anni Settanta ricominciò a parlare di scuola libera, di una scuola che esprimesse una continuità sostanziale della tradizione culturale della famiglia». Negri ricorda l’invito agli studenti di Bologna a salire al santuario di San Luca per riflettere sul senso della vita. Aderirono più di cinquemila ragazzi. L’iniziativa gli costò una denuncia per interruzione di pubblico servizio da parte di un preside cattolico. «La libertà della scuola per Manfredini è il più grosso aiuto che si possa dare alla democrazia - osserva -. Non può esistere una società democratica se i cattolici non sono presenti con la loro identità spirituale e culturale che è evidentemente più profonda di tutte le altre tradizioni».
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Il testo integrale si trova su Libertà di ieri 17 dicembre 2008
martedì 16 dicembre 2008
Domenica 21 il concerto di Natale di Sacricorridoi
Il giovane quartetto è composto da musicisti eclettici che vantano una formazione poliedrica ed esperienze professionali in diversi generi musicali. Di recente formazione, il quartetto offre un repertorio variegato proponendo melodie cantabili e ritmi travolgenti senza rinunciare ad arrangiamenti originali e virtuosismi.
Il concerto è organizzato da SACRICORRIDOI in collaborazione con GAZZOLA CONSULENZA IMMOBILIARE (sponsor), con il patrocinio del COMUNE DI RIVERGARO ed il prezioso aiuto del Circolo Sant'Agata della parrocchia di Rivergaro e di Tramballando.
lunedì 15 dicembre 2008
Ambrosio: nel 2009 ripartiamo dall'essenziale
«Sarebbe davvero buona cosa se, aiutandoci reciprocamente, ci sforzassimo di mettere al centro la dimensione educativa, il far crescere, il promuovere, l’offrire un orizzonte più ampio rispetto ai problemi della vita quotidiana. Il clima culturale complessivo deve essere di crescita intelligente, non solo per i bambini ma per tutti, anche per le persone adulte. Ecco perché parlo di formazione permanente». Non è un caso che alla fine di maggio del 2009 la diocesi di Piacenza-Bobbio faccia partire la missione popolare. «Far partire una missione popolare è la consapevolezza che abbiamo bisogno di uno spazio per ritrovare gli elementi portanti della nostra vita cristiana, ecclesiale, sociale. Se noi riusciamo ad evidenziare ciò che veramente conta nella vita, abbiamo già fatto la missione popolare: perchè avremo trovato l’essenziale. Poi potremo realizzare questa e quell’altra cosa. Ma partendo da lì. Desidererei proprio, nel nuovo anno, che l’aspetto di educazione di base e missione popolare convergessero e ponessero al centro la realtà della famiglia e della scuola».
fed.fri.
Il testo integrale su Libertà del 13 dicembre 2008
sabato 13 dicembre 2008
Ambrosio, un anno a Piacenza: fare il vescovo cambia la vita
«Piacenza è una realtà con aspetti interessanti e positivi e con molte potenzialità. È davvero consistente il numero delle persone che fa volontariato sia un forma organizzata sia in forma diffusa nel tessuto sociale. È un aspetto molto importante per Piacenza, in un momento in cui l’individualismo segna troppo la nostra realtà sociale e culturale. Questa attenzione all’altro e la disponibilità al servizio sono elementi fondamentali. Un’altro aspetto di positività è l’intraprendenza, sia sul versante pastorale - in moltissime parrocchie scorgo un impegno che desta in me stupore e meraviglia - sia su quello sociale ed economico».
Fare il vescovo le ha cambiato la vita?
«Molto. Non hai più un attimo a tua disposizione, forse anche per il mio difetto di non dire mai di no agli incontri e alle richieste. Risulta difficile trovare anche i cinque minuti per la lettura del giornale, per la meditazione personale o per la telefonata alla persona amica che ha bisogno. La vita è cambiata nel senso che sei al servizio totale ed integrale della diocesi».
Luci ed ombre. Il vescovo Monari appena arrivato a Brescia si è trovato un sacerdote indagato per pedofilia; lei si trova, nel suo primo anno di episcopato, con tre sacerdoti (due diocesani e uno no) indagati per reati contro la morale sessuale e il patrimonio. Che cosa sta succedendo nella Chiesa?
«Io penso che ci sia davvero anche un accanimento sulla Chiesa. In America è uscito un libro di un non cattolico che sostiene proprio questa tesi: un accanimento pilotato contro la Chiesa sugli aspetti sessuali. Pur sapendo che le fragilità, le debolezze, le meschinità sono presenti in ogni persona, credo che occorrerebbe, anche da parte della stessa opinione pubblica, saper valutare e discernere per condannare ciò che deve essere condannato (così come il Papa ha fatto); ma penso anche che vi sia un accanimento probabilmente pilotato da parte di certa stampa. L’immagine che si intende far emergere è negativa perché la Chiesa è l’unica forza morale che si oppone alla deriva del relativismo, all’immoralità che invece trova, soprattutto presso i mass media, la sua piena cittadinanza. Se evidenziamo solo i limiti, molto spesso non riusciamo a comprendere i tanti aspetti belli e positivi».
Crisi economica e recessione. Nell’ultimo consiglio presbiterale si è rivolto ai parroci esortandoli a essere amministratori e più oculati nelle spese. Che cosa voleva dire?
«Prima di tutto vorrei rispondere alla prima parte della domanda. Credo che un po’ di saggezza storica ci faccia comprendere che ci sono periodi di vacche grasse e di vacche magre. Se siamo in un momento di difficoltà non credo che si debba sempre esagerare. Sennò a forza di vedere nero, tutto diventa nero>.
Come dice Berlusconi.
«Certamente. Ma questo fa parte della vita; questo lo hanno fatto i nostri vecchi. La Bibbia le vacche magre le ha sempre evidenziate. In generale l’atteggiamento dei profeti invita alla speranza e alla fiducia».
Si diceva dei parroci...
«Ho ricordato che i beni sono del popolo di Dio, non di nostra personale proprietà. Per cui l’amministrazione deve essere lineare, trasparente, oculata. Anche vedere se certe iniziative vanno sostenute oppure no».
La priorità?
«Va data ai luoghi di culto: la casa di Dio in mezzo a quelle degli uomini è molto importante. La storia lo attesta, così come quella della nostra cattedrale. Non credo che allora ci fossero così tanti soldi, eppure hanno fatto una cosa bella e, a partire da questa, anche le case degli uomini sono diventate più belle. San Nicolò e Roveleto di Cadeo sono due esempi di possibili nuovi luoghi di culto. L’altro ambito è l’attenzione ai bisogni economici ma anche sociali e spirituali».
Come sta affrontando la diocesi la convivenza con gli immigrati non sempre facile?
«Credo che il punto di riferimento religioso per gli immigrati sia molto importante. Grande accoglienza dunque non solo da un punto di vista materiale (qui la Caritas fa cose splendide) ma anche da quello spirituale».
C’è un evento particolare che in quest’anno l’ha colpita?
«La celebrazione della notte di Pasqua in una cattedrale gremita. Con il battesimo di una decina di persone arrivate a Piacenza da tutte le parti del mondo. In quel momento, davvero, ho pensato alla bellezza del cattolicesimo che ha le porte aperte per ogni cultura, l’attenzione per ogni persona desiderosa di cercare Dio e di trovare la gioia nel cuore. Per me è stato un momento commovente».
Federico Frighi
Il testo integrale su Libertà di oggi 13 dicembre 2008
Torna San Corrado sul calendario liturgico
Il testo integrale su Libertà del 12 dicembre 2008