venerdì 1 febbraio 2008
Una veglia per la vita
giovedì 31 gennaio 2008
Nikolajewka ancora viva dopo 65 anni
Signor sindaco, autorità, alpini, signore e signori oggi siamo qui a commemorare uno dei momenti più tragici della storia d'italia dall'unità ad oggi: la battaglia di Nikolajewka. Era il 26 gennaio 1943, 65 anni fa. Gli alpini, provat, oltre che dai combattimenti, dal gelido inverno russo, si ritrovano ad affrontare alcuni reparti dell'Armata Rossa, asserragliatisi nel villaggio per impedire all'ARMIR la fuga dalla grande sacca del Don: nel corso dei mesi precedenti, l'esercito sovietico era infatti riuscito a circondare i nemici, chiudendo qualunque via di fuga. Il prezzo pagato è altissimo: migliaia di soldati italiani cadono sotto i colpi dell'artiglieria nemica, altrettante migliaia sono i feriti. Nonostante questo bagno di sangue, la battaglia di Nikolajewka viene considerata una vittoria: grazie a questo successo, si riesce infatti ad aprire un varco nella sacca del Don e il 31 gennaio 1943 la colonna riesce a raggiungere la salvezza presso le linee amiche. Il costo di vite umane di quella battaglia venne quantificato in 4mila, 6 mila uomini. Ebbene, oggi a distanza di 65 anni, c'è il concreto rischio che il ricordo di quelle vicende vada svanendo. C'è il concreto rischio che i libri di coloro che c'erano e che, una volta avuta la fortuna di tornare a casa, hanno provato a mettere rosso su bianco il sangue eroico di quegli alpini, c'è il concreto rischio che queste testimonianze finiscano, impolverate, sullo scaffale più nascosto della nostra libreria o di una biblioteca comunale. Per fortuna l'Associazione nazionale alpini ha adottato questa battaglia e, una volta all'anno, la ricorda con la commemorazione di oggi. Ma non basta. Occorre che il ricordo sia di tutti. Non solo degli alpini. Oggi ci viene bene ricordare e commuoverci per altre tragedie: rimaniamo attoniti di fronte alla violenza con cui è stata uccisa Meredith, la studentessa americana, a Perugia; siamo increduli di fronte all'omicidio della giovane Chiara, a Garlasco; rimaniamo colpiti dall'assurda violenza che ha causato la morte del piccolo Tommaso, a Parma, del piccolo Samuele, a Cogne. Ancora ricordiamo la tragedia di Novi Ligure e quella dei genitori di Verona, uccisi dal figlio che poi andò tranquillamente in discoteca. Sono queste le guerre di oggi in cui la violenza, cieca, si manifesta senza alcun senso. Ebbene, a Nicolajewka, ci sono state 100, mille Perugia, 100, mille Novi Ligure, 100, mille Cogne .... eppure, eppure quella è una battaglia, una guerra che non ci dice più nulla. Grazie dunque agli alpini che quella battaglia hanno adottato e che a 65 anni di distanza la fanno ancora parlare. Già, perché da dire, ha ancora molto. Da una parte la cieca violenza di una tragedia senza senso che dovrebbe far riflettere sul senso che ha, oggi, una guerra, qualsiasi guerra. Dall'altra i piccoli grandi gesti eroici di quei soldati, di quelle penne nere che in quella avventura hanno dato tutto loro stessi. Gesti di 65 anni fa ma incredibilmente attuali. Nel libro di Carlo Vicentini che ho avuto la fortuna di presentare a Caorso si raccontava di un alpino che, per fermare il carroarmato russo, gli è messo davanti, senza fucile né munizioni, ma solo con il proprio corpo. Un'immagine eroica che noi possiamo solo figurarci nella nostra mente. Non c'eravamo. C'eravamo, invece, davanti alla tv, quando il giovane universitario cinese di piazza Tien An Men, con il proprio corpo ha tentato di fermare la colonna dei carri armati di Pechino. Poco importa, poi, che l'alpino sia finito travolto ed ucciso e che l'universitario cinese ce l'abbia invece fatta. Quel giovane alpino e quel giovane studente universitario, a distanza di anni, lottavano per gli stessi ideali: la patria, la democrazia, la libertà. Ecco perchè la battaglia di Nikolajewka deve essere ricordata anche oggi. Quegli uomini, quegli alpini hanno ancora molto da dire, Viva gli alpini!
