venerdì 16 ottobre 2009

Morto don Giulio Melfi

E' morto nelle prime ore di oggi pomeriggio, venerdì 16 ottobre, nella sua abitazione di San Giorgio, don Giulio Melfi. Nato a Varone di San Pellegrino Parmense il 21 maggio 1926, è stato ordinato sacerdote il 2 aprile 1949. Ha iniziato il servizio pastorale come curato a Caorso per passare, nel 1952, con la stessa qualifica, a Varone; due anni dopo era curato nella parrocchia cittadina di Santa Teresa; nel 1955 è delegato vescovile a Zerbio; poi parroco nel 1959. Il 1° agosto 1977 il Vescovo lo nomina parroco di Gropparello dove rimane fino al 26 ottobre 2001 quando rinuncia alla parrocchia. Del 1° novembre 2000 è la nomina ad amministratore parrocchiale di Corneliano, incarico che teneva tuttora. E' stato anche insegnante di religione nelle scuole medie superiori.

I funerali verranno celebrati lunedì prossimo, alle 14,30, nella chiesa parrocchiale di San Giorgio e saranno presieduti dal vescovo mons. Gianni Ambrosio.La salma sarà tumulato el cimniterio di Corneliano. Lo aveva chiesto lui stesso in una recente lettera inviata al vicario generale mons. Lino Ferrari.

"Veramente a questa piccola parrocchia mi sono fortemente affezionato - scriveva lo stesso sacerdote - per molti motivi, anche perché ho trovato una équipe di collaboratori che, all'occorrenza senza presbitero, recitano il S.Rosario nel mese di maggio, svolgono la via Crucis in Quaresima, celebrano la liturgia della Parola con distribuzione della S.Comunione. I medesimi distribuiscono volantini e visitano le altre famiglie. A questa parrocchia mi sono affezionato tanto che ho acquistato un loculo nel cimitero di Corneliano, con l'intenzione di restare a Corneliano in vita e in morte".

mercoledì 14 ottobre 2009

Giornate sociali europee/ Ambrosio: la solidarietà è il futuro comune dell'Europa

Rientrato da Danzica, dove ha partecipato, in rappresentanza della Comece (organismo che raggruppa gli episcopati europei), alle giornate sociali europee il vescovo mons. Gianni Ambrosio ha espresso la sua piena soddisfazione per questo primo incontro europeo promosso dai Vescovi cattolici nella città polacca dove, il 1° settembre 1939, i colpi di cannone sulla Westerplatte diedero inizio al più sanguinoso conflitto mondiale, con oltre 60 milioni di morti. “La ricerca di riconciliazione che emerse da quella tragedia ha fatto crescere il progetto di libertà, pace e progresso che é divenuto l’Unione Europea”.

“Abbiamo riflettuto - ricorda mons. Ambrosio - sul significato della solidarietà e sul suo futuro in Europa. Alla luce del Vangelo e del Magistero sociale della Chiesa cattolica, intendiamo così offrire il nostro contributo per la promozione del bene comune in Europa. Noi pensiamo che la nostra generazione sia chiamata a raccogliere nuovamente la sfida della costruzione di una strategia per il bene comune, basata sul principio: ‘Mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri’. (Gal 5,13) Tale principio esige dalle istituzioni sociali il rispetto degli spazi per l’azione autonoma, affinché ogni persona possa realizzare pienamente il proprio potenziale. Tutto ciò richiede che le nostre istituzioni siano permeate dai principi di solidarietà e di sussidiarietà.

“Tale strategia necessita di una democrazia giusta, che può funzionare solo con il concorso responsabile di tutti. I comportamenti egoistici, l’utilitarismo e il materialismo devono lasciare spazio alla condivisione, come è stato ampiamente dimostrato dall’attuale crisi economica. La solidarietà deve farsi principio guida per l’azione economica. La dignità inalienabile della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, deve essere rispettata. Così come quella dello straniero che bussa alla nostra porta e delle future generazioni.

“Viviamo in società che hanno sviluppato molto la coscienza dei diritti individuali, fino a coltivare la pretesa di non avere alcuna responsabilità che verso sé stessi. E’ necessario ribadire che la solidarietà è un dovere costitutivo per ciascuno di noi e che solo a questa condizione i diritti non si trasformano in arbitrio.

“Non dobbiamo avere paura: la solidarietà è il nostro futuro comune. L’unità dell’Europa era il sogno di alcuni. E’ divenuta una speranza per molti. Oggi è nostro dovere far si che continui a servire l’obiettivo di una solidarietà globale. Dobbiamo evitare di cedere allo scoraggiamento o ad un nuovo nichilismo. Dobbiamo avere più fiducia nella capacità di ogni persona di contribuire a dare forma ad una Europa basata sui valori”.

Mons. Ambrosio a questo proposito, con gli altri vescovi europei, sottolinea che la solidarietà significa un impegno personale e collettivo in tre direzioni:

“Solidarietà tra le generazioni: promuovere e proteggere la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, creando le condizioni per consentire ai genitori di allevare i propri figli e conciliare la vita famigliare e lavorativa; implementare una politica comune europea per l’immigrazione e l’asilo, riconoscendo la dignità umana di ogni migrante, con diritti e doveri conseguenti, che sono la base della loro integrazione; riorientare i nostri stili di vita e la crescita economica per ridurre la nostra impronta ecologica e il consumo di risorse naturali non rinnovabili, e assicurare così un pianeta ancora abitabile alle future generazioni.

Solidarietà tra i cittadini europei: mettere l’economia a servizio di tutti, riconoscendo il valore del lavoro umano, in tutte le sue forme, remunerato o volontario; adattare l’economia sociale di mercato europea alle nuove sfide; proteggere i più vulnerabili, accrescere la giustizia sociale e le pari opportunità per ciascuno in seno alle nostre società, assumendo misure più efficaci per ridurre la povertà e l’esclusione sociale; promuovere una politica di regolazione dei mercati finanziari a livello dell’Unione europea e sostenere le strutture di governance a livello internazionale.

