domenica 21 ottobre 2007

Monari, il grazie di Reggi


Il saluto del sindaco di Piacenza Roberto Reggi

È con sincera commozione che, in questa giornata così importante per la nostra Diocesi, porto il saluto della città di Piacenza a mons. Luciano Monari. Spero di interpretare al meglio i sentimenti di affetto, stima e riconoscenza della comunità piacentina espressi in maniera tanto evidente dalla straordinaria partecipazione di oggi nella piazza e in Cattedrale.In questi dodici anni, il nostro Vescovo ha condiviso con tutti noi un percorso di profonda umanità, caratterizzato dalla ricerca costante del dialogo, da una sensibilità autentica per i problemi sociali, dall’analisi attenta sulle tematiche della convivenza civile e dei diritti della persona.Le sue parole sono spesso state di stimolo alla riflessione sull’impegno per il bene della collettività: un’esortazione ad accantonare gli egoismi, la superficialità, i pregiudizi, un invito all’accoglienza e alla costruzione di una città aperta e solidale, nella quale i giovani siano chiamati a un ruolo da protagonisti.È forte e vero il legame che mons. Monari ha consolidato con i nostri ragazzi, ma più in generale con tutti coloro che hanno avuto bisogno di conforto o, semplicemente, di essere ascoltati e compresi. Posso dire con convinzione che don Luciano ha fatto, della comunità piacentina, una realtà più generosa e vicina alle sue fasce deboli, orientata a oltrepassare il muro dell’indifferenza che talvolta rischia di renderci estranei gli uni agli altri.AI mondo della politica, il nostro Vescovo ha trasmesso un messaggio di onestà e dedizione che incarna la più alta concezione di servizio e trasparenza, indicando la carità come un aspetto irrinunciabile del mandato amministrativo e chiedendoci di superare le barriere dell’ideologia.Per tutte queste ragioni, domani, l’assemblea del Consiglio comunale conferirà a mons. Monari la cittadinanza onoraria, tributo alla sua partecipazione costruttiva al dibattito pubblico sulla vita di Piacenza, al sostegno concreto e all’amicizia che egli ha riservato alle associazioni di volontariato, alla sua statura intellettuale ed etica, al suo ruolo sempre propositivo rispetto alle questioni di attualità.Vorrei rivolgermi a lei, caro don Luciano, per dirle che siamo grati di aver potuto trovare, nel suo Episcopato, un prezioso punto di riferimento in una società che corre veloce e, troppe volte, sembra non avere una meta. Non c’è occasione migliore di questa, in cui si celebra il 40° anniversario di presenza delle Missioni piacentine in Brasile, per fermarci un istante e sentire realmente nostri quegli ideali di pace, solidarietà, uguaglianza tra i popoli e incontro tra culture che lei ha saputo divulgare in maniera così intensa e coinvolgente.La folla che si è riunita qui oggi è la testimonianza non solo di quanto siano radicati nella nostra comunità questi suoi insegnamenti, ma soprattutto del desiderio di dirle grazie, desiderio che appartiene a ciascuno di noi e ai tanti che non hanno potuto partecipare - in particolare gli anziani soli e le persone ammalate cui lei è stato accanto in questi anni.Di dirle grazie per la ricchezza umana e spirituale che ci ha donato, per la semplicità e l’immediatezza del suo rapportarsi alla gente, per la coscienza civica di cui si è fatto interprete.È difficile tradurre in un discorso l’emozione del commiato, soprattutto se si deve salutare un amico. Mi piace pensare, quindi, che questo sia un arrivederci: certo; saranno più rari i momenti di incontro, ma Piacenza, caro Vescovo Luciano, serberà care le sue parole e il suo sorriso, la accompagnerà nella preghiera lungo il suo cammino alla guida della Diocesi di Brescia e come vicepresidente della Cei, continuando a fare tesoro delle sue riflessioni.Oggi riceve l’abbraccio di una città intera che, ricordando un suo monito in tal senso, si impegnerà a rendere "sempre più visibile il segno della carità e della gratuità dell’amore". Grazie, don Luciano. Grazie di cuore.

Roberto Reggi
sindaco di Piacenza

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