Federico Frighi, 26 gennaio 2008, Vigolzone, Piacenza
Oro, incenso e mitria
mercoledì 30 gennaio 2008
Ambrosio, una mitria in dono dalla Cattolica
da Libertà, 30 gennaio 2008
Ambrosio a Codogno: Ratzinger papa della speranza
«Il Papa con questa enciclica invita noi cristiani a superare insieme ogni paura, anche quella del male ed a vincerlo. Rifuggendo da ogni tentativo individualistico». Così monsignor Gianni Ambrosio ha concluso la sua lezione sulla Spe salvi, l’ultima lettera enciclica di papa Benedetto XVI. Era a Codogno, l’altra sera, nel centro Madre Cabrini, davanti a 150 persone per un incontro programmato sin dallo scorso novembre, prima della sua elezione a vescovo di Piacenza-Bobbio. Chi c’era ha visto un Ambrosio nella sua veste di vescovo-professore attento a farsi comprendere dal vescovo di Lodi, Giuseppe Merisi (nella foto, a sinistra, con Ambrosio), così come dall’ultimo del pubblico sull’ultima sedia della sala. Monsignor Ambrosio ha presentato le tre tematiche fondamentali della Spe Salvi: «La speranza cristiana, la definizione teologica biblica della speranza cristiana (quella maggiormente trascurata dai media); il confronto con le ideologie della modernità; l’escatologia cristiana. Detto in termini giornalistici: che cosa ci sarà dopo». «Questo pontificato si caratterizza nel presentare i volti, i tratti somatici della speranza, il volto di San Pietro o di San Paolo, il volto di Maria, la donna della speranza cristiana - esordisce Ambrosio -. L’enciclica insiste nel collegare strettamente insieme fede e speranza fino ad affermare che “la fede è speranza”, la fede tracima nella speranza e diventa tale». Cita Dante che traduceva poeticamente San Tommaso: «Fede è sostanza di cose sperate ed argomento delle non parventi». «Significa che la speranza ci porta ad affacciarci ad un orizzonte diverso da quello terreno - spiega Ambrosio -, quello dell’eternità, è la stella polare che conduce alla conclusione del pellegrinaggio umano. Che cosa c’è alla conclusione? Il Papa lo indica: il giudizio finale, la resurrezione dei morti, l’inferno, il paradiso, l’amore misericordioso di Dio». Ancora: «Vi sono due interpretazioni sulle quali il Papa si sofferma. La prima è tipica della tradizione protestante dove la fede è convinzione di un futuro che ci è donato da Dio. La seconda si colloca su un versante più oggettivo ed è anche filologicamente la più seria ed argomentata: la fede è già ora esperienza di un qualche cosa che avverrà nella sua pienezza ma che già avviene ora durante il nostro cammino verso la pienezza».Il secondo aspetto dell’enciclica sottolinea - continua Ambrosio - «il carattere sociale e comunitario della speranza cristiana e fa esplicito riferimento al teologo francese, Henry de Lubac». «Il Papa invita - avverte - tutti noi a fare autocritica del cristianesimo moderno. La salvezza non riguarda solo gli aspetti spirituali, riguarda l’interezza dell’umano che ha bisogno di essere salvato. Insieme è necessaria anche un’autocritica della modernità stessa. Il Papa invita a vedere se non c’è una eterogenesi dei fini, una perversione di certe verità reinterpretate in un certo modo e falsificate. Se davvero questa modernità non crea un deserto, invece di creare un luogo degno degli uomini, se davvero questa modernità è aridità, incapacità di comunicazione. A che cosa conduce questa modernità che dimentica le ragioni dell’uomo? Alla disperazione, a non avere più nessuna speranza dentro di noi». La terza grande tematica: la vita eterna. «Non serve tanto parlare di ciò che è oltre la morte quasi vi fosse un altro stato di vita. Se tutto ha origine da Gesù tutto si conclude in lui e per lui». Cita “Il brusio degli angeli” di Peter Berger: «Quando la mamma dice al bimbo che non deve aver paura del buio, la mamma non dice una bugia ma nel suo cuore la mamma stessa ha paura del buio del futuro, dell’ingiustizia; tuttavia proprio perché sa che deve proteggere il proprio piccolo infonde la speranza nel suo cuore». E aggiunge: «Insieme, la mamma e il bimbo hanno la speranza e superano anche la paura del buio».