Solidarietà tra l’Europa e il resto del mondo: rispettare la parola data nei confronti dei paesi in via di sviluppo e promuovere il co-sviluppo con i paesi più poveri, in particolare con l’Africa; sviluppare ulteriormente le pratiche del commercio equo, sia a livello nazionale che europeo; promuovere la pace e la giustizia, basata sul rispetto della dignità dell’uomo, dei diritti umani e in modo particolare della libertà religiosa”.

Per consentire il raggiungimento di questi obiettivi da Danzica è venuto l’invito ad operare affinché i Bilanci degli Stati e dell’Unione europea si adeguino. Tutti i cittadini europei che condividono queste prospettive si impegnino personalmente per la loro realizzazione ed assumano anche le necessarie responsabilità politiche ai rispettivi livelli.

“La chiamata allo sviluppo integrale delle persone e dei popoli - sottolinea mons. Ambrosio richiamando quanto affermato anche dagli altri Vescovi - è una vocazione che ci precede e ci costituisce. In quanto Cristiani coltiviamo l’apertura alla trascendenza, per accogliere il dono della fraternità e affidarci alla Provvidenza di Dio e diventarne così suoi strumenti, anche se ciò debba richiedere il sacrificio personale. L'Europa ha bisogno di uomini e donne adeguatamente formati, con le braccia aperte per accogliere l’altro in nome di Gesù Cristo e costruire insieme relazioni e istituzioni di solidarietà, a servizio degli uomini del nostro tempo e avendo a cuore le generazioni future. Noi vogliamo anche continuare a dialogare e lavorare con gli uomini e le donne di convinzioni diverse per il perseguimento del bene comune”.

lunedì 12 ottobre 2009

Un sms per una goccia d'acqua

Riparte la ‘maratona solidale’ che vede impegnati la Ong piacentina Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo e la Venicemarathon Trofeo Casinò di Venezia per la costruzione di pozzi d’acqua potabile in Uganda attraverso il progetto Run for Water, Run For Life – Correre per l’Acqua e Correre per la Vita.

Da domenica 11 fino a lunedì 26 ottobre si potrà quindi aiutare gli abitanti dell’arida regione del Karamoja (Nord-Est dell’Uganda) mandando un sms solidale al numero 48583 al costo di 1 euro, oppure telefonando da rete fissa Telecom Italia al costo di 2 euro. Hanno aderito al progetto anche quest’anno le principali compagnie telefonica nazionali come, Telecom Italia, Vodafone, Tim e Wind.

Altri canali di raccolta fondi verranno poi attivati nel corso della 24° Venicemarathon Trofeo Casinò di Venezia di domenica 25 ottobre, come il ricavo netto della vendita dei pettorali delle due Family Run, le corse non competitive dedicate ai ragazzi che si svolgono il giorno prima della maratona, le donazione spontanee all’atto dell’iscrizione alla maratona e il ricavato dalla vendita di prodotti artigianali di Cooperazione e Sviluppo all’interno dell’area espositiva della maratona.

La Maratona di Venezia sposò il progetto della Ong Piacentina nel 2006 e da quel giorno insieme hanno donato da bere a 7.512 beneficiari diretti, attraverso la costruzione di 6 fonti d’acqua pulita e la riattivazione di 3 esistenti ma non più funzionanti.
Uno dei due pozzi costruiti quest’anno è stato realizzato solo grazie alla vendita di 7.000 magliette tecniche realizzate congiuntamente da Radio Deejay e Venicemarathon, vendute durante i giorni di Exposport dello scorso anno.
Oggi sono sei i villaggi e tre le scuole, nella Regione del Karamoja, che hanno accesso al bene più prezioso della terra, grazie a chi ha deciso di correre anche per una buona causa.

sabato 10 ottobre 2009

Il vescovo incontra gli studenti

La Messa di inizio anno scolastico sarà celebrata martedì 13 ottobre 2009,
alle ore 15, in Duomo e sarà presieduta da mons. Gianni Ambrosio. Al termine
della celebrazione il Vescovo incontrerà docenti e dirigenti in episcopio.
"Si tratta di un'occasione preziosa, - precisa il responsabile dell'ufficio
diocesano per la pastorale scolastica diacono Giovanni Marchioni - per tutti
coloro che vivono nel mondo della scuola, per ritrovarsi in comunione, uniti
nella preghiera e nella consapevolezza di quanta responsabilità sia
necessaria nell'apprendere e nell'insegnare".

Dalla Provincia 12mila euro al fondo diocesano anticrisi

Il vescovo Gianni Ambrosio ha ricevuto in visita ufficiale il presidente della Provincia Massimo Trespidi. All’incontro hanno presenziato il vicario generale Lino Ferrari e il direttore della Caritas diocesana Giuseppe Chiodaroli. Durante l’incontro, che ha avuto anche una parentesi riservata, si è parlato, in particolare, del Fondo straordinario diocesano di solidarietà promosso dalla Diocesi per aiutare le famiglie colpite dalla crisi economica. Il vescovo ha ringraziato il presidente Trespidi per quanto l’Ente di via Garibaldi ha già fatto: la Giunta provinciale, a titolo personale, come primo gesto di solidarietà subito dopo l’insediamento, ha infatti donato la somma di 12.210 euro. Da parte sua il presidente Trespidi ha manifestato la volontà di mettere a bilancio, per il prossimo anno, un ulteriore contributo al Fondo diocesano in quanto lo ritiene uno strumento utile per intervenire in modo concreto nelle situazioni di bisogno; inoltre si sta rivelando una scelta con una spiccata vocazione educativa in quanto tende a responsabilizzare i destinatari degli aiuti. Il presidente Trespidi ha anche parlato con il vescovo Ambrosio di altri due argomenti. E’ intenzione della Giunta provinciale sostenere le scuole paritarie presenti sul territorio provinciale in quanto operanti in un contesto di libertà educativa a cui intende ispirarsi la nuova Amministrazione provinciale; il presidente della Provincia ha pure manifestato la volontà di sostenere la rete degli oratori parrocchiali per la validità della loro proposta educativa.

