giovedì 18 novembre 2010

Il campanile di San Pietro, un gigante ritrovato

Con il patrocinio di Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Piacenza oggi venerdì 19 novembre 2010 alle ore 09.30 si tiene il convegno IL CAMPANILE DI SAN PIETRO UN GIGANTE RITROVATO (Sede incontro Palazzo Vescovile, Piazza Duomo 33, Piacenza)

Il complesso ecclesiastico di S. Pietro si trova sull’asse della via Emilia che, continuando all’interno della città, prende il nome di via Roma. Il campanile di questo complesso gesuita, di dimensioni importanti rispetto al contesto cittadino, sorge pressoché al centro dell’isolato urbano delimitato su tre fronti dall’attuale biblioteca Passerini-Landi. Solo accedendo ai cortili del campanile stesso, si presenta ai nostri occhi la miglior visuale di questo maestoso manufatto architettonico. La sua costruzione si protrasse, a tempi alterni, per oltre mezzo secolo e terminò, nelle sue forme compiute, solo nella seconda metà del ‘600. Esso attraversò periodi più o meno fortunati, che videro un parallelo con la fortuna della Compagnia del Gesù a Piacenza. Sul finire dell’800 nacque un contenzioso in termini di competenze tra Municipio e Comando Militare per decidere a chi spettasse l’obbligo di intervenire sul campanile che versava ormai in condizioni di evidente degrado. Da allora non si conoscono altri interventi di restauro significativi se non, negli anni ’50, la totale rimozione dell’originario solaio sotto la cella campanaria, che venne sostituito in seguito da uno in cemento armato. L’intervento di restauro in corso non mira ad una ri-costruzione stilistica, bensì al mantenimento di quelle caratteristiche tecnologiche originarie, andate perdute nel tempo. La giornata di lavori è stata pensata come un momento di approfondimento sul tema del campanile, seguendo l’iter del progetto di restauro e quindi, oltre ad un corretto e preliminare approccio metodologico e conoscitivo, si affronteranno questioni relative alle scelte dei materiali e piano del colore, non trascurando infine aspetti relativi alla manutenzione programmata. Il colore della Materia I manuali e la trattatistica dell’Ottocento, da Milizia a Valadier, citano l’opera della messa in pristino delle facciate ed il loro colore come un’operazione del tutto normale legata alla tradizione ed alla Scuola, con tempi scanditi dal naturale degrado dei materiali sottoposti, come sempre, all’oltraggio del tempo. La regolare manutenzione era, nel passato, oggetto della comune tradizione e momento di consegna dell’antica Regola dell’Arte alle nuove generazioni. Oggi, lo sforzo della Scuola d’Arte Muraria Calchèra San Giorgio, avvalendosi della preziosa esperienza di vecchi maestri, si sta concentrando sulla difficile opera di recupero delle passate tradizioni, le quali non prevedevano l’uso di tinteggi, ma si affidavano alle prescrizioni suggerite dalle passate Commissioni alle quali era affidato il compito di soprintendere sulle forme, sul colore delle materie e sui prospetti, nel pieno rispetto delle norme, da tutti ben conosciute ed accettate, che governavano l'Euritmia, la Simmetria e l'Ornato. La riconquistata sensibilità all’uso della materia, come mezzo per colorire gli edifici, oggi ci consente di riscoprire e riproporre composizioni di malte da intonaco dal naturale colore, così com’è sempre stato sin da prima dell’avvento delle più recenti tecniche di tinteggio, che hanno modificato drasticamente la facies delle nostre città. Nelle formulazione del Piano del Colore della torre campanaria della chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, in Piacenza, particolare attenzione è stata rivolta per riaffermare l’antica cultura dell’uso della materia e del suo naturale colore. Il progetto di restauro delle cromie delle malte del monumento, affidato alle cure dei mastri, ha trovato priorità assoluta nella scelta del colore naturale della materia, con il preciso intento di non cedere all’inevitabile nuova pratica dell’uso dei moderni tinteggi. Si auspica che l’uso della materia, per il suo naturale colore, sia una pratica che debba essere estesa alle varie altre realtà culturali ed architettoniche, che connotano la nostra Piacenza, ponendo particolare attenzione al patrimonio storico che caratterizza l'ambiente in cui esso è inserito.

Programma

9.30 Registrazione dei partecipanti

9.45 Saluti ed introduzione al tema Don Giuseppe Frazzani – parroco

Don Giuseppe Lusignani – Direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della diocesi di Piacenza-Bobbio Arch. Luciano Serchia – Soprintendente per i Beni Architettonici ed il Paesaggio di Parma e Piacenza Arch. Benito Dodi – Presidente dell’ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Piacenza

10.30 “Il campanile di San Pietro nella storia” Prof. Valeria Poli

11.00 “Il campanile come forma simbolica” Prof. Marcello Spigaroli

11.45 “Il progetto di restauro” Arch. Manuel Ferrari

12.15 Visita al cantiere (impresa Gasparoli Restauri)

15.00 “Il colore della materia” Mastro Gilberto Quarneti

16.00 “Dopo il restauro: come prevenire il degrado” Prof. Paolo Gasparoli

Durante il pranzo a buffet sarà possibile visionare plastici di alcuni campanili piacentini a cura di Ginetto Savi.

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