Federico Frighi
da Libertà, 30 gennaio 2008
Quaranta vescovi per Ambrosio
Monsignor Gianni Ambrosio verrà accolto alle 14 e 45 ai confini tra la provincia di Piacenza e di Milano, all’ingresso della città. Al monumento dei Pontieri lo attenderà una delegazione che lo accompagnerà alla basilica di Sant’Antonino, dove il vescovo eletto pregherà davanti alle reliquie del patrono Antonino. Ad accoglierlo in Sant’Antonino, alle 15, i ragazzi e i giovani della diocesi, coordinati dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile. Sono attesi, fra gli altri, i ragazzi dell’Acr e i lupetti e le coccinelle dell’Agesci. Gli stessi ragazzi e giovani lo accompagneranno a piedi lungo via Chiapponi fino in piazza Duomo, dove sul sagrato della Cattedrale alle ore 15 e 30 riceverà il saluto del sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, e di due giovani (un ragazzo ed una ragazza).
Alle 16 inizierà la messa, con la processione di sacerdoti e vescovi che usciranno dal palazzo vescovile ed entreranno in Duomo passando dalla piazza. La celebrazione sarà presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Benedetto XVI. Accanto al celebrante principale a ordinare monsignor Ambrosio saranno monsignor Luciano Monari, oggi vescovo di Brescia e vicepresidente della Cei, e monsignor Enrico Masseroni, arcivescovo di Vercelli.
Per il testo integrale dell'articolo si veda Libertà di oggi, 30 gennaio 2008
martedì 29 gennaio 2008
L'Ambrosio-day minuto per minuto
Il Comitato, presieduto dall’amministratore diocesano mons. Lino Ferrari, ha definito alcuni particolari. Mons. Ambrosio verrà accolto alle 14.45 ai confini tra la provincia di Piacenza e di Milano, all’ingresso della città. Al Monumento dei Pontieri lo attenderà una delegazione che lo accompagnerà alla basilica di S. Antonino, dove mons. Ambrosio pregherà davanti alle reliquie del patrono Antonino. Ad accoglierlo in S. Antonino alle 15 i ragazzi e i giovani della diocesi, coordinati dal Servizio diocesano per la pastorale giovanile.
Sono attesi, fra gli altri, i ragazzi dell’ACR e i lupetti e le coccinelle dell’Agesci.
Gli stessi ragazzi e giovani lo accompagneranno a piedi lungo via Chiapponi fino in Piazza Duomo, dove sul sagrato della Cattedrale alle ore 15.30 riceverà il saluto delle autorità.
Alle 16 inizierà la messa, con la processione di sacerdoti e vescovi che usciranno da Palazzo vescovile ed entreranno in Duomo passando dalla piazza.
La celebrazione sarà presieduta dal card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Benedetto XVI. Accanto al celebrante principale a ordinare mons. Ambrosio saranno mons. Luciano Monari, oggi vescovo di Brescia e vicepresidente della Cei, e mons. Enrico Masseroni, vescovo di Vercelli, la diocesi originaria di mons. Ambrosio. Alla celebrazione sarà presente anche il cardinal Ersilio Tonini.