Nomine, padre Rocco a Montezago

Con atto proprio dell’Ordinario Diocesano in data 23 settembre 2009 il M. R. padre Devis Rocco ocd, carmelitano scalzo, professo e sacerdote della Provincia Lombarda, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia di San Biagio Vescovo e Martire in Montezago, Comune di Lugagnano Val d’Arda, provincia di Piacenza.

Dalla Curia Vescovile

Piacenza, 7 ottobre 2009

martedì 6 ottobre 2009

Il vescovo Ambrosio a Danzica per la Comece

Il vescovo mons. Gianni Ambrosio partecipa alle "Giornate sociali cattoliche per l'Europa" in programma a Danzica, Polonia, dall'8 all'11 ottobre prossimi. Si tratta di un primo appuntamento del genere che vedrà riuniti seicento delegati, molti giovani, provenienti da tutti i Paesi europei. Mons. Ambrosio interviene come esponente della Comece (organismo che riunisce gli episcopati europei); con lui altri due vescovi italiani: mons. Arrigo Miglio di Ivrea, presidente del comitato scientifico delle Settimane Sociali (vi fa parte anche mons. Ambrosio) e mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi, presidente della Caritas ittaliana.

Mons. Gianni Ambrosio, che in altre occasioni non ha mancato di manifestare le sue perplessità sull'attuale situazione dell'Europa, questa volta partecipa alle giornate di Danzica con molte speranze. "Mi attendo molto - precisa con decisione - perchè le Giornate Sociali si avvalgono dell'apporto di tutte le Chiese cristiane ed anche perchè vi è una larga partecipazione dei giovani. Penso che da Danzica si possa rilanciare la casa comune europea che ultimamente ha potuto contare anche sul referendum irlandese".

Mons. Ambrosio, alla vigilia della sua partenza per la città polacca, parla pure della necessità che l'Europa trovi la sua dimensione di carità e di solidarietà, che riscopra - in altre parole - la sua anima cristiana.
L'ottimismo del Vescovo deriva anche dalla scelta della sede di queste Giornate Sociali: Danzica è una città dal forte significato siombolico. Qui nel 1939 ha avuto inizio la seconda guerra mondiale; qui nel 1989 vi è stata la fine del regime comunista nell'Europa centrale e dell'Est; qui nel 1979 vi è stata la prima visita del Papa Giovanni Paolo II al suo paese natale, visita dalla quale ebbe origine proprio a Danzica il movimento sociale Solidarnosc, destinato ad unire milioni di polacchi.

Comunicato stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

Oratori, servono più risorse dai Comuni

Ci sono ambiti dell’agire sociale per i quali il lavorare “in rete” non è una strategia, ma una necessità. Uno di questi è certamente l’ambito educativo. Sempre più spesso ne sentiamo parlare, ci interroghiamo e facciamo analisi, si abbozzano ipotesi per il futuro, si tentano nuove strade. Tutto importante. Non dobbiamo però dare per scontato che i nuovi problemi necessitino unicamente di nuove risposte. A volte la tradizione e la buona prassi di alcune esperienze vengono dimenticate o, per lo meno, non valorizzate nel giusto modo.
Nel marzo del 2005 il Comune di Piacenza e la Diocesi di Piacenza-Bobbio firmarono un Protocollo d’Intesa per la promozione e la valorizzazione della funzione sociale ed educativa degli oratori e dei centri di aggregazione parrocchiali. La firma di questo protocollo non ha avuto solo il grande merito di riconoscere il lavoro, importante anche sul piano sociale, che svolgono le parrocchie nei confronti dei giovani, ma anche di stimolare i responsabili e gli educatori degli oratori e dei centri di aggregazione parrocchiali ad elevare la qualità della loro proposta.
La bontà di questo protocollo appare proprio nella duplice valenza che dovrebbe avere ogni collaborazione tra pubblico e privato: riconoscimento e sostegno dell’azione del privato, da un lato, ma anche continuo stimolo al suo miglioramento, dall’altro.
Possiamo dire che in questi cinque anni il Protocollo d’intesa ha dato esiti decisamente positivi.
Il numero e la qualità dei progetti sono aumentati progressivamente durante questi cinque anni. Sono stati presentati progetti di formazione rivolti a giovani e genitori, progetti di aggregazione sociale e culturale, progetti di laboratorio teatrale e musicale, progetti di prevenzione primaria e universale per giovani e genitori; tutti progetti collocati nell’orizzonte pastorale, ma non riducibili a quest’ultimo.
Anche il numero delle persone coinvolte in questi progetti è andato via via aumentando: in totale, tra giovani, educatori e genitori, circa 6000 persone.
Dal 2005 le parrocchie coinvolte nell’orizzonte aperto dal Protocollo d’intesa sono state 20 e i progetti per i quali il Comune di Piacenza ha erogato i contributi previsti dal Protocollo stesso sono stati 54. Nel primo anno, il 2005, il contributo messo a disposizione dal Comune è stato di 15.000 euro, mentre dal 2006 il contributo è salito a 20.000. Il totale, quindi, dei contributi erogati in questi cinque anni è di 95.000 euro a fronte di una richiesta di 275.000 euro; i contributi erogati alle parrocchie a fronte dei progetti presentati sono stati quindi il 34% dei contributi richiesti.
Siamo consapevoli che la ricaduta positiva di questi accordi non deve essere valutata solo a livello finanziario; non sono i soldi che rendono creativo e significativo un progetto. E’ innegabile, però, che i mezzi agevolano la qualità degli interventi messi in campo.
Presumibilmente il prossimo anno aumenteranno sia le parrocchie sia i progetti presentati e quindi il numero di giovani potenzialmente raggiunti. Lo scorso anno il nostro Vescovo ha posto la “sfida educativa” al centro dell’attenzione della nostra comunità diocesana. Da parte loro le parrocchie si stanno impegnando con rinnovato entusiasmo, investendo risorse umane ed economiche. Il settore, che nel passato ha conosciuto momenti di grande vitalità, ha poi affrontato una parentesi di crisi dovuta a cambiamenti strutturali a cui è andata incontro anche la società piacentina. Ora si sta verificando un’inversione di tendenza e pertanto siamo grati a tutti coloro che si impegnano a sostenere i nostri sforzi, tra l’altro sempre più impegnativi.
La nostra speranza è che il circolo virtuoso innescato dalla firma del Protocollo d’Intesa nel 2005 non si interrompa, ma si incrementi, nella consapevolezza che, in ambito educativo, il mettersi “in rete” è decisivo.
Il consiglio direttivo dell’Associazione Oratori Piacentini.
Il presidente don Fabio Galli.

