domenica 27 aprile 2008

"Don Narciso testimone di pace"

Pubblichiamo l'omelia del vescovo di Piacenza-Bobbio Gianni Ambrosio tenuta lo scorso 22 aprile a Bacedasco Basso per i funerali di don Narciso Acuti.

Cari fratelli e care sorelle,
siamo qui radunati attorno all’altare del Signore per invocare la pace eterna per il nostro fratello don Narciso Acuti. La nostra preghiera è piena di fiducia, perché poggia sulla Parola di Gesù che ci assicura il dono della sua pace (cfr. Gv 14, 27).
Gesù promette il dono della pace nel discorso di addio ai suoi discepoli. Prendendo congedo dai suoi durante l’ultima cena, Gesù li saluta nella forma del saluto abituale – l’augurio di pace ‑, ma sulle sue labbra questo saluto assume un significato più autentico e soprattutto un significato di totalità, di pienezza. Non si tratta solo di un augurio di pace, ma si tratta del dono della sua pace: Gesù dona la sua pace, la comunica realmente. La pace che Gesù dona è il compimento delle speranze e delle benedizioni messianiche. Anzi, il dono della pace di Gesù va oltre le più alte aspirazioni messianiche. Donando la sua pace, Gesù dona la pienezza della vita nella comunione definitiva e senza fine con Dio. Egli, mandato dal Padre, sta ora per tornare al Padre ma solo dopo aver donato la sua vita per i suoi, per la loro vita, per la loro riconciliazione, per la loro salvezza. La pace di Gesù nasce dalla sua vita donata e si nutre del suo amore. Così egli porta a compimento la missione che il Padre gli ha affidato. È questa la sua pace, la pace di Gesù, dono del suo amore. È questa la pace che Gesù ci dona con la sua morte e la sua risurrezione. Accettando ‑ e non subendo ‑ la passione e la morte, Gesù dimostra tutto il suo amore verso il Padre e tutto il suo amore per noi.
Proprio perché la pace di Cristo è il dono del suo amore totale e completo, l’apostolo Paolo può giustamente esclamare che «Cristo è la nostra pace». (Ef 2, 14).
Invocando la pienezza della pace per il nostro fratello don Narciso, vogliamo anche rendere grazie al Signore per il ministero svolto da questo sacerdote. Possiamo dire: rendiamo grazie al Signore per il ministero di pace attuato da don Narciso nei molti anni del suo servizio presbiterale. “Ministero di pace”: il Signore è stato mandato dal Padre a portare "pace agli uomini" amati da Dio, e ha poi mandato i discepoli a recare la lieta notizia che è pace. Portare ai fratelli la pace del Signore ‑ anelito insopprimibile presente nel cuore di ogni persona ‑, è la grande missione dei discepoli di Gesù: di tutti i discepoli, di tutti i battezzati, di tutti coloro che vivono la vita nuova della Pasqua del Signore. E in modo particolare questa missione è affidata a coloro che sono chiamati al ministero presbiterale, associati a Cristo sacerdote, e dunque orientati all’Eucaristia non solo celebrata ma vissuta in prima persona.
Il nostro don Narciso possa rendere grazie in eterno al Signore contemplando il suo amore e godendo della sua pace.
Possiamo ancora aggiungere un pensiero in riferimento alla prima lettura. Quando Paolo e Barnaba ritornano ad Antiochia, riuniscono la comunità – così come è riunita oggi la vostra comunità ‑ e riferiscono «tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro e come aveva aperto ai pagani la porta della fede» (At 14, 27a). Don Narciso possa rendere grazie al Signore anche osservando dall’alto “tutto quello che Dio ha compiuto” per mezzo del suo ministero, svolto per molti anni qui in questa sua parrocchia, aprendo a molti «la porta della fede» (At 14, 27b) e donando a tutti la pace del Signore.
† Mons. Gianni Ambrosio,
Vescovo Piacenza-Bobbio

Si ringrazia Vittorio Ciani per la collaborazione

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