Il rito di ordinazione si svolgerà nel presbiterio della Cattedrale, di recente risistemato. Verrà utilizzata la Cattedra – la sede episcopale – già usata negli anni ’60 da mons. Umberto Malchiodi. Sarà possibile seguire agevolmente la celebrazione nei diversi punti della Cattedrale anche grazie ad alcuni grandi schermi che verranno collocati all’interno del Duomo.
La celebrazione sarà trasmessa in diretta da Telelibertà. I partecipanti alla messa riceveranno un libretto con il rito e i canti; il libretto sarà caratterizzato da diverse immagini che fanno parte del patrimonio artistico della Cattedrale e di altre chiese piacentine.
Alla messa saranno presenti i gonfaloni del Comune di Piacenza, del Comune di Santhià, di cui è originario mons. Ambrosio, della Provincia di Piacenza e dell’Università Cattolica.
Al termine è in programma un momento di festa in piazza Duomo grazie alla collaborazione degli Alpini e dei Vigili del fuoco in pensione. Verranno serviti vin brulè, tè caldo e torte. Le parrocchie e gli istituti religiosi che volessero contribuire con una torta possono rivolgersi al diacono Roberto Porcari (tel. 333.6460701).
L’aspetto logistico degli arrivi in pullman è coordinato da Teresio Cerini. A lui dovranno rivolgersi le parrocchie che giungeranno alla celebrazione con un pullman. I pullman porteranno le persone in piazza Cavalli e saranno poi indirizzati ai loro parcheggi (per informazioni, tel. 347.7266294; teresio@curia.pc.it).
L’assistenza sanitaria sarà assicurata nel tempo della celebrazione dalla Confraternità della Misericordia, dalla Croce Rossa e dalla Pubblica Assistenza Croce Bianca.
Le auto provenienti da Vercelli saranno indirizzate al parcheggio di piazzale Einaudi alla Veggioletta, mentre le auto provenienti da Milano e dalle città emiliane verranno indirizzate nell’area di parcheggio del Comune presso l’Ipercoop di Montale. Da entrambi questi punti alcune navette porteranno le persone alla Cattedrale e le riaccompagneranno anche nel ritorno. Le navette per l’Ipercoop ripartiranno da piazza Duomo, mentre quelle verso la Veggioletta partiranno da Piazza Cavalli. I sacerdoti potranno parcheggiare nel cortile del Seminario vescovile in via Scalabrini.
Il giorno dell’ingresso l’amministratore diocesano ha disposto che, per favorire la partecipazione, siano sospese le messe prefestive in città nell’orario che coincide con la messa di ingresso di mons. Ambrosio.
Il giorno dopo, domenica 17 febbraio, mons. Ambrosio celebrerà in Cattedrale alle ore 18.30. La domenica successiva, il 24 febbraio, presiederà la messa nella Concattedrale di Bobbio alle ore 18.
Fra gli appuntamenti che preparano l’ingresso, giovedì 7 febbraio alle ore 21 al Preziosissimo Sangue in via Zanella a Piacenza è in programma l’incontro del coro dei giovani per le prove dei canti. Il coro dei giovani nel giorno dell’ingresso troverà posto su un palco che sarà allestito in piazza Duomo; l’amplificazione raggiungerà anche via Chiapponi che verrà percorsa dal Vescovo per raggiungere il Duomo.
Mercoledì 13 febbraio, invece, sempre alle ore 21 in Cattedrale avranno luogo le prove del coro diocesano che animerà la messa. A guidarlo don Roberto Scotti e il maestro Massimo Berzolla.
Venerdì 15 alle ore 21 al santuario di Santa Maria di Campagna in piazzale Crociate a Piacenza è prevista una veglia di preghiera in attesa del nuovo vescovo.
I religiosi e le religiose della diocesi accompagneranno poi l’attesa del Vescovo con un’ora di adorazione a turno tra le diverse comunità ogni giorno a partire dal 3 febbraio.
Il Comitato tornerà a riunirsi mercoledì 13 febbraio alle ore 15.