Appello Caritas per tsunami Filippine

La Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio lancia un appello alla popolazione piacentina a favore delle Filippine, Samoa e Sumatra, supportando l'azione di Caritas Italiana e della Conferenza Episcopale Italiana. Caritas Italiana ha subito risposto all’emergenza del tifone Ketsana, sostenendo Caritas Filippine (NASSA – National Secretariat for Social Justice and Peace). La direttrice Suor Rosanne Mallillin coordina gli interventi in loco e già parecchie migliaia di kit di prima emergenza sono stati distribuiti. I bisogni immediati riguardano sia generi alimentari che prodotti di prima necessità per gli oltre 600.000 senza tetto e a tutta la popolazione colpita dal tifone nelle Filippine, in Vietnam, Cambogia e Laos. Un appello d’urgenza è stato lanciato alla rete internazionale. La Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato un milione di euro dai fondi otto per mille.
L’onda anomala che ha invaso le strade dell’isola di Samoa e di Tonga ha distrutto 70 villaggi, causando morti, dispersi e migliaia di ‘senza tetto’. “Siamo arrivati con i primi soccorsi entro 5-6 ore dallo tsunami – ha dichiarato il responsabile di Caritas Samoa Peter Bendinelli – ed abbiamo constatato un livello di devastazione davvero altissimo. I nostri camion partono carichi di cibo, acqua e vestiti, per tornare stipati di persone che hanno perso le loro case, malati e feriti”. La rete Caritas ha risposto al disastro in coordinamento con il Centro Pastorale di Apia, la capitale, con le Caritas locali di Samoa e di Tonga, e con la Chiesa locale. Molti edifici utilizzati per le attività pastorali sono stati adibiti a centri di pronto soccorso e assistenza medica. Resta alto il rischio di infezioni ed epidemie. Caritas Italiana è accanto alle Caritas locali sostenendone gli interventi in atto.
Il terremoto che ha colpito e messo in ginocchio l’isola indonesiana di Sumatra ha seminato distruzione e morte. Migliaia sono i feriti. Il network Caritas è già presente nei luoghi del disastro, nella zona di Padang. Gli interventi immediati riguardano la distribuzione di cibo, acqua pulita e alloggi temporanei. Secondo il direttore di Karina- Caritas Indonesia, Fr. Sigit Pramudji “Ci sono ancora molte persone intrappolate sotto le macerie. Una delle nostre maggiori preoccupazioni è che vi sono soltanto tre ospedali, due dei quali sono stati seriamente danneggiati dal sisma. Altre difficoltà derivano dal problematico accesso alla zona di Padang, e dalle comunicazioni ancora intermittenti.” Caritas Italiana è presente in Indonesia con i propri operatori, che si mantengono in stretto coordinamento con la Caritas nazionale e con gli altri membri della rete Caritas dando un apporto concreto in questa fase di emergenza. Anche per queste nuove emergenze in Indonesia e nelle isole Samoa, la Presidenza della CEI ha stanziato un milione di euro, invitando alla preghiera e a sostenere le iniziative promosse da Caritas Italiana.

Per sostenere gli interventi si possono utilizzare le seguenti modalità:
versamento presso i nostri uffici in Via Giordani, 21 a Piacenza dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 15 alle 18
C/C bancario tramite Banca di Piacenza intestato a Fondazione Caritas Diocesana (causale “EMERGENZA OCEANO PACIFICO”) Iban: IT61 A 05156 12600 CC0000032157
Versamento con CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio).

mercoledì 30 settembre 2009

Domenica la processione di San Rocco

Domenica prossima, 4 ottobre, nell'ambito delle giornate internazionali di san Rocco di Montpellier, santo particolarmente venerato nel Piacentino, il vescovo mons. Gianni Ambrosio presiederà una celebrazione eucaristica alle ore 15 nella cattedrale di Piacenza.
Alle ore 16, in processione, verranno portati dalla cattedrale alla chiesa cittadina di sant'Anna (via Scalabrini - angolo via Caccialupo) un reliquiario del '700, custodito in cattedrale, e un bastone del Santo appositamente inviato dalla città francese. Si seguirà il seguente itinerario: piazza Duomo, via Pace e via Scalabrini.

martedì 29 settembre 2009

Cuore amico, un pullman per la Lipeti a Brescia

Il 17 ottobre prossimo, a Brescia, verrà consegnato alla dott. Francesca Lipeti, missionaria piacentina in Kenia, il "Premio per un cuore amico". Alla cerimonia sarà presente anche una delegazione piacentina. Per chi vuol partecipare, è previsto un pullman che partirà alle ore 7,30 (di sabato 17 ottobre), via IV Novembre, davanti al Cheope, Piacenza. La consegna del premio è alle ore 9,30; seguirà un buffet. Il rientro è previsto nella tarda mattinata dello stesso giorno
Per partecipare rivolgersi al Centro missionario diocesano telefonando al n. 0523. 308.324 (dalle 9 alle 12, da lunedì a venerdì); 333.6460701;
centromissionario@curia.pc.it.