Comunicato stampa della diocesi di Piacenza-Bobbio
Bertone, Monari e Masseroni i consacranti di Ambrosio

da Libertà, 29 gennaio 2008
lunedì 28 gennaio 2008
La preghiera dei giovani nella terra dei canguri

Ritorno: 22/07
1° GIORNO: 08/07 ITALIA /SINGAPORE
Ritrovo all’aeroporto di Roma Fiumicino, imbarco e partenza con i voli riservati
per Melbourne via Singapore. Pernottamento e pasti a bordo.
In mattinata arrivo a Singapore, incontro con la guida locale e visita della città
di Singapore con bus riservato. Pranzo libero. In serata rientro in aeroporto e
prosecuzione del viaggio per Melbourne. Arrivo previsto in tarda serata.
Trasferimento, accoglienza e sistemazione nei locali o presso le famiglie delle
parrocchie ospitanti della Diocesi di Melbourne.
3° – 7° GIORNO: 10/07 – 14/07 - MELBOURNE
Nei giorni che precedono la settimana della GMG08, le Diocesi d'Australia e
Nuova Zelanda accoglieranno i giovani del mondo in quello che si può definire
uno scambio culturale nel contesto della fede.
I giorni nelle Diocesi sono un'ottima occasione per la gioventù di tutto il mondo
per incontrare le comunità locali nella preghiera e nelle celebrazioni, per
conoscere l'Australia (oltre Sydney), per rinnovare la Chiesa nei luoghi in cui si
recheranno, oltre che per assaporare l'ospitalità australiana.
Le attività giornaliere, organizzate dalle Diocesi, includeranno:
• incontri a tema con la comunità cattolica del luogo
• attività culturali e visite guidate
• preghiera e visite a santuari locali
• coinvolgimento in progetti sociali
8° GIORNO: 15/07 MELBOURNE – SYDNEY
Trasferimento all’aeroporto di Melbourne e partenza con volo interno per
Sydney. All’arrivo, accoglienza presso le famiglie e/o le strutture previste
dall’organizzazione locale. Santa Messa di benvenuto celebrata dal Cardinale
George Pell, seguita da un concerto.
Catechesi: sessioni ogni mattina ed altri incontri speciali nel pomeriggio/sera.
Vi saranno altre attività organizzate in parallelo, come durante i giorni nelle
Diocesi: il Festival della Gioventù, il Viaggio della Croce e la visita al Centro per
le Vocazioni.
Arrivo del Santo Padre e cerimonia di benvenuto.
Via Crucis: ricostruzione della Passione e Morte di Nostro Signore.
Pellegrinaggio verso l'Ippodromo di Randwick, luogo in cui si svolgerà la Santa
Messa conclusiva. Veglia di preghiera con il Santo Padre e pernottamento
all'aperto.
Santa Messa e celebrazioni di chiusura della XXIII GMG.
Giornata libera a disposizione per la vista della città. Pernottamento presso una
struttura di accoglienza prevista dall’organizzazione locale. Pasti liberi.
Trasferimento all’aeroporto di Sydney e partenza con volo locale per
Melbourne, indi proseguimento con volo intercontinentale per l’Italia. Pasti e
pernottamento a bordo.
Arrivo in Italia all’aeroporto di Roma Fiumicino e trasferimento ai luoghi di
origine.
La quota comprende:
* Volo Italia – Sydney e ritorno in classe economica con Singapore Airlines
* Tasse aeroportuali
*Trasferimento da Sydney a Melbourne il 9/07
*Trasferimento da Melbourne a Sydney il 15/07
* Pacchetti per i Pellegrini della Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney
2008 ( € 251,00)
*assicurazione assistenza medico bagaglio europ assistance
*assicurazione integrativa annullamento viaggio europ assistance
*Visto d’ingresso
La quota non comprende:
Extra personale in genere e tutto quanto non espressamente incluso sotto la
voce "la quota comprende".