lunedì 28 settembre 2009

Ambrosio alla Festa Granda degli alpini ricorda i militari uccisi a Kabul

Carissimi alpini, carissime fratelli e sorelle,
il brano del vangelo di questa domenica ci presenta il secondo annuncio della passione di Gesù. Anche questa volta i discepoli non comprendono la parola di Gesù. Non è una parola facile, certo. È pur vero che si tratta dell’annuncio Pasquale, dell’unico mistero pasquale costituito dalla morte e dalla risurrezione. Ma per i discepoli risulta difficile integrare i due aspetti, apparentemente opposti, del mistero pasquale: nella loro mente prevale il buio della sofferenza e della morte.
Sembra pure che i discepoli non vogliano neppure sentire quell’annuncio: si tratta di lasciare la Galilea, dove Gesù ha annunciato il Vangelo e compiuto miracoli, per salire a Gerusalemme ove Gesù sarà consegnato nelle mani degli uomini.
Gesù insiste nell’annuncio della Passione: questa è la seconda volta, ne seguirà una terza. È pienamente consapevole di ciò che lo aspetta a Gerusalemme, sa che la sua missione comporta il dono della sua vita, il battesimo di sangue (cf Lc 12, 50). Così vuole che anche i suoi amici comprendano il senso del dono della sua vita, il senso della salita che conduce a Gerusalemme ove si consegnerà nelle mani degli uomini, senza alcuna difesa, senza alcuna resistenza.

Sono queste le parole con cui Gesù comunica ai discepoli la sua Passione: «Il Figlio del’'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno» (Mc 9, 31).
Gesù ricorre all'espressione “Figlio dell’uomo”. Un titolo solenne che esprime gloria, potenza e vittoria. Gesù, il Figlio dell’uomo che ha affidato la sua vita a Dio, si consegna nelle mani dei figli degli uomini: egli è il “giusto” che viene ingiustamente messo alla prova dagli empi “con violenze e tormenti”, e condannato “a una morte infamante”. Sono le parole del libro della Sapienza, che abbiamo ascoltato come prima lettura, parole che ci introducono nel mistero del male, o meglio, nel cuore dei malvagi, la cui cattiveria sembra essere vincente.
Gesù, il Figlio dell’uomo, intende percorrere la strada del ‘messia sofferente’: è la strada del servo che dona la vita per gli uomini. Si consegna nelle loro mani, nelle mani di Giuda, di Pilato, dei soldati, nelle mani di tutti gli uomini, per essere servo di tutti e per donare a tutti la salvezza. E associa a sé tutti i profeti, tutti i giusti, tutti coloro che lottano per il bene, tutti i martiri della storia.

Se possiamo comprendere la difficoltà dei discepoli di accettare che il “Figlio dell'uomo” venga consegnato nelle mani degli uomini, restiamo tuttavia stupiti del loro comportamento. Quando Gesù annuncia il mistero pasquale, i discepoli, dice il vangelo, «avevano timore di interrogarlo» (v. 32): non osano chiedere spiegazioni, scelgono la strada del silenzio.
Un silenzio imbarazzante. Tanto più imbarazzante se pensiamo che subito dopo l’annuncio della passione, mentre sono per la strada verso Cafarnao, i discepoli si mettono a parlare tra di loro fino discutere per sapere chi fosse il più grande. Anche se sappiamo che questo genere di discussioni era molto in uso negli ambienti religiosi del tempo, troppo vistosa e troppo stridente è la distanza tra l’annuncio della passione di Gesù e la discussione degli apostoli. Una distanza sconcertante, abissale: l’evangelista Marco lo sottolinea con chiarezza, senza timore di screditare il gruppo dei discepoli.

Come reagisce Gesù? Riprendendo da capo l’insegnamento: «Sedutosi, chiamò i dodici […], preso un bambino, lo pose in mezzo a loro» (v. 35.36). Gesù non respinge i dodici, ma li invita a superare la mentalità piccola e ristretta per aprirsi il cuore e la mente alla logica nuova del Regno di Dio. Così, rovesciando il modo umano – troppo umano – di pensare, ci si apre al dono di sé. Non conta l’affermazione di sé, conta il servizio: si diventa così discepoli del Messia che si è fatto servo fino al dono della sua vita . Allora la vera grandezza dell’uomo consiste nel porsi al servizio degli altri: così si va incontro ai fratelli e si va incontro a Dio.

Ecco allora la scena davvero emblematica che conclude il brano evangelico. Gesù pone al centro un bambino, e cioè, secondo la mentalità giudaica, un soggetto che dipende da altri, e quindi, anche giuridicamente, un soggetto che non può essere collocato al centro. Gesù, dice il vangelo, lo «pose in mezzo a loro, abbracciandolo». Così, abbracciando quel bambino e collocandolo al centro dell’attenzione, Gesù manifesta visibilmente il senso concreto del suo essere Messia che si fa servo per abbracciare tutti, in particolare coloro che sono ultimi e non hanno alcun titolo di rilievo, se non quello del bisogno. Con loro infatti si è identificato Gesù, come dimostrano le parole con cui spiega e commenta il suo gesto: «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» (v. 37).

Carissimi fratelli e sorelle, siamo qui radunati attorno all’altare su cui Cristo, nel sacramento dell’Eucaristia, continua ad immolarsi per la salvezza nostra e del mondo intero. Riconoscendo che siamo noi i primi ad essere bisognosi dell’amore di Cristo che si è fatto servo e ha donato la vita per noi, preghiamo perché la nostra comunità sia davvero cristiana, capace cioè di seguire fedelmente il suo Maestro e Signore sulla strada che porta alla passione, morte e risurrezione, capace di scegliere l’ultimo posto e di accogliere e di abbracciare i più ‘piccoli’. Preghiamo poi perché tutti gli uomini arrivino a comprendere la bellezza del servizio e a vivere la logica nuova dell’amore, pur in mezzo alle tante rivalità e alle lotte della storia.
Non possiamo dimenticare i nostri fratelli che, inviati in missione di pace, sono stati tragicamente uccisi in questi giorni a Kabul. La speranza cristiana non solo ci sostiene davanti al dramma del male, ma ci convince che la morte innocente di questi giovani in missione di pace è un rinnovato appello per vincere la violenza e favorire il bene dei più deboli e indifesi. Con questo sentimenti, partecipiamo alla sofferenza delle famiglie di questi nostri soldati e a quella dei loro commilitoni. Innalziamo la nostra preghiera di suffragio al Signore per questi giovani come per tutti gli alpini che ‘sono andati avanti’, come si usa dire nel gergo degli alpini.
Non posso non ricordare, in questa grande festa degli alpini, il beato don Secondo Pollo, prete vercellese, cappellano degli alpini, che il 26 dicembre 1941, nella battaglia di Dragali in Montenegro, accorre per portare conforto ad un alpino ferito. Viene colpito da una pallottola che gli recide l’arteria femorale e muore dissanguato, come uno che ha donato tutto, fino all’ultima goccia di sangue. Lo ricordiamo con affetto, ne invochiamo l’intercessione per camminare anche noi sulla strada del dono di sé e della santità. Amen.

† Mons. Gianni Ambrosio,
Vescovo Piacenza-Bobbio

Si ringrazia Vittorio Ciani per la gentile collaborazione




domenica 27 settembre 2009

Al via la Settimana Francescana

Ecco il programma della 24a Settimana Francescana che dal 26 settembre al 4 ottobre propone, nella basilica cittadina di San Francesco, appuntamenti culturali e religiosi; tema: “1209-2009: 800 anni di attualità”.

Questo il programma:

sabato 26 settembre

ore 17: adorazione in basilica.

domenica 27 settembre

presentazione della Settimana Francescana 2009 nelle S. Messe delle ore10,00; 11,30; 18,00; 19,30 in S Donnino.

ore 20,30: basilica di S Francesco, conferenza del prof. Franco Cardini su “Francesco e il Sultano”.

martedì 29 Settembre

ore 18,30: basilica di S Francesco, inaugurazione della mostra “S. Francesco secondo Giotto” con la presenza di mons. Vescovo e delle autorità cittadine.

ore 19,00: basilica di S. Francesco, mons. Gianni Ambrosio ed il prof. Ettore Gotti Tedeschi a colloquio sulla “Caritas in Veritate” di Benedetto XVI.

giovedì 1° ottobre

ore 21,00: basilica di S. Francesco, concerto d’organo del m° Mario Duella.

venerdì 2 ottobre

ore 21,00: centro culturale “mons. Boiardi” incontro con don Giuseppe Lusignani, arch. Manuel Ferrari, arch. Michele Bragoli su: “Il restauro della Basilica di S. Francesco: storia e attualità”.


sabato 3 ottobre

ore 18:00: basilica di S. Francesco, S. Messa vigiliare e celebrazione del Transito del Santo.

domenica 4 ottobre, solennità di S. Francesco di Assisi

Ore 10,00: basilica di S. Francesco, S. Messa con conferimento del Sacramento degli Infermi.

Ore 11,30: basilica di S. Francesco, S. Messa con la partecipazione dei commercianti.

Ore 18,00: basilica di S. Francesco, S. Messa solenne presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio, concelebrata dai parroci, con la partecipazione delle autorità. Schola Cantorum di S. Francesco e S.Maria in Gariverto diretta dal prof. Fausto Finetti.


Una mostra su San Francesco e Giotto

Nell’ambito della 24a Settimana Francescana, organizzata dalla basilica di S. Francesco in Piacenza, viene proposta anche la mostra “S. Francesco secondo Giotto”. Si tratta della pregevole riproduzione del celeberrimo ciclo pittorico di Giotto che, nel la Basilica Superiore di Assisi, in 28 riquadri, rappresenta la “Leggenda Major” di S. Bonaventura sulla vita del Santo.

Data l’eccezionalità dell’avvenimento, che permetterà a giovani e non, un approccio formativo artistico, storico, religioso, francescano al capolavoro rappresentato, gli organizzatori invitano la scuola piacentina a partecipare.

Per questo è stata diramata una lettera invito a tutti gli insegnanti con la precisazione che le visite alla mostra saranno gratuite e si svolgeranno con le seguenti norme:

luogo dell’allestimento: navata centrale della Basilica;

inaugurazione della mostra: martedì 29 settembre ore 18,30;

giorni di visita: da martedì 29 settembre a lunedì 12 ottobre;

orari di visita: ore 7,30 – 12,00; 14,30 – 19,00.

Esclusi i momenti delle celebrazioni feriali (10-10,30; 17,30-18,30) e delle celebrazioni festive (10-10.45; 11,30-12; 17,30-18,30).

Contatti per visite guidate di gruppi e classi:

- segreteria parrocchiale, via Soprammuro 16: dal lunedì al sabato 9-11,30, 0523 321988;

- sig.ra Maria Rosa: 0523 329893 cell. 333 3591005;

- sig.ra Daniela: cell. 339 4286049;

- sig.ra Francesca: 0523 325151 (solo pomeriggio).

sabato 26 settembre 2009

A Cortemaggiore il meeting missionario

Domani a Cortemaggiore (Piacenza), presso il convento di San Francesco dei Padri Sacramentini, si terrà il quinto Meeting missionario regionale promosso dai Centri missionari dell’Emilia Romagna in collaborazione con Caritas Emilia Romagna, Pastorale giovanile della regione, Rete interdiocesana Stili di vita, Agesci Emilia Romagna, Associazione Vie di Sviluppo, Emi - Editrice missionaria italiana.
Tema: “Diversamente vivere. Sono forse io il custode di mio fratello?”. Il Meeting ha anche un risvolto ecologico: con il titolo “Io vengo a impatto zero” viene lanciato un concorso sui mezzi di trasporto utilizzati per raggiungere la sede del convegno.