Operativi volo Singapore airlines
1 SQ 365 Y TU 8JUL FCO SIN HK 50 1200 0605
2 SQ 219 Y WE 9JUL SINSYD HK 50 0930 18.55
3 QF 497 WE 9 JUL SYDMEL 50 2220 2343
4 QF 422 TU 15 JUL MELSYD 50 1000 1120
5 SQ 222 Y MO 21JUL SYDSIN HK 50 1540 2155
6 SQ 366 Y TU 22JULSINFCO HK 50 0100 0745
Organizzazione Tecnica Ariminum Viaggi
domenica 27 gennaio 2008
Monsignor Ferrari con i vescovi dell'Emilia-Romagna
Da Libertà, 27 gennaio 2008
sabato 26 gennaio 2008
Pellegrinaggi, il giubileo dell'Oftal
Lo storico anniversario vede O.F.T.A.L. in prima fila nell'organizzazione di Pellegrinaggi della speranza sia attraverso i treni - tradizionale mezzo di trasporto per gli ammalati - che aerei e pullman.
Per venire incontro a una specifica richiesta del Santuario di Lourdes O.F.T.A.L. ha organizzato nei mesi di gennaio - marzo (tradizionalmente non frequentati da Pellegrinaggi organizzati) dei mini Pellegrinaggi in pullman che possano permettere una presenza a Lourdes - a prezzi veramente contenuti - a quelle persone che per diversi motivi (lavoro, familiari, etc) non possono allontanarsi per lungo periodo dalle proprie città.
La stagione ufficiale di Pellegrinaggi prende avvio – come si è detto - con il Pellegrinaggio Interdiocesano dell'11 febbraio - ricorrenza della Prima Apparizione - che si terrà nelle giornate 8-12 febbraio.
A seguire prenderanno avvio i Pellegrinaggi organizzati dalle singole Sezioni (il primo Milano dal 6 al 12 aprile).
Si segnalano inoltre i Pellegrinaggi di giugno ( nei giorni 23-29) della Sezione di Milano che vedrà la presenza di S.E. CARD. DIONIGI TETTAMANZI, il quale guiderà il Pellegrinaggio della Diocesi ambrosiana e di agosto (nei giorni 11-17) della Sezione di Vercelli che si terrà in occasione della ricorrenza dell'Assunta (15 agosto) e che vedrà la presenza a Lourdes del Segretario di Stato di Sua Santità, CARD. TARCISIO BERTONE.
Per questo appuntamento sono allo studio specifici momenti che vedranno la presenza del Cardinale Bertone a fianco dei malati, del personale e dei pellegrini OFTAL.
Per OFTAL questo anno giubilare riveste un'importanza singolarissima non solo per la ricorrenza, ma anche perchè esso corrisponde alla prima stagione di Pellegrinaggi in cui sarà operativo il nuovo Presidente Generale dell'Associazione Mons. Paolo Angelino il quale è succeduto a Mons. Franco Degrandi che ha guidato l'Opera per 25 anni.