Questo il programma:

ore 9,30: arrivi ed iscrizioni (contributo per pranzo e spese organizzative euro 12; per giovani studenti e non lavoratori euro 5; per bambini e per chi non si ferma a pranzo un’offerta); previsto il servizio baby-sitter;

ore 10,00: preghiera guidata da suor Marlena Balduchelli (comboniana, della redazione di Combonifem) e presentazione della giornata;

Tavola rotonda sul tema: “La vita nel terzo millennio: decrescita e qualità alla ricerca della felicità perduta” con:
don Giancarlo Dallospedale (Fidei Donum della diocesi di Piacenza-Bobbio, Vicario generale della diocesi di Boa Vista in Brasile);
Maurizio Pallante (Movimento per la Decrescita Felice);
don Fabio Corazzina (Pax Christi Brescia);
Lydia Keklikian (Libanese di origine armena, collaboratrice di Missione Oggi);
coordina Massimo Cirri (Caterpillar, Radio 2);

ore 12,30: pranzo semplice con piatto tradizionale piacentino (pisarèi e fasö);

ore 14,000: festa della missione, stand, banchetti, mostre fotografiche;

ore16: celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Piacenza-Bobbio.

Anche in caso di pioggia o maltempo il programma non subirà cambiamenti in quanto gli incontri si svolgono al coperto. Per informazioni: Lidia 347.9681659; centromissionario@curia.pc.it.

venerdì 25 settembre 2009

Da Procida pesce benefico per Africa Mission

Sarà un team di cuochi in arrivo direttamente dall’isola di Procida (Napoli) a preparare la cena a base di pesce che Africa Mission - Cooperazione e Sviluppo ha organizzato per sabato 3 ottobre a Piacenza con l’obiettivo di sostenere i suoi progetti in Uganda e in sud Sudan. Si tratta di un’iniziativa con cui la Ong piacentina vuole coinvolgere tutta la cittadinanza in un evento all’insegna della solidarietà e della convivialità.

Già in passato, all’epoca del fondatore don Vittorio Pastori, un gruppo di amici di Procida era solito organizzare una cena a base di pesce per gli amici piacentini del Movimento. Ora l’iniziativa viene riproposta proprio per ricordare don Vittorio nel 15° anniversario della sua morte, e con l’occasione viene aperta a tutti i piacentini. Gli amanti della buona cucina potranno dunque deliziarsi con le prelibatezze preparate dai cuochi di Procida. E il ricavato della serata verrà interamente devoluto a favore dell’Opera di don Vittorio, la cui figura verrà ricordata nel corso della serata attraverso testimonianze e filmati.

La cena avrà inizio alle ore 20,00 presso il salone della parrocchia di Santa Franca, in piazza Paolo VI. Come antipasto si potranno gustare polipetti alla Lucianella serviti su crostone di pane raffermo, frittelle al basilico e alici marinate. Seguirà un primo piatto di tubettoni con cozze, zucchine e pomodorini. Come secondo piatto verranno preparati tranci di pesce spada con polpettina di pesce, accompagnati come contorno da un’insalata di peperoni tagliati in sottili filetti, marinati in sale e aceto, conditi con olio di oliva. Il menù si chiuderà quindi con cassata procidana e frutta mista di stagione come dessert. Per finire, si potrà gustare il delizioso limoncello di Procida. La cena verrà accompagnata dai vini gentilmente offerti dalla Cantina Molinelli di Ziano Piacentino (PC).

Il contributo di partecipazione è di 30 euro a persona. I posti disponibili sono 300. L’iniziativa ha già raccolto molte adesioni. Per informazioni e prenotazioni, contattare la sede del Movimento, in Strada ai Dossi di le Mose 5/7 a Piacenza, telefonando al numero 0523-499424 o inviando un’email all’indirizzo
africamission@coopsviluppo.org, entro il 28 settembre.

giovedì 24 settembre 2009

Al Municipale inizia l'anno di Cielle

Sabato 26 Settembre a partire dalle 15 presso il teatro Municipale di Piacenza in Via Verdi si svolgerà la Giornata di Inzio Anno del Movimento di Comunione e Liberazione per le comunità di Piacenza, Fidenza, Salsolmaggiore dal titolo:“Raggio divino al mio pensiero apparve, donna, la tua beltà”.

Il momento centrale dell’evento sarà il collegamento in diretta audio/video con la Fiera di Milano, dove ad intervenire sarà don Julian Carron, guida del Monvimento fondato da don Luigi Giussani e presidente della Fraternità di CL. La santa messa concluderà l’evento.

Il titolo dell’incontro riporta un verso, tratto dall’Inno ad Aspasia di Leopardi, che descrive la dinamica del segno, della quale il rapporto fra l’uomo e la donna costituisce un esempio commovente.
“Raggio divino al mio pensiero apparve, donna, la tua beltà”.
La bellezza della donna è in realtà raggio divino, segno che rimanda oltre, ad altra cosa più grande, divina. Attraverso la bellezza della donna è Dio che bussa alla porta dell’uomo. Se non comprende questa dinamica l’uomo cade nell’errore di fermarsi alla realtà che ha suscitato il desiderio. Come se una donna che riceve un mazzo di fiori, rapita dalla loro bellezza, si dimenticasse del volto di chi glieli ha mandati, e del quale sono segno, perdendo il meglio che i fiori recavano.

L’incontro con Carron è un grande avvenimento perché è l’incontro con un uomo che vive fino in fondo la propria umanità, le domande di significato, le esigenze di verità, giustizia e bellezza presenti nel cuore di ciascuno, disposto ad accogliere ogni istante la sfida che le circostanze misteriosamente pongono e l’inevitabile segno del Mistero che esse rappresentano.
“Le circostanze per cui Dio ci fa passare sono fattore essenziale e non secondario della nostra vocazione, della missione a cui ci chiama”, dunque le circostanze non sono neutre, non sono cose che capitano senza alcun senso, non cose da sopportare e subire stoicamente. Sono parte della nostra vocazione, della modalità con cui Dio, ci chiama, ci sfida, ci educa.
L’incontro con un uomo che non si sottrae alla serietà della vita e al divino valore che ogni circostanza porta, è una opportunità e una testimonianza offerta a tutti.