venerdì 25 gennaio 2008
Bertone, Monari e, forse, Caffarra i consacranti di Ambrosio
Piacenza - Il vescovo Luciano Monari sarà uno dei tre alti prelati che ordineranno monsignor Gianni Ambrosio il prossimo 16 febbraio nella cattedrale di Piacenza. Il consacrante (o ordinante) principale sarà il cardinale Tarcisio Bertone. La terna dovrebbe essere completata dall’arcivescovo di Bologna, il cardinale fidentino Carlo Caffarra (nella foto). La sua presenza sarà confermata in questo fine settimana. Non ci sarà invece, per impegni concomitanti, il cardinale Camillo Ruini. Monari sarà presente come rappresentante della Conferenza episcopale italiana.Monsignor Ambrosio, intanto, anche ieri mattina ha effettuato una visita lampo nel vescovado di Piacenza per prendere visione dello stato dei lavori dell’appartamento che lo ospiterà dal prossimo 16 febbraio. Tramite l’amministratore diocesano Lino Ferrari, ha portato il suo saluto ai giornalisti riuniti nella cappellina dell’episcopio per festeggiare il patrono San Francesco di Sales. Assieme a monsignor Ferrari, don Davide Maloberti (direttore de il Nuovo Giornale) e don Giancarlo Conte (parroco di San Giuseppe operaio). Una cerimonia semplice ma partecipata, la messa di ieri mattina, in cui monsignor Ferrari ha offerto agli operatori della comunicazione più di uno spunto di riflessione. «Non guardate a ciò che dice la Chiesa, con gli occhi della destra o della sinistra - l’invito di Ferrari -, la Chiesa si guardi nell’ottica del Vangelo». Ha chiuso con la figura di Igino Giordani, giornalista, deputato, direttore della Biblioteca Apostolica Vaticana e, insieme a Chiara Lubich, co-fondatore del Movimento dei Focolari. Così scriveva Giordani nel 1924 in un articolo intitolato La Magna Carta del giornalismo: «La responsabilità del giornalista, davanti a Dio e davanti agli uomini è formidabile: egli ha in mano, talora, la vita e la morte. Il giornalista ha, in un certo senso, la funzione del profeta, è un mediatore tra la verità e il pubblico. La stampa è un servizio sociale... È stata definita il quarto potere, ma più volte è il primo e talora l’unico: il giornalista ... se ha un’idea in testa, una fiamma nel cuore, vale sul mercato più di un finanziere. Il compito dello scrittore svolto in tale maniera può costare persino il martirio, l’emarginazione, il sacrificio».
Federico Frighi
Per il testo integrale dell'articolo si veda Libertà di oggi, 25 gennaio 2008
giovedì 24 gennaio 2008
Monsignor Solmi, il grazie di Sassuolo
Ricevo e volentieri pubblico la mail del Comitato Conto anch'io a Sassuolo sul nuovo vescovo di Parma monsignor Enrico Solmi.
Congratulazioni o felicitazioni sono parole troppo povere per esprimere i nostri sentimenti e la nostra partecipazione alla gioia per la nomina di Vescovo di Parma di Don Enrico Solmi.
Non potevano scegliere persona migliore per quest'incarico, per la sua esperienza, professionalità e umanità.
L’interessamento da parte di Don Enrico Solmi alla collettivita’ di Modena e dintorni è andato al di là del dovere professionale. In questi anni è stato emozionante trovare tanta solidarietà e tanta umanità. Grazie di cuore, Don Solmi : anche a Lei dobbiamo il nostro sorriso.
Ci mancherà sicuramente la sua disponibilità e pacatezza nelle risposte verso le richieste e opinioni dei cittadini più bisognosi. Gli auguriamo un futuro brillante e gli facciamo una richiesta personale: ci piacerebbe che rivolgesse ancora un occhio di riguardo alle nostre comunita’ di Modena e provincia.
Con immensa stima e riconoscenza, con sincero affetto non ci rimane altro che mandare un grande in bocca al lupo a Don Solmi per il suo nuovo e importante incarico di Vescovo di Parma! Siamo certi che riuscirà a portare anche a Parma quel vento di novità e freschezza che ha contrassegnato il suo trascorso a Modena .
-Comitato Conto anch’io a Sassuolo-
Piccinini Dott. Ivano
mercoledì 23 gennaio 2008
Per Ambrosio festa in piazza Duomo

Piacenza - Una festa popolare in piazza Duomo per il nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio. Si terrà il prossimo 16 febbraio al termine della cerimonia di ordinazione e di ingresso di monsignor Gianni Ambrosio. È una delle novità che si stanno pian piano delineando all’interno del comitato organizzatore. La festa, sulla falsariga di quella tributata a monsignor Luciano Monari nel giorno del suo addio ai piacentini, si terrà in contemporanea al momento conviviale tra vescovi, cardinali e alti prelati che solitamente segue la cerimonia della presa di possesso in diocesi. Saranno una trentina gli alpini volontari che distribuiranno gratuitamente torte e vin brulè nei gazebo che verranno posizionati in vari punti della piazza.