Per maggiori informazioni sull'iniziativa contattare il n° 3385065948 oppure scrivere a: clpiacenza@libero.it

Diocesi, il clero costa 4,7 milioni di euro all'anno

Spesa per il sostentamento del clero

Nell’anno 2008 per i 297 sacerdoti diocesani, (uno per ogni 1.010 abitanti) il sostentamento è costato 4.757.290,88 euro a cui si è potuto provvedere con le risorse sotto elencate:

remunerazione da parrocchie 171.190,00 pari al 3,6%
remunerazione da stipendi e/o pensioni 823.492.00 pari al 17,3%
redditi da patrimoni diocesani 2.618.075,70 pari al 55,0%
offerte per il sostentamento 2007 101.393,14 pari al 2,1%
fondi dell’8xmille 1.043.140,04 pari al 22,0%

Offerte per il sostentamento del clero

Nell’anno 2008 le offerte per il sostentamento del Clero, effettuate da persone residenti in diocesi sono state 813 per un importo di 91.249,55 euro. Si contano 690 offerenti, uno ogni 435 abitanti. Sia come percentuale e sia come cifre offerte siamo sotto la media sia regionale che nazionale.

Diocesi, dall'8xmille 419mila euro per le opere di carità

Nell’anno 2008 la diocesi di Piacenza-Bobbio ha ricevuto dalla C.E.I. 2.205.945,14 euro dei fondi 8xmille

I fondi sono stati destinati come segue:

per opere di culto e pastorale 743.752,09 pari al 33,7%

per opere di carità 419.053,01 pari al 19,0%

per il sostentamento clero 1.043.140,04 pari al 47,3%


PER OPERE DI CARITA’:

per le Caritas parrocchiali euro 13.000,00

per la lotta alla tossicodipendenza euro 20.000,00

per la Carità e la famiglia euro 65.000,00

per il fondo antiusura euro 5.100,00

per la fondazione Caritas (nuova struttura) euro 140.000,00

per le organizzazioni degli extracomunitari euro 6.000,00

per le organizzazioni che operano a favore degli anziani euro 61.000,00

per le organizzazioni che operano per portatori handicap euro 35.000,00

per le organizzazioni a favore dei poveri euro 48.000,00

per interventi particolari e urgenti euro 15.000,00

per il fondo emergenze diocesane euro 80.018,76


per il culto e il restauro degli edifici religiosi :

per la conservazione degli edifici delle varie parrocchie euro 142.000,00

per la musica sacra euro 5.000,00

per la manutenzione di case canoniche e locali per la pastorale euro 64.500,00

per il consultorio diocesano euro 10.000,00

per le parrocchie in condizioni di straordinaria necessità euro 86.600,00

per la scuola di musica sacra euro 10.000,00

per la curia diocesana e gli uffici pastorali euro 132.000,00

per il tribunale ecclesiastico diocesano euro 5.500,00

per i mezzi di comunicazione sociale a finalità pastorale euro 116.300,00

per gli archivi e le biblioteche euro 7.746,00

per il rimborso delle spese per i servizi pastorali euro 25.000,00

per i seminaristi euro 17.835,00

per la formazione permanente clero euro 10.000,00

per la formazione dei diaconi euro 10.000,00

per la cura pastorale degli immigrati euro 25.000,00

per i sacerdoti “Fidei Donum” euro 15.000,00

per i giovani e gli oratori euro 11.500,00

per le associazioni ecclesiali (formazione dei membri) euro 23.600,00

per le iniziative di cultura religiosa euro 20.000,00

per la promozione del sostegno economico euro 2.900,00

per il fondo diocesano emergenze euro 18.448,30

mercoledì 23 settembre 2009

Ottopermille, per la Chiesa firmano i 70enni

Nel 2009 sono passati dall’ufficio di curia oltre mille CUD, grazie anche alle organizzazioni dei CAF delle ACLI e della CISL e FABI, e di alcune parrocchie, (troppo poche a mio parere).
Riguardanti coloro che hanno firmato per la Chiesa Cattolica
Cercando di analizzare questi primi dati possono notare che:
Le donne nate prima del 1929 sono state: 222
nate dal 1930 al 1939 sono state: 225
nate dal 1940 al 1949 sono state: 144
nate dal 1950 al 1959 sono state: 28
nate dal 1960 al 1969 sono state: 17
nate dal 1970 al 1979 sono state: 14
nate dopo il 1980 sono state: 5
per un totale di 655 donne
Come si può notare la stragrande maggioranza di chi ha firmato i CUD è costituita da donne che hanno superato i 70 anni, la maggioranza sono vedove.

Gli uomini nati prima del 1929 sono stati: 70
nati dal 1930 al 1939 sono stati: 157
nati dal 1940 al 1949 sono stati: 89
nati dal 1950 al 1959 sono stati: 28
nati dal 1960 al 1969 sono stati: 19
nati dal 1970 al 1979 sono stati: 14
nati dopo 1980 sono stati: 20
per un totale di 397 uomini
Come si può notare anche fra gli uomini la maggioranza supera i 70 anni.

lunedì 21 settembre 2009

Corbellini: parà uccisi martiri della pace

Anche i nostri soldati uccisi a Kabul, con tutti limiti che ci sono nell’agire degli uomini, certamente hanno sacrificato la vita per il servizio alla pace, per tante persone da loro nemmeno conosciute.

Lo ha detto monsignor Giorgio Corbellini a margine della cerimonia dell'Angil dal Dom 2009 a Piacenza