In via di definizione anche l’accoglienza di Ambrosio il giorno dell’ordinazione e presa di possesso. Lunedì sera si è riunita la consulta dei giovani. Saranno loro ad accogliere il vescovo (verosimilmente in piazza Sant’Antonino), secondo modalità ancora da definire.
Intanto ieri mattina e gran parte del pomeriggio nuova giornata piacentina per monsignor Ambrosio. Tutta nella Curia di piazza Duomo. Un incontro approfondito con l’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari, con l’ex vicario episcopale per la pastorale monsignor Giuseppe Busani e con l’ex segretario personale di Monari, don Giuseppe Basini, che - almeno per i primi mesi - affiancherà il nuovo vescovo. Si è parlato delle prime incombenze del monsignore vercellese una volta entrato ufficialmente a Piacenza-Bobbio e dei primi appuntamenti. Anche del tradizionale viaggio in Brasile che ogni anno, in giugno, la diocesi compie in visita alle missioni piacentine in cui lavorano i sacerdoti fidei donum.
Federico Frighi
Per il testo integrale dell'articolo si veda Libertà di oggi 23 gennaio 2008
martedì 22 gennaio 2008
Monari cittadino di Piacenza l'11 febbraio
lunedì 21 gennaio 2008
I giornalisti festeggiano il patrono
Giovedì 24 gennaio, come ogni anno, i giornalisti piacentini si ritroveranno per celebrare la festa del loro patrono, San Francesco di Sales (a fianco). Alle ore 12 e 15, nella cappella del Palazzo Vescovile, l’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari celebrerà la messa. A seguire, aperitivo nel salone degli affreschi. Nel corso della messa verrà ricordato monsignor Gianfranco Ciatti, a lungo direttore del Nuovo Giornale e della radio diocesana, scomparso il 16 gennaio 2007.
domenica 20 gennaio 2008
Ambrosio a Codogno parla della Spe salvi
Intanto, anche ieri ha continuato a lavorare alacremente la macchina organizzativa della doppia celebrazione (ordinazione e presa di possesso) di Ambrosio prevista per il prossimo 16 febbraio. Sembra ormai definito l’itinerario di arrivo a Piacenza. Il vescovo eletto partirà da Vercelli di buon mattino e farà tappa a Milano all’Università Cattolica (in questo modo viene esclusa la fermata all’ateneo piacentino). Poi Piacenza. Due le ipotesi: nel pomeriggio, all’orario della celebrazione; in tarda mattinata, al seminario urbano, dove pranzerà con il cardinale Tarcisio Bertone. Un’unica tappa - la basilica di Sant’Antonino - prima di raggiungere, attraverso via Chiapponi, piazza Duomo. La celebrazione avrà inizio alle 16. Il giorno successivo, domenica 17 febbraio, presiederà la messa pomeridiana in duomo, dove dovrebbe portare il saluto al clero. La domenica successiva, al mattino, l’entrata a Bobbio.
f.fr.
Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi, 20 gennaio 2008
"Vigili, fate multe ma per il bene comune"
ha celebrato San Sebastiano, patrono delle polizie municipali
Piacenza - «Come San Sebastiano rinunciò alla carriera ed alla gloria per la fedeltà a Cristo, così anche voi vigili mettete davanti a tutto valori non effimeri ma il bene dei cittadini». Questo, in estrema sintesi, l’auspicio dell’amministratore diocesano, monsignor Lino Ferrari, rivolto alle polizie municipali che ieri, nel duomo di Piacenza, hanno celebrato il loro patrono. L’amministratore diocesano Ferrari, nella sua omelia, si è soffermato sul significato di avere come patrono un santo martire citando un precedente intervento del vescovo Luciano Monari. Poi, rivolto ai vigili, li ha esortati a seguire sempre il bene comune: «Anche il vigile cristiano fa le multe (purtroppo), ma se l’atteggiamento è quello di perseguire il bene comune allora fa un servizio di amore».
fed.fri.
Per il testo integrale dell'articolo si veda Libertà di oggi, 20 gennaio 2008
